lunedì 5 agosto 2013

Recensione: "Mansfield Park" di Jane Austen

Titolo: Mansfield Park
Autore: Jane Austen
Editore: Einaudi 
Data di pubblicazione: Aprile 2013
Pagine: 503
Prezzo: 9,00 €

Trama:
Mr. Price è tra le tre sorelle Ward quella che ha contratto il matrimonio meno favorevole, ha infatti sposato Mr. Price un uomo rozzo, senza cultura o capacità particolari e con mezzi molto limitati.
I due hanno avuto numerosi figli, che a stento riescono ad educare e mantenere con le loro modeste entrate.
Sua sorella maggiore Lady Bertram, a cui era anni prima, spettato un destino matrimoniale più vantaggioso, avendo sposato il baronetto Mr. Bertram, prende la decisione assieme al consorte di togliere a Mr. e Mrs. Price, già molto in difficoltà, il peso di occuparsi di uno dei  figli, prendendolo loro stessi in affidamento.
Scelgono la secondogenita Fanny, che data l'età, 9 anni, simile a quella delle loro stesse figlie, avrebbe potuto godere al meglio della loro compagnia, al fine di migliorare i propri modi e la propria educazione.
Fanny così si reca, seppur controvoglia, a Mansfield Park.
Il suo carattere umile, fin troppo sensibile e suscettibile alle critiche, non le rendono facile ambientassi in fretta.
Le cugine, Maria e Julia, non perdono occasione, seppur non facendolo con cattiveria, di notare ed evidenziare le numerose lacune della nuova arrivata.
Nell'aspetto, nell'eleganza, nei modi, nella conoscenza, nella preparazione, in tutto lei appare carente.
La stessa Fanny, non essendo capace di controbattere a qualcosa che lei stessa ritiene vero, si limita a sentirsi umiliata e a chiudersi maggiormente in se stessa.
Solo il cugino Edumnd, comprendendone lo stato d'animo e la bontà dei sentimenti, le è di conforto.
Lui diventa per lei suo confidente e consigliere, il metro morale in base al quale giudicare i comportamenti propri e degli altri.
Gli anni passano e l'affetto che Fanny nutre nei confronti di quello che è suo cugino e unico punto di riferimento aumenta, fino a trasformarsi in amore, che la ragazza terrà segreto, inizialmente anche a se stessa.
L’arrivo dei fratelli Crawford, Henry e Mary, due sofisticati londinesi, rompe la monotonia della sonnolenta Mansfield, creando in breve tempo non pochi sussulti nei cuori dei giovani Bertram...

Recensione:
Fra quelli che ho letto sin ora ("Ragione e Sentimento e "Orgoglio e Pregiudizio") "Mansfid Park" è quello che maggiormente si distacca dagli altri, soprattutto all'inizio del romanzo, quando la Austen, per la prima volta, ci raccolta di una bambina timida, insicura e impaurita, che fatica ad ambientarsi in un posto in cui non si sente all'altezza di nulla e di nessuno.
Di tutte le protagoniste che Jane ci racconta nei suoi romanzi, Fanny è senza dubbio quella più passiva.
Raramente esprime opinioni o partecipa ai dialoghi, e spesso, anche se è presente in una scena. ci si dimentica di lei, tanto è silenziosa e taciturna.
Fanny è in realtà un personaggio riflessivo, nel romanzo dà vita ai suoi pensieri solo quando è sola, rinchiusa nella stanza a est.
Spesso tende a censurare i suoi stessi pensieri, poiché anche solo il pensar male, di chi le è accanto le procura sensi di colpa.
La scrittura in questo romanzo mi è parsa, in alcuni paragrafi più che in altri, confusa.
Spesso nei dialoghi ho fatto fatica a comprendere, chi, dicesse cosa.
Inoltre ho trovato la scrittrice prolissa in alcuni discorsi.
Se in "Ragione e Sentimento" ho lamentato che non ci fossero dialoghi tra le coppie d'innamorati (Marianne e  Willoughby;  Elinor e Edward) che ne accertassero i sentimenti, qui ce ne sono fin troppi, e non sono nemmeno di natura propriamente sentimentale.
Edmund e Mrs. Crawford spesso si confrontano sulle proprie idee e convinzioni in merito alla figura dell'ecclesiastico, dell'abito, del prendere o meno i voti, della lunghezza più o meno eccessiva della messa ecc.
Tutti argomenti che vengono dilungati eccessivamente, e credo che questo sia attribuibile alla volontà della stessa scrittrice di farci sapere il suo parere in merito a tali questioni.
Per queste ragioni ho trovato questo romanzo più "pesante" e meno appassionante di quelli letti in precedenza della medesima autrice.

