lunedì 9 gennaio 2023

Recensione: "Vita e avventure di Babbo Natale" di Lyman Frank Baum

Titolo: Vita e avventure di Babbo Natale
Autore: Lyman Frank Baum
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 2 novembre 2021
Pagine: 176
Prezzo: 12,00 € 

Trama:
Trovato in fasce ai margini del bosco e allevato da una ninfa, Claus dimostra fin da piccolo di avere un cuore d’oro. E infatti, una volta cresciuto, la sua unica missione diventa rendere felici tutti i bambini del mondo. Ci riuscirà con l’aiuto delle creature magiche della foresta e una grande forza di volontà, finendo così per essere considerato un santo: Santa Claus, il nostro amato Babbo Natale.

Recensione:
Tutti conosciamo Lyman Frank Baum per il suo classico senza tempo "Il mago di Oz", eppure tra le sue opere meno note, annoveriamo anche una magica storia di Natale, che ha per protagonista proprio la misteriosa figura di Santa Claus.
"Vita e avventure di Babbo Natale" ci guida alla scoperta del personaggio più amato da tutti i bambini, da quando era solo un fagottino innocente, fino a quando, prese le sembianze dell'anziano buffo e generoso, che siamo abituati a conoscere, assumerà i contorni leggendari che tanto amiamo.
La sua storia inizia in modo bizzarro, nell'inaccessibile foresta di Burzee, dove da sempre gli Immortali vivono, lontano dagli occhi indiscreti di noi umani.
E chi l'avrebbe mai detto che proprio uno di noi avrebbe rapito il cuore di uno di loro?
Sarà proprio il piccolo Claus, infatti, che allora era solo un comune neonato senza nome, abbandonato ai margini della foresta, a cambiare le carte in tavola.
Con la sua dolcezza conquisterà il cuore, prima della bellissima fata Necilia, e poi di tutti gli altri immortali di Burzee. Sarà il primo umano a crescere lì, in quel posto stupefacente fatto di incanti e armonia.
Ma per quanto difficile da ammettere, Claus appartiene al mondo ed è lì che deve far ritorno.
Ha così inizio la seconda parte del suo cammino. Claus che, essendo cresciuto in quella foresta incantata, non ha mai vissuto la sofferenza, cerca di aiutare chi non conosce altro che tristezza e povertà.
Approdato alla Valle Ridente, passa le giornate uggiose ad intagliare quelli che, con il tempo, diventeranno i primi giocattoli della storia.
Dapprima saranno i bambini che vivono lì vicino a beneficiare della sua bravura e della sua generosità, fino a quando anche i bimbi dei villaggi lontani non vorranno nulla di più di uno di quei coloratissimi doni fatti di legno, amore e fantasia.
Ma ogni bella storia ha le sue peripezie, ed infatti anche il povero Claus, che non desiderava altro che fare del bene, dovrà ahimè affrontare dei temibili nemici che attenteranno per più volte alla sua vita.
Beh non serve dirvi che la farà franca, voglio però sottolineare come questo racconto, per quanto bizzarro e originale per molti versi (basti pensare alla presenza delle fate), riesce benissimo a connettersi con la tradizione, creando un tutt'uno tra vecchio e nuovo.
Ad esempio il vestito rosso, l'impiego delle renne, lo stratagemma del camino, gli abeti addobbati, le calze appese al camino, la consegna dei regali in una sola notte e persino i giocattoli acquistati dalle mamme e dai papà nei negozi, tutto in questo libro trova la sua spiegazione.
Ogni piccolo particolare, anche il più trascurabile, ha una sua precisa origine e motivazione. E cosa ben più importante nulla appare forzato: tutto nasce in maniera naturale, come la logica conseguenza di un determinato avvenimento.
Devo dire che questa è una delle cose che ho apprezzato di più del libro. In generale si è trattata di una lettura davvero piacevole, perfetta per il clima festivo del periodo. Per alcuni versi mi ha ricordato sia "Un bambino chiamato Natale" che "Miracolo in una notte d'inverno", anche se, al contrario di quest'ultima, l'opera di Baum è meno intensa, sofferta e profonda, e quindi sicuramente più adatta ad un pubblico di bambini.
È una di quelle letture trasversali, che può intrattenere senza problemi gli adulti, affascinati dalle origini della leggenda, e che può far sognare i bambini, facendo capire loro che il buon Claus, seppur cresciuto in circostanze particolari, era solo un piccolo umano, proprio come loro.
Una storia senza tempo, a metà tra sogno e realtà, che ha per protagonista non tanto il Natale in sé, ma l'importanza dell'amore verso il prossimo, il mettere la felicità degli altri anche prima della propria.
E tra tutti i regali che Santa Claus è solito consegnare, non è forse questo quello più importante?

