Visualizzazione post con etichetta Emanuela Valentini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Emanuela Valentini. Mostra tutti i post

venerdì 20 dicembre 2013

Recensione: "Chrysalide. Emozioni in metamorfosi. I racconti dei lettori" di Emanuela Valentini, Giacomo Bernini, Alessandro Renna, Maurizio Vicedomini, Giulia Dal Mas

Titolo: Chrysalide. Emozioni in metamorfosi. I racconti dei lettori
Autore: Valentini, Bernini, Renna, Vicedomini, Dal Mas
Editore: Mondadori (collana Chrysalide)
Data di Pubblicazione: Dicembre 2013
Pagine: 103
Prezzo: 0,00 € (solo eBook)


Il concorso:
Il libro in questione è il risultato di un concorso letterario, indetto da Chrysalide, dedicato ai cinque generi letterari della collana: fantasy, urban fantasy, fantascienza, paranormal romance e realistico.
Sono stati scelti i cinque racconti più belli per ciascun genere e tra questi la redazione di Chrysalide ha selezionato i vincitori, proclamati durante il Lucca Comics & Games 2013.


Trama: 
Il libro costituisce una raccolta di cinque racconti brevi, scritti dalla penna di cinque scrittori emergenti italiani.
Ogni storia descrive, tra odori, suoni e sensazioni, mondi e realtà differenti.
Un demone antico, fedele servo del suo custode, un potere misterioso che minaccia di distruggere il pianeta, una guerra galattica, una presenza misteriosa a caccia di anime e il segreto di una giovane vedova.
Questi sono gli universi in cui siamo immersi.
Ogni racconto tratta un genere letterario diverso per non scontentare i gusti di nessuno.

La raccolta comprende i seguenti titoli
♥ "Dantalian, lo scontro degli archetipi" di Emanuela Valentini
♥ "Pandora" di Giacomo Bernini
♥ "Quattro bicchieri di mexcal" di Alessandro Renna
♥ "Senzanome" di  Maurizio Vicedomini
♥ "The secret door" di Giulia Dal Mas

Recensione: 
Un libro che può accontentare i gusti di tutti, ci propone infatti cinque racconti basati su generi letterari differenti.
Emanuela Valentini (autrice della bellissima fiaba gotica "La bambina senza cuore" che ho avuto il piacere di intervistare per voi lettori del Café Littéraire) con il suo "Dantalian, lo scontro degli archetipi" (Paranormal Romance), scritto con la solita sensibilità e attenzione ai particolari, di cui è capace, ci narra dell'astio, che affonda le sue radici in un passato remoto, tra creature arcane e angeli spietati e di un amore sfortunato tra una creatura immortale e un'umana.
Giacomo Bernini autore di "Pandora" (Urban Fantasy), racconta con un linguaggio semplice e attuale di un eroe moderno intento a sventare una minaccia apocalittica. 
Il suo racconto è ambientato ai giorni nostri per le strade trafficate di Roma.
Alessandro Renna in "Quattro bicchieri di mexcal" (Fantascienza), racconta la storia del suo personaggio servendosi di abili salti temporali. 
Narra di una battaglia galattica senza dimenticare di inserire mistero e dubbio nella narrazione. 
Maurizio Vicedomini nel suo "Senzanome" (Fantasy) ci racconta la storia di un'anima persa destinata ad uccidere per ritrovare la libertà.
Una storia semplice, resa particolare dalle ambientazioni e dalle immagini che l'autore riesce ad evocare.
Giulia Dal Mas in "The secret door" (Narrativa realistica) ci fa immergere in una storia ambientata a fine 1800,  in cui il mistero fa da padrone sin dalle prime righe, e che ha come protagonista una donna intrigante con un oscuro mistero alle spalle.
La sensazione che si ha alla fine di questo breve racconto è quella di voler conoscere molto di più sui suoi personaggi.
Il punto in comune tra tutti questi racconti è il cambiamento, la metamorfosi, che hanno i loro protagonisti. 
Questi, con lo scorrere delle pagine, mutano o la visione che hanno di se stessi o inducono il lettore a mutare la visione, che inizialmente, aveva di loro.
In conclusione in questo libro possiamo rapportarci con cinque autori e con cinque mondi differenti, un ottimo modo per spaziare con i generi letterari e provare a leggere qualcosa che, magari, non si era mai preso in considerazione.

