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lunedì 7 dicembre 2015

Books, chocolate and friends: prima tappa "Miracolo in una notte d'inverno" di Marko Leino


Salve avventori!
Buon lunedì! Eccoci finalmente giunti alla prima tappa del nostro gruppo di lettura.
Innanzitutto voglio ringraziarvi per la vostra attiva partecipazione. Sia sulla pagina che ospita l'evento, che su twitter, che per posta, state tutti contribuendo a rendere quest'idea del gruppo di lettura/calendario dell'avvento, viva e bellissima.
Ogni giorno siete pronte a commentare con noi le varie finestre e, sulla pagina Facebook dedicata all'iniziativa, stanno venendo fuori anche alcuni interessanti dibattiti filosofici.
Quindi ancora grazie perché condividete con noi i vostri pensieri, i vostri sentimenti, le idee e in alcuni casi anche dei teneri aneddoti della vostra vita familiare ❤️
Dai vostri commenti noto che quest'esperimento di leggere un libro razionandone i capitoli vi sta piacendo molto.
Effettivamente il "voglio sapere cosa succede, ma non posso proseguire" aiuta a mantenere viva la curiosità e l'interesse nei confronti della storia.
Inoltre portare avanti per quasi un mese un libro che, diversamente, avremmo letto in un paio di giorni, ci permette di affezionarci maggiormente ai protagonisti del testo, arrivando a sentirli parte integrante della nostra quotidianità.
Nikolas in poche parole diverrà parte di noi e immagino che sarà ancora più dura, a fine libro, dirgli addio.
Ma andiamo a vedere cosa è successo in queste sei prime finestre che hanno dato il via a questa nostra avventura.
Ne sono successe di cose da quando i fratelli Tommi e Ossi hanno ritrovato, durante il loro gioco estivo, un misterioso cofanetto di legno con all'interno un orologio da taschino.
L'orologio a sua volta celava un tesoro ancora più prezioso, un vecchio biglietto dietro al quale si nasconde un'incredibile storia...


È così che il nonno dei due ragazzini inizia a raccontare la leggenda della famiglia Pukki, la tragedia che in una sera, a pochi giorni dal Natale, ha spezzato la felicità della povera famiglia e cambiato per sempre il destino del piccolo Nikolas.

“Il fato stava per stringere nelle sue grinfie l’isoletta della famiglia Pukki, incurante delle speranze per il futuro di Alexandra, delle rassicurazioni di Einar e delle promesse del piccolo Nikolas. 
Il destino aveva iniziato a realizzare un progetto molto diverso. Stava ancora muovendosi in silenzio, con discrezione, respirando piano, ma era già lì, intorno a loro, e aveva deciso quale sarebbe stato il futuro della famiglia Pukki. 
Il destino ha molti volti, che mostra a proprio capriccio e senza curarsi di ciò che è giusto o ingiusto.”

Nikolas si trova improvvisamente solo al mondo.
Cosa avrà ora il destino in serbo per lui? Sarà più magnanimo?
L'autore, forse per consolarci, ci offre un importante spunto di riflessione:

“Nella vita non tutto è sempre bianco o nero. Forse, nonostante siano in opposizione, fortuna e sfortuna camminano mano nella mano: un dramma può generare anche effetti positivi, e una vicenda felice può avere risvolti amari. 
Forse gli avvenimenti della vita non dovrebbero essere giudicati nel momento in cui accadono, ma valutati in prospettiva. Solo allora sarà possibile capire cosa hanno significato davvero: se sono stati solo un bene, solo un male oppure entrambe le cose.”

Lo condividete?
Io non ne sono tanto sicura. C'è dramma e dramma e nella distruzione di una famiglia non potrò mai vederci nulla di buono, qualsiasi siano gli effetti positivi che potranno conseguire da tale sofferenza.
E credo che anche Nikolas darebbe in cambio qualsiasi felicità futura pur di riavere in cambio la sua famiglia.

“In quel momento Nikolas sentiva che niente avrebbe più avuto senso, dopo il funerale. Desiderò che nessuno gli avesse chiesto di restare a tenere calda la casa, e di essere rimasto con la sua famiglia anche in quell’ultimo viaggio in barca, fino alla fine.”

Ma staremo a vedere come si evolverà la sua storia e quali saranno le evoluzioni positive scaturite da tanta tragedia.
Intanto abbiamo lasciato ancora una volta il piccolo Nikolas alle prese con una situazione tutt'altro che felice...