Ringrazio la casa editrice Rizzoli per avermi fornito una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro 

lunedì 19 dicembre 2022

Recensione: “Grande Panda e Piccolo Drago” di James Norbury

Titolo: Grande Panda e Piccolo Drago
Titolo originale: Big Panda and Tiny Dragon
Autori:  James Norbury
Illustrazioni: James Norbury
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 26 aprile 2022 
Pagine: 160
Prezzo: 16,50 € 

Trama:
Grande Panda e Piccolo Drago osservano il risveglio della natura in primavera, ascoltano il rumore della pioggia che rinfresca i pomeriggi d’estate, danzano insieme alle foglie che cadono dagli alberi in autunno, si addormentano sotto il freddo e scintillante cielo dell’inverno. E mentre accendono una candela e bevono una tazza di tè, un nuovo sole sorge e un’altra magnifica avventura li attende. Il viaggio attraverso le stagioni di due amici inseparabili, per imparare che il nostro cammino non è segnato su nessuna mappa, e che per scoprirlo non dobbiamo arrenderci davanti agli errori o alle insicurezze, ma respirare, ascoltare ed esistere.

Recensione:
Grande Panda e Piccolo Drago sono la coppia più improbabile di amici che si potrebbe incontrare.
Così diversi eppure così simili.
Sono due anime dolci, profonde e amiche che si ritrovano ad affrontare insieme un lungo cammino, irto di difficoltà, ma anche di altrettante meraviglie.
Viaggiano in lungo e in largo, assistendo affascinati allo scorrere delle stagioni, alla natura che cambia e muta sotto i loro occhi. 
Dagli eventi più placidi, miti e gentili, come possono essere lo sbocciare di un fiore o il cadere di una foglia, o il semplice starsene con il naso all'insù a guardare un meraviglioso cielo stellato, a quelli più tumultuosi ed emozionanti, come un improvviso acquazzone, una tormenta di neve, un vento giocoso e dispettoso che spazza via tutto.
Panda e Drago sono lì, ad osservare tutto, (spesso sorseggiando del buon tè) con occhi incantati dallo spettacolo della natura e pronti a fornirci inestimabili perle di saggezza.

«Cos’è più importante» chiese Grande Panda, «il viaggio o la meta?»
«La compagnia» rispose Piccolo Drago.


James Norbury, che scrive e illustra di sua mano questa storia, ispirandosi alla filosofia buddista, utilizza le immagini come potente ed immediato mezzo di comunicazione, per far arrivare a tutti i suoi messaggi, quasi fossero degli importanti incantesimi riparatori.

Ci invita, attraverso i due inseparabili amici, a dare peso solo a ciò che ha peso, e a vivere la vita come un’eterna avventura dove nulla è scritto, ma tutto è da scoprire.

Vivere meravigliandosi delle piccole cose, imparando dagli errori, superando le nostre insicurezze, oltrepassando i nostri limiti e gli ostacoli (soprattutto quelli mentali).
Ci suggerisce di ascoltare sempre il nostro copro, e la nostra mente e di fermarci a riposare e respirare quando e quanto ne abbiamo bisogno… e perché no? 
Magari nel mentre potremmo sempre bere una tazza di tè...

«Sbrigati!» squittì Piccolo Drago.
«Abbiamo un mucchio di cose da fare!»
«Il fiume non ha fretta» rispose Grande Panda.
«E nonostante gli ostacoli, arriva sempre dove deve andare.»