Considerazioni:
"The secret door" è il racconto che ho preferito in assoluto, mi è piaciuto sin dalle prime righe.
L'autrice è stata bravissima a creare il clima di segreto e sospetto in cui è avvolta l'intera storia.
I personaggi che ci racconta sono tutti interessanti, da Beth - la cameriera - alla signora Hughes - la padrona di casa - al defunto Mr. Hughes sino al prefetto, Mr. Barnes.
Ognuno ha una propria personalità che incuriosisce e attira e di cui, personalmente, avrei voluto sapere molto di più.
Tra i cinque, questo, è stato l'unico racconto che avrei voluto proseguisse.
Ne esigo una versione più lunga e approfondita!!! >.<
Il modo in cui è narrato mi ha ricordato alcuni racconti di Poe.
Un racconto che sfocia in un horror sanguinario, con una protagonista straordinaria che certamente merita un libro tutto suo.
Secondo nella mia classifica "Quattro bicchieri di mexcal".
I racconti di fantascienza mi piacciono, sono un genere che leggo con piacere, e questo a mio parere si è rivelato all'altezza di quelli da me precedentemente letti.
La parte della battaglia (fortunatamente) è raccontata brevemente (ormai forse lo saprete, io non amo le battaglie XD) e la parte più importante, quella che fa salire di livello il racconto, è quella finale, in cui tutta la realtà e le certezze del protagonista vengono ribaltate.
In questo mi ha ricordato "L'impostore" di Philip K. Dick (un popo' di paragone quindi, mica pizza e fichi XD)
Per il resto gli altri non mi hanno particolarmente entusiasmato, ma questa è questione di gusti, il fantasy proprio non riesco ad apprezzarlo.
Il racconto di Emanuela Valentini "Dantalian" ad esempio, all'inizio mi stava piacendo.
Il personaggio di Estelle, il suo passato (una ragazzina di 13 anni venduta e costretta a fare la prostituta) che nel presente ritroviamo all'improvviso con un cadavere tra le mani, l'ho trovato molto interessante e speravo di leggere un racconto che andasse in quella direzione, incentrato sulla sua vita e su questo misterioso omicidio.
Poi è apparso Dantalian, poi ancora gli angeli spietati (solita storia trita e ritrita) e per me il racconto ha perso totalmente interesse.
Per gli altri due: "Pandora" e "Senzanome" posso dare un giudizio senza infamia e senza lode. 
Il primo non mi è piaciuto particolarmente, il secondo l'ho trovato un po' banale, una storia vista e rivista a cui l'autore è riuscito a dare un tocco in più attraverso le descrizioni di alcune situazioni.
Nonostante questo si è rivelata una lettura leggera e piacevole, ho letto il libro in mezza giornata e ho avuto modo di immergermi in generi che spesso tendo ad evitare perché non proprio di mio gusto.

il mio voto per questo libro





venerdì 20 settembre 2013

Intervista a Emanuela Valentini autrice de "La bambina senza cuore"

Cari lettori, sono felice di annunciarvi che il Café Littéraire ha avuto il piacere di intervistare Emanuela Valentini, l'autrice de "La bambina senza cuore", una bellissima fiaba gotica, ricca di mistero e fascino (potete trovare qui la mia recensione).
Il suo racconto mi è piaciuto così tanto, e ha suscitato in me una tale curiosità che ho deciso di contattarla proponendole l'intervista.
Lei è stata disponibilissima e colgo l'occasione per ringraziarla nuovamente. 
E ora bando alle ciance, vi lascio all'intervista. 
Buona lettura! 


♥ Ciao Emanuela ti ringrazio per avermi concesso questa intervista!
Sono davvero contenta di poterti conoscere un po' meglio e di poterti fare anche quelle domande che avrei voluto porti mentre leggevo il tuo racconto "La bambina senza cuore".
E partiamo proprio da questo tuo lavoro, una favola gotica, ricca di mistero e magia...
Come è nata questa storia? Come la tua penna ha partorito la piccola Lola e l'universo attorno a lei?


