martedì 24 settembre 2013

Recensione: "Cime tempestose" di Emily Brontë


Titolo: Cime tempestose
Titolo originale: Wuthering Heights
Autore: Emily Brontë
Editore: Mondadori
Data di Pubblicazione: Ottobre 2010
Pagine: 400
Prezzo: 9,50 €

Trama: 
Mr. Lockwood si è appena trasferito a Thrushcross Grange, una bella e isolata dimora di proprietà del signor Heathcliff, costui vive a Wuthering Heights, una proprietà a circa quattro miglia di distanza da quella da lui presa in fitto.
Ammalatosi durante la permanenza Lockwood è costretto a letto, a fargli compagnia durante la convalescenza, Ellen Dean, la governante di Thrushcross Grange, che lo intratterrà con la storia della famiglia Earnshaw.
Inizierà così un racconto a ritroso, narrando di come il vecchio padrone, molti anni prima, aveva trovato un bambino abbandonato e lo aveva accolto in famiglia, chiamandolo Heathcliff e facendo di lui il suo figlio prediletto.
Narrerà anche l'origine dell'affetto e successivamente dell'amore tra Heathcliff e Catherine e di come proprio questo amore folle e ossessivo li abbia pian piano distrutti entrambi.


Recensione:
Un libro che sin dalle prime pagine sa essere avvincente, destare curiosità e dubbio nel lettore.
Un libro di quelli che vengono letti tutto d'un fiato, impossibile da tener troppo a lungo sul comodino, come impossibile sarà non provare dei sentimenti forti per i personaggi narrati.
Mai ho letto di protagonisti così cattivi, crudeli, egoisti, e meschini.
Spesso quando in una storia non ci riconosciamo nel protagonista, o come in questo caso lo detestiamo, il tutto si ripercuote anche nel giudizio che diamo al libro.
La bravura di Emily Brontë sta proprio in questo, ha scritto un romanzo crudo e senza fronzoli, ha parlato di personaggi cinici e spregevoli e nonostante tutto ha scritto un capolavoro capace di coinvolgere e appassionare.
Il racconto è cruento, ma tale caratteristica è espressa solo tramite l'abile uso delle parole e la schietta descrizione dei sentimenti dei protagonisti.
Emily Brontë infatti non eccede mai con le parole, quando ad esempio deve raccontare di qualcosa di particolarmente forte che è stato detto o fatto usa omettere con frasi tipo: "ma non voglio ripetere il suo linguaggio e nemmeno descrivere la sua condotta abituale" o "dandomi un appellativo elegante che non voglio ripetere." e così via.
Altra cosa evidente è l'evitare di raccontare e descrivere la morte, di cui si parla solo quando questa è già avvenuta.
Emily Brontë non racconta una storia d'amore, quella che compie è più un'analisi caratteriale, un esame di come uno spirito invidioso, rancoroso e vendicativo sia capace di distruggere tutto ciò che di buono gli sta attorno, e di come a sua volta un carattere egoista, viziato e permaloso possa tramutare, un ragazzo deluso e involgarito dall'ignoranza, in un uomo malvagio e senza scrupoli.
Un amore malato, se di amore si può parlare, che come fuoco, brucia tutto ciò che circonda.


Considerazioni:
Se non hai letto il libro e hai intenzione di farlo fermati qui!
Mi sono avvicinata a questo libro per curiosità, conoscendone solo il titolo.
Ebbene si, non sapevo nulla della trama, nemmeno i nomi dei protagonisti, però il titolo "Cime Tempestose" da sempre mi ha affascinato, e sapendo che prima o poi l'avrei letto, non ho mai voluto saperne di più. 
Non mi piace conoscere le trame dei libri che ho intenzione di leggere, ritengo sia più bello scoprire tutto man mano, pagina per pagina.
Prima d'iniziarlo ero un po' scettica, temevo di trovarmi a leggere un romanzo simile a quelli di J. Austen che, per quanto io li abbia più o meno apprezzati, sono scritti in modo tale da non "prendere" immediatamente il lettore, e invece io, in quel momento, avevo voglia di leggere qualcosa di più avvincente. E così è stato.
Pensate un po' che dopo un paio di capitoli avevo anche avuto il sentore che si trattasse di una storia dai risvolti mistici e un po' horror (non del tutto sbagliato poi, ma certo non ai livelli che mi ero prefigurata io XD).
Così quando ho letto per la prima volta il nome di Heathcliff, per me era del tutto nuovo, e su quest'uomo arcigno e solitario, mi ero (come penso sia normale) fatta i miei bei film, immaginando che in realtà sotto quel guscio duro si nascondesse un cuore tenero... nulla di più sbagliato! 
Come ho detto precedentemente nella recensione, non ho mai letto di personaggi così crudeli, egoisti e meschini.
Una Catherine permalosa, viziata ed egoista disposta ad archiviare un amore sentito, perché l'oggetto di tale amore non risulta all'altezza alle sue aspettative, in favore di un amore di comodo capace di darle una diversa dignità e una vita da "signora". 
Non so ancora dire se lei amasse davvero Heathcliff o se il suo non fosse altro che il semplice capriccio di essere ben voluta da tutti e il desiderio di monopolizzare su di sé le attenzioni.
Un Heathcliff che se da principio è da compatire come un bambino maltrattato e avvilito dai pregiudizi, successivamente non si può non detestare.
La sua cattiveria supera di gran lunga ogni ingiustizia subita, e raggiunge uno dei massimi picchi quando si serve perfino del figlio morente per i suoi vili scopi, non provando pena per lui nemmeno quando questi è ormai sul punto di morte.
L'amore per Catherine è l'unico che conosce, ma è un amore malato, pazzo, un'insana ossessione.
Non lo migliora, anzi lo imbruttisce spingendolo alle peggiori azioni, tutto in onore di un'assurda vendetta.
Non c'è traccia di romanticismo, ogni frase, anche la più spassionatamente sentimentale, è rovinata da minacce di vendetta, maledizioni e crisi isteriche.
Edgar Linton, è l'unico personaggio che ho davvero apprezzato, per il quale ho provato vera compassione e nelle quali azioni ho letto l'amore più vero, più dolce, più incondizionato e più stolto.
Un uomo che sopporta anche umiliazioni gravissime da parte della sua donna e nonostante tutto la perdona, le è vicino e la ama. 
E la ama dolcemente, senza recriminazioni fino alla fine dei suoi giorni. Lui si, mi ha commosso.
La giovane Cathy è una ragazza generosa, testarda e intraprendente si affeziona sin da subito al cugino, Linton Heathcliff, un ragazzino debole sia di salute che di carattere.
Il loro rapporto inizialmente mi ha ricordato quello tra Mary Lennox e Colin Craven de "Il giardino segreto", con lei vitale e propositiva, lui malaticcio, viziato e apatico.
Diversamente dal Colin sopracitato, che con il tempo, le cure e l'affetto di Mary migliora, il giovane Linton rivela un carattere sempre peggiore.
Vigliacco, codardo, crudele, viziato, capriccioso come un bambino (nonostante i suoi diciassette anni), e cosa ancora peggiore, sleale!
Tradisce sua cugina Cathy e lo fa senza rimorsi. Tutto pur di salvaguardare se stesso.
La scena in cui è seduto a succhiare un bastoncino di zucchero candito, sotto agli occhi esterrefatti della governate Nelly Dean, rappresenta a mio parere il punto di massima cattiveria di questo personaggio.
Nelly Dean, una donna che sebbene non si possa disprezzare è comunque da ritenere, anche se involontariamente, responsabile di un gran numero delle disgrazie narrate.
Quasi sempre senza volerlo e senza l'intento di causare guai ci mette il suo zampino...
Partendo da principio:
- È lei che incoraggia un giovane Heathcliff a "mettersi a nuovo" per il pranzo di Natale. Ed è proprio da quel giorno che, dopo un litigio, nasce la rivalità e l'odio di Heathcliff nei confronti di Edgar Linton.
- Sa che mentre Catherine le fa una confidenza personale, riguardo al suo dubbio: se accettare o meno la proposta di matrimonio di Edgar, Heathcliff è lì, nell'ombra in ascolto, e nonostante tutto tace... da qui, come sappiamo, Heathcliff partirà per tre anni e tornerà irrimediabilmente incattivito.
- È a causa del suo intervento che avrà luogo il confronto/lite tra Heathcliff-Edgar-Catherine, che porterà quest'ultima alla malattia e in seguito alla morte.
- È mentre la piccola Cathy è sotto la sua custodia che avviene il primo incontro con gli abitanti di Wuthering Heights, dal quale poi conseguirà il trasferimento di Linton alle Heights.
- E a distanza di molti anni, sempre mentre una giovane Cathy è affidata alla sua custodia, avviene il secondo incontro con il cugino, a cui seguiranno la corrispondenza segreta, gli incontri clandestini serali, la prigionia e il matrimonio forzato.
Insomma pur senza volerlo, Nelly combina un guaio dopo l'altro, e forse anche per questa sua caratteristica (un po' sfigata) ha suscitato in me un misto di simpatia e insofferenza.
Hareton è l'unica vera vittima, senza alcuna colpa, di tutto il romanzo.
Subisce senza lamentarsi, ama ed è grato al suo persecutore. 
Gli è stato sottratto tutto, dall'affetto, al rispetto, dall'educazione agli averi, ma resta fedele al suo padrone, come farebbe un buon vecchio cane.
Credo che la storia d'amore tra lui e Cathy sia un po' la rivincita di quella che sarebbe stata la storia d'amore tra Heathcliff e Catherine se questi fossero stati tanto degni da viverla.
Una seconda chance data alle loro versioni migliori: una Cathy/Catherine generosa anziché egoista e un Hareton/Heathcliff che conosce la gratitudine e non la vendetta.
Nonostante il libro racconti di personaggi con cui mai si vorrebbe avere a che fare, e nonostante sia un racconto di sventure, e di bieche vendette, posso affermare che mi ha stupito, appassionato e convinto come pochi libri hanno fatto ultimamente.
Uno di quei libri che tra qualche anno avrò probabilmente voglia di rileggere, perché ho amato le sue cime tempestose e mi piacerebbe tanto farvi ritorno.

Il mio voto per questo libro

6 commenti:

  1. lessi questo libro non per dovere universitario o scolastico, ma semplicemente per profondissima voglia...
    lo triturai in quattro e quattr'otto...
    concordo col tuo giudizio, sebbene quando lo iniziai ne conoscevo qualche cosetta...
    i protagonisti di certo!

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  2. "La bravura di Emily Brontë sta proprio in questo, ha scritto un romanzo crudo e senza fronzoli, ha parlato di personaggi cinici e spregevoli e nonostante tutto ha scritto un capolavoro capace di coinvolgere e appassionare."

    Non potrei essere più d'accordo con te! io non sono riuscita a staccarmi da questo romanzo, è principalmente incentrato su personaggi che normalmente odieresti eppure la lettura scorre fluida e la curiosità viene alimentata ad ogni pagina. Come ho scritto anche nella mia recensione, si, sono personaggi meschini e crudeli ma spesso hanno alle spalle anni di dolore e sofferenza che (almeno in parte) spiegano le loro azioni.

    Di sicurò anche io lo rileggerò, mia mamma sta facendo la stessa cosa :)

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  3. @Ilaria Della Casa: Ho letto la tua recensione, sicuramente sei stata più clemente di me con i protagonisti ^__^

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  4. Ciao :) Devii raccomandare quali libri semplice? Soltanto mi studio l'italiano :) Saluto :)

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  5. E' uno dei miei libri preferiti, più che per la storia (pien dei diftti da te citati) per il modo in cui è stato scritto, traboccante di passione.

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    1. In realtà non sono difetti, a dire il vero non credo di averne trovati in questa storia.
      Mi è piaciuta davvero tantissimo e mi ha stupito in un modo che non credevo.
      Parla di personaggi orribili, crudeli ed egoisti, ma riesce comunque a coinvolgere e appassionare. Sono stata incollata a queste pagine curiosa di scoprirne l'epilogo, e non mi ha deluso... un capolavoro *-*

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