venerdì 11 marzo 2016

Recensione: "La stanza delle serpi - Una serie di sfortunati eventi n°2" di Lemony Snicket

Titolo: La stanza delle serpi - Una serie di sfortunati eventi
Titolo originale: The Reptile Room
Autore: Lemony Snicket
Illustrazioni: Brett Helquist
Editore: Salani
Data di pubblicazione: 26 agosto 2010
Pagine: 167
Prezzo: 11,00 € (cartaceo) 2,99 € (ebook)

Trama:
La vicenda di questo libro può apparire lieta all'inizio, con i ragazzi Baudelaire in compagnia di alcuni rettili molto interessanti e di uno zio svampito, ma non lasciatevi ingannare. Se avete sentito parlare degli sfortunati ragazzi Baudelaire, sapete già che anche eventi gradevoli possono condurre sulla via della sventura. 

IN QUESTO SECONDO TREMENDO EPISODIO i tre ragazzi s'imbattono in un incidente d'auto, un tanfo acre e pesante, un serpente letale, un lungo coltello, una grande lampada a stelo in ottone e la ricomparsa di una persona che speravano di non vedere mai più. 

Recensione:
Proseguono le avventure, o forse farei meglio a dire le sventure, che vedono protagonisti i tre orfani Baudelaire e la infinita serie di sfortunati eventi che non sembrano voler accennare a smettere tormentarli.
Da quando i loro genitori sono morti, nell'improvviso incendio che ha messo fine alla loro vecchia vita e ai loro ricordi, Violet, Klaus e Sunny Baudelaire sembrano perseguitati dalla sfortuna.
In questo secondo capitolo della saga i ragazzi vengono affidati, dal signor Poe, al loro tutore e parente più prossimo, il dottor Montgomery Montgomery, e con lui sembrano ritrovare la serenità e una parvenza di calore familiare.
Zio Monty, così si farà chiamare l'uomo, è molto gentile e disponibile e, a differenza del terribile Conte Olaf che lo ha preceduto nella tutela dei ragazzi, assai generoso e ben disposto.
La sua casa è ben tenuta, pulita e in ordine e per fortuna ha molte finestre aperte! 
Sciocchezze queste, che però agli occhi dei tre fratelli suonano già come una promessa di ritrovata tranquillità.
Zio Monty offre loro torte al cocco, una camera da letto per ciascuno, una bella libreria ben fornita e la possibilità di sviluppare ognuno la propria attitudine.
Quindi Violet ha piena libertà di usufruire degli attrezzi dell'uomo al fine di progettare e costruire le sue invenzioni, Klaus può studiare tutto ciò che gli pare e piace e la piccola Sunny è libera di mordicchiare ciò che più le aggrada.
Inoltre zio Monty è uno dei più stimati erpetologi esistenti, e studiare i serpenti, oltre ad essere la sua professione, è la sua più grande passione, e i ragazzi arrivano sotto la sua tutela giusto in tempo per aiutarlo a sistemare le ultime cose per la nuova missione in Perù.
I tre orfani non stanno nella pelle! È vero, la vita ha tolto loro tantissimo, ma forse ora davvero sembra volersi sdebitare. Viaggiare per il mondo? Chi l'avrebbe mai detto?
Ma purtroppo nella vita dei tre Baudelaire non c'è spazio per i colpi di fortuna e i tre ragazzi si trovano ben presto a dover arrivare alla stessa amara conclusione.
Lo stile con cui Daniel Handler, ovvero Lemony Snicket, narra le vicende dei tre sfortunati orfani Baudelaire in questo secondo episodio della serie, è lo stesso del primo capitolo: simpatico, ironico e sarcastico.
Delicato anche quando narra degli eventi più truci, ricco di particolari, metafore e aneddoti divertenti.
Istruisce con leggerezza e allo stesso tempo offre una storia originale per evadere dalla realtà.
Un racconto, ricco di crudeltà, ma anche di fantasia, in cui i tre ragazzini che sono protagonisti, nonostante tutte le avversità, non si danno mai per vinti e non smettono mai di credere nelle proprie capacità pur di sfuggire da una sofferenza che sentono di non meritare.

Considerazioni:
Coraggio.
Ci ho riflettuto su e ho capito che questa storia così crudele creata da Handler parla essenzialmente di questo: di coraggio.
Il coraggio di non soccombere alle ingiustizie e la capacità di utilizzare il proprio ingegno per sgusciare fuori anche dalle situazioni più drammatiche.
Ancora una volta, seppur con estrema tristezza nel cuore, i tre Baudelaire, fuggono via dalle grinfie del terribile Conte Olaf, ma il prezzo da pagare in questo secondo incontro è, ahimè, altissimo. 
Ancora un addio, ancora una persona cara da dover rimpiangere, ancora qualcuno da ricordare con malinconia.
Mi ero affezionata allo zio Monty seppur abbia trovato molto fastidiosa la sua ritrosia a credere alle parole dei suoi affidati.
È, credo, la cosa che fa più rabbia in questa saga (molto più dei malefici piani di Olaf, perché della sua crudeltà ad un certo punto ci si fa una ragione), la mancanza di fiducia che tutti gli adulti dimostrano ai tre ragazzi, anche quando gli vogliono bene (come è il caso di zio Monty), o quando sono già stati smentiti una volta (come è il caso del signor Poe). Nessuno presta mai attenzione a quello che i tre affermano o desiderano, nessuno tiene in considerazione le loro opinioni e pareri.
Nessuno gli dà credito o anche solo il beneficio del dubbio.
Questa è la maggiore crudeltà che questa saga mette in evidenza. Il bisogno dei bambini di essere ascoltati quando chiedono aiuto, il bisogno di essere creduti, l'ingiustizia di essere ignorati.

il mio voto per questo libro

6 commenti:

  1. Conoscevo il primo libro, di cui ho visto il lugubre film.
    Mi era piaciuto, ma l'aria troppia grigia e tutta quella sfortuna mi hanno fatto venire il magone.
    Ora sono indecisa. Da un lato vorrei dare un'opportunità al seguito grazie alla tua bellissima recensione, dall'altro sono ancora un po' restia... spero ardentemente ci sia almeno un lieto fine!

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    Risposte
    1. Ciao Erin!
      In realtà il film è tratto dai primi tre libri della saga, infatti vi trovi anche questa parte della storia, con zio Monty, il tremendo conte Olaf che si finge il sostituto del suo aiutante, la vipera tremendamente letale (che è in realtà incredibilmente innocua e dolce), ecc.
      Per il lieto fine non so... penso che se ci sarà bisognerà aspettare l'ultimo libro (il tredicesimo).

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  2. Non conosco questa serie di libri ma ti dico la verita odio i serpenti e non mi piacerebbe, in più sono in un periodo già grigio per me e adesso mi piace leggere solo storie d'amore e belle storie ..
    Ma grazie per la recensione

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    Risposte
    1. Ciao Veronica!
      In realtà in questo racconto non sono i serpenti la vera minaccia... anzi!
      Poi trattasi di una storia per ragazzi e sebbene narri eventi infausti resta una lettura piacevole, ironica e divertente.

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