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sabato 2 maggio 2020

Recensione: "Greta Grintosa" di Astrid Lindgren

Titolo: Greta Grintosa
Titolo originale: Brenda Brave Helps Grandmother
Autore: Astrid Lindgren
Illustrazioni: Ingrid Van Nyman e Eva Billow
Editore: Iperborea
Data di pubblicazione: 2 novembre 2017
Pagine: 188
Prezzo: 13,00 €


Trama:
Greta Grintosa, che con la sua travolgente energia organizza da sola la festa di Natale per la nonna malata; Bertil che scopre che sotto il suo letto, nella vecchia tana di un topolino, vive un bambino alto un pollice che ha bisogno del suo aiuto; la principessina Lise-Lotta che possiede un mondo di giocattoli bellissimi, ma desidera solo fuggire dal castello e poter conoscere altri bambini; il piccolo Kalle che è l’unico a non aver paura quando un grande toro scappa dal recinto, perché lui sì che sa come farselo amico.
Dieci storie che brillano di inventiva e vitalità, dieci piccoli irresistibili eroi che con il potere della fantasia, imparano a guardare il mondo con altri occhi, o forse a capirlo meglio degli adulti.
Dal genio di Astrid Lindgren una raccolta di racconti inediti in Italia, alcuni dei quali contengono le prime versioni dei suoi personaggi più famosi. 

Il libro comprende i seguenti titoli:

 Greta Grintosa
 Il cuculo burlone
 Il salto più alto
 Il torero dello Småland
 La principessa che non voleva giocare
 Nel Paese di Calasera
 Nils Karlsson Pirolino 
 Sammelagust
 Sorella mia adorata
 Stellina d’oro

Recensione:
La raccolta intitolata "Greta Grintosa" - dal nome del racconto che fa da apripista - riunisce alcune delle storie per l'infanzia più famose dell'autrice svedese, stranamente ancora inedite in Italia.
In queste pagine, dieci piccoli protagonisti, molto diversi l'uno dall'altro, danno prova della loro creatività, fantasia ma anche della loro testardaggine.
Bambini che non si piegano davanti alle avversità della vita e le tentano tutte per far valere le proprie idee, come nel caso della coraggiosa Greta la quale, dopo la caduta della nonna, non ne vuole davvero sapere di rinunciare a trascorrere le feste di Natale con lei; oppure i caparbi e incoscienti Stig e Albin, tutti intenti a dimostrare i loro più disparati e pericolosi talenti; o ancora l'impavido Kalle che fa capire agli adulti che anche la più feroce delle creature non desidera altro che un po' d'amore.
Questo libro è un inno alla spensieratezza, alla libertà e all'innocenza dell'infanzia, ma è anche un invito agli adulti a credere sempre nei sogni e nella saggezza dei più piccini.
Tuttavia, per quanto molte delle storie narrate siano ricche di particolari vivaci e bizzarri, al punto da far sorridere i lettori, quasi tutte contengono al loro interno anche una nota di fondo malinconica, la quale fa sì che gli aneddoti risultino allo stesso tempo briosi e nostalgici.
Basti pensare a Bertil, il protagonista di "Nils Karlsson Pirolino" che, dopo aver prematuramente perduto, a causa di una malattia, la sorellina, è costretto a passare ogni santo giorno da solo, in attesa che i genitori tornino a casa da lavoro. Dopo mesi di monotonia, finalmente fa il suo magico ingresso un bimbo piccolo come un topolino che, da lì in avanti, diverrà il nuovo compagno di giochi di Bertil. Oppure allo sfortunato Göran che "Nel Paese di Calasera" non sa sarà in grado di tornare a camminare ma, grazie al misterioso signor De Gigliis, ogni dì dopo il tramonto, può volare fuori dalla finestra e vivere tante avventure; o ancora ai cagionevoli Gunnar e Gunilla, i quali possono godere della compagnia di un cuculo burlone, nascosto in un orologio a parete, fuggendo così alla monotonia delle giornate in casa.

