lunedì 22 agosto 2016

Sotto l'ombrellone #13



Salve avventori!
Non mi sembra vero (in realtà non voglio crederci >_<) ma siamo già alla fine di agosto!
È vero che il caldo afoso non è proprio il massimo, ma l'arrivo del freddo è una delle cose che temo di più. I maglioni e gli ombrelli non fanno proprio per me!
E poi a settembre ricominciano gli impegni, le scadenze, il lavoro, gli esami. È un po' un ritorno alla realtà dopo una breve parentesi di dolce relax.
Per il momento non voglio pensarci, preferisco godermi queste ultime adorate giornate di mare, finché si può.
Detto ciò, ecco le letture che abbiamo scovato questi giorni...

♥ "Città di carta" di John Green 

Lo conosco? Si

L'ho letto? No

Identikit del lettore: ragazza sui 16/18 anni. Capelli biondo scuro, raccolti in una treccia laterale. Era sdraiata su un telo mare verde menta.

Costume da bagno: bikini con top fucsia e slip nero

♥ "Il Montersino. Grande manuale di cucina e pasticceria" di Alberto Caprari e Luca Montersino 

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: donna sui quarant'anni, dai capelli biondi, mediamente lunghi e ricci. Molto abbronzata, leggeva su una sdraio bianca, accompagnata dal marito, nel frattempo intento a giocare a Candy Crush (o qualcosa del genere)

Costume da bagno: due pezzi a rombi marrone e nero

♥ "The Uninvited" di Cat Winters 

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: uomo sui quarant'anni, dai capelli brizzolati. Portava occhiali con lenti sfumate.
Era seduto sotto l'ombrellone proprio accanto a noi. Non è stato semplice capire cosa stesse leggendo, anche perché non avevo la più pallida idea di cosa fosse il libro che teneva tra le mani.
In molti altri casi l'impresa non si è rivelata così ardua. Quando conosci un romanzo ti basta vedere un lembo di copertina e il gioco è fatto, ma è quando non sai di cosa si tratta, come in questo caso, che iniziano i problemi >_<

Costume da bagno: boxer bianco con fiori hawaiani blu

♥ "Masha e Orso" di Autori Vari 

Lo conosco? Si

L'ho letto? No 

Identikit del lettore: bambina sui 6/7 anni, credo. In realtà non sono molto brava a intuire l'età dei bambini, diciamo che aveva approssimativamente più di cinque anni e meno di dieci XD
Leggeva assieme alla mamma, che l'aiutava a scandire bene le parole. Che tenere!
Entrambe avevano la pelle di un bel color caramello e i capelli neri ricci, tendenti al crespo. La bimba li portava raccolti in una deliziosa e complicata acconciatura.

Costume da bagno: slip rosso con fiore giallo a rilievo per la figlia e bikini nero per la madre.

E anche stavolta il nostro bottino termina qui.
Speriamo di avere ancora belle giornate di sole e poterci godere il mare per un bel po'.
Voi avete scovato qualcosa sulle vostre spiagge? 

sabato 13 agosto 2016

Sotto l'ombrellone #12



Salve avventori!
Rieccoci con un nuovo appuntamento di questa rubrica estiva, che ha per protagonisti i bagnanti e le loro letture.
Sarà che ad agosto le spiagge sono più affollate, complice il turismo che non risparmia affatto le località di mare, sarà che finalmente anche noi del Café Littéraire possiamo goderci in santa pace le meritate vacanze, fatto sta che questa volta gli avvistamenti sono stati più cospicui rispetto allo scorso appuntamento, e questo non può che farci piacere!
Ma ora bando alle ciance, e vediamo cosa le vostre care detective in bikini hanno scovato in questi giorni.

♥ "Storia di chi fugge e di chi resta" di Elena Ferrante 

Lo conosco? Si

L'ho letto? No

Identikit del lettore: donna sui trentacinque/quarant'anni, abbastanza burrosa, dai capelli biondi, lisci e di media lunghezza, raccolti con una pinza.
In un primo momento abbiamo identificato solo il nome della scrittrice (i suoi libri sono fortunatamente ben riconoscibili), per scoprire poi il titolo ci siamo dovute avvicinare di più a lei, fingendo di essere intenzionate a farci un bel bagno.
Già che eravamo lì ci siamo tuffate per davvero, e l'acqua era particolarmente gelida! Cosa non si fa per portare a termine una missione XD

Costume da bagno: intero, turchese

♥ "Hard News" di Jeffery Deaver 

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: ragazzo sui venticinque/trent'anni, con capelli neri, rasati da un lato e con un lungo ciuffo dall'altro. Dal fisico asciutto, e con occhi leggermente a mandorla, portava un piercing all'orecchio sinistro. Ha passato circa un'oretta a leggere (ma era già a più di metà del libro), seduto su un telo mare blu, poi un bagno veloce e via.