Ciao cara, grazie a te per l’opportunità che mi concedi di parlare ancora un pochino di questo romanzo. 
La storia di Lola nasce dal mio desiderio di creare una fiaba per adulti che contenesse al suo interno chiavi di lettura metaforiche e messaggi sul superamento dei blocchi emotivi legati alle ferite del passato. 
Tutto questo ha preso forma lentamente nel tempo, dalle mie letture e dall'interesse per la psico genealogia e tutto il mondo che ruota attorno al fenomeno delle maledizioni familiari. 
Da lunghe riflessioni è nata nella mia mente l’idea di scriverci su una fiaba: di raccontare cioè, in una forma narrativa vicina all'inconscio, una storia di maledizioni capace di parlare direttamente alla parte più intima di noi, e l’ho scritta per me, in verità. Per farmi un regalo e affrancarmi dalla mia personale maledizione. 
La scrittura è stata, per me, la cura. 
Il risultato pazzesco che poi la storia ha avuto in rete, è per me la conferma che moltissime creature hanno l’anima impigliata nella rete del passato, a comportamenti o problematiche irrisolte di genitori, o nonni, o avi più generici. 
Sono problemi legati molto spesso all'emotività, difficili da comprendere, capire da cosa e da dove derivino; malesseri inspiegabili in vite all'apparenza perfette. 
Questa è l’eredità “brutta” che molti di noi hanno vinto nascendo in determinati clan e di cui non sono a conoscenza. Questi blocchi frenano la realizzazione di quella che Coelho chiama la Leggenda Personale, disturbano l’energia, limitano la gioia.
E non è giusto.
Tutte le persone che hanno scaricato e letto la storia di Lola, quindi, presumo vi abbiano trovato qualcosa di utile. O anche soltanto si sono sentite meno sole. Il messaggio è arrivato, ne sono certa. Solo così mi spiego le innumerevoli manifestazioni d’affetto che giungono ogni giorno sotto forma di recensioni, email etc… quindi sono molto, molto felice. 
L’intento era questo. Per questo l’ho regalata al mondo.


♥ La dedica iniziale del libro recita così: "A tutte le vittime delle maledizioni familiari invisibile origine di fobie e malanni - nei casi più gravi - e in tutti gli altri casi di infelicità", sono state queste poche righe a destare la mia curiosità per poi scoprire solo in un secondo momento che il tema delle maledizioni sarebbe stato il punto focale della storia. Com'è nato il tuo interesse a riguardo? Credi davvero in determinate influenze esterne?


Come spiegavo sommariamente nella domanda precedente, le maledizioni familiari sono il tema portante del romanzo. Le influenze di cui si parla, però, non sono esterne, come leggo nella domanda, bensì interne e proprie di ogni clan familiare. Si tratta di problemi legati alla psiche di nostri avi (nonni, bisnonni, genitori soprattutto) che, irrisolti da coloro che li hanno in qualche modo generati, hanno camminato per generazioni fino a incarnarsi in noi, come macabre eredità. Quasi fosse un fatto genetico. 

La psico genealogia presenta casi che danno da pensare. 
Gente che muore nello stesso modo in cui morì un bisnonno, o nello stesso giorno, alla stessa ora.
Destini tragici che si ripetono come copie stampate. Malesseri psichici, attacchi d’ansia apparentemente immotivati, paure. 
Ecco, non è una vera e propria scienza, ma tutto porta a supporre che la maggior parte degli squilibri di cui soffriamo provengano dal nostro passato. 
E’ nostro compito lavorarci e superarli per bloccare la maledizione. Ma soprattutto per recuperare il normale corso della nostra vita senza le influenze degli avi. A chi avesse voglia di approfondire il discorso consiglio "La Danza della Realtà" di Alejandro Jodorowsky e "Il Potere delle Radici" di Anastasia Miszczyszyn.

♥ A quale dei personaggi narrati ne "La bambina senza cuore" ti senti più legata? Ce n'è uno che ti rappresenta più degli altri?



Il mio alter ego all'interno della storia è Rosie Maud. Anche io come lei sono stata privata dell’affetto di cui avevo bisogno. Anche io come lei ho soppresso a lungo la mia vera essenza fin quasi a esplodere. Anche io, come lei, ho covato tanta rabbia. Ma ora è tutto passato.


