lunedì 13 luglio 2020

Recensione: “Quando Helen verrà a prenderti” di Mary Downing Hahn

Titolo: Quando Helen verrà a prenderti
Titolo originale: Wait till Helen comes
Autore: Mary Downing Hahn
Editore:  Mondadori
Data di pubblicazione: gennaio 2020
Pagine: 190
Prezzo: 17,00 € (cartaceo) 8,99 € (ebook)


Trama:
Molly e suo fratello Michael non hanno mai legato con la sorellastra Heather, una bambina di sette anni che non perde occasione di accusarli ingiustamente, seminando discordia tra i genitori. 
Fin quando la famiglia si trasferisce in una vecchia chiesa ristrutturata in campagna e le cose precipitano.
Attratta dall'antico cimitero che confina con la proprietà, Heather sostiene di parlare con il fantasma di una bambina di nome Helen, morta oltre cent'anni prima, e minaccia i fratelli con un cupo avvertimento: «Quando Helen verrà a prendervi, vi pentirete di tutto quello che mi avete fatto».
Ma chi è Helen e come mai la sua lapide si erge solitaria, con le sue sole iniziali a ricordarla?

Recensione:
“Quando Helen verrà a prenderti” è un horror per ragazzi davvero appassionante e avvincente, di quelli che si leggono tutto d’un fiato perché è difficile staccarsi dalle sue pagine. Non eccessivamente spaventoso e quindi particolarmente indicato ai giovani lettori, per far loro capire che anche leggere un libro può essere un’attività entusiasmante, e quale periodo migliore di questo per intrattenerli anche grazie alla lettura?
Quella che incontriamo in queste pagine è una famiglia allargata.
Molly e Michael sono fratello e sorella rispettivamente di dodici e dieci anni, la loro mamma, lo scopriamo leggendo, ha da poco sposato Dave, anch'egli padre, di Heather, una bimba di sette anni che, a quanto pare, fatica ad accettare la nuova unione. Non è riuscita a legare con matrigna e fratellastri, anzi addirittura sembra provare per loro un certo rancore, un’insofferenza ingiustificata.
Il romanzo inizia quando la mamma comunica a Molly e Michael la decisione del loro trasferimento da Baltimore a Holwell, una piccola città del Maryland dove lei e Dave hanno deciso di comprare una chiesa dismessa e di trasferircisi tutti, per ricominciare.
Una vita immersi nella campagna, nella natura, tra il verde e i ruscelli, potrebbe essere un ottimo scenario per dare una possibilità alla loro famiglia, un posto nuovo dove costruire nuovi ricordi e dove, forse, potranno essere tutti più uniti.
Ma nessuno dei tre ragazzi sembra essere entusiasta dell’idea, Michael, un ragazzino piuttosto atipico per la sua età, rimpiange subito il club di scienze a cui non potrà partecipare, Molly si dispera per il corso di scrittura creativa che non potrà frequentare e la piccola Heather, be’ lei detesta semplicemente il fatto di dover trascorrere del tempo con tutti loro... fosse per lei prenderebbe il suo papà e lo trascinerebbe via da quel circolo a cui non ha mai scelto di appartenere.
Ma si sa, le rimostranze dei bambini non possono competere con le scelte prese dai grandi, quindi i tre sono costretti a subire questa immediata partenza a cui non erano stati preparati.
L’arrivo alla piccola chiesa si rivela migliore del previsto, la costruzione è davvero graziosa, immersa nel verde, ma totalmente isolata. Nessun vicino, e nessun compagno di giochi nei paraggi, un’amara rivelazione di cui nessuno li aveva messi al corrente.
Ma non è questa l’unica sorpresa poco gradita con cui Molly si ritroverà a fare i conti. 
Durante la prima perlustrazione del circondario scova ben presto, e con orrore, il cimitero abbandonato sul retro della proprietà. Una scoperta, questa, che la intimorisce e la destabilizza, ancor più quando si accorge, con il passare dei giorni, che Heather ne è, invece, particolarmente suggestionata.
È Heather, infatti, a scorgere, sotto la grande quercia, una lapide nascosta dall’erba incolta, la lapide solitaria di una bambina della sua stessa età, sulla quale sono riportate solo delle iniziali: H.E.H... esattamente le stesse che compongono il suo nome completo: Heather Elizabeth Hill.
Pochi giorni dopo questa scoperta, Molly sorprende Heather al cimitero vicino la lapide, rivolgersi a qualcuno di nome Helen, chiedendole di diventare sua amica.
Poco dopo la bambina inizia a minacciare i due fratellastri. 
A suo dire Helen sarebbe il fantasma della bambina sepolta sotto la quercia, ed essendo sua amica farà tutto ciò che le verrà chiesto.
«Quando Helen verrà a prendervi, vi pentirete di tutto quello che mi avete fatto», queste sono le parole che continua a ripetere loro.
Michael, mente razionale e analitica, non crede ad una sola parola, ma Molly non solo ci crede, è convinta di avere lei stessa visto qualcosa, e quando le minacce si tramutano in fatti, Molly diventa sempre più determinata a far venire a galla la verità. Eppure nessuno sembra credere alle sue parole, né suo fratello Michael, né la loro madre, né Dave, che non perde occasione per prendere le difese di sua figlia e accusare gli altri di escluderla e maltrattarla.
E la piccola Heather è bravissima nel provocare disastri e passare per la vittima della situazione, accendere micce, scatenare incendi e poi aspettare che tutto si plachi per farsi consolare dal suo papà.
Il suo obiettivo è proprio quello, dividere la famiglia e tenerselo tutto per te, e forse crede che Helen la aiuterà in questo. Ma non sa che Helen ha per lei ben altri progetti...
Tuttavia questa non è solo una storia di odio, rancori e fantasmi.
Questa è anche una storia di sbagli, di paura e amore.
La rabbia e la cattiveria, apparentemente immotivate, che la piccola Heather mostra e coltiva, hanno ragioni profonde e insanabili.
Non prova amore perché non crede di maritarlo. Diventa cattiva perché crede di esserlo.
“Quando Helen verrà a prenderti” è una storia appassionante, emozionante, inquietante al punto giusto, ma soprattutto una storia toccante, di rinascita e perdono, soprattutto verso se stessi.

Considerazioni:
Nei romanzi di fantasmi, c’è sempre un momento della storia in cui il protagonista, colei o colui che ha assistito all'apparizione paranormale decide finalmente di confidarsi con qualcuno di fidato, ma almeno inizialmente, non viene creduto.
Fa sempre rabbia leggere situazioni di questo tipo, soprattutto quando viene negata persino l’evidenza.
Però poi c’è il momento della rivincita, quel momento di esultanza in cui finalmente la realtà, per quanto strana e assurda, non può più essere negata, quello in cui, il protagonista dimostra di aver sempre avuto ragione, e, finalmente, guadagna un aiuto, una spalla con cui condividere ciò che sarà.
Be’ qui, per la povera Molly, quel momento non arriva mai.
Non solo non viene creduta da sua madre, non solo Dave, il suo neo-patrigno, la rimprovera e l’accusa di turbare la sensibilità della sua bambina, ma persino Michael, suo fratello, la sbeffeggia e le dà della stupida.
Sarebbe stato comprensibile se i due avessero avuto un rapporto conflittuale, ma così non è. 
I due vanno più che d’accordo, sono diversi, questo sì, Michael, pur essendo di due anni più piccolo è un bambino molto maturo e razionale, ma il loro è un bel rapporto, fatto di complicità e piccoli screzi, come è normale che sia.
Inoltre sono uniti dalla comune avversione che provano nei confronti della sorellastra, o meglio, sono uniti nel fronteggiare l’avversione che lei prova nei loro confronti.
Ma quando Molly confida al fratello ciò che ha visto lui non le crede, non le crede neanche di fronte alle prove, e non solo non le le concede il minimo beneficio del dubbio, ma la fa apparire anche più stupida e ridicola agli occhi degli altri.
Molly e Michael avrebbero dovuto essere una squadra, invece Molly si ritrova ad affrontare tutto da sola: il peso di conoscere una verità incredibile e raccapricciante, lo sconforto di non essere creduta, la responsabilità di dover salvare Heather da se stessa e da Helen, nonostante la sorella la odi, nonostante non voglia essere salvata.
Ed Heather, lei si comporta in modo davvero crudele.
Leggere tanta cattiveria e rabbia, perdi più immotivata, da parte di una bimba di soli sette anni è, non solo strano, ma incomprensibile.
La gelosia non può portare a tanto!
E poi la rivelazione finale - non del tutto inaspettata in realtà - che, seppur prevedibile, ho trovato molto toccante ed emozionante nel modo in cui ci viene rivelata.
L’abbraccio tra Molly e Heather - che si scoprono finalmente come due bambine che possono imparare ad aiutarsi, piuttosto che ad ostacolarsi, e volersi bene, anziché farsi la guerra, che possono imparare, in poche parole, ad essere sorelle - è di una dolcezza estrema.
E alla fine non importa più se Molly viene creduta dagli altri o meno.
Lei e sua sorella sanno la verità, lei e sua sorella sanno che ci saranno sempre l’una per l’altra.

Ringrazio Mondadori Ragazzi per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

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