venerdì 13 settembre 2019

Recensione: "Alice nel Paese delle Meraviglie" di Lewis Carroll, illustrato da Helen Oxenbury

Titolo: Alice nel Paese delle Meraviglie
Autore: Lewis Carroll
Illustrazioni: Helen Oxenbury
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 25 settembre 2018
Pagine: 368
Prezzo: 24,90 €

Trama:
È una giornata d'estate come tante e la piccola Alice è distesa sotto un albero in giardino, accanto a sua sorella. Non riesce a sopportare la calura e neppure la noia di passare il pomeriggio a non far nulla. E mentre è intenta a cercare una qualche occupazione, ecco che vede sfrecciare davanti a lei un coniglio bianco munito di panciotto e orologio da taschino. Chi è, e dove sarà diretto?
Per scoprirlo, alla nostra Alice non resta che seguirlo ed imbarcarsi in una straordinaria avventura.

Recensione:
Un classico senza tempo, che ritrova nuovo fascino grazie ad un'affascinante edizione brillantemente illustrata.
Alice, la curiosa protagonista che, per seguire un bianconiglio dagli occhi rosei, viene catapultata in un mondo strampalato e bizzarro, è qui rappresentata come una comune bambina, un po' ribelle e spericolata, ma sicuramente moderna.
Il Paese delle Meraviglie lo conosciamo grossomodo tutti, già solo grazie alle sue famose trasposizioni cinematografiche, eppure chi non ha mai letto il libro potrà rimanere stupito nel vedere che la ragazzina confusa incontra sì il Brucaliffo, il Chesire Cat, il Cappellaio Matto, la Lepre Marzolina e La Regina di Cuori, ma anche tanti altri personaggi ugualmente capricciosi e bislacchi.
Alice, capitolo dopo capitolo, non fa che attraversare nuovi luoghi, finendo così per imbattersi in figure che, pur non essendole propriamente d'aiuto, le garantiranno un'avventura senza pari.
Un libro che non smette di sorprendere, che conquista con la sua originalità e fantasia.
E una protagonista strampalata che non fa che meravigliarsi, avventura dopo avventura, fino ad arrivare a mettere in discussione la sua stessa identità.
"Alice nel Paese delle Meraviglie" ha conquistato i lettori di tante generazioni negli anni, e non si fatica a capire il perché. Mentre si legge, non ci si può che domandare quale altra sorpresa riserverà la storia, quale stravagante scenario, quale singolare personaggio, quale dialogo estroso.
E proprio i botta e risposta, per quanto spesso fuori dalle righe ed enigmatici, risultano in realtà comici e divertenti, a causa della loro bizzarria.
Per non parlare poi delle illustrazioni, semplici ma dettagliate. La Oxenbury ha reso Alice una ragazzina come tante, catapultata in un mondo molto più grande di lei, una bimba spaesata e confusa, ma allo stesso tempo curiosa e coraggiosa.
In definitiva il libro di Lewis Carroll è uno di quei romanzi che bisogna assolutamente leggere almeno una volta nella vita. Quindi perché non cogliere non solo la bellezza di un racconto straordinario, ma anche di tanti bei disegni tutti da ammirare?

Considerazioni:
Lo confesso - non senza una certa vergogna a dire il vero - ma, fino a questo momento, non avevo mai letto "Alice nel Paese delle Meraviglie".
Più di una volta ero stata tentata, eppure ho sempre preferito dedicarmi ad altre letture e rimandare ad un momento più opportuno. Devo ammettere anche che parte della colpa è da imputare a Muriomu che, dopo averlo letto qualche anno fa, me lo aveva descritto come troppo illogico e confuso.
Ma quando sono venuta a conoscenza di questa nuova edizione ricca di illustrazioni, non ho saputo resistere. Quale occasione migliore per approcciarmi all'opera di Carroll, se non questa?
Inutile dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Il libro si distingue sia per l'originalità della storia che per la bellezza dei disegni.
Ovviamente ha anche dei difetti.
Ad esempio il personaggio di Alice, la quale non è proprio l'immagine della coerenza. Ha il più delle volte un comportamento irragionevole e irresponsabile (basti pensare al continuo giocare con le sue dimensioni, ora troppo alta, ora troppo bassa), che difficilmente potrebbe sposarsi con una situazione reale. Ciononostante la bimba, per quanto poco veritiera, ha attirato sin da subito la mia simpatia, anche grazie ai suoi discorsi senza capo né coda, che più di una volta mi hanno fatto sorridere.
Anche perché, trattandosi infine, solo di un buffo sogno, non ci si può di certo lamentare se la logica non è proprio al primo posto in tutta la vicenda.
Altra cosa che ho molto apprezzato, sono i personaggi, in particolar modo quelli che non conoscevo, come la falsa tartaruga, che mi ha fatto tanta tenerezza. A dire il vero mi è un po' dispiaciuto constatare che nel noto film d'animazione, non c'è stata menzione per nessuno di loro.
Che dire poi delle illustrazioni? Non avevo mai visto i lavori della Oxenbury, eppure mi ha stupito questa diversa rappresentazione di Alice. Non una ragazzina tutta in tiro, strigliata a lucido, ma una bimba scarmigliata e goffa, in cui tutti i piccini non potranno che riconoscersi.
In definitiva, se non avete ancora letto "Alice nel Paese Delle Meraviglie", non perdete questa occasione, perché il libro merita davvero. Mentre, se ne avete già una copia, sono sicura che riuscirete a trovare un posticino in libreria anche per questo gioiellino.  

Ringrazio la casa editrice Rizzoli per avermi fornito una copia di questo libro

Il mio voto per questo libro

lunedì 9 settembre 2019

Recensione: “Moriarty e il mistero del dodo” di Sofia Rhei

Titolo: Moriarty e il mistero del dodo
Titolo originale: El joven Moriarty. El mistero del dodo
Autore: Sofia Rhei
Illustrazioni: Alfonso Rodríguez Barrera
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: febbraio 2019
Pagine: 223
Prezzo: 15,00 € 

Trama:
Può darsi che il nome James Moriarty vi sia familiare. Ebbene sì, è proprio lui, l'arcinemico giurato dell'investigatore più famoso del mondo, Sherlock Holmes. Ma com'era da piccolo James? Un bambino sveglio e intelligentissimo, forse non esattamente affettuoso, né tantomeno socievole, ma dopotutto, come dargli torto? Non dev'essere stato facile crescere con una sorella indisponente e perfettina come Arabella.
James e Arabella sono in eterna competizione. Arabella fa sfoggio di femminilità, gentilezza leziosa e un'irritante ruffianeria, mentre James, con l'aiuto del suo migliore amico John Watson - eh sì, proprio lui, elementare! - cerca di primeggiare con astuzia e malizia, anche a costo di finire sempre nei guai. 
L'arrivo dello zio Theodosius sarà il detonatore dell'ennesima sfida. Di ritorno da uno dei suoi viaggi porta con sé un uccello dodo, l'ultimo esemplare di una specie che si pensava estinta. Ma qualcosa va storto e durante la cena di benvenuto il pennuto scompare…

