venerdì 13 dicembre 2013

Recensione: "Racconti Straordinari" di Edgar Allan Poe

Titolo: Racconti straordinari
Autore: Edgar Allan Poe
Editore: REA Multimedia
Data di Pubblicazione: 2011
Pagine: 118
Prezzo: 0,99 €

Trama:
Pur delineando situazioni differenti, i racconti inclusi in questa raccolta presentano come comune denominatore il superamento dei limiti della ragione umana, attraverso un viaggio psicologico popolato da visioni oniriche, presenze misteriose, sensazioni surreali, improvvise nevrosi e ossessioni. 
Le storie sembrano infatti voler indagare i meandri della mente che sono al di là del nostro controllo, che non conoscono spiegazione, mischiando il mistero all'introspezione.

La raccolta comprende i seguenti titoli:
♥ Il ritratto ovale
♥ Morella
♥ Silenzio
♥ Doppio assassinio nella via Morgue
♥ Una discesa nel Maelstrom
♥ Berenice

Recensione:
Più che racconti brevi li definirei racconti brevissimi. Potrebbero essere delle ottime premesse per delle storie avvolte nel mistero. Potrebbero, perché purtroppo rimangono solo premesse che ti lasciano con l'amaro in bocca, terminando proprio sul più bello. E' il caso de "Il ritratto ovale" che a mio parere sarebbe potuto diventare un vero e proprio romanzo, o ancora de "Il doppio assassinio sulla via Morgue". Se alcune storie paiono dunque riduttive, altre per assurdo risultano prolisse, nonostante le poche pagine, quasi non fossero altro se non uno sfoggio di erudizione. Mi riferisco ad esempio a "Silenzio", a "La discesa nel Maelstrom", che ad un certo punto pare quasi un trattato di geografia, o al lungo excursus sull'analisi e il gioco degli scacchi, contenute ne "Il doppio assassinio".
Le varie storie sembrano solo accennate, non c'è un vero e proprio sviluppo dei fatti né tantomeno una disamina dei personaggi, che non vengono approfonditi né dal punto di vista fisico (se non per pochi cenni), né da quello caratteriale. 
Nota positiva di questa raccolta è invece indubbiamente lo stile di Poe, elegante anche nelle descrizioni degli accadimenti macabri, talvolta erudito e cerimonioso, ma sempre ricco di particolari che definiscono le scene e danno alla narrazione un valore aggiunto.
Di contro ciò che non ho apprezzato del tutto sono alcuni tratti dei personaggi che oserei definire stereotipati, come le figure di donne deboli e cagionevoli, dall'indole malinconica (o versata verso la filosofia o le arti magiche), oppure gli uomini improvvisamente presi dal furor e dall'odio profondo nei confronti di ciò che più amano (cosa già riscontrata ne "Il gatto nero"). 
Altra nota dolente, come accennavo prima sono i finali, spesso prevedibili (e in questo fa eccezione "Il doppio Assassinio") ma soprattutto senza alcuna degna conclusione.

Considerazioni:
Premetto di aver letto con piacere in passato altri racconti di Poe e anche parte della sua produzione poetica. E se da un lato ho riscontrato nei racconti in questione alcune somiglianze, come ad esempio lo stile, la scelta accurata dei vocaboli o la fisionomia di alcuni personaggi (basti pensare alla figura dell'amata fragile e delicata che muore prematuramente), ho anche percepito in questi ultimi una minore attenzione per la narrazione, spesso messa in secondo piano a favore delle scene descrittive o delle divagazioni a sfondo filosofico. In questo modo, a mio parere, il racconto si perde, non prosegue in maniera fluida, e quindi non coinvolge e non stupisce, arrivando in alcuni tratti addirittura alla noia. I personaggi poi, come già dicevo, non sono affatto analizzati ma solo presentati in una maniera all'inizio e in quella opposta alla fine, senza che si dia una ragione plausibile al cambiamento. Allo stesso modo l'amore profondo si tramuta improvvisamente in odio, la mente razionale diviene di punto in bianco folle.
In conclusione consiglio questo libro a chi non ha molte pretese o è alla ricerca di una lettura non impegnativa, ma se amate il mistero, il brivido o l'azione passate oltre.

Curiosità:
Edgar Allan Poe è universalmente considerato uno dei padri del romanzo gotico nonché l'inventore del giallo poliziesco dalle sfumature psicologiche, e dei cosiddetti racconti "del terrore". La sua produzione letteraria comprende un romanzo, "Storia di Arthur Gordon Pym" (1838), e 69 racconti, presentati alla critica separatamente e riuniti poi dallo stesso autore in tre raccolte: "Racconti del grottesco e dell'arabesco" (1840), "Racconti in prosa" (1843), e "Racconti" (1845). Questi tre volumi vennero poi tradotti e riassemblati da Baudelaire, che nel 1856 diede vita ai "Racconti Straordinari", nella veste giunta sino a noi. 

il mio voto per questo libro

2 commenti:

  1. Ciao cara, ti ho nominata nel mio blog per il Versatile Award! Spero ti faccia piacere :) http://millenovecento94.blogspot.it/2013/12/the-versatile-blogger-award.html

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  2. Anche io tempo fa lessi qualcosa di suo, devo dire che nonostante la fama non mi è rimasto particolrmente impresso.

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