lunedì 30 dicembre 2013

Tag: Dieci domande

Anche noi al Café Littéraire ci siamo cimentate nel rispondere alle 10 domande proposte dal blog "Libri di cristallo", tutte ovviamente hanno come protagonisti i nostri amatissimi libri.
Ecco qui le nostre risposte!

Muriomu:

♥ Ebook o libri cartacei?
Entrambi, perché scegliere?
Il libro cartaceo per me avrà sempre il suo fascino, mi piace sfogliarlo, sentirne l'odore e tenerlo in libreria.
Non nego però i vantaggi della lettura digitale. 
Gli ebook sono più economici, salva spazio e più pratici da leggere, specie se si confrontano con libri enormi che si fatica solo a tenerli in mano XD
Ma i miei libri preferiti, quelli devo averli cartacei!


♥ Prestare o comprare?
I libri sono a mio parere regali molto personali che faccio solo a persone che conosco bene, e di cui quindi so bene i gusti, a loro quindi non avrei problemi nemmeno a prestarli, ma fare un regalo è molto più bello.

♥ Libreria o acquisti online?
Entrambe le cose, ma andare il libreria è sempre piacevole, spesso ci vado anche se non ho intenzione di comprare nulla, anche se altrettanto spesso mi ritrovo ad avere tra le mani qualche nuovo titolo o ad aggiungerne uno nella mia infinita wishlist ^__^0

♥ Libri lunghi o brevi?
Quando scelgo un libro non penso molto al numero delle pagine, certo prendere un librone fra le mani richiede sempre un impegno anche dal punto di vista psicologico.

♥ Libri romantici o thriller?
Entrambi e nessuno.
Mi spiego meglio. Non sono per i libri che trattano semplici storie d'amore, ci deve essere qualcosa di più profondo dietro, altrimenti "letto uno letti tutti".
Per i thriller invece preferisco quelli psicologici, non gradisco gli inseguimenti né le sparatorie.

♥ Dove e come ti piace leggere?
Nel silenzio assoluto, a letto sotto le coperte, soprattutto di notte.

♥ Compri libri a scatola chiusa o leggi recensioni e ascolti consigli?
Assolutamente a scatola chiusa. Non voglio sapere quasi nulla del libro che mi accingo a leggere. Spesso non leggo nemmeno tutta la trama.
Però accetto volentieri consigli e suggerimenti di lettura.

♥ Storia singola o trilogie/saghe?
Entrambe le cose. Se un libro è bello chi non desidererebbe leggerne un seguito?
Per certi libri invece uno basta e avanza XD

♥ Quale libro terresti se dovessi buttar via tutti gli altri?
Non butterei mai i miei libri, ma se dovessi metterli via in uno scatolone per un po', ora come ora terrei "Terrified" di Kevin o Brian, perché lo sto leggendo e voglio sapere come va a finire.

♥ Un libro che leggi o leggeresti di continuo?
Di solito non rileggo cose che ho già letto, preferisco dare la precedenza a cose nuove. Però ho il desiderio di rileggermi prima o poi tutta la saga di Harry Potter ^__*


Little Pigo: 

♥ Ebook o libri cartacei?
Negli ultimi mesi ho letto parecchi ebook e posso dire di trovarli molto pratici. Mi piace il fatto di poter portare con me più libri, senza sentirne il peso (particolare non trascurabile ^-^), e poter scegliere cosa leggere in qualsiasi momento. Carine anche le funzioni segnalibro, appunti, highlights (anche se devo ammettere che la mia cura per i libri mi vieta, anche qui, di utilizzare l'evidenziatore XD).
Tuttavia questi indiscutibili vantaggi non possono sostituire il profumo delle pagine di un libro appena comprato, o una bella copertina, o la presenza stessa dei volumi nella libreria. Quindi alla luce di tutto, se dovessi proprio scegliere, direi cartacei.

♥ Prestare o comprare?
Evito sempre di chiedere libri in prestito, anche quelli di testo. Mi sembra sempre di avere una scadenza e di dover terminare il prima possibile, per poterlo restituire (non amo avere fretta quando leggo >-<). Inoltre se il libro in questione mi piacesse, sarei comunque costretta a comprarlo, ritrovandomi al punto di partenza.
Allo stesso modo, sempre per la mia cura maniacale, presto libri raramente, solo alle persone fidate. 
Ragion per cui la mia risposta é senza dubbio comprare.

♥ Libreria o acquisti online?
Compro online solo su siti sicuri e solo quando so già cosa ordinare. Quando invece voglio dare un'occhiata alle nuove uscite, e vedere se c'è qualche copertina o qualche trama che attira la mia attenzione, faccio un salto in libreria.

♥ Libri lunghi o brevi?
Dipende dal tempo che ho a disposizione. Leggo libri non troppo lunghi nei periodi di studio, mentre nelle pause posso concedermi qualche libro più impegnativo o le saghe.

♥ Libri romantici o thriller?
Non ho letto molti thriller, quindi non ho ancora una precisa opinione in merito. Mi piacciono invece i libri in cui è presente una storia d'amore, ma non quelli in cui la relazione fra i personaggi costituisce il fulcro del romanzo stesso.

♥ Dove e come ti piace leggere?
Solitamente leggo in camera mia o sul divano, il più delle volte sotto le coperte XD
Mi piacerebbe anche leggere in un bel parco, in una bella giornata di sole, all'ombra di qualche albero. Purtroppo dove vivo di questi posti non ce ne sono, per cui, quando posso, mi accontento di leggere su una panchina in piazza T_T

♥ Compri libri a scatola chiusa o leggi recensioni e ascolti consigli?
Non compro mai a scatola chiusa, leggo sempre la trama in linea generale, e le recensioni sui vari blog o su Goodreads. Se la storia mi piace, raramente mi faccio influenzare dalle opinioni altrui, anche perché il più delle volte i pareri sono così discordanti, che non possono essere molto d'aiuto.

♥ Storia singola o trilogie/saghe?
Anche qui dipende dal tempo a mia disposizione. In genere, essendo molto impegnata con lo studio, preferisco i libri autoconclusivi. Non mi piace l'idea di iniziare una saga e lasciarla in sospeso, per cui rimando questo genere di libri ai periodi in cui sono più libera. Questa è la ragione principiale per cui, mi duole dirlo, credo di essere una delle poche persone al mondo che non ha ancora letto la saga di Harry Potter >_<

♥ Quale libro terresti se dovessi buttar via tutti gli altri?
Credo che questa sia la domanda più difficile. 
Sono legata a molti libri e l'idea di separarmene non mi piace affatto. Ma se proprio dovessi salvarne solo uno, direi "Il piccolo principe", in primo luogo perché mi è stato regalato da una persona per me molto importante. Inoltre ho letto questo libro solo qualche anno fa, e quindi credo di averne dato una lettura diversa, e probabilmente più profonda, rispetto a quanto avrei potuto fare, se l'avessi letto da bambina.