Costume da bagno: boxer nero, tinta unita

♥ "Storie naturali di Jules Renard" di Luigi Serafini 

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: donna sui quarant'anni, molto magra, dalla pelle chiarissima, oserei dire diafana. Dai capelli grigi, corti e ricci, portava degli occhiali tondi. È stata tutto il tempo sotto l'ombrellone.

Costume da bagno: intero grigio

♥ "Pinocchio" di Carlo Collodi 

Lo conosco? Si

L'ho letto? No 

Identikit del lettore: la lettrice in teoria dovrebbe essere la piccola Sofia, che stava seduta sul telo mare con la mamma proprio accanto a me. Tuttavia era così piccola da non riuscire a leggere da sola, per cui mi sembra giusto inserire nell'identikit anche la sua gentile aiutante. La bimba aveva i capelli corti e biondi e la pelle chiarissima. Non avrà avuto più di due anni. La madre, invece, aveva capelli castani e abbastanza crespi, raccolti in una coda.
Avevano anche un altro libriccino della stessa collana, "Cenerentola", ma è rimasto chiuso per tutto il tempo.

Costume da bagno: la signora portava un bikini con il top azzurro e lo slip nero, mentre la bimba una mutandina colorata che sfumava dal viola all'arancione.

♥ "Gomorra" di Roberto Saviano 

Lo conosco?

L'ho letto? No

Identikit del lettore: ragazza sui 20 anni. Capelli castani raccolti in uno chignon, indossava grandi occhiali da sole scuri ed era stesa sul suo telo mare, in compagnia del suo fidanzato.

Costume da bagno: due pezzi nero con fantasia a rombi verdi

♥ "Il cacciatore del buio" di Donato Carrisi 

Lo conosco?

L'ho letto? No

Identikit del lettore: uomo sui cinquant'anni, molto abbronzato e abbastanza stempiato, con capelli grigi e neri, e baffi folti (della stessa gamma di colori ovviamente). Leggermente in sovrappeso, stava seduto su una sedia di plastica bianca. Leggeva con un'aria stranamente corrucciata, per cui se qualcuno di voi ha letto quel libro, mi aiuti a decifrare la sua espressione!

Costume da bagno: boxer verde bottiglia con strisce nere laterali

E per il momento è tutto!
Voi avete avvistato qualche libro sotto l'ombrellone?

giovedì 4 agosto 2016

Sotto l'ombrellone #11


Salve avventori!
Come procedono le vacanze?
Noi ci stiamo godendo delle belle giornate di mare, cercando sempre di "buttare un occhio" all'ombrellone del vicino.
Quest'anno però, dobbiamo tristemente ammettere che, la ricerca non sta dando i frutti sperati :(
Vediamo gente distrarsi soprattutto con giornali di enigmistica e/o sfogliando riviste e, fatta eccezione per un paio di libri che non siamo proprio riuscite ad individuare, questo è lo sconfortante risultato degli avvistamenti delle ultime settimane :(
Speriamo di potervi dare presto notizie migliori... intanto buone letture sotto l'ombrellone ^_^

♥ Der mann der seine frau vergaß di John O'Farrell

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: ragazza sui 30 anni, dalla carnagione molto chiara, capelli castano scuro, media lunghezza.
Era stesa su un lettino e indossava occhiali da sole.

Costume da bagno: due pezzi nero


♥ Pugliesi di (autore non pervenuto, probabilmente si trattava di una guida turistica)

Lo conosco? No

L'ho letto? No

Identikit del lettore: uomo sui 60 anni, molto robusto e pallido. Era seduto su un seggiolino e portava un berretto azzurro indossato alla Jovanotti XD

Costume da bagno: nero


♥ Caffè amaro di Simonetta Agnello Hornby  

Lo conosco? No 

L'ho letto? No

Identikit del lettore: donna su quarant'anni, capelli castano chiaro media lunghezza. Era super affaccendata con i suoi tre bambini, tra cui una piccola neonata.

