giovedì 9 giugno 2016

Recensione: "Briciole" di Lorenzo Naia

Titolo: Briciole
Autore:  Lorenzo Naia
Illustrazioni: Roberta Rossetti
Editore:  VerbaVolant
Pagine: 64
Prezzo: 15,00 €

Trama:
Ogni giorno nella Parigi dei primi del Novecento tante briciole di dolci si sentono scartate e rifiutate e vagano sconsolate per la città senza capire il perché della loro triste sorte. 
Brisé, una briciola di tartellette alla frutta, avanza verso l’Arc de Triomphe senza sapere che di lì a poco incontrerà tante altre briciole come lei...

Recensione:
Ci si può sentire insicuri e soli quando si è molto piccoli e apparentemente trascurabili.
Ci si sente inutili e invisibili agli occhi di un mondo, tanto grande e affollato, che dà poca importanza a tutto, figurarsi a delle maiuscole briciole.
Brisé è una piccola briciola di una tartellette alla frutta, che, come accade ogni giorno a mille briciole nel mondo, è sbadatamente scivolata via dal suo dolce. Persa.
Non per scelta di qualcuno, certo, solo per uno sfortunato caso, ma lei non lo sa e per questo inizia a pensare di essere stata scartata, di non essere all'altezza delle sue compagne d'impasto.
Ora, voi tutti potrete immaginare quanto questa triste sorte sia comune a molte briciole dei più svariati manicaretti. Voi stessi, non potete negarlo, ne avrete scartata più di una senza mai soffermarvi a pensare a come quelle piccoline potessero sentirsi.
Lorenzo Naia ce lo spiega in poche e deliziose pagine abilmente illustrate da Roberta Rossetti. Attraverso descrizioni semplici, ed eleganti, metafore che hanno sempre a che fare con il mondo dei dolci, l'autore racconta una storia molto carina che ha come scopo quello di invitare i giovani lettori a credere sempre in se stessi.

"Con invidiabile tenacia, avvolto nella bruma del mattino, quando rue de Bièvre era ancora illuminata dai lampioni, ogni giorno Bibì apriva i battenti della sua pasticceria, pieno di propositi. 
Ma col passare delle ore, il suo umore faceva la medesima fine del caramello dimentico sul fuoco: diventava scuro, duro e amaro. In tantissimi passavano davanti alla vetrina, ma nemmeno uno si accorgeva della sua presenza. Era come lo zucchero a velo sopra le madeleine: inconsistente."

Brisé nel suo cammino per le vie di Parigi, alla ricerca di uno scopo nella vita, incontrerà molte colleghe appartenenti ai più svariati e deliziosi dolci di gran pasticceria francese, a cui è capitata la medesima infausta sorte.
Tarte Tatin, Croquenbouche, Savarin, Eclair ... tutte erroneamente pensano di non essere all'altezza ma, attraverso questa dolce storia, scopriranno una realtà ben diversa.
Anche Bibì, lo sconsolato pasticcere che nonostante la buona volontà non riesce a raccogliere i frutti del suo duro lavoro, ritroverà la fiducia in se stesso.
Briciole parla proprio di questo, di credere nelle proprie qualità, per quanto ci si possa sentire invisibili, piccoli e inutili, nel mondo tutti abbiamo uno scopo.

Considerazioni:
Ho conosciuto questo dolce libro illustrato grazie al BlogTour, organizzato da Simo la Biblionauta, a cui Café Littéraire ha entusiasticamente preso parte. 
Il viaggio, organizzato a tappe, ci ha guidati, man mano, attraverso l'esplorazione del goloso mondo dei dolci raccontati all'interno di queste pagine.
Piccole curiosità e leggende che hanno sortito l'effetto sperato, facendo nascere in me il desiderio, sempre più forte, di avere tra le mai questo bel libro.
Sono stata molto contenta, quindi, quando la casa editrice Verbavolant Edizioni mi ha gentilmente omaggiato di una copia.
Briciole mantiene tutte le promesse, racconta una storia dolce, delicata e deliziosamente illustrata.
Il racconto è semplice, forse un po' troppo breve però, anche con poche parole, riesce a suggerire bellissime immagini e rendere molto bene le atmosfere e i caratteri dei protagonisti.
Le pagine dedicate ai dolci sono interessanti e istruttive, ma avrei preferito che anche alla storia delle bricioline e a Bibì fosse dedicata qualche attenzione in più.
Avrei voluto sapere di più sui trascorsi di ogni singola briciola (o almeno di qualcuna di loro), e, conoscere qualche dettaglio in più anche sul passato del triste e sfortunato pasticcere, avrebbe consentito di formare un'immagine più definita del personaggio.
Sconsigliato se siete a dieta, perché anche solo sfogliarlo vi farà venire fame... il libro parla di dolci, le illustrazioni hanno, ovviamente, paste e pasticcini come indiscussi protagonisti... quindi immaginate un po' voi XD
A smorzare la golosità e l'acquolina in bocca c'è però l'odore forte e fastidioso delle pagine.
Il volume, già bellissimo di suo, sarebbe stato assolutamente irresistibile se (e qui mi permetto di dare un suggerimento alla casa editrice) le pagine avessero avuto una profumazione golosa... come diversi libri per bambini hanno. Sarebbe stato un connubio geniale e allora, altro che diete, non ci sarebbe stato scampo per nessuno.

Ringrazio la casa editrice Verbavolant per avermi fornito una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

4 commenti:

  1. Comprato e letto anche io! Trovato brevissimo, è vero, ma ha comunque il suo perché e i suoi piccoli messaggi ^_^

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    1. si, e anche molto carini aggiungerei.

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  2. Mmmh, peccato per il forte odore della carta, altrimenti sarebbe stato proprio una goduria perfetta. Però è vero le illustrazioni sono molto carine.
    Deliziosa la tua recensione, Muriomu.

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    1. Se le pagine fossero state profumate, probabilmente starei ancora lì ad annusarle XD
      Uno dei miei ricordi, da lettrice, più belli di quando ero piccola è legato proprio al piacevole profumo delle pagine del "Giornalino di Gian Burrasca" al l'aroma di pesca rosa *-*

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