«Il mio nome è Asfodelo De Gigliis» si è presentato. 
«Giro un po' dappertutto tra i davanzali della città per vedere se ci sono bambini che hanno voglia di venire con me a Calasera. Tu per caso ne hai voglia?» 
«Io non posso venire da nessuna parte» ho risposto, «perché ho male a una gamba.» 
Allora mi si è avvicinato e mi ha preso per mano. 
«Non importa», mi ha detto «A Calasera non importa.»

In ognuno di questi racconti, i vari personaggi, chi più chi meno, trovano in creature fantastiche, non sappiamo se immaginarie o reali, una valvola di sfogo che permette loro di vivere meglio lo stato di solitudine o tristezza in cui versano.
Difatti coloro che ricevono queste visite inaspettate sono nella maggior parte dei casi bimbi malati o orfani costretti all'isolamento, che non vedono altra soluzione se non sognare ad occhi aperti una vita diversa dalla loro.
A tal proposito non posso evitare di citare la trama di "Mia sorella adorata" in cui una ragazzina afferma di avere una gemella segreta che gioca con lei tutto il tempo, traghettandola in divertenti scenari; o quella di "Stellina d'oro" che ci narra della sfortunata Eva la quale, a causa dei genitori lontani, è costretta a subire, al pari di una novella Harry Potter, le continue angherie delle zie e della viziata cuginetta
Insomma, gli argomenti, come avrete potuto vedere, possono essere i più disparati ma alla base di tutto c'è la continua ricerca di una compagnia, di un alleato e di qualche spassoso passatempo. Un semplice sorriso che ponga fine alla piatta quotidianità e porti gioia in quelle case prive di spensieratezza.
Astrid Lindgren, con questi particolari racconti, ritrae la realtà di molte famiglie in modo veritiero, dando voce alle più pure emozioni (sia che siano espressioni di gioia che di paura) di tutti gli attori in campo. Tuttavia se pensate che la raccolta sia deprimente e non adatta ai bambini, vi sbagliate di grosso. Anche perché la penna dell'autrice non manca mai di ironia, e sembra per giunta comunicare direttamente con i piccoli lettori, coinvolgendoli nel gioco. E come se non bastasse, il libro è impreziosito dalle illustrazioni in bianco e nero, semplici eppure efficaci, di Ingrid Van Nyman (disegnatrice già per "Peter e Petra" e "Pippi Calzelunghe") ed Eva Billow.
Un piacere per gli occhi e per il cuore, un breve avventuroso viaggio nelle vite dei villaggi nordici che finisce per riportarci a casa, un po' cambiati, un po' più sognatori e un po' più noi stessi.

Ringrazio la casa editrice Iperborea per avermi fornito una copia cartacea di questo libro


il mio voto per questo libro

giovedì 9 gennaio 2020

Recensione: “L’uccellino rosso” di Astrid Lindgren

Titolo: L’uccellino rosso
Autori: Astrid Lindgren
Illustrazioni: Anna Pirolli
Editore: Iperborea
Data di pubblicazione:ottobre 2019 
Pagine: 128
Prezzo: 12,00 € 

Trama:
Dalla penna della grande scrittrice svedese una raccolta - inedita in Italia - di quattro racconti dolci e commoventi, in cui realtà e fiaba si fondono.
Quattro storie con protagonisti, ancora una volta, i bambini e il loro modo di fuggire dalla triste realtà che li circonda.

Recensione:
In questa raccolta Iperborea pubblica, per la prima volta in Italia, quattro brevi racconti in cui, ancora una volta, Astrid Lindgren torna a dare voce ai bambini, i suoi soggetti preferiti. 
Solo tramite loro, le loro voci, le loro speranze e i sogni, l’autrice riesce a costruire piccoli mondi in cui le disgrazie e le amarezze della vita vengono cacciate via attraverso l’immaginazione, la fantasia o la magia.
Basta un uccellino rosso insolitamente sgargiante dal canto particolarmente melodioso; pochi versi di una dolce poesia; una vecchia leggenda narrata da secoli; il dipinto di un misterioso castello lontano, per allontanare la realtà e aprire scenari nuovi.