Detto questo, la lettura si sta rivelando ricca di emozioni.
Tenera, dolce, triste, commovente, ingiusta.
Come la vita, ci sta mettendo di fronte momenti felici e momenti tristi, piccoli momenti di felicità e ostacoli e dolori che sembrano insormontabili.
Nikolas pur sembrando, negli atteggiamenti e nei comportamenti, molto più grande della sua età, non smette di far tenerezza.
È triste e disperato, ma nonostante questo non smette di pensare costantemente agli altri: ai genitori che non ci sono più, alla sorellina dispersa in mare (per la quale non smette di intagliare il giocattolo che aveva iniziato prima della tragedia), alla famiglia che lo ospita, alla quale non vuole essere di alcun peso.

Quello che mi chiedo ora e che penso vi stiate chiedendo anche voi è: riuscirà Nikolas a riaprire nuovamente il suo cuore a qualcuno?
O la paura di affezionarsi e perdere chi ama gli impedirà di lasciarsi andare?

Prima di lasciarvi la parola vi ricordò le prossime tappe:

14 Dicembre ❤️ Seconda tappa: la ospiterà Stefania del blog "La ragazza che annusava i libri".
21 Dicembre ❤️ Terza tappa: la ospiterà Aquila Reale del blog "La penna d'oro".
28 Dicembre ❤️ Quarta e ultima tappa: la ospiterà Sonia del blog "Il salotto del gatto libraio".

Inoltre potete continuare a commentare giorno dopo giorno sulla pagina dell'evento


E ora diteci quali emozioni e pensieri vi ha suscitato questa lettura?

martedì 1 dicembre 2015

Seconda edizione del GDL "Books, Chocolate and friends". Finalmente iniziamo ♥

Salve avventori!
Buon primo dicembre... ciò significa che ci siamo! *-*
Abbiamo fatto il countdown, abbiamo atteso questo momento e finalmente il grande giorno è arrivato.
Possiamo incominciare il nostro calendario dell'avvento!
Quindi bando alla ciance, prendete in mano i vostri libri, armatevi di tazze di tisana o cioccolata calda e di pacchi di biscotti e leggiamo insieme.
Per chi ancora non lo sapesse, attenderemo insieme il Natale leggendo: "Miracolo in una notte d'inverno" di Marko Leino, una finestra (capitolo) al giorno.
Il libro si apre con questa incantevole premessa... sono troppo curiosa *-*


Perciò vi lascio e vado a leggere il mio primo capitolo, ma non senza ricordarvi che potete, anzi ci fareste felici, se voleste condividere con noi le vostre emozioni e sensazioni durante la lettura.
Sentitevi quindi liberi di commentare giornalmente il libro nella pagina dell'evento .
Invece ci ritroviamo qui sul blog il 7 Dicembre, per la prima tappa del nostro gruppo di lettura.



sabato 21 novembre 2015

Seconda edizione del GDL "Books, Chocolate and friends"...

Salve avventori!
Eccoci qui pronti per la seconda edizione del gruppo di lettura "Books, Chocolate and friends"!
L'ultima volta ci eravamo dedicati assieme alla lettura del primo capitolo della trilogia "Hunger Games" di Suzanne Collins.




Questa volta leggeremo insieme il libro "Miracolo in una notte d'inverno" di Marko Leino, perfetto per il Natale che si avvicina *-*
Chiunque voglia potrà partecipare, sia che abbiate un blog dedicato ai libri, che ad altro, sia che non ne abbiate affatto uno.
La lettura inizierà 1° Dicembre e sarà portata avanti come una sorta di calendario dell'avvento.
Leggeremo, quindi, una finestra (ovvero un capitolo) al giorno e ogni lunedì di dicembre ne discuteremo insieme nei blog che ospiteranno le varie tappe, che potete vedere segnate nel calendario qua sotto.



Non resta quindi che presentarvi i blog che ci accompagneranno in quest'avventura.
Vado quindi a illustrarvi le varie tappe.

7 Dicembre. Prima tappa: a ospitarla ci saremo noi del "Café Littéraire".
14 Dicembre. Seconda tappa: la ospiterà Stefania del blog "La ragazza che annusava i libri".
21 Dicembre. Terza tappa: la ospiterà Aquila Reale del blog "La penna d'oro".
28 Dicembre. Quarta e ultima tappa: la ospiterà Sonia del blog "Il salotto del gatto libraio".

