venerdì 21 settembre 2018

Waiting for... #18

Salve avventori!
Rieccoci con la rubrica "Waiting for" con cui vi segnaliamo i titoli che attendiamo con trepidazione.



Oggi vi parlo di un libro che sarà pubblicato a giorni negli Stati Uniti e che spero arrivi presto anche da noi.
Mi riferisco a "The Clockmaker's Daughter", l'ultimo lavoro di Kate Morton.
Ho adorato "I segreti della casa sul lago" e a breve penso di fiondarmi tra le pagine di "Ritorno a Riverton Manor".
Potete quindi immaginare il mio entusiasmo alla notizia di questa nuova pubblicazione.

Titolo: The Clockmaker's Daughter
Autore: Kate Morton
Editore: Atria Books
Data di pubblicazione: 9 ottobre 2018
Uscita italiana: non pervenuta
Pagine: 496
Prezzo: 28.00 $
Trama:

Nell'estate del 1862, un gruppo di giovani artisti guidati dall'appassionato e talentuoso Edward Radcliffe discende su Birchwood Manor sulle rive del Tamigi. Il loro piano: passare un mese d'estate isolati in una nebbia di ispirazione e creatività. 
Ma al termine della loro permanenza, nulla sarà come prima: una donna è stata uccisa mentre un'altra è scomparsa; manca un cimelio di inestimabile valore; e la vita di Edward Radcliffe è in rovina.
Più di centocinquanta anni dopo, Elodie Winslow, una giovane archivista a Londra, scopre una cartella di pelle contenente due oggetti apparentemente non correlati: una foto color seppia di una donna dall'aspetto accattivante in abiti vittoriani, e un album da disegno che contiene lo schizzo di una casa a graticcio sulla curva di un fiume.
Perché Birchwood Manor è così familiare a Elodie? E chi è la bella donna nella fotografia? 


"The Clockmaker's Daughter" è una storia di omicidi, misteri e furti, di arte, amore e perdita.
Un romanzo corale che, per mezzo di più voci disseminate nel tempo, - si svolge infatti in Inghilterra dal 1860 fino ai giorni nostri - scorre attraverso le sue pagine come un fiume.
Il racconto di una donna il cui nome è stato dimenticato, ma che ha visto tutto: Birdie Bell, la figlia dell'orologiaio.
Il romanzo uscirà il 9 ottobre per Atria Books, divisione della casa editrice Simon & Schuster.
Spero che, al più presto, anche la Sperling & Kupfer, annunci la prossima pubblicazione di quest'opera inedita.
E voi, che ne pensate? Sono riuscita a destare la vostra curiosità?
E, se non questo, quali titoli aspettate con ansia?


martedì 18 settembre 2018

Recensione: “Mary e il fiore della strega” di Mary Stewart

Titolo: Mary e il fiore della strega
Titolo originale: The Little Broomstick
Autore: Mary Stewart
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 29 maggio 2018
Pagine: 156
Prezzo: 15,00 € 


Trama:
Mary Smith non si è mai annoiata così tanto in vita sua. I genitori l’hanno spedita a passare le vacanze in campagna, a casa dalla prozia Charlotte, dove non accade mai niente di divertente. Un giorno più noioso degli altri, Mary si mette a seguire un gattino nero, si inoltra nel bosco e trova un fiore viola mai visto prima, così bello da sembrare magico.
La bambina non ci mette molto a scoprire che le basta sfregare i petali del fiore su un manico di scopa per prendere il volo.
Da quel momento per Mary la vacanza in campagna si trasforma in un’avventura da brividi, che la porterà in una misteriosa scuola di stregoneria, tra lezioni di incantesimi, laboratori di magia e segreti molto pericolosi.

