lunedì 18 gennaio 2016

Recensione: "Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà" di Luis Sepúlveda

Titolo: Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà
Autore: Luis Sepúlveda 
Illustratore: Simona Mulazzani
Editore: Guanda
Data di pubblicazione: 22 ottobre 2015
Pagine: 112
Prezzo: 10,00 €

Trama:
È dura per un cane lupo vivere alla catena, nel rimpianto della felice libertà conosciuta da cucciolo e nella nostalgia per tutto quel che ha perduto. Uomini spregevoli lo hanno separato dal suo compagno Aukaman, il bambino indio che è stato per lui come un fratello. Per un cane cresciuto insieme ai mapuche, la Gente della Terra, è odioso il comportamento di chi non rispetta la natura e tutte le sue creature. Ora la sua missione - quella che gli hanno assegnato gli uomini del branco - è dare la caccia a un misterioso fuggitivo, che si nasconde al di là del fiume. Dove lo porterà la caccia? Il destino è scritto nel nome, e questo cane ha un nome importante, che significa fedeltà: alla vita che non si può mai tradire e anche ai legami d'affetto che il tempo non può spezzare.

Recensione:
Sepúlveda, con questo suo ultimo racconto, ci trasporta nelle vivide atmosfere del sud del Cile, dove la natura incontaminata fa da cornice a pasti frugali e antiche tradizioni.
Lo scrittore ci fa dono di questo viaggio, tornando egli stesso indietro nella memoria, ai tempi in cui era solo un bambino intento ad ascoltare ogni sera le storie che i nonni e l'anziano prozio inventavano per lui e per tutti i bambini mapuche.
È da questo ricordo che il romanzo prende vita. Da una promessa che Sepúlveda fa a se stesso e ai piccoli indios: di continuare la vecchia usanza, di conservare la memoria, di ricordare, nel miglior modo possibile, la terra che porta nel cuore.
E quale miglior storia da narrare ai bambini se non una che parla di amicizia, amore e fedeltà?
Quale, se non una che racconta di come un cucciolo di cane e un cucciolo d'uomo divennero fratelli?
Poche pagine, ma abbastanza per indirizzare il lettore lontano, in un posto dove l'onestà è ancora un valore, e dove il rispetto per la natura alberga nei cuori di tutti i puri di cuore.
Ed è così che, nella verdeggiante e profumosa araucaria, conosciamo il saggio Wenchulaf e la sua famiglia. Lui insegna al piccolo Aukaman ad amare il prossimo, a ringraziare per ogni pasto consumato, a condividere con gli altri ogni bene e ogni male.
Se con il nonno Aukaman apprende cosa significa essere saggi, con il tenero Aufman impara invece il significato della parola "amore".
Cresciuti insieme, divengono inseparabili fino a quando una forza estranea non li costringe a vivere lontani: il ragazzo come un fuggiasco ed il cane sotto tortura, nelle mani del nemico.
Ma ciò che si nasconde nel cuore neanche il più crudele degli uomini può portartelo via, e così anche Aufman non smette di pensare all'amico lontano, e alla felicità perduta.
A quel profumo di miele e farina che è l'odore di casa. Agli abbracci e alle carezze impossibili da dimenticare.
Leggendo i pensieri di Aufman, il lettore non può che provare pena per quel povero cane in trappola, intenzionato a sacrificare ogni cosa pur di proteggere i mapuche. La cui ferrea lealtà non vacilla neppure davanti alle frustate e all'inedia.
Credo che questo sia uno dei punti fondamentali che fa di "Storia di un cane che insegnò all'uomo la fedeltà" una lettura perfetta per un pubblico giovane.
I valori di cui la vicenda è intrisa sono semplici eppure importanti: dall'amore per la terra e i suoi frutti, al rispetto per ogni essere vivente, all'importanza della memoria e delle radici, fino all'amicizia che non si corrode col passare del tempo.
In più il romanzo è arricchito dall'inserimento di vocaboli in lingua mapuche, tradotti volta per volta, ma anche riportati a fine libro in un breve dizionario. Ciò contribuisce a rendere la narrazione ancora più suggestiva, guidando chi legge in quel mondo incontaminato che un tempo era il Cile.

Considerazioni:
Se non hai letto il libro, o hai intenzione di farlo, fermati qui!
Come dicevo poc'anzi ho apprezzato molto questo libro sia per gli essenziali insegnamenti che impartisce ai lettori, sia per l'atmosfera idilliaca che descrive.
Tutto lì sembra perfetto e puro, con gli animali in armonia tra loro e con gli uomini. Un luogo in cui chiunque vorrebbe abitare. Un posto dove la pace regna sovrana sopra ogni cosa.
Almeno fino all'arrivo della gente civilizzata che non conosce nulla se non il denaro e la conquista. Questo conflitto tra culture non fa che mettere in luce come le persone più modeste siano anche quelle più sagge, le uniche in grado di riconoscere cosa è giusto e cosa non lo è.
Proprio per questo consiglierei questa lettura ai più piccoli, non ancora in grado di distinguere il bene e il male. Sepúlveda è, come sempre, abile a insegnare, con aneddoti semplici, argomenti molto più complessi e profondi.
Ciononostante il libro presenta anche delle mancanze, o perlomeno alcuni aspetti che non mi sono piaciuti.
In primo luogo la brevità. La storia è coinvolgente ma dura troppo poco. Non abbiamo abbastanza tempo per affezionarci davvero ad Aufman o per bramare l'atteso incontro con suo "fratello". L'unica cosa che siamo spinti a fare è provare pena per le sue sofferenze, ed essere felici nel rivivere con lui i momenti lieti.
Ma anche questi, se consideriamo i nove anni che i due hanno trascorso assieme, sono assai rari. In un lampo vediamo Aufman e Aukaman cresciuti, e un secondo dopo assistiamo alla loro separazione.
Altra cosa che mi ha lasciata perplessa è il finale che vuole il povero cane sacrificarsi per il ragazzo e tentare il tutto per tutto pur di salvarlo.
Mentre assistiamo all'eroico gesto d'altruismo di Aufman, constatiamo invece che tale generosità non è contraccambiata. Non ci viene descritto alcun dolore da parte di Aukaman nel ritrovarsi tra le braccia il corpo esanime dell'animale. Anzi, non perde tempo nel prestare tempo e attenzioni per il cucciolo, troppo impegnato a fasciare la propria di ferita.
Il fatto che Aufman abbia dato la sua vita in cambio di quella di Aukaman ci viene palesato come un atto dovuto, quasi come se l'esistenza umana avesse di per sé più valore di quella di qualsiasi altra specie.
Concludendo il libro mi sono chiesta "dov'era l'amicizia tanto decantata? E dove il rispetto per ogni vita?"
È come se il bellissimo messaggio profuso in ogni pagina non fosse stato accompagnato e suggellato da un epilogo di altrettanto spessore.
Tutto termina in modo troppo affrettato, prevedibile, senza emozione e senza pathos.
Sembra quasi dire che il cane ha davvero insegnato all'uomo la fedeltà, ma che questi non è stato talmente bravo da impararla.

Ringrazio la casa editrice Guanda per avermi inviato una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

11 commenti:

  1. Mi piacerebbe recuperare un po' tutto di questo autore. Secondo me i suoi racconti/romanzi sono perfetti per i momenti no.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I suoi lavori sono sicuramente da leggere: brevi, semplici ma con messaggi profondi.

      Elimina
  2. Risposte
    1. Nonostante alcune piccole pecche, è un libro che consiglio di leggere.

      Elimina
  3. Ho visto questo romanzo ovunque, avevo già letto "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare" e mi era piaciuto molto, spero di poter recuperare anche questo al più presto ♥

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io lo lessi da piccola, tutti e due sono letture perfette soprattutto per i più piccini. Però anche adesso, da adulta, posso dire di averlo apprezzato.

      Elimina
  4. Sepulveda secondo me è un maestro nel descrivere ai bambini, ma anche agli adulti, sentimenti e valori importanti.. Mi piace un sacco e non vedo l'ora di leggere anche questo suo ultimo lavoro :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fammi sapere allora, quando lo avrai letto!

      Elimina
  5. Ciao Moriomu!
    Sono una tua nuova followare! :)
    Ero molto indecisa su questo libro, e ora lo sono ancora di più...
    se da una parte lo trovo adatto ai bambini per la descrizione tra l'amizicia dei due protagonisti, dall'altro non mi è piaciuta l'indifferenza del bambino con la morte del cane (che poi la morte di per sè è già una cosa tristissima)....
    se avessi un bambino non gli farei di certo leggere questo libro :(
    magari ci faccio un pensiero e lo prendo in biblioteca per me, tanto per farmi un parere personale.
    Comunque grazie per la recensione! Davvero ben scritta!!
    Se ti va passa a trovarmi sul mio blog!
    http://stoffedinchiostro.blogspot.it/

    Ciao! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In realtà questa recensione è scritta da me, collaboro con Muriomu.
      Anch'io sono rimasta un po' spiazzata sul finale, è quasi come se il bellissimo messaggio di cui il libro si fa portavoce, andasse a farsi benedire nelle ultime pagine.
      Un vero peccato!

      Elimina
    2. Scusami little pago!! Che gaffe!! :(

      Elimina

♥ Dimmi la tua ♥
Accetto volentieri saluti e commenti relativi all'argomento del post. Evitate i commenti volti esclusivamente a pubblicizzare i vostri blog. Grazie!