Ora speriamo che vi unirete in tanti per partecipare assieme a noi! Più siamo meglio è.
Per confermare la vostra partecipazione, commentate qui sotto e mandatemi una mail a contattomuriomu@gmail.com per ulteriori "dettagli funzionali".
Se avete facebook confermate la vostra partecipazione alla pagina dell'evento, a cui ovviamente potete invitare tutti quelli che credete possano essere interessati.
Vi aspettiamo!

P.S: Se volete, potete inserire il banner del gruppo di lettura sul vostro blog



mercoledì 11 febbraio 2015

Recensione: "Miracolo in una notte d'inverno" di Marko Leino

Titolo: Miracolo in una notte d'inverno
Autore: Marko Leino
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: novembre 2012
Pagine: 292
Prezzo: 11,90 € 

Trama:
Mentre giocano in riva al mare, due bambini trovano sul fondale una scatola di legno minuziosamente intarsiata, chiusa a chiave, ancora ben conservata. Quando la aprono, con l'aiuto del nonno, vi trovano un antico orologio da taschino e un biglietto ormai scolorito, sul quale è scritto: "Felice Natale, cara piccola Ada. Tuo fratello Nikolas". 
Pieno di stupore, il nonno ricorda un'antica leggenda che aleggia sulla cittadina di Korvajoki, fin dai tempi in cui era un minuscolo villaggio di pescatori: 
"Immaginate di avere ali immense come quelle di un'aquila, che vi sollevano in aria e trasportano sopra il mare, fino all'isola della famiglia Pukki. Volate con la fantasia...". 
Così inizia il racconto del nonno, così comincia la storia di Nikolas, bambino di cinque anni che abita con la famiglia sulla piccolissima isola di fronte alla costa, e soprattutto così prende vita la leggenda di Babbo Natale.