Ringrazio Rizzoli per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

lunedì 12 dicembre 2022

Recensione “Enciclopedia della magia” di Poppy David e Jessica Roux

Titolo: Enciclopedia della magia
Titolo originale: A Natural History of Magick
Autori:  Poppy David
Illustrazioni: Jessica Roux
Editore: Il castello editore
Data di pubblicazione: 17 novembre 2021 
Pagine: 64
Prezzo: 16,00 € 

Trama:
La magia è molto più che un movimento di bacchetta e il lancio di un incantesimo. La magia è intorno a noi: basta solo guardare con attenzione. Redatto dal professor Gessner, stimato botanico, questo libro presenta tutto ciò che occorre sapere sulla magia nel nostro mondo. Scoprite come interpretare le risposte dei raggi di sole, leggere i tarocchi, scegliere il famiglio perfetto e individuare l'albero da cui ricavare la bacchetta più adatta alla vostra personalità. Che siate streghe o maghi esperti, o soltanto all'inizio del vostro viaggio, imparerete a riconoscere la magia e, ancora più importante, a incanalarla nel modo giusto

Recensione:
Che siate streghe o maghi esperti, o soltanto all’inizio del vostro viaggio, con questo volume imparerete a riconoscere la magia e incanalarla nel modo giusto.

La magia esiste da molto prima dell’uomo ed è tutta intorno a noi - così affermano le pagine di questo libro, redatto dal professor Gessner, stimato botanico - l’importante è solo saperla leggere e riconoscere.
Queste figure, quelle capaci di riuscire a leggere il modo in cui la natura ci parla e comunica con noi, sono da sempre state definite maghi, streghe, fattucchiere, o guaritrici.

Attraverso le pagine di questo meraviglioso volume illustrato, percorriamo le origini della magia nella storia, come essa è stata e interpretata e interpellata dalle varie culture, il modo in cui ha influenzato, e influenza ancora oggi, alcuni aspetti della nostra vita.


L’enciclopedia della magia ci fornisce un manuale essenziale per comprendere le basi del mondo magico, per imparare a comprendere alcuni eventi e la natura che ci circonda, e i suoi molteplici poteri.
Interpretare i segni, leggere i tarocchi, conoscere il potere della luna, scegliere il proprio famiglio, o il cristallo e il talismano più adatto a noi.
Imparare ad affidarsi alla terra, conoscere le proprietà benefiche o maligne delle piante, scoprire la forza degli elementi e come questi possono condizionare o meno il nostro stato d’animo.

Una vera e propria guida quindi? Quasi.
In realtà il volume racchiude in sé un miscuglio di contenuti storici e di fantasia e questa forse è l’unica pecca di questa "enciclopedia".
Avrei preferito che si fosse scelta un’unica via (quella dei fatti) e seguito solo quella.
A differenza dell’enciclopedia dedicata alle fate (ve ne ho parlato qui), che era - per ovvie ragioni - frutto unicamente della fantasia dell’autrice e delle varie leggende legate al tema, questo mescola, senza fare distinzioni, verità e finzione.
Così accanto a informazioni e fatti storici, proprietà delle piante e dei cristalli, troviamo citati ingredienti di fantasia come il corno di unicorno.



Detto questo, è sicuramente uno splendido volume da collezione, splendidamente illustrato da Jessica Roux, probabilmente non una vera e proprie enciclopedia sull'argomento (ci sarebbe davvero tantissimo altro da dire), ma un prezioso gioiellino da sfogliare con piacere e sfoggiare in libreria.

“Il mondo della magia è reale come le stelle, potente come la forza di un’onda che si infrange nella sabbia, e inarrestabile come il corso delle stagioni.”


