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martedì 24 novembre 2020

Review Party "Il grande libro dei gialli di Natale" - Recensione in anteprima: Un piccolo Natale classico


Salve avventori!
Nuovo giorno, nuova uscita... ebbene sì perché oggi 24 novembre viene alla luce un libro natalizio un po' particolare che, anche stavolta, abbiamo letto e recensito in anteprima, solo per voi!
Sto parlando de "Il grande libro dei gialli di Natale", a cura di Otto Penzler.

Titolo: Il grande libro dei gialli di Natale
Autore: Autori Vari
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 24 novembre 2020
Pagine: 840
Prezzo: 25,00 €

Trama:
Sessanta racconti natalizi pieni di mistero, ingegno, orrore e divertimento.
Da Agatha Christie a Ellery Queen, fino ad Arthur Conan Doyle, ma anche Ed McBain o R.L. Stevenson e tantissimi altri, i più grandi giallisti (e non solo) si sono misurati volentieri con il tema natalizio, in tante declinazioni diverse. 
Questo volume, dalla veste editoriale preziosa ed elegante, ne raccoglie decine, per esplorare le diverse sfumature della festa più amata, da quelle tradizionali a quelle insolite e divertenti, fino a quelle più sconcertanti e spaventose, e persino vagamente trash.

Recensione:
Il freddo invernale, la neve che ricopre le case e i giardini, i regali sotto l'albero, le lucine accese, i sontuosi cenoni, i camini accesi da sempre fanno da sfondo a storie colme di affetto e amore, che siano saghe familiari o smielate commedie romantiche.
Ma chi l'ha detto che il Natale non può essere anche la cornice perfetta per crimini da indagare e misteri da risolvere?
Sulla base di questo concetto, nasce “Il grande libro dei gialli di Natale” che raduna racconti di grandi giallisti, come Arthur Conan Doyle, Agatha Christie, Ellis Peters e Mary Higgins Clark, ma anche altre celebri firme - uno fra tutti Isaac Asimov - che si cimentano, non solo con questo diverso genere, ma anche con il clima natalizio.

Otto Penzler, che ha curato quest’edizione, ha scelto di suddividere i racconti nelle seguenti categorie:

Un piccolo Natale Tradizionale

Un piccolo Natale Buffo

Un piccolo Natale Sherlockiano

Un piccolo Natale Pulp

Un piccolo Natale Occulto

Un piccolo Natale Spaventoso

Un piccolo Natale Sorprendente

Un piccolo Natale Moderno

Un piccolo Natale Sconcertante

Un piccolo Natale Classico

Noi, come vi avevamo anticipato, in occasione del review party, ci siamo occupate di leggere e recensire le storie contenute all’interno della sezione “Un piccolo Natale Classico”.


I racconti selezionati sono molto diversificati, ma hanno come comune denominatore, nella maggior parte dei casi, una tipica atmosfera natalizia e festosa.
Naturalmente, come accade in tutte le raccolte, vi sono storie più riuscite e altre meno,  alcune che si distinguono per ironia come "Il treno di Natale", "Festa di Natale" o "Le reliquie di Raffles", altre per i colpi di scena finali come "Una tragedia natalizia" e "Il caso Chopham", ed altre ancora per il lato umano e sentimentale, come "Le stelle filanti" o "Il prezzo della luce".
Insomma ce n'è per tutti i gusti, tuttavia per sapere precisamente la nostra opinione su ogni titolo, non vi resta che continuare la lettura.


♥ "Le stelle filanti" di G.K. Chesterton

Il secondo più grande investigatore inglese di tutta la letteratura, superato solo dall’inimitabile Sherlock Holmes, è il gentile e benevolo Padre Brown, scritto dalla penna di G.K. Chesterton.
Quello che rende Padre Brown così diverso dai colleghi in lotta con il crimine, è che lui considera i malfattori anime bisognose di redenzione, piuttosto che criminali da consegnare alla giustizia.
Su quale miglior detective poteva focalizzarsi un racconto di Natale?
Ed è nel pomeriggio di Santo Stefano, durante un’allegra radunata in una vecchia dimora borghese, immersa nel verde nei pressi di Putney, che si consuma il furto delle “Stelle filanti”, tre famosi diamanti dal valore incommensurabile.
La compagnia di amici, tra cui la bella e giovane Ruby Adams, il suo padrino sir Leopold Fischer, il socialista John Crook, il colonnello Adams e lo stesso padre Brown, per divertirsi, mette su una piccola recita casalinga, nel corso della quale i famosi diamanti di proprietà di sir Leopold spariranno misteriosamente.
Sarà il sacerdote, dall’aspetto piuttosto ordinario e bonario, ma dalla mente straordinariamente acuta e sottile, a risolvere il mistero, rivelando anche una profonda comprensione della natura umana.

