mercoledì 17 aprile 2019

Recensione: "Cuore ribelle. The blue castle" di Lucy Maud Montgomery

Titolo: Cuore ribelle. The blue castle
Autore: Lucy Maud Montgomery
Editore: Cignonero
Data di pubblicazione: 17 ottobre 2018
Pagine: 224
Prezzo: 9,99 €

Trama:
A ventinove anni, il destino di Valancy Stirling sembra già segnato: considerata ormai una zitella senza speranza, vessata dalla sua ingombrante e numerosa famiglia che non fa altro che rimarcare la differenza tra lei e la bella e ricca cugina Olive, Valancy è convinta che non troverà mai la felicità.
Tutto cambia quando, a seguito di un controllo medico, apprende una tragica notizia: le resta un solo anno da vivere, e non ha nessuna intenzione di sprecarlo cercando di compiacere i suoi famigliari che la disprezzano. Decide così di cambiare vita e abbandonare la casa di sua madre per trasferirsi da Cissy Gay, una vecchia compagna di scuola che abita in una casa sgangherata, e che per di più è gravemente malata.
È lì che Valancy conosce Barney Snaith, un uomo enigmatico e affascinante, su cui circolano molti pettegolezzi. Vive da solo su un’isola in mezzo al lago, e ha un passato misterioso. Snaith è quanto di più lontano dall'immagine degli Stirling, ed è proprio questo ad incuriosire la coraggiosa Valancy, che farebbe di tutto pur di liberarsi dalle grinfie della sua opprimente famiglia.

Recensione:
Lucy Maud Montgomery ci conquista al primo istante con le tribolazioni di Valancy Stirling, un'eroina d'altri tempi, imprigionata in una gabbia mortale, che non fa che stritolarla giorno dopo giorno.
Perché cos'altro è la famiglia borghese che l'ha cresciuta, se non un conglomerato di pregiudizi, aspettative, pettegolezzi, battute al vetriolo e commenti pungenti?
Valancy è per tutti la pecora nera, la quasi trentenne che non è riuscita ad accaparrarsi un buon marito, che non è mai abbastanza bella o spigliata od elegante. Qualsiasi cosa faccia, non sarà mai all'altezza delle aspettative.
La giovane donna è ormai rassegnata, ad una vita senza amore ed emozioni forti, alla solitudine che la accompagna quotidianamente, ai giudizi non richiesti dei suoi familiari.

Per tutta la vita, rifletté, aveva avuto paura di qualcosa. Da piccola era stata terrorizzata dall'orso nero che viveva nell'armadio sotto le scale - così le aveva raccontato la cugina Stickles - e che stava in agguato aspettando che lei passasse di lì per ghermirla e mangiarla.
Crescendo, le sue paure erano diventate reali. La spaventava la rabbia di sua madre, l'idea di offendere lo zio Benjamin o di incassare i commenti cattivi della zia Isabel. 
Aveva paura della disapprovazione dello zio James, temeva di non riuscire a mantenere l'apparenza di donna rispettabile, e di finire vecchia, povera e sola, costretta a mendicare.
Paura, paura, paura. Era una trappola, una ragnatela rischiosa da cui non si poteva fuggire. 
E per tutta la vita Valancy si era rifugiata nei sogni, in quel Castello Blu che tanto aveva immaginato. Ma adesso, alla soglia dei ventinove anni, anche quella fantasticheria le appariva ormai inaccessibile.

Fino a quando un dottore le diagnostica una grave cardiopatia che non le lascerebbe scampo. Un solo anno di vita, questo è il tempo che rimane a Valancy prima di dire addio per sempre al mondo.
La nostra protagonista ha due scelte: raccontare tutto agli Stirling e passare gli ultimi dodici mesi tra controlli medici e piagnistei vari, o non dire nulla a nessuno e dare una svolta per sempre alla sua esistenza, o perlomeno a quel poco che resta.
Ed è così che il suo percorso verso la morte si trasforma in una vera e propria rinascita.
Valancy, che ha sempre avuto paura di replicare alle assurde pretese, ai dinieghi e alle opinioni inopportune della madre, della cugina e degli invadenti zii, è ora un fiume in piena.
Ribatte ad ogni accusa, senza temere le conseguenze del suo coraggio. In fondo non ha nulla da perdere ormai, nessuno può diseredarla né ripudiarla, non se sarà già morta.
La Valancy che conosciamo da questo momento in poi è arguta e divertente, colpisce i suoi aguzzini con una parlantina sciolta e scaltra, li mette alla berlina, evidenziandone l'ipocrisia e la crudeltà. È una donna libera, che si mostra senza remore, che fa quello che ha sempre desiderato, infischiandosene della reputazione e delle dicerie.