Costume da bagno: ero troppo impegnata a cercare di individuare il libro e mi sono dimenticata di vedere il costume XD
Perdonatemi 

martedì 26 luglio 2016

Recensione: "Master Magician" di Charlie N. Holmberg

Titolo: Master Magician
Autore: Charlie N. Holmberg
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: luglio  2016
Pagine: 213
Prezzo: 14,90 €(cartaceo) 4,99 €(ebook)


Trama:
Durante il suo lungo apprendistato, Ceony Twill ha tenuto nascosto un segreto al suo stesso mentore, Emery Thane: ha scoperto di poter praticare forme di magia diverse dalla propria, un’abilità da sempre ritenuta impossibile da acquisire. 
Ormai è giunta al termine del suo percorso e sta per affrontare l’esame finale, ma proprio quando tutto sembra andare per il verso giusto ecco che gli imprevisti si mettono sulla sua strada, complicandole un bel po’ la vita. Per allontanare da sé i sospetti di favoritismo, Emery fa testare le qualità di Ceony da un tale Prit, un piegatore che, come tutti sanno, odia il maestro e a cui non importa nulla della sua apprendista. Proprio nel momento in cui un efferato criminale con cui la ragazza ha avuto un tempo a che fare è scappato di prigione e ora è pronto a regolare i conti con il passato. Ceony sa che se vuole evitare la sua vendetta dovrà trovarlo prima che sia troppo tardi, perché colui che ha di fronte è il peggiore dei suoi incubi, il solo in grado di padroneggiare l’unica forma di magia che lei non riesce a dominare.

Recensione:
Master Magician è il capitolo conclusivo della trilogia che ha come protagonista Ceony Twill e il curioso mondo della magia dei materiali creati dall'uomo.
Sono passati due anni da quando Ceony è stata affidata all'arte della piegatura e alle sapienti mani del mago Emery Thane, a cui spetta il compito di fare di lei una maga della carta.
Molte cose sono avvenute da allora. L'ingresso alla villa di Mago Thane ha fatto nascere nella ragazza, prima restia alla disciplina, la passione per quel materiale così fragile eppure così potente, e questa non è l'unica passione inaspettata che è scaturita in lei.
Il viaggio nel cuore del mago, che l'ha vista protagonista nel primo capitolo della sua avventura, ha dato il La a due sentimenti fortissimi e opposti. L'amore per il suo mentore e la paura e l'odio verso l'orribile magia praticata dagli escissionisti.
In "Glass Magician" avevamo lasciato Ceony su un letto di ospedale, dopo la sanguinosa lotta con Grath Cobalt che l'aveva vista vittoriosa, ma allo stesso tempo sconfitta, con un bagaglio arricchito da tanta sofferenza, dolore, dubbi e un grande segreto.
Ceony ha scoperto - e probabilmente è l'unica persona ad esserne a conoscenza - che cambiare la fedeltà al materiale a cui si è stati vincolati non solo è possibile, ma lei è in grado di farlo e... lo ha fatto!
La piegatrice, a questo punto, ha un potere enorme che, nelle mani delle persone sbagliate, potrebbe rivelarsi estremamente pericoloso.
Sono trascorsi un anno e otto mesi da quel giorno, in quella stanza di ospedale, e Ceony, pur avendo promesso al suo amato di non approfondire la conoscenza degli altri materiali, non ha saputo opporsi alla irresistibile tentazione.
Curiosa e ostinata com'è, ha scelto di provare e conoscere le varie forme della magia, destinando, com'è ovvio, una particolare attenzione allo studio della carta, su cui, di lì a poche settimane, verrà esaminata, non dal suo mentore, Mago Thane, come da prassi, ma da un suo collega piegatore, Mg Bailey.
Ceony è perciò costretta ad abbandonare, per tre settimane, l'ambiente familiare dalla villetta per raggiungere la dimora di un mago sconosciuto, conscia che, una volta superato l'esame, nulla potrà più impedire a lei e Thane di uscire allo scoperto.
Però le acque vengono smosse da un ulteriore novità che farà precipitare tutti i sogni e le speranze della ragazza nell'incertezza: Saraj Prendi, il complice di Grath Cobalt, è scappato dalla prigione nella quale era recluso in attesa di essere giustiziato, e probabilmente è in cerca di vendetta. Probabilmente è in cerca di lei, e utilizzerà Emery e la sua famiglia per ricattarla.
In questo libro vediamo, dunque, una Ceony alle prese con i rimorsi di coscienza per non essere riuscita a salvare l'amica vetraia dalle grinfie di Cobalt, e che teme con tutta se stessa di ripetere il medesimo errore. Arrivare troppo tardi un'altra volta, vedere nuovamente morire chi ama per un suo errore.
È questo sentimento a spingere la ragazza a mettersi sulle tracce dell'escissionista, e questa volta giocherà d'anticipo, questa volta avrà dalla sua l'effetto sorpresa.
Ancora una volta la Holmberg ha creato un romanzo ricco di magia e originalità, in cui sono i materiali e le loro caratteristiche gli assoluti protagonisti.
Con questo libro ha scritto e concluso una saga unica nel suo genere, ricca di azione e sentimento, di amore e di odio, di bellezza e di orrore.
È sempre stata forte, sin dal primo volume, la contrapposizione tra la delicatezza con cui è stata capace di descrivere i più eleganti incantesimi, la sensibilità con cui ha saputo dare vita e far affezionare i lettori ad un semplice e dolcissimo cagnolino di carta e, al contempo, la cruda freddezza con cui ha saputo rendere le scene più macabre e violente.
Un perfetto equilibrio che rende questa la saga perfetta per accontentare i gusti di tutti. Fantastica ma realistica, romantica ma non sdolcinata e ricca di azione.