♥ "Festa di Natale" di Rex Stout

Con Nero Wolfe, Rex Stout ha creato uno dei più grandi investigatori della storia del giallo.
Il detective geniale ma pigro pesa un settimo di tonnellata, detesta lasciare la casa di arenaria sulla Trentacinquesima Strada Ovest di Manhattan e accetta gran parte dei casi solo perché si rende necessario per il suo conto in banca, come spesso gli fa notare Fritz, il maggiordomo.
Mentre Wolfe opera a livello esclusivamente cerebrale, il suo dipendente a tempo pieno, Archie Goodwin, è un investigatore fisicamente ben piazzato, che si dà da fare quando il gioco si fa duro.
Il connubio tra la personalità di quest’ultimo, e i metodi squisitamente deduttivi di Wolfe, è unico nel panorama della letteratura poliziesca.
In “Festa di Natale” viene raccontato un omicidio.
Anche questa volta l’ambientazione perfetta è quella di una festa, quale occasione migliore per avvelenare la vittima durante un brindisi a base di Pernod?
Così Kurt Bottweill, in pochi attimi perde la vita, il maggiore sospettato il barista travestito da Babbo Natale, di cui nessuno degli invitati conosce l’identità.
Ma Archie Goodwin e Nero Wolfe hanno ottimi motivi per sospettare che il colpevole sia un altro degli invitati alla festa, e hanno estrema necessità di scoprirlo al più presto.
Questo è un racconto molto ironico e divertente, caratterizzato tantissimo dal forte rapporto esistente tra i due colleghi, Wolfe e Goodwin, che passano la maggior parte del loro tempo a stuzzicarsi, grugnirsi contro, e pungolarsi, ma anche a tirarsi reciprocamente fuori dagli impicci.
È veramente esilarante leggerli nei loro litigi, ripicche e ricongiungimenti.
Questo racconto mi ha fatto venire voglia di conoscere altre avventure di questi due colleghi così diversi fra loro eppure così uniti, rapporto che mi ha molto ricordato quello tra Sherlock Holmes e John Watson.

♥ "Le reliquie di Raffles" di E.W. Hornung

In questo racconto non c'è molto del Natale, in compenso c'è un furto ben orchestrato, oltre che la storia di una inossidabile amicizia.
Al centro di tutto troviamo uno dei più grandi scassinatori di tutti i tempi, A.J. Raffles, e il suo fedele partner in crime Bunny Manders.
I due, divenuti ormai anziani, ripercorrono le antiche gesta, attraverso una mostra dedicata proprio alla loro carriera di ladri, visitata sotto mentite spoglie ed in gran segreto.
Che sia questa l'occasione di un ultimo grande colpo?
Una storia ironica, con un finale dolce come un pandoro.

 ♥ "Il prezzo della luce" di Ellis Peters

Edith Mary Pargeter, dopo essersi dedicata per decenni a romanzi storici e alla narrativa generale, decise di cimentarsi anche nel genere giallo, adottando però lo pseudonimo di Ellis Peters. 
In molti dei suoi libri troviamo il personaggio di padre Cadfeal, un monaco benedettino che vive in un'abbazia nello Shropshire del dodicesimo secolo, assieme ai suoi fratelli.
Anche nel racconto in questione, "Il prezzo della luce", pubblicato per la prima volta nel 1979 nella raccolta "Winter’s Crimes", Cadfeal incarna la figura chiave, sarà lui infatti a scoprire il responsabile del furto dei candelabri d'argento offerti in dono alla Madonna, e soprattutto il movente di tale crimine.
Una storia che, a dispetto della partenza lenta e dell'ambientazione non proprio accattivante, riesce a sorprendere, grazie anche al protagonista che sovverte i cliché del chierico: una personalità inaspettatamente moderna, che con la sua umanità e la sua comprensione, ci aiuta a capire che bisogna giudicare le persone non solo dalle azioni, ma anche dalla ragione che le spinge a compierle.

♥ "Un dono per Babbo Natale “sahib”" di H.R.F. Keating

Protagonista di questo racconto è l’ispettore Ganesh Ghote della Divisione investigativa criminale di Bombay, il personaggio più popolare dei libri polizieschi di H.R.F. Keating.
Ci troviamo in un grande magazzino della metropoli indiana a pochi giorni dal Natale, dove l'ispettore, suo malgrado, si troverà invischiato in un caso di furto che vede come imputato nientepopodimeno che Babbo Natale in persona!
Una storia stravagante, seppur troppo breve, che narra della bislacca amicizia tra un esponente delle forze dell'ordine ed un truffatore, ma anche dell'importanza di non saltare mai a conclusioni affrettate.

♥ "Il treno di Natale" di Will Scott

Pur non essendo molto noto ai giorni nostri, Will Scott ha sfornato più di duemila racconti nel corso della sua vita, dando forma a parecchi personaggi interessanti.
Tra questi anche i due che troviamo ne "Il treno di Natale": Jeremiah Jones, detto anche Il Ladro Che Ride, e l'ispettore Beecham di Scotland Yard.
Siamo a pochi giorni da Natale, a bordo di un treno, precisamente su una lussuosa carrozza di prima classe. Da una parte siede un uomo facoltoso con una borsa piena zeppa di gioielli, dall'altra il ladro in attesa di mettere a segno il colpo. E poi c'è lui, l'ispettore Beecham che non vede l'ora di incastrarlo.
Con un susseguirsi di botta e risposta, tra l'ironia ed il carisma del malvivente e il sangue freddo del suo acerrimo nemico, il racconto tiene alta la curiosità del lettore.
Se non bastasse, l'atmosfera natalizia, la neve che ricopre il paesaggio oltre il finestrino, e una buona dose di pudding e di tacchino, fanno il resto.  

♥ "Markheim" di Robert Louis Stevenson 

Robert Louis Stevenson è universalmente noto per il suo macabro "Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde", oltre che per i classici d'avventura "L'isola del tesoro" e "La freccia nera".
La storia inclusa in questa raccolta, "Markheim", pubblicata per la prima volta nel 1885, è forse meno celebre, ma non meno meritevole d'attenzione.
Protagonista è la figura del diavolo, vista non nel senso di una presenza malvagia vera e propria, ma come l'inclinazione al male che ogni persona ha dentro di sé.
La storia è incentrata sulle conseguenze psicologiche derivanti da azioni aberranti come l'omicidio, ed è una sorta di dialogo fra l'uomo macchiato di sangue e divorato dai sensi di colpa e la sua coscienza.
Dal taglio intellettuale e filosofico, il racconto risulta breve ma coinvolgente, uno di quelli che fa riflettere senza annoiare. Una lettura davvero interessante, che ha superato le mie aspettative.