♥ Un libro che leggi o leggeresti di continuo?
Sono fermamente convinta che con questa risposta perderò la poca credibilità che posso ancora avere dopo la mia rivelazione su Harry Potter.
I libri che rileggo più spesso, forse perché mi riportano indietro nel tempo, sono quelli che ho amato da bambina. In particolare "Il giornalino di Gian Burrasca", che adoro anche per il suo meraviglioso profumo di pesca rosa, e "La nonna sul melo", della serie "Il Battello a Vapore", uno dei primi racconti che ho letto, uno di quelli a cui sono più affezionata.


sabato 28 dicembre 2013

Recensione: "Il richiamo del cuculo" di Robert Galbraith alias J.K. Rowling

Titolo: Il richiamo del cuculo
Titolo originale: The Cuckoo's Calling
Autore: Robert Galbraith (alias J.K. Rowling)
Editore: Salani
Data di pubblicazione: Novembre 2013
Pagine: 550
Prezzo: 16,90 €

Trama:
Londra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all'ufficio di Cormoran Strike.
Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l’ha schiacciata…

Recensione:
J.K Rowling, nota a tutti per la saga di Harry Potter, scrive questo romanzo giallo sotto lo pseudonimo di Robert Galbraith, ed esattamente come lo era stata in precedenza, pur confrontandosi con un genere e uno stile differenti, è estremamente credibile.
Non aspettatevi da questo romanzo nulla che abbia a che fare con l'universo magico che la Rowling ha creato in precedenza, il linguaggio qui è forte, i personaggi raccontati sono per la maggior parte sgradevoli, e in alcune occasioni volgari fatta eccezione per il protagonista e per la sua segretaria Robin.
Cormoran Strike è un personaggio a tutto tondo, l'autrice ci dà un ampia descrizione del suo aspetto trasandato, del suo carattere orgoglioso e dei suoi punti deboli.
Un uomo arguto e intelligente che riesce a catturare la simpatia del lettore.
Robin, una ragazza educata, gentile con un grande tatto, sempre appropriata e all'altezza della situazione.
Lei ha trovato nell'ufficio di Strike un lavoro che finalmente la entusiasma e a dal quale si lascia prendere e trasportare.
Robin porta nel romanzo quel tocco di gentilezza, e di femminilità di cui spesso leggendo si sente il bisogno.
Ogni sua comparsa è come una boccata d'aria fresca che un po' distoglie dalla gravità del caso.
La sua prima apparizione al cospetto di Strike ha un che di tragicomico che la rende subito simpatica agli occhi di chi legge.
I toni con cui l'autrice ci narra la vicenda non sono quelli incalzanti che lasciano con il fiato sospeso, no, lei ci porta all'interno di ufficio investigativo, e con Strike assistiamo alle varie deposizioni di coloro che conoscevano la vittima.
Un libro che procede con una certa lentezza fino all'ultima parte, ovvero fino a quando si arriva al punto di mettere assieme i pezzi che ci permettono (attraverso le acute osservazioni di Strike) di scoprire il nome dell'assassino.
Un bel romanzo, interessante e ben scritto, che lascia nel cuore un po' di nostalgia per i suoi protagonisti.

Considerazioni:
Se non hai letto il libro e ha intenzione di farlo fermati qui!
Ero molto curiosa di leggere qualcos'altro scritto dalla Rowling, una scrittrice che con la sua saga di Harry Potter mi ha fatto sognare.
Ero curiosa soprattutto di leggerla in un genere così diverso da quello per cui l'ho conosciuta.
E devo dire che non mi ha delusa.
L'ho trovata assolutamente credibile anche in questo genere, infatti se non l'avessi saputo non credo che avrei mai pensato che la mano che ha scritto la magia e i valori che ci sono in quel capolavoro che è la saga di Harry Potter, potesse essere la stessa che con freddezza e con un linguaggio duro, spesso scurrile e volgare ci racconta le molteplici versioni di un probabile omicidio.
Tuttavia non posso dire di essermi innamorata di questo suo lavoro, né di averlo divorato, perché non sarebbe vero.
Mi è sicuramente piaciuto, questo si, l'ho trovato interessante anche se non avvincente, in alcune parti un po' pesantuccio, in altre molto più leggero ed appassionante, in conclusione lo posso definire abbastanza equilibrato.
Le scene in cui è presente Robin, la segretaria, sono sicuramente quelle più leggere e divertenti da leggere, spesso non vedevo l'ora che ci fosse un dialogo o una qualsiasi sua apparizione per distogliermi un po' dalla pesantezza delle indagini.
Durante la fase investigativa la Rowling ha modo di presentarci una vasta gamma di personaggi e di quasi ognuno di loro si potrebbe sospettare.
Personalmente durante la lettura ho sospettato in particolare dello stilista Guy Somè e dello zio di Lula, Tony Landry.
Spesso i miei sospetti sono caduti anche sul fratello della modella, John Bristow, ma li lasciavo presto cadere dicendomi "no, sarebbe stato decisamente troppo stupido da parte sua far riaprire il caso" e invece la Rowling ci ha regalato un colpo di scena giustificandolo, a mio parere, in maniera poco plausibile. 
Insomma si, alla fine ci fa capire che, l'insicuro fratello dai denti da coniglio, era un pazzo psicopatico e con questa motivazione giustifica anche il suo voler far ricadere a tutti i costi la colpa su qualcun altro e quindi la follia di affidarsi ad un investigatore privato.
Un giallo che mi è piaciuto, ma non mi ha entusiasmato, non l'ho letto con la fretta e la voglia di finirlo e di dare risposta al nome del colpevole, non mi ha incollata alle sue pagine, soprattutto perché non è scritto in modo che risulti  un racconto avvincente, ma realistico, senza troppi colpi di scena (se non quelli finali).
Una volta concluso mi ha lasciato una sensazione strana.
Da una parte il colpo di scena, dall'altra la spiegazione decisamente forzata a tale risvolto, un po' come se la scrittrice, volendo meravigliare a tutti i costi, ci abbia un pochino calcato la mano, dando il ruolo del colpevole (guarda caso) al meno sospettabile.
Altra sensazione con la quale mi sono ritrovata a fare i conti a libro chiuso è stata la simpatia e l'affezione alla coppia Cormoran/Robin. 
Li ho trovati davvero carini, complici, così teneri nel volersi rispettare a vicenda, nei riguardi che silenziosamente ognuno aveva verso l'altro.
Insomma mi mancano già un po' e per questo spero di leggere ancora di loro molto presto.

il mio voto per questo libro

  

venerdì 20 dicembre 2013

Recensione: "Chrysalide. Emozioni in metamorfosi. I racconti dei lettori" di Emanuela Valentini, Giacomo Bernini, Alessandro Renna, Maurizio Vicedomini, Giulia Dal Mas

Titolo: Chrysalide. Emozioni in metamorfosi. I racconti dei lettori
Autore: Valentini, Bernini, Renna, Vicedomini, Dal Mas
Editore: Mondadori (collana Chrysalide)
Data di Pubblicazione: Dicembre 2013
Pagine: 103
Prezzo: 0,00 € (solo eBook)


Il concorso:
Il libro in questione è il risultato di un concorso letterario, indetto da Chrysalide, dedicato ai cinque generi letterari della collana: fantasy, urban fantasy, fantascienza, paranormal romance e realistico.
Sono stati scelti i cinque racconti più belli per ciascun genere e tra questi la redazione di Chrysalide ha selezionato i vincitori, proclamati durante il Lucca Comics & Games 2013.