Ringrazio Il castello editore per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro



venerdì 28 ottobre 2022

Recensione: “Sorelle” di Daisy Johnson

Titolo: Sorelle
Titolo originale: Sisters
Autore: Daisy Johnson
Editore: Fazi
Data di pubblicazione: 22 luglio 2021
Pagine: 80
Prezzo: 17,00 €

Trama:
Le sorelle adolescenti Luglio e Settembre sono strette da un legame simbiotico forgiato con una promessa di sangue quando erano bambine. Vicine quanto possono esserlo due ragazze nate a dieci mesi di distanza, a volte è difficile stabilire dove finisca l'una e cominci l'altra. Abituate all'isolamento, non hanno mai avuto amici: bastano a se stesse. 
Ma un pomeriggio a scuola accade qualcosa di indicibile. Qualcosa da cui non si può tornare indietro. Alla disperata ricerca di un nuovo inizio, si trasferiscono con la madre dall'altra parte del paese, sul mare, in una vecchia casa di famiglia semi-abbandonata: le luci tremolano, da dietro le pareti provengono strani rumori, dormire sembra impossibile. Malgrado questo inquietante scenario, a poco a poco la vita torna ad assumere una parvenza di normalità: nuove conoscenze, falò sulla spiaggia... Luglio si accorge però che qualcosa sta cambiando, e il vincolo con la sorella inizia ad assumere forme che non riesce a decifrare. 
Ma cos'è successo quel pomeriggio a scuola che ha cambiato per sempre le loro vite?

Recensione:
Settembre e Luglio sono due sorelle legate da un forte rapporto simbiotico.
Quasi coetanee, appena dieci mesi separano l’una dall'altra, e forse questo, insieme ad una situazione familiare non troppo facile, le ha costrette ad essere l’una il mondo dell’altra.
Con un padre violento, e una madre afflitta da periodi di forte depressione, le due sorelle si isolano nel loro microcosmo fatto di serie tv, musica, e giochi che diventano via via sempre più pericolosi.
Tra le due è ovvio chi ha la personalità dominante.
Settembre ha un carattere forte, deciso, vendicativo e a volte violento. Come suo padre, a cui somiglia molto anche fisicamente, spesso si lascia andare ad ondate di rabbia e gesti impulsivi.
Luglio è più sommessa, accondiscendente, pacifica. In lei sembra sempre forte il desiderio di soddisfare le aspettative, spesso eccessive, della sorella maggiore.
Perseverando in questo strano rapporto di dipendenza, sottomissione e sudditanza le due crescono, e diventano adolescenti, ma anche a scuola il loro legame sembra isolarle da chiunque stia loro attorno.
Come se fossero in una bolla, una sottile membrana, invisibile ma opprimente, le separa da chiunque sia all'esterno. Una barriera che non lascia passare nessuno, neppure la loro madre, che sembra rassegnata ad essere eternamente esclusa da quel legame così solido e totalizzante.

E la figura di Sheela, la loro madre, è quella più strana e indecifrabile.
La sua presenza è perlopiù un’assenza.
Un fantasma silenzioso che appare ogni tanto, osserva a distanza, ma non interviene mai, eternamente inerme, come se non avesse alcun potere o influenza sulla realtà che la circonda.
È consapevole di quanto i comportamenti di Settembre, nei riguardi di Luglio, siano malsani e nocivi. Così come è perfettamente a conoscenza del forte potere persuasivo che, con facilità, riesce a far fare a “Lugliettina” qualsiasi cosa (anche le azioni più folli), ma non muove un muscolo per mettere fine ad una situazione così visibilmente degenerativa.
Situazione che arriverà al suo apice in un pomeriggio di tempesta, quando accadrà qualcosa di irreparabile.

Per lasciarsi il passato alle spalle Sheela decide di cambiare aria, prendere le loro cose e lasciare Oxford, il loro appartamento - e con esso i tristi ricordi - e trasferirsi nella vecchia Casa di Accoglienza a pochi metri dal mare, casa che ha visto nascere prima suo marito e poi Settembre, la sua primogenita.

Ma le cose anche qui non andranno come sperato. È Luglio a raccontarci le prime giornate in quel luogo dove tutto ha un sapore nuovo, ma poi nulla è così diverso.
I comportamenti nocivi restano gli stessi.
Sheela continua ad essere assente, e Luglio costantemente sottomessa ai capricci di una Settembre sempre più irosa e prepotente.
E man mano che passano i giorni l’ombra di un ricordo nascosto, di un segreto mai svelato, comincia a riaffiorare nei ricordi di Luglio. Cosa ha dimenticato?
Sprazzi di ricordi, macabre visioni, blackout momentanei, sono solo il principio di ciò che deve essere rivelato.