La raccolta comprende i seguenti titoli:

L’uccellino rosso
Suona il mio tiglio, canta il mio usignolo?
Tum Tum Tum!
♥ Messer Nils di Eka

I racconti sono tutti ambientati in quelli che la scrittrice definisce “I giorni della miseria”, giorni tristi, in cui la povertà sembra davvero regnare ovunque, e non lasciare scampo.
Il grigiore e la tristezza paiono aver contaminato tutto, ed è proprio questo clima che fa da sfondo anche al racconto che dà il titolo alla raccolta.

In “L’uccellino rosso” due fratellini rimasti orfani vengono affidati ad un rude contadino che non li ha affatto a cuore.
Per lui i piccoli Anna e Mattias non sono altro che quattro mani in più per il lavoro, e non li avrebbe mai presi con sé, se non per quello.
I due ragazzini sono così costretti a passare le loro tetre giornate tra un lavoro e l’altro.
Mungere le mucche e tenere pulite le stalle, questi i loro compiti e nessuno spazio per i giochi, nessuno svago da bambini.
La loro infanzia pare essere davvero finita.
L’inizio dell’inverno e l’apertura della scuola dà ai due una piccola speranza di cambiamento, ma anche quella situazione si rivela triste e sconsolata.
Il confronto con gli altri bambini, con i loro vestiti, i loro giochi, e il loro pranzo è impietoso.
Lo sconforto aumenta e ormai anche la speranza di un cambiamento è lontana.
Un giorno gelido come tanti, di ritorno da scuola, Anna e Mattias trovano un uccellino rosso, che con il suo canto melodioso li guida alle porte di Pratofiorito, un luogo incantato, dove sembra essere sempre primavera, e dove decine di bambini giocano felici.

In “Suona il mio tiglio, canta il mio usignolo?” la protagonista è la piccola Malin, una ragazzina di otto anni rimasta orfana e costretta per questo ad andare a vivere in un ospizio per poveri. La bimba è triste, in quel luogo cosi grigio e desolato non riesce proprio a trovare nulla di bello, niente per cui rallegrarsi.
Se almeno avesse qualcosa di piacevole da guardare! Ma anche fuori dalla finestra non ci sono fiori, né alberi, ad allietare le sue giornate.
Un giorno, mentre è a fare delle commissioni, sente per caso gli incantevoli versi di una poesia che recitano “Suona il mio tiglio, canta il mio usignolo”... e da qui la bimba inizia a sognare e sperare. 
Se anche lei avesse un tiglio suonatore da guardare e un usignolo canterino da ascoltatore la sua tristezza finirebbe e tutto sarebbe allegro.

Anche “Tum Tum Tum!” è ambientato nei giorni della miseria, in un piccolo villaggio che vive solo grazie all'allevamento delle pecore. Un disgraziato giorno gli abitanti di Kapela scoprono che tutto il loro gregge è stato divorato dai lupi.
La piccola Stina Maria, una notte, mentre è alla ricerca del bastone di suo nonno, e teme di finire nelle grinfie dei lupi o di qualche altra creatura, finisce prigioniera dei "sottoterrestri", il popolo magico di cui il nonno le ha tanto raccontato.

“Messer Nils di Eka” racconta del piccolo Nils, costretto da giorni a letto dalla malattia.
Mentre fuori è estate e i fratellini giocano all'aria aperta, Nils combatte contro la febbre sempre più alta. Unica consolazione il bellissimo dipinto di un grandioso castello, quella visione risveglia la sua fantasia portandolo in un sogno in cui può finalmente dire addio ai suoi malanni e diventare l’eroe di una straordinaria avventura.

Quattro storie originali e tenere, in cui la desolazione lascia spazio alla speranza, la realtà lascia spazio al sogno e alla magia.
Dolce rifugio o provvidenziale risorsa, la fantasia diventa un grande alleato per questi piccoli eroi, trasformando anche la sorte più cupa e avversa nella più straordinaria delle avventure.

