lunedì 14 giugno 2021

Recensione: “La casa ai confini della magia” di Amy Sparkes

Titolo: La casa ai confini della magia
Autore: Amy Sparkes
Editore: Terre di Mezzo Editore
Data di pubblicazione: 25 marzo 2021
Pagine: 232
Prezzo: 14,00 €

Trama:
La piccola Nove farebbe di tutto per fuggire dal fatiscente sottoscala dove quella vecchia serpe di Taschino “alleva” una banda di orfanelli costringendoli a rubare per lui.
Un giorno sfila una casa in miniatura dalla borsa di una misteriosa donna dall'abito scarlatto, bussa alla porticina e all'improvviso si trova all'interno, dove una potente strega ha intrappolato un troll armato di spolverino, un giovane mago in pigiama e un cucchiaio parlante. Solo Nove può salvarli: in cambio riceverà un gioiello di inestimabile valore in grado di cambiarle la vita per sempre. Ma prima dovrà affrontare una serie di prove, una più folle e pericolosa dell’altra.

Recensione:
A volte la vita ci riserva anche le fragole 🍓
A volte si è a un soffio dalla magia senza nemmeno saperlo.
Ed è proprio quello che è successo a Nove.
Nella vita di Nove - una ragazzina costretta a rubare per tenersi stretta un tetto sulla testa - c’è ben poca magia e ben poco per cui essere felici.
Nessuno spazio per la gentilezza, l’affetto, e i sogni. E Taschino, il terribile uomo che la ospita in cambio di “doni” non fa che ricordarglielo “Oggi niente fragole”, continua a ripeterle, come a dire che la vita non regalerà gioie a loro, perché la vita con i poveri, e i derelitti non è mai dolce.
Questa è una lezione che Nove sa a memoria, e il suo carattere e il suo animo si sono temprati di conseguenza, costruendole attorno una corazza spessa e dura che le ha ingabbiato il cuore. Niente può turbarla, nulla può ferirla.
Ogni giorno esce in strada con lo scopo di trovare qualcosa di prezioso da rubare per donarlo al suo “padrone”, in modo da meritarsi la permanenza al Nido.
Tutto qui. Nessun sogno, nessuna aspirazione, nessun piano per riappropriarsi della sua vita e della libertà.
Ma una giornata di furti come un’altra cambierà la sua esistenza... in pochi attimi, giusto il tempo di un “toc toc” ad una minuscola porta.
Ed ecco che, in un attimo, Nove si trova al cospetto della più assurda e ridicola casa che abbia mai visto.
Una costruzione storta e sbilenca, un insieme scomposto di guglie, torri, finestre e comignoli.
E, oltre quella porta, conoscerà il più bislacco gruppo di inquilini che si potrebbe immaginare: un giovane mago strambo sempre in pigiama, un buffo troll con il suo inseparabile spolverino, e un cucchiaio in kilt scozzese!
Una casa assurda quanto i suoi ospiti, da cui la ragazzina vorrebbe immediatamente scappare, ma se fosse proprio quella la sua unica occasione per cambiare vita?
Una maledizione da sciogliere, un incantesimo da spezzare, una serie di prove da superare, e qualcuno su cui contare.
Nove affronterà gli incanti racchiusi nella casa ai confini della magia nella speranza di perseguire il suo scopo, afferrare la sua ricompensa e fuggire via, verso la sua libertà, e invece, nel mentre, capirà tante cose, sugli altri e su se stessa.
Che nella vita ci si può anche fidare di qualcuno, che non necessariamente si deve stare da soli, che la magia non è poi così male, e che le fragole ci sono, e sono riservate anche a lei.
Un libro molto carino e divertente, che fa sognare e viaggiare con la fantasia, fa ridere grazie a quello strampalato gruppo di inquilini uno più eccentrico dell’altro... come non adorare Eric. il dolcissimo troll pasticcione, che pensa di poter scacciare via ogni dolore offendo caramelle?
Un libro che fa sperare nell'amicizia, nella forza della gentilezza e nelle seconde opportunità.
Avrei voluto che la storia continuasse ancora, vedere Nove sciogliersi in un gesto affettuoso e gentile, avere il tempo di viaggiare con tutti loro, verso mondi sconosciuti, a bordo di quella straordinaria casa dalle mille stanze e magie.

Ringrazio Terre di mezzo editore per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro


giovedì 10 giugno 2021

Recensione: "Un incantevole aprile" di Elizabeth von Arnim

Titolo: Un incantevole aprile
Autore: Elizabeth von Arnim
Editore: Fazi Editore
Data di pubblicazione: 30 marzo 2017
Pagine: 287
Prezzo: 15,00 €

Trama:
In un club della Londra anni Venti due signore inglesi scoprono di essere accomunate da una vita amorosa insoddisfacente, molto diversa da quella che avevano sognato il giorno del matrimonio. 
Mrs Wilkins, timida e repressa, è sposata con un avvocato ambizioso che «loda la parsimonia, tranne quando si tratta del cibo che finisce nel suo piatto», mentre Mrs Arbuthnot, estremamente religiosa, ha come marito uno scrittore di biografie sulle amanti dei re: per una donna come lei, una cosa davvero sconveniente. 
Insieme decidono di rispondere a un annuncio per l’affitto di un castello a San Salvatore, piccola cittadina della Liguria, per tutto il mese di aprile. 
A loro si uniscono l'anziana e rigida Mrs Fisher e Lady Caroline, giovane e bellissima ereditiera stanca della vita mondana e dei numerosi spasimanti. 
Le quattro donne, che si conoscono a malapena, si lasciano così alle spalle la grigia e piovosa Inghilterra per godersi un mese di vacanza in Italia. 
Immergendosi nel calore della primavera italiana e nella bellezza placida del luogo, le signore imparano ad apprezzarsi e ritrovano la speranza.