Considerazioni:
Credo di aver già detto tutte le cose che ho apprezzato di questa saga, prima fra tutte l'originalità del tema trattato e il modo con cui la scrittrice ha saputo incantare materiali a tutti noi conosciuti, a cui mai avremmo attribuito cotanta magia.
Rispetto a questo, i personaggi, seppur avendo personalità forti e ben caratterizzate, passano decisamente in secondo piano, soprattutto se si considera che l'unica vera protagonista della storia è Ceony Twill, e tutti gli altri le fanno un po' da contorno.
Mi è un po' spiaciuto, ad esempio che, fatta eccezione per il primo libro della saga "Paper Magician", non ci fosse, negli altri due, qualche capitolo dedicato ai pensieri degli altri personaggi. Sarebbe stato interessante leggere, in alcuni frangenti, la storia dal punto di vista di Thane o di Prendi, e nel caso di quest'ultimo approfondire i sentimenti e i desideri che animavano la sua personale battaglia... perché ogni azione, perfino la più sconsiderata deve avere un perché, che sia pur la semplice follia.
Mi è rimasta dunque la stessa domanda che mi ponevo per Lira e che non ha trovato risposta: perché? 
Perché gli escissionisti fanno quel che fanno? Da cosa sono mossi e cosa hanno vissuto per diventare quello che sono diventati?
Ecco, un approfondimento a riguardo non mi sarebbe dispiaciuto, anzi, avrebbe dato più completezza alla trilogia.
Per quanto riguarda Ceony, non posso dire di averla amata alla follia. La considerazione che avevo di lei è un po' calata con il procedere dei vari capitoli. 
Non che sia un brutto personaggio, però ho trovato "strano" il suo sviluppo. Dalla ragazza timida e propensa ad arrossire per un non nulla del primo libro, si è trasformata, nell'ultimo, in una sua controfigura decisamente più impertinente e spocchiosa.
Se nel primo libro si era ritrovata suo malgrado ad essere l'eroina che non poteva sfuggire all'infausto destino, nei successivi gli è andata sempre, volontariamente e incoscientemente incontro, mettendo in pericolo non solo la propria vita ma quella di molti altri.
In quest'ultimo capitolo la sua testardaggine e la sua arroganza la portano a mettersi in situazioni a cui è impreparata, e ad infrangere promesse importanti.
Con questo non voglio dire assolutamente che il suo personaggio sia totalmente negativo, no di certo. Le sue azioni, la sua costante paura di essere causa di altro male, sono giustificate dal suo vissuto che rende legittimo il suo desiderio di essere sempre in prima linea. 
Le rimprovero esclusivamente la mancanza di quel pizzico di umiltà che le avrebbe concesso di chiedere aiuto a qualcuno più esperto di lei, perché la frase "solo io posso farlo" detta e ribadita da una semplice apprendista non l'ho proprio concepita.
Un ulteriore punto interrogativo resta Mg Bailey... mi sarei aspettata, e avrei desiderato, un chiarimento sulle sue azioni, un dialogo a cuore aperto con Ceony che ci rivelasse i perché dei comportamenti del "Severus Piton della Holmberg" XD
Probabilmente io sono troppo esigente, e tre libri non sono bastati per saziare la mia infinita sete di curiosità. 

Recensione Paper Magician
Recensione Glass Magician

Ringrazio la casa editrice Fanucci per avermi fornito una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

sabato 23 luglio 2016

Recensione: "Fiabe in rosso" di Lorenzo Naia

Titolo: Fiabe in Rosso
Autore:  Lorenzo Naia
Illustrazioni: Roberta Rossetti
Editore:  VerbaVolant
Data di pubblicazione: 2015
Pagine: 64
Prezzo: 12,00 €



Trama:
"Fiabe in rosso" è una breve raccolta di fiabe della tradizione, tutte con protagoniste femminili, ma con finali rivisitati.
Mignolina, Cappucetto Rosso, Biancaneve, Rosaspina e Raperonzolo, sono le cinque figure femminili che abitano le pagine di questo libro illustrato.