Trama: 
Il libro costituisce una raccolta di cinque racconti brevi, scritti dalla penna di cinque scrittori emergenti italiani.
Ogni storia descrive, tra odori, suoni e sensazioni, mondi e realtà differenti.
Un demone antico, fedele servo del suo custode, un potere misterioso che minaccia di distruggere il pianeta, una guerra galattica, una presenza misteriosa a caccia di anime e il segreto di una giovane vedova.
Questi sono gli universi in cui siamo immersi.
Ogni racconto tratta un genere letterario diverso per non scontentare i gusti di nessuno.

La raccolta comprende i seguenti titoli
♥ "Dantalian, lo scontro degli archetipi" di Emanuela Valentini
♥ "Pandora" di Giacomo Bernini
♥ "Quattro bicchieri di mexcal" di Alessandro Renna
♥ "Senzanome" di  Maurizio Vicedomini
♥ "The secret door" di Giulia Dal Mas

Recensione: 
Un libro che può accontentare i gusti di tutti, ci propone infatti cinque racconti basati su generi letterari differenti.
Emanuela Valentini (autrice della bellissima fiaba gotica "La bambina senza cuore" che ho avuto il piacere di intervistare per voi lettori del Café Littéraire) con il suo "Dantalian, lo scontro degli archetipi" (Paranormal Romance), scritto con la solita sensibilità e attenzione ai particolari, di cui è capace, ci narra dell'astio, che affonda le sue radici in un passato remoto, tra creature arcane e angeli spietati e di un amore sfortunato tra una creatura immortale e un'umana.
Giacomo Bernini autore di "Pandora" (Urban Fantasy), racconta con un linguaggio semplice e attuale di un eroe moderno intento a sventare una minaccia apocalittica. 
Il suo racconto è ambientato ai giorni nostri per le strade trafficate di Roma.
Alessandro Renna in "Quattro bicchieri di mexcal" (Fantascienza), racconta la storia del suo personaggio servendosi di abili salti temporali. 
Narra di una battaglia galattica senza dimenticare di inserire mistero e dubbio nella narrazione. 
Maurizio Vicedomini nel suo "Senzanome" (Fantasy) ci racconta la storia di un'anima persa destinata ad uccidere per ritrovare la libertà.
Una storia semplice, resa particolare dalle ambientazioni e dalle immagini che l'autore riesce ad evocare.
Giulia Dal Mas in "The secret door" (Narrativa realistica) ci fa immergere in una storia ambientata a fine 1800,  in cui il mistero fa da padrone sin dalle prime righe, e che ha come protagonista una donna intrigante con un oscuro mistero alle spalle.
La sensazione che si ha alla fine di questo breve racconto è quella di voler conoscere molto di più sui suoi personaggi.
Il punto in comune tra tutti questi racconti è il cambiamento, la metamorfosi, che hanno i loro protagonisti. 
Questi, con lo scorrere delle pagine, mutano o la visione che hanno di se stessi o inducono il lettore a mutare la visione, che inizialmente, aveva di loro.
In conclusione in questo libro possiamo rapportarci con cinque autori e con cinque mondi differenti, un ottimo modo per spaziare con i generi letterari e provare a leggere qualcosa che, magari, non si era mai preso in considerazione.

Considerazioni:
"The secret door" è il racconto che ho preferito in assoluto, mi è piaciuto sin dalle prime righe.
L'autrice è stata bravissima a creare il clima di segreto e sospetto in cui è avvolta l'intera storia.
I personaggi che ci racconta sono tutti interessanti, da Beth - la cameriera - alla signora Hughes - la padrona di casa - al defunto Mr. Hughes sino al prefetto, Mr. Barnes.
Ognuno ha una propria personalità che incuriosisce e attira e di cui, personalmente, avrei voluto sapere molto di più.
Tra i cinque, questo, è stato l'unico racconto che avrei voluto proseguisse.
Ne esigo una versione più lunga e approfondita!!! >.<
Il modo in cui è narrato mi ha ricordato alcuni racconti di Poe.
Un racconto che sfocia in un horror sanguinario, con una protagonista straordinaria che certamente merita un libro tutto suo.
Secondo nella mia classifica "Quattro bicchieri di mexcal".
I racconti di fantascienza mi piacciono, sono un genere che leggo con piacere, e questo a mio parere si è rivelato all'altezza di quelli da me precedentemente letti.
La parte della battaglia (fortunatamente) è raccontata brevemente (ormai forse lo saprete, io non amo le battaglie XD) e la parte più importante, quella che fa salire di livello il racconto, è quella finale, in cui tutta la realtà e le certezze del protagonista vengono ribaltate.
In questo mi ha ricordato "L'impostore" di Philip K. Dick (un popo' di paragone quindi, mica pizza e fichi XD)
Per il resto gli altri non mi hanno particolarmente entusiasmato, ma questa è questione di gusti, il fantasy proprio non riesco ad apprezzarlo.
Il racconto di Emanuela Valentini "Dantalian" ad esempio, all'inizio mi stava piacendo.
Il personaggio di Estelle, il suo passato (una ragazzina di 13 anni venduta e costretta a fare la prostituta) che nel presente ritroviamo all'improvviso con un cadavere tra le mani, l'ho trovato molto interessante e speravo di leggere un racconto che andasse in quella direzione, incentrato sulla sua vita e su questo misterioso omicidio.
Poi è apparso Dantalian, poi ancora gli angeli spietati (solita storia trita e ritrita) e per me il racconto ha perso totalmente interesse.
Per gli altri due: "Pandora" e "Senzanome" posso dare un giudizio senza infamia e senza lode. 
Il primo non mi è piaciuto particolarmente, il secondo l'ho trovato un po' banale, una storia vista e rivista a cui l'autore è riuscito a dare un tocco in più attraverso le descrizioni di alcune situazioni.
Nonostante questo si è rivelata una lettura leggera e piacevole, ho letto il libro in mezza giornata e ho avuto modo di immergermi in generi che spesso tendo ad evitare perché non proprio di mio gusto.

il mio voto per questo libro





venerdì 13 dicembre 2013

Recensione: "Racconti Straordinari" di Edgar Allan Poe

Titolo: Racconti straordinari
Autore: Edgar Allan Poe
Editore: REA Multimedia
Data di Pubblicazione: 2011
Pagine: 118
Prezzo: 0,99 €

Trama:
Pur delineando situazioni differenti, i racconti inclusi in questa raccolta presentano come comune denominatore il superamento dei limiti della ragione umana, attraverso un viaggio psicologico popolato da visioni oniriche, presenze misteriose, sensazioni surreali, improvvise nevrosi e ossessioni. 
Le storie sembrano infatti voler indagare i meandri della mente che sono al di là del nostro controllo, che non conoscono spiegazione, mischiando il mistero all'introspezione.