Recensione:
Quanti di voi si sono più volte intrattenuti con la lettura o la visione cinematografica delle avventure del famoso investigatore britannico, Sherlock Holmes e del suo fedele amico John Watson? Più o meno tutti, immagino.
Ma cosa ne pensereste di un romanzo interamente dedicato al suo arcinemico James Moriarty?
Sofia Rhei, autrice di questo romanzo, si è chiesta come dovesse essere Moriarty da bambino, e ha costruito attorno a lui un breve giallo per ragazzi, estremamente divertente e curioso.
James è un bambino arguto, competitivo e sprezzante. Molto diverso dalla maggior parte dei bambini della sua età. Non sopporta regole e imposizioni, odia le cose illogiche e insensate ma, ancor più, detesta perdere una sfida con la sua presuntuosa e antipatica sorella maggiore, Arabella.
Forse il suo carattere cosi distaccato e anaffettivo dipende proprio da questo. Sin da piccolissimo - così ci dice lui stesso - ha dovuto difendersi dai dispetti e dai continui agguati di Arabella.
James però, strano ma vero, ha un amico, un amico davvero impensabile, ovvero John Watson (proprio lui!), il figlio del giardiniere...
Ma non stupitevi, i nomi noti nel romanzo non finiscono qui, ed è stato davvero interessante scovare dei personaggi storici intrecciati alle vite di personaggi di fantasia.
L'avventura narrata in questo breve romanzo si svolge in un unico giorno, e ha inizio con l'arrivo a casa Moriarty dello zio Theodosius che, di ritorno da uno dei suoi viaggi per il mondo, porta con sé uno straordinario esemplare di un animale presumibilmente estinto: un dodo.
La scomparsa dell'animale durante la cena darà il via all'ennesima sfida tra i due fratelli, che cercheranno, ognuno tramite le proprie deduzioni, di svelare il mistero.
Fra gli ospiti in casa, sospettati del misfatto, ci saranno anche il naturalista e biologo Charles Darwin, il reverendo Dodgson (meglio noto come Lewis Carroll), il piccolo Jack Reaper, figlio del macellaio (colui che in futuro diventerà il famoso assassino seriale, noto alle cronache con il nome di "Jack lo squartatore").
Tra i bambini invece è da notare la presenza delle sorelle Liddell, Lorina, Edith e Alice (la famosa Alice che ispirò lo scrittore, anch'egli presente alla serata).
Un giallo umoristico per ragazzi, ricco di ironia e sarcasmo, che riporta ai classici del mystery inglese, arricchito dalle eleganti illustrazioni a china, dallo stile gotico dell'illustratore Alfonso Rodríguez Barrera.
Una lettura molto gradevole e divertente, in cui sicuramente non è l'indagine a fare da padrone (non ci sono indizi su indizi da raccogliere durante la lettura, o comportamenti troppo sospetti da individuare negli ospiti, la soluzione al mistero, infatti, viene svelata alla fine dalle sorprendenti deduzioni del protagonista, a cui difficilmente il lettore sarebbe riuscito ad arrivare grazie alla logica), ma che intrattiene piacevolmente e regala una visone di Moriarty e di Watson diversa da quella che siamo abituati a conoscere.

Curiosità:
Questo libro è il primo libro di una serie che ha come protagonista le avventure del giovane Moriarty.

Ringrazio Rizzoli per avermi omaggiato di una copia di questo libro

il mio voto per questo libro

lunedì 2 settembre 2019

Recensione: "Oceano mare" di Alessandro Baricco

Titolo: Oceano mare
Autore: Alessandro Baricco
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: 1 luglio 2013
Pagine: 224
Prezzo: 9,50 € 

Trama:
Molti anni fa, nel mezzo di qualche oceano, una fregata della marina francese fece naufragio. 147 uomini cercarono di salvarsi salendo su un'enorme zattera e affidandosi al mare. Un orrore che durò giorni e giorni. Un formidabile palcoscenico su cui si esibirono la peggior ferocia e la più dolce pietà. 
Molti anni fa, sulla riva di un qualche oceano, arrivò un uomo. L'aveva portato lì una promessa. La locanda in cui si fermò si chiamava Almayer. Sette stanze. Degli strani bambini, un pittore, una donna bellissima, un professore dal nome strano, un uomo misterioso, una ragazza che non voleva morire, un prete buffo. Tutti lì, a cercare qualcosa, in bilico sull'oceano. 
Molti anni fa, questi e altri destini incontrarono il mare e ne tornarono segnati. Questo libro li racconta perché, ad ascoltarli, si sente la voce del mare.

Recensione:
"Oceano mare" è un racconto onirico, una favola surreale, o meglio, una poesia in prosa che narra di sette persone in cerca di qualcosa, di una locanda a due passi dalla spiaggia, e del potere salvifico della natura e del silenzio.
Il romanzo, che teoricamente si articola in tre libri, distinti ma collegati tra loro - "La locanda Almayer", "Il ventre del mare", "I canti del ritorno" - ci trasporta istantaneamente in un'atmosfera magica al di là del tempo e dello spazio, in una terra di segreti appena sussurrati, di venti che soffiano perennemente da nord, di bambini consapevoli di cose, che nessuno gli ha mai rivelato.
I diversi personaggi arrivano uno per volta alla locanda Almayer - un luogo dimenticato dal mondo, quasi sconosciuto e deserto - con i loro bagagli, i loro segreti e le loro storie. Arrivano con delle colpe da espiare, dei compiti da portare a termine e, soprattutto, arrivano per guarire.
Quella sconfinata distesa d'acqua, che è in grado di sommergere tutto da un momento all'altro, di cancellare ogni orma e passaggio, di ferire brutalmente e persino uccidere, può, in effetti, con il solo rumore delle sue onde o l'immagine della sua quiete, salvare, se vuole e se glielo si permette, anche le anime più tormentate.
Ed è questo che offre la locanda Almayer ai suoi ospiti: una nuova possibilità per ricominciare da zero, dimenticare il passato, lasciar perdere il futuro, e vivere il presente, senza fretta, senza aspettative.
Ad Ann Deverià, eternamente divisa tra l'amore per il marito ed il desiderio dell'amante; a Bartlebloom che cerca la donna della vita e la fine dell'oceano; ad Adams, che medita vendetta e aspetta; al pittore Plasson che tenta di dipingere il mare con il mare; a Padre Pluche che non sa cosa vuole; e a Elisewin che invece sa di voler vivere, più di ogni altra cosa al mondo.
Le loro esistenze, così diverse eppure così profondamente simili, si intrecciano in quelle rustiche stanze, affacciate sulla spiaggia, e gestite da bambini curiosi e stranamente empatici. Come una matassa di fili annodati, i nostri nuovi amici si confrontano l'un l'altro, si raccontano e si aiutano, diventando, da un certo punto di vista, quasi una famiglia.
Un piccolo universo in cui regna la semplicità, in cui il tempo sembra scorrere eternamente o non scorrere affatto, scandito esclusivamente dalla marea, dal tramonto, dalla luna che si riflette nel buio.

