lunedì 21 giugno 2021

Recensione: "La casa delle meraviglie" di Anna Vivarelli

Titolo: La casa delle meraviglie
Autore: Anna Vivarelli
Illustrazioni: Giulia Dragone
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: 4 marzo 2021
Pagine: 128
Prezzo: 9,50 €

Trama:
Case, case, case: da quando sua mamma è andata via, Emma non ha fatto che cambiarne. Il padre possiede un catalogo sconfinato di abitazioni che propone in vendita ai clienti, così, ogni volta che l’appartamento in cui vivono viene venduto, lei e il suo papà possono sceglierne uno nuovo. La casa perfetta deve avere qualche imperfezione, altrimenti verrebbe subito comprata! 
L’attico senza ascensore, la casa spaziosa che affaccia sulla ferrovia, la villetta difficile da raggiungere. 
Dopo la ventunesima casa, però, i due arrivano al Bosco delle Fate, una radura alle porte della città con alcune casette mobili parcheggiate. È la casa più piccola che abbiano abitato, tanto che Emma immagina di averla presa in prestito da una fata. Anche le persone che conoscono in quel posto hanno qualcosa di speciale: la misteriosa Giulietta delle stelle con il suo telescopio, il fattore Giacomino e la sua banda di piccoli Giacomini, il ciclista De Filippis con un aneddoto dei tempi andati sempre in tasca… e quando viene l’ora di partire la bambina non ha dubbi: quello è il posto che non vuole smettere di chiamare casa.   

Recensione:
Perché leggiamo?
Ci sarebbero molte risposte per questa domanda. Perché i libri ci permettono di viaggiare senza bisogno di bagagli, perché ci fanno volare con la fantasia, immaginare nuovi posti e scenari, vivere vite diverse dalla nostra.
A volte ci donano quella fuga dalla realtà che tanto aneliamo, quell'ora di spensieratezza, di distacco dai problemi e tutto il resto.
Bene, "La casa delle meraviglie", come suggerisce il titolo, fa tutto questo.
È una storia che parla di avventura e libertà. Di un padre e di una figlia che prendono la vita così come viene, senza pensare troppo al futuro, senza preoccuparsi di ciò che sarebbe più opportuno fare.
L'uomo, dopo essere stato abbandonato dalla moglie, partita per i Paesi Bassi con il suo ex (o come ripetono sempre nel libro "con la sua Hertogenbosch"), non si butta giù e trova il modo per rendere la vita della figlia indimenticabile, un sogno in cui tutto è possibile e non ci sono limiti all'immaginazione.
I due bastano l'uno all'altra, si divertono scegliendo di volta in volta nuove case in cui abitare, andando in giro in bici la domenica con il signor De Filippis, facendo barbecue o rilassanti soste in trattoria.
Fino a che non decidono di fermarsi davvero, una volta per tutte, al Bosco delle Fate, un villaggio turistico di abitazioni su ruote. Finalmente Emma può avere una casa, che per quanto piccola e bizzarra, è completamente sua.
Gli scoiattoli saltano da un albero all'altro, gli uccellini cinguettano, lei può guardare le stelle la sera e fare colazione la mattina sul suo amatissimo dehors.
È vero, deve fare un po' di strada ogni giorno per arrivare a scuola, ma cos'è un piccolo sacrificio paragonato ad ore ed ore di pace e armonia?
Ma purtroppo anche al Bosco delle Fate i guai non tardano ad arrivare: i nostri due amici dovranno di nuovo fare i bagagli alla ricerca dell'ennesima casa? 
Potrei dire tante cose su questo libro, ma la più importante è che rappresenta una ventata di aria fresca, proprio ciò che ci vuole in questi tempi così turbolenti.
Leggere di Emma, e della sua vita all'aria aperta, senza regole e priva di monotonia, un'esistenza a zaino in spalla alla ricerca di nuove emozioni, mi ha fatto sognare, una vita diversa, un nuovo posto in cui stare, una quotidianità senza abitudini e routine.
Questo libro sa di spensieratezza, sa di vita vera, fatta di cose essenziali, ore all'aria aperta, gite alla scoperta di diversi scenari e perché no, anche merende e spuntini, che non guastano mai.
Altra cosa che ho apprezzato molto è il rapporto tra Emma e suo padre, all'insegna della sincerità e della comunicazione. I due parlano di tutto, della nuova vita della mamma, dell'infanzia del papà, delle sue vecchie cotte, dei soprusi che ha dovuto subire da bambino, della timidezza che gli ha sempre fatto da freno.
E poi anche gli altri personaggi, tutti così amichevoli e particolari, uno fra tutti il venditore ambulante di formaggette Giacomino e la sua bellissima e numerosa famiglia, pecore comprese. Impossibile non amarli!
Insomma, un libro che consiglierei a tutti, che mi ha fatto innamorare della sua magica atmosfera, e che presenta un unico difetto: finisce troppo presto.

Ringrazio la casa editrice Feltrinelli per avermi fornito una copia cartacea di questo romanzo

il mio voto per questo libro

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