Considerazioni:
Se non hai letto il romanzo, e hai intenzione di farlo fermati qui!
Fanny è un personaggio che ha da subito catturato la mia simpatia. 
Una bimba di nove anni, costretta suo malgrado a lasciare la  famiglia, catapultata in un'altra dove tutti le sono estranei e nessuno sembra sforzarsi di darle affetto, o farla sentire meno sola, a chi non farebbe tenerezza?
Il suo carattere umile, taciturno, non capace di rispondere alle offese e serbare rancore, non fa altro che accrescere nel lettore l'affetto nei suoi riguardi.
Questo è successo a me, almeno fino ad un certo punto!
Crescendo Fanny ha maturato dei sentimenti nei confronti del cugino Edmund, e questo le ha fatto conoscere anche un'altro sentimento fino ad allora mai provato... la gelosia.
Fanny non è mai stata gelosa delle cugine, e a loro, come alla terribile zia Norris, ha sempre perdonato e giustificato ogni offesa o cattiveria a suo danno e ogni vanità e presunzione.
A Mrs. Crawford però non perdona nulla, e sebbene questa si dimostri in più occasioni sempre gentile e piena di riguardi nei suoi confronti, Fanny non smette di vedere del marcio in ogni suo gesto e parola.
Questo mi ha reso via, via il suo personaggio sempre più antipatico.
Ora io ammetto di essere portata a giudicare quello che leggo influenzata da quella che è la mia mentalità, sicuramente più aperta rispetto a quelli che sono i tempi in cui è stato scritto il romanzo, ma no ho trovato comportamenti o affermazioni eccessivamente oltraggiose in Mrs. Crawford, anzi, mi sono ritrovata spesso in accordo con molte delle sue convinzioni.
Il suo essere screanzato e scherzoso, il suo spirito sarcastico e malizioso mi hanno divertito e mi hanno ricordato sia Marianne (di "Ragione e Sentimento", che resta fra tutti i personaggi della Austen quello che ho maggiormente amato) ed Elizabeth (di "Orgoglio e Pregiudizio")
I giudizi di Fanny, influenzati inconsapevolmente dalle convinzioni dell'uomo di cui è innamorata, li ho trovati spesso ingiusti e presuntuosi.
Come può una ragazza che ci viene presentata in maniera tanto umile avere la presunzione di ritenere sciocca un'altra persona, solo perché ha idee diverse dalle sue? E diciamocelo, più moderne!
Così il racconto, che inizialmente mi stava coinvolgendo perché diverso dagli altri (e io non avrei proprio voluto ritrovarmi a leggere la seconda ristesura di "Ragione e Sentimento") ha finito per annoiarmi.
Andando avanti ho percepito la svolta, e la storia ha ricominciato ad appassionarmi, il corteggiamento di Hanry l'ho trovato un bel cambiamento, dava freschezza e brio ad un romanzo dai toni un po' smorti, dove la tristezza e il senso di colpa avevano fatto, sino ad allora, da padroni.
Avevo sperato di vedere Fanny coinvolta, man mano, in questo sentimento, di vederla allegra e spensierata lasciarsi andare ad un amore fatto di passione, e non di solo affetto fraterno e stima morale, come quello che la lega al cugino.
E invece no! La Austen (a parer mio) rovina tutto, facendo tornare Hanry a vestire i panni di un mascalzone. 
Anche questa volta com'era già successo in "Ragione e Sentimento" ci regala un finale affrettato (anche se in questo caso, l'ammetto, non vedevo l'ora che il libro finisse) in cui, in poche righe veniamo a conoscenza dell'amore nato tra Edmund e Fanny.
E troviamo il povero Edmund rilegato in un amore che non aveva mai desiderato, il che ancora una volta mi ha ricordato Marianne e il suo matrimonio improvviso con il colonnello Brandon (scelta che anche in quel caso ho disprezzato U_U)
In conclusione sono giunta a ritenere che alla cara Jene, l'amore passionale non vada tanto a genio. 
La scrittrice appare sempre pronta a sgretolare ogni sogno di futura felicità, in favore di affetti meno sentiti e forse a suo parere più duraturi.