Recensione:
Immaginate di trovarvi a Londra e vedere la pioggia cadere e cadere e cadere ancora, senza sosta. Il vento non vi dà pace e, per quanto ne sapete, difficilmente una giornata luminosa porterà uno spiraglio di speranza nella vostra vita.
Poi improvvisamente un curioso annuncio su un giornale cattura la vostra attenzione:

"Per gli estimatori dei glicini e del sole. 
Piccolo castello medievale italiano sul Mediterraneo affittasi ammobiliato per il mese di aprile. Servitù essenziale inclusa"

Come reagireste?
Beh, suppongo più o meno come Lotty Wilkins e Rose Arbuthnot, che da quel momento in poi non riescono a smettere di fantasticare di mollare tutto e partire per quella meta così desiderabile.
Le due non si conoscono, se non di vista, eppure la voglia di dare una svolta alla loro esistenza è così forte dal portarle ad incontrarsi.
Dispongono entrambe di una piccola somma, ma affittare un castello, in Italia per giunta, e per un intero mese, sembra essere piuttosto dispendioso.
Che fare quindi: rinunciare al loro sogno o trovare il modo per realizzarlo?
Inutile dire che le donne londinesi cercheranno di trovare la soluzione al loro problema, e tale soluzione prende il nome di Mrs Fisher, anziana signora cresciuta a stretto contatto con le personalità più eminenti di quei tempi lontani, e lei, la bellissima Lady Caroline Dester, da tutti ammirata ed elogiata, ansiosa di rifugiarsi in un luogo dove nessuno la conosce o la corteggia.
Dopo qualche preparativo, un paio di bugie bianche, e più di un contrattempo, eccole finalmente in viaggio alla volta del piccolo paesino ligure affacciato sul mare.
Le quattro donne sono molto diverse tra loro, esteticamente ma anche caratterialmente, ma su una cosa concordano: il castello di San Salvatore vale ogni centesimo speso.
La vista con affaccio sul mare, la spiaggia antistante, l'esuberanza floreale, la sovrabbondanza di profumi e la riservatezza del posto, offrono alle affittuarie proprio l'oasi di pace di cui avevano tanto bisogno.
 
Lo splendore dell’aprile italiano si raccoglieva ai suoi piedi; il sole la inondava di luce, il mare dormiva, muovendosi appena. 
Oltre la baia, le montagne, incantevoli con le loro squisite sfumature, erano anch’esse addormentate nella luce, e sotto la finestra, in fondo al giardino in pendenza costellato di fiori, si ergevano le mura del castello, e un alto cipresso sembrava una gigantesca spada nera che tagliava in due i blu e i viola delicati, le sfumature di rosa delle montagne e il mare. 
Rimase a bocca aperta. 
Quanta bellezza... e lei lì ad ammirarla. 
Quanta bellezza, e lei che ne godeva. Lei, con il viso immerso nella luce, con i profumi che entravano dalla finestra e la accarezzavano, con una brezza delicata che le muoveva appena i capelli. 
Al largo, nella baia, un gruppo di barche di pescatori stava sospeso sul mare calmo come uno stormo di uccelli candidi. 
Quanta bellezza, quanta. Essere ancora viva per vederla, essere riuscita a vederla, respirarla, sentirla... era incantata.

E se in un primo momento tutte, ad esclusione dell'esuberante e lungimirante Lotty, rifiutano il contatto con le altre, convinte di poter ritrovare se stesse solo nel silenzio della solitudine, con il tempo scopriranno l'importanza del sostegno reciproco, dell'amicizia e, perché no, anche dell'amore.
Un libro affascinante, ricco di descrizioni sognanti, che trasporta il lettore in un posto paradisiaco, in cui ci si vorrebbe perdere per non fare più ritorno.
Ma non solo, anche una storia permeata di ironia, e caratterizzata da personaggi ricchi di sfumature. 
Prima di tutto Lotty Wilkins, una donna eccentrica ed esuberante, un misto tra Holly Golightly di "Colazione da Tiffany" e la su di giri Harley Quinn di "Suicide Squad".
Dopo essersi sentita in trappola per anni, accanto un marito che la voleva dimessa e virtuosa, ritrova se stessa in Italia, la voglia di vivere, di dar voce ai suoi pensieri e alle sue emozioni, il bisogno di amare e sentirsi amata.
E poi l'amica Rose Arbuthnot, sempre dedita ai meno fortunati, ma mai a se stessa, che non fa che ripensare con nostalgia ai primi anni di matrimonio, pieni di leggerezza, intimità e passione. Rose, proprio come dice il suo nome, fiorisce in quel paesino ligure, ritrova il bene per se stessa e la voglia di riabbracciare con il consorte la felicità perduta.
Se questi due figure sono quelle predominanti, ciò non toglie che anche Mrs Fisher e Miss Dester subiscono un processo di cambiamento, un percorso che le porta a fare un viaggio dentro se stesse per uscirne più mature e consapevoli.
 