«Da ragazzina non mi sarei mai sognata di parlare di cose del genere, Topolina» la rimproverò la zia Wellington. 
«Ma io non sono più una ragazzina, sono una donna ormai sfiorita. Non è questo che dici sempre di me? Siete solo dei pettegoli maligni e maliziosi. Non potete lasciare la povera Cecily Gay in pace? Tutti a Deerwood sanno che è malata e che non le resta molto da vivere. Qualunque cosa abbia fatto è già stata punita abbastanza. E per quanto riguarda Barney Snaith, l'unico crimine di cui è davvero colpevole è quello di essere un uomo schivo che bada solo ai fatti suoi e che se ne infischia dei vostri giudizi da quattro soldi. Cosa che, ovviamente, voi non tollerate, perché secondo voi nessuno può vivere serenamente senza la vostra approvazione.» 
«Valancy, il tuo povero padre si rivolterebbe nella tomba se potesse sentirti» chiosò Mrs. Stirling. 
«Chissà, magari starebbe più comodo» concluse Valancy seccamente.

E come primo cambiamento sceglie di lasciare il nido e spiccare il volo verso nuovi orizzonti. Va quindi a vivere dalla vecchia amica Cissy Gay e dal suo, poco rispettabile padre, Roaring Abel.
Lì la ragazza ritroverà tutta la sua vitalità, quella che non credeva nemmeno di avere. Passerà il tempo a rendersi utile, sia nelle mansioni domestiche che assistendo, fisicamente e moralmente, la compagna malata. E non solo.
Dopo una partenza molto intensa ma anche alquanto nostalgica e deprimente, da questo momento in poi il libro diventa un vero e proprio inno alla vita. Tutto è incentrato sulla libertà di essere se stessi, senza indugi o paure, e sulla voglia di scoprire il mondo e la bellezza della piccole cose.
La scrittura della Montgomery, ricca di suggestive e pregnanti descrizioni, coinvolge in pieno, regalando forti emozioni e sensazioni, ma anche tante ambientazioni da sogno.
Impossibile non riconoscersi nella protagonista, sia nella sua iniziale ritrosia e rassegnazione che nella fame di vita e avventura della seconda parte.
Impossibile non sognare con Miss Stirling all'arrivo al fantomatico castello blu, immerso nel verde e affacciato sulle limpide acque di un placido lago.
E per i più romantici, sappiate che in questo romanzo non manca niente, neppure una grande storia d'amore: e non una di quelle tutte colpi di fulmini e passioni travolgenti, che personalmente detesto, ma una fatta di condivisione, sostegno e momenti speciali da trascorrere assieme.
In generale "The Blue Castle" potrebbe rientrare, a mio parere, nella categoria dei libri "da leggere assolutamente", per più motivi.
Per la penna dell'autrice, splendida, ricca di sfumature ma non per questo artificiosa (le descrizioni del panorama e in special modo dei boschi sarebbero da incorniciare); per la sua adorabile e coraggiosa protagonista, in cui, è facilissimo identificarsi; per la vena ironica e dissacrante di tutto il testo; per la poesia contenuta in ogni pagina; per il bellissimo messaggio edificante che trasmette tutta la lettura.
Leggere questo libro, vi assicuro, avrà un effetto benefico su di voi, come una carezza gentile, una sferzata di acqua fresca sul viso, una giornata di sole dopo un lungo inverno, o una limonata dissetante nel bel mezzo della calura estiva.

Considerazioni:
Se non hai letto il libro, e hai intenzione di farlo, fermati qui!
Quando ho letto per la prima volta la trama di questo romanzo, ho subito pensato fosse quello giusto per me. Ho immediatamente avvertito una sintonia con la protagonista, sintonia che, una volta intrapresa la lettura, non ha fatto che intensificarsi.
Mi sono molto immedesimata con Valancy (pur non avendo, fortunatamente, una famiglia terribile come la sua), nella sua voglia di rivalsa e nella necessità di dare una svolta alla propria vita. La scena in cui scopre di essere ad un passo dalla morte è molto intensa, si riesce a percepire tutta l'incredulità della giovane donna nell'apprendere che di lì a poco non sarebbe stata nulla di più di un mucchietto di cenere. Mi ha emozionato molto, ne ho sentito il peso ed il conseguente rammarico.