♥ Mentre leggevo la tua storia non nego che avrei voluto saperne di più sul trio familiare composto dalla piccola Rosie Maud, da sua madre Emily e dal suo papà Lester, metà uomo e metà spirito del bosco, ma anche di Fioranna e di tutta la gente che abitava quel passato bigotto e superstizioso. È possibile sperare in un prequel della storia?


Se me lo chiedono lo farò volentieri. Il passato è stato sviluppato in maniera tale da dare al lettore info base, ma senza entrare nel vivo, perché altrimenti sarebbe diventato un tomo immenso. E non ti nego che mi sarebbe tanto piaciuto dirvi tutto!


♥ Parlando di inizi, come è iniziata in te la passione per la scrittura? Quando hai capito che sarebbe stata questa la tua strada?


Da bimba lo sapevo con certezza. Poi, sai, ci si perde. Bisogna studiare, trovare un lavoro, sistemarsi nelle cellette di questa società a porte stagne e la scrittura è sempre rimasta in un angolo del mio cuore come rifugio, come sfogo personale. Sono solo pochi anni che mi sono messa seriamente in gioco. Ma perché la scrittura era diventata il mondo parallelo dove fuggire a rintanarmi dall'abbrutimento della vita esterna, non pensavo più a lei come attività. Fortuna che ho aperto gli occhi. 


♥ Quali sono stati, (se ce ne sono stati) gli autori e/o i libri che hanno influenzato la tua scrittura o addirittura la tua vita?


Io leggo e ho sempre letto di tutto. Certamente i classici inglesi e francesi (Dickens e Hugo su tutti) hanno avuto un peso nella mia testolina di adolescente, e così i grandi romanzieri italiani del novecento. Tutti loro hanno influenzato il mio approccio alla scrittura. Se parliamo di vita devo citare altri magnifici autori che sono Ende, Mary Shelley, Poe. Più tardi Lovecraft. Murakami. I giganti della beat generation. Più tardi ancora Pullman. Gaiman. Wow! E’ una cosa in divenire.


♥ Ognuno di noi ha un bagaglio culturale che ci aiuta in qualche caso ad esprimere quello che siamo.

C'è una personalità artistica, che sia uno scrittore, un pittore, un musicista o un regista che ammiri in modo particolare e al quale, anche inconsciamente, attingi per evocare le atmosfere dei tuoi racconti?

Nessuno in particolare, pur apprezzando da matti, cinematograficamente, i lavori di Guillermo del Toro, dei fratelli Cohen e ovviamente Tim Burton. Nella musica i miei idoli (sempre parlando di personalità artistiche eccellenti) sono Battiato e Ennio Morricone. Diciamo che io sono una specie di spugna. Dalle cose che amo attingo inconsciamente e rimescolo rimescolo rimescolo… fino a fare mie le sfumature che maggiormente mi hanno colpita. Degli autori che stimo ho già parlato prima, ma ve ne sarebbero molti altri.


♥ "La bambina senza cuore" è un fiaba gotica, un po' macabra e allo stesso tempo romantica, come solo le vecchie fiabe sanno essere, pensi che questo racconto definisca il tuo stile o è solo una delle tante sfaccettature della tua penna?


Fino a poco tempo fa ero convinta che Lola definisse il mio stile. Poi ho scritto tutt’altro (Ophelia appunto) e mi sono resa conto che la sfumatura decadente romantica è solo una delle tante sfaccettature della mia penna, che, però, resta ricercata e legata a schemi molto classici. Un po’ questa cosa mi scoccia. Un giorno non lontano tenterò l’approccio a una narrativa diretta, sintetica, cruda. Mi voglio mettere in gioco. Chissà che schifezza uscirà fuori.


♥ Ophelia e le Officine del Tempo è un altro tuo lavoro, scritto per la partecipazione ad un concorso. Cosa puoi dirci a riguardo?