Mrs Fisher fissava il fuoco con le mani in grembo, immobile. Aveva accanto a sé la lampada da lettura, ma non stava leggendo. Quella non le sembrava una sera adatta per dedicarsi alla lettura dei suoi amici defunti. 
Ormai aveva l’impressione che dicessero sempre le stesse cose, si ripetessero senza sosta e non si riuscisse più a cavarne nulla di nuovo. Indubbiamente erano più grandi di qualsiasi contemporaneo, ma avevano l’immenso svantaggio di essere morti. 
Da loro non c’era da aspettarsi più nulla mentre dai vivi c’era da aspettarsi di tutto. Adesso desiderava ardentemente il contatto con i vivi, con il cambiamento; tutto ciò che era cristallizzato e compiuto la annoiava.

In generale, soprattutto grazie alla caparbietà di Lotty, le quattro affittuarie riscoprono il dono della compagnia reciproca, e dei legami che solo un viaggio così straordinario può cementare.
Elizabeth von Arnim ha costruito uno splendido romanzo femminile, perfetto per ritrovare la speranza nei tempi bui, ma anche per riflettere e sognare.
Tuttavia ho trovato il finale un po' troppo lieto e forzato: come se i pezzi del puzzle fossero stati manomessi giusto per farli combaciare alla perfezione.
Quindi anche i siparietti equivoci, i malintesi e le divergenze di anni vengono risolti in un nonnulla, alla tarallucci e vino, per intenderci.
Inoltre, cosa ben peggiore, tramite il personaggio dell'affascinante Lady Caroline viene fatto passare il messaggio che la bellezza viene sempre al primo posto, ragion per cui qualsiasi uomo, anche il più assennato, non può resistere di fronte alla più splendida delle donne.
Mah, avrei preferito qualcosa di diverso, una maggiore attenzione verso la personalità e la bontà d'animo piuttosto che rivolta all'apparenza, tuttavia la scrittrice, pur di salvaguardare i matrimoni esistenti, e guidata dalla voglia di dare un risvolto rosa ad ogni personaggio, finisce per cospargere di zucchero una trama che, a mio parere era già perfetta così, senza bisogno dell'inserimento di cavalieri senza macchia e rinnovate promesse d'amore.

il mio voto per questo libro

martedì 8 giugno 2021

Recensione: “Qui nel mondo reale” di Sara Pennypacker

Titolo: Qui nel mondo reale
Titolo originale: Here in the Real World
Autore: Sara Pennypacker
Illustrazioni: Jon Klassen
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 27 ottobre 2020
Pagine: 304
Prezzo: 17,00 €

Trama:
Ware non vede l’ora di trascorrere l’estate perso nel suo mondo, a sognare di cavalieri medievali e, in generale, per i fatti suoi. Ma i genitori lo iscrivono all'odiato centro estivo, dove dovrà sopportare “interazioni sociali significative” e tutte le attività previste per i cosiddetti “ragazzi normali”.
Quando scopre una chiesa in rovina poco distante, l’estate prende una piega decisamente più avvincente. In mezzo alle macerie incontra una ragazzina che coltiva papaye. Si chiama Jolene e non lo accoglie di certo a braccia aperte; prima cerca di cacciarlo, poi non smette di prenderlo in giro e dirgli che lui non vive nel mondo reale. Per quanto siano diversi, i due hanno però una cosa in comune: per loro quel posto diventa un rifugio. Un rifugio minacciato, purtroppo, che Ware è deciso a salvare seguendo le regole del codice cavalleresco.
Ma com'è un eroe nella vita vera? E cosa possono fare due ragazzini da soli?

Recensione:
“Qui nel mondo reale” è un libro scritto per i sognatori, per tutti coloro che amano le storie, le avventure e hanno un grande senso di giustizia e che in quella giustizia ci credono fortemente.
Ware, il piccolo protagonista di questo libro, è un ragazzino particolare, diverso dalla norma e dai tipici ragazzini della sua età.
Se i suoi coetanei amano giocare insieme a calcio, fare sport, e stare in gruppo, Ware preferisce di gran lunga starne fuori.
Lui adora leggere libri, viaggiare con la fantasia, perdersi nei sogni ad occhi aperti, costruire fortini e castelli, e stare da solo.
La solitudine non lo spaventa, non lo fa sentire isolato o triste, no, lui è perfettamente a suo agio con se stesso, ed è di quella solitudine che ogni tanto ha bisogno per riprendersi dal caos e dal trambusto del mondo circostante.
È diverso, ma non per questo sbagliato.
Purtroppo, le particolarità delle persone, ciò che le rendono diverse dalla massa, e quindi uniche e speciali, sono spesso mal viste dagli altri.
Ma è terribile quando chi non ti comprende, chi cerca di cambiarti e volerti diverso è proprio la tua famiglia, tua madre e tuo padre, le persone che dovrebbero capirti di più al mondo.
E a Ware succede proprio questo. 
I suoi non lo fanno con cattiveria, eppure c’è tanta ignoranza, e chiusura nei loro pensieri. Poca sensibilità ed empatia nei loro discorsi.
Sua madre non riesce a pensare ad una felicità diversa dalla sua, lei che da ragazzina era così popolare, che aveva tanti amici, come può concepire che suo figlio sia soddisfatto e contento nella sua solitudine?
Non lo ascolta, non per davvero. Non tiene conto dei suoi desideri, ma pensa solo a ciò che, secondo il suo modo di vedere le cose, è giusto per lui.

