venerdì 9 maggio 2014

Recensione: "Il Grande Gatsby" di Francis Scott Fitzgerald

Titolo: Il Grande Gatsby
Titolo originale: The Great Gatsby
Autore:  Francis Scott Fitzgerald
Editore: ESA Edizioni
Data di Pubblicazione:  28 Ottobre 2013
Pagine: 160
Prezzo: 0,00 € (ebook)

Trama:
Sulla costa settentrionale di Long Island, nel West Egg, si trasferisce un giovane e promettente agente di borsa, Nick Carraway, che affitta una piccola casa senza pretese, circondata dalle sontuose dimore dei nuovi ricchi. 
La più bella, senza dubbio, è il palazzo acquistato dal miliardario Jay Gatsby, gentiluomo misterioso e affascinante che tutti i fine settimana dà dei party a cui tutta la città partecipa senza invito. Unico a vedersi recapitato un biglietto per uno di questi eventi, è proprio Nick.
Questi viene così catapultato nella vita di Gatsby di cui diventerà miglior confidente ed amico.
A lui Gatsby confesserà i segreti del suo passato, compresa la storia del suo amore perduto.

Recensione:
Fitzgerald con questo lavoro ci mostra senza abbellimenti quella che è la vita dell'alta società nell'America degli anni 20', quelli passati alla storia come i cosidetti "anni d'oro".
La scrittura è coinvolgente, le descrizioni sono dettagliate, delicate e poetiche.
Fitzgerald è bravissimo a far percepire le sensazioni che descrive, non si limita a raccontarci i luoghi e le persone, ci racconta le emozioni.
Attraverso la voce di Nick Carraway scopriamo i desideri, i peccati, le bugie e le piacevoli concessioni a cui la gente che gli sta attorno è avvezza. 
Un mondo libertino, fatto di soldi, feste, champagne, tradimenti e segreti.
Un mondo che Nick Carraway, appena trasferitosi a Long Island dal West, disprezza, ma in cui volente o nolente si ritrova coinvolto.
Sua cugina Daisy vive nell'Est Egg dall'altra parte dell'isola, assieme a suo marito Tom e alla loro figlioletta Pammy.
Dal primo incontro con loro capiamo che questo è tutto tranne che un matrimonio d'amore.
Lui la tradisce, e l'ha tradita con chissà quante donne, nei pochi anni della loro unione, e lei, attraverso malinconici sguardi e velate proteste, mal sopporta tutto, ma comunque resiste.
Dopotutto il suo è quello che si può definire un "buon" matrimonio, e dove mancano la fiducia ed il rispetto, possono sopperire comodità, denaro e lusso.
Ogni personaggio nei tre mesi estivi in cui la storia è narrata, mette Nick a conoscenza dei propri segreti.
Tom contribuisce a questo intreccio di rivelazioni presentandogli amante e il rispettivo coniuge, naturalmente ignaro della tresca.
Segreti e rivelazioni a cui Nick prova disagio ad essere messo al corrente, e dalle quali gradirebbe tenersene fuori.
Unica figura che suscita in lui uno strano e inaspettato senso di curiosità è quella del suo vicino di casa: il signor Gatsby.
Lo scorge una sera per caso, solo in giardino, mentre malinconico tende le mani verso la vastità del mare a lui di fronte.
Da questo particolare capiamo che dietro alle numerose feste, all'apparenza della sua magnificenza c'è in realtà qualcosa di più che un magnate in cerca di fama e di successo.
C'è una speranza, c'è un sogno.
Ed è questo che rande così coinvolgente questo personaggio scritto dalla penna di Fitzgerald.
Lui ci racconta di un uomo potente, che ha raggiunto la sua posizione grazie al perseguimento di obbiettivo, e quell'obbiettivo altro non è che l'amore.
Un protagonista magnetico e accattivante, pieno di fiducia in se stesso, negli altri e nel destino, è questo l'uomo che Fitzgerald ci ha voluto raccontare.
Un buono, un puro, romantico e anche un po' infantile, perché come i bambini non vede complicazioni nei suoi sogni, per lui tutto è realizzabile, possibile.
Così, quando ritrova Daisy, dopo averla aspettata per anni, per lui è tutto ovvio e semplice: tornare insieme, ricominciare da dove si erano lasciati cinque anni prima, come se nulla fosse cambiato, come se non ci fosse un matrimonio di mezzo.
Lui non vuole un'amante, vuole avere Daisy tutta per sé, sua, perché è così che lui l'ha sempre sentita.
L'amore vero, unico eterno, incorruttibile questo è quello che Gatsby prova e non riesce a concepirne uno diverso.
E lui ha davvero fatto tutto il possibile per raggiungerlo, tutto quello che gli era concesso per riafferrare quel sogno.
E mentre tutti i suoi ospiti, i mille volti che la sua enorme villa ospitava nelle sere estive, erano intenti ad interrogarsi sul suo passato, affibbiandogli i peggiori crimini e le più losche accuse, tirando ad indovinare il grado della sua corruzione, lui era lì, estraneo a tutto. Estraneo a quel mondo marcio che tutto distorce e contamina, lui era lì, con gli occhi rivolti al mare, le braccia tese verso una luce verde, a coltivare il suo sogno incorruttibile.