IoScrittore 2012. Le Officine del Tempo arriva in finale su 1200 partecipanti e viene pubblicato in digitale da GeMS a Marzo 2013. Romanzo fantastorico con derive steampunk nelle atmosfere.
Una storia avventurosa, molto diversa dai toni aulici di Lola eppure lontana dallo Sci-fi tradizionale.
E’ la storia di Ophelia e del suo sogno di diventare aviatrice.
Sullo sfondo una grande scoperta scientifica legata alla compravendita di tempo.
Leggendo si scoprirà che le attività illecite dello scienziato Eleazar Borislav Budimir sono strettamente legate al passato di Ophelia che, dopo una rocambolesca indagine verrà a capo di segreti politici, etici e filosofici straordinari, oltre a fare luce su un periodo molto buio della sua infanzia.


♥ A chi, come te, sogna di far vedere la luce ad un proprio lavoro, che consiglio daresti?

Mi piacerebbe conoscere la ricetta. Non è così. Anche perché la mia strada si è aperta giorno per giorno e in maniere del tutto inattese, dopo errori, persone sbagliate, esperienze più dannose che utili, e poi ancora concorsi, amicizie positive e interessanti (vedi Alessandra Zengo) che mi hanno aperto mondi sino a quel momento chiusi a sei giri di chiave.

Io sono partita da zero e di una cosa sono certa: bisogna crederci. Essere disposti a investire su se stessi, farsi leggere, non tenere le cose nel cassetto o non mostrarle per paura o qualche strana forma di gelosia. Negativo. Farsi leggere ci aiuta a capire se siamo capaci, se arriviamo al lettore e apre strade davvero sorprendenti da percorrere con coraggio e fiducia. E’ faticoso. Sono più le batoste che le soddisfazioni. Tutto comunque fa brodo, nella vita come nel percorso di autore. Io sono qui, adesso. Ci credo, e solo questo conta.


♥ In ultimo, quali sono i tuoi prossimi progetti? Ci sono, immagino, storie e mondi che fremi dalla voglia di poterci raccontare... cosa ci dobbiamo aspettare dai tuoi lavori futuri?

Ho quattro trame pronte da elaborare e trasformare in romanzi. Quella alla quale sto attualmente lavorando è top secret ancora per circa un mese. Da me avrete sempre storie originali. Storie dove cercherò di creare all'infinito la magia della lettura, quell'incantesimo che genera meraviglia in chi legge. Questa è una promessa. Le trame non ve le posso raccontare. 


♥ Ti ringrazio per il tempo che hai dedicato a me, al mio blog e a tutti i lettori del Café Littéraire!
Un grosso in bocca al lupo per la tua carriera!

Evviva il Lupo, animale in estinzione e quindi da proteggere. Tra le sue fauci io scriverò storie. Grazie a te per l’accoglienza e un abbraccio a tutti i lettori!


Un saluto ad Emanuela e se voi non vi siete ancora immersi nel mondo de "La bambina senza cuore" vi invito a visitare il sito a lei dedicato ^__^/

mercoledì 28 agosto 2013

Recensione "La bambina senza cuore" di Emanuela Valentini

Titolo: La bambina senza cuore
Autore: Emanuela Valentini 
Editore: Speechless Books
Data di pubblicazione: 2013
Pagine: 273
Prezzo: 0,00 € (ebook gratuito)

Trama:
Whisperwood, 1890. Una bambina di soli 12 anni, uccisa da un assassino misterioso, viene sepolta sotto la neve, mentre la cittadina intimorita si interroga su chi possa mai aver compiuto un tale delitto.
1990 -Whisperwood è una cittadina immersa nei boschi dai quali è isolata dal resto del mondo come un'oscura barriera. Qui il tempo sembra essersi fermato, non solo nell'aspetto della città, ma anche nell'animo dei suoi cittadini che sembrano temere ogni idea di progresso.
Questa non è certo l'unica stranezza di Whisperwood, qualcosa di arcano e misterioso agisce di notte rendendo i cittadini vittime e prigionieri di una misteriosa maledizione.
Una sola la regola: non uscire di notte, e Nathan, come tutti del resto, questa regola la conosce bene, perché con questa regola ci è cresciuto.
Una sera però, in seguito ad una furiosa lite con suo padre Nathan sembra dimenticarsene, infrangerà la regola e vivrà la sua prima notte fuori dalle mura di casa, una notte, quella, dalla quale più di un'esistenza cambierà per sempre...