Recensione:
Qualcuno di voi forse conoscerà questo romanzo con un nome diverso.
Prima dell'adattamento cinematografico che lo studio Ponoc ne ha fatto (studio in cui sono confluiti alcuni disegnatori dell studio Ghibli), facendolo diventare un film d'animazione, il romanzo di Mary Stewart era pubblicato in Italia con il titolo "La piccola scopa".
Ed è proprio una piccola scopa a cambiare, in modo del tutto inaspettato, il soggiorno di Mary a casa della prozia Charlotte. 
Quella che si prefigurava essere, l'ennesima, noiosa giornata passata cercando di ammazzare il tempo, aiutando in cucina l'impaziente signora Marshbanks, o il rude giardiniere Zebedee, si trasformerà in una stravagante avventura.
Un gatto nero, un fiore misterioso e una piccola scopa, stravolgeranno non solo il pomeriggio, ma anche la concezione della realtà della piccola Mary.
La bambina, per caso, o grazie al destino, scopre che la magia esiste, non solo nelle favole, ma a pochi tiri di scopa da quel luogo così ordinario e noioso dove è stata "abbandonata".
Incantesimi, pozioni, formule magiche, ingredienti misteriosi... tutto ciò esiste e Mary, seppur confusa, ne resta inizialmente affascinata, ma in un secondo momento qualcosa cambia, lasciando spazio ad interrogativi che troveranno risposte decisamente inquietanti.
Mary scoprirà l'altra faccia del mondo magico, quella oscura, egoista e senza scrupoli, quella faccia che le farà rimpiangere l'ordinaria monotonia della casa di zia Charlotte, e desiderare che il tutto finisca così come è iniziato. Così come finiscono i brutti sogni.
Ed è proprio ai sogni che fa pensare questo racconto. Quei sogni che iniziano facendo presagire scenari allegri e fantastici, ma che finiscono per trasformarsi in incubi da cui si desidera solo svegliarsi.
E come quei sogni lascia confusi, storditi e pieni di domande che non trovano risposta.

Considerazioni:
Quando ho iniziato a leggere questo libro, probabilmente la mia fantasia era già viziata dalla consapevolezza che lo studio Ponoc avesse tradotto le pagine del romanzo in uno dei suoi film, perciò mi è risultato molto facile immaginarmi, le scene che leggevo, nello stile a cui lo studio giapponese ci ha abituati.
E devo dire che è stato semplicissimo.
Le scene descritte dalla scrittrice britannica sembrano pensate per essere tradotte in un film in stile Miyazaki
Ripeto, probabilmente ero influenzata dal fatto che già fossi a conoscenza del film, ma leggendolo non ho potuto fare a meno di ripensare ad alcune scene e personaggi del castello errante di Howl o della città incantata.
Ad esempio, l'apparentemente gentile e disponibile Madama Mumblechook, mi ha ricordato, nel suo voltafaccia, la vecchia strega delle Lande Desolate.
In Mary, la piccola, avventata ed intrepida protagonista, è stato automatico vedere molte delle protagoniste che già conosciamo, dalla streghetta Kiki a Chihiro, alla minuscola Arrietty.
Per quanto riguarda la storia, l'ho trovata carina, ma lacunosa sotto troppi punti di vista.
Mi ha lasciato con enormi punti di domanda, situazioni non spiegate, non chiarite, che mi hanno lasciato la spiacevole impressione di una storia narrata a metà, per giunta in maniera assai frettolosa.
Per fare qualche esempio: perché tutte le streghe dell’Endors College scelgono di chiamarsi "Mary Smith"? Chi era questa strega e cosa aveva fatto di così importante per essere ricordata? Come mai la nostra protagonista si chiama come lei? 
Perché quando Mary arriva nella scuola di magia tutti sembrano aspettarla? 
Insomma tanti interrogativi e perplessità che non trovano risposta.
In definitiva una storia carina, semplice, senza troppe pretese che si legge in fretta.
Mi ha ricordato un po' Alice nel paese delle meraviglie, e quei sogni febbrili che ti lasciano stordita al risveglio, a cui cerchi di trovare un senso per qualche minuto, ma che poco dopo hai già dimenticato.