Posata sulla cornice ultima del mondo, a un passo dalla fine del mare, la locanda Almayer lasciava che il buio, anche quella sera, ammutolisse a poco a poco i colori dei suoi muri: e della terra tutta e dell’oceano intero. 
Pareva - lì, così solitaria - come dimenticata. Quasi che una processione di locande, di ogni genere e età, fosse passata un giorno da lì, costeggiando il mare, e tra tutte se ne fosse staccata, una, per stanchezza, e lasciatasi sfilare accanto le compagne di viaggio avesse deciso di fermarsi su quell'accenno di collina, arrendendosi alla propria debolezza, chinando il capo e aspettando la fine. 
Così era la locanda Almayer. Aveva quella bellezza di cui solo i vinti sono capaci. E la limpidezza delle cose deboli. E la solitudine, perfetta, di ciò che si è perduto.

Ed un libro che, proprio come la marea, trascina il lettore, sempre più a largo, più lontano da casa e più vicino ai sogni. Questo grazie all'ambientazione, placida e rassicurante; ai protagonisti, così naïf, fuori dagli schemi e carismatici; e alla scrittura dell'autore, particolarissima, oserei dire unica nel suo genere.
Lo stile di Baricco, che avevo già avuto modo di sperimentare in "Novecento", o lo si ama o lo si odia. È magniloquente, al punto da sembrare, in alcuni tratti, persino lezioso, artificioso e manieristico.
Eppure una volta che si entra in confidenza con esso, se ci lascia guidare senza preconcetti, se si è capaci di andare al di là delle sovrastrutture e delle ridondanze, si scopre una semplicità nell'uso delle parole, e una capacità innata nel conferire ad ognuna di esse un preciso scopo e significato.
Ed è qui che si comprende la differenza tra una scrittura volutamente ricercata ed una inutilmente affettata. Baricco pare studiare in maniera dettagliata ogni frase da scrivere perché sa come modellare le lettere e renderle pura emozione. Solo grazie al suo lavoro certosino, il libro riesce a farci vedere sotto una nuova luce anche concetti ed immagini di vita quotidiana, quali possono essere un normalissimo bagnasciuga, un tramonto, una notte di luna piena.
E forse è questo il messaggio di "Oceano mare" in fondo, il riuscire a guardare lo stesso mondo di sempre con occhi diversi, il vivere il creato quasi fosse un miracolo, il presente come un eterno stato di pace e di possibilità.

Considerazioni:
Da anni rimando la lettura di questo libro. Ogni inverno mi riprometto di leggerlo in estate, e ogni autunno, puntualmente, rinnovo il mio buon proposito.
Quest'anno, complice anche una di voi che me l'ha nuovamente consigliato, ho deciso di fare il grande passo.
Inizialmente, devo dire la verità, sono rimasta un po' spaesata. Come accennavo prima, di primo acchito, il modo di scrivere di Baricco non mi aveva convinto. Eppure, già dopo poche pagine, forse anche grazie al tono surreale e sognante della storia, mi sono sentita letteralmente trascinare dalle parole, quasi fosse una musica.

Venivano dai due più lontani estremi della vita, questo è stupefacente, da pensare che mai si sarebbero sfiorati, se non attraversando da capo a piedi l’universo, e invece nemmeno si erano dovuti cercare, questo è incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi, riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo è il meraviglioso - questo continuerebbero a raccontare, per sempre, nelle terre di Carewall, perché nessuno possa dimenticare che non si è mai lontani abbastanza per trovarsi.

Ho amato questo libro, per l'atmosfera di pace che ha saputo regalarmi, per i singolari personaggi che mi hanno fatto compagnia e a cui, in qualche modo, ho voluto bene, per i consigli, le perle di saggezza, e le lezioni di vita, disseminati qua e là in ogni pagina.
Partendo dal primo punto, il mare, o meglio l'oceano mare, è indubbiamente il grande protagonista, la cornice, il filo conduttore di tutta la narrazione. Il mare benigno che, come una madre, culla i bei sogni, ma anche il mare crudele che, come ne "Il ventre del mare", mette alla prova e rivela la vera natura delle persone.
L'acqua quindi come specchio che ci costringe a guardarci dentro e a non mentire, ma anche l'acqua che lava via i nostri peccati e ci permette di ripartire da zero.
Ogni descrizione della spiaggia e della locanda è stata, per me, una folata di aria pura. Chi vive in una località marittima, può capirmi se dico che, nelle parole di Baricco, ho riconosciuto quel senso di appartenenza di chi il mare, non solo lo vede, ma lo respira.
Di chi lo vive come se fosse casa sua.
La locanda Almayer poi sarebbe il posto perfetto in cui fermarsi a riposare, per un paio di giorni, di settimane o per una vita intera.
Un luogo che custodisce emozioni e sentimenti, che fa vibrare le corde del cuore e che libera le colpe e i rimpianti quasi fossero aquiloni.
Ho adorato le scene ambientate lì, al punto da temere che, con il secondo libro, quello stato di pace sarebbe andato perduto per sempre.
Ed in effetti il tono dei due libri successivi è molto diverso e, in alcuni frangenti, diametralmente opposto, eppure ciò che non è mai mancato è stato il coinvolgimento, la percezione di essere lì sulla scena, pienamente partecipi degli eventi (talvolta davvero cruenti).

Quella notte, e le altre che seguirono, non le voglio ricordare. Un meticoloso, sapiente macello. Più passava il tempo, più diventava necessario, per sopravvivere, essere in pochi. E loro, scientificamente, uccidevano. 
C’era qualcosa che mi affascinava in quella lucidità calcolatrice, in quella intelligenza senza pietà. Ci voleva una mente straordinaria per non smarrire, in quella disperazione, il filo logico di quello sterminio. Negli occhi di quest’uomo, che ora mi guardano come fossi un sogno, io ho letto, mille volte, con odio e ammirazione, i segni di un’orrenda genialità. 
Cercavamo di difenderci. Ma era impossibile. I deboli possono solo fuggire. E non si può fuggire da una zattera persa in mezzo al mare. 
Di giorno si combatteva contro la fame, la disperazione, la follia. Poi calava la notte e si riaccendeva quella guerra sempre più stanca, estenuata, fatta di gesti sempre più lenti, combattuta da assassini moribondi, e belve agonizzanti. 
All'alba, nuovi morti nutrivano la speranza dei vivi e il loro orrendo piano di salvezza.

Se da una parte ho apprezzato la dolcezza della prima parte, allo stesso modo sono rimasta toccata dalla durezza e dalla intensità della seconda parte e dalla nostalgia della terza. 
Per quanto riguarda la questione personaggi, devo ammetterlo, mi sono affezionata ad ognuno di loro: ai discorsi surreali eppur profondi tra il professor Bartlebloom e il pittore Plasson - chi aveva mai pensato che il mare avesse un inizio, una fine, o addirittura degli occhi? - alla matura seppur infantile Dira, ad Elisewin, la ragazza «troppo fragile per vivere e troppo viva per morire», a Padre Pluche, capace di dire sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato, e persino alla sfacciata Ann Deverià e al vendicativo Adams/Thomas.
Per ciò che concerne Elisewin ho valutato molto positivamente la delicatezza con cui è stato delineato il suo disturbo, quello che oggi per noi è un comune attacco di panico, che secoli fa avremmo descritto come male di vivere o malinconia e che l'autore invece definisce come «una malattia, potrebbe esserlo, ma è qualcosa di meno, se ha un nome dev’essere leggerissimo, lo dici e già è sparito».
Più volte vengono elencati i sintomi, la paura totalizzante, la sensazione di precipitare nel vuoto più assoluto, eppure tale descrizione non assume toni estremamente tragici, sembra quasi una inevitabile afflizione di fronte all'imprevedibilità del caso.