♥ "Un regalo natalizio dal chaparral" di O. Henry

Altro prolifico autore di racconti è O. Henry, pseudonimo di William Sidney Porter, al punto che in suo onore nel 1919 è stata istituita la "O. Henry Memorial Award Prize Stories", una prestigiosa antologia che raccoglie periodicamente i migliori racconti dell’anno.
"Un regalo natalizio dal chaparral" fu la sua storia d'esordio, pubblicata nel 1903, e narra di uno scontro in salsa western tra due rivali in amore: Madison Lane e Johnny McRoy. 
Quest'ultimo, successivamente noto come Frio Kid, dopo essere stato rifiutato dall'oggetto delle sue attenzioni, pianificherà una spietata vendetta a suon di colpi di pistola, fino a quando la magia del Natale, il potere salvifico dell'amore, o ancor meglio l'effetto balsamico di alcune parole gentili porteranno nel suo cuore una dolce resa.
Una vicenda che, seppur in poche pagine e sebbene priva della tipica atmosfera invernale, sa lasciare il segno.

♥ "Il caso Chopham" di Edgar Wallace

Negli anni Venti, Edgar Wallace fu uno degli scrittori di maggior successo per quanto riguarda il genere thriller.
"Il caso Chopham" descrive un efferato omicidio, avvenuto proprio durante la Vigilia di Natale, che vede come vittime ben due uomini armati.
Se i due avversari giacciono per terra freddati da un unico colpo di pistola alla tempia, chi è lo spietato assassino?
Sul caso indaga l'avvocato Archie Lenton, specializzato in reati penali, e lo svelamento della verità porterà ad uno sconvolgente finale a sorpresa.

♥ "Una tragedia natalizia" di Agatha Christie

Agatha Christie è la scrittrice di letteratura poliziesca più popolare che sia mai esistita.
Il suo libro d’esordio, “Poirot a Styles Court”, è considerato generalmente, e a ragione, la pietra fondativa di quella che è stata definita l’Età d’Oro della narrativa poliziesca.
E su tutti gli autori ha sempre torreggiato la Christie, superando chiunque altro per vendite, produzione e longevità.
In “Una tragedia natalizia” Miss Jane Marple si trova con alcuni amici e Sir Henry chiede se qualcuno fra loro ha una bella storia da raccontare.
Ed ecco che Miss Marple coglie la palla al balzo per raccontare uno dei suoi casi, uno di quelli in cui avrebbe fatto meglio a seguire il suo straordinario e infallibile istinto, seppur in assenza - almeno inizialmente - di prove inconfutabili.
Una tragedia avvenuta a soli quattro giorni dal Natale, in cui la povera signora Sanders ha perso la vita... ma perché i sospetti di Miss Marple erano tutti incentrati sul signor Sanders?
“Una tragedia natalizia” mette in luce la straordinaria ironia e le incredibili doti deduttive della straordinaria Miss Marple. Un racconto breve, ma ricco di colpi di scena.

Ringrazio la casa editrice Mondadori per avermi fornito una copia di questo volume

il mio voto per questo libro


Se siete curiosi di scoprire le altre sezioni, vi basterà andare a trovare le altre colleghe blogger qui di seguito








sabato 5 settembre 2020

Blog Tour/Review Tour. Recensione: "Poirot. Tutti i racconti" di Agatha Christie

Buongiorno avventori!
Oggi siamo qui per parlare ancora un po' di questa meravigliosa raccolta che accoglie in sé tutti i racconti che vedono coinvolto il nostro, ormai affezionatissimo, investigatore belga Hercule Poirot.


Titolo: Poirot. Tutti i racconti
Autori: Agatha Christie
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 1 settembre 2020
Pagine: 972
Prezzo: 25,00 €


Come vi ho già anticipato la volta scorsa, questo volume comprende ben 59 racconti, tra cui alcuni dei suoi casi più celebri, già apparsi nelle raccolte più famose, più alcune chicche che fanno qui la loro prima apparizione. Nello scorso post vi ho già parlato de "Mistero della pallina del cane" che è uno degli inediti, presenti qui per la prima volta. E adesso vi parlerò di altri quattro racconti
- La tragedia di Marsdon Manor
- La dama velata
- Il caso del dolce di Natale
- Accadde in Cornovaglia




La tragedia di Marsdon Manor è un racconto breve incluso nella raccolta “Poirot indaga”, la prima di Agatha Christie con protagonista l’investigatore belga Hercule Poirot, pubblicato per la prima volta nel Regno Unito nel 1924.

La compagnia di Assicurazioni Northern Union chiede all'investigatore Poirot di indagare sull'improvvisa morte del signor Maltravers, deceduto presumibilmente per  un'emorragia interna solo poco tempo dopo aver sottoscritto un’assicurazione sulla vita.
La compagnia assicurativa vuole, tramite l’indagine, scongiurare l’ipotesi di un suicidio pianificato per garantire alla giovane moglie un buon stile di vita dopo la sua dipartita.
Così Hercule Poirot e Hastings si dirigono a Marsdon Manor, nell’Essex, dove la tragedia è avvenuta, per scoprire la verità... il signor Maltravers è davvero morto per cause naturali?
Ovviamente la risposta a questa domanda la conosciamo già, altrimenti che giallo sarebbe?
Un racconto molto breve e veloce che non lascia spazio alla suspense, un epilogo un po’ troppo prevedibile al quale, però, l’investigatore belga giunge seguendo mezzi decisamente inconsueti e originali.




