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mercoledì 4 maggio 2016

Se fosse un film... #5


Salve avventori!
Eccoci con un nuovo appuntamento di questa rubrica che, almeno noi del Café Littéraire, amiamo molto.
Questa volta ho tentato di immaginare il cast che potrebbe interpretare la trasposizione cinematografica della trilogia de "Il Giardino degli Aranci". In  particolare mi sono concentrata su quelli incontrati nel secondo capitolo, ovvero "Il Mondo del Bosco".
No, che io sappia non è in programma alcun film, ma mi sono detta: "se qualcuno ha deciso di dare spazio ad una storiella banale ed insulsa come quella di "Divergent", perché non dovrebbe avere la stessa opportunità una trama ben più affascinante e originale come quella creata da Ilaria Pasqua?".
Con l'augurio che questa mia ipotesi si realizzi un giorno, ecco le mie scelte:


Margaret Qualley nel ruolo di Aria

Ho conosciuto questa attrice nella serie tv "The Leftovers", in cui interpreta la figlia del protagonista. Solo più tardi ho scoperto che la ribelle Jill altri non era che una delle figlie della celebre Andie MacDowell.
Se penso ad Aria, mi viene in mente una ragazza decisa e sicura di ciò che vuole, che non teme il confronto e che si batte per ciò che è giusto.
Credo che la talentuosa Margaret saprebbe calarsi perfettamente nel ruolo. 


Tyler Hoechlin nel ruolo di Will 

Molti di voi vedendo questo volto avranno pensato a Teen Wolf! 
Beh io no. Io mi ricordo di lui per il telefilm "Settimo cielo", uno dei miei peccati di gioventù, di cui mi vergogno terribilmente, e per il bellissimo film "Era mio padre", di cui è stato protagonista, assieme ad uno dei miei attori preferiti, ovvero il meraviglioso Tom Hanks.
Will è moro, con gli occhi verdi e, non so per quale strano motivo, ho pensato subito a questo attore. 



Josh Hutcherson nel ruolo di Henry  

Henry è dolce, gentile, spiritoso, il tipico bravo ragazzo da sposare. Lo ammetto, è sempre stato il mio preferito, e il fatto che Aria non scelga lui è una cosa che non riesco proprio a concepire. Bella mia, non sai che ti perdi! U_U 
La sua personalità è così simile a quella dell'adorato Peeta di "Hunger Games", che non ho potuto evitare di immaginarlo con il volto di Josh Hutcherson. 
In realtà nelle pagine il personaggio è descritto come un "biondino alto", e se il colore di capelli può essere facilmente risolto con una tintura, al problema altezza non c'è rimedio. 
Ma del resto, a chi importa di una decina di centimetri mancanti? XD 
Non preoccuparti Josh, il ruolo è tuo! 

Ben Whishaw nel ruolo di Marcus

Che dire di Marcus? 
Leggendo di lui, mi dispiaceva così tanto, che avrei voluto tirarlo fuori dalle pagine e abbracciarlo. 
Così tenero, così solo al mondo. 
Per il suo personaggio sceglierei l'attore Ben Whishaw, che ho apprezzato davvero tanto nel film "Cloud Atlas", che ha visto tra i protagonisti, guarda un po', di nuovo il meraviglioso Tom Hanks! Le coincidenze della vita XD 

Dan Stevens nel ruolo di Lucas

Mentre per le mie scelte precedenti non ho avuto alcuna esitazione, per il ruolo di Lucas avevo pensato sia a Mike Vogel, noto ai più per la serie tv "Under the dome", che a Gabriel Mann, il simpaticissimo Nolan Ross di "Revenge". 
Alla fine ho optato però per l'attore Dan Stevens, che ho notato nel film "Una notte al museo 3". Come i nomi fatti in precedenza, anche lui è biondo e bello, dotato di un sorriso smagliante, e del fascino del brav'uomo. 




Britt Robertson nel ruolo di Loren

Tra i personaggi che ho più amato di questo libro ci sono di certo le due bionde sorelline del mondo del bosco. 
Loren è la maggiore, eppure sembra quella più fragile. Ha subito un grave trauma e non riesce a sperare in un futuro migliore ed in un nuovo inizio.
Io la immagino con le sembianze dell'attrice Britt Robertson. 


Chloë Grace Moretz nel ruolo di Mary

Ma quant'è brava questa attrice? 
È perfettamente credibile in ogni film, sia che interpreti una ragazzina fragile come la protagonista di "Resta anche domani" o di "Carrie", sia che dia il volto ad un'adolescente più forte e decisa, come nel caso di "Dark Shadows". 
Come non pensare a lei leggendo di Mary? 
Così dolce e tenera, ma capace di dare una svolta alla sua vita, seguendo le orme dell'indipendente Aria. Insieme formano una squadra vincente. Mi auguro che la loro amicizia persista anche nel terzo libro.

Thomas Sangster nel ruolo di Peter

Peter non ha una parte di rilievo nella storia, ma appare subito come un ragazzo che vive in un mondo che non sembra rispecchiarlo. 
E' come incastrato in una realtà retrograda, e in un ruolo che non gli si addice. 
Al pari di Mary vorrebbe avere la possibilità di ricominciare da zero. 
Per lui ho pensato a Thomas Sangster, attore che pur avendo quasi trent'anni, conserva le sembianze di un dolce ragazzino. 




E voi che mi dite? Avete letto il libro? 
Cosa ne pensate del mio cast?

martedì 12 aprile 2016

Recensione: "Il Giardino degli Aranci – Il Mondo del Bosco" di Ilaria Pasqua

Titolo: Il Giardino degli Aranci – Il Mondo del Bosco
Autore: Ilaria Pasqua
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Data di pubblicazione: 17 ottobre 2014
Pagine: 320
Prezzo: 10,00 € (cartaceo) 2,98 € (ebook)

Trama:
Dopo il Mondo di Nebbia, una nuova dimensione attende Aria, Will e Henry, in cerca di nuovi indizi sulla chiave in grado di riportarli alla loro realtà. Il Mondo del Bosco però non è dei più ospitali: ci sono due schieramenti che continuano a farsi guerra senza un motivo apparente, e la società sembra del tutto arretrata, le donne non hanno potere e sono sottomesse agli uomini, spesso violenti e brutali. Non proprio il posto ideale per una come Aria, che proverà a modo suo a cambiare le cose. Ma, con il passare dei giorni, non sarà invece proprio quel mondo a cambiare i ragazzi? 
Nel mentre, Lucas e Wade arrivano nel Mondo di Nebbia alla ricerca dei loro figli, imbattendosi nei Cinque Sacerdoti, che sembrano avere un conto in sospeso proprio con Lucas…