Al primo piano della locanda Almayer, in una stanza che guardava verso le colline, lottava, Elisewin, con la notte. Immobile, sotto le coperte, aspettava di scoprire se sarebbe arrivato prima il sonno o la paura. 
Si sentiva il mare, come una slavina continua, tuono incessante di un temporale figlio di chissà che cielo. Non smetteva un attimo. Non conosceva stanchezza. E clemenza. Se lo guardi non te ne accorgi: di quanto rumore faccia. Ma nel buio... Tutto quell'infinito diventa solo fragore, muro di suono, urlo assillante e cieco. Non lo spegni, il mare, quando brucia nella notte. 
Elisewin si sentì scoppiare nella testa una bolla di vuoto. La conosceva bene quella segreta esplosione, invisibile dolore irraccontabile. Ma conoscerla non serviva niente. Niente. Se la stava pigliando, il male subdolo, strisciante - patrigno osceno. Si stava riprendendo quel che era suo. 
Non era tanto quel freddo che le filtrava da dentro, e nemmeno il cuore, impazzito, o il sudore dappertutto, gelido, o il tremore delle mani. Il peggio era quella sensazione di sparire, di uscire dalla propria testa, di essere soltanto indistinto panico e sussulti di paura. Pensieri come brandelli di ribellione - brividi - il volto irrigidito in una smorfia per riuscire a tenere gli occhi chiusi - per riuscire a non guardare il buio, orrore senza scampo.

Per ciò che concerne Bartlebloom invece sono rimasta un po' delusa. Avrei voluto per lui che, con estremo romanticismo, aveva scritto ogni giorno una lettera indirizzata alla donna del suo destino, un lieto fine. Purtroppo la sua immagine di visionario è stata, in ultima battuta, malamente sfruttata per creare dei divertenti siparietti (per chi ha letto il romanzo, mi riferisco all'incontro con le due gemelle), senza dare un degno riconoscimento ai suoi sforzi e all'immane pazienza dimostrata. Povero professore!

«Ha 38 anni, Bartleboom. Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità. Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive. Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle 
— Ti aspettavo. 
Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni - i giorni, gli istanti - che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato. O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo 
— Tu sei matto. 
E per sempre lo amerà.»

In realtà mi è spiaciuto leggere dell'epilogo non proprio sereno riservato anche ad altri di loro (non vi dirò chi), ma come sappiamo la vita non è mai giusta.
Senza soffermarmi su ogni protagonista, mi limito a dire che, in generale, tutti loro hanno un qualcosa che li rende bislacchi e poco verosimili. Ognuno ha una particolarità, taluni sembrano addirittura dotati di un qualche potere, nessuno rappresenta il vicino della porta accanto, pur portando dentro di sé un valido esempio di quell'umanità in crisi, che vacilla per non cadere. Risultano affascinanti proprio per questo, il loro essere un po' terreni e un po' mistici, in uno scenario che li accoglie a braccia aperte, con le sue sembianze di favola più che di vita vera.
Ritornando invece all'ultimo punto, le cosiddette "perle di saggezza", come dicevo prima, "Oceano mare" è capace di riscrivere frammenti di vita quotidiana in modo diverso da quelli cui siamo abituati, ricreando quelle piccole emozioni che ci animavano da bambini. Con il libro di Baricco prendono forma quelle domande che facevamo a mamma e papà da piccoli, e che ad oggi ci sembrerebbero puerili; quelle che ci faremmo ancora oggi se avessimo il coraggio di farle; quelle a cui non avevamo mai pensato prima di trovarle scritte nero su bianco.
A volte mi è sembrato che le pagine mi leggessero dentro, dando forma a riflessioni che avevo sempre elaborato, magari senza palesarle esplicitamente, altre volte hanno fatto sorgere in me pensieri nuovi di zecca.
Una cosa è certa, non guarderò più il mare allo stesso modo.
Non sentirò più la risacca delle onde senza pensare a Bartlebloom, non scorgerò una nave senza ricordarmi di Plasson, non ammirerò la luna che si riflette sull'acqua senza sperare che ci sia una locanda Almayer, nascosta da qualche parte, che aspetta solo di essere scoperta.

il mio voto per questo libro

sabato 31 agosto 2019

Sotto l'ombrellone #31



Buona giornata cari lettori, e soprattutto, buon weekend!
Siete già tornati a lavoro o vi state godendo gli ultimi giorni di ferie?
Nello scorso appuntamento, se ben ricordate, vi avevo detto che speravo che, dopo Ferragosto, le spiagge si sarebbero svuotate... beh, niente di più lontano dalla verità!
I giorni successivi alla festa ci hanno portato una marea di turisti che hanno assediato le spiagge, per non parlare poi dei residenti ancora impegnati in banchetti improvvisati con tanto di tavolini. Un vero delirio >__<
Solo ora, con l'avvicinarsi di settembre, siamo tornati alla consueta quiete.
Ma non preoccupatevi, la rubrica, almeno per adesso, è salva, per due semplici motivi:
- ho così tanti avvistamenti in arretrato (la calca doveva pur servire a qualcosa) da poter già oggi riempire almeno altri due post, oltre questo
- finché ci sarà il sole, non smetteremo di andare in spiaggia e, finché ci sarà qualche bagnante, non sfuggirà al nostro mirino XD
Ma ora veniamo al dunque, ovvero il resoconto dei titoli che abbiamo avvistato a mare nelle ultime settimane.
Vi ricordo che, nel caso ve li foste persi, potete trovare qui tutti i vecchi appuntamenti ^-^

♥ "La compagnia delle illusioni" di Enrico Ianniello

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: 
donna sui cinquant'anni, parecchio in carne e leggermente abbronzata. Era seduta su una sdraio accanto ad altre amiche, ha letto per un po' il suo libro, ha chiacchierato molto ed infine si è intrattenuta con una rivista.

Costume da bagno: 
intero metà nero, metà maculato grigio 

♥ "Un avion sans elle" di Michel Bussi

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: 
donna sui trenta/quarant'anni, dalla pelle leggermente abbronzata, ed i capelli biondo scuro raccolti in una crocchia ed incorniciati da una fascia. È stata seduta su una sdraio blu tutto il tempo, a leggere il suo libro in tranquillità.
In realtà era in compagnia di un uomo che, effettivamente, si è fatto vivo solo per riprendersi il suo zaino e portarselo in riva. Anche lui era libromunito, come potrete vedere nel paragrafo subito sotto.