Daisy Johnson, tra cose dette e non dette, mira sicuramente a costruire una narrazione ricca di tensione e mistero.
La sua scrittura cupa e disturbante, sembra voler a tutti i costi confondere il lettore, arrivare a stordirlo con un racconto tutto mozzichi e bocconi - la narrazione dei fatti che si interrompe ripetutamente, i continui salti temporali, i discorsi lasciati in sospeso - per trionfare su lui, stupendolo con un inaspettato colpo di scena che, mi spiace per lei, è tutto fuorché inaspettato.

Ho trovato l’epilogo scontato (avevo previsto tutto già dapo i primi capitoli) e perciò del tutto inutile, superfluo e fastidioso il continuo tentativo di confondere le acque.
La scrittura della Johnson non mi ha emozionata, né coinvolta. L’ho trovata fredda, distaccata e confusionaria, in una lettura che avrebbe dovuto provocarmi, invece, una grande tensione emotiva, pathos e angoscia.

Avrei dovuto affezionarmi alle sorelle, riuscire a comprendere, almeno in parte, la forza del loro rapporto così intenso e ossessivo, provare pena per l’una, e fastidio per l’altra, ma non ho provato quasi nulla di tutto questo, se non incredulità nel vedere una madre trasparente che resta inerme ad osservare l’ombra scura ed opprimente di una figlia sovrastare e far scomparire totalmente quella flebile ed evanescente dell’altra.

Una grande occasione sprecata per un libro che aveva una buonissima idea di partenza, ma la cui più grande pecca, per quanto mi riguarda, sta proprio nella freddezza della penna della sua autrice.


il mio voto per questo libro


giovedì 27 ottobre 2022

Recensione: "La leggenda di Sleepy Hollow" di Washington Irving

Titolo: La leggenda di Sleepy Hollow
Titolo originale: The Legend of Sleepy Hollow
Autore: Washington Irving
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 22 ottobre 2020
Pagine: 80
Prezzo: 4,66 €


Trama:
Lungo le rive del fiume Hudson, poco lontano dalla cittadina di Tarry Town, si apre la valle incantata di Sleepy Hollow, sopita in un'atmosfera di «sabbatica immobilità». In questa landa misteriosa e appartata dal mondo pare si aggiri il fantasma di un cavaliere decapitato, che galoppa a spron battuto nelle tenebre alla ricerca della propria testa. Ma è davvero soltanto una leggenda?

Recensione:
Chi non conosce la leggenda di Sleepy Hollow?
Tutti, più o meno, abbiamo ben presente la figura del cavaliere decapitato che si aggira nella notte alla disperata ricerca della propria testa.
Ma quanti di voi hanno letto il racconto che ha dato vita alla sua storia?

Scritto dallo scrittore statunitense Washington Irving, e pubblicato per la prima volta nel 1819 nella raccolta "Il libro degli schizzi" di Geoffrey Crayon, è diventato poi amatissimo tra i lettori in tutto il mondo, e protagonista di numerosi adattamenti cinematografici, uno dei più noti quello di Tim Burton.

A poche miglia dalla cittadina di Terry Town, lungo le rive del fiume Hudson, si estende la placida e incantata Sleepy Hollow, una valle nota a tutti per la sua natura immobile e silenziosa, quasi fuori dal tempo.
Ma la valle è famosa anche per le leggende che gravitano attorno ad essa, tra i suoi alberi, e i fruscii del vento, si narra vivano misteriose presenze, fantasmi e spiriti alla continua ricerca di qualcosa.
Tutti, nei dintorni conoscono le sue storie, le superstizioni, le varie versioni di quei racconti, fra questi anche Ichabod Crane, il protagonista di questa storia.