Anche l’inflessibile Poirot ha avuto, almeno una volta nella vita, il desiderio di ostacolare la legge, opportunità che gli viene offerta dalla giovane e bellissima Lady Millicent Castel Vaughan che si presenta da lui con un caso davvero atipico.
La giovane, promessa sposa del duca di Southshire, è ricattata dal cinico e odioso signor Lavington. Costui vuole ventimila sterline in cambio di una lettera il cui contenuto potrebbe mandare all'aria il prossimo matrimonio.
La ragazza in preda alla disperazione si affida a Poirot per contrattare il prezzo del silenzio.
Poirot questa volta, sempre accompagnato dal fedele Hastings, risponderà alla richiesta della sua cliente in modo decisamente inconsueto per una persona della sua levatura morale.
Perché il compito a lui affidato non può che essere risolto compiendo un’effrazione.
Qui conosciamo altri aspetti inediti del carattere dell’investigatore, profondamente annoiato e alla continua ricerca di nuovi casi stimolanti. 
Apparentemente sembra accettare il caso che gli propone la giovane dama velata, non tanto per bontà d’animo, ma perché sembra non poter sopportare l’ingiustizia che si cela dietro ad un bieco ricatto.
In realtà, lo scopriremo alla fine del racconto, accetta perché, come sempre, ci ha visto lungo, e un dettaglio apparentemente insignificante lo ha posto davanti ad una sfida con se stesso che non ha potuto lasciarsi scappare...




In questa raccolta ci sono diverse versioni di uno stesso racconto.
Tra questi Il caso del dolce di Natale/L’avventura di Natale, entrambi riportati con intenzione di mostrare come Agatha Christie amasse riutilizzare le proprie idee, apportando qualche variante e riuscendo comunque a farla franca e stupire il lettore.
Nel racconto “Il caso del dolce di Natale”, Poirot (che in questa avventura agisce senza la compagnia del fidato Hastings), è chiamato a risolvere una situazione che, altrimenti, potrebbe portare ad un grosso scandalo diplomatico.
Un giovane principe orientale, erede al trono e ormai promesso sposo, in una delle sue ultime scorribande da scapolo ha “perduto”, se così si può dire, un prezioso rubino di famiglia.
Il giovane, infatti, per fare il galante con la sua ultima conquista le ha concesso di indossare a cena il prezioso cimelio. 
Inutile dire che in un batter d’occhio non ha più rivisto né il gioiello, né la ragazza.
Una soffiata porta Poirot a King Lacey, dove soggiornerà per le vacanze di Natale, in compagnia della numerosa famiglia Lacey che, ogni anno si riunisce per organizzare un perfetto e tipico Natale inglese.
Così, tra un pranzo e un altro, un antipasto e un dolce, verranno svelati piccoli segreti di famiglia e, ovviamente, Poirot troverà la strada per svelare il mistero.
Questa storia è un po’ più complessa delle altre, più ricca di personaggi e intrighi.
Ogni personalità ha una sua storia che avrei voluto conoscere in maniera più approfondita, e mi sarebbe piaciuto vederla sviluppata maggiormente, in un vero e proprio romanzo.
Questa è, probabilmente, tra le storie lette quella che al contempo mi è piaciuta di più, ma anche meno.
Sembra contraddittorio, quindi occorre che spieghi il perché di questa mia affermazione.
Mi è piaciuta l’atmosfera, l’idea di queste riunioni di famiglia, in queste enormi dimore antiche, immerse nelle campagne inglesi, gli interminabili e succulenti pranzi, le ricette che avrei voluto assaggiare... il pudding della festa *-*
Ecco, a differenza di Poirot io avrei accettato l’invito all'istante!
Però è anche la storia che mi è parsa più ricca di potenziale inespresso.
I personaggi di David Welwyn e Diana Middleton, ad esempio, parevano inseriti per uno scopo, per avere una parte della storia e una vicenda tutta loro. Invece sono rimaste semplici comparse.
Inoltre, questo è il difetto che ho trovato in tutti i racconti letti sin ora (e non so se è una caratteristica che si estende anche ai romanzi), l’autrice non fornisce al lettore i dettagli rilevanti per arrivare alla soluzione del caso (anche se in questo caso era abbastanza palese), ma li rivela solo quando ormai Poirot è arrivato alla soluzione.
È il caso ad esempio della succitata “La dama velata” in cui Poirot rivela, solo a mistero risolto, di avere avuto dubbi sulle origini della giovane Lady Millicent, perché questa indossava scarpe a buon mercato.
Ma noi lettori non siamo mai stati informati di questo particolare... allora mi chiedo il giallo non dovrebbe servire per mettere alla prova il lettore? O serve solo per mostrare la fantasia dell’autrice?