Costume da bagno: 
bikini blu scuro con disegnini (indecifrabili) colorati e fascia capelli abbinata al costume 

♥ "Le vie secrète des écrivains" di Guillaume Musso

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: 
uomo sui quarant'anni, dal fisico asciutto e i capelli castani e boccolosi. Il primo giorno lo abbiamo avvistato seduto vicino alla riva, ma ahimè, non siamo riusciti a decifrare il suo titolo. Il secondo giorno era sempre in riva, disteso (stavolta accompagnato dalla donna bionda di cui sopra) e ha trascorso leggendo quasi tutto il tempo.

Costume da bagno: 
boxer nero 

♥ "L'amore è sempre in ritardo" di Anna Premoli

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: 
donna sui quaranta/cinquant'anni, abbastanza abbronzata e dal fisico asciutto. Aveva i capelli castani scuro raccolti in una piccola coda e portava gli occhiali da vista. È stata sempre seduta sulla riva, su una sediolina blu, e un po' leggeva, ed un po' dava un'occhiata alla figlia - la quale doveva avere dieci/undici anni - impegnata a sguazzare nell'acqua assieme ai suoi amici. 

Costume da bagno: 
bikini nero 

♥ "Storie di animali per quattro stagioni" di Toon Tellegen

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: 
bambina sui nove/dieci anni, leggermente abbronzata, con i capelli scuri raccolti in due codini bassi. Era distesa, di schiena, vicino la riva su un telo mare di Minnie, tutta intenta a sfogliare il suo libro. Dopo un po' lo ha abbandonato sul telo e si è fiondata in acqua, dov'erano già i suoi fratellini. Con il caldo di quel giorno, non posso certo biasimarla!

Costume da bagno: 
bikini fucsia 

Per oggi, ma solo per oggi, è tutto!
Devo dire che in questi mesi abbiamo adocchiato molti lettori francesi e anche qualche spagnolo. Anche noi italiani però non ci facciamo mancare l'abitudine di intrattenerci, almeno in spiaggia, con un bel libro, e questo non può che farci piacere.
E poi finalmente una bambina che legge! Gli scorsi anni ne avevamo visti molti, anche aiutati dai genitori, ma quest'estate, nada de nada.
Speriamo sia la prima di una lunga serie.
E voi, avete trovato qualche lettore in vacanza?

lunedì 19 agosto 2019

Sotto l'ombrellone #30



Buona giornata cari lettori!
Anche Ferragosto è passato, e ci avviamo alla fase finale di questa calda estate.
Da una parte non mi dispiace, perché in questo periodo le spiagge si svuotano, fornendoci la tranquillità tanto desiderata. D'altra parte penso che più si avvicina settembre, più dovremo dire addio al mare fino al prossimo anno... che cosa terribile >__<
Inoltre la calca di agosto ci ha permesso di portare avanti con celerità questa rubrica, grazie soprattutto, mi duole dirlo, ai molti turisti armati di libri.
Mai come le scorse settimane abbiamo avvistato lettori in ogni dove, anche se, essendo in buona parte titoli stranieri, non sempre siamo riusciti ad identificarli.
Ma ora, bando alle ciance, ecco il risultato della nostra missione segreta!

♥ "Mutevoli umori" di Louisa May Alcott

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: 
ragazza sui vent'anni, dalla carnagione chiara e dal fisico asciutto. Portava i capelli scuri raccolti in una pinza ed era seduta su un telo mare arancione. Quando siamo arrivate era già impegnata a leggere, in compagnia di un gruppo d'amici, impegnati a loro volta a chiacchierare. Dopo poco ha lasciato perdere il libro per intrattenersi con il gruppo e, dopo una ventina di minuti, è andata via.

Costume da bagno: 
slip marrone mentre il pezzo sopra, beh, quello non è pervenuto 

♥ "думаи и богатеи" di Napoleon Hill

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: 
donna sui trent'anni, esile e dalla pelle molto chiara. Portava i capelli biondi raccolti in uno chignon ed era seduta su una seggiolina verde proprio ad un passo dal bagnasciuga. Ha alternato la lettura a veloci bagni.
Come potrete immaginare, decifrare questo libro è stata una vera impresa. Nonostante la lettrice fosse poco distante da noi, per riuscire a memorizzarlo ci siamo dovuti avvalere di penna e taccuino e, soprattutto, dei miei ricordi di lingua greca (fortunatamente abbastanza simile, almeno per ciò che concerne all'alfabeto, a quella russa).
Per trovarlo poi effettivamente è bastato usufruire contestualmente di Google, Google immagini e Google traduttore. Ed il gioco è fatto, grazie tecnologia!

Costume da bagno: 
bikini verde militare 

♥ "La ragazza e la notte" di Guillaume Musso

Lo conosco?

L'ho letto? No

Identikit del lettore: 
signora di circa quarant'anni, dalla pelle leggermente abbronzata. Portava sciolti i suoi lunghi capelli neri e mossi, sfidando il caldo torrido, e indossava grandi occhiali da sole. È stata distesa sulla sdraio tutto il tempo e, essendo abbastanza lontana dalla nostra postazione, per identificare il romanzo la detective Muriomu ha dovuto simulare una telefonata casualmente dalle sue parti.
Cosa non si fa per portare a termine una missione!

Costume da bagno: 
bikini nero 

♥ "Esprimi un desiderio, anzi tre" di Liane Moriarty

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: 
signora di circa quarant'anni, abbastanza abbronzata, con capelli scuri molto lunghi, lasciati sciolti, e un evidente neo al lato della bocca. 
Inizialmente abbiamo adocchiato solo il libro su un telo mare rosso steso accanto a quello di un ragazzo di circa diciassette/diciott'anni. Successivamente lei, di ritorno da un bagno, si è palesata davanti a noi, mettendo fine alla nostra curiosità.

Costume da bagno: 
bikini rosso 

♥ "Juste avant de mourir" di S. K. Tremayne

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: 
signora di circa cinquant'anni, dalle linee morbide e i capelli castano scuro. Era sdraiata su un telo mare blu, accanto al marito. Sembrava non riuscisse a staccarsi dal libro infatti, per poterci avvicinare a lei e leggere il titolo, ci siamo dovute tuffare in acqua appena arrivate. 

Costume da bagno: 
bikini rosso con pois bianchi 

E per oggi è tutto!
Anche voi condividete con i nostri bagnanti la buona abitudine di portare in spiaggia un bel romanzo?
Se sì, quale?

lunedì 5 agosto 2019

Sotto l'ombrellone #29



Buon agosto cari lettori!
Che programmi avete per questo mese? Andrete in vacanza da qualche parte o vi riposerete a casa per riprendervi dal duro lavoro?
Noi continueremo a goderci quel che resta dell'estate, tra passeggiate nella natura, letture all'aperto e lunghe nuotate. E nel frattempo, ovviamente, non mancheremo di cercare avvistamenti per voi.
E a proposito di libri adocchiati in spiaggia, ecco qui il nostro ultimo resoconto per la rubrica "Sotto l'ombrellone".
Buona lettura!

♥ "Trois baisers" di Katherine Pancol

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: 
ragazza sui vent'anni, snella, dai capelli biondo chiaro e la carnagione lattea. Sdraiata su un telo mare blu, era distesa accanto ad un altra lettrice (vedi sotto) e passava il tempo leggendo, facendo brevi bagni rinfrescanti e spalmandosi la crema solare. 