Recensione:
Una storia senza tempo che ci trasporta nelle magiche atmosfere dei paesaggi del nord, tra aurore boreali, inverni perenni e tormente improvvise.
Un villaggio disperso nel nulla, talmente piccolo da non comparire neppure nelle mappe.
Ovunque neve e ghiaccio, e solo il cielo stellato come guida per i marinai che ogni giorno sfidano le intemperie, pur di provvedere alla loro famiglia.
Tra questi c'è Einar Pukki, che assieme alla moglie Alexandra e ai due figlioletti Nikolas e Ada, vive sulla piccola isola al di là di Korvajoki.
Nonostante le difficoltà i quattro non possono che dirsi felici: l'amore che li lega rende sopportabile qualsiasi avversità.
Così i due genitori hanno come unica aspirazione vedere un giorno la loro famiglia crescere e popolare con nipoti e pronipoti la loro modesta dimora.
E così Nikolas, un bambino di soli cinque anni, non solo accetta di buon grado il compito di badare alla sorellina tutto il giorno, ma si mostra anche orgoglioso di tanta responsabilità.
Tutto ciò che desidera è rendere la sua mamma e il suo papà fieri di lui, e soprattutto rendere felice la piccolina che dorme beata tra le sue braccia.
Il ritratto familiare che si delinea già nelle prime pagine è a dir poco commovente.
Il comportamento protettivo e amorevole che Nikolas riserva alla piccola Ada, l'amore che unisce, ancora dopo anni, Einar e Alexandra, non passano certo inosservati.
Impossibile non affezionarsi a tutti loro, impossibile non soffrire quando il fragile meccanismo che li tiene insieme, inizierà a vacillare.
Ovviamente non voglio scendere nei dettagli, tuttavia posso dirvi che da un certo punto in poi la lettura diventerà sempre più difficile da un punto di vista emotivo.
E devo ammettere che, almeno per me, questa cosa è stata davvero una sorpresa: non mi aspettavo che un libro a tema natalizio potesse essere così profondo.
In realtà potremmo definire la figura di Babbo Natale un traguardo, una meta a cui il lettore sa di dover arrivare prima o poi, ma che non rappresenta il fulcro della narrazione.
Al centro di tutto c'è Nikolas, le paure che dovrà affrontare, il dolore con cui dovrà imparare a convivere, la serenità e l'amore da ritrovare.
Con lui il lettore attraversa un vero e proprio turbinio di emozioni, a dir la verità, per di più negative.
Proprio questo punto mi spinge a pensare che questo libro sia più adatto ad un pubblico di adulti, che meglio possono comprendere determinati stati d'animo, piuttosto che a bambini e ragazzini.
Anche la storia di Babbo Natale è resa in modo realistico, tanto da sembrare plausibile, per chi legge, che il mito che da secoli vede protagonista l'anziano signore barbuto sia nato pressappoco così.
Il fatto poi di dare una giustificazione ad ogni particolare, dalla slitta, alle renne, al costume rosso, è una delle cose che ho apprezzato di più. È come se ogni pezzo di un puzzle andasse magicamente al suo posto.
E per quanto riguarda la magia questa di certo non manca: sembra quasi che l'autore, pur cercando di salvaguardare il realismo della storia, abbia anche cercato di conservare, forse proprio per i più piccini, lo stupore che solo l'inspiegabile può dare.
Più si va avanti infatti e più diventa labile il confine tra veglia e sogno, tra realtà e fantasia, tra verità e magia.
Ultima cosa di cui voglio parlarvi è la struttura del romanzo, suddiviso in 24 capitoli chiamati finestre.
Come racconta lo stesso autore (per mezzo della figura del nonno dei due fratellini Ossi e Tommi), il libro andrebbe letto come un calendario dell'avvento, una finestra al giorno, a partire dal primo dicembre per arrivare alla vigilia di Natale.
Una sorta di percorso che a poco a poco ci conduce nello spirito natalizio.
Ovviamente so che molti di voi troverebbero assurdo prolungare per quasi un mese la lettura di un solo libro, tuttavia posso dire che questo modo non solo aiuta a creare l'attesa e la curiosità, ma rende anche più facile affezionarsi ai vari personaggi.
Inoltre, pur rimanendo dell'idea che questo libro non sia proprio adattissimo ai più piccini, credo che il metodo delle finestre sia un buon modo per invogliare anche i più restii alla lettura.
Questo anche grazie al modo in cui sono stati organizzati i capitoli, che prevedono quasi sempre nel finale un colpo di scena o comunque un evento che stimoli la curiosità.
Da questo punto di vista pare che l'autore non abbia dato nulla per scontato, e abbia anzi prestato attenzione anche ai minimi particolari.
In conclusione non posso che consigliare questo romanzo a tutti gli amanti del clima natalizio, ai curiosi che intendono scoprire la vera storia di Babbo Natale (o perlomeno una delle sue versioni XD), ma soprattutto a coloro che cercano una storia intrisa di buoni sentimenti e di forti emozioni.

Considerazioni:
Se non hai letto il libro e hai intenzione di farlo, fermati qui!
Quando ho iniziato questo libro credevo di trovarmi di fronte alla tipica fiaba per bambini, una di quelle che ti fa rivivere la magia delle feste e ti fa tornare bambino.
Non avrei davvero immaginato di leggere una storia così forte dal punto di vista emotivo, da poter essere apprezzata e compresa anche, e forse soprattutto, da un pubblico di adulti.
Quella che leggiamo in queste pagine non è infatti solo la leggenda di Babbo Natale, ma le drammatiche vicende di un ragazzino incapace di affrontare il dolore.
Se c'è un protagonista in questo libro non è certo l'anziano signore dal costume rosso bensì Nikolas, il povero bambino costretto dalle circostanze a crescere più in fretta di quanto avrebbe dovuto.
La sua sofferenza, il non sentirsi capito e amato, il non riuscire a dire addio al passato, il continuo peregrinare da un luogo all'altro, sono elementi costanti per tutta la lettura.
In ogni pagina si percepisce la paura che Nikolas ha del futuro, dell'amore e soprattutto della perdita.
Già nei primi capitoli lo vediamo mentre cerca di farsi forza dopo aver saputo di essere rimasto completamente solo. E Nikolas, pur avendo solo cinque anni, non riesce a dimenticare la sua famiglia, non riesce ad abbandonare il passato, a rinunciare all'idea di riavere quello che gli è stato strappato via.