Ringrazio Rizzoli per avermi fornito una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

sabato 15 settembre 2018

Chi ben comincia... #40

Poche e semplici le regole:
♥ Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
♥ Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
♥ Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
♥ Aspettate i commenti

"Stanza, letto, armadio, specchio" di Emma Donoghue


Salve avventori!
Oggi vi propongo l'incipit del romanzo che sto leggendo attualmente, ovvero “Stanza, Letto, Armadio, Specchio” di Emma Donoghue, meglio conosciuto con il titolo di "Room".
Come potete vedere da questo piccolo estratto, il libro è raccontato dal punto di vista del piccolo Jack, abituato da sempre a vivere in "Stanza" con la propria madre, e senza la piena consapevolezza di cosa c'è fuori.
Per il momento sono ancora alle prime pagine, quindi non so ancora formulare un giudizio, ma c'è già la curiosità di sapere cosa succederà nei prossimi capitoli.
E voi l'avete letto? Cosa ve n'è parso?
E in caso contrario, questo incipit vi ha fatto venire voglia di saperne di più?

Oggi ho cinque anni. Ieri sera quando sono andato a dormire dentro Armadio ne avevo quattro, ma adesso che mi sono svegliato su Letto, al buio, abracadabra: ne ho compiuti cinque. Prima ancora ne avevo tre, poi due, poi uno, poi zero. «Sono mai andato sotto zero?»
«Eh?» Ma’ si stiracchia tutta.
«Lassù in Cielo avevo meno un anno, meno due, meno tre?»
«No, no, il conto è cominciato solo quando sei atterrato qui.»
«Da Lucernario. Eri tanto triste fino a quando sono capitato nella tua pancia.»
«Proprio così.» Ma’ si sporge da Letto per accendere Lampada, che in un attimo, ssh, illumina tutto.
Chiudo gli occhi giusto in tempo, poi ne apro uno, solo un pochino, poi l’altro.
«Piangevo fino a non avere più lacrime» mi dice. «Stavo sdraiata a contare i secondi.»
«Quanti secondi?» le chiedo.
«Milioni e milioni.»
«Quanti, esattamente?»
“«Ho perso il conto» dice Ma’.
«Poi hai desiderato tanto di far crescere il tuo ovetto e alla fine sei diventata grassa.»
Sorride. «Ti sentivo scalciare.»
«E a chi li davo i calci?»
«A me, naturalmente.»
Rido sempre a questo punto della storia.
«Da dentro, tum, tum.» Ma’ si tira su la maglietta da notte e fa muovere la pancia. «Ho pensato: Jack sta arrivando. E la mattina presto sei scivolato fuori sul tappeto, con gli occhi spalancati.»
Guardo Tappeto, con i suoi ghirigori rossi, marroni e neri. C’è la macchia che ho fatto per sbaglio quando sono nato. «Hai tagliato il cordone e mi hai liberato» dico a Ma’. «Poi sono diventato un maschietto.»
«A dire il vero lo eri già.» Si alza da Letto e si avvicina a Termostato per riscaldare l’aria.
Mi sa che ieri sera, dopo le nove, lui non è venuto: c’è sempre un’aria diversa quando viene. Non chiedo, perché so che non le va di parlarne.
«Allora, Mister Cinque, vuoi il tuo regalo adesso o dopo colazione?»


martedì 11 settembre 2018

Recensione: "Miss Alabama e la casa dei sogni" di Fannie Flagg

Titolo: Miss Alabama e la casa dei sogni
Titolo originale: I still dream about you
Autore: Fannie Flagg
Editore: BUR Rizzoli
Data di pubblicazione: 7 marzo 2012
Pagine: 396
Prezzo: 10,00 € 

Trama:
Una vera signora sa sempre quand’è il momento di uscire di scena. E Maggie Fortenberry, sessantenne affascinante che conosce almeno quarantotto modi di piegare il fazzoletto, ha deciso che quel momento è arrivato. Ex Miss Alabama e quasi Miss America, da ragazza nutriva grandi aspettative: un matrimonio felice, una bella casa elegante, una nidiata di figli. Al contrario oggi è single, depressa, e la sua scialba esistenza di agente immobiliare le riserva ben pochi brividi. 
Dunque la decisione è presa: è ora di farla finita. Ma con stile, certo, e senza dare troppo disturbo a nessuno. Mentre Maggie si prepara scrupolosamente all’evento, una serie di imprevisti interverranno a distrarla. Forse, dopotutto, la sua amica Hazel aveva ragione a dire che, anche chi non è nato fortunato, ha diritto a un lieto fine.