«Sdraiato sul pavimento? Perché non mi hai sentita? Sai quanto mi sono preoccupata? Cosa stavi facendo?»
«Stavo... pensando agli otto.»
«Cosa?» 
«Guardando» si era corretto «Guardando come gli otto in realtà sono cerchi su altri cerchi.» Sperava di aver dato la risposta giusta , quella che avrebbe scacciato l’ansia della mamma. 
Non era stato così. 
«Guardare non è fare, Ware. Cosa stavi facendo?» 
«lo stavo facendo nella mente.» Aveva indicato il soffitto, aveva cercato di mostrarle come i vortici di intonaco creavano un’infinità di simboli dell’infinito verticali. «Vedi?» 
«Oh, Ware» aveva detto lei sprofondando nel letto con la testa tra le mani. «Io voglio solo che tu sia felice.» 
Questo lo aveva solo confuso ulteriormente. Sdraiato sul pavimento, aveva avvertito la presenza fisica della felicità. Si era sentito come se avesse inghiottito un seme che brillava. Ma il viso della mamma era triste... 
«Ci proverò mamma» aveva promesso, credendoci «Ci proverò di più.»

Così, per far sì che il loro unico figlio diventi più “normale”, più ordinario, decidono - nonostante le numerose rimostranze del ragazzo - di iscriverlo ad un centro estivo. Un luogo pieno di coetanei e di attività da fare insieme.
E se alcuni ragazzini sarebbero entusiasti all'idea di spendere il loro tempo e la loro estate in questo modo, Ware non lo è affatto! Per lui è una tortura.
Ma da bambino sensibile qual è, e per non provocare inutili dispiaceri e preoccupazioni ai suoi, accetta il suo destino.

Ma l’estate si rivelerà ricca di sorprese e deliziosi imprevisti, e non perché muterà il suo modo di essere, o rivaluterà l’importanza della socializzazione, o ancora, capirà di essere “sbagliato”, cambiando rotta. No!
Questo sarebbe stato davvero un messaggio sbagliato, e per fortuna la storia andrà in maniera molto diversa.

Ware ci prova a frequentare quel campo estivo, ma più ci prova più capisce che quello non è il luogo per lui, che quella non è la sua idea di divertimento e che lui così non sarà mai felice.
Ma la felicità può essere proprio dietro l’angolo e Ware la troverà nei resti di una vecchia chiesa abbandonata, sul retro del campo estivo.
Qui conoscerà Jolene, una ragazzina apparentemente scorbutica, che coltiva papaye nel parcheggio della chiesa.
Una ragazzina con un sogno da realizzare e tanto bisogno di aiuto per farlo. Aiuto che non chiederà mai espressamente, perché troppo orgogliosa per farlo.
E Ware sarà lì per lei, ad aiutarla a coltivare, non solo le papaye, ma anche il suo sogno, a ricordarle di credere in ciò che fa e in se stessa, e prometterle che non perderanno il loro terreno e - da bravo cavaliere - a lottare sempre per ciò che è giusto.

Dal suo canto Jolene che, ha sì un sogno da realizzare, ma vive con i piedi ben piantati a terra, ripeterà spesso e volentieri al nostro piccolo protagonista che “non siamo nel Magico Paese della Giustizia, ma qui nel mondo reale” e nel mondo reale i sogni, i desideri e la giustizia, non hanno mai la priorità.

Ma Ware, nonostante la sua giovane età, nonostante le avversità e la promessa quasi impossibile da mantenere, riuscirà in tantissime cose in quella estate che aveva tutte le premesse per essere bollata come disastrosa.
Si farà dei buoni amici e farà di tutto per aiutarli, troverà la sua strada e capirà più a fondo se stesso, e riuscirà ad esprimere i suoi sentimenti ai genitori e farsi accettare per ciò che è: un bambino particolare, ma felice.

“E Ware sorprese se stesso. Disse tutto allo zio. Che si sentiva diverso dagli altri ragazzi, che ruzzolavano nella vita in branchi, che saltavano in mezzo a quello che accadeva, qualunque cosa fosse. Che a lui piaceva osservare le cose dai margini per un po’, fare una ricognizione dalla torre di guardia. E che poteva passare ore da solo, a fare cose o solo a pensare, senza annoiarsi. E poi disse allo zio la cosa peggiore. «Lei vorrebbe avere un figlio normale.»”

