mercoledì 17 febbraio 2016

Recensione: "Melody" di Sharon M. Draper

Titolo: Melody
Titolo originale: Out of my mind
Autore: Sharon M. Draper
Illustrazione copertina: Ken Wong
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: gennaio 2016
Pagine: 256
Prezzo: 13,00 € (cartaceo) 8,99 € (ebook)

Trama:
Melody ha una memoria fotografica eccezionale. La sua mente è come una videocamera costantemente in modalità "registrazione". E non c'è il tasto "Cancella". È l'alunna più intelligente della scuola, ma nessuno lo sa. Quasi tutti - compresi i suoi insegnanti e i medici - ritengono che lei non abbia alcuna capacità di apprendimento, e fino a oggi le sue giornate a scuola sono state scandite da noiosissime ripetizioni dell'alfabeto. Cose da prima elementare. Se solo lei potesse parlare, se solo potesse dire che cosa pensa e che cosa sa... Ma non può. Perché Melody non può parlare. Non può camminare. Non può scrivere. Melody sente scoppiare la propria voce dentro la sua testa: questo bisogno di comunicare la farà impazzire, ne è certa. Finché un giorno non scopre qualcosa che le permetterà di esprimersi. Dopo undici anni, finalmente Melody avrà una voce. Però non tutti intorno a lei sono pronti per quello che dirà.

Recensione:
Sharon M. Draper, nelle pagine del suo libro, ci racconta la meravigliosa e toccante storia di Melody, una bambina di undici anni, forte, coraggiosa e molto intelligente. 
La sua mente corre veloce ed è sempre pronta ad apprendere, imparare, memorizzare, come una spugna.
Purtroppo, a causa di una malattia da cui è affetta sin dalla nascita, il suo corpo non risponde ai suoi comandi, e le parole, quei bellissimi suoni che ha imparato a riconoscere e distinguere col tempo, vorticano veloci nella sua mente, ansiose di dar forma a quei pensieri, inespressi, che vorrebbe urlare al mondo.
Ma Melody non può muoversi, e non può parlare, e tutto quel che vorrebbe dire è rinchiuso in se stessa come un eco sordo nella testa.
Nessuno, tranne i genitori e la dolce vicina di casa, la signora Violet Valencia, che spesso si prende cura di lei, crede nelle sue capacità.
I medici che l'hanno visitata negli anni, e gli insegnanti che avrebbero dovuto occuparsi alla sua istruzione, non si sono dati mai troppa cura di comprenderla.
Non sono mai andati oltre il suo handicap, non si sono mai sforzati troppo per capire che dentro a quel corpo, costretto ad un'ingiusta immobilità, fosse imprigionata una persona come, e probabilmente migliore, di molte altre cosiddette "normali".
Melody è la silenziosa portavoce di tutti coloro che, come lei, non possono urlare al mondo il dolore che si prova ad essere considerati invisibili, ad essere ignorati e trascurati, come se dietro all'handicap ci sia solo un disagio e non delle persone, con il medesimo bisogno di affetto, amore e attenzioni di tutte le altre.
Ed è questo uno dei momenti che mi ha toccato di più di tutta la lettura, uno dei tanti a dire la verità, in cui la stessa Melody lamenta il fatto di essere ignorata costantemente da chiunque le passi accanto. 

“Quando il tempo è bello stiamo fuori in cortile. Mi piace guardare i bambini "normali" che giocano a palla mentre aspettano il suono della campanella. Sembrano divertirsi un mondo. Chiedono agli altri bambini di giocare, ma nessuno l'ha mai chiesto a noi. Non potremmo comunque, ma sarebbe carino se qualcuno ci dicesse "ciao". 
Forse pensano che siamo così ritardati che non ci importa di essere trattati come se fossimo invisibili.”

L'indifferenza, l'ignoranza, e anche la cattiveria, sono le caratteristiche dell'animo umano che risaltano in tutto il mondo che circonda la ragazza, in forte contrasto con la forza d'animo, l'altruismo e la determinazione dei protagonisti della storia.
Laddove abbiamo dottori, insegnanti poco professionali e attenti ai bisogni del paziente o allievo, e compagni di classe, con i loro genitori ottusi, sgarbati e sgradevoli, abbiamo anche il coraggio e la determinazione di Melody, la forza della sua famiglia, la generosità della vicina di casa e di quei pochi insegnanti che si interessano davvero a lei, e che cercano modi diversi per capire la bambina, comunicare con lei e aiutarla a sua volta a comunicare.
Sharon M. Draper ci mostra con delicatezza, ma anche con crudo realismo, le due facce della medaglia. Un punto di vista brutale eppure così vero, perché troppo spesso, pur senza cattiveria, siamo portati a dimenticare quanto siamo fortunati nella nostra condizione di persone "normali".
Non pensiamo a quanto le azioni che svolgiamo così facilmente e meccanicamente possano invece costare grande fatica e sforzo a chi è disabile, e a chiunque abbia il compito di occuparsi di loro.
Melody serve proprio a questo. Ci fa ricordare degli altri, ci aiuta un pochino a metterci nei loro panni.
Un romanzo che fa arrabbiare, fa commuovere, fa ridere, e infonde tanta ammirazione per la sua piccola protagonista.
"Melody" è rivolto a chi si volta dall'altra parte, a chi finge, per imbarazzo o per disagio, di non vedere, a quelli che preferiscono ignorare perché non sanno cosa dire o come rivolgersi ad una persona affetta da disabilità.
Be' è la stessa Melody ad aiutarci in questo: basta solo sorridere e salutarla.

Considerazioni:
Quando un libro colpisce così tanto, come Melody ha fatto con me, è sempre difficile parlarne. Trovare le parole giuste per esprimere quanto sia meraviglioso e mi sia entrato nel cuore è quasi impossibile, e io so già che non ci riuscirò, perché quando una cosa ti entra così dentro si fa troppa fatica a parlarne.
Quindi prima di andare oltre in inutili spiegazioni del perché e per come, posso semplicemente dirvi che l'ho amato assieme alla sua protagonista, e che per me si tratta, non solo di una lettura da leggere assolutamente, ma di un tesoro di inestimabile valore.
Ovviamente la prima cosa che colpisce di questo libro (e ne sono sicura, avrà colpito anche voi) è la cover, un'illustrazione dell'artista australiano Ken Wong, bellissima e fortemente espressiva. 
In una semplice illustrazione è manifestato tutto il disagio di non poter esprime se stessi, dell'avere un mondo di pensieri che vorticano nella testa e non poter dare loro voce.
La cover palesa benissimo questa sensazione di oppressione e impotenza, una bimba con la testa immersa in una boccia piena di acqua e pesci rossi. 
Quest'immagine, così evocativa,  non è solo una semplice metafora, infatti la stessa protagonista, ad un certo punto del racconto, paragonerà se stessa al suo pesciolino rosso.
È un giorno particolarmente felice per Melody, che sta ascoltando alla radio alcune delle sue canzoni preferite, quando il suo pesciolino rosso, con un balzo salta via dalla sua boccia e cade sul pavimento.
Melody desidera aiutarlo e gridare aiuto, ma non può farlo e in quel momento si sente esattamente come il muto amico sul pavimento.
D'altronde si è sempre riconosciuta in lui, un piccolo pesce rosso costretto in pochi decilitri d'acqua, probabilmente desideroso di quel mare che non avrebbe mai visto, e in cui non avrebbe mai sguazzato.
E Melody è come lui, costretta in un corpo che la tiene prigioniera, con il sogno di correre, ballare, saltare e urlare.
Perciò, quando il pesciolino è su quel pavimento boccheggiante, Melody non può fare a meno di chiedersi se lui non abbia deciso consapevolmente di mettere fine a quella prigionia. Chi meglio di lei può comprenderlo?
Questo è uno dei passi (uno dei tanti perché questo libro è meraviglioso!!!) che mi ha colpito, come lo ha fatto la parte successiva in cui la mamma di Melody trova il pesce per terra e accusa la figlia di averlo gettato.
Melody ovviamente non può difendersi, non può dire che in realtà avrebbe solo desiderato aiutarlo, non può dirle che ha cercato invano di attirare la sua attenzione, ma che lei è arrivata troppo tardi.
Questa è una delle cose che fa più arrabbiare la protagonista (e che ha fatto arrabbiare tantissimo anche me), una cosa che purtroppo le accade fin troppo spesso, sentire delle accuse o affermazioni a cui non può ribattere.
Le capita con i dottori che, pensando che lei non capisca, le danno della stupida, le capita con gli insegnanti che la considerano una causa persa, le capita con chiunque la incontri e commetta l'errore di ritenerla incapace di intendere.
E se gli adulti non comprendono, è dai compagni di scuola, da coloro che quegli stessi adulti freddi e insensibili hanno educato, che proviene la maggiore discriminazione e cattiveria.
Perché, si sa, i bambini spesso sanno essere davvero spregevoli, e qui lo sono, lo sono nel modo più orribile e disgustoso.
Immaginate quanta rabbia può fare leggere di un bulletto che denigra un suo compagno, e ora immaginate quanta ancora più rabbia fa leggere di quel bulletto che si prende gioco di chi non può neanche ribattere alle provocazioni, ma solo subire.
E ora mettetevi nei panni di Melody e pensate a quanta rabbia può provare una bambina che non ha nessuna colpa per la malattia che l'ha colpita e che, oltre a dover affrontare ogni giorno le singole sfide che la vita le pone (cose che per gli altri non sono altro che semplici azioni quotidiane), deve anche sopportare le angherie dei suoi coetanei.
Melody costretta a sentirsi dare ogni giorno della ritardata, a sentirsi sottovalutata ogni momento senza poter dire e dimostrare che lei è in realtà molto più intelligente di chi le dà costantemente della stupida.
Fa rabbia si, fa molta rabbia.
Ora non voglio raccontarvi tutti gli svolgimenti del libro, e di come Melody troverà il modo di dimostrare a tutti quello che vale realmente, però vi dico solo che è stato brusco, forte e nauseante leggere di tanta indifferenza mista ad ignoranza e cattiveria.
Viene facile, dunque, constatare che Melody sarà anche prigioniera del suo corpo, ma molte persone definite "normali" sono prigioniere della limitatezza dei loro cervelli. 
Melody ovviamente desidera fortemente la normalità, essere come tutti i suoi coetanei, eppure quasi ognuno di loro si è rivelato essere freddo, superficiale, stupido e vuoto. I loro corpi sono perfettamente funzionanti, ma la loro sensibilità e la loro intelligenza emotiva non funziona allo stesso modo.
Ciò ovviamente non significa che per essere persone sensibili e comprensive bisogna necessariamente conoscere sulle propria pelle una determinata situazione. Per fortuna no.
Ma "Melody" servirà perché ci sono fin troppe persone al mondo che pensano solo a se stesse, e forse questa ragazzina farà riflettere, e se porterà a farlo anche solo per poco, anche solo a qualcuno, avrà già compiuto un piccolo miracolo.
Un libro forte e toccante che consiglio vivamente a tutti.

Ringrazio la casa editrice Feltrinelli per avermi inviato una copia cartacea del romanzo.

il mio voto per questo libro

16 commenti:

  1. Anche io vorrei leggerlo *__* dopo la tua recensione, ancora di più!

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  2. Bellissimo...troppo commovente! Bravissima..non ho mai letto una recensione cosi avidamente. È un libro davvero toccante e io sono molto emotiva..lo leggerò, ma nel tempo. Sicuramente non me ne dimenticherò:)

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    1. Grazie mille per le tue bellissime parole ♥
      Sì, vi prometto che piangerete leggendolo Y-Y

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  3. Wow... si direbbe una storia bellissima! Già solo la trama lascia presagire una trama (e una protagonista) memorabile, di quelle che ti fanno commuovere e arrabbiare insieme...

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    1. E'molto bello infatti e non sbagli ti arrabbierai, perché di fronte alle ingiustizie non si può fare altrimenti, ma ti commuoverà tantissimo la forza di questa ragazzina ♥

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  4. Sono contenta ti abbia entusiasmato tanto, ora ho ancora più voglia di leggerlo!

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    1. Molto davvero. Lo consiglio a tutti.

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  5. Questo libro mi interessava molto, ma dopo la tua recensione credo che non lo leggerò... per lavoro ho spesso a che fare con bambini gravemente disabili e posso dirti che finora non ho mai (nel senso in nessuna delle mie esperienze) vissuto un ambiente così oppositivo e denigratorio! Anzi. Tutte le classi in cui ho lavorato sono inclusive, supportive e con insegnanti e compagni positivi e accoglienti nei confronti dei ragazzi che, con diverse disabilità, si trovano a stare con loro. Mi sembra quindi un libro che tende più a suscitare compassione, sottolineando la brutalità nei confronti di chi non si può difendere, che a raccontare una storia dal punto di vista di un disabile.
    Ti ringrazio per la tua recensione, perchè si vede che rappresenta bene la storia e che è appassionata... ma un libro con questo genere di taglio sul mondo dell'handicap proprio non mi attira! Per fortuna ho letto il tuo blog! ;)

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    1. Be' non vorrei aver dato con le mie parole un'impressione sbagliata.
      Melody nel suo cammino incontra persone più o meno comprensive, insegnanti più o meno validi. Come succede anche nella realtà.
      Purtroppo anche in questi giorni (i telegiornali ne danno ampiamente prova) vediamo quanto non tutti i disabili godano dello stesso trattamento.
      Quella non è realtà? Quei disabili picchiati dagli insegnanti vogliamo fingere che non esistano?
      Se qualcuno scrivesse un libro su di loro, non sarebbe ugualmente il libro di una storia vera anche se diversa dall'esperienza che hai tu sull'argomento?
      Melody per fortuna non è vessata e malmenata da chi dovrebbe provvedere alla sua istruzione. Però in molti sottovalutano le sue facoltà mentali, pensando che il suo disagio fisico sia lo specchio delle sue capacità mentali.
      Io posso solo dire che i tuoi bambini sono molto fortunati. Mia sorella lavora con bambini che hanno qualche problema di apprendimento e nella sua esperienza si è purtroppo resa conto quanto gli insegnanti (non tutti, ma troppi) siano poco sensibili a riguardo.
      Poi non possiamo assolutamente dire che tutti i bambini siano comprensivi, sarebbe una grandissima bugia. C'è chi lo è e chi non lo è affatto.
      Io posso confermarlo per mia esperienza, come credono possano farlo tutti.
      Melody non vuole fare pena, anzi, l'ho trovato molto realistico, nei pensieri, nelle considerazioni sue e di chi le sta attorno.
      Melody racconta un mondo, che non è quello che hai vissuto per tua esperienza, ma non si può negare che non possa essere reale dato che la realtà ci ha abituati anche a molto peggio.
      Inoltre l'autrice ha una figlia disabile e credo che nel testo abbia incluso parte della sue esperienza.
      Io non posso che suggerirtene la lettura, perché esistono tante verità e conoscere un'esperienza diversa dalla tua non è "dare un taglio brutale al mondo dell'handicap" è vedere un punto di vista diverso... ma non per questo meno reale.

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    2. Sono d'accordo con te sul fatto che il mondo non sia tutto bello e comprensivo, certamente, non sono una che non vede le cose come sono! Pensavo solo che potesse dare un messaggio di inclusione non "per contrasto", dicendo come "non si fa"... tutto qui. Non per questo ritengo che sia un libro che non abbia valore, solo che non era quello che mi aspettavo avendone letto la trama! Tutto qui :)

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  6. Cara Muriomu intanto complimenti per la bellissima recensione, come sempre le tue parole mi arrivano al cuore, in questo caso in parte è anche merito della storia, credo.. mi piacerebbe tantissimo leggere questo libro, sembra davvero interessante, e narrato da un punto di vista insolito, ma proprio per questo da non perdere.. Grazie per avermelo fatto conoscere, lo aggiungo subito alla mia wishlist ;)

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    1. Grazie Choco! Le tue parole mi fanno moltissimo piacere.
      A dirti la verità quando ho riletto questa recensione mi sono resa subito conto che non era all'altezza del libro... però meglio di così non sono riuscita a fare.
      Spero di avervi trasmesso almeno un pochino quanto io l'abbia adorato ♥

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  7. Ho appena scoperto il libro con la tua meravigliosa recensione!
    Si vede che ti è piaciuto davvero moltissimo!
    Prometto che lo metterò in lista! ;)

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    1. Grazie mille, sono sicura che piacerà moltissimo a chiunque lo leggerà

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  8. Lo aggiungo alla lista, visto il tuo entusiasmo, la trama mi piace e poi la storia è intrigante. E' il prossimo libro da mettere nalla mia infinita lista

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