Recensione:
Ho letto e recensito "Il Mondo di Nebbia", primo capitolo di questa affascinante trilogia, più di un anno fa eppure, nonostante il passare del tempo, non ho avuto alcuna difficoltà nell'immergermi di nuovo nelle intricate vicende che hanno visto, e vedono tuttora, per protagonisti Aria e i suoi amici.
Vi dico questo non tanto per fare sfoggio della mia buona memoria, quanto per sottolineare come l'autrice sia riuscita a dar vita ad una storia così originale e coinvolgente da rendere quasi impossibile non ricordare la storia già narrata in precedenza.
Iniziando "Il Mondo del Bosco" mi è parso di non aver mai abbandonato del tutto il giardino degli aranci, e di essere rimasta sulla soglia di questo nuovo universo ancora tutto da esplorare.
E che universo! Anche qui Ilaria Pasqua ha dato prova della sua fervida fantasia.
Se in un primo momento siamo catapultati in uno scenario di guerra, in cui vediamo due comunità darsi battaglia, senza sosta e senza una vera e propria ragione, subito dopo ci ritroviamo in un ameno paesaggio fatto di casette rurali e vegetazione lussureggiante.
In questo posto Aria, Will e il povero malandato Henry dovranno affrontare numerose insidie che metteranno a dura prova non solo la loro vita ma anche i loro rapporti personali.
La nostra protagonista, che abbiamo imparato ad apprezzare per il suo carattere forte e deciso, non si farà problemi ad osteggiare chi tenta con ogni mezzo di soffocare la sua libertà.
Lotterà per difendere i propri diritti e quelli di tutte le donne che, nel mondo del bosco, sono costrette a sottomettersi al volere del maschio dominante.
E se Aria ricopre il ruolo di paladina della giustizia, il suo amato Will sembra invece subire il fascino delle antiche tradizioni, della natura incontaminata e del ruolo di uomo di potere.
Abituato a vivere all'ombra della ragazza che ama e a soffrire passivamente le sue avventate decisioni, non sembra disdegnare il nuovo ordine delle cose.
Questo ovviamente porterà ad incrinare l'equilibrio fra i due innamorati. 
I sentimenti che provano saranno abbastanza forti da superare anche questa divergenza? O il nuovo mondo segnerà per loro l'inizio della fine?
Queste e altre domande sembrano destinate a restare in sospeso, almeno per il momento.
Come ne "Il Mondo di Nebbia" anche il secondo romanzo è suddiviso in parti incentrate sul mondo del bosco e su ciò che succede ai tre amici, e altre pagine che ci raccontano il passato dei Cinque Sacerdoti, e la loro vera identità.
E mentre nel primo libro avevo notato un certo dislivello tra le due differenti sezioni e una maggiore cura riservata alle vicende di Aria, questa volta non posso dire lo stesso.
Anzi, se devo dire la verità, la vita tragica che ha spinto i Cinque a stringere il patto con la vecchia mi ha coinvolto così tanto che continuavo a sperare di sapere qualcosa di più.
E che dire poi dei nuovi personaggi?
Sono tutti ritratti in modo così particolareggiato che bastano poche righe per affezionarti.
Ovviamente non a tutti. Perché alcuni protagonisti della storia risultano al contrario detestabili già al primo sguardo.
Ma di questo vi parlerò meglio più tardi.
In un modo o nell'altro la scrittrice mostra di conoscere a fondo l'indole umana e di saperla porre su carta senza difficoltà. Infatti, pur essendo un romanzo distopico, riesce a conservare la realtà dei sentimenti e delle situazioni, risultando perfettamente credibile in ogni sua parte.
Interessanti anche stavolta le pagine dedicate agli incubi, che si spingono più di una volta oltre la soglia del macabro.
Ultima riflessione che vorrei condividere con voi riguarda lo stile di scrittura, non eccessivamente ricercato, ma curato ed incisivo.
In particolare le descrizioni del bosco risultano vivide e delicate allo stesso tempo.

“I due passarono sotto gli alberi cercando di non mostrare sorpresa, la donna controllava ogni singola reazione, ma Aria ogni tanto correva con lo sguardo tra i rami, osservando le piccole luci e cercando di individuare anche gli animali che emettevano quei suoni così curiosi, che di rado le era capitato di ascoltare. 
Sembrava un bosco incantato, quella prima impressione avuta pochi istanti prima, di notte era amplificata. Sui cespugli le bacche sembravano brillare, persino il sentiero era illuminato da piccole lampadine infilate nella terra, apparentemente. 
La donna camminava velocemente senza neanche soffermarsi a guardarle. Aria pensò che mai si sarebbe potuta abituare a tanta meraviglia.”

Se la prima parte di questa storia mi aveva piacevolmente stupito per l'originalità, la seconda mi ha letteralmente conquistata.
Ora resta solo un'importante domanda, ovvero... cosa mi riserverà l'epilogo?

Considerazioni:
Se non hai letto il libro, e hai intenzione di farlo, fermati qui!
Credo di aver già affermato il parere pienamente positivo che riservo a questo libro.
Ciò su cui mi soffermerei ora sono le opinioni che non avrei potuto esprimere, se non portando a galla alcuni particolari della trama, che preferisco non rivelare a chi non ha letto questo secondo capitolo.
In particolare mi riferisco alla figura di Marcus, ovvero il ragazzo che si nasconde sotto le sembianze dei Cinque Sacerdoti.
Il suo passato difficile, la malattia della madre, la sua famiglia in frantumi non possono che intenerire qualsiasi lettore.
Marcus è così piccolo e solo di fronte ad una tragedia così grande. Incapace di rialzarsi e di sostenere il papà e la sorella. Rassegnato ad una fine ormai scritta, ad una vita fatta solo di dolore.

“Voleva solo sopravvivere, sperando che le cose, un giorno o l’altro, sarebbero andate migliorando. La frase: il tempo cura ogni ferita, gli risuonava in testa ogni tanto, ma non è che ci credesse. A lui sembrava di soffrire sempre più, man mano che il tempo passava.”