Il mio voto per questo libro

9 commenti:

  1. Ciao, non so se hai gia' ricevuto questo premio, ma volevo dartelo comunque. Ecco qui e' dove puoi ritirarlo ;)
    http://unpoditutto-midnight.blogspot.it/2013/08/premio-liebster-blog.html
    spero ti diverta!
    a presto!

    Midnight

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  2. Su alcune cose probabilmente hai ragione...anche se devo ammettere di non essere giudice imparziale con zia Jane - infatti sul mio C&M non ho mai voluto recensire nessuno dei suoi capolavori. In ogni caso, devi considerare anche il periodo storico non solo in cui si ambienta la storia ma anche in cui l'autrice è vissuta. Quelli che tu classifichi come dialoghi ed argomenti prolissi erano la normale quotidianità per la figlia di un reverendo di campagna, per non parlare del fatto che era questo il modo in cui una coppia di innamorati o di...simpatizzanti potevano conoscersi meglio e passare del tempo insieme. Non ti basare, come purtroppo fanno molti, sulla visione di quel mondo che presentano i romanzetti rosa e gli harmony ambientati - si fa per dire... - nei secoli passati. E' solo un pretesto per dare una spolverata di nuovo a trame e personaggi triti, ritriti e ritriti ancora. La vera società di quel tempo è certamente quella che ci fa vedere Jane Austen...perché l'ha vista e vissuta con i suoi occhi! Può piacere o annoiare, questo è normale, ma sicuramente niente - di romanzato - può essere più efficace.

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    1. Be' posso dirti subito di non classificare il mio parere come quello dato da "una lettrice di romanzi harmony o di romanzetti rosa" in generale, non sono assolutamente il mio genere e di harmony ne ho letto solo uno quando andavo alle medie, e da allora mai più..
      Baso il mio parere solo su quello che ho notato essere il suo stile di scrittura in questo romanzo, che è effettivamente prolisso e spesso confusionario in alcuni passaggi, a differenza degli altri suoi romanzi da me fin ora letti.
      Come ho scritto, sicuramente il mio giudizio è influenzato da quello che è il mio modo di pensare, influenzato a sua volta della realtà diversa in cui viviamo, ma infondo, non poi così tanto.
      E' sicuramente vero che quelli citati erano alcuni degli argomenti di conversazione del tempo, ma dubito che fossero gli unici, e se così fosse non ne comprendo la totale assenza nei suoi romanzi precedenti.
      Sono invece convinta che lei utilizzi i suoi personaggi per dar voce alle sue opinioni, ed è ben diverso costruire un dialogo per far interagire e conoscere due personaggi di un libro, dal cercare di convincere il lettore di quanto sia giusta una tesi, ed errata un'altra, e in questo caso è evidente (almeno per me) che l'intenzione della scrittrice è la seconda.