Crane è il maestro del villaggio, nella sua scuola mantiene il pugno severo, ma sa essere anche indulgente e paziente con i piccini più sensibili.
Insegna anche canto per il coro della chiesa, e per questo tutte le vecchie donne del villaggio hanno una certa deferenza per la sua figura così elegante, erudita e colta.
Il maestro invece non sa resistere a due cose, al buon cibo e al fascino delle dolci giovani fanciulle, una fra tutte, ovvero la bella e civettuola, Kathrina Van Tassel sembra aver rubato il suo cuore.
Crane non può fare a meno, ogni volta che è invitato nella grande tenuta della famiglia Van Tassel, di immaginare la sua vita da proprietario di tutte quelle ricchezze, e marito della sua bella.
Ma i suoi sogni devono scontrarsi con la realtà, lui non è l’unico intento a conquistare il cuore della ragazza, ed il rivale più temibile è il bel Abraham Van Brunt, noto in paese soprattutto per le sue zuffe e scorribande notturne.

Di ritorno, a notte fonda, da una festa a casa dei Van Tassel - serata animata da buon cibo, balli e dalle solite storie di fantasmi (tra cui quella del cavaliere senza testa) - un desolato, suggestionato e intimorito Ichabod Crane, si avventurerà tra i sentieri di Sleepy Hollow per far ritorno a casa e, in questa occasione, vivrà la sua notte del mistero e del terrore.

Un racconto evocativo e suggestivo che in poche pagine riesce a trasportare il lettore in un’epoca lontana, in un’atmosfera nebbiosa e spettrale, tra tetre leggende e sinistri racconti.
Ma non solo riesce anche a farci provare simpatia e anche un po’ di pena per l’eccentrico protagonista di questa storia, un uomo che non rappresenta il baldo eroe, il bell’affascinante che ruba il cuore alla fanciulla, ma un uomo dall’umile aspetto, e dalle altrettante umili origini, che spera di poter cambiare le proprie sorti con un buon matrimonio.

Ho apprezzato la scrittura e l’ambientazione, l’atmosfera di mistero che si percepisce per tutta la lettura in un crescendo di attesa e aspettativa che avrebbe dovuto portare al clou della narrazione, il momento in cui avviene qual qualcosa di terrificante e pauroso, che però si risolve in ben poca cosa.

Ma lo scopo di Irving non è quello di spaventare, nella sua scrittura si legge una sorta di blanda ironia e presa in giro canzonatoria delle superstizioni di cui Sleepy Hollow è pregna.
La sua storia nasce e si sviluppa come a voler dimostrare quanto le superstizioni e le storie ad essa legate trovino terreno fertile in posti isolati, chiusi in se stessi, in cui il tempo sembra fermarsi e non scorrere mai, in cui le cose paiono immutate, e con esse, le menti di chi vi vive.
Quello che, a mio parere, rende questi luoghi affascinanti, e ambientazione perfetta per storie come questa. Dove potrebbero vivere altrimenti se non in posti così?

“Per la sua apatica quiete e l’indole peculiare di chi vi abita, tutti discendenti dei primi coloni olandesi, questo luogo isolato è noto da lungo tempo come Sleepy Hollow, e nelle campagne della zona i suoi rustici abitanti vengono additati come «quelli di Sleepy Hollow». Un’aria sognante e sopita sembra aleggiarvi al punto di impregnarne l’atmosfera.”

Ringrazio Garzanti per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

martedì 18 ottobre 2022

Review Party - Recensione in anteprima: "Scholomance. La prova finale" di Naomi Novik (Scholomance #2)


Salve avventori, sono lieta di partecipare a questo review party in occasione dell'uscita del secondo capitolo della trilogia di Naomi Novik, ambientata nella pericolosissima scuola di magia Scholomance.
Il primo libro non mi aveva colpito molto. 
Avrò cambiato opinione leggendo il seguito?
Scopriamolo insieme...

Titolo: "Scholomance. La prova finale"
Titolo originale: The last graduate
Autore: Naomi Novik
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 18 ottobre 2022
Pagine: 312
Prezzo: 16,90 €

Trama:
El è riuscita ad arrivare all'ultimo anno e a guadagnarsi una manciata di alleati, tuttavia, con l'inizio delle lezioni, la scuola sembra aver maturato uno strano desiderio nei confronti di quella ragazza ribelle, indirizzando contro di lei orde di nefasti, con il solo scopo di farla fuori.
E oltre a tutto questo c'è la prova finale... riuscirà El a sopravvivere, senza ricorrere alla stregoneria e ad abbracciare l'oscuro destino preparato per lei? 