Recensione: 
Mi piace definire questo libro come una "macabra danza tra passato e presente".
La scrittrice passa abilmente da un tempo all'altro, dando vita ad un intreccio di storie ben ordito, in cui la storia di ogni personaggio ha un senso se legata a quella degli altri.
Un modo di scrivere, questo, che crea curiosità e aumenta il mistero, spingendo il lettore a porsi domande sul legame esistente tra i vari personaggi e spronandolo a proseguire la lettura per scoprire la vera natura dei misteri in cui città e protagonisti sono avvolti.
Il linguaggio è ricercato, l'autrice descrive scene tetre e, in alcune occasioni, cruente con una delicatezza tale da farle apparire più naturali di quanto non siano in realtà.
La morte ad esempio, assieme alle maledizioni, è protagonista indiscussa del racconto, che inizia appunto dalla celebrazione di un funerale. 
C'è chi l'aspetta, chi la vive, chi tenta di fuggirgli, chi la brama e chi impudentemente le va incontro, quasi come fosse una presenza corporea e tangibile.
Non viene tuttavia trattata come un tema forte, ma come qualcosa che fa parte della vita di ogni essere vivente.
Emanuela Valentini ci porta così in un luogo incantato, tra presenze misteriose che vagano di notte uccidendo chiunque, fantasmi, statue di pietra che si muovono e parlano, tra chi fugge dalla verità e chi, come noi lettori e il giovane protagonista del racconto, vorrà venirne assolutamente a capo.

Considerazioni:
Quello che ho maggiormente apprezzato del modo di scrivere di Emanuela Valentini è la sua capacità di trasformare le parole in immagini, così capita che leggendo ci si dimentichi di osservare solo delle parole su una pagina bianca, si ha invece l'impressione di guardare delle fotografie o di avere la scena che si svolge nitida di fronte ai nostri occhi.
All'inizio del racconto, ad esempio, la scrittrice attraverso le sue parole ci porta in un passato suggestivo, dall'atmosfera invernale, tra personaggi pettegoli e bigotti che ben rendono l'idea di una timorosa cittadina chiusa in se stessa e dimenticata da tutti.
Mi è spiaciuto abbandonarla, mi è spiaciuto abbandonare l'idea che l'intero racconto fosse vissuto in quell'epoca, e soprattutto mi è spiaciuto abbandonare la piccola Rosie Maud, dalla cui manina bianca spuntavano per magia piccoli fiori colorati, sua madre e il loro dolce legame.
Venire poi, alla pagina successiva, catapultata in un'epoca molto lontana da quella, cent'anni dopo, mi ha un po' intristito, volevo conoscere ancora molto di quella magica bambina, volevo sapere la sua storia, non quella di qualcun altro.
Ho cominciato a leggere di quella nuova Whisperwood un po' delusa, ma la delusione non è durata molto. 
La scrittrice ci ha messo poco a ricatturare la mia attenzione e la mia curiosità.
Il tema trattato, quello delle maledizioni familiari, mi ha sempre interessato e affascinato. La dedica iniziale e l'epilogo dei ringraziamenti, presenti nel libro, hanno reso, ai miei occhi, tutto il racconto più affascinante, poiché la stessa autrice dichiara di essere stata a sua volta vittima di una maledizione.
Può una cosa del genere non destare curiosità? 
Ora, non so se questo faccia parte di una studiata azione di marketing, ma dato che a queste cose personalmente credo, e che voglio confidare nella buona fede dell'autrice, propendo per il crederci.
Come ho già scritto nella recensione ho apprezzato il modo in cui le varie storie presenti nel racconto sono ben intrecciate tra loro. 
Ognuna contribuisce ad aumentare il mistero delle altre e ognuna contribuisce a mettere ogni pezzo del puzzle al suo posto.
Ecco di cosa si tratta, questo racconto è un piccolo puzzle ben narrato, ricco di incanto, magia, tenebre, mistero, solitudine, morte e amore.


Per poter scaricare gratuitamente il libro "La bambina senza cuore"  di Emanuela Valentini andate Qui


Il mio voto per questo libro