“Non posso andare da nessuna parte. Devo tenere il fuoco acceso e la casa calda,” mormorò. “L’ho promesso al babbo e alla mamma. Se Ada torna qui e trova la casa fredda, non riuscirà a guarire entro Natale.” 
I due uomini si scambiarono un’occhiata preoccupata. Henrik annuì. Hannes gli diede la lanterna e si chinò, poggiando entrambe le mani sulle spalle del bambino. 
“Ascoltami bene, Nikolas,” disse con voce calma. “Non c’è più nessuno per cui tu debba tenere la casa calda. Lo capisci? Nessuno. Sei l’unico ancora rimasto, della tua famiglia.” 
Nikolas guardò il volto di Hannes con gli occhi annebbiati. Poi li chiuse, lasciando che il pescatore lo abbracciasse. Nella sua testa riecheggiavano le ultime parole dette dal babbo sulla porta di casa: sei un bambino grande, so che ce la farai a stare da solo. Nikolas non si era mai sentito così piccolo e impotente come in quel momento di sconforto. Era come se, all’improvviso, tutta la gioia di vivere gli fosse stata risucchiata via. Non c’è più nessuno.”

Il pensiero costante alla sua vecchia casa, il modo in cui conserva gelosamente il coltello e l'orologio del papà, il modo in cui si convince che la piccola Ada si sia trasformata in una sirenetta, il modo in cui ogni anno si reca a portarle un regalo e ad augurarle buon Natale, mi hanno davvero commossa.
E lasciatemelo dire, finalmente un autore che affronta il tema della morte di una persona cara come si dovrebbe. Troppe volte mi è capitato di leggere di personaggi straziati dal dolore che improvvisamente, dopo un casuale incontro, ritrovano la felicità.
Ma nella realtà non succede così, la sofferenza non scompare da un giorno all'altro.
In questo libro ho trovato una concezione del dolore veritiera, in cui il protagonista pensa e agisce in modo pienamente condivisibile.
Nikolas non fa che ripensare al passato, si affeziona alle persone e subito teme di perderle, fino a quando capisce che l'unica soluzione per non soffrire è non amare.
Un personaggio che prova emozioni vere, fatte di lacrime, scottature e poche rare consolazioni.
Per questo motivo, al contrario delle mie previsioni, definirei "Miracolo in una notte d'inverno" come un libro essenzialmente triste, con pagine e pagine intrise di nostalgia.
Questa è la ragione principale per cui non consiglierei questo romanzo ai bambini. 
Già me li immagino in preda alla paura, temendo che i loro genitori da un momento all'altro non facciano più ritorno a casa. 
Già me li immagino in una valle di lacrime. No, direi che è meglio evitare.
Ciononostante vorrei sottolineare che nel libro ci sono anche contenuti più leggeri, in particolar modo quando si inizia a delineare la figura di Babbo Natale.
Il capitolo sulle renne ad esempio è particolarmente divertente XD
Una cosa che ho apprezzato, proprio per quanto riguarda la leggenda natalizia, è il labile confine tra realtà e magia. Pur apparendo la storia abbastanza veritiera, Marko Leino riesce a salvaguardare l'aspetto più suggestivo, lasciando alcune questioni in sospeso.
Una fra tutte, quella più importante, è la sorte di Nikolas.
Il non sapere che fine abbia fatto mi ha ricordato il finale de "Il piccolo principe".
In entrambi i casi si lascia al lettore la possibilità di dedurre ciò che preferisce.
Ritornando a "Miracolo in una notte d'inverno" vorrei citarvi le frasi in apertura del romanzo:

Per leggere questo libro non è necessario essere amanti del Natale 
e nemmeno credere alla leggenda di Babbo Natale. 
Questo libro è per tutti coloro che credono, 
trecentosessantacinque giorni all'anno, 
all'esistenza dell’amore puro.