Recensione:
Avevamo lasciato Galadriel, detta El, con una piccola vittoria dopo la disinfestazione del salone dei diplomi, e soprattutto dopo i nuovi legami stretti con i compagni di sventura.
La ritroviamo di nuovo nei pasticci, con la scuola che si accanisce contro di lei, per mezzo di programmi scolastici eccessivamente impegnativi, ed eserciti di nefasti pronti a colpirla.
La Scholomance infatti, che se ben ricordate, ha come miglior passatempo il cercare di uccidere i suoi studenti, sembra fare di tutto o per farla fuori o per spingerla ad abbracciare la natura oscura che potrebbe trasformarla nella più brillante, ma anche nella più pericolosa, delle streghe.
Tuttavia stavolta non è sola. Ha dalla sua parte Liu e Aadhya, le sue alleate, il suo quasi ragazzo Orion Lake, e persino Chloe, una delle più popolari rappresentanti dell'ambitissima cerchia di New York.
Ciò che invece sembra mancare è il mana, ovvero l'energia che permette ai ragazzi di sventare gli attacchi e praticare incantesimi. Da quando i nefasti non fanno che attaccare El, per Orion Lake che, neutralizzandoli, produceva mana per l'intera scuola, c'è poco da fare.
Insomma questo è il quadro che si presenta nel libro, senza scendere troppo nei dettagli.
La storia non è avanzata di molto dal primo libro, anzi, nonostante il susseguirsi dei capitoli, sembra rimanere più o meno sempre allo stesso punto, salvo sporadiche novità.
E anche l'opinione che avevo sulla trama, gli intrecci e soprattutto sui personaggi, non si è spostata di una virgola.
Orion Lake è sempre il cavaliere senza macchia che, non si sa perché, stravede per El.
Come lei è sempre la giovane presuntuosa e aggressiva che guarda tutti dall'alto in basso e che non si preoccupa dei sentimenti altrui.
È vero, magari in questo secondo romanzo, risulta leggermente meno irritante, ma solo perché oramai siamo abituati a lei, alle sue scenate fuori luogo, ai suoi attacchi senza senso, alla sua spocchia, da non farci neanche più caso.
Anche il rapporto tra i due "fidanzati" continua a non convincere, anche perché il ragazzo appare ancor di più come un bamboccio senza spina dorsale, sempre pronto a farsi maltrattare ed umiliare pubblicamente dalla sua amata.
In generale, come ribadito in passato, i protagonisti sono così poco piacevoli che non riesci a provare empatia per loro, o a tifare per la loro salvezza.
Questo fa sì che la lettura scorra lenta, senza coinvolgimento emotivo e senza pathos.
Come già detto, anche stavolta fa eccezione l'amicizia tra El, Liu e Aadhya che riesce, stranamente, a piacermi. Anche perché solo con le due alleate, la protagonista tira fuori quel lato dolce e premuroso che, altrimenti, fa fatica a manifestare.
Altra nota positiva, forse l'unica, è la presenza di una dolce new entry: Tesorina!
Inutile dire che la buffa topolina, già dalle prime scene, si è conquistata il titolo di mio personaggio preferito. Non che ci fosse molta concorrenza!
Insomma, ho iniziato questo secondo libro con qualche timida speranza.
Non molte certo, ma credevo che, trovando degli amici fidati, la forte Galadriel uscisse dal ruolo di eroina solitaria. E che soprattutto la smettesse di vantarsi per ogni cosa, e denigrare gli altri.
Invece no, El è sempre El, almeno così sembra.
In ogni caso c'è ancora un terzo libro... riuscirà Naomi Novik, almeno con il gran finale, a farmi ricredere su tutta la storia e sulla sua protagonista?
Staremo a vedere...