Recensione:
Anni fa ho letto "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" e me ne sono innamorata perdutamente. Da allora ho deciso che, un po' alla volta, avrei acquistato tutti i libri di Fannie Flagg, per poter ritrovare, almeno in parte, le emozioni che quella scrittrice mi aveva già regalato.
Qualche giorno fa ero alla ricerca di un bel romanzo spensierato, che sapesse di dolcezza e giornate soleggiate. Ho visto la copertina di "Miss Alabama e la casa dei sogni" (che mi era stato regalato un po' di tempo addietro) e ho pensato che potesse fare al caso mio. 
Non ho letto nulla della trama, per non rovinarmi la lettura, ma forse avrei dovuto farlo.
Perché, al contrario di ciò che trapela dal titolo, dalla cover o dalla frase in evidenza sul retro, la storia narrata è tutto fuorché scoppiettante, anzi oserei dire, quasi deprimente. 
Tutta la prima parte è incentrata sullo stato di insoddisfazione in cui versa Maggie. Dopo una vita passata a coltivare sogni di gloria e speranze, si ritrova infine con un pugno di mosche: un lavoro precario, nessun marito affianco, né figli da accudire, ma soprattutto una forte ansia di prestazione e l'incapacità di essere sempre perfetta come tutti credono.
I giorni passano e recano solo delusioni, per cui l'unico rimedio, a detta dell'anziana signora, consiste nel darci un taglio, una volta per tutte.
Il piano, per quanto ben architettato, non sembra dare i frutti sperati. Ogni volta che Maggie si accinge al grande passo, sopraggiunge un imprevisto a scombinare i suoi piani.
E so che detto così, il tutto può sembrare esilarante, ma in realtà l'effetto finale non è affatto divertente.
Per buona parte del libro ascoltiamo i pensieri e le paure dell'ex Miss Alabama, il sopraggiungere della vecchiaia e le problematiche che essa comporta: la solitudine, la nostalgia, il rimorso e il rimpianto. Inoltre la protagonista appare il più delle volte remissiva e arrendevole, anche di fronte all'astuta e meschina collega (e rivale) Babs, e tale snervante atteggiamento, a lungo andare, non può che provocare un certo senso di fastidio in chi legge.
Da questa premessa sembrerebbe che il libro sia da buttare, ed invece no.
Come sempre, il bello delle storie di Fannie Flagg sono i protagonisti, a cui non puoi non affezionarti. E non parlo solo di Maggie, che si distingue per educazione e gentilezza, ma anche della migliore amica Brenda e di Hazel, la frizzante datrice di lavoro, passata a miglior vita.
Per quanto riguarda la prima, posso dirvi che ho adorato il personaggio per la sua simpatia e le piccole debolezze che la rendono umana (in particolare la sua ossessione per il cibo), mentre Hazel è assolutamente la vera anima del libro: la sua personalità spicca per forza d'animo, energia, voglia di vivere e coraggio. Una vera guerriera in un metro d'altezza o poco più.
Lei è il fulcro di tutta la storia, la nota di brio e colore in uno sfondo monocromatico, la fatina sempre pronta a riportare il buonumore quando le speranze tendono a svanire.
Se ci fossero state più pagine incentrate sul passato, ovvero sul periodo in cui l'agenzia immobiliare era gestita dalla signora Whisenknott, il romanzo ne avrebbe di certo guadagnato, con un tocco più spensierato e meno malinconico.
Purtroppo così non accade e la buffa Hazel rimane solo un arcobaleno sporadico in un cielo fosco, quasi come un regista che fa le sue magie, rimanendo costantemente dietro il palco o la cinepresa.
Tuttavia devo ammettere che, nonostante la partenza lenta e alquanto drammatica, con il proseguimento della lettura, il romanzo si riprende, diventando meno nostalgico e più comico.
Questo anche grazie al mistero dei due fratelli Crocker che improvvisamente arriva a sconvolgere le vite delle agenti della Montagna Rossa, e anche le convinzioni di noi lettori.
Certo, la verità che si cela dietro lo scheletro scozzese nascosto in soffitta viene a galla un po' troppo presto ma, non trattandosi di un thriller, non ho di che lamentarmi.
L'indagine sul povero malcapitato serviva grossomodo a contestualizzare Crestview, ovvero la casa dei sogni di Maggie, e a dare uno scossone alla protagonista. E direi che, stando così le cose, la missione appare perfettamente riuscita.
Inoltre il finale, per quanto possa sembrare stucchevole o scontato, ha un che di poetico e commovente. Proprio come un'alba, che per quanto paia ripetitiva e banale, non smette di essere splendida ed affascinante, non importa quante volte la si osservi.  