Mi sono riconosciuta molto in Ware, il piccolo protagonista di questo libro.
Per la sua sete di giustizia, il suo essere sognatore e per il suo sentirsi un po’ diverso dai coetanei.
Per volere cose diverse da quelle che ci si aspetterebbe da lui, e sentirsi giudicato per questo.
Sara Pennypacker ha dato vita ad un libro meraviglioso, perfettamente in bilico tra favola e realtà.
Tra il mondo di Ware che vive con la testa per aria, in un pianeta dove tutto dovrebbe essere giusto e felice, e quello di Jolene dove mai nulla lo è stato.
I due mondi si mischiano perfettamente tra loro, si influenzano e si mescolano, in un’ambientazione reale - il parcheggio di una chiesa - che i due trasformano in un vecchio castello che pare uscito da un libro di cavalieri e principesse.

Gli adulti compiono un ruolo marginale, ma fondamentale, per i due ragazzini, perché sono loro che li hanno plasmati, dando vita alle loro forze e debolezze.
Facendo credere a Jolene che non cambierà mai niente nella sua vita, spingendola quindi a non credere in se stessa; facendo credere a Ware che se non cambierà se stesso non gli succederà mai niente di buono.
Ed è stato triste e straziante leggere la disperazione con cui, quel dolce e sensibile bambino ha, quasi fino alla fine, sperato in una miracolo che lo facesse diventare come gli altri, solo per rendere felice sua madre, non pensando mai a rendere felice se stesso.
Perché lui era già felice così, ed è questo ciò che conta, non seguire gli ideali di vita altrui.
E sarebbe bastato così poco, anche solo ascoltare ciò che aveva da dire, per comprenderlo.

Durante la lettura ho davvero sentito di volergli bene, di volerlo abbracciare, stringere forte e dirgli che non necessariamente bisogna essere tutti uguali.
Che non avrebbe mai dovuto desiderare di cambiare per essere un po’ più adatto al mondo, ma è il mondo, semmai, che dovrebbe essere un po’ più adatto a lui.

Ringrazio Rizzoli per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro


lunedì 31 maggio 2021

Recensione: "I giardini degli altri" di Marta Barone

Titolo: I giardini degli altri
Autore: Marta Barone
Illustrazioni: Chiara Fedele
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 27 ottobre 2020
Pagine: 141
Prezzo: 15,00 €

Trama:
Olivier si trasferisce in campagna per le vacanze estive e lì incontra Nina. 
Lei gli appare all’improvviso, seduta sul ramo di un tiglio. Assomiglia a una creatura del bosco e quasi non sembra vera. E invece è vera come vere sono le loro corse tra i campi, i bagni al fiume, le cacce al tesoro. 
Un giorno, nel misterioso Podere dei Tigli, Nina e Olivier scoprono un quaderno ingiallito, che contiene una storia. È una storia di scritti segreti e di Camere delle Meraviglie, una storia vecchia più di cento anni, che tra le loro mani torna a essere viva e più vicina che mai. 

Recensione:
"I giardini degli altri" è il racconto di un'estate spensierata, di un'amicizia speciale, di un tesoro nascosto, e di una vita non vissuta.
È la storia di Olivier e Nina che si incontrano per caso nel corso di una vacanza, ma è anche la storia della giovane ed incompresa Paloma che, cento anni prima, abitava proprio lì vicino, nel misterioso Podere dei Tigli.
I due ragazzini, abituati a vivere con un solo genitore, e a subire l'assenza dell'altro, condividono lo stesso dolore e la stessa paura di restare soli, e sarà proprio questa vicinanza ad unirli e a coinvolgerli nella più straordinaria delle avventure.
Marta Barone, con questo romanzo, ripubblicato in una nuova bellissima edizione illustrata, ci fa vivere l'emozione dei primi legami, delle persone che si scelgono a prima vista, che si capiscono anche senza dire una parola.
Olivier e Nina sono due lati opposti della stessa moneta: lui silenzioso e riflessivo, abituato a sentire più che ad esprimere, lei invece un fiume in piena, che non rinuncia mai ad una domanda, che vuole cercare e sapere.
Insieme scopriranno il valore dell'amicizia e soprattutto della libertà.

Olivier non aveva mai parlato molto. Spesso pensava così tanto a quello che aveva da dire che poi perdeva l'occasione per pronunciarlo. L'unica persona con cui parlava alla pari - anche se, ovviamente, lei parlava molto di più - era la mamma. Ma al di fuori, nel mondo, non aveva poi così voglia di dire come la pensava. 
Nina gli tirava fuori le parole. Non che lo costringesse, ma era così genuinamente interessata a quello che Olivier aveva da raccontare, a come la pensava su una data cosa, all'emozione che provava vedendo dei cuccioli di volpe muoversi furtivi tra le felci del sottobosco, che lui se le estraeva dal petto e gliele offriva come lucumi zuccherini.