Valancy restò a lungo seduta accanto alla finestra. 
Fuori, il mondo annegava nella luce primaverile, il cielo era terso e azzurro e il vento accarezzava le gemme tenere e verdi sugli alberi, portando con sé un profumo fresco. Sulla banchina della stazione un gruppo di ragazze aspettava di partire. Sentì le loro risate allegre mentre chiacchieravano e scherzavano. Il treno in arrivo fischiò, coprendo ogni suono. Valancy non vide né sentì niente di tutto questo. Niente importava più. Niente aveva più senso, se non il fatto che le restava un unico anno da vivere. 
Quando anche sedere accanto alla finestra diventò insostenibile, Valancy si sdraiò sul letto. Fissò il soffitto screpolato senza vederlo davvero. Non provava nulla tranne una sconfinata e sorpresa incredulità, unita alla sicurezza che il dottor Trent sapeva il fatto suo, e che lei, Valancy Stirling, era condannata a morire a neanche trent'anni, senza aver mai vissuto davvero.

Ciò che succede dopo, per quanto non proprio realistico (la fase traumatica è durata troppo poco per poter risultare credibile), non ha potuto che entusiasmarmi.
La piccola di casa, soprannominata da tutti Topolina, si prende il suo riscatto, diventando così irriverente da sembrare, agli occhi dei suoi familiari, completamente matta. Leggere di una Valancy libera e spensierata, e la conseguente umiliazione degli Stirling mi ha divertito un sacco. Non facevo che attendere la prossima mossa che avrebbe lasciato tutti senza parole.
Con il trasferimento a casa di Abel Gay, la storia diventa di nuovo più emotiva, anche a causa del tragico destino della povera Cissy. L'amicizia tra le due ragazze mi ha commosso, a tal punto che avrei voluto che la scrittrice avesse previsto un finale gioioso per entrambe. Ho amato la dolcezza di Cissy, e pure il lato tenero, gentile e bizzarro di Abel. Una parte di me, avrebbe voluto che quella rassicurante quotidianità continuasse per sempre.
Ciò non toglie che, quando Miss Stirling è diventata Mrs Snaith la cosa non mi è dispiaciuta affatto. Prima di tutto per la nuova abitazione, ribattezzata, in onore delle vecchie fantasie di Valancy, "il castello blu".
Che posto incantevole! Quanto avrei voluto vivere anch'io lì, e poter passeggiare liberamente tra i boschi, sguazzare nel lago tutto il dì, passare la serata in veranda sotto le stelle o accoccolata accanto al camino.

Con i soldi dell'eredità, aveva comprato anche un costume da bagno verde chiaro, un indumento che avrebbe provocato la morte di tutta la sua famiglia se solo l'avessero vista. Barney le aveva insegnato a nuotare, e spesso Valancy indossava il costume da bagno la mattina e non lo toglieva fin quando non si faceva ora di andare a dormire, intervallando le sue occupazioni quotidiane con un tuffo e un riposino su una roccia scaldata dal sole. 
Aveva dimenticato tutte le cose umilianti che erano accadute, le ingiustizie e le delusioni. Era come se fossero capitate a qualcun altro, e non certo a lei. Valancy Snaith era sempre stata felice. 
«Quando arriverà la mia ora, saprò di aver vissuto davvero e di aver avuto la felicità che mi spettava» pensava con coraggio.

E poi devo ammettere che anche avere il misterioso Barney come marito non mi sarebbe dispiaciuto, anzi. Vi confesso che la convivenza tra i due è quanto di più vicino alla mia vita di coppia ideale, fatta di scampagnate nella natura, corse in auto, piccole avventure condivise, tante risa e conversazioni, gesti d'affetto ma anche rassicuranti serate da trascorrere in silenzio, in compagnia di un bel libro.
Se escludiamo la stanza segreta di Snaith e il riserbo sul suo passato, che mai e poi mai avrei accettato, per il resto decreto il loro matrimonio perfetto, assolutamente da replicare... nella mia vita XD
In realtà tutto in questo libro è talmente bello, inebriante e appassionante che non avrei voluto terminarlo mai *-*
Molto grazie anche alla penna della scrittrice (che ricorda molto quella della Burnett in "La figlia di Lowrie", altro libro che consiglio), così coinvolgente da tenere letteralmente incollati alle pagine.
Alla fine la narrazione prende un po' la piega "tutti felici e contenti" che, personalmente non mi aspettavo e che non mi ha convinto pienamente - mi riferisco nello specifico alla vera identità di Barney -, però il romanzo nel suo insieme ha un livello così elevato che un piccolo particolare non potrebbe mai scalfirlo.
Non voglio dilungarmi oltre, perché niente di quello che potrei dirvi, potrebbe fare la differenza se non l'appello "leggetelo, leggetelo, leggetelo!"

