giovedì 3 dicembre 2015

Recensione: "Lo straordinario viaggio di Edward Tulane" di Kate DiCamillo

Titolo: Lo straordinario viaggio di Edward Tulane
Autore: Kate DiCamillo
Illustratore: Bagram Ibatoulline
Editore: Giunti
Data di Pubblicazione: 2014
Pagine: 128
Prezzo: 5,90 € 

Trama:
C'era una volta, in una casa in Egypt Street, un coniglio di porcellana di nome Edward Tulane.
Il coniglio era estremamente soddisfatto di se stesso, e per molte buone ragioni: di bell'aspetto ed elegante, apparteneva a una bambina di nome Abilene che lo adorava e lo trattava con ogni cura, ed era per di più, a tutti gli effetti, parte integrante della famiglia.
Ma poi, un giorno, il coniglio andò perduto. Edward, abituato a vivere nel lusso e nella bambagia, si ritrova improvvisamente solo, e in balìa degli eventi.
Dal fondo dell'oceano alla rete di un pescatore, da un mucchio di spazzatura al falò di un campo di vagabondi, fino alle strade di Memphis: queste sono solo alcune delle tappe di questo viaggio straordinario che porteranno il nostro amico a comprendere una grande verità: perfino un cuore del tipo più fragile può imparare ad amare, a soffrire, e ad amare di nuovo...

Recensione:
A prima vista questo libro potrebbe sembrare la tipica favola per bambini, con tanto di proverbiale frase d'apertura. Tuttavia, già delle prime pagine, appare ovvio al lettore che la storia narrata di convenzionale avrà, fortunatamente, ben poco.
Basti già pensare al protagonista, Edward Tulane, che è, senza dubbio, un personaggio particolare, unico nel suo genere, oserei dire.
Prima di tutto è un coniglio di porcellana, ossia un raro e raffinato esemplare di giocattolo, che solo le famiglie più benestanti possono permettersi di acquistare per i loro bimbi.
E come se non bastasse è un coniglio essenzialmente innamorato di se stesso. Non a caso il nostro caro Edward annovera tra i suoi passatempi preferiti, se non addirittura l'unico, il rimirarsi per ore e ore nei vetri delle finestre, per potersi gloriare del suo splendido e raffinato riflesso.
Non ama le manifestazioni d'affetto, neppure gli abbracci della compagna di giochi Abilene, non ama chi lo tratta con condiscendenza, non ama chi lo umilia considerandolo al pari delle altre bambole, e in generale, non ama niente e nessuno.
Nonostante gli altri componenti della famiglia Tulane non facciano che coinvolgerlo in ogni situazione, facendolo sentire a tutti gli effetti un membro della famiglia (naturalmente più per compiacere la piccola Abilene che per lo stesso Edward), il coniglio non sembra in nessun modo apprezzare l'affetto da questi elargito.
Anzi si mostra per giunta indisponente, infastidito dalle conversazioni poco interessanti o dalle smancerie non richieste.
Naturalmente il destino saprà dare al piccolo birbante una bella lezione, insegnandogli a non dare nulla per scontato, ad apprezzare il presente, e perfino, cosa per lui insolita, ad amare chi gli sta vicino.
So già che adesso tutti starete esclamando "ma che fantasia, ecco la solita morale della favola" e invece no, perché il messaggio del libro è sì importante, ma non rappresenta nulla di più, se non il fine ultimo a cui bisognerà prima o poi arrivare.
E se, come giustamente si dice, il percorso è spesso più importante della meta, sappiate che il peregrinare di Edward Tulane è un viaggio meraviglioso, costellato di incontri speciali e forti emozioni.
E in effetti, se dovessi definire questo racconto con una sola parola, direi proprio "emozionante". La scrittrice è stata abilissima in questo, a creare un bellissimo mosaico, alternando momenti di ironia ad altri più malinconici, regalando sorrisi ma anche facendo commuovere al momento opportuno.
In generale "Lo straordinario viaggio di Edward Tulane" rappresenta, almeno dal mio punto di vista, uno di quei libri capaci di conquistarti già dalle prime parole, uno di quelli che ti restano nel cuore, come solo le storie più belle sanno fare.
Una narrazione fatta di personaggi speciali e ricchi di buoni sentimenti, di sofferenza e di speranza, di contenuti profondi resi in modo leggero e delicato.
Un piccolo capolavoro, impreziosito dalle bellissime illustrazioni di Bagram Ibatoulline, che introducono e talvolta anticipano, in modo eccellente ogni capitolo.
Un racconto che tocca le corde del cuore, e ti ricorda che, se ci credi davvero, non è mai tardi per ritrovare la strada di casa.

Considerazioni:
Poche volte mi sono trovata così in difficoltà nello scrivere una recensione.
Continuavo a pensare a come descrivervi le sensazioni provate nel corso della lettura, e mi sono chiesta più volte come dirvi quali sono le cose che ho amato di questo racconto.
Potrei rispondere il personaggio di Edward, dapprima così schivo e poi sempre più affettuoso, oppure il lato ironico di certe situazioni e quello amaro di molte altre, o ancora la dolcezza di Bryce e Sarah Ruth, la spensieratezza di Bull e Lucy o la tenera solitudine di Nellie e Lawrence.
Ma in realtà, anche sommando tutti questi fattori, non riuscirei ad esprimere ciò che ho trovato in questo libricino.
È una di quelle storie che, seppur scritte in maniera esemplare, riescono con parole semplici ad affrontare tematiche molto più complesse, come la malattia, la morte, il dolore e la solitudine.
Proprio quest'ultima è una delle protagoniste latenti di tutta la storia.
Alcuni potrebbero giudicare negativamente o definire poco verosimile che, persone adulte o addirittura in età avanzata, dedichino tempo e attenzioni ad un pupazzo. Io ritengo invece che questo dato non faccia che portare alla luce come alcune categorie, quali gli anziani e i senzatetto, o in alcuni casi persino i bambini, siano troppo spesso abbandonati al proprio destino, senza nessuno che si preoccupi di far loro compagnia, o anche solo di ascoltare cosa hanno da dire.
L'autrice riesce a far trapelare, senza rivelarlo esplicitamente, lo stato d'animo di Lawrence e Nellie, o di Bull e degli altri vagabondi, che trovano improvvisamente in Edward un complice, capace di ascoltare senza mai giudicare.
E una delle cose che più mi ha più colpito è stato proprio il constatare come tutti gli argomenti (di cui quello accennato prima è solo uno dei tanti) siano narrati in modo credibile, dando ampio spazio ai sentimenti.
Lo stesso Edward, pur essendo in fin dei conti solo un giocattolo, diventa sempre più "umano", e sempre più capace di reazioni sincere. Da questo punto di vista potrebbe anche essere definito una commistione del personaggio di Pinocchio e dell'uomo di latta descritto ne "Il mago di Oz". Tuttavia, al contrario di questi ultimi, qui non si perde mai il punto di vista dell'oggetto inanimato, impossibilitato a parlare, camminare o agire da solo.
Proprio per questo proveremo spesso tenerezza per il coniglietto che non può fare altro che aspettare che qualcuno si ricordi di lui e vada a salvarlo, che non riesce ad evitare di rammaricarsi sapendo di non riuscire a dar sfogo con le lacrime, come fanno invece tutti gli altri, al dolore che sente, che non può che restare inerte, mentre passa da padrone in padrone,  o che, non potendo chiudere gli occhi e dormire, trova conforto, notte dopo notte, solo nelle stelle che fanno capolino alla sua finestra.

Edward guardò le stelle. Cominciò a elencare i nomi delle costellazioni, e poi si fermò. 
"Bull" chiamò il suo cuore. "Lucy". 
Quante volte, si chiese, sarebbe stato costretto ad andarsene senza avere la possibilità di dire addio?
Un grillo solitario attaccò una canzone. 
Edward lo ascoltò. Qualcosa dentro di lui, proprio in fondo, gli faceva male. Avrebbe tanto desiderato poter piangere.

E sempre più proveremo affetto per il nostro protagonista alla ricerca di se stesso.
Parte fondamentale in questo lavoro avranno ovviamente gli altri personaggi che faranno di Edward, ognuno in un momento differente, il loro più fidato confidente. Ascoltando i racconti dei suoi nuovi amici, condividendo gli stessi problemi e le stesse avversità, e dando il giusto peso a cose che prima considerava di vitale importanza, Edward inizierà a sua volta a guardare la sua vita da una diversa prospettiva.
Perché, come diceva Marcel Proust "un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi", e l'esplorazione che il nostro amico è costretto ad intraprendere non fa di certo eccezione. Un viaggio non solo nel mondo ma anche dentro di sé, un percorso difficile, disseminato di tante traversie da affrontare, prima di riuscire finalmente a vedere, e prima di lasciarsi guidare dal cuore, senza più paura.
Ed è davvero così per Edward, per quanto l'itinerario del protagonista tocchi nuove destinazioni e nuovi personaggi, il traguardo più importante per lui sarà imparare che amare è importante quanto essere amati, e che il dolore è una componente dell'amore che bisogna saper accettare.
Il povero Edward infatti, dopo aver molto amato e altrettanto sofferto, non riesce davvero a capire il senso di tanto patire, tanto ad arrivare a pensare di chiudere per sempre il suo cuore. Perché concedersi ancora una possibilità, perché affezionarsi ad altre persone, se sai già che prima o poi dovrai perderli?

Per un pezzo il posto accanto a lui rimase vuoto mentre, un giorno dopo l'altro, la porta del negozio si apriva e si chiudeva, lasciando entrare il sole del mattino o la luce del tardo pomeriggio, facendo fremere i cuori delle bambole. Perché ogni volta che la porta si apriva, tutte loro pensavano: "questa volta sì, questa volta vorranno proprio me". 
Edward era l'unico a pensarla diversamente. Era orgoglioso di non sperare, di non permettere al suo cuore di fremere, di tenere il suo cuore sottochiave, immobile e silenzioso.

Ma se c'è qualcosa che insegna questo libro è proprio il non arrendersi.
Tutti noi siamo Edward Tulane, o perlomeno lo siamo stati in un determinato momento della nostra vita. Tutti siamo andati in frantumi, almeno una volta. Tutti abbiamo dovuto raccogliere i pezzi, farci forza ed andare avanti. Perché, a volte, non si può far altro che prendere la vita per quello che è, cercando di vedere sempre una luce oltre il tunnel, o sperando di notte in una nuova alba che ci lasci senza fiato. 
il mio voto per questo libro

6 commenti:

  1. Vorrei davvero sapere dove trovi questi libri così particolari ahaha ♥No, a parte gli scherzi, bella recensione ;) ♥

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    1. In realtà questa volta devo ringraziare un'altra amica blogger che me l'ha fatto conoscere. È davvero un bel libro, poi le illustrazioni sono così carine che anche solo per quelle varrebbe la pena acquistarlo.

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  2. La cover mi piace tantissimo. La trama è interessante e lo leggerei volentieri :)

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    1. È un piccolo gioiellino da avere in libreria!

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  3. L'ho letto tanti anni fa e ne ho un bellissimo ricordo! :)

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  4. In effetti è una storia che ti entra nel cuore *-*

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