Considerazioni:
"Miss Alabama e la casa dei sogni" è sicuramente un bel romanzo, tuttavia, come vi dicevo prima, non sono riuscita ad apprezzarlo appieno, a causa delle aspettative ben diverse che mi avevano spinto ad approcciarmi a questa lettura.
La cosa più apprezzabile di "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" (e da quello che so anche di altri romanzi della Flagg) è, a mio avviso, l'atmosfera familiare e calorosa che si viene a creare, grazie ai personaggi eccentrici e ricchi di sfaccettature. 
Purtroppo tali aspetti tendono a mancare in questo libro, proprio perché il mood improntato alla sconfitta è così dilagante che si fa fatica a percepire un clima più piacevole o accogliente, nonostante l'evidente amicizia e solidarietà femminile che lega le protagoniste.
Inoltre entrambi i libri tentano di affrontare con leggerezza temi impegnativi, cosa davvero apprezzabile, secondo me. Nel caso di "Miss Alabama e la casa dei sogni" si fa spesso riferimento alla vecchiaia, ai fallimenti e alle aspettative deluse, alla bellezza che sfiorisce, agli acciacchi dell'età, ma anche alla discriminazione razziale, fisica o sessuale. Fortunatamente tutti questi argomenti vengono trattati in modo naturale, senza che ne venga fuori un manuale di sociologia. C'è da dire però che, nonostante questa accortezza, la lettura ne risente, risultando talvolta eccessivamente pesante.
In alcuni frangenti il libro mi ha perfino ricordato "Mistero a Villa del Lieto Tramonto" di Minna Lindgren, altro romanzo che mescolava il mistero, il black humor, e le tematiche sociali. 
Sui personaggi non voglio dilungarmi oltre, se non per dirvi che ho adorato Hazel Whisenknott, che avrei voluto che le fosse stato riservato più spazio, che mi piacerebbe un libro tutto su di lei, e che il suo personaggio equivaleva alla Idgie di Whistle Stop. 
Per il resto ribadisco che la lettura, se ravvivata da un'atmosfera più festosa e meno melanconica, sarebbe risultata decisamente più piacevole e meno avvilente. 
Un vero peccato perché così il risultato finale è un cocktail dissetante, ma non così gustoso.

il mio voto per questo libro

giovedì 6 settembre 2018

I love this cover... #19

Salve avventori!
Oggi vi parlerò della cover di un libro in uscita, purtroppo non da noi, ovvero "The Sisters of the Winter Wood", il romanzo fantasy con cui prestissimo - il 25 settembre per l'esattezza - debutterà la scrittrice Rena Rossner.
Una copertina dall'aspetto regale, che si richiama al mondo della natura, alla magia e al folclore di cui sono intrise le vicende narrate.