La raccolta comprende i seguenti titoli:
♥ Il ritratto ovale
♥ Morella
♥ Silenzio
♥ Doppio assassinio nella via Morgue
♥ Una discesa nel Maelstrom
♥ Berenice

Recensione:
Più che racconti brevi li definirei racconti brevissimi. Potrebbero essere delle ottime premesse per delle storie avvolte nel mistero. Potrebbero, perché purtroppo rimangono solo premesse che ti lasciano con l'amaro in bocca, terminando proprio sul più bello. E' il caso de "Il ritratto ovale" che a mio parere sarebbe potuto diventare un vero e proprio romanzo, o ancora de "Il doppio assassinio sulla via Morgue". Se alcune storie paiono dunque riduttive, altre per assurdo risultano prolisse, nonostante le poche pagine, quasi non fossero altro se non uno sfoggio di erudizione. Mi riferisco ad esempio a "Silenzio", a "La discesa nel Maelstrom", che ad un certo punto pare quasi un trattato di geografia, o al lungo excursus sull'analisi e il gioco degli scacchi, contenute ne "Il doppio assassinio".
Le varie storie sembrano solo accennate, non c'è un vero e proprio sviluppo dei fatti né tantomeno una disamina dei personaggi, che non vengono approfonditi né dal punto di vista fisico (se non per pochi cenni), né da quello caratteriale. 
Nota positiva di questa raccolta è invece indubbiamente lo stile di Poe, elegante anche nelle descrizioni degli accadimenti macabri, talvolta erudito e cerimonioso, ma sempre ricco di particolari che definiscono le scene e danno alla narrazione un valore aggiunto.
Di contro ciò che non ho apprezzato del tutto sono alcuni tratti dei personaggi che oserei definire stereotipati, come le figure di donne deboli e cagionevoli, dall'indole malinconica (o versata verso la filosofia o le arti magiche), oppure gli uomini improvvisamente presi dal furor e dall'odio profondo nei confronti di ciò che più amano (cosa già riscontrata ne "Il gatto nero"). 
Altra nota dolente, come accennavo prima sono i finali, spesso prevedibili (e in questo fa eccezione "Il doppio Assassinio") ma soprattutto senza alcuna degna conclusione.

Considerazioni:
Premetto di aver letto con piacere in passato altri racconti di Poe e anche parte della sua produzione poetica. E se da un lato ho riscontrato nei racconti in questione alcune somiglianze, come ad esempio lo stile, la scelta accurata dei vocaboli o la fisionomia di alcuni personaggi (basti pensare alla figura dell'amata fragile e delicata che muore prematuramente), ho anche percepito in questi ultimi una minore attenzione per la narrazione, spesso messa in secondo piano a favore delle scene descrittive o delle divagazioni a sfondo filosofico. In questo modo, a mio parere, il racconto si perde, non prosegue in maniera fluida, e quindi non coinvolge e non stupisce, arrivando in alcuni tratti addirittura alla noia. I personaggi poi, come già dicevo, non sono affatto analizzati ma solo presentati in una maniera all'inizio e in quella opposta alla fine, senza che si dia una ragione plausibile al cambiamento. Allo stesso modo l'amore profondo si tramuta improvvisamente in odio, la mente razionale diviene di punto in bianco folle.
In conclusione consiglio questo libro a chi non ha molte pretese o è alla ricerca di una lettura non impegnativa, ma se amate il mistero, il brivido o l'azione passate oltre.

Curiosità:
Edgar Allan Poe è universalmente considerato uno dei padri del romanzo gotico nonché l'inventore del giallo poliziesco dalle sfumature psicologiche, e dei cosiddetti racconti "del terrore". La sua produzione letteraria comprende un romanzo, "Storia di Arthur Gordon Pym" (1838), e 69 racconti, presentati alla critica separatamente e riuniti poi dallo stesso autore in tre raccolte: "Racconti del grottesco e dell'arabesco" (1840), "Racconti in prosa" (1843), e "Racconti" (1845). Questi tre volumi vennero poi tradotti e riassemblati da Baudelaire, che nel 1856 diede vita ai "Racconti Straordinari", nella veste giunta sino a noi. 

il mio voto per questo libro

lunedì 9 dicembre 2013

Intervista a Rossella Leone, autrice del romanzo "Love Game"

Cari lettori. oggi il Café Littéraire ha il piacere d'intervistare per voi Rossella Leone, autrice del romanzo "Love Game", in cui mistero, amore, intrighi, conditi con una buona dose d'ironia s'intrecciano sin dalle prime pagine (potete trovare qui la mia recensione).
Colgo l'occasione per ringraziare Rossella Leone per la simpatia e la disponibilità, a dimostrazione di come dietro a dei bei libri si nascondono anche delle belle persone.
E ora l'intervista, leggetela perché è davvero molto bella ^-^

Ciao Rossella! Ti ringrazio per avermi concesso questa intervista!

Ciao Muriomu! Grazie a te per avermi invitato a fare due chiacchiere nel tuo bellissimo Café Littéraire. Ne sono davvero onorata!! Prendo una tazzina di caffè bollente…un buon libro…e sono pronta!!


♥ Partiamo parlando di "Love Game", il tuo romanzo d'esordio, che ho avuto piacere di leggere e recensire per il Café Littéraire.
Il tuo romanzo è un thriller romantico, in cui misteri e giochi amorosi sono ben mescolati in modo da dar vita ad una storia originale.
Sicuramente quello che rende il tuo romanzo così innovativo è l'idea del gioco, il "Love Game" appunto.
Una storia all'interno di un'altra storia, una trama all'interno di un'altra trama, e personaggi all'interno di altri personaggi.
Com'è nata l'idea di questo gioco-reality?


L’idea è maturata un po' per caso dopo una serata a cui ho partecipato, un “cena con delitto” per la precisione. Una serata divertente e trascinante. Dal momento che ho sempre amato molto Sherlock Holmes sapevo già che mi sarei entusiasmata, quello che proprio non mi aspettavo invece, e che ho trovato molto interessante, è stata l’idea dell’indagine fatta in compagnia. Affrontare un mistero con un gruppo di chiassosi amici che, spesso, anziché aiutarmi, mi depistavano con le loro assurde deduzioni ha fatto scoccare in me la "scintilla". L’idea ha preso forma piano piano, evolvendosi.
L’obiettivo era creare un romanzo capace di trasmettere ai lettori un mix di sensazioni; sia la gioia tipica delle commedie, con tocchi fiabeschi e romantici; sia il brivido dell’investigazione, della ricerca, dell’analisi.
L’idea del reality è stato un espediente per giustificare scenari volutamente un po' fantasy. Volevo trasmettere un po' di magia che accompagnasse il lettore in un mondo in bilico tra realtà e finzione, ma in situazioni “normali” non avrei potuto inserire descrizioni così fuori dagli schemi come quelle di una immensa grotta-cattedrale, di una scintillante foresta in salotto…o di fontane di ghiaccio. Nei contesti “mediatici” i limiti convenzionali sono molto più flessibili perché, quando ci sono di mezzo i “vip”, le stranezze si ridimensionano ad “ordinarie follie”.


♥ I protagonisti del tuo romanzo sono tutti ragazzi avvenenti, bellissime modelle e uomini attraenti, tutti in carriera e quasi tutti benestanti.
Ragazzi e ragazze pronti a tutto, anche a ferire i sentimenti degli altri, pur di raggiungere i propri scopi.
Hai scelto questa tipologia di persone con l'intento di dare un messaggio preciso?

La scelta dei personaggi e del loro carattere è stata frutto di lunghe riflessioni; Max, Jack, Ariel, Sofia, Tom, Michael, Jessika, Karen dovevano rispecchiare le varietà caratteriali con cui abbiamo a che fare ogni giorno (alzi la mano chi non ha mai incontrato nella sua vita l’amico precisino o, tra le amiche, l’eterna indecisa e la romantica a tutti i costi) ma, essendo la mia opera una commedia, ho potuto "enfatizzare" e rendere un po' più ironiche queste peculiarità.
Nonostante le loro diverse sfumature tutti i miei personaggi mirano ad inviare uno stesso identico messaggio, che è poi il sottinteso stesso alla base di tutta la storia: la volontà di non arrendersi. 
Katia e Tom dovranno sconfiggere il loro passato per guardare al futuro, Ariel dovrà decidere di “crescere” e dichiarare il suo amore in pubblico…Jack dovrà smettere di essere un eterno ragazzino e diventare un uomo…
Se non si vuole il cambiamento, se non ci si mette in gioco per realizzare i propri desideri non si raggiungeranno mai i propri sogni. Il mio messaggio alle lettrici è questo: bisogna lottare per trovare la propria felicità.
Se si cade, poco importa…l’importante è rialzarsi e andare avanti…


♥ Con questo tuo libro hai avuto modo di descrivere una vasta gamma di personalità, tra quelle reali e quelle fittizie previste della trama del gioco.
Io ho provato una certa simpatia per Ariel (Leira).
Ce n'è una alla quale ti senti maggiormente affezionata?

Questa è una domanda difficile…mi sento come una madre a cui chiedono quale figlio preferisca…uhm…fammici pensare…
Senza alcun dubbio li amo tutti…ma, a dover proprio scegliere, direi che la mia preferita è Ylaria (alias Jessika) perché è un personaggio dalle mille sfaccettature; allegra, ironica, a volte romantica e, se necessario, estremamente battagliera…
Mi rispecchio un po' in lei.
Ps: Un piccolo dettaglio su Ariel e Leira, poiché i gemelli sono molto uniti (anch’io sono una gemella e posso confermarlo) ho voluto dare alle due ragazze due nomi particolari…due essenze che all’occasione diventassero una….leggi Leira al contrario….^__^ eh eh eh


♥ "Love Game" è ambientato, per la maggior parte, all'interno di quello che, a prima vista, può sembrare un piccolo e grazioso chalet incastonato sulle montagne svizzere.
Successivamente la graziosa casetta si rivela essere un edificio immenso, adatto a celare un'infinità di stanze, nascondigli, passaggi segreti e ambienti immensi e incantevoli.
Leggendo di questi luoghi, pare quasi che tu li abbia visti, dove hai trovato l'ispirazione per le tue ambientazioni? 
C'è qualcosa, come una favola, un libro o un film che li ha ispirati?

Si, non sei la prima a dirmelo…eppure credevo di essermi “contenuta”!
La maggior parte delle cose che ho scritto è opera della mia sfrenata fantasia, non di meno, come per ogni lettrice, sicuramente ho finito per proiettare sulle pagine la mia personale visione di ricordi, emozioni, paesaggi.
Ogni testo ha lasciato qualcosa in me, ma se dovessi proprio ricercare delle possibili fonti credo che dovrei tornare indietro nel tempo … molto indietro. Quando ripenso al castello che ho descritto, e al suo ingresso di ghiaccio non posso che collegarlo alla magia dell’algida dimora della regina delle nevi narrata nelle Cronache di Narnia (la sensazione di magico che percepisco è la stessa). 
Quanto alle bighe romane (con gara annessa) sono frutto invece di un mio personalissimo ricordo; tutta la famiglia riunita felice durante una cena a vedere Ben-Hur (con noi bambini pronti a sfidarci su “calessi di cartone” per settimane!! Ricordo ancora le risate… e le cadute…)
L’idea della grotta-cattedrale non ha una collocazione precisa…non so proprio come mi sia venuta ma, dovendo trovare un‘assonanza libresca, direi che potrebbe essere un’evocazione trasfigurata ed ingentilita della cupa grotta fatta nella “Setta degli assassini” (Troisi). Per tutto il lato avventura/intrigo/passaggi segreti rimando obbligatoriamente alla collana di Sherlock Holmes, in assoluto il mio personaggio preferito!


♥ Come nasce la tua passione per la scrittura e quando hai deciso di volerla concretizzare?

La mia passione nasce da piccolissima; da che ho ricordo ho sempre scritto: prima racconti, poi brevi romanzi…a volte poesie. La consapevolezza di saper scrivere è venuta molto dopo, con le scuole. Ricordo ancora il mio primo applauso ad una mia “creazione”: eravamo alle medie. L’insegnante, per il week- end, ci aveva dato come compito a casa un racconto breve da creare. Non puoi immaginare la mia gioia! Non appena ho iniziato a buttare sulla carta le idee è scattato qualcosa in me, come una frenesia: ho scritto per tre giorni quasi ininterrottamente…
Il lunedì tutti i compagni avevano chi due, chi tre pagine…io avevo creato il mio primo giallo di sessanta pagine (e anche lì, ora che ci penso, c’erano una botola segreta e un passaggio celato da una grotta… eh sì, credo che le stanze segrete siano una mia fissazione!). Inutile dirti come la cosa stupì tutti. 
E’ stato lì, in quel momento, che ho capito quanto amassi creare storie, personaggi, trame intricate. Non avevo intenzione di diventare una scrittrice ma sapevo che prima o poi sarebbe successo perché, semplicemente, scrivere è una parte di me. La scrittura mi rilassa. Annotare pensieri, frasi, emozioni mi rende libera.
Non credevo che avrei mai avuto un pubblico ma…è successo e devo dire che sentire i commenti e le opinioni delle lettrici mi ha dato un’emozione straordinaria.
I tuoi personaggi smettono di essere solo “tuoi” e diventano di un’altra persona che li immagina, li crea….li rivive. E’ bellissimo.


♥ Qual è il genere letterario che preferisci leggere? 
C'è un autore o un libro che ha segnato il tuo percorso e il tuo modo di scrivere?

In realtà non ho un unico “genere”: amo i ritmi incalzanti dei thriller, gli scenari spettacolari dei fantasy, l’ironia dei chick- lit, il romanticismo delle storie d’amore… rispecchiano ciascuno un lato di me. Di fatto le mie letture dipendono molto dal momento e dai capricci del mio umore.
Se dovessi proprio scegliere un autore che mi ha “segnato” direi che senza alcun dubbio è stato John Grisham. Ha creato un genere nuovo: il legal thriller che mi ha completamente conquistato. I suoi romanzi avevano il potere di lasciarmi con il fiato sospeso fino alla fine. Restavo incollata alle pagine per ore, completamente in balia dei suoi ritmi travolgenti e, quando finivo il libro, correvo a rileggerlo per “assaporare” ogni dettaglio in una luce nuova…
Ed è a questa sensazione che mi sono “ispirata” e che ho cercato di ricreare nella mia storia… la frenesia dell’indagine, il mistero della ricerca… i colpi di scena… volevo che il lettore fosse “trascinato” dalla storia come in passato lo sono stata io…


♥ Se ti chiedessi di farmi il nome di un libro, che secondo te rientra tra quelli "da leggere assolutamente", quale titolo mi faresti?

Ovviamente “Il Partner” di John Grisham. Leggetelo e non vi deluderà.


♥Quali sono i tuoi progetti futuri? Stai lavorando a qualcos'altro?

Non potrei mai smettere di scrivere, sarebbe come privarmi di una parte di me.
Quindi, tra i vari impegni della mia vita, posso dire che, sì… ci sarà sicuramente un nuovo romanzo…
Ho già cominciato qualcosa, per ora c’è solo un capitolo ma le idee sui possibili risvolti sono davvero tante….quindi … datemi un po' di tempo per riordinarle e trasformarle in qualcosa di esplosivo!


Rossella ti ringrazio per il tempo che hai dedicato a me, al mio blog e a tutti i lettori del Café Littéraire!
Un grosso in bocca al lupo per la tua carriera! 

Muriomu sono io che ringrazio te e il bellissimo Café Littéraire. 
Hai creato un posto davvero accogliente per discutere di libri. Mi sono sentita “a casa”. 
Complimenti per la dedizione e la bravura con cui porti avanti questo progetto!
Un saluto affettuoso a te… e a tutte le lettrici del Café Littéraire!

sabato 7 dicembre 2013

Recensione: "La ragazza di fuoco" di Suzanne Collins

Titolo: La ragazza di fuoco
Autore: Suzanne Collins
Editore: Mondadori
Data di Pubblicazione: 2013
Pagine: 373
Prezzo: 13,00 €

Trama:
Katniss e Peeta sono tornati al distretto 12 come vincitori e ora, dopo alcuni mesi, è arrivato il giorno in cui ha inizio il Tour della Vittoria.
Un'amara sorpresa attende Katniss a casa. 
Il presidente Snow, in un breve colloquio, le intima di continuare a fingersi innamorata di Peeta e di evitare di dare qualsiasi segnale di ribellione al pubblico, pena la morte di tutti i suoi cari.
Il tour ha inizio, ma le cose non vanno come era stato programmato.
Katniss, durante la festa in loro onore nel distretto 12 scorge per caso da un televisore, immagini dei distretti in rivolta.
Il danno ormai è avvenuto ed è irreparabile.
Arriva il momento in cui viene annunciata l'edizione della memoria degli Hunger Games, la terza da quando i giochi sono nati.
Il presidente stesso in diretta presenta la caratteristica di questa edizione:
"Nel settantacinquesimo anniversario, affinché i ribelli ricordino che anche il più forte tra loro non può prevalere sulla potenza di Capitol City, i tributi maschio e femmina saranno scelti tra i vincitori ancora in vita".
E Katniss realizza la sua punizione e la sua condanna. Sta per tornare in arena.

Recensione: 
Sin dalle prime pagine Suzanne Collins ci fa immergere nella realtà di Katniss, una realtà cambiata radicalmente nel giro di pochi mesi. 
Una nuova casa, tanti soldi, tanto tempo libero, e la costante sensazione di paura, di essere osservata e controllata.
La paura e la sensazione di non essere mai al sicuro sono le costanti di questo libro, che pur essendo molto bello (e probabilmente più originale in alcuni risvolti, rispetto al primo), ho trovato un po' meno coinvolgente.
Anche questa volta la scrittrice divide la storia in due parti, quella precedente ai giochi e quella dell'arena.
Nella prima parte assistiamo al tour della vittoria, e qui, assieme ad un seguito di situazioni angoscianti, in cui i protagonisti cercano di conquistare la credibilità del presidente Snow in primis, e dei distretti, assistiamo al riavvicinamento tra Katniss e Peeta. 
La seconda parte ha inizio con Katniss che prende coscienza di quello che l'aspetta, tornerà in arena e con lei uno fra Haymitch e Peeta.
Qui assistiamo alle stesse fasi che hanno caratterizzato la preparazione ai giochi del primo libro.
Sfilata, addestramento, prova con la supervisione degli strateghi, intervista e arena.
La differenza sta nel fatto che quest'anno i tributi sono tutti ex vincitori, gente che si è conosciuta negli anni, quindi non c'è tra i tributi la solita indifferenza.
Suzanne Collins ha così modo di descriverci le personalità di molti più concorrenti rispetto a quello che aveva fatto nel libro precedente.
Tra questi spiccano Finnick del distretto 4, Beetee e Wiress del 3, e Johanna del 7.
Nell'arena, molto più complessa nel meccanismo quest'anno, si creano alleanze insospettabili.
Un'arena in cui, rispetto allo scorso libro, assistiamo più alla lotta contro le minacce programmate dagli strateghi che a quella tra tributi.
Anche qui non mancano scene coinvolgenti ed emozionanti.
Un finale imprevisto che ancora una volta lascia con il fiato sospeso, e con la voglia di prendere subito fra le mani il libro successivo per leggerne il seguito.
Ancora una volta la Collins ha fatto centro.

Considerazioni: 
Se non hai letto il libro e hai intenzione di farlo fermati qui!
Emozionante e travolgente.
Ancora una volta la Collins mi ha fatto provare tante emozioni diverse. 
Tra cui, non lo nego, anche la rabbia >__<
Ed il libro, dal mio punto di vista, comincia proprio così, sin da quando scopro che Katniss ha raffreddato i rapporti con il dolcissimo Peeta e non fa altro che nominare quel muso lungo di Gale >.<
Poi leggo anche del bacio e il nervoso mi assale.
Per fortuna Peeta appare presto a riportare il sereno in questo marasma di grigiore in cui tutto sembra aver preso una brutta piega.
Il libro mi è piaciuto, anche se ho preferito il primo, per la storia. 
Però ho apprezzato la fantasia e l'originalità presente in questo, nella descrizione dell'arena, più complessa rispetto alla scorsa, e delle varie minacce architettate dagli strateghi.
Durante la lettura non ho potuto fare a meno di pensare che forse la Collins abbia una qualche avversione nei confronti del personaggio di Peeta... altrimenti certe scene proprio non so come altro giustificarle.
Ok, abbiamo capito che vuole Katniss come eroina indiscussa della storia (e da un certo punto di vista mi sta anche bene, perché siamo stanchi di avere sempre eroi uomini, una donna ci voleva), ma perché avvilire così quel povero ragazzo?
Povero Peeta! È vero che non è cresciuto cacciando e combattendo, non ha mai avuto la possibilità di imparare a nuotare, ma dato che in questo libro, per la preparazione agli Hunger Games, si era anche duramente allenato, perché non dargli qualche scena d'azione?
Invece no, la Collins dopo avergli fatto perdere una gamba alla fine del libro precedente, in questo lo tratta come un bambino indifeso da proteggere a tutti i costi, perché non sa badare a se stesso.
Entriamo in arena e, mentre la maggior parte dei tributi è già lì che combatte, lui poverino è immobile sulla sua pedana d'acciaio ad aspettare chissà quale grazia dal cielo >_<
Non ci prova nemmeno ad immergersi, come se anche solo il semplice contatto con la superficie cristallina dell'acqua lo potesse uccidere. 
E io me lo sono immaginata lì, immobile, a tamburellare gli indici uno contro l'altro XD
Successivamente non va certo meglio...
Vediamo Peeta trattato allo stesso modo in cui viene trattata Mags, un bastone per entrambi, entrambi portati in braccio per sfuggire alla nebbia tossica... con solo una piccola differenza: Mags è una vecchietta sdentata, Peeta un giovane di 17 anni -__-
Tutti lo trattano come un bambino.
Katniss che continua a ribadire "devo salvare Peeta!"
Johanna che gli dà da disegnare per tenerlo impegnato.
Il colmo dei colmi è stato quando Peeta ha avuto l'intuizione di lanciare il procione contro il campo magnetico, per cuocerlo, e da bravo piccino si è meritato come premio un fragoroso applauso da parte del gruppo.
Ma dico io... quando mai hanno applaudito le prodezze altrui?
Comunque cara Suzanne Collins puoi anche mettere fine ai tuoi biechi trucchetti per denigrare il dolce Peeta! Noi non smetteremo mai di amarlo, perché l'amore che proviamo per lui è incondizionato U_U

Per quanto riguarda gli altri tributi, in questo libro abbiamo avuto modo di conoscerli meglio di quello precedente, che invece era più incentrato sulla figura di Katniss.

E ho avuto modo di apprezzarne più di uno.
La carinissima donna zainetto Mags, divoratrice di noci;
Rotella e Lampadina che ho trovato simpatici, strambi e geniali;
Johanna, di lei mi è piaciuta la schiettezza, la forza, il suo essere "cazzuta";
e Finnick che inizialmente mi stava un po' sulle scatole, ma poi ha rivelato un lato sensibile inaspettato.

Anche questo libro in alcuni frangenti mi ha commosso T_T

Nel precedente era successo solo con la morte della piccola Rue, in questo invece i momenti sono stati due, e ovviamente uno dei protagonisti era sempre Peeta.
La scena più emozionante in assoluto è stata quella della morte della morfaminomane del distretto 6 T__T

"Peeta si accuccia dall'altro lato della donna e le accarezza i capelli. Quando inizia a parlare con un tono suadente sembra quasi che dica cose senza senso, ma poi capisco che non sta parlando con me. — Con la mia scatola dei colori, a casa, posso fare qualsiasi colore immaginabile. Un rosa pallido come la pelle di un neonato. O intenso come il rabarbaro. Il verde dell'erba di primavera. Un blu che scintilla come il ghiaccio sull'acqua. La morfaminomane fissa Peeta negli occhi. Pende dalle sue labbra. —Una volta ho passato tre giorni a mescolare i colori per trovare la tonalità giusta per dipingere la luce del sole su una pelliccia bianca. Continuavo a pensare che la luce fosse gialla, e invece era molto di più. Era fatta di strati di colore tutti diversi. Uno sull'altro — dice Peeta. Il respiro della morfaminomane rallenta fino a ridursi a una serie di brevi sospiri superficiali. La sua mano libera si muove sul petto insanguinato con i piccoli movimenti a spirale con cui amava tanto dipingere. —Non ho ancora capito come fare gli arcobaleni. Arrivano e se ne vanno così in fretta. Non ho mai avuto il tempo di dipingerne uno dal vivo. Giusto un po' di blu qua e un po' di viola là. E poi scompaiono. Svaniscono nell'aria — dice Peeta. La morfaminomane sembra ipnotizzata dalle parole di Peeta. Sembra in trance. Solleva una mano tremante e dipinge quello che mi sembra un fiore sulla guancia di Peeta. —Grazie — sussurra lui. — È bellissimo. Per un istante il volto della morfaminomane si accende in un sorriso e la donna lancia un piccolo squittio. Poi la mano insanguinata le ricade sul petto, emette un ultimo sbuffo d'aria e il cannone spara un colpo."

L'altra scena è quella in cui Peeta mostra il medaglione a Katniss, rivelando ancora una volta di essere un angelo sceso in terra *-*
E mentre leggevo quel pezzo, potete immaginare me, che emozionata e furente al tempo stesso penso "che schifo!! Ha avuto la foto di quello scemo di Gale, per tutto questo tempo, appesa al collo!!!" >__<
Il libro termina con la domanda che tutti, sono sicura, ci siamo fatti a fine lettura, ovvero:
"Ora... cosa succederà a Peeta?" XD
Cosa gli farà Capitol City?
Non posso aspettare troppo per saperlo... 
Ho troppa paura per lui, senza nessuno che lo salva, lo prende in braccio o che gli procura da disegnare, come farà? >-<

Breve confronto con il film:
Ero molto ansiosa di vedere La ragazza di fuoco, e allo stesso tempo timorosa, perché dopo aver letto i libri, i film difficilmente si rivelano alla loro altezza.
Il primo film lo avevo visto prima di leggere il libro, e mi era piaciuto (anzi è stato proprio per il film che ho deciso di leggerne i libri), e dopo aver letto il primo libro, ho avuto modo di rivederlo e di riconfermare il mio parere a riguardo.
"La ragazza di fuoco" invece, nonostante avessi letto ovunque opinioni super positive sul fatto che rispettasse meglio del primo la trama del libro, mi ha deluso e lasciata con l'amaro in bocca.
Probabilmente perché il film che mi ero fatta io, nella mia testa, mentre leggevo mi era piaciuto molto di più di quello che ho visto proiettato sul grande schermo.
Con l'intento di voler inserire a tutti i costi, alcune battute del libro, hanno reso il film una sorta di insieme di scene tagliate e incollate, senza alcun senso logico fra loro.
Battute e discorsi mozzati, che davano l'impressione di vedere un film velocizzato. 
(Esempio)
"K: ho avuto un incubo
P: capita anche a me, buonanotte
K: no, resta.
P: ok, per sempre" -_-
Ma come? Leggere del riavvicinamento tra Peeta e Katniss era così bello, invece hanno sintetizzato il tutto per dar spazio a scene inesistenti, come alcune con Gale o i dialoghi tra Snow e una fantomatica nipotina mai esistita. 
Tante scene eliminate, e purtroppo è toccato alle più belle!
Come quella degli Hunger Games di Haymitch.
Il pic-nic di Peeta e Katniss fatto in terrazza. 
Nessuna traccia dell'amicizia nata tra i morfaminomani, Peeta e Katniss, che era fondamentale per mostrare e capire la morte della ragazza morfaminomane tra le braccia di Peeta.
Fondamentale soprattutto per capire il senso delle parole con cui Peeta la tranquillizza mentre muore.
Anche questa scena (per la quale mi ero anche portata i fazzoletti al cinema, temendo i singhiozzi) la troviamo brutalmente trasformata.
Inutile dire che i fazzoletti non sono serviti.
Questa cosa per me è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché questa era la scena più toccante del libro, il rispettivo della morte di Rue nel primo film, ed è stato orribile vederla sminuita così.
Com'era la scena nel libro l'ho riportato sopra, nel film invece abbiamo visto una ragazza morente e Peeta che le ripeteva "guarda che bello il cielo, guarda che bei colori" -_-"
Insomma il film non era di certo brutto, probabilmente chi non ha letto il libro l'avrà trovato anche meraviglioso, per me invece è stato decisamente inferiore alle mie aspettative.


il mio voto per questo libro


giovedì 5 dicembre 2013

In my Mailbox #3

Con questo post voglio mostrarvi le new entry della mia libreria 


Andiamo con ordine:


♥ "Il richiamo del cuculo" di Robert Galbright 
Il nuovo romanzo di J.K Rowling scritto sotto pseudonimo.
Ero curiosa di leggere qualcos'altro di questa scrittrice che ho conosciuto e apprezzato grazie alla saga di Harry Potter.
Non ho ancora letto "Il seggio Vacante", ma sono passata direttamente a questo che mi ispira di più, inoltre ho letto commenti molto positivi a riguardo e la curiosità ha fatto da padrona. 

♥ "Terrified" di Kevin O'Brien 
Gentilmente inviatomi dalla casa editrice Miraviglia Editore
Sono curiosa di leggerlo perché la trama mi ha intrigato molto. Credo mi piacerà.


♥ "Lettera all'amato nel giorno del suo matrimonio" di Elena Marmiroli
Anche questo libro mi è stato gentilmente inviato dalla casa editrice Miraviglia Editore.
Ne ho letto la trama, un giallo immerso in un'atmosfera invernale, che sono proprio curiosa di leggere.
♥ "Palazzo Sogliano" di Sveva Casati Modigliani
Questo in realtà l'ho preso per mia sorella Little Pigo, che lo desiderava da un po'. 
Però ovviamente ne approfitterò anch'io... per la legge del "quello che tuo è mio" XD


♥ "Una luna magica a New York" di Suzanne Palmieri
Ho letto un pochino la trama (come forse sapete non mi piace sapere molto dei libri che voglio leggere) e mi ha affascinato l'alone di mistero e magia in cui sembra avvolto il romanzo.
La bellissima copertina ha fatto il resto e... non c'è stato scampo.
Preso ^-^0
♥ "Donne si nasce, casalinghe si diventa" di Flower Stylosa
Un libro inviatomi dalla casa editrice Arduino Sacco Editore.
Gli ho dato velocemente un occhiata e non nego di essere rimasta un po' allibita quando mi sono trovata di fronte ad una specie di tesina con tanto di schemini, tabelle e grafici.
Non so, per ora sono perplessa, ma vi farò sapere.





Cosa ne pensate? Avete letto qualcuno dei titoli in questione?


mercoledì 4 dicembre 2013

Recensione: "Hunger Games" di Suzanne Collins

Titolo: Hunger Games
Autore: Suzanne Collins
Editore: Mondadori
Data di Pubblicazione: 2013
Pagine: 370
Prezzo: 13,00 €

Trama:
In seguito ad una rivolta tredici distretti si ribellarono a Capitol City. 
I dodici distretti sopravvissuti alla rivoluzione vennero sottomessi e costretti a offrire ciascuno, ogni anno, in sacrificio, un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni, in segno di pentimento e di sottomissione al potere della città. 
I ragazzi venivano scelti tramite un'estrazione, durante quella che veniva chiamata la "cerimonia di mietitura", per partecipare a quelli che vennero definiti gli "Hunger Games".
Gli Hunger Games sono dei giochi trasmessi in diretta nazionale, dove i 24 tributi (due per distretto) si sfidano in una battaglia mortale, dalla quale solo uno ne esce vittorioso.
È il giorno della mietitura e Katniss per risparmiare sua sorella, risultata estratta dal sorteggio, si offre come volontaria.
Per la parte maschile viene estratto Peeta Mellark, ragazzo che Katniss conosce perché anni prima, inconsapevolmente, le ha salvato la vita, la sua e quella della sua famiglia.
I due ragazzi vengono portati a Capitol City dove subiscono un restyling dell'immagine e successivamente, dopo la sfilata d'apertura dei giochi, partecipano a tre giorni di allenamento intensivo.
I tributi fanno il loro ingresso in arena, dove, una battaglia all'ultimo sangue, porterà ad avere il vincitore della 74esima edizione degli Hunger Games.

Recensione:
Hunger Games è ambientato nel futuro, in un epoca indefinita, a Panem, una nazione sorta dopo la distruzione quasi totale del pianeta, avvenuta in seguito a numerosi cataclismi.
Il racconto è narrato in prima persona, esattamente nel momento in cui si svolge, come se fossimo nella testa della ragazza. 
Gli eventi non ci sono descritti secondo una linearità temporale, ma come accade anche nella realtà, ci sono particolari osservati, odori percepiti e sensazioni che fanno rivolgere la mente della protagonista ai ricordi, e sono proprio questi ricordi che permettono al lettore di conoscere man mano vari episodi del suo passato.
La sua vita, la sua famiglia, la storia di Capitol City, dei tributi, degli Hunger Games ci vengono svelate poco a poco, quando i ricordi riaffiorano.
Un modo di raccontare che coinvolge e non annoia, anzi permette di porsi sempre e continuamente delle domande, dato che non ci è tutto servito sul piatto d'argento.
Il racconto non manca di note sarcastiche e anche spiritose, come possono essere i pensieri della protagonista soprattutto nei riguardi di Effie Trinket e degli abitanti di Capitol City, o le spiritose battute di Peeta.
Una conclusione che lascia con il fiato sospeso, e invoglia a prendere immediatamente in mano il seguito.

Considerazioni: 
Ho ampliamente disquisito (forse anche troppo XD) sulle mie opinioni riguardo a questo libro durante il gruppo di lettura, se volete potete trovarle qui.

 Capitoli 1-7 
 Capitoli 8-14 
 Capitoli 15-21
 Capitoli 22-27

Breve confronto con il film:
Come è normale che sia film e libro si differenziano in alcuni aspetti, e per quanto mi riguarda è stato bello poter unire e confrontare le due visioni.
Il libro ci presenta la storia dal punto di vista della protagonista, quindi non ci dà modo di vedere nulla di più di quello che lei stessa vive, sente e vede.
Anche il film si muove più o meno sulla stessa logica, ma in alcuni spezzoni ci dà anche modo di sbirciare la realtà fuori dall'arena.
Vediamo quindi quello che succede durante i giochi a Capitol City, come si lavora dietro le quinte dei giochi, abbiamo una visione più ampia dei burattinai che muovono i fili delle loro marionette.
La scena che più ho preferito del film (anche rispetto al libro) è stata quella della morte di Rue. 
Nel film è vissuta in maniera molto più drammatica, e ci dà inoltre modo di vedere la reazione del Distretto 11 all'accaduto.
Una reazione forte, di rabbia e di disprezzo che ho approvato, molto più forte e più emozionante della pagnotta ricevuta nel libro.
Tra le altre differenze ho riscontrato una generale diversità nel carattere di Katniss, nel film è più fredda e sprezzante nei confronti del gioco e appare anche meno costruita e architettata nei confronti di Peeta.
Ad esempio nel libro, nella sfilata iniziale, Katniss è descritta tutta smancerie e vezzeggiamenti, nel film invece appare solo confusa, stordita e incredula.
Un'immagine (quella del film), che a mio pare si accorda meglio con il carattere della protagonista.
O ad esempio dopo la prova di addestramento con gli strateghi, la Katniss del film è spavalda, menefreghista, soddisfatta, quella del libro invece è spaventata, immersa nelle lacrime.
La Collins ci dà di lei un'immagine probabilmente più realistica, ma meno eroica.
La Katniss del libro ha i pensieri continuamente rivolti alle telecamere, di questo nel film ovviamente non ve n'è traccia, ma è anche normale, un film non può soffermarsi ad indagare i pensieri di un personaggio come invece può fare un libro.
La scena della morte di Cato l'ho preferita nel film, nel libro mi è parsa inutilmente lunga e crudele.
Inoltre mi è piaciuto anche lo sfogo finale di Cato che purtroppo nel libro non esiste.
Eccetto le analisi introspettive della protagonista, alcune scelte diverse (come la storia di come Katniss entra in possesso della spilla della ghiandaia imitatrice) e alcune omissioni (gli ibridi nel film sono delle bestie create appositamente, o Peeta che non perde nessun arto) non ho trovato differenze esagerate.
Il film, a mio parere, descrive abbastanza bene le scene narrate nel libro e, voce di Katniss a parte (nella versione italiana è orrenda), l'ho apprezzato anche dopo averlo rivisto in seguito alla lettura.


il mio voto per questo libro