Recensione:
Lorenzo Naia, in questa raccolta di fiabe, prende fra le mani alcune delle favole tradizionali di Andersen e dei fratelli Grimm e ne modifica il finale, regalando alle cinque figure femminili un destino diverso da quello assegnatogli dai loro "padri".
Lo scopo della raccolta sarebbe quello di creare un progetto contro la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere. 
Ad impreziosire il libro le bellissime e originali illustrazioni di Roberta Rossetti, il vero punto forte di questo lavoro. 
Realizzate sostituendo, in alcuni punti, la campitura a colori dell'immagine con inserti di articoli di giornale. Le avrei trovate più adatte allo scopo solo se, anziché riprendere stralci di annunci e notizie varie, avessero ripreso frammenti di notizie di cronaca nera riguardanti, il tema della violenza sulle donne.
Per quanto riguarda le fiabe e la loro rivisitazione, in segno di protesta, si tratta di poche modifiche che, a dir la verità, non danno alle loro storie il valore aggiunto che il libro si è prefissato.
I cattivi restano gli stessi e si comportano in maniera spregevole per gli stessi futili motivi, le protagoniste fanno gli stessi stupidi sbagli e si innamorano, come sempre, del primo venuto.
I finali mutano leggermente, è vero, ma in queste storie non c'è alcun vero cambiamento né nelle personalità delle protagoniste né nel mondo che ruota loro attorno.
Ciò che il libro si propone di fare, ovvero lanciare un messaggio contro i fenomeni di violenza sulle donne, non è quindi mantenuto nei fatti.
Nei racconti non traspare affatto questo intento, e non basta, ahimè, una copertina per dare un segnale diverso.
Le scarpe rosse illustrate in copertina e il colore rosso, ricorrente all'interno delle storie, vogliono, difatti, essere una citazione e un tributo dell'opera Zapatos Rojos dell'artista messicana Elina Chauvet.
L'installazione, per chi non la conoscesse, è composta da decine e decine di paia di scarpe da donna rosse, lasciate sull'asfalto in memoria di quelle donne che c'erano e che, a causa di chi ha usato loro violenza, non ci sono più.
Parla di donne la cui esistenza è stata spezzata da mani conosciute, mani amiche, mani amate.
Le scarpe indicano all'un tempo la loro presenza e assenza. L'ingombrante vuoto che esse si sono lasciate dietro.
Questo, lo potete capire voi stessi, è un messaggio forte e chiaro che arriva al cuore anche per la forte storia e il vissuto che gli sta alle spalle.
Purtroppo del libro di Naia non si può dire altrettanto, poiché dalle storie che racconta e dal modo pacato in cui le ha rivisitate, non si percepisce alcun elemento di distinzione e protesta.
Avrei voluto leggere storie in cui le donne cambiano davvero il loro destino anziché perder tempo a farsi la guerra a colpi di pettini e mele avvelenate, o imprigionandosi, per anni, in altissime torri o in sortilegi che inducono al sonno eterno.
Perché lasciare sempre alle donne la parte del cattivo quando, nel tema della violenza, il cattivo è quasi sempre l'uomo?
Oltre al contenuto deludente, devo ammettere che anche la scrittura e la narrazione non mi hanno coinvolta, né rapita.
Tutto è scritto velocemente, come se il racconto servisse solo a dare informazioni fredde e affettate, senza alcuno spazio per il coinvolgimento emotivo, la poesia delle descrizioni e la bellezza del racconto. La sensazione generale, che ho avuto leggendolo, è che lo scrittore avesse una gran voglia di arrivare al punto e togliersi il pensiero.
Un vero peccato, perché questo libriccino fa innamorare solo a guardarlo... ma purtroppo per me l'innamoramento si è fermato lì, alle meravigliose illustrazioni e alla promessa, non mantenuta, di un messaggio diverso ed importante.