Ringrazio la casa editrice Mondadori per avermi fornito una copia di questo romanzo

il mio voto per questo libro

mercoledì 7 settembre 2022

Recensione: “La casa dalle 36 chiavi” di Nadine Debertolis

Titolo: La casa dalle 36 chiavi
Autore: Nadine Debertolis
Illustrazioni: Antonin Faure
Editore: Edizioni EL
Data di pubblicazione: 26 ottobre 2021
Pagine: 208
Prezzo: 12,90 €


Trama:
Dimitri e Tessa partono per le vacanze con la madre che vuole passare del tempo nella villa di campagna lasciata in eredità da un vecchio zio. Appena arrivati, si trovano di fronte molte porte chiuse, un enorme mazzo di chiavi e altrettanti misteri da sbrogliare… Mentre la madre s’immerge in pulizie interminabili e in uno strano silenzio, i ragazzi, insieme alla nuova amica Daphné, decidono di scoprire i segreti nascosti nell’antica dimora. A poco a poco riusciranno ad aprire le porte chiuse e a raccogliere numerosi indizi e, grazie alla loro perspicacia, la casa svelerà un mistero rimasto nascosto per lungo tempo

Recensione:
Cosa c’è di meglio per i giovani lettori di una lettura investigativa, piena zeppa di segreti, che li sappia appassionare e tenere incollati alle sue pagine, in attesa di scoprire la soluzione del mistero? E se il mistero non fosse solo uno? Se ce ne fossero ben 36, celati oltre delle vecchie porte di una misteriosa casa immersa quasi nel nulla?
Per Dimitri e Tessa, i due fratelli protagonisti di questa storia è tempo di vacanze, e mai si aspetterebbero la notizia che la loro madre, in balia dello stress frenetico della vita di tutti i giorni, sta per comunicargli.
Mentre il loro papà sarà via per l’ennesimo viaggio di lavoro, loro si concederanno un po’ di settimane nella vecchia villa di campagna lasciata loro in eredità da uno strampalato zio, recentemente venuto a mancare.
I due ragazzini, come farebbero in molti nella loro situazione (non io, che al loro posto ne sarei stata immediatamente felice), non sono così entusiasti di lasciare tutti i loro impegni, e gli amici, per andare a stare in una polverosa dimora in mezzo al nulla... ma inutile dirlo, cambieranno presto idea.
Nell'immensa casa, tra polvere e anticaglie, non avranno nessuno spazio per la noia, anzi! 
Le innumerevoli porte chiuse a chiave, e i vari indizi nascosti qua e là per trovare i vari mazzetti di chiavi, per aprirle, li terranno costantemente impegnati.
Quale terribile segreto nascondeva il vecchio zio oltre quelle stanze? A quale misteriosa invenzione lo scienziato aveva lavorato per tutta la sua vita?

Nadine Debertolis scrive una storia per ragazzi che ha tutti gli elementi giusti per appassionare i giovani lettori, regala svago, divertimento e una buona dose di enigmi da decifrare, ma allo stesso tempo, lascia un messaggio molto importante e profondo.
Ed è proprio quel messaggio che dà quel valore in più alla storia, che non si ferma ad essere solo un romanzo carino ed intrattenimento per ragazzi, ma ci invita a riflettere su un tema molto importante e, ancora molto bistrattato, come la depressione.

“Si dice che per vivere bisogna mangiare, lavorare e dormire, ma ci si dimentica della cosa principale. Perché la vita abbia un senso bisogna essere felici!”

E non c’è cosa più vera, perché niente ha valore se non si è nello stato d’animo per apprezzarlo, e questo è qualcosa che purtroppo spesso sfugge all'umana comprensione.

Mentre leggevo questo libro, e più mi avvicinavo alla soluzione del mistero, speravo fortemente che il tutto non si riducesse a qualche idea sciocca e strampalata, ma che puntasse a ciò che io stessa avevo intuito e sperato.
Sono davvero felice che temi così importanti vengano affrontati con tatto, speranze e delicatezza anche nella letteratura per ragazzi.
E io non posso che consigliarvi di leggerlo, qualunque età voi abbiate.


Ringrazio edizioni EL per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro