lunedì 16 gennaio 2017

Recensione: "Il GGG" di Roald Dahl

Titolo:  Il GGG
Titolo originale: The BFG
Autore: Roald Dahl
Illustratore: Quentin Blake
Editore: Salani
Data di pubblicazione: novembre 2016
Pagine: 220
Prezzo: 12,90 €


Trama:
Sofia non sta sognando quando vede oltre la finestra la sagoma di un gigante avvolto in un lungo mantello nero. È "l'Ora delle Ombre" e una mano enorme la strappa dal letto e la trasporta nel Paese dei Giganti. 
Come la mangeranno, cruda, bollita o fritta? 
Per fortuna il Grande Gigante Gentile, il GGG, è vegetariano e mangia solo cetrionzoli; non come i suoi terribili colleghi, l'Inghiotticicciaviva o il Ciuccia-budella, che ogni notte s'ingozzano di popolli, cioè di esseri umani. Per fermarli, Sofia e il GGG inventano un piano straordinario, in cui sarà coinvolta nientemeno che la Regina d'Inghilterra. 

Recensione:
È una notte innaturalmente silenziosa quella che vede la piccola Sofia svegliata da un raggio di luna straordinariamente luminoso e impertinente. Nessun rumore nell'orfanotrofio che la accoglie ormai da tempo, nemmeno il minimo scricchiolio del vecchio legno o dei letti arrugginiti, o il docile russare delle compagne. Nulla se non quel raggio di luna che le impedisce di addormentarsi. Così, inforcati gli occhiali e contravvenendo alle ferree regole che vietano di lasciare il proprio letto in piena notte, Sofia si avvicina alla finestra e, scostate le tende, ammira il panorama.
Tutto appare diverso alla luce della luna, le case sembrano più tetre e le ombre più inquietanti... sta giusto pensando a questo quando, nella notte, una figura nera e immensa scivola nel buio, si ferma davanti alle finestre dei condomini vicini per guardavi dentro.
Sofia stenta a crederci ma non sta sognando e quello che sta osservando è proprio un gigante.
Avviene così il primo incontro di sguardi tra una piccola orfanella in camicia da notte bianca, e un vecchio ed enorme gigante di sette metri con orecchie smisurate, vestito con pantaloni troppo corti e un consunto panciotto.
Il gigante a questo punto non può soprassedere al fatto di essere stato visto, per la prima volta in vita sua, da un umano, o come direbbe lui da uno del popollo, così si ritiene in parte costretto e in parte autorizzato a strappar via la bambina dal suo letto e portarla con sé, nel regno dei giganti.
Nonostante lo spavento iniziale Sofia capirà che il gigante non ha intenzioni malevole, perché lui è il GGG, il Grande Gigante Gentile, non si ciba di gente del popollo, ma solo di disgustose verdure chiamate cetrionzoli.
Però, purtroppo, non tutti i giganti sono come lui, anzi, lui è il solo gigante gentile esistente, perché gli altri hanno gusti culinari ben diversi! Quelli come l'Inghiotticicciaviva, lo Stizza-Teste, il Trita-Bimbo, lo Spezza-Fanciulle, farebbero di Sofia un sol boccone!
Ogni notte i terribili giganti si recano in diverse regioni del mondo per saziare il loro famelico appetito e, vi sconvolgerà sentirlo, i loro spuntini prelibati sono, neanche a dirlo, le tenere carni dei più piccini.
Sofia però proprio non ci sta a vedere il ripetersi della scena notte dopo notte, così mediterà un astuto piano con il, ormai, grande (in tutti i sensi) amico GGG.
È così che Roald Dahl dà vita ad un'altra sua eroina, una bimba coraggiosa e decisa che non si fa scoraggiare dalle avversità, anche quando sono infinitamente più grandi di lei.
Sofia infonde coraggio e rende possibile l'impossibile.
Ma il racconto non sarebbe stato altrettanto speciale senza il suo protagonista, il Grande Gigante Gentile che, con il suo linguaggio sgrammaticato e i suoi modi buffi, insegnerà alla bambina che molti pregiudizi nascono dalla non conoscenza o, ancor peggio, dalla presunzione di sapere tutto.
E se in alcuni frangenti il racconto può sembrare troppo forte per il pubblico a cui è rivolto, in altri è proprio la forza delle immagini a rendere chiari i discorsi più profondi tra i due interlocutori.
Quando, ad esempio, Sofia indignata e disgustata, chiede al GGG perché gli altri giganti mangino gli uomini se questi non hanno fatto loro nulla di male, il gigante le risponde che anche gli uomini mangiano i porcellini e anche loro potrebbero porsi la stessa identica domanda.

«Tu dimentica» l'interruppe il GGG «che tra i poppolli c'è tanta gente che scompare di continuo, anche senza che i giganti se li ciuccia. I popollani si fa fuori l'un l'altro molto più spesso si quanto i giganti li divora». 
«Ma gli uomini non si mangiano reciprocamente» disse Sofia. 
«Anche i giganti non si mangia tra loro» disse il GGG «E loro nemmeno si uccide! I giganti non sarà educati, ma non si uccide tra loro. E neanche i coccodrilli si uccide l'un l'altro, e i gattini non uccide gli latri gattini». 
«Però i topi sì». 
«Sì, ma lascia stare i loro concugini. I popolli della terra è i soli animali che uccide i suoi concugini». 
«E i serpenti velenosi non si uccidono tra di loro?» chiese Sofia. Cercava disperatamente di trovare qualche altro essere che si comportasse male quanto l'uomo. 
«I serpenti verminosi non si uccide tra loro» disse il GGG. «E neanche gli animali più feroci, come le tigri e i rinocerotti. Nessuno di loro uccide il suo concugino. Ha tu mai pensato in questo?» 
Sofia non rispose. 
«Io non riesce a capire i popollani» rispose il GGG «tu per esempio è una popollina e dice che i giganti è abominioso e mostrevole perché mangia la gente. Chiaro o scuro?» 
«Chiaro». 
«Ma i popollani si imbudella tutto il tempo tra loro, si sparapacchia con i fucili e va sugli aeropalmi per tirarsi bombe sulla testa ogni settimana. I popollani uccide per tutto il tempo gli altri popollani».
Aveva ragione. Era evidente che aveva ragione, e Sofia lo sapeva. Stava cominciando a chiedersi se davvero gli uomini fossero migliori dei giganti. «Tuttavia» disse, cercando di difendere nonostante tutto i suoi simili, «ciò non impedisce che sia riprovevole che quegli orribili giganti se ne vadano ogni notte a mangiare gli esseri umani. Gli uomini non hanno mai fatto loro nulla di male.» 
«E' quello che dice ogni giorno anche il porcellino. Dice: "Io non ha mai fatto nulla di male agli uomini e allora, perché loro mi mangia?"»

Questo ovviamente non è un invito a diventare vegetariani, ma è comunque utile per insegnare ai piccoli (e anche agli adulti, perché forse servirebbe più a loro), a guardare le cose da più punti di vista e non solo dal proprio.
L'uomo è sempre bravissimo ad elogiare se stesso, il proprio Paese, la propria nazione, il proprio credo, e a sminuire gli altri senza nemmeno provare a conoscerli.
Abilissimo nel fare paragoni, guardare la famosa pagliuzza negli occhi degli altri senza accorgersi della trave che ha nei propri.
La cosa più bella de "Il GGG" è proprio questa, aldilà della simpatia innata che il personaggio ispira, e dell'affetto che susciterà, io spero che gli adulti aiutino i giovani lettori, che si approcciano a questa storia, ad andare oltre quello che, apparentemente, racconta e scovare il suo significato più profondo, perché in questo caso ne vale proprio la pena.

Considerazioni:
Ancora una volta Roald Dahl prende una bambina semplice, povera e infelice e fa di essa l'eroina del suo racconto.
È, questa, una cosa che mi piace moltissimo delle sue storie, egli non affida il compito di salvatore a fate, o maghi, a principi o guerrieri, o ad artefatti capaci di qualsivoglia potere, o più semplicemente a degli adulti. È una semplice orfanella colei che, in queste pagine, combatte la crudeltà e cerca disperatamente una soluzione. 
Non è questo un modo bellissimo per dare fiducia a dei ragazzini? Leggergli storie in cui sono proprio loro quelli che lottano per le giuste cause?
I bambini di Dahl, da Matilde, a Sofia, a Charlie (protagonista de "La fabbrica di cioccolato"), sono ben diversi, ad esempio, dal Pinocchio di Collodi, il famoso burattino che, per imparare la lezione, ha dovuto prima subire diverse minacce e altrettante punizioni.
Dahl mostra direttamente la retta via, non le conseguenze a cui la cattiva strada potrebbe portare, cosicché le sue storie risultano sempre un insegnamento positivo (seppur ricco di fantasia), che un monito minaccioso. 
Tuttavia credo che questa storia non possa essere letta ad un bambino ancora troppo piccolo per capire che, quelli narrati, sono fatti di pura immaginazione, o che vada letta in compagnia di un adulto che rincuori il bambino sul fatto che, ad oggi, non ci sia la minima possibilità di essere catturati, in piena notte, dall'enorme mano di un terribile gigante, poiché essi sono stati già sconfitti, tanto tempo fa, da Sofia e dal GGG ^-^
Scene cruente e sanguinolente a parte (probabilmente troppo forti per il pubblico a cui il racconto è rivolto), il GGG sembra essere pensato proprio per piacere ai bambini che, sono sicura, impazziranno leggendo il suo modo buffo di esprimersi, i suoi modi cortesi e delicati in netto contrasto con la sua statura e, infine, il suo estremo godimento nel "petocchiare". Soprattutto al cospetto della regina! :D
Una storia profonda ma anche tanto divertente, ricca della straordinaria fantasia a cui Dahl ci ha abituati e a cui, probabilmente, molti scrittori hanno attinto per le loro storie.
Dico questo perché, tempo fa, prima di leggere "Il GGG", avevo letto la trilogia del Regno delle Ombre di Maxence Fermine, ma solo ora che ho letto questo racconto di Dahl ho potuto rendermi conto delle somiglianze con "La piccola mercante di sogni", primo capitolo della saga.
Sia il GGG che Lili catturano sogni per far sognare la gente, entrambi li acchiappano con un retino e li rinchiudono in barattoli per non farli sfuggire. Ad entrambi può capitare di prenderne sia di belli che di terribili.
I giganti di Dahl proprio come alcuni abitanti del Regno delle Ombre descritti da Fermine (che parlavano "l'idiolotto"), si esprimono in modo decisamente bislacco.
Che dite? Saranno solo coincidenze? A voi l'ardua sentenza...

Ringrazio la casa editrice Salani per avermi fornito una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

3 commenti:

  1. Ciao, avevo letto questo libro alle elementari e ricordo che mi era piaciuto tanto, con il tempo i ricordi si erano un po' sbiaditi, ma ora con la tua bella e dettagliata recensione sono ritornati a galla ;-)

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  2. Io adoro da morire Roald Dahl. Questo è uno dei miei preferiti (insieme a Matilda).
    Devo assolutamente recuperare il film uscito a dicembre :)

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  3. Il GGG è un libro delizioso, l'ho letto un paio di mesi fa in previsione dell'uscita del film, che non ho ancora avuto l'opportunità di vedere. Pagina dopo pagina ho ritrovato quella sensazione di trepidante scoperta e di candido stupore tipica di quand'ero bambina. E non sono molti i libri per bambini/ragazzi in grado di farmi questo effetto. E' il primo libro di Roald Dahl che leggo e mi rammarico di non essermi avvicinata prima a questo talentuoso autore, ma sono decisa a recuperare il tempo perduto leggendo tutte le sue opere.

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