Considerazioni:
Ero molto curiosa di leggere questo libriccino che mi ha conquistato al primo sguardo.
Non sono mai stata una patita delle favole tradizionali, anzi, più volte sono state qui sul blog argomento di dibattito.
Delle storie riprese in questa raccolta avevo, tempo fa, letto le versioni originali (mi mancava solo quella di Mignolina) e pochi sono i casi in cui posso dire di aver apprezzato gli insegnamenti che queste si vantavano di elargire.
Troppo cruente nelle immagini, troppo ambigue le metafore, e decisamente poco chiari i messaggi e la "morale della favola", soprattutto se si pensa al pubblico a cui dovrebbero essere rivolte.
Perciò quando ho scoperto "Fiabe in rosso" ero davvero ansiosa di scoprire delle nuove versioni di quelle storie che, in cuor mio, ho sempre pensato potessero essere scritte in maniera più efficace e, perché no, dando vita a vicende con più valore.
Quando ho visto le stupende illustrazioni di Rossella Rossetti mi sono innamorata e quando ho letto lo scopo del libro "un progetto nato a quattro mani contro la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere" ero a dir poco entusiasta.
Finalmente avrei detto basta ai lupi che mangiano nonne e bambine, basta alle storie in cui le donne si fanno la guerra solo per l'invidia della bellezza, basta alle storie in cui principi e principesse si innamorano senza nemmeno conoscersi.
Basta, perché questo libro punta a qualcosa di molto più profondo e importante! 
E invece...
E invece niente!
Mi sono ritrovata a leggere le stesse identiche fiabe originali di Andersen e dei fratelli Grimm, in cui l'unica cosa che muta, rispetto alle versioni tradizionali, è qualche dettaglio nel finale.
In Mignolina ad esempio la bambina, alta poco meno di un pollice, non fugge via con il principe delle fate, ma diventa colei che si prende cura degli uccellini del bosco.
In Cappucetto Rosso, non è il cacciatore ad ammazzare il lupo, ma la stessa ragazzina, che dal lupo non viene mai mangiata.
Lette le prime due favole ho pensato che lo scopo di Lorenzo Naia fosse quello di mostrare delle figure femminili forti, che non hanno bisogno di uomini, principi o cacciatori che siano, per cavarsela nelle brutte situazioni, ma che sanno farcela da sole.
E se il senso fosse stato questo, mi sarebbe anche potuto andar bene, seppur avrei sempre preferito leggere delle fiabe maggiormente rivisitate. 
Però la mia buona fede è stata subito smentita dalla lettura della terza favola: Biancaneve.
La storia della ragazza dalla pelle candida e i capelli color ebano procede pari pari alla versione originale solo che qui è il principe a mordere la mela avvelenata.
Quindi la regina è sempre la stessa donna crudele le cui perfide azioni sono spinte dalla gelosia, Biancaneve è sempre la solita idiota che si fa ingannare più volte da una vecchia portatrice di doni, e che infine si innamora di un perfetto sconosciuto.
Solo che questa volta la necrofila è lei, non lui! >__<
Dove sta dunque tutta questa diversità del messaggio che il libro millantava? Io francamente non la vedo.
Nell'epilogo di Rosaspina, alias "La Bella Addormentata", Naia sembra ispirarsi a quello del film Maleficent.
E qui apro una parentesi: quella sì che è una vera rivisitazione! Quella si che è una versione che dà spessore ad una storia che nell'originale non ne ha alcuno!
Ma, mentre in Maleficent vediamo crescere man mano l'affezione tra la fata e Aurora, qui non accade nulla di tutto ciò.
La fata cattiva si rende conto che, dopo cent'anni di sonno a cui ha costretto l'innocente ragazza, si è vendicata abbastanza e tutto finisce così, alla tarallucci e vino. 
In Raperonzolo poi, la storia è praticamente identica se non che alla fine dell'originale il principe porta la ragazza dalle lunghe trecce nel suo regno, qui, invece, partono insieme verso nuovi orizzonti.
Dov'è quindi lo stravolgimento che porta il messaggio di dissenso contro la violenza? 
Dov'è il messaggio che ci dice che la felicità non sta solo nel trovare il principe azzurro quando, molte delle protagoniste in questione, fanno esattamente quello? 
Mi spiace, mi spiace davvero essere così dura, ma ancor di più mi è dispiaciuto restare delusa da questa lettura.

Ringrazio la casa editrice Verbavolant per avermi fornito una copia cartacea di questo libro.

il mio voto per questo libro

venerdì 22 luglio 2016

In my mailbox #21


Buongiorno avventori!
Con un po' di ritardo vi aggiorno anche qui sul blog sulle new entry che sono andate ad arricchire la nostra libreria.
Vi ricordo che per restare aggiornati in tempo "reale", o almeno un po' più fulmineo, potete seguirci sulla nostra pagina facebook e sul mio account instagram.
Ma ora veniamo al dunque...

Gli acquisti e i regali:
♥ "Hamburger e miracoli sulle rive di Shell Beach" di Fannie Flagg. 
Lo avevo già letto in formato ebook, potete trovare QUI la mia recensione, ma io e Little Pigo siamo fermamente decise a possedere tutti i titoli della Flagg in formato cartaceo, sia perché la scrittrice ci ha conquistate (mia sorella ha letto "Pomodori verdi fritti"), ma anche perché, si insomma, le vedete anche voi le bellissime copertine? *-*
♥ "Ho un castello nel cuore" di Dodie Smith questa è stata una dolcissima sorpresa che mi ha voluto fare la mia dolce metà. Un libro che desideravo da un po' di tempo... e anche qui la cover ha il suo perché *-*
♥ "La vita segreta delle api" di Sue Monk Kidd, Little Pigo desiderava leggerlo da quando ha visto il film.