Poirot e Hastings sono nuovamente alle prese con un mistero, e questa volta per arrivarne a capo dovranno recarsi in Cornovaglia.
A rivolgersi all'investigatore questa volta è la signora Pengelley, la quale, tra mille ritrosie, confessa di sospettare che il marito, il signor Edward, la stia avvelenando da tempo.
La donna, infatti, afferma di stare male solo quando il marito è in casa, e di aver trovato sospetta una bottiglia di diserbante mezza vuota, che il giardiniere afferma di non aver mai utilizzato.
Quelli della signora Pengelley sono sospetti fondati o solo isterismi basati sull'insicurezza e sulla gelosia?
Un racconto davvero molto carino, dove viene evidenziato un altro aspetto del personaggio “Poirot”: anche lui, come ogni essere umano, commette degli errori di valutazione e questo porterà a delle conseguenze irrimediabili che egli stesso non potrà fare a meno di rimproverarsi.
Lo vediamo rammaricarsi, provare rimorso e dispiacere autentico, il che lo rende un po’ più sensibile e umano di quanto si sia mostrato fin ora.
E per rimediare al suo errore lo vedremo alle prese con l’ennesima messa in scena ben congegnata per far cadere il pesce nella sua rete.
Non solo un bravo detective quindi, ma anche un ottimo attore.

Avete letto qualcuno di questi racconti, o altre avventure di Hercule Poirot?
Cosa ne pensate del personaggio e del suo modo di gestire i casi?
Fatecelo sapere nei commenti!

Bene, io vi lascio qui, ma vi ricordo che domani c'è la tappa di chiusura di questo Blog Tour/Review Tour.
Speriamo di avervi illustrato a dovere questa imperdibile raccolta!

Ringrazio Oscar Vault per averci omaggiato di una copia di questo libro

il mio voto per questo libro








martedì 1 settembre 2020

Presentazione Blog Tour/Review Tour: "Poirot. Tutti i racconti" di Agatha Christie

Buon pomeriggio avventori!
Sono ancora qui per presentarvi un'altra meravigliosa uscita firmata Oscar Mondadori.
Si tratta di una straordinaria raccolta che comprende tutti i racconti di Agatha Christie in cui protagonista è il suo arguto investigatore Hercule Poirot.


Ma chi è Hercule Poirot?


Hercule Poirot, il noto investigatore belga, era nato dalla materia grigia di una gio­vane infermiera volontaria durante gli anni della Prima Guerra Mondiale.
Poirot e la sua prima avventura, Poirot a Styles Court, nacquero nel 1916 grazie alla sorella maggiore di Agatha, Margaret Miller, che la sfidò nel­lo scrivere un romanzo poliziesco di quelli che Agatha trovava sui comodini dei pazienti nell’ospedale di Torquay, dove prestava servizio, e che leggeva con voraci­tà tra una pausa e l’altra nel dispensario, circondata da fiale blu e verdi piene di so­stanze capaci di curare tutti i mali, o di uccidere in un soffio.

"Poirot era un ometto dall’aspetto straordinario. Era alto meno di un metro e ses­santa, ma aveva un portamento molto signorile. La testa era a forma d’uovo, costan­temente inclinata da un lato. Aveva un paio di baffi rigidi, da militare. Il suo abbi­gliamento era inappuntabile. Penso che un granello di polvere gli avrebbe dato più fastidio di una ferita da proiettile. Eppure questo piccolo damerino, che purtroppo ora zoppicava vistosamente, era stato ai suoi tempi uno dei funzionari più illustri del­ la polizia belga. Come investigatore, aveva un fiuto straordinario, e aveva all’attivo nu­merosi trionfi, essendo riuscito a risolvere alcuni fra i casi più complicati dell’epoca."

Eccoci dunque alla presentazione del Blog Tour dedicato a "Poirot. Tutti i racconti".

In questo volume trovere­te alcuni dei suoi casi più celebri, già apparsi nelle raccolte più famose, più alcune chicche pubblicate in Italia solo in alcune edizioni o che addirittura fanno qui la loro prima apparizione.
È il caso dei racconti "Mistero della pallina del cane" e "Cattura di Cerbero" (storie edite nei Quaderni segreti di Agatha Christie), prime versioni, rispettivamente, del romanzo "Due mesi dopo" e del racconto omonimo contenuto all’interno delle "Fatiche di Hercule".
E l'ultima chicca mai tradotta sin ora, che finalmente giunge in Italia, e che renderà felici tutti gli appassionati, è una versione alternativa del racconto  "Stella del Mattino".


Un volume che di certo non può mancare nella libreria di tutti gli ammiratori della scrittrice di gialli più famosa della storia, ma che saprà appassionare anche i novellini del genere con i suoi 59 racconti! Avete capito bene! Ben 59 avventure in cui tuffarsi e provare a giocare ai detective.
Chissà se riusciremo a scovare i colpevoli prima che lo faccia Poirot!
Accettate la sfida?


Eccomi dunque che vi presento la mia prima sfida persa, in cui non sono proprio riuscita ad indovinare il colpevole...
Trattasi de "Il mistero della pallina del cane", un racconto inedito della Christie che, come già detto, è uno tra quelli inediti presenti nella raccolta. 
Se la trama vi ricorda qualcosa di già visto è perché, probabilmente, avete letto il romanzo “Due mesi dopo” che la Christie ha scritto partendo da questo racconto, ampliandolo.




Trama:
È una calda giornata di agosto quella in cui Poirot riceve una misteriosa ed enigmatica lettera dalla signorina Matilde Wheeler, che lo incuriosisce molto.
La missiva reca infatti la data quattro mesi prima.
Nella lettera la signorina Wheeler si mostra particolarmente turbata e preoccupata da qualcosa, e scrive di un inspiegabile incidente riguardante la pallina del cane... ma, a queste poche e confuse informazioni, non aggiunge molto di più.
Stuzzicato da questa missiva così particolare, Poirot, accompagnato da uno scettico Hastings si reca a Little Hamel nel Kent e scopre che la signorina è venuta a mancare solo qualche settimana dopo aver scritto quella lettera. 
Il detective inizierà così ad indagare sulla sua morte e sul perché la corrispondenza sia arrivata a destinazione diversi mesi dopo la sua stesura.