Un libro carino, che racconta piccole favole che non sono le classiche favole a cui siamo abituati. Alcune vanno interpretate, e vi dirò non sono neanche sicura di aver colto il vero senso di tutte. Però è stata sicuramente una lettura piacevole in un’edizione deliziosa, resa ancora più particolare dalle caratteristiche illustrazioni, tutte sui toni del grigio, nero e rosso, di Anna Pirolli.

Considerazioni:
Questa è stata davvero una raccolta curiosa e... strana.
I racconti qui narrati mi hanno ricordato le favole svedesi e islandesi (che ho avuto modo di leggere sempre nelle meravigliose edizioni edite da Iperborea), dove non tutto è chiaro, non sempre tutto torna e spesso quello che dovrebbe essere il lieto fine ha, difatti, ben poco di lieto.
È il caso, ad esempio, del racconto “Suona il mio tiglio, canta il mio usignolo?”, in cui la piccola protagonista spera ardentemente di avere finalmente qualcosa di bello a rallegrare la sua vita e il racconto termina in modo che lei non abbia più... una vita.
Ma cosa c’è di bello in questo? Qual è la morale?
Mi ha fatto pensare un po’ alla storia della piccola fiammiferaia, di Andersen, dove il lieto fine anche lì si risolve con la morte della bambina, che finalmente si ricongiunge con sua nonna morta tempo prima.
Ma era un lieto fine per voi quello?
Cosa c’è di lieto in una bimba che muore congelata?
Ecco, la storia di Malin è più o meno simile.

Più positiva è invece la storia che dà il nome alla raccolta “L’uccellino rosso”.
Anche se qualcosa di poco chiaro c’è anche qui. Perché, una volta trovato quella sorta di paradiso terrestre che è “Pratofiorito”, Anna e Mattias non vi restano definitivamente? 
Perché tornano ogni giorno dal contadino per poi fare ritorno, ogni giorno, a Pratofiorito dopo la scuola?
E perché alla fine del raccontano non scelgono semplicemente di restare anziché chiudere la magica porta alle loro spalle?
Sanno bene che, una volta chiusa, quella porta non potrà più essere aperta. E se qualche altro povero bambino, come è successo a loro, avesse bisogno di quel rifugio? Perché essere così egoisti e togliere la possibilità agli altri?
Anche qui non ho ben chiaro quale sia il messaggio, se ce n’è effettivamente uno.

Il racconto che ho preferito, in un certo senso, è stato “Messer Nils di Eka.
Questo è l’unico in cui un bambino trova rifugio in qualcosa che non ha del magico e del soprannaturale, l’unico in cui ci si può riconoscere.
Quando un bambino è malato, e costretto a letto, può trovare facilmente rifugio nei sogni, nelle speranze. Certo può anche credere nell'esistenza di un luogo magico e incantato dove è sempre primavera, ma difficilmente lo troverà nella realtà.
Quindi sì, per il messaggio di fondo ho preferito questa storia alle altre. Questa in cui il piccolo Nils sogna di essere un eroe e, al risveglio, si ritrova più forte e combattivo più forte e combattivo anche nella sua realtà.
Mi piace l’idea che Astrid Lindgren, attraverso questi racconti, voglia trasformare anche le sorti più meste in avventure magiche e straordinarie, che voglia far diventare la fantasia il più grande alleato per sfuggire alla tristezza.
Non sono certa però della resa, difatti solo un bambino su cinque supera il suo dolore grazie alla propria fantasia. Tutti gli altri sono salvati da forze magiche esterne, forze che vengono in loro soccorso.
Quindi, per questo, non so dirvi se l’intento sia perfettamente raggiunto, però l’ho comunque trovata una raccolta carina e originale.