Cresciute in un piccolo villaggio circondato da vaste foreste, Liba e Laya hanno vissuto una vita tranquilla e sicura - anche se hanno sentito parlare di tempi difficili per gli ebrei da qualche altra parte nel mondo. 
Quando i loro genitori viaggiano per andare a far visita al nonno morente, le sorelle vengono lasciate da sole nella loro casa nei boschi.
Ma prima che se ne vadano, Liba scopre uno strano segreto: il loro papà può trasformarsi in un orso e la loro mamma in un cigno. Forse, allora, le vecchie fiabe sono vere! 
Liba capisce che deve custodire questo segreto attentamente, e non farne parola neppure con la sua amata sorella.
Presto però un gruppo di uomini misteriosi compare in città e Laya cade sotto il loro incantesimo, nonostante l'avvertimento della madre di diffidare degli estranei. E questi non sono gli unici pericoli in agguato nei boschi...
Le sorelle avranno bisogno l'una dell'altra se vogliono diventare le donne che devono essere, e salvare il loro popolo dalle forze oscure che si avvicinano.


Adoro l'eleganza della copertina ed il modo in cui le varie immagini si intreccino a creare un'unica cornice. Poi, come ripeto sempre, apprezzo molto come in questo caso la cover non sia solo una bellissima immagine, ma un'anteprima di ciò che troveremo tra le pagine.
La magnifica illustrazione, opera dell'illustratrice Rebecca Yanovskaya, in collaborazione con la designer Lauren Panepinto, ricorda vagamente l'affascinante copertina di "The Hazel Wood" di Melissa Albert, altro romanzo che mi piacerebbe veder pubblicato qui da noi. 
E voi che mi dite?
Vi farebbe piacere avvistare questi due gioiellini nelle vostre librerie?
E quale dei due attira maggiormente la vostra attenzione?

martedì 4 settembre 2018

Recensione: "Un pezzo di terra tutto per me" di Lorenza Zambon

Titolo: Un pezzo di terra tutto per me
Autore: Lorenza Zambon
Editore: Ponte Alle Grazie
Data di pubblicazione: 22 febbraio 2018
Pagine: 96
Prezzo: 10,00 €



Trama:
In cima a una collina nel Monferrato c'è il pezzo di terra dove, un giorno, è approdata Lorenza Zambon con un piccolo gruppo di artisti, «in cerca di casa e di teatro». 
La casa c'era, anche se diroccata; gli alberi avevano quasi cento anni, il pozzo e la cisterna molti di più, ma in decenni di abbandono tutto era stato invaso e ricoperto da un intrico di vegetazione. 
Il primo gesto dei nuovi arrivati, dettato dalla paura di quella natura primordiale, fu ripulire, ridisegnare, svuotare. In quel vuoto prese forma il teatro; il pezzo di terra divenne, come avrebbe detto Hermann Hesse, una creazione. Un giardino. 
Nel suo microcosmo «lungo novantaquattro passi» incontriamo stagioni e personaggi, umani, animali e naturalmente vegetali, i loro colori, forme, profumi. Cose buffe e cose misteriose, come i vermi, la luna, l'aria; come la bellezza, il tempo, la storia e il mistero dell'appartenenza al nostro essere qui, e ora. 

Recensione: 
Lorenza Zambon ci guida alla scoperta della Casa degli alfieri, l'antica dimora sulla collina che da più di vent'anni condivide con un gruppo di artisti. Ci parla della casa, ma soprattutto del giardino che, giorno dopo giorno, le fa compagnia e cresce con lei. Un posto incantevole, dominato dalla natura incontaminata e selvaggia, che cambia con il mutare delle stagioni e che rivela nuove sorprese con gli anni che passano.
Un giardino che racchiude ricordi, invita agli incontri, conserva emozioni e pensieri. Ed un libro che, invece, è quasi un diario, in cui appuntare riflessioni e sensazioni. Una sfilza di immagini le quali, quasi come fotogrammi, raccontano una storia, anzi più storie.
Le storie delle persone che abitano lì, e degli animali che arrivano di tanto in tanto.
Degli alberi che muovono i loro rami al vento, e che crescono con il sole, dei sentieri selvatici che prendono forma con i passi dei visitatori, delle notti stellate che fanno da cornice ai sogni, dei risvegli pieni di torpore, rugiada e aria pura.

