lunedì 13 gennaio 2014

Presentazione: "Io sono respiro puro" di Maria Fornaro - Raccolta di poesie

Salve avventori!
Oggi voglio presentarvi il libro "Io sono respiro puro", una raccolta di poesie provenienti dalla mano e dal cuore di Maria Fornaro.
Poesie semplici che parlano di passioni, di momenti di riflessione e solitudine, di ricordi, e del mare.
Narrano inoltre una vera e propria storia d'amore.
Fra queste righe si può leggere l'emozione dell'incontrarsi, del viversi e anche del lasciarsi.
Tra ricordi, rimpianti, passioni e addii Maria Fornaro apre al lettore le porte del suo cuore.

Titolo: Io sono respiro puro
Autore: Maria Fornaro
Data di pubblicazione: Aprile 2013
Pagine: 70
Prezzo: 10,00 € (cartaceo) 3,99 (eBook)

Io sono respiro puro:
La poesia è divenuta elemento importante della vita dell'autrice, è l'universo in cui si perde e attraverso essa riesce a concretizzare tutte le sue emozioni, le sue sensazioni, i suoi pensieri e i suoi ricordi.
È la componente assolutamente imprescindibile della natura umana, come l'aria che dà forza all'anima.
Di animo passionale e tumultuoso, celato nel passato sotto montagne di grigia quotidianità, anestetizzandolo, ora finalmente esplode in tutto il suo essere travolgente, regalando versi che toccano l'anima di ognuno di noi.
I versi risultano la trasfigurazione in chiave simbolica dell'amore, protagonista indiscusso che assurge a unico, vero motivo di vita.
L'amore che lenisce le pene, che sussurra, che grida e si infiamma le passioni.
Ne risulta una vena poetica impregnata di una grande sensibilità in un caleidoscopio di emozioni che nascono dal cuore, dai ricordi, dalle paure, dai desideri. È una forza travolgente senza tempo.

Autore:
Maria Fornaro nasce a Fragagnano (TA) nel Dicembre del 1964.
Sposata dal 1994, ha due figli.
Laureata in Materie Letterarie all'Università di Bari, dopo un breve periodo di insegnamento e varie altre esperienze lavorative nel campo museale, si è dedicata interamente alla propria famiglia.
Le piace leggere, ascoltare, discutere e mettersi in gioco.
Scrive per diletto e per emozioni e pensa come Daniel Glattauer che “scrivere è come baciare, solo senza labbra, ma con la mente”.
I suoi autori preferiti sono Valerio Massimo Manfredi, Glenn Cooper, Kahlil Gibran, Michail Bulgakov, Edgar Lee Masters, Nikolaj Vasil'evič Gogol' , Franz Kafka, Khaled Hosseini, Carlos Ruiz Zafón, Henrik Ibsen, Thomas Mann, Giovanni Verga, Luigi Pirandello.

“Ho iniziato a scrivere sull'onda di emozioni che mi hanno travolta, emozioni che hanno lenito ferite e accarezzato l’animo e il cuore. Non sapevo di saper scrivere e non so ancora se so farlo, ma lo faccio perché il mio cuore comanda le mie dita.”

Potete acquistare il libro sul sito: Youcanprint
Potete trovare il Booktrailer del libro Qui:
Pagina Facebook dell'autrice
Blog dell'autrice

venerdì 10 gennaio 2014

Recensione: "Un canto di Natale" di Charles Dickens

Titolo: Un canto di Natale
Autore: Charles Dickens
Illustrazioni: Roberto Innocenti
Editore: Margherita Edizioni
Pagine: 152
Prezzo: 19,00 €

Trama:
E' la vigilia di Natale e in una piccola cittadina di Londra il vecchio Ebenezer Scrooge sta rinchiuso nel suo freddo studio a rivedere conti e contratti.
Con lui, nel suo gelido sgabuzzino, il suo unico collaboratore Bob Cratchit.
Nella serata una visita distoglie Scrooge dagli affari, è suo nipote Fred, giunto fin lì per invitare lo zio al pranzo di Natale del giorno seguente.
L'avaro zio che non pensa a niente e a nessuno, tranne che ad accumulare denari, rifiuta l'invito sgarbatamente, per lui il Natale è solo una festa per gli scansafatiche, un pretesto per evitare il lavoro.
Nella tarda serata, quando Scrooge è ormai solo a casa, riceve la visita del suo ex socio, l'ormai defunto Jacob Marley, venuto a mancare sette anni prima.
Il fantasma di Marley, intrappolato in un groviglio di catene e pesi, lo mette in guardia: durante i tre giorni che seguiranno, a mezzanotte Scrooge riceverà la visita di altri tre spiriti, e se non seguirà la retta via anch'egli un giorno finirà come lui.

