giovedì 3 marzo 2016

Recensione: "La casa dei fantasmi" di John Boyne

Titolo: La casa dei fantasmi
Titolo originale: This House is Haunted
Autore: John Boyne
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 26 Febbraio 2015
Pagine: 304
Prezzo: 18.00 € (cartaceo) 8,99 (ebook)


Trama:
“Se mio padre è morto la colpa è di Charles Dickens.” 
La vita cambia all'improvviso nell'arco di una settimana per Eliza Caine, giovane donna beneducata ma di carattere, amante dei buoni libri e di famiglia modesta ma rispettabile. Un’infreddatura le porta via il padre che, a dispetto di una brutta tosse, ha voluto ad ogni costo assistere a una lettura pubblica del grande scrittore inglese in una sera di pioggia londinese. 
Disperata per la morte del genitore, Eliza risponde d’impulso a un annuncio misterioso che la conduce nel Norfolk, a Gaudlin Hall, dove diventa l’istitutrice di Isabella ed Eustace, due bambini deliziosi ma elusivi. 
Nella grande casa sembra che non ci siano adulti, i genitori dei piccoli Westerley sono via, non si sa dove ma qualcun altro si nasconde tra le stanze di Gaudlin Hall. Eliza e i due piccoli Westerley non sono soli in quella casa...

Recensione:
Quando si recensiscono libri come questo dire poco è già dire troppo, quindi se volete intraprendere questa lettura e godervela nel migliore dei modi, non leggete nulla a riguardo (eccetto questa recensione ovviamente XD) lasciate perdere anche le poche righe della trama, perché rivelano cose che, credetemi non vorreste (né dovreste) ancora sapere.
Lasciate stare tutto e immergetevi in questa storia e nell'atmosfera che lo scrittore è così abile a creare già dalla prima pagina. 
Il racconto comincia da una fredda Londra della prima metà dell'Ottocento, ed è narrato dalla voce di Eliza Caine che ci racconta alcune pagine della sua storia, quando ancora ventunenne fu costretta ad affrontare l'improvvisa perdita paterna a causa del celebre scrittore Charles Dickens.
"Se mio padre è morto la colpa è di Charles Dickens"
Con queste parole John Boyne dà inizio al suo romanzo fatto di lievi sorrisi, grandi malinconie, profonde riflessioni e silenziose suggestioni.
Rimasta sola in una casa troppo grande e costosa, per il suo modesto stipendio da insegnante, la giovane Eliza decide che cambiare aria sia la cosa migliore per sopravvivere al lutto e tornare a vivere, così impulsivamente risponde ad un annuncio abbastanza ermetico proveniente dal Norfolk, in cui si dice che nella residenza di Gaudlin Hall è richiesta urgentemente un'istitutrice.
Senza pensarci troppo la ragazza dà le dimissioni e parte verso l'ignoto.
Paura ed eccitazione sono i sentimenti che la vedono coinvolta durante il viaggio. Il terrore di aver preso una decisione non ponderata, la speranza che, nonostante questo, la sua scelta si riveli quella giusta, e il sogno che là, in mezzo alle campagne lontane dalla nebbia di Londra, possa trovare ciò che la farà tornare ad essere felice.
Ovviamente, come potete immaginare dal titolo, a Gaudin Hall, Eliza troverà ben altro...
Il racconto di Boyne è molto delicato ed elegante nelle descrizioni e nelle sensazioni che vuole trasmettere al lettore. Lo scenario in cui si svolge è quello che ogni storia di fantasmi che si rispetti dovrebbe avere, o a cui dovrebbe ambire. Tempo e luoghi sono perfettamente azzeccati, ho adorato il periodo in cui ambientato, il luogo (Londra e alcuni freddi e nebbiosi villaggi nei dintorni), l'atmosfera in cui è immerso, l'ambientazione (una vecchia e maestosa villa inglese), lo stile narrativo e discorsivo, e il fatto che si faccia spesso riferimento ai libri...
I personaggi sono caratterizzati in maniera incisiva, anche quelli che incontriamo solo in poche scene sono descritti in modo tale da far ben intendere la loro natura, e il perché dei loro atteggiamenti.
La storia di per sé è piacevole e intrigante, molto bella soprattutto in tutta la parte iniziale, lo svolgimento purtroppo è un po' prevedibile, ma non per questo meno godibile. 
Una storia che sa di classico, un vecchio romanzo di fantasmi trovato in soffitta che non risente dello scorrere del tempo, e se "Giro di vite" di Henry James vi è piaciuto, vi piacerà anche questo.

Considerazioni:
Se non hai letto questo libro e hai intenzione di farlo fermati qui!
Sono sempre attratta dalle letture che hanno come argomento i fantasmi, anche se raramente la loro lettura mi soddisfa pienamente. Come tema è effettivamente difficile, poiché è complicato suggestionare senza diventare banali, impressionare senza esagerare, e trovare un epilogo che non deluda nessuno.
Le premesse de "La casa dei fantasmi" sono tutte perfette, almeno per quanto mi riguarda tutte le scelte fatte da Boyne, fino a ben oltre metà libro, sono in corda con i miei gusti.
La casa grande e silenziosa, i bambini misteriosi, la nebbia opprimente, i vicini evasivi, sono tutti elementi che in un libro del genere non possono mancare!
Insomma fino ad un certo punto ho letteralmente adorato questa storia.
L'ho trovata simile ad altri libri e film sul genere che ho visto/letto come: "The Others" (che resta per me il più bel film horror di sempre) "The woman in black" (film e libro), "Giro di vite" di Hanry James... e poi vi dico anche che mi ha fatto pensare molto a Jane Eyre... in una versione horror ovviamente! (anche se pure l'originale, con la moglie pazza rinchiusa nella torre, non scherza XD).
Tuttavia mentre in un film come "The Others" la tensione emotiva è sempre in crescendo e raggiunge il culmine in un finale decisamente inaspettato e sconvolgente, nel racconto di Boyne tutta la trepidazione resta bloccata a metà lettura, perché già a quel punto le carte in tavola sono ben chiare.
Fino alla fine mi aspettavo, o meglio speravo, in un colpo di scena che confutasse la mia tesi, ma ahimè non c'è stato...
Inoltre il finale, oltre ad essere scontato, è un po' sottotono rispetto a tutto il resto del racconto.
Ho trovato la descrizione della casa che va in frantumi esagerata e descritta in maniera poco emozionante e sentita. Non mi ha suscitato né angoscia né paura.
Sarebbe stata sicuramente più interessante una situazione più discreta, meno sconvolgente visivamente, ma più suggestiva e inquietante.
Per quanto riguarda il romanzo e il suo svolgimento, mi ha appassionata e incuriosita. 
Se il presente di Gaudin Hall è avvolto nel mistero, ancora di più lo è la sua vita passata che è stato bello riscoprire, e anche parecchio difficile dato che nessun abitante sembrava voler scucire una parola a riguardo.
Poi se devo essere pignola, e io lo sono sempre, posso dire di aver notato alcuni particolari (date) che continuano a non tornarmi, come quelle che riguardano la conoscenza tra Santina Westerley e Madge Toxley e gli anni di matrimonio tra quest'ultima e suo marito Alex Toxley
O, ad esempio, il fatto che in un dato momento della storia Boyne ci parli di una calda giornata estiva quando, poche pagine prima, la storia veniva collocata a fine autunno.
Ma inutile soffermarsi su questi particolari.
Voglio invece spendere due parole sui personaggi che, come ho scritto nella recensione, sono caratterizzati talmente bene che pare di conoscerli e, risulta facile quindi, riuscirne a prevedere azioni e reazioni.
Il discorso vale per tutti, ma è evidente soprattutto per i due bambini Isabella e Eustace, di cui riuscivo a presagire ogni mossa.
Entrambi mi hanno fatto molta tenerezza, soprattutto il piccolo Eustace (ma quanto è carino *-*), mentre Isabella più seriosa e schiva, probabilmente molto più consapevole e condizionata dalla situazione familiare "particolare", sembra mascherare il dolore dietro ad un'apparente freddezza. Non per questo però risente meno di tutto ciò che gli è stato negato negli anni, semplicemente si comporta da adulta perché è stata costretta a crescere troppo in fretta. 
Nei rispettivi caratteri mi hanno ricordato moltissimo i due piccoli protagonisti del film "The Others", lui timoroso, spaventato, piccino e indifeso, lei più coraggiosa e sfacciata. Non posso invece dire lo stesso per Eliza Caine che nulla ha a che fare con la integerrima Grace Stewart, interpretata da Nicole Kidman.
Eliza è una ragazza seria e intelligente, acculturata che sa farsi valere quando vuole, ma anche spiritosa, scherzosa con un bel senso dell'umorismo. Non ha molta fiducia nelle sue doti estetiche e più volte afferma di essersi rassegnata alla sua condizione di giovane zitella. Tuttavia alle parole non corrispondono i fatti, o meglio i pensieri, e questa è una cosa che mi ha parecchio divertito durante la lettura, perché, senza esagerare, la ragazza sembra pronta a gettarsi tra le braccia di qualsiasi persona di sesso maschile che si imbatta sulla sua strada. Viene praticamente descritta come un'allupata cronica XD
Ho riso moltissimo di lei, scusami scusami Eliza però anche tu, cavolo contieni un po' i tuoi istinti bramosi!
In conclusione questa lettura io ve la consiglio perché a me è piaciuta e non è certo un finale sottotono che può pregiudicare un romanzo ben scritto ed elegante come questo. 

il mio voto per questo libro

12 commenti:

  1. A me non aveva convinto del tutto, però è vero che Eliza viene descritta come un'allupata cronicaXD

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    1. Eh anche a me... come ho scritto nella recensione, la parte conclusiva l'ho trovata un po' deludente. Però comunque non posso non definirlo un bel libro.

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  2. Ci farò un pensiero! magari opto per la biblioteca invece che l'acquisto :)

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    1. Fai bene, io purtroppo non ho questa possibilità

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  3. Mi sono fermata alla recensione, sebbene fossi tentata dalle considerazioni... ho fatto la brava dato che ho intenzione di leggerlo prossimamente ;)
    Queste storie goticheggianti mi attraggono sempre, c'è poco da fare, e un'ambientazione simile è un richiamo a cui non so proprio resistere (anche se a volte incappo in ciofeche come I misteri di Chalk Hill). Sai che non ho letto Giro di vite? Devo rimediare quanto prima!

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    1. Non ho ancora letto "I misteri di Chalk Hill" mi ispira, ma non ho mai letto opinioni a riguardo. Mi spiace sapere che non ti sia piaciuto, sicuramente più in là lo leggerò, per farmi una mia idea.

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  4. Lo leggerò quando avrò bisogno di qualche brivido :)

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  5. Me lo segno assolutamente! :D

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  6. L'ambientazione ottocentesca è una buona partenza, molto nei miei gusti. Ho già una lunga wishlist e anche questo non sembra male

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    1. Anche a me piace è tantissimo. Le storie di fantasmi dovrebbero avere sempre ambientazioni così.

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  7. La trama mi ricorda molto "Giro di vite" di Henry James, che mi ha lasciata un pò così così.. Potrei riprovare con questo genere, dando una possibilità a questo romanzo :)

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    1. Si, come ho scritto nella recensione lo ha ricordato anche a me. Entrambe le letture mi sono piaciute molto fino ad un certo punto ed entrambe mi hanno un pochino deluso sul finale.

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