Più divento grande più voglio «celebrare» tutte le lune piene perché ognuna che passa è una di meno e non sarà più. 
La celebrazione è semplice: mi basta ricordarmi che quella sera c'è luna piena e, ovunque io sia, mi basta uscire fuori un poco nella notte per guardarla. Così non la spreco, la festeggio.

Più si prosegue con la lettura, più si entra a far parte di quel posto incantevole. Si impara a conoscerlo e ad amarlo. 
L'autrice, con le sue splendide descrizioni, riesce a catapultarci nella natura incontaminata di Monferrato, a farci vivere sulla nostra pelle le emozioni, a farcele assaporare pagina dopo pagina.

Ecco che gli alberi mi mostrano l'invisibile. Vedo l'aria che sommerge la collina e poi prende quota, verso il sole. Vedo l'aria, che è ovunque, che si muove incessante, che è il nostro elemento, che è il pianeta che ci entra dentro, una volta ogni cinque battiti del cuore. 
E' proprio vero, siamo creature degli abissi, viviamo sul fondo di un profondissimo oceano d'aria.

In questo libro si respira libertà e spensieratezza, amore per il creato, e per la vita in generale. Per quei piccoli momenti insignificanti e perfetti come una colazione all'aperto, un tramonto visto dalla collina, un teatro fabbricato con un po' di terra e tanti amici.
Poche pagine che fanno la differenza, che invitano a riflettere, sognare, respirare e che risvegliano i cuori intorpiditi. 

Ringrazio la casa editrice Ponte Alle Grazie per avermi fornito una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

giovedì 23 agosto 2018

Un mare di libri!

Salve avventori!
Sapete bene che, con la rubrica "Sotto l'ombrellone", noi del Café Littéraire ci diamo da fare per adocchiare quanti più lettori possibili sulle nostre spiagge.
Ma oggi, invece del consueto appuntamento, voglio parlarvi di un'iniziativa molto carina che abbiamo scoperto solo qualche giorno fa.
Mi riferisco a "Un mare di libri", il progetto promosso dalla Regione Puglia con l'intento di sensibilizzare e promuovere la lettura durante la stagione estiva.


Da luglio a settembre 2018, tre biblioteche viaggianti si muoveranno su tutta la costa pugliese in direzione dei diversi stabilimenti balneari aderenti l'iniziativa, dove ogni bagnante potrà scegliere un libro dagli scaffali e prenderlo in prestito.
Più di 5000 libri a disposizione tra bestseller, narrativa, saggistica, fumetti, libri per ragazzi e bambini, disponibili per tutti gratuitamente.

La restituzione dei libri potrà avvenire:
   al passaggio successivo del BiblioVan;
♥   presso qualsiasi stabilimento partner;
♥ in una qualsiasi biblioteca facente parte della rete.

Inoltre negli stessi stabilimenti avranno luogo anche degli eventi correlati, tra cui laboratori dedicati ai lettori di tutte le età.
Per conoscere tutti gli appuntamenti e altre informazioni utili, vi basta consultare il sito, la pagina Facebook o la pagina Instagram.
Per partecipare invece non vi resta che recarvi nel lido più vicino e selezionare la lettura che più vi aggrada.
Purtroppo, come potete vedere nella sezione dedicata, al momento i siti convenzionati non sono poi molti.
Mi auguro che il prossimo anno l'iniziativa venga ripetuta (e perché no, adottata anche da altre regioni), coprendo più zone e coinvolgendo magari spiagge pubbliche più frequentate.
E voi che ne pensate? 
Vi piacerebbe trovare il BiblioVan sulle vostre coste?