Recensione:
Il racconto di Charles Dickens é diviso in cinque parti.
Nella prima parte ci viene descritta la personalità di Ebenezer Scrooge, un uomo freddo, severo, avaro che non prova compassione per nulla, e non concede nulla né agli altri né a sé.
In questa prima parte Scrooge vede lo spirito del suo ex collega Jacob Marley e ha un breve dialogo con lui.
Le tre parti successive sono dedicate ognuna ad uno spirito: quello del passato, del presente e del futuro.
La parte conclusiva è quella della rinascita.
Scrooge capisce i suoi errori, si sveglia la mattina di Natale come un uomo nuovo, pronto a rimediare ad anni di chiusura verso il mondo esterno.
Il linguaggio utilizzato é ovviamente obsoleto se rapportato a quello attuale.
Molti concetti vengono ribaditi fino alla noia e altri spesso sono espressi in maniera troppo intricata.
Credo che se non avessi già conosciuto la storia ci avrei capito poco o niente, e sicuramente mi sarebbe piaciuto ancora meno.
Non ho saputo ritrovare in queste righe la magia del Natale.
Uno dei rari esempi in cui la trasposizione cinematografica supera il libro.

Considerazioni:
Una storia nota a tutti, chi non ha mai letto il libro ne avrà sicuramente visto una delle tante trasposizioni cinematografiche realizzate negli anni.
Io sono particolarmente legata al cartone animato con protagonista un perfetto Zio Paperone nei panni dell'avaro signor Scrooge, e forse mi aspettavo di leggere in queste pagine, la stessa magia che mi spinge a voler rivedere il cartone animato, ogni qual volta lo trasmettano in TV.
Purtroppo per quanto mi riguarda, si è rivelata una delusione.
Sapevo di leggere un libro scritto nel 1843, ma non è stato il linguaggio utilizzato ciò che mi ha deluso.
La verità é che ho trovato il modo di raccontare la storia ripetitivo, intricato e noioso, in più non ho letto in queste pagine il sentimento che invece ho visto nel cartone animato.
Ho scoperto invece che le scene più belle e toccanti, quelle che preferivo, non esistono affatto.
Qui ad esempio, quando Scrooge assiste alla scena in cui gli viene rivelato che il piccolo Tim é morto, non chiede nulla di lui, non si rattrista, non si dispera, non chiede mai allo spirito se si può fare qualcosa per impedire la morte del piccolino, no, anzi, la prima cosa che dice riguarda come sempre se stesso e i propri interessi.

La moglie lo baciò e così fecero le figliuole e i due ragazzi. Con Pietro si dettero una forte stretta di mano. Anima di Tiny Tim, la tua essenza infantile veniva da Dio! 
- Spirito - disse Scrooge, - sento non so come, che il momento della nostra separazione è prossimo. Dimmi, chi era quell'uomo che abbiamo visto disteso sul letto di morte? -

Anche la scena finale (presente nel cartone animato) in cui Scrooge va dalla famiglia Cratchit a portare i doni e il tacchino (un'altra delle scene a mio parere più belle), non esiste.
In più, nel libro, il cambiamento dell'animo del protagonista non appare del tutto sincero, ma sempre più rivolto ad un proprio tornaconto che ad un vero pentimento.
Una lettura che non credo avrò mai il desiderio di rileggere un prossimo Natale, preferisco restare fedele ai personaggi Disney che con la loro semplicità sono riusciti ad emozionarmi più di queste pagine.


il mio voto per questo libro

giovedì 9 gennaio 2014

2014 Challenge: Outside the Box

Ciao avventori!
Girando far i blog ho scoperto varie sfide letterarie, le cosiddette "Reading Challenge" per questo 2014, partecipare a tutte sarebbe un po' confusionario, perciò ho scelto di concorrere in questa che mi è parsa una fra le più simpatiche.
La sfida si chiama  Outside the Box e ce la propone il blog Musings of a Book Lover
In cosa consiste la sfida?
Dovremo armarci di coraggio e pazienza e leggere un libro per ognuna delle 14 categorie posta all'interno della scatola.