Un libro di avventura e mistero, ma soprattutto un libro che si fa portavoce della bellezza degli incontri, di come ogni persona può uscire arricchita dal confronto con gli altri, e di come, per imbattersi in qualcosa di speciale, non bisogna smettere di cercare. 
Con un linguaggio mai banale, ricercato, ma non affettato, la giovane autrice ci incanta con le sue descrizioni della natura in fiore, delle corse a perdifiato, delle nuotate nel fiume, dei capelli asciugati al sole, delle fughe notturne, dei segreti sussurrati all'orecchio.
Ma la Barone non si limita a questo, ci coinvolge anche con la scoperta del diario segreto di Paloma, la ragazza eccentrica che voleva spiccare il volo, ma che ha dovuto dire addio alle sue ali a causa di una famiglia integerrima e rigorosa. Un racconto che, per quanto antico, ci ricorda come per alcune giovani donne nel mondo, la libertà di essere solo se stesse è, ahimè, ancora un'utopia.
Le vicissitudini e i dolori di Paloma si intrecciano con il presente dei due amici che, riscoprendo il passato di quella giovane sfortunata, imparano a conoscere anche se stessi ed il loro dolore taciuto.
Una lettura introspettiva che punta molto sulle emozioni e sul contatto con il prossimo, ma che, allo stesso tempo, non perde mai quel vento di spensieratezza ed incanto, la magia tipica dell'estate e della giovinezza.
Definirlo un libro per ragazzi è riduttivo perché, per quanto le pagine siano intrise di piccole imprese e vicende inaspettate, al centro di tutto ci sono i sentimenti, le delusioni ed il conforto, emozioni vere a dodici anni come a venti o a quaranta.
Perché come non c'è un tempo predefinito per scoprirsi grandi, non ce n'è neanche uno per tornare bambini.

Ringrazio a casa editrice Rizzoli per avermi fornito una copia cartacea di questo romanzo

il mio voto per questo libro

martedì 25 maggio 2021

Recensione: “Zia Mame” di Patrick Dennis

Titolo: Zia Mame
Titolo originale: Auntie Mame. An Irreverent Escapade
Autore: Patrick Dennis
Editore: Adelphi
Data di pubblicazione: 2009
Pagine: 384
Prezzo: 12,00 €


Trama:
Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell'America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre - quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all'indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica "Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!", e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito, e attraversare insieme a lei l'America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro - o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento.

Recensione:
Mentirei se vi dicessi che questo libro è esattamente come mi aspettavo che fosse e che Zia Mame è la zia meravigliosa che avrei tanto voluto avere.
Mentirei perché mi ero immaginata un libro dalle atmosfere molto diverse da queste e una zia sicuramente eccentrica, ma molto lontana dalla bizzarra, stralunata donna con la testa sempre per aria e con i piedi mai piantati a terra, molto intelligente per alcuni versi e totalmente svampita per mille altri, bellissima e decisamente vistosa, che è Zia Mame.
Avete presente il libro "La nonna sul melo" di Mira Lube? Ricordate la dolce, simpatica e arzilla vecchina che accompagna il piccolo protagonista in mille, entusiasmanti avventure?
Ecco, innanzitutto - non so nemmeno io perché - immaginavo che zia Mame fosse anziana! E che vivesse in una graziosa casetta in solitudine, quindi sono rimasta un po' di sasso a leggere di questa donna giovane, affascinante, bellissima che vive in un appartamento dai colori improponibili e sgargianti e dà festicciole ogni sera, che si veste in modo appariscente e che, anziché assicurare al suo unico nipotino una solida istruzione in una scuola tradizionale lo spinge a frequentarne una nudista,  guidata da un tipo ben poco raccomandabile. 
Ecco, sicuramente questa è la cosa che ho apprezzato meno del suo personaggio, perché sì, puoi essere anticonformista quanto vuoi, ma questo non deve andare a discapito della sicurezza di un ragazzino di cui sei tutrice e responsabile.
Ma, come dicevo, Zia Mame è così affascinante e sciroccata che, capitolo dopo capitolo, pagina dopo pagina, oltre al suo nipotino Patrick ha saputo conquistare anche me, perché effettivamente è troppo difficile restare indifferente alle sue strampalate idee, agli atteggiamenti infantili e testardi, al suo cuore buono e ingenuo.
Da qui si capisce il successo di un personaggio irresistibile, che ancora oggi conquista lettori di tutto il mondo.
E, come ogni grande successo anche questo ebbe un inizio difficile, pensate che prima di essere pubblicato venne rifiutato ben diciannove volte poiché ritenuto invendibile.
Il romanzo nasce infatti come una serie di racconti che pur avendo gli stessi protagonisti raccontavano fatti che risultavano scollegati tra loro e dunque poco appetibili al pubblico. Solo in seguito, e grazie ad un espediente narrativo molto efficace, il romanzo così come lo conosciamo vide la luce.

Patrick è un uomo ormai adulto quando, perso tra le pagine di un giornale, si imbatte in un articolo che racconta le gesta de "L'indimenticabile", una tenera zitella del New England che, un giorno come un altro, aprendo la porta di casa per ritirare il giornale, si era invece ritrovata al suo posto un tenero frugoletto.
Da qui il paragone con Zia Mame - la donna che l'aveva accolto quando era rimasto orfano all'età di dieci anni - nasce spontaneo, e ovviamente Mame vince sempre il confronto a mani basse, sia per assurdità delle vicende narrate, che per l'eccentricità che la contraddistingue.
Così, ripercorrendo l'articolo e le gesta dell'Indimenticabile, tornano a galla i ricordi, e Patrick, in ogni capitolo, ci racconta un'esilarante avventura, che ci regalerà via, via una sfaccettatura nuova della donna che lo ha cresciuto, e del loro peculiare rapporto.
Vedremo Zia Mame alle prese con vari mestieri, con diversi fallimenti e altrettanti straordinari successi, con colpi di genio, colpi di fortuna e terribili disastri, con amori romantici e rivalità insospettate.