“E mentre ero seduto là a meditare sul vecchio, sconosciuto mondo, pensai alla meraviglia di Gatsby quando per la prima volta aveva scorto la luce verde all'estremità del pontile di Daisy. 
Aveva percorso una lunga strada fino a quel prato blu e il suo sogno gli doveva essere sembrato così vicino che difficilmente avrebbe potuto fallire nell’afferrarlo”

Considerazioni:
Se non hai letto il libro, e hai intenzione di farlo, fermati qui!
Gatsby mi ha conquistata, e non parlo solo del libro, ma soprattutto del suo protagonista.
Non avevo mai letto di un personaggio così potente e allo stesso tempo così puro.
Ha tutto, ma non ha niente, perché per lui quel tutto non sono i soldi o il potere che si è costruito con gli anni, quel tutto è Daisy, la sua amata.
D'altronde è per lei che è giunto dove è ora.
Ci ha messo tre anni per poter comprare quella casa, esattamente al lato opposto della baia rispetto a quella di Daisy, perché sapeva che le sarebbe piaciuta.
E tutto il suo mondo gira attorno al desiderio di riaverla.
Vede in lei la sua felicità e, proprio quando gli pare d'averla finalmente afferrata, la perde.
Ma chi perde in fondo?
Una donnetta, Daisy, che non sa neanche cosa sia l'amore, che cinque anni prima, stanca di aspettare che il giovane, e allora squattrinato Gatsby, si arricchisse, cede al primo buon partito che le fa la corte, Tom Buchanan.
Lo sposa ma non lo ama, ovvero di lui ama la sua posizione, gli agi che le darà e il fatto che potrà dirsi sposata e ben sistemata.

“Voleva dare forma alla sua vita, adesso, senza più indugiare – e la decisione doveva essere presa con la forza… dell’amore, dei soldi o di questioni squisitamente pratiche – e comunque a portata di mano. 
Tutto ciò si materializzò, a metà primavera, con l’arrivo di Tom Buchanan. Aveva un aspetto sano e solido, sia nel fisico che nella posizione, e Daisy ne rimase lusingata. Senza dubbio ci fu una certa lotta e un certo sollievo. La lettera raggiunse Gatsby mentre si trovava ancora a Oxford.”

Lei in realtà non ha mai amato né l'uno né l'altro, ciò che amava era il sentirsi amata, o il desiderio di tale aspettativa.
Con Tom l'aspettativa dura ben poco, dopo tre giorni dal matrimonio lui è già intento a tradirla con qualcun'altra. 
Ma al momento della decisione finale, quando Gatsby le chiede di dichiarare davanti a tutti che non ha mai amato Tom, ma solo lui, lei non ci riesce.
Ma chiariamo, non ci riesce non perché lo ha amato, ma perché lui le rammenta quelle poche e rare volte in cui si è mostrato gentile con lei, e lei, così avida e bisognosa d'amore e di attenzioni, quei rari e anche sciocchi eventi (perché di sciocchezze si tratta), non può non ricordarli, anzi li ha stretti al cuore.

“Neanche quel giorno che ti portai giù in braccio da Punch Bowl per non farti bagnare le scarpe?…Daisy?»”

Se in cinque anni di matrimonio cose come queste sono gli unici esempi che sa riportare, direi di no, non si sono mai amati.
Per entrambi era un matrimonio di facciata e di apparenza.
Stavano insieme, ma lui nel frattempo aveva mille altre relazioni, lei sopportava tutto e si consolava del matrimonio insoddisfacente (dato che il marito non le dava le attenzioni che avrebbe sperato) con agi e gli sfizi che solo i soldi e un'ottima posizione sociale potevano permettere.
Ed è facile poi per Tom, nel momento in cui crede di aver perso la sua nuova amante, Myrtle, volersi tener stretta sua moglie, e volersi chiarire con lei dicendole che l'ha sempre amata anche quando faceva "baldoria".
Ma un uomo che ama non tradisce e una donna che ama non sopporta, non in questo modo, almeno.

“Sua moglie e la sua amante, fino a un’ora prima sicure e inviolate, stavano precipitosamente scivolando fuori dal suo controllo. L’istinto gli faceva premere sull’acceleratore con il doppio proposito di raggiungere Daisy e di lasciarsi Wilson alle spalle...”

Ovviamente Tom, quando gli viene rivelato da Wilson che lui e sua moglie stanno per abbandonare la città, decide di salvare il salvabile, salvare le apparenze e cercare di tenersi stretta sua moglie.
Ma più che di amore trattasi di una rivalsa nei confronti di Gatsby, più ricco, più noto di lui, per il quale ha sempre provato gelosia.
Difatti, pur avendo inteso che il tradimento andasse avanti da tempo, non è scosso nemmeno per un attimo dalla furia della gelosia.
Vuole solo riprendersi ciò che gli appartiene per diritto (sua moglie), non perché la desideri, semplicemente perché è sua.
Quando la tragedia è ormai avvenuta, e Myrtle è morta investita da Daisy, i due Buchanan si dimostrano perfettamente degni l'uno dell'altra.
Due esseri egoisti, che non pensano ad altro che a se stessi, ai propri interessi e alla propria comodità.

“Erano tipi sbadati, Tom e Daisy – sfracellavano cose e persone per poi ritirarsi nella loro ricchezza o nella loro sbadataggine o qualsiasi altra cosa li tenesse insieme e pretendevano che altri rimediassero ai disastri che avevano lasciato in giro…”

Danno la colpa a Gatsby, o meglio Daisy lascia che lui se l'accolli, Tom lo mette direttamente nelle mani del suo aguzzino per completare la sua vendetta.
Ma anche qui, si vendica non perché Gatsby è stato con sua moglie, ma solo perché lo invidia e soprattutto perché lo crede colpevole di aver ucciso Myrtle, a cui probabilmente teneva più che a sua moglie.

Nick Carraway è la voce narrante del racconto, e rappresenta il lettore, pensa quello che noi pensiamo, vuole sapere quello che anche noi desideriamo sapere, scopre le persone e i fatti assieme a noi, e come noi moriva dalla voglia di scoprire chi fosse questo Gatsby.
Lo scopre e, quando sa tutta la verità, lo apprezza come non ha mai fatto con nessuno.
Ne apprezza la purezza, la bontà, e la forza di volontà.
Il suo credere nelle cose nonostante tutto.
E la frase che gli urla l'ultima volta che gli rivolge la parola è la stessa che avrei voluto urlargli io!

“«Sono tutti marci», gridai oltre il prato. «Tu vali più tutti loro messi insieme.»”

Solo che probabilmente io gli sarei corsa incontro e lo avrei abbracciato XD
Ho adorato questo libro nonostante, in alcuni frangenti, abbia trovato la scrittura un po' tortuosa (può però trattarsi anche di errori di traduzione della mia versione, non so).
Spesso, infatti, mi sono ritrovata a rileggere più volte lo stesso paragrafo per capire di cosa si stesse parlando esattamente o chi dicesse cosa a chi.
Questo però influisce davvero poco sul giudizio di quello che, a mio parere, è un bellissimo libro.
Una lettura, questa, che aggiungo alla mia personale lista delle "da leggere assolutamente", perché Gatsby, la sua persona, la sua speranza e il suo amore incondizionato sono assolutamente da conoscere.

Confronti Letterari:
Questa lettura mi ha un po' ricordato un'altra letta un po' di mesi fa.
Il personaggio di Gatsby mi ha fatto venire in mente la versione buona di Heathcliff di "Cime tempestose" di Emily Brontë.
Entrambi riemergono dalla loro condizione di povertà con mezzi che restano poco chiari, ed entrambi lo fanno solo per essere degni della loro amata.
Il comportamento nella totalità però non potrebbe essere più diverso.
E se inizialmente avevo fatto il paragone solo tra loro due, successivamente ho capito che anche Daisy è simile a Catherine, e qui la somiglianza è ancora più netta.
Entrambe egoiste, entrambe indecise tra due uomini che non amano se non in funzione del proprio tornaconto.
In entrambi i romanzi poi la storia ci viene narrata da una terza persona che non è protagonista del racconto, ma che conosce e ha assistito ai fatti, qui tale presenza è impersonata da Nick Carraway, in "Cime tempestose" invece la troviamo nel personaggio di Mr. Lockwood.

Breve confronto con il film:
Ho visto il film (quello in cui Gatsby è impersonato da Leonardo DiCaprio) pochi giorni dopo aver terminato la lettura del romanzo, le differenze ci sono, ma nulla che infici  la bellezza e l'intensità della storia.
Certamente c'è da dire che nel film tutto è più esasperato ed esagerato (le ambientazioni, le scene, le espressioni facciali dei personaggi), tanto da sembrare, almeno nella parte iniziale, un film comico.
Nonostante questa tendenza umoristica, dovuta molto probabilmente a voler esaltare la società libertina e festaiola del tempo, il film acquista tutta l'intensità e la drammaticità che la trama vuole, dalla parte centrale sino alla sua conclusione.
Leonardo DiCaprio è perfetto nel ruolo di Gatsby,  non avrei saputo fare scelta migliore.
Innamorato, speranzoso, misterioso, innocente e disperato, riesce ad esprimere perfettamente l'essenza del personaggio.
Unico neo, a mio parere, le musiche.
Non capisco perché inserire musiche moderne, come il rap o il  pop moderno, anziché delle musiche tipiche del periodo.
Per il resto non posso che raccomandarne la visione, ovviamente sempre dopo averne letto il romanzo.


il mio voto per questo libro

9 commenti:

  1. Bellissima recensione!!!
    Anche io ho amato Il Grande Gatsby!!! *-*
    Non ho ancora visto il film, ma provvederò prestissimo!!

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  2. Ho questo libro in più versioni...quella cartacea da 0,99 della Newton Compton, ho questo ebook che anch'io ho scaricato per kindle essendo gratis e credo che se dovessi cercare in cantina troverei anche la versione letta ai tempi del liceo.
    Non ricordo quasi nulla di questo libro ed è proprio per questo motivo che me lo sono procurata di nuovo - non fa mai male una versione in più ahahahhaha - ora devo solo trovare lo slancio di leggerlo.
    Della versione da 0,99 ho recentemente sentito parlare malissimo per la traduzione che pare non essere precisa, di questo ebook non so, mi sono detta che se la traduzione dell'altro è brutta come sarà quella di un ebook gratis??? che dici? Mi conviene conviene cominciare a cercare in cantina? Se non fossi arrugginitissima con l'inglese potrei leggere la versione in lingua e tagliare la testa al toro, ma purtroppo le mie rotelline inglesi avrebbero bisogno di molto più che un potente lubrificante per poter funzionare nuovamente!
    Dopo i miei sproloqui di lettrice malata mentalmente ti dico che hai scritto una bellissima recensione, che fa venire veramente voglia di immergersi nella lettura e nello stile dello scrittore.
    Per quanto mi riguarda mi sono trattenuta del guardare il film per non rovinarmi la rilettura ma se continuo così... :P

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    1. Anche in questa versione c'è qualche passaggio poco chiaro, ma grandissimi errori non ne ho trovati.
      Poi non posso fare un confronto con altre edizioni dato che ho letto solo questa XD

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  3. Okay dai, devo leggerlo! in casa ho una vecchissimissima edizione facente parte di una altrettanto vecchia collana di classici. Dopo lo sposto in camera mia :D

    Ho visto che hai letto Gli incubi di Hazel dandogli solo tre biscottini. Io lo avevo iniziato e poi piantato dopo poco perchè proprio non mi prendeva. Ora che mi ci fai pensare, anche questo romanzo necessita di lettura dal momento che l'ho acquistato secoli fa. Confessione? lo presi per la copertina cicciosa e per le illustrazioni Burton-style XD

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    1. Sono curiosa di sapere cosa ne penserai, io sono stata felice di averlo letto, considera che della storia non sapevo nulla.
      Per "Gli incubi di Hazel" effettivamente non mi ha fatto impazzire, e più di 3 biscotti non avrei potuto dargli.
      Come te sono stata attirata dalla copertina (che non c'entra assolutamente nulla con il contenuto >.<) ma mi aspettavo una storia un po' più matura forse... non so, sicuramente diversa.

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  4. le tue recensioni sono smepre fantastiche..mi hai conquistato con questa recensione..penso che lo leggerò..anche perchè mi incuriosiva davvero da parecchio!!!!...Un bacione!

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  5. ce l'ho in lingua originale, è bellissimo!

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  6. L'ho letto da bambina, ma non ricordo se mi è piaciuto. Ricordo solo che si trattava di una copia allegata ad una rivista, credo edita dalla Mondadori. Mi sa che è giunto il momento di una rilettura in età adulta, magari seguita dalla visione del film ^_^

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