Recensione:
Un'indagine che, grazie al prezioso intuito dell'investigatore si viene a concludere in poche pagine.
Poirot, oltre ad un abile deduttore, si dimostra anche uno straordinario conoscitore dell'animo umano.
Nota minuzie a cui il suo fidato assistente, il capitano Arthur Hastings, non fa minimamente caso - come più volte e con sarcasmo, lo stesso Poirot ci tiene a sottolineare - e discrepanze nei racconti dei suoi interlocutori, fino ad arrivare alla soluzione del caso, che, almeno in questo caso non esisteva prima che Poirot stesso non iniziasse a prestare ad esso attenzione.

Con questo racconto breve, ho iniziato a conoscere le caratteristiche del personaggio, di cui confesso, sin ora non avevo letto nulla.
La sua consapevolezza, l'ironia, e il sarcasmo mi hanno ricordato molto un altro famosissimo investigatore privato della letteratura, sì proprio lui, Sherlock Holmes partorito dalla penna di Arthur Conan Doyle.
Come Holmes, anche Poirot è consapevole della sua superiorità intellettuale e non ne fa certo mistero, né si preoccupa di nasconderla o occultarla con modestia, anzi, possiamo senza esagerare, dire che se ne fa vanto.
Come il detective di Baker Street, anche Poirot in questa indagine (e in altri sei racconti), si accompagna ad un fedele compagno, di cui si diverte più volte a sottolineare la scarsa capacità intuitiva.

Ma questa è solo una delle storie che narrano le sue gesta.
Negli altri racconti vengono delineati ulteriori lati del carattere di Poirot, quello più ironico, quello più testardo e combattivo.
Siete pronti a scoprirli tutti?
Allora non perdete le altre tappe del nostro Blog Tour/Review Tour dedicato a questa straordinaria raccolta, di cui approfitto per ringraziare Oscar Vault per la copia.

Vi lascio qui il calendario con le altre date! E noi ci troviamo qui il 5 settembre!




mercoledì 22 luglio 2020

Recensione: “Il Grande Nate” di Marjorie Weinman Sharmat

Titolo: Il Grande Nate
Titolo originale: Nate The Great
Autore: Marjorie Weinman Sharmat
Illustratore: Marc Simont
Editore:  Il Barbagianni Editore
Data di pubblicazione: giugno 2020
Pagine: 68
Prezzo: 10,00 € 

Trama:
Lavora da solo, ha un fiuto infallibile e una grande passione per i pancake: è Nate, il piccolo detective che, da vero professionista, raccoglie indizi, analizza prove e risolve anche i casi più difficili.
In questa indagine, Nate dovrà aiutare la sua vicina Annie a ritrovare un dipinto scomparso e, a colpi di domande e deduzioni, arriverà a far luce sul colorato mistero.

Recensione:
Quale bambino non ha desiderato di vivere mille avventure, vedersela con misteri da sbrogliare, e dimostrarsi così in gamba da essere considerato l’eroe della situazione?
Be’, coloro che hanno risposto “io”, in queste pagine troveranno di sicuro il loro beniamino.
Il piccolo, grande Nate è un investigatore privato, ma la bellezza delle sue avventure sta nel fatto che sono davvero a portata di bambino.
Nessuna missione impossibile che si può immaginare di vivere solo nei sogni più fantasiosi. Quelli che coinvolgono Nate sono casi che possono capitare davvero a tutti!
Per i piccini sarà davvero un piacere immedesimarsi in lui e provare a venire a capo dei misteri che lo vedranno coinvolto.
Nella sua prima avventura Nate dovrà aiutare la sua amica e vicina di casa, Annie, a ritrovare un disegno che sembra essere sparito nel nulla.
Tra un’abbuffata di pancake e l’altra, e piccoli, ma brillanti ragionamenti deduttivi, il piccolo detective arriverà alla soluzione del caso.
Nate è un personaggio che conquista subito per la sua cinica ironia, un piccolo uomo tutto d’un pezzo che ci ricorda di essere bambino quando manifesta platealmente il suo debole per i pancake, di cui, vi anticipo, vi farà terribilmente venire voglia.
Uno Sherlock in miniatura, che guiderà i più piccoli ad appassionarsi non solo alla lettura, ma al genere giallo/mistery.
Le deduzioni, le intuizioni, i ragionamenti e gli intrecci li stimoleranno all’uso della logica e del pensiero anche nelle piccole cose di tutti i giorni.
E chissà che anche loro non si divertano a scovare misteri da risolvere qua e là!
Questa è solo la prima avventura di una serie di gialli ironici e divertenti, resi più vivaci dalle illustrazioni di Marc Simont, e stampati con il carattere ad alta leggibilità Easyreading®.
Piccoli racconti di poche pagine che potranno invogliare anche i fanciulli più riluttanti alla lettura, e avvicinarli al fantastico mondo dei libri.