Unica luce nelle sue giornate quel ragazzo dal sorriso sincero che lo accoglie ogni giorno, e che pur non sapendo nulla di lui, sembra capirlo, più di chiunque altro. 
Il giovane della tavola calda. Lucas. Il padre di Will.
Tre modi per indicare una sola persona, e per indicare l'ancora di salvezza che impedisce a Marcus di cadere nel baratro.
La loro amicizia è limpida e sincera, fatta di confidenze, di tanti momenti difficili e di poche parentesi più liete.
Ma purtroppo a volte il destino non fa che giocare dei brutti tiri a chi è già in terra, e per il povero Marcus sembra proprio non esserci scampo.
E devo ammetterlo, dopo aver letto "Il Mondo di Nebbia", non avrei mai pensato di potermi affezionare ai Cinque o di poter patire delle loro sofferenze. Ed invece, nel corso di questa lettura, non facevo che aspettare i capitoli dedicati al povero Marcus per poter sapere come si era effettivamente giunti alla tanto temuta trasformazione. E anche questa appare molto più comprensibile adesso.
I sacerdoti non sono poi così malvagi, ma solo pedine come tante, che non hanno trovato altra via d'uscita se non la fuga da ciò che li stava uccidendo.
Se dovessi trovare una morale nella storia di Ilaria Pasqua direi che sarebbe questa: la cattiveria il più delle volte non è altro che il risultato di quello che ti hanno fatto, delle ferite che altri ti hanno inferto. 
Non esiste nessun carnefice, solo vittime costrette a mietere altre vittime.
Quello escogitato dall'autrice è stato un bel modo per capovolgere la storia. Per spingerci a rivalutare dei personaggi che, per dirla tutta, in un primo momento erano parsi un po' noiosi.
E sempre restando nell'argomento personaggi posso dire di aver adorato le due sorelle del mondo del bosco, Loren e Mary, ed in particolare quest'ultima, la dolce sorellina minore.
Apparentemente fragile, nasconde in realtà un animo deciso e una forte voglia di rivalsa.
Al contrario della più grande Loren, non ha paura di ricominciare, di mollare una vita deludente nella speranza di un futuro migliore, anche se incerto.
Mary, come anche il povero Peter, ha anche il difficile compito di ribellarsi alla sua stessa famiglia (la madre per lei, il padre per lui). Entrambi devono far fronte a dei genitori che non sembrano in grado di proteggerli, ma che pensano a salvaguardare se stessi più di ogni altra cosa.
Inutile dire che avrei tanto voluto ci fosse un lieto fine per tutti e tre.
Per quanto riguarda invece i nostri vecchi amici, ovvero Aria, Will e Henry, devo dire che in questo secondo libro ho apprezzato molto di più la protagonista.
Nel primo mi aveva suscitato un po' di antipatia, per il suo voler essere sempre al centro di tutto.
Questa volta invece conosciamo un Aria più altruista, che cerca sempre di spronare gli altri, mettendo persino a rischio se stessa.
Su Will invece non ho molto da dire. Il suo comportamento non è di certo encomiabile, ma c'è da chiedersi quanto di esso sia vero e quanto dovuto all'influenza della nuova realtà.
Lo stesso discorso vale anche per i due cattivi di questa nuova realtà (Cliff e Red) e per tutto il genere maschile: gli uomini sono senza dubbio brutali e senza scrupoli, ma è probabile che sia stato il bosco a tirar fuori una natura istintiva e crudele, che apparteneva prima loro solo in minima parte.
E poi c'è Henry. Il suo ruolo in questo romanzo è marginale (Ilaria vedi di rimediare nel prossimo U_U) ma in ogni caso rimane sempre il ragazzo adorabile e comprensivo che abbiamo imparato a conoscere!
Sempre pensando al prosieguo della storia, molte questioni sono rimaste in sospeso, come il piano della vecchia e del misterioso uomo al suo fianco.
Inoltre il viaggio dei nostri personaggi sembra ancora ben lontano dal vedere il tanto agognato traguardo.
Non ci resta che aspettare e prepararci per un lungo ed impervio cammino.

Curiosità:
"Il Giardino degli Aranci – Il Mondo del Bosco" è il secondo capitolo di una trilogia distopica, iniziata con "Il Giardino degli Aranci – Il Mondo di Nebbia".
La terza e ultima parte, "Il Giardino degli Aranci - Il Confine dei Mondi", è stata pubblicata lo scorso 6 aprile.

Ringrazio Nativi Digitali Edizioni per averi fornito una copia di questo libro

il mio voto per questo libro

lunedì 4 aprile 2016

Presentazione: "Il Giardino degli Aranci - Il Confine dei Mondi" di Ilaria Pasqua

Salve avventori!
Oggi voglio parlarvi di una nuova uscita a cui tengo particolarmente.
Accade spesso a noi blogger di avere la possibilità di leggere e recensire romanzi di autori emergenti.
Poche volte però, mi duole ammetterlo, mi è capitato di rimanere davvero impressionata nell'approcciarmi a questo genere di letture che definirei "a scatola chiusa".
Ilaria Pasqua, con la sua trilogia distopica, rappresenta uno di questi fortunati casi.
Come ricorderete, vi ho già parlato qui del primo capitolo delle vicende che vedono per protagonista la caparbia Aria, ovvero "Il Mondo di Nebbia", e a breve recensirò anche il secondo libro "Il Mondo del Bosco".
Sono quindi davvero lieta di annunciare che mercoledì 6 aprile vedrà la luce la terza e ultima parte de "Il Giardino degli Aranci", intitolato "Il Confine dei Mondi".
Vi lascio con la trama, di quest'ultima parte della trilogia.

Titolo: "Il Giardino degli Aranci -  Il Confine dei Mondi"
Autore: Ilaria Pasqua
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Data di pubblicazione: 6 Aprile 2016
Pagine: 260
Prezzo: 3,99 € (ebook) 12,00 € (cartaceo)


Trama:

Intrappolata nei mondi paralleli nati dai patti tra persone disperate e una vecchia misteriosa, la strada di Aria e dei suoi compagni verso il loro "vero mondo" si rivelerà sempre più complicata e impegnativa: mancano ancora tre sigilli da aprire, Will si trova sempre intrappolato nel mondo del bosco e i misteri da svelare dietro a quelle realtà artificiose e inquietanti sono ancora tanti... chi è davvero la "vecchia", e che ruolo ha l'Ombra che si cela dietro di lei? 
Qual è la vera natura del giardino degli aranci? 
Ma soprattutto, Aria sarà abbastanza forte da sopportare il dolore che si cela in quei mondi di finti oblio e a portare a termine il suo compito?

Autore:
Ilaria Pasqua nasce a Roma e si laurea alla magistrale del Dams. Da sempre coltiva la passione per il cinema e la letteratura, ma anche per la scrittura che ha il tempo di approfondire durante gli anni dell’università. Da quando ha ricevuto il primo sì e ha capito che poteva davvero scrivere non solo per se stessa non si è più fermata.
Dopo “Il bambino nascosto nel buio”, in pubblicazione con La Ponga Edizioni, “Le tre lune di Panopticon”, uscito per Lettere Animate Editore, “Il nostro gioco” edito da Leucotea Edizioni e infine “Susan & Susan”, in uscita per Genesis Publishing, con Nativi Digitali Edizioni ha pubblicato la trilogia de Il giardino degli aranci.


Il libro potrà essere acquistato al prezzo di 3.99 € su tutti gli store di ebook, e nella versione cartacea su Amazon a 12 €.
Per l'occasione, la casa editrice Nativi Digitali Edizioni ha scelto di riproporre i due libri precedenti, "Il Mondo di Nebbia" e "Il Mondo del Bosco", a soli 1.99 € (in formato ebook). L'offerta durerà solo fino al 7 aprile, perciò affrettatevi! 
Inoltre, come avrete intuito, per la prima volta sarà anche disponibile la versione cartacea su Amazon.


Link utili:

mercoledì 14 ottobre 2015

Blogtour Nativi Digitali Edizioni: approfondimento sui luoghi de "Il giardino degli aranci" di Ilaria Pasqua


Salve avventori!
Come vi avevamo accennato un paio di settimane fa nel post di presentazione, rieccoci oggi con il Blogtour ideato da Nativi Digitali Edizioni, il quale ha visto la partecipazione di ben 16 blog letterari.
Siamo giunti alla terzultima tappa, quella dedicata all'approfondimento dei luoghi descritti da Ilaria Pasqua nei primi due capitoli della sua trilogia "Il giardino degli aranci".
Nel primo libro "Il giardino degli aranci - Il mondo di nebbia" l'autrice ci narra di una realtà opprimente, che impedisce ai cittadini di vedere le cose come realmente sono.
Il tempo sembra trascorrere lento, senza portare alcuna novità nelle giornate che si ripetono l'una uguale all'altra. La nebbia avvolge le case con una patina densa, intorbidendo anche i pensieri di chi vive in quella città misteriosa. Nessun posto sembra sicuro, eccetto uno: il giardino.
Aria, che non riesce a togliersi di dosso l'impressione di girare a vuoto, trova tra i rami degli aranci il suo rifugio.
Solo lì sente di essere di nuovo se stessa.
Come se il malessere che avvolge la città, in quel luogo lontano dalla nebbia, non riuscisse a penetrare...

Il viale degli aranci aveva una leggera pendenza, ma di certo era la strada più ripida della città. Proprio per questo, moltissimi ragazzini si davano appuntamento lì ogni giorno per andare sullo skate o sui turbo, una sorta di slittino su ruote, e lanciarsi giù in picchiata. 
I ciclisti e i passanti si lamentavano in continuazione di questo stato di cose, perché rischiavano ogni giorno di investire qualcuno o di essere investiti. Proprio per questo il viale era stato chiuso al traffico, dopo un tribolato dibattito cittadino. Così, Aria quel giorno poteva permettersi di camminare in mezzo alla strada con il naso all’insù, respirando il profumo fresco e delicato degli aranci sugli alberi. 
La brezza leggera le scompigliava i capelli e rendeva ancora più vivo e intenso quell’odore. Se li sistemò dietro le orecchie e si prese tutto il tempo per godersi quel percorso, che la rilassava. Nonostante le risate e le urla dei ragazzini sentiva di essere in sintonia con se stessa e con i suoi pensieri. 
Chiuse gli occhi inspirando profondamente, poi guardò di fronte a sé, il cancello non era lontano. La sua ombra la precedeva lentamente allungandosi sull’asfalto scuro. Aria la osservò con curiosità, per quanto la schiacciasse, lei era sempre lì di fronte al suo corpo, ma di colpo si fece più tenue. La ragazza si voltò verso il sole alle sue spalle che stava pericolosamente cadendo, mentre un velo di nebbia andava a coprirlo come se volesse lasciarla libera, sola con i suoi passi e con se stessa. 
Voltò il suo corpo verso il sole e sentì la pelle riscaldarsi pian piano. Camminò all’indietro per una decina di metri senza distogliere lo sguardo dal viale, una signora in bicicletta le sorrise mentre saliva canticchiando una melodia armoniosa. Un ragazzino le passò accanto a tutta velocità su uno skate e lo spostamento d’aria improvviso fece volare i suoi capelli in avanti, mentre dietro di lei sentiva gli amici del ragazzo che lo incitavano. 
Sapeva di essere ormai arrivata in cima al viale. Si sistemò i capelli dietro le orecchie, prese un’enorme boccata d’aria e si girò di nuovo. Sorpassò i ragazzi e, dopo aver gettato un rapido sguardo a quel cancello che ben conosceva, si lasciò alle spalle i motivi di rosa in ferro battuto che lo adornavano ed entrò. 
Quel posto era diverso da ogni altro, era vivo, presente, come un essere umano che ti accoglie tra le sue braccia, perfettamente consapevole di ogni suo muscolo e movimento. Anche l’aria era diversa, sferzava il viso come se avesse lo scopo di farsi ascoltare. Gli alberi sembravano voler coinvolgere in un loro segreto, il prato era di un verde smeraldo che appariva irreale, e la nebbia in quel posto non poteva a entrare. Quel luogo la teneva fuori, ai cancelli, e questo Aria non riusciva a comprenderlo. Sembrava un posto magico, dotato di vita propria, in cui niente di brutto poteva accadere. 
L’indefinito, ciò che caratterizzava più di tutto quella città, lì non era permesso. Quando metteva piede in quel luogo, Aria si sentiva sollevata, consapevole, serena. E i colori vividi della natura la rinfrancavano. 

Anche il Mondo del Bosco, che farà da scenario al secondo capitolo di questa affascinante trilogia, non appare ad Aria molto più ospitale di ciò che si è lasciata alle spalle.
Nel corso del tempo l'ameno paesaggio è stato costretto ad assumere un ruolo che contrasta decisamente con la bellezza e la serenità che a prima vista emana.
Tra i suoi alberi verdeggianti prende vita un antico dissidio: due schieramenti non fanno che scontrarsi senza sapere neppure il motivo che li spinge a tanta violenza.
Come mi aveva rivelato la stessa autrice nel corso dell'intervista rilasciata al Café Littéraire, questo è per definizione il mondo anti-Aria. La ragazza si troverà osteggiata, come se si trovasse in trappola, e per uscirne sarà costretta a combattere con tutta se stessa...

Ora non mi resta che ricordarvi che avete tempo fino al 16 ottobre per acquistare gli ebook protagonisti di questo Blogtour con lo sconto del 50%. Un'occasione imperdibile per conoscere e apprezzare nuovi giovani talenti ad un prezzo irrisorio.
Naturalmente tra questi troverete anche "Il giardino degli aranci" della talentuosa Ilaria Pasqua. Una storia originale e ben scritta, che non bisognerebbe lasciarsi scappare.
Prima di salutarvi vi do appuntamento a domani con la tappa di Ramingo Blog.
Non mancate!

martedì 9 dicembre 2014

Intervista a Ilaria Pasqua, autrice della trilogia "Il Giardino degli Aranci"

Salve avventori!
Oggi il Café Littéraire ha il piacere di intervistare Ilaria Pasqua, autrice, tra le altre cose, della trilogia distopica "Il Giardino degli Aranci".
Come ben saprete, pochi mesi fa ho potuto leggere e recensire il primo capitolo di questa saga (per la recensione cliccate qui), che ha il pregio di saper mescolare generi diversi, dal fantasy al distopico, sino al romance.
Una lettura che consiglio vivamente.
Prima di lasciarvi all'intervista, colgo l'occasione per ringraziare nuovamente Ilaria per aver accettato di buon grado il mio invito!

♥ Ciao Ilaria!
Ti ringrazio di avermi concesso quest'intervista.
Ho recentemente letto e recensito il tuo romanzo "Il Giardino degli aranci - Il Mondo di Nebbia" e sono rimasta piacevolmente colpita dalla trama complessa e ben congegnata che hai saputo creare.
Come i tuoi lettori sapranno, protagonista della tua storia è una ragazza, Aria, che sente di vivere in un mondo che non le appartiene, in cui il tempo non scorre, e tutti sembrano girare a vuoto.
Parte fondamentale della vita di Aria, e degli altri abitanti del mondo di nebbia, sono gli incubi, esseri di fumo nero che si materializzano, al risveglio, ai piedi dei loro creatori.
Com'è nata l'idea di questa storia?

Grazie a te per l’invito e per le belle parole!
L’idea è nata durante una passeggiata in montagna. La prima immagine è stata quella di Will e dei suoi serpenti, da quel momento ho cercato di capire cosa potessero significare ed è nata la storia.
Ero sicura sin dall’inizio di dare agli incubi un ruolo centrale, dovevano avere una natura “negativa”, essere un peso, allo stesso tempo un monito. Volevo sin da subito che avessero con i protagonisti un legame profondo e di interdipendenza. Alla fine nel Mondo di Nebbia senza è impossibile vivere, o almeno farlo a lungo. È intorno a questa suggestione che ho costruito la storia.


♥ Proprio gli incubi permetteranno ad Aria di fare un vero e proprio viaggio nell'inconscio.
La ragazza troverà così il modo di avvicinarsi lentamente alla verità dei fatti, e ricordare tutto quello che credeva perduto.
Ma questo percorso sarà anche per lei l'occasione per affrontare le sue paure e il dolore mai superato.
Per gran parte del libro troviamo infatti Aria incapace di scegliere: tornare indietro e guardare in faccia il suo passato, o cercare di dimenticare ancora.
E' stato difficile rendere per iscritto questo dissidio?

In realtà non proprio, è uscito tutto molto naturale, forse perché mi sono immaginata in situazioni del genere un’infinità di volte. È un dissidio che mi appartiene e a cui è facile abbandonarsi.
Aria deve scegliere, affrontare le sue paure vuol dire per lei trovarsi faccia a faccia con quel passato, non è stato facile per lei e nemmeno per me metterla in guai così seri.


♥ Importante per Aria è il rapporto con Will.
Sarà lui infatti a guidarla nel suo viaggio verso la verità. Will è l'unico che sembra davvero capirla.
Dall'altra parte troviamo invece Henry, l'amico su cui Aria può sempre contare, che sembra provare per lei dei sentimenti più forti della comune amicizia.
Come sei riuscita ad evitare che il rapporto tra questi tre personaggi si trasformasse nel solito triangolo amoroso?

Henry non ha mai avuto una reale possibilità, il suo ruolo nella storia non è mai stato completare un triangolo, lui è molto più di questo, e ne è cosciente quanto me, sin dall’inizio. Senza la sua presenza né Aria né Will sarebbero quelli che sono. È il peso che equilibra la bilancia della loro amicizia.


♥ "Il Giardino degli aranci" può essere definita una trilogia fantasy-distopica.
Il 17 ottobre è stato pubblicato il secondo capitolo di questa storia.
Con il primo libro molte questioni sono rimaste in sospeso: dalla vera natura dei Sacerdoti alla presenza misteriosa della vecchia e dell'uomo che la accompagna. Quanti di questi misteri saranno svelati?
Inoltre, per chi non l'avesse già letto, puoi dirci qualcosa dell'ambientazione che troveremo ne "Il Mondo del Bosco"?

Nel secondo libro i Cinque Sacerdoti saranno protagonisti, perciò si scoprirà molto su di loro.
Per la vecchia donna e il suo alleato si dovrà aspettare un po’ di più, svelerò tutto nel terzo libro.
Il Mondo del Bosco, come dico sempre, è il mondo anti-Aria, è oppressivo in una differente maniera; i personaggi si troveranno incastrati in una realtà che non ha nessuna considerazione delle donne, e Aria non riuscirà quasi a respirare, sarà controllata, osteggiata, non sarà per nulla facile. Il Mondo del Bosco è sempre in guerra, tutti combattono per abitudine senza capire bene perché lo fanno, è un altro modo di girare a vuoto…


♥ Hai iniziato a lavorare al terzo libro della trilogia? A questo proposito hai già stabilito il destino dei vari personaggi o è ancora tutto da definire?

Del terzo libro ho già una prima bozza pronta, il destino dei personaggi è ormai deciso… ma finché non avrò finito di rileggerlo, e rileggerlo e rileggerlo chi può dirlo?


♥ Oltre a "Il Giardino degli aranci" sei anche autrice del libro "Il bambino nascosto nel buio", tuo primo lavoro, e di un'altra trilogia distopica, "Le tre lune di Panopticon".
Cosa puoi dirci al riguardo?

"Il bambino nascosto nel buio" uscirà prima di Natale, è sempre un distopico ma lo sento più legato alla fantascienza. In questo caso il protagonista è un trentenne che sente ingiusta la realtà in cui vive, un po’ come Aria con il suo Mondo di Nebbia, anche lui ha qualcosa con cui scendere a patti, ma credo che l’ambientazione sia ancora più crudele. Mentre lo scrivevo a volte mi venivano i brividi, e mi dicevo “che mondo orrendo ho creato”.
Anche "Le tre lune di Panopticon" è precedente a "Il giardino degli aranci", ma probabilmente si concluderà dopo, sto ancora lavorando al secondo volume.


♥ Ho letto che ne "Le tre lune di Panopticon" la tua protagonista si trova a vivere in un mondo in cui le parole iniziano improvvisamente a scomparire. Compito di Sofia sarà quello di trattenerle prima che sia troppo tardi. Qual è l'origine di questa trama così particolare?

Stavo facendo un giro in libreria e ho iniziato a pensare a come sarebbe stato un mondo senza parole, da lì è nata l’idea folle di scriverci una storia. Ho provato a mettermi in quei panni e mi sono lasciata andare, cercando di immaginare un mondo del genere. Come reagirebbero le persone? È stata la prima domanda che mi sono posta, da questo ovviamente dovevo rendere i libri totali protagonisti, affidargli addirittura le sorti di Panopticon, e anzi renderli “creatori” del mondo.


♥ In questo romanzo le parole sembrano avere un ruolo prettamente positivo.
D'altra parte, soprattutto oggigiorno, ci rendiamo conto di come i media e le aziende di ogni genere tentino spesso, con i giornali, le tv, gli spot commerciali e i cartelloni pubblicitari, di guidare proprio con le parole (e le immagini) le nostre scelte.
Hai considerato, nel tuo libro, questa doppia valenza del linguaggio?

Nel libro sono tutti dipendenti dalle parole, senza rendersene troppo conto, e lo dimostra il panico che si scatena quando se ne vanno, però mi sono soffermata più sugli aspetti positivi, “ideali”, piuttosto che sul controllo che esercitano. Se vogliamo, l’aspetto “pubblicitario” l’ho trattato meglio nel primo libro, lì gli spot, la televisione, i cartelloni non solo guidano il gusto dei cittadini ma lo impongono.


♥ "Le tre lune di Panopticon" è stato pubblicato da Lettere Animate Editore mentre "Il Giardino degli aranci" da Nativi Digitali Edizioni.
"Il bambino nascosto nel buio", pur essendo il tuo primo lavoro, è stato invece l'ultimo a vedere la luce.
In generale è stato difficile trovare qualcuno disposto a pubblicare i tuoi romanzi? Quali consigli puoi dare agli eventuali aspiranti scrittori "in ascolto"?

Sicuramente ci vuole moltissima pazienza. Non è stato difficile ma lungo, prima le varie ricerche, poi i contatti, infine l’attesa interminabile…  a tutti gli aspiranti scrittori consiglio di avere pazienza, di non arrendersi mai, nemmeno di fronte ai rifiuti, di non perdere in nessun caso la fiducia in ciò che si è scritto.


♥ Parlando un po' di te com'è nato il tuo amore per la scrittura? Quando hai capito che poteva diventare un mestiere?
Quali sono i tuoi altri interessi?

Ho sempre scritto diari, sin da bambina, ma senza chiedermi mai perché lo facessi, era un semplice stimolo, quasi un riflesso condizionato. All’università sono stata spinta da un professore a dedicarmi di più alla scrittura, e lì mi sono resa conto di quanto mi piacesse. Gli stimoli ricevuti durante quegli anni hanno riacceso la passione per la lettura e hanno fatto sbocciare questo desiderio che finalmente aveva una vera forma.
La firma del primo contratto mi ha fatto capire che dovevo continuare. Ma l’avrei fatto comunque perché ne sento l’estremo bisogno.
Esclusa la lettura, adoro il cinema, questa è una passione che ho da sempre. Se non sono a casa a leggere e scrivere, mi trovate di certo in sala!


♥ Immagino tu sia anche una grande lettrice. Che genere prediligi?
Quali scrittori, se ci sono, rappresentano o hanno rappresentato per te dei punti di riferimento?

Chiaramente amo la letteratura di genere, a partire dalla fantascienza e la distopia, ma non solo. Leggo molto realismo magico e narrativa contemporanea perlopiù americana.
Il primo che mi viene da citare è sicuramente Philip K. Dick, seguito da George Orwell, Ray Bradbury e Richard Matheson, staccandosi dalla fantascienza c’è di certo Haruki Murakami, José Saramago, Jonathan Coe, Aimee Bender e, ultimo ma non ultimo, Calvino. Tutti loro rappresentano dei punti di riferimento irrinunciabili.


♥ Ci sono dei libri a cui sei particolarmente legata? E quali sono invece i libri che definiresti "da leggere assolutamente"?

I libri che mi sono cari sono moltissimi e perlopiù coincidono con quelli che consiglierei assolutamente. "Tempo fuori luogo" e "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" Di Philip K. Dick, "1984" di George Orwell, "City" di C.D. Simak, "Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde, "Cime tempestose" di Emily Brontë, "La casa del sonno" di Jonathan Coe, "Dance Dance Dance" di Haruki Murakami, "Queste oscure materie" di Philip Pullman, "Antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters, "Il tempo è un bastardo" di Jennifer Egan, "Ogni cosa è illuminata" di Jonathan Safran Foer, "Narciso e Boccadoro" di Herman Hesse, "Suite francese" di Irène Némirovsky, "Cecità" di José Saramago, "La strada" di Cormac McCarthy, "Legami di Sangue" di Octavia Butler, "Se questo è un uomo" di Primo Levi, "Se una notte d’inverno un viaggiatore" di Calvino.
Libri importanti, impossibili da dimenticare, di quelli che sai ti accompagneranno per il resto della vita.


♥ Per quanto concerne i tuoi progetti per il futuro, c'è già qualche altra storia che aspetta solo di essere messa nero su bianco?

Sì, un paio a dire il vero, più legate al realismo magico. Ma le sto ancora elaborando e hanno bisogno di tempo per sedimentarsi. Poi inizieranno a tormentarmi ed a quel punto sarà arrivata l’ora di prestar loro attenzione.


♥ Ti ringrazio Ilaria per la tua disponibilità e per il tempo che hai concesso a me e ai lettori del Café Littéraire di Muriomu.
Ti faccio un enorme in bocca al lupo per la tua carriera!

Grazie a te per avermi ospitata nel tuo spazio e crepi il lupo!

martedì 28 ottobre 2014

Recensione: "Il Giardino degli Aranci - Il Mondo di Nebbia" di Ilaria Pasqua

Titolo: "Il Giardino degli Aranci - Il Mondo di Nebbia"
Autore: Ilaria Pasqua
Editore: Nativi Digitali Edizioni
Data di pubblicazione: maggio 2014
Pagine: 292
Prezzo: 1,99 € (ebook)
Trama:
Il Mondo di Nebbia, dove Aria e il fidato amico Henry vivono e frequentano un liceo come tanti altri ragazzi, nasconde dei segreti inquietanti, come incubi che prendono forma e sono in qualche modo collegati ai Cinque Sacerdoti, misteriosi individui che controllano la città. 
Aria non è però una ragazza come tutte le altre: in quel mondo ha la sensazione di “girare a vuoto”, e dentro di sé sospetta che dietro ai suoi incubi ci siano verità dimenticate… sarà l’incontro con Will, che come lei sembra frustrato e insoddisfatto da quella realtà, a rivelarle che tutto quello in cui credeva prima è nient’altro che un’illusione. 
Qual è la verità dietro quel mondo? Chi sono i Cinque? E in che modo Aria ha il potere di cambiare tutto?

Recensione:
Devo ammettere che questo libro è stata proprio una piacevole sorpresa.
Quando ti ritrovi a leggere qualcosa di un autore che non conosci (e per di più emergente) non sai mai cosa aspettarti. 
In questo caso posso dire che la lettura non è stata affatto deludente.
La trama è ben costruita, lo stile dell'autrice coinvolgente, ricco di dettagli e descrizioni.
Questa è proprio una delle cose che ho apprezzato di più.
Amo i libri che si focalizzano sulle atmosfere e le sensazioni. Il romanzo infatti, oltre a regalarci bellissime descrizioni dei luoghi (dalle suggestive ambientazioni immerse nella nebbia al rigoglioso giardino degli aranci ricco di profumi), si concentra anche, e soprattutto, sugli stati d'animo dei vari personaggi, che vengono indagati a fondo nel corso di tutta la lettura.
Questo ci permette di conoscere appieno i protagonisti ed immergerci nella storia.
Altra cosa che mi ha decisamente colpito è stata l'originalità della trama, in particolare l'idea degli incubi che prendono forma, diventando entità in parte autonome e in parte legate indissolubilmente ai loro possessori.
Nella città in cui Aria vive, gli incubi notturni si materializzano al risveglio, in forme diverse da persona a persona, e accompagnano al mattino i loro "creatori", gravandoli col loro peso.
Ogni giorno i cittadini si recano nei punti di raccolta dove, per ordine dei Cinque Sacerdoti che governano la città, si disfano dei prodotti del loro inconscio.

Gli incubi erano qualcosa di inconsistente e allo stesso tempo di materiale, ogni mattina le sembrava di partorire una nuova inquietante verità, di tagliare a fette la sua mente, le sue ansie, e servirle su un piatto ben visibile a tutti, per poi gettare ogni cosa via. 

Agli occhi di un estraneo quel gruppo misto di persone, sarebbe potuto apparire come dei condannati scortati all'inferno da spettri maligni. Infatti, gli incubi erano subdoli, ti seguivano, silenziosamente, strisciando nell'ombra, erano come una catena sottile che ti legava al tuo inconscio, a una parte buia della tua mente a cui non potevi accedere, e che però eri costretto a portarti dietro. E ancora peggio, a mostrarla al prossimo.

Proprio questo rituale mattutino sarà uno dei punti focali di tutta la vicenda. Ogni qual volta Aria si libera del suo procione, la forma che assume il suo incubo, non riesce a non provare emozioni contrastanti: se in un primo momento appare sollevata, subito dopo si insinua in lei il senso di colpa e la consapevolezza, sempre più forte, che lasciare delle parti della propria mente nelle mani dei Cinque sia una cosa profondamente sbagliata.
A questo si aggiunge il presentimento di vivere in una realtà che non le appartiene, in cui il tempo scorre in modo diverso, e in cui non si fa che girare a vuoto.
Queste convinzioni troveranno conferma in Will, il misterioso compagno di classe della ragazza che cerca di convincere Aria che nulla lì è davvero come sembra e che l'unica cosa da fare è trovare la via d'uscita da quel posto.
Per quanto riguarda la struttura del romanzo possiamo dire che è divisa nelle parti dedicate ad Aria e i suoi amici, e in quelle, più brevi, con protagonisti i Cinque. 
Se i passi incentrati su Aria mi hanno coinvolto, non posso dire la stessa cosa per quanto riguarda quelli con i Sacerdoti, in cui la narrazione, costituita da stringate interazioni, risulta in più punti noiosa. Inoltre, proprio in una delle loro prime scene (nel secondo capitolo), la scrittrice ha compiuto l'errore di rivelare già troppo della storia (il piano segreto dei Cinque appunto).
E la cosa mi è parsa strana, considerando che in tutti gli altri casi, Ilaria Pasqua ha invece, giustamente, preferito rivelare pagina per pagina il reale stato delle cose, conservando sempre un grande alone di mistero.
Per quanto riguarda Aria, Henry e Will, man mano che andremo avanti, con gli incubi e i ricordi che prendono il sopravvento, si aggiungeranno nuove parti che, a mo' di flashback, faranno luce sul passato a lungo dimenticato, che potrà così tornare a galla.

Era eccitata come una bambina per quel piccolo mistero, esageratamente eccitata, e quel momento le ricordava quando aveva partecipato alla caccia al tesoro della sua scuola: amava scavare, arrampicarsi, risolvere gli enigmi, vivere ogni giorno imparando sempre qualcosa di nuovo ed emozionante. Eppure se ci ripensava bene, quell’evento le sembrava appartenere a un’ altra vita, come fosse un film visto in tv e non un suo ricordo. Si era talmente affievolito che le era ormai difficile fissare il momento in cui era successo, il luogo, le persone con cui l’aveva vissuto. Una patina sfocata ci si era poggiata sopra e man mano ne rosicchiava un pezzo. Ora riusciva a tenerne in mano nient’altro che un mozzicone.

In questo modo scopriremo nuovi aspetti della vita di Aria, conosceremo la vera natura dei legami tra i personaggi che abbiamo già incontrato, e con altri in cui non ci siamo ancora imbattuti.
Inoltre, tramite l'espediente degli incubi, Aria inizierà un vero e proprio viaggio nell'inconscio. 

“Inizia così. Arrivano dei segnali che sono solo nostri. Nessuno può fabbricare incubi, è solo l’inconscio che lo fa; siamo noi stessi, sono le nostre inquietudini, i ricordi, le esperienze che abbiamo vissuto: quelle nessuno può cancellarle, ci appartengono” disse guardandosi le mani. 
“Ci appartengono” ripeté Aria riflettendo. “Si possono cancellare i ricordi, forse, ma ciò che abbiamo vissuto ritorna sempre a tormentarci, in una forma o nell'altra” disse senza farci caso. 
“È così. Gli incubi qui sono questo”.

Persa nei meandri della sua mente, dovrà affrontare i problemi da cui in passato era fuggita, ritroverà il dolore mai superato e dovrà fare delle scelte difficili.
Perdersi di nuovo o trovare il modo per andare avanti?
Affrontare i ricordi dolorosi o tentare di dimenticare ancora?
Dire addio a una persona cara o rimanere aggrappata alla speranza di rivederla?
Vivere o morire?

Considerazioni:
Se non hai letto il libro e hai intenzione di farlo, fermati qui!
Una delle carte vincenti di questo libro è il riuscire a mescolare e gestire generi diversi, dal fantasy al distopico, fino al romance. Possiamo dire che è una lettura scorrevole, in grado di accontentare i gusti di tutti. 
Inoltre il libro è ben organizzato (oltre che valido dal punto di vista stilistico), con la caratteristica (che a me piace molto) di rivelare poco per volta, aggiungendo sempre nuovi dettagli che ci aiutano a capire la vicenda. 
Per fare qualche esempio sin dalla prima pagina ci viene segnalata la presenza di questo procione accanto ai piedi di Aria, ma solo in un secondo momento ci viene spiegato il perché della sua presenza e il funzionamento degli incubi. 
O ancora la figura di Dan, a cui si fa riferimento più volte, fino a quando, dopo molte pagine, ne scopriamo finalmente l'identità.
E in questo caso devo ammettere che l'autrice è riuscita a stupirmi. Ero convinta che il ragazzo fosse il fratello di Aria, morto a causa dei Cinque, e non il suo primo amore.
A dir la verità non mi sarei mai aspettata che il triangolo amoroso si trasformasse in un quadrato.
Per quanto riguarda il rapporto Aria-Dan bisognerebbe aprire un capitolo a parte. Il ragazzo (come anche Will e Henry) con il suo fare dolce e spiritoso si è sicuramente guadagnato la mia stima. 
Per quanto ci viene detto, la nostra protagonista non aveva occhi che per lui, che la rendeva felice come nessun altro. 

Vide una coppia che spingeva una carrozzina con lentezza, come se del tempo non gli importasse. Guardò Dan e si immaginò al suo fianco. Sovrappose le loro facce a quella della coppia e si diede della stupida. Abbassò gli occhi imbarazzata, mentre il cuore le aveva preso a battere forte. 
“Tutto bene?” chiese Dan stringendola più forte a sé. Lei annuì lievemente, poi sorrise; non avrebbe potuto immaginare un futuro insieme a nessun altro.

Non ci risulta perciò difficile capire come lei abbia scelto di andar a vivere nel Mondo di Nebbia, per tentare di dimenticare il suo dolore. Decisamente più difficile è capire come la madre scelga di seguirla senza tentennamenti (e senza cercare di dissuaderla), lasciando il marito dall'altra parte.
Il comportamento di Aria, e la decisione di non abbandonare la realtà voluta dai Cinque, sarebbe quindi plausibile, se non fosse per il fatto che, proprio poco prima di scegliere di entrare nel Mondo di Nebbia, la ragazza bacia allegramente Will, il fratello di Dan! Roba da Beautiful.
Che senso ha ritrarla per mezzo libro in agonia per Dan, sull'orlo della pazzia, per poi scoprire che si era già consolata così in fretta? 
Eppure nel Mondo di Nebbia non fa altro che dormire per poter risentire anche solo la voce di Dan nei suoi sogni, arrivando quasi a un passo dalla morte, tutto pur di riaverlo almeno per qualche minuto.
Nella realtà invece ci aveva messo appena otto mesi per buttarsi tra le braccia di Will, di cui poi scopriremo era sempre stata segretamente innamorata (cosa alquanto strana considerando che, nel corso del primo incontro con Will e Dan, il fratello minore era risultato ai suoi occhi praticamente invisibile).
Nel Mondo di Nebbia invece quello che la protagonista vede in Will non è un grande amore ma un alleato, l'unico che capisce quello che lei prova. Proprio questo sarà alla base del loro rapporto ed anche della distanza che verrà progressivamente a crearsi tra Aria e l'amico d'infanzia Henry, che proprio non riesce a comprendere la sua inquietudine.

Fece per dargli di nuovo le spalle ma Aria parlò di nuovo: “Hai mai la sensazione di girare a vuoto?” chiese seria, ferma sul posto mentre il vento ora più freddo le pizzicava la pelle del viso. 
“Ogni giorno” rispose camminando qualche passo all'indietro e senza smettere di guardarla. 
Lei gli sorrise. Poi lui proseguì lentamente. Aria rimase ferma ancora qualche momento, chiuse gli occhi, respirò a fondo, calmò il batticuore e si avviò. L’idea che qualcun altro, oltre a lei, avesse quella sua stessa sensazione la fece tranquillizzare, sentiva che in quel momento si era creato uno spazio condiviso solo da loro due. Un posto in cui finalmente qualcuno la pensava come lei, qualcuno che percepiva il cambiamento nell'aria e soprattutto che fosse in movimento, non come gli altri cittadini, come l’orologio ad acqua, o come Henry.

Il triangolo che si verrà a delineare (senza considerare Dan), per quanto prevedibile, è per fortuna privo dei soliti cliché. Will, ad esempio, pur essendo stato presentato inizialmente come il solito tipo tenebroso, dimostra invece di essere un ragazzo gentile e spiritoso. 
Henry è d'altronde sempre così premuroso e pieno attenzioni nei confronti di Aria, da risultare a dir poco adorabile. Lo ammetto, è il mio preferito!
Proprio la protagonista è, ahimè, fra tutti i personaggi, quella che ha attirato meno le mie simpatie. Così irascibile e scostante, è sempre pronta a trattare in malo modo chiunque le capiti a tiro. Ma fortunatamente anche lei nel corso della lettura avrà modo di riscattarsi, mostrandoci i suoi lati fragili e nascosti. 
Tra i personaggi minori ho apprezzato molto la madre di Aria, stranamente definita dalla figlia "sempre nervosa". Nelle poche scene a lei dedicate, l'ho trovata invece davvero simpatica. A mio parere è una figura da approfondire, spero che nei prossimi libri il suo rapporto con la figlia abbia maggior spazio.
Dei Cinque poi scopriamo ben poco: sappiamo che non sono umani ma che un tempo lo sono stati. L'autrice è stata brava, anche in questo caso, a dare ad ognuno di essi una personalità definita, che si manifesta con le azioni e le parole.
Tornando al legame tra Aria ed Henry, nelle prime pagine abbiamo visto quanto fosse forte e come lei avesse, in un certo momento, incominciato a vederlo non solo come amico. Con la comparsa di Will e poi di Dan, Henry diviene sempre più un personaggio di contorno. Il culmine arriva quando Aria non si scompone di un millimetro alla vista del ragazzo, picchiato e malmenato, che non riesce neppure a reggersi in piedi (povero Henry, ma non era il suo migliore amico?).
E poi vogliamo parlare di Dan e Will, e di come il secondo non aspettasse altro che l'occasione per prendere il posto dell'altro nel cuore di Aria? La frase "finalmente aveva vinto" nel momento in cui, dopo la morte del fratello maggiore, lei gli concede l'ambito bacio, l'ho trovata davvero di cattivo gusto. Come anche il momento in cui, rivedendo Dan, Will non fa altro che pensare a come riportare Aria nel mondo reale, facendo trapelare ben poche emozioni (se non nel momento dell'abbraccio) scaturite da questo incontro. 
In poche parole, come ho evidenziato con questi pochi esempi, ho notato come i rapporti personali tra i personaggi, vuoi per lasciare un po' di suspense, siano stati dapprima descritti in un modo (più profondo), per poi essere completamente distorti.
E ci può anche stare, ma avrei preferito una direzione più coerente.
Naturalmente sto esponendo i pensieri sorti nel corso della lettura, che di certo non modificano il giudizio pienamente positivo che ho del libro. Essendo poi solo il primo capitolo di una trilogia, come ovvio, lascia parecchie questioni in sospeso. Mi auguro quindi che anche i rapporti tra i personaggi possano avere in seguito maggior chiarezza.
In conclusione, nonostante alcune perplessità, ho apprezzato molto sia il modo di scrivere dell'autrice che l'argomento trattato.
Inoltre, affrontando la tematica dell'inconscio, il libro ha l'onere di porre anche al lettore alcuni importanti quesiti:
Se potessi vivere in eterno con le persone che ami? 
Rinunceresti al tuo cuore spezzato per averne uno nuovo di zecca? 
Rinunceresti al dolore?
E se per farlo dovessi dire addio a tutti i tuoi ricordi?

Curiosità:
"Il Giardino degli Aranci - Il Mondo di Nebbia" non è un romanzo autoconclusivo, ma è il primo libro di una trilogia. 
Il secondo capitolo, "Il Giardino degli Aranci - Il Mondo del Bosco", è stato pubblicato lo scorso 17 ottobre.

il mio voto per questo libro