Le categorie sono:

Classics are the new black – un classico
It’s a serial thing – un libro di una serie già iniziata
Lost in translation – un libro tradotto
It’s about time! – un libro rimasto nella libreria per più di due anni
By the numbers – un libro che nel titolo presenti un numero
Weird Science! – un libro di fantascienza
I just love a good Duet – un libro scritto da più autori
New Guy in Town – il romanzo di debutto di un esordiente
Almost Human – un libro col punto di vista di un animale, alieno o robot (quindi non umano)
Chunkster-time! – un libro con più di 500 pagine
Random Rescue – andare in un negozio di libri usati (o una biblioteca) e prendere un libro a caso
Under-Aged Writer – un libro il cui autore ha meno di 21 anni
Time for exercise – un libro che abbia al suo interno un qualche sport o attività
Make-Believe - un libro che rientri in una nostra personalissima categoria (e io devo ancora decidere quale sarà la mia)


Completare l'intera lista non sarà facile per tutti, così per rendere il gioco più divertente, e probabilmente anche per spronarci a dare il nostro meglio, la creatrice della sfida ha pensato a dei traguardi da raggiungere.



I traguardi:

I’m a little Scared: se hai completato 3-4 categorie
It’s not so bad out here!: se hai completato 5-7 categorie
Look at me, outside my comfort zone!: se hai completato 8-10 categorie
Outside In!: se hai completato 11-13 categorie
No Box Can Contain Me!: Ho fatto tutte le 14 categorie!


La sfida si chiuderà il 31 Dicembre 2014 e non potranno essere conteggiati i libri letti oltre questa data.

Io voglio puntare in alto, gioco per ottenere il titolo ♥ No Box Can Contain Me! ♥

E voi? Ve la sentite di partecipare? E dove puntate ad arrivare?

mercoledì 8 gennaio 2014

Chi ben comincia... #4

Per questo quarto appuntamento con la rubrica "Chi ben comincia" ho scelto di proporvi l'incipit del libro che sto leggendo attualmente.
Si tratta di "Amabili Resti" di Alice Sebold, l'ho iniziato ieri e ho trascorso la nottata leggendolo... lo so, sono incorreggibile.
La trama in generale la conosco perché ho già visto il film, ma leggerlo è tutta un'altra cosa, decisamente molto più intenso. 
Quelle che vi propongo sono le prime righe, che ho trovato davvero molto belle.

 Poche e semplici le regole:
 Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
 Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
 Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
 Aspettate i commenti

"Amabili Resti" di Alice Sebold

“Dentro la palla di neve sulla scrivania di mio padre c'era un pinguino con una sciarpa a righe bianche e rosse. Quando ero piccola papà mi metteva seduta sulle sue ginocchia e prendeva in mano la palla di neve. La capovolgeva perché la neve si raccogliesse tutta in cima, poi con un colpo secco la ribaltava. E insieme guardavamo la neve che fioccava leggera intorno al pinguino. Il pinguino è tutto solo, pensavo, e mi angustiavo per lui. Lo dicevo a papà e lui rispondeva: «Non ti preoccupare, Susie, sta da re. È prigioniero di un mondo perfetto».”

Cosa ne pensate? Queste poche righe vi invogliano a leggerlo? O lo avete già fatto?

martedì 7 gennaio 2014

Recensione: "La casa d'inferno" di Richard Matheson

Titolo: La casa d'inferno
Autore: Richard Matheson
Editore: Fanucci Editore
Data di Pubblicazione: 2008
Pagine: 304
Prezzo: 16,50 €

Trama:
E' una piovosa giornata di dicembre quando il dottor Barret, fisico che da vent'anni si occupa di parapsicologia, riceve dal vecchio e abbiente Deutsch l'incarico di provare l'esistenza della vita oltre la morte. Per portare a termine il suo compito Barret avrà solo una settimana di tempo e dovrà recarsi nella casa Belasco, soprannominata "La casa d'inferno", già anni prima teatro di eventi tragici e misteriosi, rimasti ancora irrisolti.
In questa ardua impresa sarà accompagnato dalla sua amata moglie Edith, dalla medium Tanner e dal quarantacinquenne Fischer, unico sopravvissuto alla tragedia che avvenne nel medesimo luogo ben trent'anni prima.