Ringrazio il Barbagianni Editore per avermi omaggiato di una copia di questo libro

il mio voto per questo libro

martedì 26 maggio 2020

Recensione: "La città senza cioccolato" di Lavie Tidhar

Titolo: La città senza cioccolato
Titolo originale: Candy
Autore: Lavie Tidhar
Editore: Mondadori Ragazzi
Data di pubblicazione: gennaio 2019
Pagine: 232
Prezzo: 17,00 € (cartaceo)


Trama:
Come si può vivere in una città in cui i dolci sono proibiti?
Questo è il mistero che aleggia sulla vita di Nelle Faulkner, abile investigatrice privata, dodicenne, costretta a rispettare la legge del rampante sindaco Thornton, amico delle carote e nemico delle carie. Ma ci sono segreti ben più oscuri di cui Nelle deve occuparsi: un pomeriggio nel suo sgangherato ufficio arriva Eddie De Menthe, dodici anni e mezzo e fama da trafficante di dolci, per chiederle di indagare su un furto.
Dopo poco però anche Eddie scompare nel nulla, proprio mentre i suoi rivali, Frittella Ratchet e Wafer McKenzie, si contendono il controllo del contrabbando di dolci.
Intanto un nemico ben più pericoloso e potente incombe sulla città, pronto a addentare Nelle e i suoi amici come la più squisita tavoletta di cioccolato. 
Quanta astuzia servirà per non farsi inghiottire in un solo boccone?

Recensione:
Una città senza cioccolato!
Una città in cui la vendita e l’assunzione di qualsiasi dolciume e leccornia è vietata per legge.
Ve la immaginate?
Un’ingiustizia, una follia, una punizione amara, una norma assurda che risulta ancora più strana se ad attuarla è una città famosa proprio per la sua grandiosa fabbrica di cioccolato.
La Farnsworth, storico edificio della città, azienda rinomata a livello mondiale che per anni ha rifornito i negozi di tutto il mondo, ha sfamato e deliziato la gente di ogni colore e nazione, e soprattutto ha profumato l’aria della ridente cittadina dove è ambientata la nostra storia.
L’aria in città ha sempre profumato di cioccolato, questa era la sua straordinaria caratteristica. Un profumo da favola che faceva sognare, e nella sua delizia accompagnava i suoi abitanti dalla mattina, al risveglio, alla notte quando poggiavano la testa sui cuscini.

“All'epoca l’intera città profumava di cioccolato. Era un profumo che l’avvolgeva tutta, lo sentivano i ricchi e i poveri allo stesso modo, e proveniva, giorno e notte dalla fabbrica Farnsworth. L’odore del cioccolato. Era ovunque. Sui nostri vestiti e nei capelli e nel tepore dei nostri cuscini quando andavamo a dormire la sera. Lo ricordavo ancora. Era l’odore di mio padre. 
Lui aveva lavorato nella fabbrica e il cioccolato ce l’aveva dentro la pelle, sotto le unghie e fra i capelli. L’odore gli rimaneva attaccato, non importa quanto spesso si lavasse o quanta acqua di colonia si spruzzasse. 
Faceva parte di lui. 
Ora la città profumava solo di fiori e alberi, di pane appena sfornato e caffè e gas di scarico delle auto e sudore, come ogni altra città. 
Ma prima profumava di favola. 
Profumava in modo meraviglioso.”

Ma tutte le cose belle hanno una fine, e la fine della fabbrica e dei sogni che essa regalava, arriva quando viene eletto sindaco il salutista Thornton, uomo rigoroso, dal sorriso bianchissimo, che sembra non abbia mai toccato un solo cristallo di zucchero in vita sua.
Il suo motto è “mangiate la verdura”.
Se gli adulti si sono fatti convincere dalla sua campagna elettorale votata ad uno stile di vita sano e salutare, i bambini hanno invece dovuto subire, inermi, questa direttiva scellerata che gli è piombata tra capo e collo, vietando una delle cose più piacevoli e innocue che la vita può offrire.
“Subire inermi” dicevamo? Decisamente no!
Perché i bambini proprio non ci stanno a vivere senza cioccolata. Così tra i ragazzini iniziano a crearsi piccole bande che si fanno concorrenza contrabbandando cioccolata e dolci.
Tutto inizia come un gioco - gruppi di ragazzini che a scuola si scambiano e rivendono dolciumi acquistati nelle città vicine (quelle in cui la loro vendita è ancora legale) - per poi diventare qualcosa di ben più complesso e serio.
Fino a scatenare una vera lotta tra bande per aggiudicarsi il potere della città.
Tre i fronti principali:
La banda della terribile Frittella Ratchet e delle sue Tenerone
Quella del ricco e solitario bambino viziato Wafer McKenzie e del suo fedele assistente Bobby
E quella, più famosa in città, di Eddie De Menthe.
Ed è proprio quest’ultimo che si rivolge alla dodicenne Nelle Faulkner, una ragazzina che gioca seriamente a fare l’investigatrice privata della sua città, per risolvere il caso che lo ha visto coinvolto... il furto di un orsacchiotto.
Un caso apparentemente innocuo e di facile soluzione che si rivelerà per Nelle più aspro e complicato del previsto.
Senza volerlo, e senza averne idea, anche la nostra piccola detective si ritroverà coinvolta nella lotta tra bande, e anche questa si rivelerà ben più grande e pericolosa di quanto Nelle si aspettasse.
Lavie Tidhar, in queste pagine, dà vita ad un giallo per ragazzi senza esclusione di colpi.
Quella che parte essendo un’indagine investigativa portata avanti da una ragazzina e un contrabbando di dolciumi gestito da suoi coetanei - quindi come se fosse tutto un grande gioco in cui i ragazzini si divertono ad interpretare ruoli da adulti - si trasforma via via, con il proseguire delle indagini, in un affare ben più grosso e pericoloso, dove i primi ad essere coinvolti sono proprio gli adulti.
Quindi ecco che quella che era partita come una storia per ragazzi, con ragazzi come protagonisti, diviene qualcosa di più serio e spietato.
Giochi di potere, inganni, minacce, corruzione... un’avventura davvero più seria e pericolosa del previsto per la nostra Nelle, che comunque si rivelerà all'altezza della situazione, pronta a scoprire il mistero che si cela dietro l’apparentemente innocuo furto di un orsacchiotto.
Un’avventura appassionante, in cui, tra una svolta e l’altra nasceranno anche alleanze e amicizie insospettabili.
Una protagonista forte e decisa, con una grande sete di giustizia, sempre pronta, non solo ad inseguire nuovi casi e nuove piste, ma anche a ristabilire l’ordine e lottare per dare voce alla verità.
Un libro avvincente, forse anche un pochino spietato, che rivela quanto il mondo sia marcio e meschino, e poco o nulla può dimostrarlo meglio, se non una città in cui il denaro e il crimine riescono a insinuarsi anche in ciò che c’è di più semplice e dolce: i bambini e il loro amore per il cioccolato.
E se il mondo per la sete di soldi e potere arriva a vietare anche questo, che mondo è?