Ringrazio la casa editrice Cignonero per avermi fornito una copia cartacea di questo romanzo

il mio voto per questo libro

mercoledì 10 aprile 2019

Recensione: "Il libro delle ore felici di Jacominus Gainsborough" di Rébecca Dautremer

Titolo: Il libro delle ore felici di Jacominus Gainsborough
Titolo originale: Les riches heures de Jacominus Gainsborough
Autore: Rébecca Dautremer
Illustratore: Rébecca Dautremer
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 23 ottobre 2018
Pagine: 50
Prezzo: 18,00 € (cartaceo)


Trama:
Come le ore felici? Diciamo pure una vita intera! Quella di Jacominus Gainsborough. Le foglie d'autunno nel parco, la pioggia, la bassa marea. Un capitombolo, un arrivederci sul molo, un buongiorno in un giardino di pietre. Un picnic, qualche gita e l'ombra fresca sotto il mandorlo. Tutto qui. Una vita.

Recensione:
Ci capita spesso di leggere biografie di persone straordinarie che, con le loro opere, hanno cambiato il corso della storia per sempre.
Uomini e donne i cui nomi sono scritti nelle pubblicazioni più importanti, le imprese narrate ai posteri, il ricordo celebrato in eterno.
Bene, "Il libro delle ore felici di Jacominus Gainsborough" non parla di personalità di tal calibro. In realtà non parla neppure di persone, ma solo di un piccolo coniglietto venuto al mondo, in un giorno qualunque, e in un posto qualunque.
La storia di Jacominus non ha niente di memorabile di per sé, eppure è proprio questo il bello. Il giovane Gainsborough cresce, con una gamba malandata, e l'amore di una famiglia, non perfetta, ma neppure così disastrata. Con la nonna che lo sprona a pensare e a sognare, e gli amici che lo riportano con i piedi per terra.
E con la bella Vidocq, ovviamente, che è quanto di più prezioso i suoi occhi possano vedere o sperare.
Jacominus diventa grande, davanti ai nostri occhi, e a quelli dei suoi cari.
Impara a leggere, a contare, ad essere generoso, a vedere la bellezza delle piccole cose, ad aver fiducia in se stesso. Ma impara anche a sbagliare, ad avere il cuore spezzato, a ripartire da zero.
Il coniglio fa tesoro di ogni emozione, bella o brutta che sia, colleziona ricordi come fossero monete rare. Tiene vicino gli amici, perdona i nemici e combatte per avere ciò che ama. Vive a trecentosessanta gradi, senza rimpianti, senza rimorsi, senza remore.
E le sue azioni lasciano il segno. Non nel mondo, che non farà molto caso alla sua esistenza - come capita, e capiterà a molti di noi -, ma nel cuore di chi ha incrociato nel corso del suo cammino.
L'albo di Rébecca Dautremer è uno di quelli che, con la sua semplicità, commuove ed emoziona. Il messaggio che trasmette è una lezione di vita che non può essere dimenticata. In una società che si affanna per essere sempre in primo piano, a dimostrare di essere più forte, bella e vincente, questa storia era l'inversione di marcia che serviva. Il riscatto della normalità e dell'anonimato, il primato della realtà sull'apparenza.
Come se non bastasse, l'opera, che già per quanto riguarda la parte testuale non ha niente da rimproverarsi, è correlata da splendide illustrazioni a colori, ricche di dettagli e di personaggi tutti da scoprire.
La poesia delle parole unita alla delicatezza dei disegni, una simbiosi perfetta, che non potrà che lasciare a bocca aperta il pubblico di ogni età. 

Ringrazio la casa editrice Rizzoli per avermi fornito una copia cartacea di questo albo

il mio voto per questo libro