Recensione:
Quella che a primo impatto potrebbe sembrare la solita storia di una casa infestata e di forze oscure che si aggirano senza sosta, nasconde invece una trama ben più complicata e non priva di tratti originali.
Quello di Matheson infatti, appare sin dalle prime pagine un romanzo complesso, che conduce a poco a poco in una realtà tutt'altro che ordinaria.
Già l'arrivo a casa Belasco, antica dimora nel Maine, isolata dal resto del mondo e per di più avvolta dalla nebbia, ci trasporta in un'atmosfera carica di mistero. Perfetta ambientazione per quella che si prospetta per i quattro protagonisti un'impresa niente affatto facile. 
Proprio i personaggi sono una delle ragioni che distinguono questo libro da molti altri del genere. Matheson ce ne dà una prima impressione fugace, descrivendoli fisicamente per pochi tratti, talvolta anche tramite escamotage (Edith che si riflette nello specchio, Florence che osserva il suo ritratto) aggiungendo nel corso del racconto altri particolari sia fisici che caratteriali. Le quattro figure, pur avendo tutte a che fare, chi più chi meno, con il mondo del paranormale, si dimostrano ben diverse l'una dall'altra, sia per convinzioni, che per le metodologie utilizzate nell'approccio con le presenze che agiscono indisturbate. 
Se da una parte abbiamo il dottor Barret, certo che gli spiriti non siano altro che manifestazioni inconsapevoli di un io particolarmente sviluppato (come può essere quello dei medium), dall'altra abbiamo una medium spirituale, Florence Tanner, che cerca non solo di comunicare con l'aldilà ma di garantire alle anime perse la pace tanto desiderata, e il medium fisico Benjamin Fisher, restio a mettersi di nuovo in contatto con qualsiasi cosa abbia cercato di ucciderlo trent'anni prima. A costoro si aggiunge poi Edith, moglie del dottore, che pur credendo ciecamente all'uomo che ama, non potrà evitare di vacillare di fronte agli eventi inspiegabili che più di una volta la vedranno protagonista. 
Nel corso della narrazione le distinte personalità si manifestano soprattutto con il loro agire o nel confrontarsi, facendo prevalere ora una e ora l'altra, e lasciando il lettore disorientato su quale sia infine la verità.
Il senso di spaesamento è inoltre accentuato dal procedere dei fatti, articolato per scene distinte, precedute da data e orario, che a mo' di inquadrature cinematografiche seguono i vari personaggi separatamente in momenti differenti o in situazioni parallele. Questo espediente permette al lettore di focalizzare meglio ogni circostanza, di visualizzare quello che accade nel momento esatto in cui avviene. A questo fine collabora o meglio ne è principale tramite lo stile di scrittura dell'autore, che con le sue descrizioni articolate, che si soffermano su ogni particolare, che si tratti di mobilio (decorazioni del pavimento, sculture, tessuti preziosi) o di gesti e posture, sembra guidare il suo silenzioso pubblico in un luogo suggestivo e spaventoso allo stesso tempo. In questo modo chi legge può visualizzare ogni ambientazione, riuscendo quasi ad immaginare ogni meandro della casa, a sentire l'odore acre che emana la palude, ad essere invasi dalla coltre di nebbia. 
Nonostante gli evidenti punti di forza, che ho delineato in queste righe, "La casa d'inferno", a mio parere presenta anche delle pecche, soprattutto per ciò che concerne la fase finale. Dopo aver difatti assistito ad una prima parte in cui da filo conduttore fungono il mistero, l'attesa ed il timore per ciò che potrebbe accadere, da un certo punto in poi, quando è ormai noto il passato di casa Belasco, tutto diventa più prevedibile. 
Il finale poi, non solo non riserva alcuna sorpresa o colpo di scena, ma risulta anche poco credibile. 
Altra nota negativa, almeno secondo il mio punto di vista, sono i contenuti di tipo sessuale, abbastanza espliciti, presenti in maniera frequente (in particolar modo nella parte centrale), che sebbene giustificati a livello di trama, ho trovato un po' fuori luogo. Tuttavia, pur non avendoli apprezzati, ammetto che anche l'inserimento di passi più audaci denota una certa originalità da parte dell'autore.
In conclusione consiglio questo libro a tutti gli appassionati del genere horror, alla ricerca di qualcosa di diverso rispetto ai soliti cliché. Ed è forse proprio questa la caratteristica principale di questo romanzo, l'essere allo stesso tempo un classico e una novità, antico ma ancora attuale.

Considerazioni:
Quello che ho maggiormente apprezzato è il modo di scrivere di Richard Matheson. Avendo letto qualche altro suo racconto posso affermare con certezza che ha, come pochi altri, la capacità di tradurre ogni parola in immagine. 
Leggere questo libro è stato come entrare davvero nella casa d'inferno. Ogni stanza attraversata dai personaggi, ogni oggetto da loro utilizzato era ormai impresso nella mia mente. Le descrizioni di ogni ambiente sono così dettagliate che al lettore risulta facile immaginare ogni luogo e seguire i movimenti dei personaggi all'interno della dimora. Anche le sensazioni sono espresse in maniera vivida, nel bene e nel male, ben poco è lasciato all'immaginazione.
Altro punto a favore, come dicevo prima, è l'originalità. 
La presenza del Dottor Barret e il suo desiderio di dare un nuovo status alla parapsicologia, inserendola a tutti gli effetti tra le discipline scientifiche, permette allo scrittore di fornire teorie e dimostrazioni rigorose e razionali ai fenomeni paranormali. Allo stesso modo anche le consuete sedute spiritiche si animano di elementi nuovi, come la formazione di materiale teleplastico, mentre i casi di telecinesi diventano la manifestazione dell'energia latente di un luogo in cerca dei punti di minor resistenza.
Interessante è come l'applicazione di questo metodo sperimentale, con tanto di apparecchiature innovative, si vada ad intrecciare con il punto di vista più tradizionale, rappresentato dai medium. Da un certo punto di vista la casa infestata non è altro che uno scenario in cui si contrappongono due diverse teorie, e la risoluzione del caso non è altro che il prevalere di quella vincente. 
Le cose che mi hanno lasciato un po' perplessa invece sono le scene a contenuto erotico inserite nel racconto. Se da una parte creano un effetto ripugnante (come avrete intuito non faccio riferimento a naturali approcci tra i personaggi XD), d'altra parte rovinano quell'atmosfera di imminente pericolo. 
Per dirla in breve il timore della morte dei protagonisti è stato ben presto sostituito dall'impressione, spesso confermata, che di lì a poco si sarebbe scatenata un'orgia XD
Non so voi ma non sono queste le sensazioni che desidero provare leggendo un racconto di questo genere.
Parlando invece del finale, un certo indizio rivelato nelle ultime fasi (la lettera B scritta da Florence, per chi conosce il libro), fa sperare che la realtà sia ben diversa da quella delineata inizialmente. La spiegazione che invece viene data in ultima battuta risulta così banale da non essere all'altezza di tutto quello delineato in precedenza. 
Improvvisamente l'Everest così difficile da scalare, senza un vero e proprio perché, diventa nulla di più di una tranquilla collinetta. Un epilogo deludente per una storia che meritava sicuramente di più.


il mio voto per questo libro


lunedì 6 gennaio 2014

Recensione: "Terrified" di Kevin O'Brien

Titolo: Terrified
Autore: Kevin O'Brien
Editore: Miraviglia Editore
Collana: Atlantide
Data di pubblicazione: Settembre 2013
Pagine: 508
Prezzo: 16,20 €
Trama:
Chicago - Lisa Swann tormentata dal comportamento violento di suo marito, il dottor Glenn Swann, decide di scappare, sparire per sempre e cambiare vita.
Inscena così il suo suicidio, e fugge a Seattle cambiando identità.
Ora Megan Keeslar, con un nuovo nome, è pronta a lasciarsi abusi e sofferenza alle spalle, il suo suicidio è risultato credibile e Lisa è per tutti morta, fino a quando alcune parti del corpo smembrato di una donna, vengono ritrovate nascoste in sacchi della spazzatura nei pressi dell'abitazione Swann, e riconosciuti come appartenenti a Lisa.
Glenn viene indagato e accusato d'omicidio della moglie e condannato all'ergastolo.
Ma Lisa, ora Megan, non è morta e se quel corpo fatto a pezzi non è il suo, chi si nasconde dietro tutto questo?

Recensione:
Definisco questo libro come un thriller psicologico, dove sin dalla prima pagina il lettore non ha un attimo di tregua o di respiro.
Un po' come la protagonista anche il lettore tra queste pagine avverte la sensazione di essere in trappola e di non essere mai al sicuro.
Non c'è un momento di quiete in queste pagine e se c'è, è solo apparente.
Ed è in questa calma apparente che possiamo cogliere anche qualche nota di dolcezza e tenerezza, immerse in un marasma di sciagure e misteri.
Ricco di colpi di scena, avvincente, capace di tenere il lettore con il fiato sospeso.
In queste pagine potrete provare molteplici sensazioni, dall'angoscia alla tensione, dalla rabbia al sorriso, ma è una lettura capace, in alcuni frangenti, anche di emozionare.
Un libro che mi sento di consigliare a tutti e soprattutto agli amanti del genere in quanto, credo, si sentiranno pienamente soddisfatti da questa lettura.

Considerazioni:
Non ho letto molti libri di questo genere, non perché lo eviti, anzi, il thriller psicologico è uno dei miei generi preferiti, ma poi, non so nemmeno perché, nella lettura ho spesso dato la precedenza ad altro.
Quando Miraviglia Editore mi ha proposto questo titolo, sono andata a leggerne la trama, dopo le prime righe però mi sono subito fermata, mi sono resa conto infatti, che mi stava rivelando cose che non avrei ancora voluto scoprire.
Un consiglio quindi, se volete dedicarvi a questo libro non leggete la trama presente sul sito, perché anticipa metà racconto e vi perdereste così tantissime emozioni durante la lettura, che per quanto mi riguarda si è rivelata una delle più appassionanti dell'ormai passato 2013.
Dopo questa libro, sicuramente andrò a cercarmi altre opere dello stesso autore.
Colgo l'occasione per ringraziare la casa editrice Miraviglia Editore per avermi dato modo di conoscere e apprezzare questo libro.

Qui invece la recensione di "Terrified" scritta da Nageki sul suo blog ^_^


il mio voto per questo libro

giovedì 2 gennaio 2014

Un anno di libri #2013


L'anno nuovo è arrivato ed è giunto il momento di fare un piccolo resoconto di quello che è stato, ovvero di quello che il 2013 ha portato nella mia libreria e delle opinioni che mi sono fatta riguardo a quello che ho letto.
Negli ultimi mesi ho letto molto (ma mai abbastanza) e mi sembra giusto concludere l'anno tirando le somme, e lo faccio tramite delle brevi domande che pongo a me stessa.

I libri più belli che ho letto in quest'anno:
"Cime Tempestose" di Emily Brontë
"Hunger Games" di Suzanne Collins
"Terrified" di Kevin O'Brien

I libri che ho bocciato:
♥ "Emma" di Jane Austen
♥ "Mansfield Park" di Jane Austen
♥ "Bari Noir" di Roberto Recchimuzzo
♥ "Neve" di Maxence Fermine
♥ "I colori dell'anima" di Ella Gai

I libri che mi hanno stupito positivamente o che avevo sottovalutato:
♥ "Cime Tempestose" di Emily Brontë
♥ "Terrified" di Kevin O'Brien
Ho iniziato entrambi questi libri pensando che non mi avrebbero entusiasmato, temevo che il primo fosse una storia in stile Jane Austen (e dopo aver letto tre suoi romanzi di seguito ero un po' stanca), e per il secondo (che mi è stato inviato dalla casa editrice Miraviglia Editore) non avevo grosse aspettative.
Invece entrambi mi hanno coinvolto (sono difatti entrambi citati tra i miei preferiti dell'anno), due libri da cui ho fatto fatica a staccarmi.

I libri che mi hanno deluso o dai quali mi aspettavo qualcosa di più:
♥ "Neve" di Maxence Fermine
♥ "Olivia e la lista dei sogni possibili" di Paola Calvetti
♥ "La meccanica del cuore" di Mathias Malzieu
A differenza di Neve che ho citato anche fra i libri peggiori letti quest'anno, gli ultimi due mi sono piaciuti, li ho trovati carini, e di entrambi conservo un bel ricordo, ma da entrambi mi aspettavo un qualcosina di più.

I libri più noiosi o che ho fatto fatica a portare a termine:
♥ "Emma" di Jane Austen
♥ "Mansfield Park" di Jane Austen

I libri che mi hanno fatto piangere: T-T
Non ho letto in quest'anno veri libri strappalacrime, ma da buona piagnona quale sono, mi sono commossa con diversi libri, tra questi ricordo:
♥ "Hunger Games"
♥ "La ragazza di fuoco"
 "Terrified"
Naturalmente non ho pianto per tutta la lettura, mi sono solo commossa un pochino in alcuni frangenti U_U

La saga più bella:
Ho letto solo Hunger Games come saga quest'anno.
Una ma buona XD

Il/la protagonista più odioso/a:
♥ Emma di Jane Austen
Ho praticamente odiato tutto di questa ragazzina viziata e presuntuosa.
♥ Fanny di "Mansfield Park" (sempre di Jane Austen), ho mal sopportato il suo falso perbenismo, il suo essere buona e servizievole con chi la maltrattava e invece maligna, maliziosa e sempre pronta a pensar male della sua nemica/amica.
Una falsa buona in sintesi.

Il/la protagonista che più ho amato:
♥ Marianne ("Ragione e Sentimento" di Jane Austen), di lei ho amato la passione con cui esprime se stessa, sia nel bene che nel male.
♥ Peeta (Saga Hunger Games), la dolcezza e l'amore disinteressato fatto persona.

Un personaggio secondario di cui avrei voluto conoscere molto di più:
♥ Rosie Maud de "La Bambina senza cuore" di Emanuela Valentini

La coppia più bella:
♥ Katniss/Peeta della saga "Hunger Games"
Non ho ancora letto l'ultimo libro della saga e non so se diventeranno mai una coppia effettiva, ma lui è un amore e quando sono insieme riesce a tirar fuori il meglio di lei, persino una parte vagamente dolce e romantica XD
♥ Cormoran Strike/Robin de "Il richiamo del cuculo"
Non sono una coppia sentimentale ma lavorativa, li ho trovati divertenti e ben assortiti.
♥ Emily/Rosie Maud de "La bambina senza cuore" di Emanuela Valentini.
Rappresentano una coppia di mamma e figlia, le ho trovate molto dolci e avrei voluto conoscere molto di più di loro.

La coppia più sopravvalutata:
♥ Elizabeth/Darcy di "Orgoglio e Pregiudizio" di Jane Austen.
Dai commenti che leggevo in giro su questa coppia, soprattutto sulla figura di Darcy, mi immaginavo chissà quale grandiosa storia d'amore.
Invece nulla di tutto questo, lui mette da parte il suo orgoglio per lei... tutto qui, niente di così eclatante.

I sempreverdi, ovvero un libro che ho letto quest'anno nonostante l'avessi già letto più volte:
♥ "Il giardino segreto" di F.H. Burnett
Raramente leggo libri che ho già letto, preferisco dare la precedenza a libri nuovi, dato che ne ho tanti ancora da leggere in libreria e tanti altri che vorrei acquistare, ma avevo una voglia matta di rileggere di Mary e del suo giardino e si sa, al cuor non si comanda XD

Concludo con i buoni propositi per questo 2014
Finire "Racconti brevi di Fantascienza II", che ho in sospeso da un po', e restituirlo al mio ragazzo.
Leggere tutti i libri che ho già in mio possesso
Sfoltire la mia infinita wishlist
Realizzare un altro gruppo di lettura (che possibilmente abbia un seguito maggiore del precedente)

E con questo è tutto!
Auguro a tutti i lettori del Café Littéraire un felice anno nuovo ^__^