Considerazioni:
“La città senza cioccolato” è un ottimo e appassionante libro per ragazzi, un giallo ricco di misteri, segreti, sospetti e sospettati.
Dietro ad un caso che inizia come un gioco, un modo come un altro per passare il tempo, per giocare a fare gli adulti, scopriamo celarsi un mondo fatto di macchinazioni e corruzione che non hanno niente a che vedere con giochi di ragazzini.
Non sono ancora convinta se la svolta criminale che ha preso la storia mi abbia convinta del tutto, forse avrei preferito che questa storia per ragazzi fosse rimasta circoscritta al loro mondo, ad un grande gioco piuttosto innocuo, senza mettere in mezzo tutto il marciume che gli adulti portano nelle cose quando ci sono di mezzo il denaro e il potere.
Perché è questo che Nelle scopre alla fine delle sue indagini.
Gli adulti lo hanno fatto ancora, hanno preso ciò che di più bello e buono c’era nella loro città e nelle loro vite e lo hanno negato, reso illegale, proibito.
Hanno preso il cioccolato, i dolci e tutte le bontà che la fabbrica Farnsworth produceva e gli hanno messo su un marchio rosso, facendole passare per dannose e nocive, quando l’unica verità era che la fabbrica, nella sua assoluta eccellenza, non conosceva rivali.
E si sa, quando una cosa fa invidia, si cerca di imitarla, ma se non ci si riesce, si tenta di distruggerla.
Questo svolta seria nella faccenda ha portato nel libro questi aspetti che esistono, da che mondo e mondo, non lo possiamo negare, ma che fa un po’ strano leggere in un libro per bambini. Adulti che arrivano a spiarli, ricattarli, minacciarli, persino a ingaggiare con loro una dura e pericolosa lotta.
Ma questo è, ovviamente, un mio parere personale.
L’autore ha probabilmente voluto rendere più realistica la sua storia non regalando un finale alla “e vissero tutti felici e contenti”, dove la giustizia trionfa sempre e i criminali vengono severamente puniti.
L’avventura della nostra piccola investigatrice e della fabbrica Farnsworth sembra, infatti, solo apparentemente terminare con un lieto fine, ma il male lo sappiamo, è duro a morire, i cattivi trovano sempre un modo per passarla liscia.
Tuttavia se nel finale l’autore ci ha tenuto a ricordarci quanto la realtà sia differente dai sogni, è nello svolgimento della storia che ho trovato lacune, se così si possono definire.
Ancora non mi spiego, né lo scrittore si è premurato di spiegarlo nel suo romanzo, perché una città famosa in tutto il mondo per la sua fabbrica e la sua cioccolata avrebbe dovuto eleggere un sindaco che ne vietasse la vendita.
Perché i suoi cittadini avrebbero votato per il signor Thornton, pur sapendo che avrebbe, come prima cosa, chiuso la fabbrica, impoverendo la città sia della sua fama che della sua gloria e togliendo lavoro a tutti i suoi numerosi dipendenti?
E’ abbastanza folle se ci pensate, e pensavo che prima o poi l’autore avrebbe giustificato la cosa in qualche modo e invece no, non ci spiega mai cosa ha convinto la cittadina a prendere questa decisione così radicale e insensata.
Tuttavia, basta vedere il mondo reale come va, per rendersi conto che neanche gli adulti sono esenti dai comportamenti irragionevoli e insensati, penso a Donald Trump presidente degli Stati Uniti o qui in Italia alle orde di meridionali smemorati fan di Salvini... chi siamo noi per giudicare?
Ciò che ho apprezzato maggiormente in questo giallo sono stati i ragazzini, il loro saper mettere i rancori da parte e far fronte comune, e soprattutto la sete di giustizia e la maturità della piccola protagonista.
Nelle, come tutti, adora la cioccolata, ogni tanto se ne concede un po’ anche se sa che è vietata, ma ha una profonda consapevolezza di ciò che è giusto e ingiusto, un grande senso di equità, e soprattutto si mostra sempre matura, corretta, astuta e coraggiosa.
Il suo amaro in bocca sul finale, quando con rabbia scopre che non sempre le cose vanno come è giusto che vadano e non sempre i criminali - soprattutto se potenti - vengono punti, è un po’ quello che tutti ci ritroviamo a provare di fronte alle ingiustizie.
Nelle è entrata a far parte del mondo dei grandi, dove non tutto si risolve stringendosi la mano e facendo la pace, quel mondo in cui, tristemente scopri, che quando ti dicevano “chi rompe, paga”, non vale poi per tutti.

Ringrazio Mondadori ragazzi per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro