giovedì 17 aprile 2014

Recensione: "Per dieci minuti" di Chiara Gamberale

Titolo: Per dieci minuti
Autore: Chiara Gamberale
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: Novembre 2013
Pagine: 192
Prezzo: 13,60 €

Trama:
Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. 
Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. 
Che cosa si fa, allora? Si gioca. 
Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. 
Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. 
Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare.

Recensione:
Dieci minuti al giorno per fare qualcosa di nuovo.
Dieci minuti per provare ad andare oltre i propri limiti.
Questo è il consiglio che Chiara, la protagonista di questa storia, riceve dalla sua psicologa, ed è questo il percorso attraverso cui la Gamberale ci guida.
Un diario in cui ci vengono raccontati i trenta giorni di questo esperimento, che porteranno la protagonista a rapportarsi con persone e situazioni del tutto nuove ed estranee.
Cucinare pancake alla nutella, fare giardinaggio, imparare a guidare, leggere Harry Potter, sono queste alcune delle attività con cui Chiara occuperà i suoi dieci minuti.
Un romanzo esistenziale che, seppur in toni leggeri, affronta gli interrogativi sul senso della vita, sull'esistenza dell'amore, sulla fiducia da riporre negli altri e in se stessi.
I personaggi che incontriamo, con lo scorrere delle pagine, sono vari, ma non sono approfonditi abbastanza da affezionarcisi.
Chiara è una donna insicura, soggetta ad un marito che si è sempre servito della sua fragilità per alimentare il proprio ego.
Lui la vuole così, eternamente bambina, eternamente spaurita e debole, perché tanto più lei appare fragile tanto più lui è autorizzato a sentirsi l'uomo della situazione.
Il principe che corre in aiuto della principessa in pericolo.

“Sono confuso, Magoo. Una parte di me vorrebbe tornare con te, e stare insieme per tutta la vita. L’altra sa che ci sarebbero altre incomprensioni, altre Siobhan, altre telefonate da Dublino. E vuole vivere alla giornata. Proprio come sto vivendo ora. 
Non fanno per me, certe regole del matrimonio: ormai ne sono sicuro. Non faranno mai per me. Questo non toglie che tu sia l’unica persona che conta, la più importante. Insomma, io non riesco a separarmi da te... 
Tu però devi davvero imparare ad accettarmi così, come sono. Vivo in una stanza che ho preso in affitto da un collega, mi sono scoperto piuttosto sensibile a tutte le Siobhan che ci sono nel mondo: va bene, lo ammetto. E allora perché insisti a volermi diverso? 
Puoi darla a bere a tutti, Magoo, ma a me no: agli altri puoi sembrare una donna, tu puoi illuderti di esserlo. Io però ti conosco. Lo so chi sei. 
Sei e sempre sarai una ragazzina spaventa con le trecce lunghe. 
Una stupenda, ragazzina spaventata con le trecce lunghe. Che non sa guidare, non sa prendersi cura di sé, non sa mangiare come si deve e che inciampa, dentro alle sue paure e per il mondo. 
Ha bisogno di un uomo che, seppure a modo suo, sappia proteggerla, quella ragazzina. 
Un uomo che intuisca quello che di lei perfino a lei stessa sfugge. 
Hai bisogno di me, Magoo. 
Altrimenti perché sei crollata, quando sono andato a Dublino e a New York? 
Perché ancora non ti rialzi? 
Perché hai bisogno di me. Ecco perché. 
Fai pace con l’evidenza di questa verità e smettiamola di sforzarci per avere un matrimonio felice. Nessuno ce l’ha. Tutti si arrabattano come possono, si tradiscono, si deludono, si accontentano. 
La vita è troppo breve per impegnarsi a migliorare... No?”

Nonostante il marito ribadisca più volte questo concetto, lei resta quasi impassibile.
Non ne appare offesa, lascia correre, non lo affronta, non condanna il suo maschilismo e la sua pochezza.
Suo marito, è il classico uomo colpito dalla crisi di mezza età, che ad un tratto non sa più cosa volere dalla vita, quindi cambia compagna e cambia lavoro, e da essere un avvocato di successo si ritrova in spiaggia a servire mojito.
Gli altri personaggi raccontati, o meglio dire accennati, avrebbero anche potuto avere delle storie interessanti, ma purtroppo queste non vengono approfondite e risultano, infine, essere solo delle comparse di cui ci si dimentica troppo in fretta.
La scrittura alterna momenti bui a momenti più divertenti, ma nonostante questo non prende mai il decollo né in un verso, né nell'altro.
Manca di disperazione vera nei momenti tristi e di vero brio in quelli più allegri.
Per questo non riesce ad emozionare e non lascia il segno.

Considerazioni:
Ho trovato l'idea di questo libro davvero carina, una di quelle cose che leggi e dici "perché no, voglio provarci anch'io", e perché no, magari prima o poi ci proverò davvero, infondo cosa sono dieci minuti?
La lettura di questo libro è stata poco impegnativa, non è un libro che regala grandi emozioni sia in positivo che in negativo.
Chiara, la protagonista, non mi ha fatto affezionare a lei.
L'ho compresa, mi sono ritrovata in molte sue insicurezze, ma non l'ho capita fino in fondo.
Diceva di amare profondamente suo marito, ma se ami una persona non puoi rimanere impassibile quando questa ti dice, senza nemmeno un minimo di tatto, di preferirti insicura e piena di problemi solo perché così lui può sentirsi indispensabile!!! 
Non resti impassibile quando tuo marito ti domanda "perché non puoi essere come la mia amante?". O__o 
Puoi tirargli una pizza semmai, ma restare impassibile... no! Questo mai!
Ok, essere insicura, ma ogni tanto il carattere tiralo fuori!
Lui incommentabile, davvero pessimo ed odioso.
Non ha il minimo rispetto e considerazione né per il suo matrimonio, né per la donna che ha amato e che gli è stata vicino per tanti anni. 
In definitiva quello che la Gamberale ci racconta è il disfacimento di un rapporto. 
Due persone che si sono amate, che sono cresciute insieme, ma che ad un certo punto, si sono perse. Qualcuno è andato avanti, è cresciuto più in fretta, qualcun altro è rimasto indietro.
Due persone che non si sono venute incontro, non si sono fermate ad attendersi, e alla fine si sono ritrovate estranee, con la speranza di ritrovarsi, ma con desideri incompatibili.
Certo, avrebbero dovuto crederci di più, avrebbero potuto provarci... sarebbero bastati dieci minuti.

il mio voto per questo libro

14 commenti:

  1. è nella mia WL, spero di poterlo leggere al più presto, mi incuriosisce molto. :D

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  2. Questo libro mi attira molto, l'idea di partenza è molto originale, ma vista la tua recensione non così positiva penso che darò la precedenza a libri che meritano di più la mia attenzione!

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  3. ciao Muriomu, questo libro della Gamberale l'ho letto non molto tempo fa e recensito (http://libreriaditessa.blogspot.it/2014/03/recensione-per-dieci-minuti-di-chiara.html) ed è bello vedere come i pareri e le emozioni siano soggettive! A me la protagonista ha lasciato tanto, mi sono molto immedesimata! forse perchè ho vissuto una storia simile..ma ho apprezzato il coraggio dell'autrice nel raccontare quel momento triste in cui ti rendi conto che l'uomo che ami (pensi di amare) da sempre...non è più la persona che di cui ti sei innamorata anni prima. Mi sono ritrovata nei silenzi (perchè certe cose ti lasciano solo senza parole), nella confusione, nella solitudine, nella speranza che tutto torni come prima. Ed ho tifato per la scelta finale!
    Ho letto con piacere la tua recensione, che vede le cose da un'angolazione diversa!

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    1. Si è bello confrontarsi e leggere pareri diversi.
      Io mi sono rispecchiata nelle insicurezze della protagonista, ma non nel modo di (non) rispondere alle provocazioni del marito.
      Ho apprezzato la decisione finale. Anzi non avrei approvato un finale diverso da questo.

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    2. :) anche per me non poteva esserci un finale diverso!!!

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  4. Mah, a questo libro non mi entusiasma per nulla, a parte la cover azzurra stra bella, non credo lo leggerò mai o almeno di qui a qualche settimana! ;) Grazie per il tuo pensiero! :)

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  5. Concordo pienamente con la tua opinione. Nei punti di maggiore contraddizione della protagonista (i confronti con il marito) mi ha irritata. E anche io ho pensato come potesse scivolarle addosso quelle considerazioni e intrappolarla nella figura di Magoo. Alla fine, una vera e propria guarigione non c'è stata.

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  6. Ce l'ho in libreria a prendere polvere ed è da tempo che voglio leggerlo. Prima o poi lo farò.
    Molto bello il tuo blog. Grazie per essere passata da me. Ora sono una tua nuova lettrice fissa.

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  7. E' già da un po' di tempo che volevo leggerlo, sarà che nella vita bisogna mettersi in discussione, sarà che le letture eccessivamente impegnate dopo un po' stancano, ma l'ho già messo tra i prossimi da leggere.

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  8. Mi piace l'idea che è alla base del libro, è già da un pò che penso di leggerlo :)

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  9. È nella mia WL ma sono davvero preoccupata... E se trovo un libro con una bellissima idea di fondo ma che non ti coinvolge? xD

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  10. A me non è piaciuto per niente -.-"

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    1. Capisco. Neanche a me ha fatto impazzire. Penso sia un libro che può piacere tanto e non piacere per niente. Immagino dipenda tutto da quanto si riesca ad immedesimarsi nella protagonista. Cosa non ti è piaciuto in particolare?

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