Solo alcune persone incarnano davvero l'espressione "amore puro" qui citato: la famiglia Pukki, e tra loro, ovviamente, Nikolas.
Quest'ultimo non fa che occuparsi degli altri, aiutando i compaesani a lavoro, prendendosi cura dei più piccoli, passando tutto il tempo libero a confezionare regali.
E loro? Rispondono dandogli il benservito, appena lui mostra di aver bisogno d'aiuto.
Una volta terminato il giro di prova a casa di ogni abitante, tutti si rifiutano di dargli un tetto, adducendo la scusa di non aver abbastanza soldi e cibo per ospitarlo.
Possono senza problemi sfamare i loro figli, ma non il povero ragazzo che si è fatto in quattro per loro. 
Arrivano addirittura ad abbandonarlo nelle mani, di colui che tutti credono essere un uomo senza scrupoli. Neanche allora manifestano il minimo ripensamento, soddisfatti di essersi liberati di un problema.
E per tutta la lettura non facciamo altro che vedere come la bontà di Nikolas gli si ritorca contro: i bambini hanno paura di lui, gli amici lo rinnegano alla prima occasione (come nel caso di Emil), nessuno che lo cerca, nessuno che gli stia vicino.
Gli unici che fanno eccezione sono Isak e la figlia di Emil, Ada.
Solo loro sembrano tenere davvero a lui, solo loro non pensano esclusivamente a ricevere ma anche a dare. 
Solo loro riescono a ridare al povero Nikolas quello che ha sempre disperatamente cercato: un padre, una figlia, una famiglia.

Curiosità:
Dal libro è stato tratto nel 2007 un film, che vede come sceneggiatore lo stesso Leino.
La pellicola, che in originale è intitolata Joulutarina, ossia "Storia di Natale", è arrivata invece in Italia con il nome di "Miracolo di una notte d'inverno".


il mio voto per questo libro 









martedì 20 gennaio 2015

I love this cover #5

Salve avventori!
Eccoci anche quest'anno con la rubrica che vede come protagoniste le copertine dei nostri amati libri.
Quella di cui vi parlo oggi è la cover di uno dei romanzi che mi ha fatto compagnia nelle festività natalizie appena passate. 
Sto parlando di "Miracolo in una notte d'inverno", scritto dall'autore finlandese Marko Leino ed edito dalla Feltrinelli, che narra la drammatica storia di Nikolas Pukki e le origini della leggenda di Babbo Natale. 







Mentre giocano in riva al mare, due bambini trovano sul fondale una scatola di legno minuziosamente intarsiata, chiusa a chiave, ancora ben conservata. Quando la aprono, con l'aiuto del nonno, vi trovano un antico orologio da taschino e un biglietto ormai scolorito, sul quale è scritto: "Felice Natale, cara piccola Ada. Tuo fratello Nikolas". 
Pieno di stupore, il nonno ricorda un'antica leggenda che aleggia sulla cittadina di Korvajoki, fin dai tempi in cui era un minuscolo villaggio di pescatori. 
"Immaginate di avere ali immense come quelle di un'aquila, che vi sollevano in aria e trasportano sopra il mare, fino all'isola della famiglia Pukki. Volate con la fantasia...". 
Così inizia il racconto del nonno, così comincia la storia di Nikolas, bambino di cinque anni che abita con la famiglia sulla piccolissima isola di fronte alla costa, e soprattutto così prende vita la leggenda di Babbo Natale.


Del libro, che mi ha piacevolmente stupito, vi parlerò meglio nella recensione.
Soffermandoci invece sulla cover, posso dire che una delle cose che ho apprezzato di più (e che in generale apprezzo) è il fatto che quella scelta come immagine di apertura rappresenti in pieno il contenuto del libro.
Infatti per quanto una copertina sia bella, è essenziale, per quanto mi riguarda, che sia anche inerente alla trama di cui è portavoce.
In questo caso possiamo vedere come la copertina sia ambientata in un paesaggio nordico che potrebbe benissimo essere la Korvajoki, che ha dato i natali al piccolo Nikolas.
Un ruolo essenziale, nella cover come nello stesso libro, ha il lago ghiacciato che riflette la figura dell'uomo comune (quello che nell'immagine pare essere un normale ragazzino) con le sembianze del leggendario anziano signore dal vestito rosso, responsabile della produzione e della distribuzione dei regali per tutti i bambini del mondo.
Trovo che quella del riflesso sia stata un'idea geniale, che ha permesso, con una sola inquadratura, di riassumere una vicenda molto più complessa.
Osservandola si intuisce immediatamente che protagonista della storia sarà la vera identità di Babbo Natale (almeno per quanto ci racconta Marko Leino XD).
Devo complimentarmi stavolta con la casa editrice che ha scelto (cosa assai rara) di rispettare la cover originale che, come potete vedere, è essenzialmente la stessa.
In generale ho notato che anche altre edizioni straniere hanno conservato la stessa copertina.
Quella tedesca, per esempio, ha come unica differenza, i toni che virano maggiormente sul verde piuttosto che sull'azzurro.


 

E voi cosa pensate di questa cover?