Ringrazio Iperborea per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

giovedì 20 dicembre 2018

Recensione: “Peter e Petra” di Astrid Lindgren

Titolo: Peter e Petra
Autore: Astrid Lindgren
Illustrazioni: Ingrid Vang Nyman e Eva Billow
Editore: Iperborea
Data di pubblicazione: 24 ottobre 2018
Pagine: 128
Prezzo: 12,00 € 

Trama:
Una mattina d'inverno Gunnar ha due nuovi compagni di classe: Peter e Petra, due fratellini alti una spanna, che appartengono al «piccolo popolo» e vivono in una tana nel parco, ma desiderano tanto imparare anche loro a leggere e a scrivere.
Nel povero orticello della sua famiglia Britta-Kajsa pianta un seme ricevuto in dono da uno strano omino, e a forza di annaffiarlo e coltivarlo dalla terra spunta Mirabell, una bambola tutta per lei, una bambola molto speciale.
Il piccolo Pelle è così arrabbiato con il papà che ha deciso, andrà a vivere da solo: in quattro e quattr'otto prende la palla, la sua armonica e il suo libro preferito e si trasferisce nella casetta di legno in giardino.
A Sven e ai suoi fratellini è stato insegnato ad avere paura dei vagabondi, ma un giorno ne incontrano uno che sa fare mille magie, ritagliare i più begli addobbi per l'albero di Natale, e perfino far finta di essere un ubriacone che viene arrestato dalla polizia.
Una galleria di piccoli eroi generosi e intraprendenti, che con la loro curiosità e apertura al mondo hanno forse qualcosa da insegnare anche agli adulti

Recensione:
Iperborea, con questo volume, ha pubblicato una raccolta, sin ora inedita in Italia, di alcuni deliziosi e brevi racconti della leggendaria scrittrice svedese Astrid Lindgren, ai più nota come la "mamma" dell'intramontabile ed eterna bambina Pippi Calzelunghe.
Sette storie in cui, ancora una volta, protagonisti sono i bambini. Dolci, monelli, generosi, fiduciosi, sognatori, capricciosi, e genuini.
La Lindgren crea piccoli mondi a misura di bambino, e con ironia e umorismo ci fa vedere la vita dai loro occhi, occhi per cui tutto è semplice e possibile.
La raccolta comprende i seguenti racconti:

 Mirabell
 Sorellona e fratellino
 Buonanotte, signor vagabondo!
 Peter e Petra
 Una notte di Maggio
 Il piccolo Pelle se ne va di casa
 Nel bosco non ci sono briganti

Il racconto che dà il nome alla raccolta è quello di Peter e Petra, due minuscoli bambini, fratello e sorella, che decidono di frequentare la scuola degli uomini, e lì vi troveranno tanti amici che faranno di tutto per farli sentire come a casa.
Anche in "Mirabell" e in "Una notte di Maggio" si può leggere di personaggi particolari e magici. Nel primo, un seme donato da un buffo ometto misterioso, crescendo non darà vita ad una pianta rigogliosa, come la logica farebbe supporre, ma ad una bambola! Il sogno più ambito dalla piccola Britta-Kajsa. Nel secondo una povera fatina è disperata perché non ha un vestito per il ballo del Re! Ma la piccola Lena verrà in suo soccorso.
Poi ci sono racconti dove le storie narrano semplicemente piccole scene di vita quotidiana. Sorella e fratello che bisticciano, un bambino solo che gioca e si diverte grazie alla forza dell'immaginazione, e un bimbo, Pelle, che è davvero stanco di essere rimproverato anche quando non ha colpa alcuna.
In ultimo, "Buonanotte, signor vagabondo!" mostra l'ingenuità, ma anche la generosità dei bambini, che non hanno pregiudizi, non si fanno domande, ma sono solo pagine bianche, che si comportano con il prossimo come gli è stato detto di fare.
Quindi facciamo sempre attenzione a cosa insegniamo loro, perché saranno loro gli adulti del domani.
Proprio per questo gli scandinavi leggono da sempre ai loro piccoli i racconti della Lindgren. Mostrano loro degli esempi positivi, piccoli "eroi" che con le loro azioni hanno qualcosa da insegnare anche agli adulti.
Le storie, raccontate con un linguaggio semplice, spiritoso e divertente, sono impreziosite dalle illustrazioni originali di Ingrid Vang Nyman, celebre illustratrice danese, nota per aver realizzato i disegni originali della serie "Pippi Calzelunghe" e di altri racconti della scrittrice.

Ringrazio Iperborea per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro