venerdì 29 giugno 2018

Recensione: “Mary Read. La ragazza pirata” di Alain Surget

Titolo: Mary Read. La ragazza pirata
Autore: Alain Surget
Editore: Gallucci
Data di pubblicazione: 1 marzo 2018
Pagine: 320
Prezzo: 16,40 € (cartaceo) 8,99 € (ebook) 


Trama:
La ragazza che si imbarcò nella Marina inglese e finì per diventare la piratessa più famosa di tutti i tempi.
Tra arrembaggi, amori e battaglie, la vita di Mary Read è un formidabile romanzo di avventure sui mari, il ritratto di una donna che ha sfidato tutte le convenzioni e soprattutto il racconto di una straordinaria storia vera.

Recensione:
Un romanzo avvincente, e non si potrebbe definire diversamente dato che narra una vita che è stata, di per sé, un’eterna battaglia per la ricerca della libertà.
Mary Read nasce nell’ultimo decennio del 1600 nell’isola britannica di Sheppey.
Le condizioni della sua famiglia non sono delle migliori, un padre disperso in mare, una madre che per mandare avanti la famiglia rammenda i panni di tutta l’isola, un fratello gravemente ammalato e tanti sogni per la piccola Mary, in primis quello che il mare gli restituisca quel padre che si è portato via, quell’uomo che potrebbe mettere a posto tutto.
Mary ha sei anni quando un dispotico ragazzino le racconta verità sul proprio conto che risuonano alle sue orecchie come crudeli menzogne, eppure le si insinuano nella mente come striscianti serpenti che avvelenano tutto.
Quello che aspetta dal mare non è suo padre, e solo il cielo sa chi può essere tra i tanti uomini che sua madre fa entrare in casa. Una bastarda figlia di nessuno, ecco cosa sarebbe.
Ma non c’è tempo per indagare sulla verità, un’altra tragedia sta per catapultarsi sulla famiglia Read. Il fratello maggiore, Willy, viene a mancare, e Emma, la madre dei due, si trova improvvisamene con l’acqua alla gola.
Se la nonna del bambino venisse a scoprire della morte del suo unico nipote, smetterebbe di inviarle quelle poche monete che gli dona di tanto in tanto, e ancora peggio sarebbe se venisse a scoprire dell’esistenza della piccola Mary!
Quella bambina è la prova del suo stile di vita dissoluto, la testimonianza della sua infedeltà.
Ed ecco che, nella mente della donna, balena la folle idea che mette fine all'esistenza di Mary e riporta in vita il piccolo Willy.
A soli sei anni, Mary seppellisce se stessa, e veste i panni del fratello, per prendere parte ad un inganno di cui nemmeno conosce la ragioni e di cui non gli viene data alcuna spiegazione.
Una scelta imposta, senza moine, senza tatto, senza giustificazioni.
Mary diventa Willy, nei suoi panni cresce e cambia. Impara a riferirsi a se stessa come ad un ragazzo e a comportarsi e pensare come tale.
Solo di notte, sottovoce, sussurra a se stessa quel nome, quell’identità che le è stata strappata via.
E, giorno dopo giorno, Willy diventa parte di lei. Giorno dopo giorno i vezzi, gli atteggiamenti, i pensieri e persino i sogni femminili, lasciano il posto agli atteggiamenti di un giovane uomo.
Nei panni di Willy, Mary, gioca ai pirati, si azzuffa con altri ragazzini, lotta, tira pugni, e cresce sognando il mare.
Alla continua ricerca di se stessa, e allo stesso tempo per fuggire dalla sua vera identità, Mary si arruola in guerra dove, oltre al fascino dell’azione, e al dolore, trova l’amore, e con esso la libertà del non doversi più nascondere, la serenità di non dover più fingersi ciò che non è, la serenità di una vita felice.
Ma la storia di Mary è ancora lunga, e irta di ostacoli, e la giovane donna si vedrà costretta a rivestire i panni di Willy e rimettersi in viaggio.
Ancora una volta fuggire, lasciarsi alle spalle il passato, il dolore, e anche Mary... questa volta per sempre.
Il mare, quel mare che già da bambina la chiamava a sé, diventa la sua strada, il suo destino.
Così ha inizio il percorso che farà della giovane Mary Read la più famosa piratessa della storia.
Un romanzo appassionante, affascinante e coinvolgente.
Mi piace definirlo completo perché può, senza esagerare, vantarsi di riuscire ad abbracciare i gusti di tutti.
È romantico, ma anche avventuroso, drammatico, ma anche ironico, capace di scaturire, di pagina in pagina, emozioni sempre diverse.
Mary tramite la sua storia ci parla di prigionia, e allo stesso tempo ci parla di libertà, o meglio della ricerca di essa, di quel qualcosa che la faccia finalmente sentire giusta, al posto giusto.
Non solo un libro di pirati quindi, ma il libro di una vita che vale davvero la pena conoscere.

Considerazioni:
Chi l’avrebbe mai detto che a me (una che trova qualunque scena di azione - siano combattimenti, battaglie, sparatorie ecc - terribilmente noiosa) sarebbe piaciuto così tanto un romanzo in cui arrembaggi, scontri corpo a corpo e fuoco a fuoco, sono una parte fondamentale di esso?
Io no, mai. Eppure questo libro mi ha conquistata.
Lo ha fatto sin dalla copertina in cui capeggia una bellissima illustrazione dell’illustratrice Rébecca Dautremer.
Subito dopo, mi ha conquistata Mary bambina: la sua storia, i suoi sogni e le sue grandi rinunce.
Mary, con l’andare avanti della storia, cresce, affronta innumerevoli sfide che la formano (distruggendola e ricostruendola, di volta in volta), ma non perde mai la sua vena combattiva, e soprattutto non perde quel desiderio di libertà che da sempre l’ha mossa e animata. Il desiderio di trovare un posto dove poter essere se stessa, senza maschere e coperture.
Sin da piccolina, con grande coraggio e senza chiedere spiegazioni (è questa la cosa che più mi ha colpita), rinuncia a tutto ciò che le appartiene: la sua personalità, i vestiti, persino il suo nome.
Neanche la bambola le viene lasciata. Anzi Mary è obbligata a seppellirla.
Così, in un unico tristissimo giorno, la bambina di vede costretta a dire addio all'amato fratello e a se stessa.
Una follia messa in atto soprattutto per salvare la reputazione di sua madre.
Quella madre che non si spende poi in troppe moine, né per far accettare alla piccola la nuova situazione, né per ringraziarla dell’enorme sacrificio.
Eppure non sono riuscita a detestarla, l’ho compresa e mi è dispiaciuto da un certo punto in poi, non sapere più niente di lei.
Ma la storia di Mary aveva ben altre avventure da raccontarci...
Avventuroso, drammatico, romantico, triste e molto spesso dannatamente ingiusto, un romanzo vivo, appassionante e appassionato, che non annoia mai.

Ringrazio la Gallucci per averci omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

1 commento:

  1. Che meraviglia :) un libro pieno di avventure piratesche :D mi piace

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