Costume da bagno: 
bikini grigio scuro metallizzato, occhiali da sole e foulard giallo, bianco e nero sulla testa 

♥ "Les deux pigeons" di Alexandre Postel

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: 
ragazza sui vent'anni, formosa, dai capelli biondo scuro e lievemente mossi. Sdraiata su un telo mare blu, accanto alla lettrice precedente, ha trascorso il tempo nel medesimo modo dell'amica, ad esclusione della crema solare.

Costume da bagno: 
bikini a fantasia nero, bianco e rosa salmone, occhiali da sole e foulard bianco e nero 

♥ "The game" di Alessandro Baricco

Lo conosco?

L'ho letto? No

Identikit del lettore: 
uomo sui quaranta/cinquant'anni, poco abbronzato e di corporatura media. Stava seduto vicino alla riva sulla sua spiaggina, tutto immerso nella lettura, accanto ad una donna, anche lei libromunita (vedi paragrafo successivo)

Costume da bagno: 
boxer blu a fiori stilizzati azzurri, e paglietta in testa 

♥ "4 km all'ora sul cammino di Santiago" di Don Salvatore De Pascale

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: 
donna sui quarant'anni, dai capelli ricci biondo scuro tendenti al rosso. Seduta sulla sua spiaggina, vicino all'acqua e a l'uomo che presumo fosse suo marito, se ne stava tranquilla a leggere, con i suoi inseparabili occhiali da vista e senza distrazioni.

Costume da bagno: 
bikini fucsia 

♥ "Per dieci minuti" di Chiara Gamberale

Lo conosco? Sì

L'ho letto? Sì

Identikit del lettore: 
donna sui quarant'anni, dalla carnagione molto chiara ed i capelli castani, lunghi fino alle spalle. Stava seduta su una spiaggina a due passi dalla riva, accanto a quello che, suppongo, fosse suo marito.

Costume da bagno: 
indossava un top azzurro chiaro e pantaloncini di jeans 

Oltre a questi annotati, avevamo visto anche un'altra donna bionda impegnata nella lettura, ma purtroppo non siamo riusciti a decifrare il suo romanzo. Inoltre, proprio di fronte a noi, vi era una coppia di giovani muniti di ebook reader. Inutile dire che non abbiamo la più pallida idea di cosa stessero leggendo.
Dunque, per ora è tutto!
E voi, cosa leggete in spiaggia?

P.S. Nel caso non lo aveste ancora fatto, vi invitiamo a leggere i nostri consigli di lettura per le vacanze!
Alla prossima ^-*

lunedì 29 luglio 2019

Ti consiglio un libro... per le vacanze!


Salve avventori!
Il caldo si è fatto attendere a lungo ma, almeno da noi al sud, sembra non voler proprio mollare la presa.
Siamo ormai a fine luglio, le ferie si avvicinano e con esse anche le meritate vacanze. 
Lo scorso anno, se ben ricordate, vi avevamo proposto alcuni viaggi letterari, mentre per chi aveva preferito recarsi nella nostra amata Puglia, vi avevamo parlato dell'iniziativa "Un mare di libri".
Questa volta vogliamo fare qualcosa di diverso, nella speranza che, qualunque sia la vostra meta, possiate trovare il libro che fa per voi.
Ecco quindi la rubrica "Ti consiglio un libro" nella versione summer edition.
Per comodità ho diviso i suggerimenti in base alla destinazione: mare/lago o montagna/campagna.
Libri per adulti ma anche per ragazzi e bambini, ce n'è per tutti i gusti!
Siete pronti?
Allora iniziamo ^-^

Ti consiglio un libro per il mare o il lago

"Hamburger e miracoli sulle rive di Shell Beach" di Fannie Flagg

Ambientato a Shell Beach, città marittima del Mississippi, il libro, tramite la simpatia e la goffaggine di Daisy Fay, ci fa conoscere i bizzarri abitanti della curiosa meta turistica.
Una romanzo che, pur affrontando temi importanti come quello dell'alcolismo, l'integrazione razziale e la violenza sessuale, conquista con i suoi personaggi tutti da scoprire, e la spontaneità dell'ingenua e divertente protagonista. 


"Mary Read. La ragazza pirata" di Alain Surget

Non solo un libro di pirati ma un romanzo affascinante e coinvolgente, capace, con il suo mix di avventura, dramma e romanticismo, di abbracciare i gusti di tutti. 
Mary tramite la sua storia ci parla di prigionia, e allo stesso tempo di libertà, o meglio della ricerca di essa, di quel qualcosa che la faccia finalmente sentire al posto giusto.
Il romanzo perfetto per issare le vele alla scoperta di nuovi mondi da esplorare, e nuove emozioni tutte da vivere. 


"Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey" di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows

Un libro spumeggiante che, per mezzo delle brillanti e simpatiche lettere che intercorrono tra Juliet, la protagonista, e gli abitanti dell'isola di Guernsey, ci parla di amore per i libri, di amicizia e lealtà, e di come i legami indissolubili possano resistere al tempo, alla distanza e alle avversità della vita.
Un romanzo che, anche grazie agli adorabili personaggi, diverte, fa riflettere e sperare. Che ti entra nel cuore, come solo le migliori storie sanno fare. 


"I segreti della casa sul lago" di Kate Morton

In questo libro Kate Morton ci trasporta in una suggestiva e misteriosa Cornovaglia, fatta di lussureggianti giardini, feste eleganti e passeggiate all'aria aperta.
Eleanor e Anthony sono all'apparenza la coppia perfetta: insieme da più di vent'anni, trascorrono serenamente le giornate con i quattro figli: Deborah, Alice, Clemmie e l'ultimo arrivato, Theo.
Non ci sono nuvole all'orizzonte, non per loro. Ma il destino sa sempre come scompigliare le carte, per cui l'evento più atteso di tutto l'anno, la festa del Solstizio d'estate, diventa per loro l'inizio della fine. Il piccolo di casa è sparito, e tutti i membri della famiglia sembrano sapere più di ciò che dicono.
Cosa è successo davvero quella notte?
Una storia che mediante due flussi temporali distinti, ci guida in una matassa di segreti, misteri e colpe dove la verità non è mai quella che sembra. 


"Cuore ribelle. The blue castle" di Lucy Maud Montgomery

Il libro parte in modo nostalgico per poi diventare, dopo poche pagine, un vero e proprio inno alla vita. Tutto è incentrato sulla libertà di essere se stessi, senza indugi o paure, e sulla voglia di scoprire il mondo e la bellezza della piccole cose.
La scrittura della Montgomery, ricca di suggestive e pregnanti descrizioni, coinvolge in pieno, regalando forti emozioni e sensazioni, ma anche tante ambientazioni da sogno.
Impossibile non riconoscersi nella protagonista, Valancy Stirling, sia nella sua iniziale ritrosia e rassegnazione che nella successiva fame di vita e avventura.
Impossibile non sognare all'arrivo al fantomatico castello blu, immerso nel verde e affacciato sulle limpide acque di un placido lago.
Leggere questo romanzo, vi assicuro, avrà un effetto benefico su di voi, come una carezza gentile, una sferzata di acqua fresca sul viso, una giornata di sole dopo un lungo inverno, o una limonata dissetante nel bel mezzo della calura estiva. 


"Pomodori verdi fritti al caffé di Whistle Stop" di Fannie Flagg

Con questo libro Fannie Flagg ci regala un vero e proprio viaggio nel tempo.
Non saprei davvero come altro definirlo. 
Questo romanzo ci trasporta in un'atmosfera magica, in un luogo lontano, in un passato felice che si può solo rimpiangere.
Whistle Stop è il riparo per chi non ha un posto dove andare, è il ritrovo di amici e conoscenti, è la casa per Ninny, Idgie, Ruth e la loro calorosa e bizzarra famiglia.
Ed è il luogo perfetto anche per noi, che non possiamo che scaldarci il cuore con le avventure dei Threadgoode, e gli altri amabili abitanti della tranquilla cittadina. 


"La stagione delle conserve" di Polly Horvath

Leggere questo libro è stato come abbandonare la città, prendersi una vacanza e andare a vivere la vita di campagna in mezzo ai boschi, nella natura pressoché incontaminata e, perché no, insieme agli orsi.
In compagnia della timida e introversa Ratchet Clark, Polly Horvath ci porta nel Maine, più precisamente al Glen Rosa, la grande casa a picco sul mare delle sorelle gemelle Tilly e Penpen Menuto, le strambe zie della protagonista.
Le vecchiette, abituate ad una vita appartata, hanno visto ben poche novità negli ultimi decenni, ma l'arrivo della ragazzina, come per magia, movimenterà la loro estate dando inizio ad una serie di inaspettate novità.
Un romanzo scritto splendidamente, in cui non mancano né l'emozione né l'umorismo.
Disarmante e allo stesso tempo intenso. Leggero e allo stesso tempo profondo. Surreale e allo stesso tempo reale.
Non lo si può sminuire definendolo "un romanzo per ragazzi", no, questo è un romanzo per anime sensibili, quelle che amano le belle storie, i sentimenti, quelle che si emozionano per le emozioni degli altri. 


"Il lago del tempo fermo" di Laura Bonalumi

Viola è in un momento particolare della sua vita: sta affrontando con non poche difficoltà la separazione dei genitori, e vede nella vacanza con il suo papà l'occasione per tornare a respirare e abbandonare per un po' le continue preoccupazioni.
La piccola località che ha dato i natali alla nonna paterna saprà regalare alla nostra piccola protagonista molte emozioni: cominciata come una fuga dalla realtà, diventa per lei l'inizio di una nuova avventura, di nuove amicizie e forse anche di un nuovo amore.
Al centro di tutto un antico quaderno sepolto in soffitta, una vecchia fotografia, e un lago perennemente ghiacciato. Più passa il tempo e più Viola si convince che le tre cose siano collegate, e che gli abitanti del posto nascondano qualcosa di molto importante. Sarà davvero così? Non vi resta che leggerlo per scoprirlo ^-* 


"L'isola dei giocattoli perduti" di Cynthia Voigt

Il libro racconta di Teddy, un orsetto di peluche senza gambe, che vive su un'isola misteriosa assieme ad altri giocattoli.
La storia narrata alterna momenti piacevoli e divertenti ad altri più delicati e profondi. I piccoli amici, con le loro esplorazioni, i picnic, le feste a sorpresa, le lezioni di nuoto ci regalano molti momenti di spensieratezza e relax.
Le loro quotidiane avventure sono capaci di trasmettere al lettore un senso di calma e tranquillità, e anche tanta voglia di stare all'aria aperta.
Più si va avanti infatti, più si ha l'impressione di far parte di quel piccolo villaggio, di cui si conoscono ormai abitudini e modi di fare. Questo anche grazie alla composizione dei capitoli, suddivisi nella maggior parte dei casi in giornate, caratterizzate sia da eventi straordinari, che da piccoli aneddoti di vita quotidiana, quale può essere un acquazzone o una partita a scacchi. 
Ultimo punto, ma non meno importante, le stupende illustrazioni in bianco e nero che impreziosiscono una storia che già di per sé brilla di amore, speranza e solidarietà. 


"The lock. La serie completa" di Pierdomenico Baccalario

Una serie che ha tutti gli ingredienti per appassionare i lettori di ogni età: un'ambientazione misteriosa e affascinante, delle sfide da affrontare, un gruppo ben assortito di ragazzi, e dei magici premi da conquistare. La lettura perfetta per i giovani in cerca di qualcosa di avvincente ed emozionante.
D'altronde alzi la mano chi non ha mai sognato di passare l'estate in una meta sconosciuta, con tanti nuovi amici e altrettante avventure tutte da scoprire? 


Ti consiglio un libro per la montagna o la campagna

"La fonte magica" di Natalie Babbitt

Una storia raffinatamente sospesa tra realtà e fantasia, tra l'ineluttabilità della morte ed il sogno della vita eterna.
È questo bilico che rende così spensierata e allo stesso tempo così riflessiva questa lettura, il forte contrasto tra la magia delle cose impossibili e la concreta e dura realtà del ciclo inesorabile e immutabile del tempo.
L'autrice ci conduce così in un viaggio filosofico che spinge il lettore ad interrogarsi sul senso dell'esistenza, ma non è solo questo.
La scrittura della Babbitt è una fonte inesauribile di meraviglia. Come una pittrice delinea abili e precisi contorni, colora le parole con mille sfumature.
Le immagini che regala, i suoni, gli odori, sono vividi e sinceri.
Leggere l'avventura di Winnie Foster è stato come fare un viaggio in un mondo fatato in cui tutto sembra possibile e niente fa più così paura. 


"Il Giardino segreto" di F.H Burnett

Quale libro migliore di questo per chi si accinge a trascorrere le vacanze in aperta campagna?
Nessuno, in effetti. In questo racconto per ragazzi, che presenta come temi principali l'amicizia, la lealtà e la fiducia reciproca, la vera protagonista è la natura, in tutto il suo splendore. 
La vita all'aria aperta è vista come un vero e proprio toccasana per il corpo e l'animo della protagonista, la spinge e, in qualche modo la costringe, ad automigliorarsi.
È appassionante leggere di questo cambiamento nell'animo di Mary, che va di pari passo con quello del paesaggio circostante che si trasforma durante la primavera.
La scrittrice è davvero abile a descriverne i profumi, i colori, i mutamenti. 
Non è possibile leggere questo libro senza essere colti dalla voglia di correre per la brughiera, di sentirne i suoni e gli odori.
Come è impossibile non aver voglia di divorare un tazzone di buon porridge, o ingurgitare una bella patata arrostita fumante.
Se non lo avete ancora fatto, leggetelo! Non ve ne pentirete ^-* 


"Un pezzo di terra tutto per me" di Lorenza Zambon

Lorenza Zambon ci guida alla scoperta della Casa degli alfieri, l'antica dimora sulla collina che da più di vent'anni condivide con un gruppo di artisti. Ci parla della casa, ma soprattutto del giardino che, giorno dopo giorno, le fa compagnia e cresce con lei. Un posto incantevole, dominato dalla natura incontaminata e selvaggia, che cambia con il mutare delle stagioni e che rivela nuove sorprese con gli anni che passano.
Un giardino che racchiude ricordi, invita agli incontri, conserva emozioni e pensieri. Ed un libro che, invece, è quasi un diario, in cui appuntare riflessioni e sensazioni. Una sfilza di immagini le quali, quasi come fotogrammi, raccontano una storia, anzi più storie.
Le storie delle persone che abitano lì, e degli animali che arrivano di tanto in tanto.
Degli alberi che muovono i loro rami al vento, e che crescono con il sole, dei sentieri selvatici che prendono forma con i passi dei visitatori, delle notti stellate che fanno da cornice ai sogni, dei risvegli pieni di torpore, rugiada e aria pura.
In questo libro si respira libertà e spensieratezza, amore per il creato, e per la vita in generale. Per quei piccoli momenti insignificanti e perfetti come una colazione all'aperto, un tramonto visto dalla collina, un teatro fabbricato con un po' di terra e tanti amici. 


"La vita segreta delle api" di Sue Monk Kidd

"La vita segreta delle api" è un romanzo delizioso, dolce e drammatico allo stesso tempo.
Lily, con la spensieratezza dei suoi giovani anni, intraprende un viaggio verso una desolata città di campagna, Tiburon, dove tenaci donne combattono ogni giorno per far valere i loro diritti.
La ragazzina, che porta sulle spalle un peso (e una colpa) davvero insopportabile, e che per di più è costretta a condividere il tetto con un padre incapace di amare, troverà nella casa delle api il suo nuovo rifugio.
E anche per noi lettori la casa rosa diventerà un posto accogliente capace di ristorare i nostri cuori affaticati, allietandoci con un bicchiere di tè fresco e una chiacchierata al chiaro di luna. 


"Capriole sotto il temporale" di Katherine Rundell

Tutti i libri di Katherine Rundell che ho letto fino ad ora hanno come comune denominatore la presenza di una protagonista femminile forte e determinata, ma soprattutto libera e fiera.
Infatti, se dovessi dire di cosa sa questo romanzo, direi proprio di libertà, spensieratezza e felicità.
Il ritratto della vita di Wilhelmina nello Zimbabwe è un qualcosa di unico, un tripudio di emozioni, di giornate spensierate, senza preoccupazioni, inutili pensieri, scadenze da rispettare.
Un eterno stato di pace, fatto di cavalcate selvagge nel bush, arrampicate sugli alberi, spuntini accanto al fuoco, e riposini sull'erba.
Un mondo incontaminato in cui la civiltà non ha ancora messo piede, in cui esiste il duro lavoro ma anche la siesta, e si trascorre il tempo immersi nella natura, e tra le braccia delle persone care. 


"Sal" di Mick Kitson

"Sal" è un libro che parla di dolore ma soprattutto di rinascita, del potere che ha la natura di concedere una seconda possibilità alle sue creature sofferenti, di risanare le ferite aperte, di offrire il perdono ai cuori martoriati. 
Mick Kitson ha costruito una storia toccante e commovente, con delle protagoniste ben caratterizzate, piene di vita e di sfumature, a cui non ci si può non affezionare. 
Ho amato ogni singola pagina di questo libro. Più scorrevano le giornate nel bosco, più cresceva in me la voglia di fare i bagagli e catapultarmi in qualche metà sperduta.
Beh, non temete, l'idea di dover cacciare per sopravvivere, mi ha spinto a desistere!
Fatto sta che ho centellinato i capitoli proprio per prolungare la lettura il più a lungo possibile e non essere costretta a dire addio a questa affascinante ambientazione e ai suoi eccezionali personaggi. Quindi, se state pianificando un campeggio nei boschi o una rinfrancante vacanza in montagna, non perdetevi questo romanzo! 


"L'evoluzione di Calpurnia" di Jacqueline Kelly

Con questo libro, Jacqueline Kelly ci trasporta nell'atmosfera torrida del Texas di più di un secolo fa, ma anche nel cuore di una famiglia bizzarra ma allo stesso tempo così comune. 
I Tate, infatti, vantano ben sette figli scalmanati, tra cui la ribelle Calpurnia, una dodicenne davvero speciale. Al contrario delle sue coetanee, lei non ama trascorrere il tempo con le comuni faccende femminili. Lei vuole scoprire il mondo, studiare ogni suo piccolo aspetto, analizzarlo e sperimentarlo fino a capirne il perché.
Con lei noi lettori inizieremo un viaggio nella natura alla ricerca dei suoi insondabili misteri. Una storia da leggere all'aria aperta, magari in compagnia di qualche lucciola. 


"La ragazza dei lupi" di Katherine Rundell  

Un libro estremamente originale, capace di trasportare i lettori in un mondo fatto interamente di alberi, rovi taglienti, bufere e sentieri innevati, un universo parallelo tanto meraviglioso quanto ricco di insidie. Ma quella scritta dalla Rundell è soprattutto una storia di coraggio, avventura e amicizia. Una di quelle che insegna che non serve essere uno zar, un baronetto o un generale dell'esercito, per essere qualcuno e far sentire la propria voce. Tutti hanno il diritto di combattere per quello che amano, tutti nascondono un animo da lupi. Devono solo trovare la forza di cercarlo.
Il libro perfetto per chi, in questo caldo rovente, va alla ricerca di un posticino innevato, impervio e ricco di avventure. 


 "Wildwitch" di Lene Kaaberbøl

E come non citare la saga delle streghe selvatiche?
Incanto, natura, suoni, profumi ed emozioni, tutto converge nell'intento di dare vita ad un mondo magico e stregato in cui è un vero piacere immergersi.
Una serie che una volta iniziata, ti incolla alle pagine, grazie anche ai personaggi tutti da scoprire. 


"La casa nella prateria" di Laura Ingalls Wilder

"La casa nella prateria" è una serie di libri per ragazzi scritti da Laura Ingalls Wilder.
La scrittrice, con questa saga, ha messo nero su bianco i preziosi ricordi della sua infanzia, i viaggi da uno stato all'altro, le disavventure, le conquiste, i momenti spensierati e quelli di difficoltà della sua famiglia, alla costante ricerca del posto in cui insediarsi ed essere felici.
E dopo un estenuante e difficoltoso viaggio lo troveranno davvero.
Una distesa verde, ricca di selvaggina, dove papà Charles in poche settimane metterà su una casa per le sue quattro donne. 
L'autrice si dilunga in minuziosi dettagli nel descrivere il nuovo nido, ma la vera meraviglia la regala parlandoci della natura, dei piccoli riti della vita quotidiana, della felicità familiare.
Descrive un mondo semplice fatto di piccoli gesti genuini, di valori, gentilezza e generosità. Di un amore vero che ti fa sentire parte integrante della famiglia. 

Che ne pensate?
Vi abbiamo dato un bel po' di suggerimenti, sperando che riusciate a trovare, almeno uno, che faccia al caso vostro.
In realtà a questi avrei aggiunto anche "La nonna sul melo" di Mira Lobe e "Il giornalino di Gian Burrasca", libri che hanno accompagnato le mie estati da bambina, ma ho pensato di non esagerare.
Allora, quale di questi titoli vi incuriosisce?