Il rapporto zia-nipote che si viene a creare fra i due è molto diverso da come me lo ero immaginato, come vi ho detto poco più su, non posso dire che leggendo queste pagine ho desiderato di avere una zia come lei, anzi! Certe volte ne combina davvero delle grosse, mettendo lo stesso Patrick in pasticci enormi e in situazioni a dir poco imbarazzanti, e fossi stata in lui più di una volta sarai uscita fuori di testa, eppure Zia Mame mi è entrata nel cuore.
Patrick Dennis ha davvero ideato un personaggio indimenticabile, fuori dal comune, romantico nel vero senso del termine, che vive di emozioni intense e da esse si lascia trasportare. Pronta ad entusiasmarsi enormemente per ogni minuzia, e soffrire tragicamente per ogni delusione.
Un personaggio che non conosce rancore e cattiveria, un'eterna ragazzina che si getta senza remore e tentennamenti in ogni sfida che la vita le offre, anzi, quando la vita è troppo ferma e statica, ne cerca sempre di nuove e stravaganti... viaggia per il mondo, si cimenta in diversi lavori e finisce addirittura per adottare sei tremendi orfanelli che la mandano quasi sul lastrico... eppure zia Mame è sempre lì, fiera, imperturbabile, ottimista e fermamente decisa a vivere a pieno la vita, rendendola unica sia per se stessa che per ogni persona che incontrerà sulla sua strada.

il mio voto per questo libro

mercoledì 19 maggio 2021

Recensione: "Gli altri. I segreti dei Greystone. Vol. 1" di Margaret Peterson Haddix

Titolo: Gli altri. I segreti dei Greystone. Vol. 1
Titolo originale: Greystone Secrets #1: The Strangers
Autore: Margaret Peterson Haddix 
Illustrazioni: Anne Lambelet
Editore: HarperCollins Italia
Data di pubblicazione: giugno 2019
Pagine: 390
Prezzo: 15,00 €

Trama:
I Greystone sono sempre stati una famiglia felice, solo loro tre e la mamma: Chess è l’eroe che difende i due fratellini più piccoli a qualunque costo; Emma la nerd che ama la matematica; e Finn, il più piccolo, che si limita a fare ciò che gli riesce meglio, cioè comportarsi da bimbo e farsi amare. 
Ma tutto cambia improvvisamente quando sentono al telegiornale che tre ragazzini sono stati rapiti. E non sono tre ragazzini qualunque: si chiamano Chess, Emma e Finn Greystone, esattamente come loro, e hanno persino la stessa età e data di nascita. Sono coincidenze che hanno dell’incredibile, e che li spingono a domandarsi chi siano davvero quei bambini. 
Prima che possano chiedere spiegazioni alla mamma, però, lei parte per un misterioso viaggio di lavoro e svanisce nei meandri di Chicago, lasciandosi dietro una scia di sconcertanti indizi, astrusi messaggi in codice, fino ad misteriosa stanza segreta.

Recensione:
"Gli altri", il primo capitolo della trilogia dei Greystone, è una storia di avventura e mistero che ha per protagonisti tre ragazzini perfettamente normali alle prese con qualcosa di più grande di loro, qualcosa di così pericoloso che non può che fargli paura.
Ecco, se dovessi dire una parola che racchiude il fulcro di questo libro, direi "paura", ma non nel senso con cui spesso la intendiamo, il terrore di qualcosa o qualcuno di innaturale o mostruoso.
No, più il panico ed il senso di sgomento che si prova nel rendersi conto che tutta la propria vita si basa solo su un'immensa bugia, e la persona di cui ci fidiamo ciecamente non ha fatto altro che mentire o sotterrare segreti.
Perché è questo che succede ai fratelli Greystone, prima quando vedono la madre sgomenta di fronte alla notizia del rapimento di tre ragazzini in Arizona che, chissà perché, si chiamano proprio come loro, hanno la stessa età e sono nati praticamente lo stesso giorno. Poi quando la vedono partire in tutta fretta per un viaggio di lavoro che non si sa quando avrà termine.
Infine quando trovano in casa l'inseparabile cellulare della mamma, con un messaggio di addio per loro, e si imbattono per caso in un tunnel segreto che, dalla loro abitazione, conduce in un luogo che è molto simile alla loro città e allo stesso tempo non potrebbe essere più diverso.
Ed è proprio in quel posto così tetro ed inospitale che i tre coraggiosi protagonisti, accompagnati dalla figlia della vicina Natalie, troveranno le risposte che cercavano e che forse avrebbero preferito non sapere.
Il mondo sa essere crudele, sa plasmare la verità a proprio favore, e riesce ad incastrare i giusti per preservare il potere dei tiranni e dei corrotti.
E le mamme non sono solo mamme, ma anche persone con un passato e con degli errori alle spalle, che fanno il meglio che possono per tenere al sicuro i propri bambini e quelli degli altri.
Un libro quindi che sì, parla dello smarrimento nel vedere la propria vita cadere in pezzi, ma non solo. Perché le pagine della Haddix hanno al centro di tutto la famiglia, il legame tra fratelli, quell'amore così puro ed invalicabile che supera ogni barriera.
I Greystone sono molto diversi tra loro, eppure il maturo Chess, la razionale Emna ed l'ingenuo Finn hanno una cosa in comune: la voglia di salvare la propria mamma, costi quel che costi.
Per farlo dovranno cimentarsi nel ruolo di investigatori privati, e quindi decifrare messaggi in codice, trovare passaggi segreti ed inaspettati alleati, elaborare piani d'azione ed improvvisare trovate geniali al momento opportuno.
Insomma un libro che, nonostante la partenza lenta, regala imprese rischiose e grandi avventure, ma soprattutto una storia che coinvolge e appassiona, che ti fa tribolare per i protagonisti, e sperare per loro in un lieto fine.