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  3. Leggere è Sognare15 agosto 2013 19:40

    Ho letto tutti i romanzi di Jane Austen, ma non sono una fan tanto sfegatata da definirla mia zia o da difenderla a spada tratta neanche fosse una mia parente.
    Gli eccessi mi danno particolarmente fastidio, e considero la categoria dei "fan" come uno dei tanti mali del mondo XD
    Credo ci sia poca oggettività da parte di tante "nipotine"
    Difendere ad ogni costo è sbagliato tanto quanto lo è criticare per partito preso.
    Concordo con quasi tutto quello che hai scritto nella tua recensione.
    Il personaggio di Fanny che inizialmente mi inteneriva, mi è diventato man mano insopportabile e son finita per odiarla, fino a fare un tifo spropositato per Mary Crawford, che anche a me ha ricordato nella malizia e nel sarcasmo e nella risposta sempre pronta Elizabeth Bennet.
    Edmund invece mi è stato sin da subito antipatico, l'ho odiato da quando per fare il galantone con la sua bella privava Fanny (che in quel momento ancora godeva delle mie grazie XD) del suo cavallo, per non parlare poi di quando l'ha mollata tutta sola, se non erro, in giardino per delle ore! L'ho trovato un personaggio di una noia pazzesca.
    Come ho trovato estremamente noioso questo romanzo, ho dovuto far affidamento a tutta la mia buona volontà per finirlo, ho quasi rinunciato per più di una volta. Sicuramente il più brutto che la Austen abbia scritto.

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  4. eheh, concordo, spesso i fan sono poco obiettivi. Non considero né tanto meno definisco Jane Austen "mia zia" pertanto non la difendo a tutti i costi come se fosse tale.
    Se una cosa mi piace la dico se mi piace meno sono libera di dirlo in egual modo.
    Anche a me non è piaciuto il comportamento di Edmund.
    In questo romanzo, e forse è per questo che mi è piaciuto molto meno dei due precedentemente letti,c'erano vari personaggi odiosi e nessun personaggio amabile al quale affezionarsi, e per il quale tifare.

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  5. L'unico romano della Austen che non mi è piacuto, una noia terribile! E anche piuttosto angoscioso all'inizio, con la povera Fanny strappata alla famiglia ancora bambina e mandata in mezzo a persone che non conosce, in ambinenti che non conosce..mamma mia!
    non mi ha preso per niente, e la storia d'amore con Edmund è stata davvero scontatissima.

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    1. Si è abbastanza noioso, ma ho trovato molto più noioso Emma, almeno qui c'era qualcuno da odiare...
      L'inizio mi aveva incuriosito, perché parlando di una bambina era finalmente diverso dagli altri due (ragione e sentimento, e orgoglio e pregiudizio) che avevo già letto.
      Poi anche questo però si è rivelato la solita solfa, con personaggi presuntuosi e finale banale.
      E a conti fatti, per ora posso dire che non c'è un finale della Austen che mi abbia stupito, sono tutti così scontati e prevedibili... ma perché?

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    2. Ciao Marzia ho letto tutta la tua recensione e i commenti e non posso giudicare mansfield park perché non l'ho ancora letto ma la trama si ed è per quello che ancora non ho cominciato a leggerlo se no il tempo lo avrei trovato anche dormendo di meno come è successo con orgoglio e pregiudizio e metà ragione e sentimento. Quindi posso dirti che le mie sensazioni leggendo la trama era le stesse tue e poi mi ricordo di avere visto l'inizio del film e la fine e nel primo caso mi aveva annoiato mentre la fine l'ho capita poco e mi è sembrata forzata e strana ma credevo fosse perché non avevo visto il film per intero dato che l'inizio mi aveva annoiato. Certo quando avrò più tempo lo leggerò se no perché lo avrei.preso e dirò la mia per ora ho potuto dire solo questo. Ciao Marzia da Antonella

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