Omaggi CE:
♥ Wayward Pines‬ di ‪‎Blake Crouch. La trilogia ci è stata gentilmente omaggiata dalla casa editrice Sperling & Kupfer. 
Io e Little Pigo abbiamo visto e ci siamo molto appassionate alla prima stagione della serie TV che ne è stata tratta, e siamo, dunque, molto contente di poterne leggere i libri prima che cominci la seconda stagione ^__^
♥"Briciole" e "Fiabe in Rosso", entrambi di Lorenzo Naia, sono omaggi della casa editrice Verbavolant. Questa CE è  stata davvero una bella scoperta perché i suoi libri illustrati sono molto belli e curati.
QUI potete trovare la recensione di Briciole, domani invece troverete pubblicata quella di "Fiabe in Rosso".
♥ "Star Wars" di Claudia Gray e "The invasion of the Tearling" di Erika Johansen, gentilmente inviatici dalla Multiplayer Edizioni.
♥ "Colazione da Tiffany" di Truman Capote, che Little Pigo ha recensito QUI, ricevuto dalla Garzanti.


Diciamo che è tutto, ma non è proprio la verità... quindi se siete curiosi non vi resta che continuare a seguirci ^__^
Quali sono invece le vostre new entry? E avete letto qualcuno di questi titoli?

lunedì 18 luglio 2016

Recensione: "Colazione da Tiffany" di Truman Capote

Titolo: Colazione da Tiffany
Autore: Truman Capote
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 19 maggio 2016
Pagine: 112
Prezzo: 15,00 € 

Trama:
Holly Golightly, la protagonista di questo estroso romanzo breve, è una cover-girl di New York, attrice cinematografica mancata, generosa di sé con tutti, consolatrice di carcerati, eterna bambina chiassosa e scanzonata. Intorno a lei ruotano tipi bizzarri come Sally Tomato, paterno gangster ospite del penitenziario di Sing Sing, O.J. Berman, il potente agente dei produttori di Hollywood, il "vecchio ragazzo" Rusty Trawler, Joe Bell, proprietario di bar e timido innamorato e, non ultimo, un aspirante scrittore, suo amico e vicino di casa.
La storia prende inizio dal ritrovamento, da parte del barista Joe, innamorato di Holly, di una strana foto che ritrae una statua africana dalle fattezze della ragazza.
Da qui si dipana un lungo flashback nel quale lo scrittore ricorda gli anni precedenti, quando conobbe Holly, sua vicina di appartamento nell'Upper East Side di New York. Ella era alla ricerca del suo posto nel mondo, un posto come la gioielleria Tiffany, dove si sarebbe sentita finalmente protetta e al sicuro. Nel frattempo, però, viveva una vita altamente sregolata, fatta di mondanità ed eccessi, tra cui quelli di accompagnarsi a dei ricchi facoltosi, ogni volta diversi. Unica compagnia fissa quella di un gatto rosso senza nome, una creatura selvatica, che come la protagonista sembrava non appartenere a nessuno se non a se stesso.

Recensione:
"Colazione da Tiffany" è un romanzo breve, che concentra in poche pagine una storia incisiva e ben congegnata. Protagonista è Holly, una giovane ambiziosa, abituata a barcamenarsi tra feste e lustrini, bottiglie di champagne e notti insonni.
Ciò che vuole dalla vita le è ancora ignoto. Fuggita di casa a soli quattordici anni, in cerca di fama e ricchezza, e fuggita nuovamente una volta raggiunta la possibilità della tanto agognata celebrità, non fa che bramare una felicità che sembra destinata a non avere.
Sin dalle prime pagine appare ai nostri occhi, e agli occhi del nostro narratore, come un enigma da risolvere. Di lei sappiamo poco o nulla, se non quello che lei stessa intende mostrare con il suo abbigliamento e la vita smoderata. Gli atteggiamenti frivoli e il suo essere sempre su di giri non bastano però a nascondere la sua vera personalità e i suoi effettivi sentimenti.
Piano piano siamo guidati nel suo mondo, costretti a recitare assieme a lei quello che l'amico produttore O.J. Berman definisce il grande bluff, per renderci conto che alla fine della festa la starlet scintillante non è altro che una donna come tutte le altre, fatta di fragilità celate, segreti chiusi nell'armadio e verità da dimenticare. Una Gatsby in gonnella che, al contrario del suo equivalente maschile, non sembra aver ben chiaro l'obiettivo da raggiungere.
La ricchezza, la celebrità, ed il potere per quanto siano importanti per Holly, non sembrano motivi sufficienti per rinunciare all'indipendenza che è riuscita a garantirsi.
Essere libera dunque, questo è ciò che conta davvero. Sottrarsi alle regole, ai giudizi della gente, ai legami, alle aspettative.
Ma a cosa serve la libertà se significa rimanere soli?
Questa è la grande domanda che ci pone il libro, questo è il bivio a cui la nostra protagonista dovrà far fronte.
Scegliere di fuggire per sempre, o mettere radici in un posto da chiamare casa?
Ovviamente non posso dirvi quale sarà la decisione di Holly, tuttavia posso rivelarvi quelli che per me sono i punti forti di questa storia.
In primo luogo non è una storia d'amore, o almeno non lo è nel modo convenzionale.
Il narratore ci mette poco ad infatuarsi di Holly, come la maggior parte degli uomini. Eppure lei rimane sfuggente. Come un aquilone, che puoi tenere tra le mani per un po' ma che sai di dover lasciare andare, se vuoi vederlo volare.

"Non amate mai una creatura selvatica, signor Bell," lo ammonì Holly. 
"È stato questo lo sbaglio di Doc. Si portava sempre a casa qualche bestiola selvatica. Un falco con un'ala spezzata. E una volta un gatto con una zampa rotta. Ma non si può dare il proprio cuore a una creatura selvatica; più le si vuole bene più forte diventa. Finché diventa abbastanza forte da scappare nei boschi. O da volare su un albero. Poi su un albero più alto. Poi in cielo. 
E sarà questa la vostra fine, signor Bell, se vi concederete il lusso di amare una creatura selvatica. Finirete per guardare il cielo."

Più di una volta si allude agli incontri tra lo scrittore e la ragazza ma non ci viene mai svelata l'effettiva natura del loro rapporto. Lei non rinuncia a vedere altri uomini, ma continua a cercare nel vicino di casa un porto sicuro in cui rifugiarsi.
In lui vede il fratello, l'amico, l'amante, tutto quello che può desiderare ma niente di ciò che vuole davvero.
Altra nota positiva è il personaggio della Golightly che, pur concedendoci qualche spiraglio di verità, rimane sempre avvolto nel mistero. La vediamo soffrire, cadere e rialzarsi.
Per un po' sembra metter via la sua recita per tentare di essere come tutti gli altri, e per un po' sembra addirittura felice.
Ma di lei non sappiamo mai più di quanto lei voglia far sapere.
E che dire poi dello stile di Truman Capote? È il primo libro che leggo e sono già conquistata dalla sua scrittura. Nelle sue pagine si respira un'aria che sa di antico, di fumo e liquori da sorseggiare rigorosamente su divani di pelle scura. Seguendo la sua voce si entra in un salotto di gentiluomini, in una festa continua che dispiace abbandonare a lettura conclusa.

Considerazioni:
Se non hai letto il libro, e hai intenzione di farlo, fermati qui!
Ho sempre sentito parlare di "Colazione da Tiffany", soprattutto per il film cult della Hepburn che, mi duole ammetterlo, non ho ancora avuto il piacere di visionare.
Ecco perché, approcciandomi al romanzo, in questa nuova edizione firmata Garzanti, non avevo ben chiaro cosa avrei trovato.
Come accennavo prima, la cosa che ho più apprezzato è stato il fatto che non si trattasse della solita storia d'amore strappalacrime con tanto di lieto fine.
In questo vicenda Holly è una donna emancipata, che illude e disillude gli uomini a suo piacimento, che regge le redini del gioco, ben consapevole dell'ascendente che ha sugli altri.
È una donna di potere, e il suo personaggio, per quanto affascinante possa sembrare ai nostri occhi, credo sia parso ancora più stravagante e anticonformista ai tempi della prima effettiva pubblicazione.
Altra cosa che mi ha colpito è il cambiamento di vita di Holly. Una volta perso il fratello Fred e iniziata una relazione seria con il politico José, la ragazza smette di pensare alla linea, alle feste e ai vestiti attillati. Finalmente ha un progetto di vita: avere un bambino, sposarsi e trasferirsi in Brasile. Essere nient'altro che una moglie e una mamma, felice di passare le giornate in cucina a preparare deliziosi manicaretti.
Quella che sembrava essere solo una ragazza ambiziosa che non guarda in faccia a nessuno pur di pensare a se stessa, nasconde invece un lato dolce e sensibile, e la voglia di sentirsi al sicuro da qualche parte nel mondo.
Ma il destino sembra avere altri progetti per lei e quello che poteva essere il suo lieto fine non si rivela altro che l'ennesimo capitolo di una vicenda ben più intricata. Holly è costretta di nuovo a fuggire, a ricostruire se stessa, a far perdere le sue tracce e ricominciare da zero.
Scompare nel nulla, ed è questo il bello. Una come Holly non poteva che andar via di soppiatto, come un sogno troppo bello per essere vero, come un'allucinazione che riappare quando pensi di aver dimenticato.

Ringrazio la casa editrice Garzanti per avermi fornito una copia cartacea del libro

il mio voto per questo libro