Ringrazio HarperCollins Italia per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

lunedì 3 maggio 2021

Recensione: "Agenzia MostroCasa. Quella strega della vicina!" di Marta Palazzesi

Titolo: Agenzia MostroCasa. Quella strega della vicina!
Autore: Marta Palazzesi
Illustrazioni: Maria Luisa Petrarca
Editore: Gallucci
Data di pubblicazione: febbraio 2021
Pagine: 160
Prezzo: 9,90 €

Trama:
Immagina che nel tuo palazzo abiti una strega appassionata di party serali in giardino. E di avere per dirimpettaia una famiglia di licantropi che ulula alla Luna nel cuore della notte. L’unica soluzione è rivolgersi all’Agenzia MostroCasa, sperando che ti trovino una nuova dimora. O dei nuovi vicini…
Quando tra la contessa Porro-Pollastri-Prina e i Mezzabarba scoppia la guerra, sarà proprio Nina a occuparsene con i suoi assistenti: il vampiro Fosco, l’orco Ogul e l’inseparabile labrador Salsa. E dovrà risolvere il problema in fretta, prima che l’Ispettore del C.U.C.U., il Centro Unico di Controllo Universale, decida di chiudere l’agenzia…

Recensione:
Una nuova avventura, o forse dovrei dire sventura, attende Nina Rubini e la sua Agenzia MostroCasa.
Dopo aver salvato la povera signora Dal Verme nel primo divertente capitolo di questa serie, questa volta la ragazzina dodicenne dovrà vedersela con un cliente davvero fastidioso... già il titolo del libro dice! “Quella strega della vicina” non potrebbe davvero descriverlo meglio.
A rivolgersi all'agenzia immobiliare di Milano, gestita da Nina Rubini e da sua nonna Rosa Rubini, questa volta è la petulante contessa Porro-Pollastri-Prina, una strega, ex star del cinema, che rappresenta un C.A.V.O.L.O. della peggior specie, ovvero un “Cliente Altamente Viziato Ottuso Lagnoso nonché Odioso”.
La strega è alla ricerca di una nuova casa in città, ma come avrete capito ha gusti abbastanza difficili, e una volta accontentata non smetterà di dare problemi, anzi, ne causerà parecchi all'intero vicinato, con feste chiassose a tutte le ore, e provocando una vera e propria guerra tra vicini.
Nina si ritroverà con questa faccenda gravosa da risolvere e al più presto!
Se non riporterà la calma in via Leopardi, entro 24 ore, l’agenzia potrebbe chiudere i battenti definitivamente.
Ancora una volta a venirle soccorso, la sua variegata banda di colleghi e amici, dalla dolcissima Labrador Salsa - che in questo capitolo vedremo impegnata in questioni di cuore - dal vampiro Fosco - sempre più sarcastico e pungente - all’orco Ogul - con la sua guida sempre più spericolata - al simpaticissimo vampiro cinquecentenario zio Felice - qui alle prese con l’arte della meditazione.
Strano a dirsi, ma anche il temibile Barone Bucagole le offrirà il suo aiuto, anche se per scopi tutt'altro che altruistici, mentre nonna Rosa - di cui avevamo dolo sentito parlare nel primo libro, ma che compare per la prima volta in questa seconda avventura - se la darà a gambe partendo per Bora Bora e lasciando tutto nelle mani della nipote. Un personaggio che appare subito bislacco, ma a mio avviso molto deludente. Mi ero aspettata di trovare un rapporto nonna/nipote di tutt'altro tenore.
Menefreghismo di nonna Rosa a parte, ho trovato molto carina anche questa seconda puntata delle vicende dell’agenzia “MostroCasa”, anche questa volta illustrate dai disegni di Maria Luisa Petrarca, che abbandonano l’esclusività del bianco e del nero, e afnno invece sfoggio di allegri accenti rosa, che li rendono ancora più belli e vivaci.
Non so se ci saranno altri libri della serie ma spero proprio di sì, perché mi piacerebbe conoscere meglio tutti i protagonisti, e poi qualcosa mi dice che il vampiro, eternamente adolescente, Fosco ha ancora qualche segreto da svelarci...

Ringrazio Gallucci per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro