venerdì 28 ottobre 2022

Recensione: “Sorelle” di Daisy Johnson

Titolo: Sorelle
Titolo originale: Sisters
Autore: Daisy Johnson
Editore: Fazi
Data di pubblicazione: 22 luglio 2021
Pagine: 80
Prezzo: 17,00 €

Trama:
Le sorelle adolescenti Luglio e Settembre sono strette da un legame simbiotico forgiato con una promessa di sangue quando erano bambine. Vicine quanto possono esserlo due ragazze nate a dieci mesi di distanza, a volte è difficile stabilire dove finisca l'una e cominci l'altra. Abituate all'isolamento, non hanno mai avuto amici: bastano a se stesse. 
Ma un pomeriggio a scuola accade qualcosa di indicibile. Qualcosa da cui non si può tornare indietro. Alla disperata ricerca di un nuovo inizio, si trasferiscono con la madre dall'altra parte del paese, sul mare, in una vecchia casa di famiglia semi-abbandonata: le luci tremolano, da dietro le pareti provengono strani rumori, dormire sembra impossibile. Malgrado questo inquietante scenario, a poco a poco la vita torna ad assumere una parvenza di normalità: nuove conoscenze, falò sulla spiaggia... Luglio si accorge però che qualcosa sta cambiando, e il vincolo con la sorella inizia ad assumere forme che non riesce a decifrare. 
Ma cos'è successo quel pomeriggio a scuola che ha cambiato per sempre le loro vite?

Recensione:
Settembre e Luglio sono due sorelle legate da un forte rapporto simbiotico.
Quasi coetanee, appena dieci mesi separano l’una dall'altra, e forse questo, insieme ad una situazione familiare non troppo facile, le ha costrette ad essere l’una il mondo dell’altra.
Con un padre violento, e una madre afflitta da periodi di forte depressione, le due sorelle si isolano nel loro microcosmo fatto di serie tv, musica, e giochi che diventano via via sempre più pericolosi.
Tra le due è ovvio chi ha la personalità dominante.
Settembre ha un carattere forte, deciso, vendicativo e a volte violento. Come suo padre, a cui somiglia molto anche fisicamente, spesso si lascia andare ad ondate di rabbia e gesti impulsivi.
Luglio è più sommessa, accondiscendente, pacifica. In lei sembra sempre forte il desiderio di soddisfare le aspettative, spesso eccessive, della sorella maggiore.
Perseverando in questo strano rapporto di dipendenza, sottomissione e sudditanza le due crescono, e diventano adolescenti, ma anche a scuola il loro legame sembra isolarle da chiunque stia loro attorno.
Come se fossero in una bolla, una sottile membrana, invisibile ma opprimente, le separa da chiunque sia all'esterno. Una barriera che non lascia passare nessuno, neppure la loro madre, che sembra rassegnata ad essere eternamente esclusa da quel legame così solido e totalizzante.

E la figura di Sheela, la loro madre, è quella più strana e indecifrabile.
La sua presenza è perlopiù un’assenza.
Un fantasma silenzioso che appare ogni tanto, osserva a distanza, ma non interviene mai, eternamente inerme, come se non avesse alcun potere o influenza sulla realtà che la circonda.
È consapevole di quanto i comportamenti di Settembre, nei riguardi di Luglio, siano malsani e nocivi. Così come è perfettamente a conoscenza del forte potere persuasivo che, con facilità, riesce a far fare a “Lugliettina” qualsiasi cosa (anche le azioni più folli), ma non muove un muscolo per mettere fine ad una situazione così visibilmente degenerativa.
Situazione che arriverà al suo apice in un pomeriggio di tempesta, quando accadrà qualcosa di irreparabile.

Per lasciarsi il passato alle spalle Sheela decide di cambiare aria, prendere le loro cose e lasciare Oxford, il loro appartamento - e con esso i tristi ricordi - e trasferirsi nella vecchia Casa di Accoglienza a pochi metri dal mare, casa che ha visto nascere prima suo marito e poi Settembre, la sua primogenita.

Ma le cose anche qui non andranno come sperato. È Luglio a raccontarci le prime giornate in quel luogo dove tutto ha un sapore nuovo, ma poi nulla è così diverso.
I comportamenti nocivi restano gli stessi.
Sheela continua ad essere assente, e Luglio costantemente sottomessa ai capricci di una Settembre sempre più irosa e prepotente.
E man mano che passano i giorni l’ombra di un ricordo nascosto, di un segreto mai svelato, comincia a riaffiorare nei ricordi di Luglio. Cosa ha dimenticato?
Sprazzi di ricordi, macabre visioni, blackout momentanei, sono solo il principio di ciò che deve essere rivelato.

Daisy Johnson, tra cose dette e non dette, mira sicuramente a costruire una narrazione ricca di tensione e mistero.
La sua scrittura cupa e disturbante, sembra voler a tutti i costi confondere il lettore, arrivare a stordirlo con un racconto tutto mozzichi e bocconi - la narrazione dei fatti che si interrompe ripetutamente, i continui salti temporali, i discorsi lasciati in sospeso - per trionfare su lui, stupendolo con un inaspettato colpo di scena che, mi spiace per lei, è tutto fuorché inaspettato.

Ho trovato l’epilogo scontato (avevo previsto tutto già dapo i primi capitoli) e perciò del tutto inutile, superfluo e fastidioso il continuo tentativo di confondere le acque.
La scrittura della Johnson non mi ha emozionata, né coinvolta. L’ho trovata fredda, distaccata e confusionaria, in una lettura che avrebbe dovuto provocarmi, invece, una grande tensione emotiva, pathos e angoscia.

Avrei dovuto affezionarmi alle sorelle, riuscire a comprendere, almeno in parte, la forza del loro rapporto così intenso e ossessivo, provare pena per l’una, e fastidio per l’altra, ma non ho provato quasi nulla di tutto questo, se non incredulità nel vedere una madre trasparente che resta inerme ad osservare l’ombra scura ed opprimente di una figlia sovrastare e far scomparire totalmente quella flebile ed evanescente dell’altra.

Una grande occasione sprecata per un libro che aveva una buonissima idea di partenza, ma la cui più grande pecca, per quanto mi riguarda, sta proprio nella freddezza della penna della sua autrice.


il mio voto per questo libro


giovedì 27 ottobre 2022

Recensione: "La leggenda di Sleepy Hollow" di Washington Irving

Titolo: La leggenda di Sleepy Hollow
Titolo originale: The Legend of Sleepy Hollow
Autore: Washington Irving
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 22 ottobre 2020
Pagine: 80
Prezzo: 4,66 €


Trama:
Lungo le rive del fiume Hudson, poco lontano dalla cittadina di Tarry Town, si apre la valle incantata di Sleepy Hollow, sopita in un'atmosfera di «sabbatica immobilità». In questa landa misteriosa e appartata dal mondo pare si aggiri il fantasma di un cavaliere decapitato, che galoppa a spron battuto nelle tenebre alla ricerca della propria testa. Ma è davvero soltanto una leggenda?

Recensione:
Chi non conosce la leggenda di Sleepy Hollow?
Tutti, più o meno, abbiamo ben presente la figura del cavaliere decapitato che si aggira nella notte alla disperata ricerca della propria testa.
Ma quanti di voi hanno letto il racconto che ha dato vita alla sua storia?

Scritto dallo scrittore statunitense Washington Irving, e pubblicato per la prima volta nel 1819 nella raccolta "Il libro degli schizzi" di Geoffrey Crayon, è diventato poi amatissimo tra i lettori in tutto il mondo, e protagonista di numerosi adattamenti cinematografici, uno dei più noti quello di Tim Burton.

A poche miglia dalla cittadina di Terry Town, lungo le rive del fiume Hudson, si estende la placida e incantata Sleepy Hollow, una valle nota a tutti per la sua natura immobile e silenziosa, quasi fuori dal tempo.
Ma la valle è famosa anche per le leggende che gravitano attorno ad essa, tra i suoi alberi, e i fruscii del vento, si narra vivano misteriose presenze, fantasmi e spiriti alla continua ricerca di qualcosa.
Tutti, nei dintorni conoscono le sue storie, le superstizioni, le varie versioni di quei racconti, fra questi anche Ichabod Crane, il protagonista di questa storia.

Crane è il maestro del villaggio, nella sua scuola mantiene il pugno severo, ma sa essere anche indulgente e paziente con i piccini più sensibili.
Insegna anche canto per il coro della chiesa, e per questo tutte le vecchie donne del villaggio hanno una certa deferenza per la sua figura così elegante, erudita e colta.
Il maestro invece non sa resistere a due cose, al buon cibo e al fascino delle dolci giovani fanciulle, una fra tutte, ovvero la bella e civettuola, Kathrina Van Tassel sembra aver rubato il suo cuore.
Crane non può fare a meno, ogni volta che è invitato nella grande tenuta della famiglia Van Tassel, di immaginare la sua vita da proprietario di tutte quelle ricchezze, e marito della sua bella.
Ma i suoi sogni devono scontrarsi con la realtà, lui non è l’unico intento a conquistare il cuore della ragazza, ed il rivale più temibile è il bel Abraham Van Brunt, noto in paese soprattutto per le sue zuffe e scorribande notturne.

Di ritorno, a notte fonda, da una festa a casa dei Van Tassel - serata animata da buon cibo, balli e dalle solite storie di fantasmi (tra cui quella del cavaliere senza testa) - un desolato, suggestionato e intimorito Ichabod Crane, si avventurerà tra i sentieri di Sleepy Hollow per far ritorno a casa e, in questa occasione, vivrà la sua notte del mistero e del terrore.

Un racconto evocativo e suggestivo che in poche pagine riesce a trasportare il lettore in un’epoca lontana, in un’atmosfera nebbiosa e spettrale, tra tetre leggende e sinistri racconti.
Ma non solo riesce anche a farci provare simpatia e anche un po’ di pena per l’eccentrico protagonista di questa storia, un uomo che non rappresenta il baldo eroe, il bell’affascinante che ruba il cuore alla fanciulla, ma un uomo dall’umile aspetto, e dalle altrettante umili origini, che spera di poter cambiare le proprie sorti con un buon matrimonio.

Ho apprezzato la scrittura e l’ambientazione, l’atmosfera di mistero che si percepisce per tutta la lettura in un crescendo di attesa e aspettativa che avrebbe dovuto portare al clou della narrazione, il momento in cui avviene qual qualcosa di terrificante e pauroso, che però si risolve in ben poca cosa.

Ma lo scopo di Irving non è quello di spaventare, nella sua scrittura si legge una sorta di blanda ironia e presa in giro canzonatoria delle superstizioni di cui Sleepy Hollow è pregna.
La sua storia nasce e si sviluppa come a voler dimostrare quanto le superstizioni e le storie ad essa legate trovino terreno fertile in posti isolati, chiusi in se stessi, in cui il tempo sembra fermarsi e non scorrere mai, in cui le cose paiono immutate, e con esse, le menti di chi vi vive.
Quello che, a mio parere, rende questi luoghi affascinanti, e ambientazione perfetta per storie come questa. Dove potrebbero vivere altrimenti se non in posti così?

“Per la sua apatica quiete e l’indole peculiare di chi vi abita, tutti discendenti dei primi coloni olandesi, questo luogo isolato è noto da lungo tempo come Sleepy Hollow, e nelle campagne della zona i suoi rustici abitanti vengono additati come «quelli di Sleepy Hollow». Un’aria sognante e sopita sembra aleggiarvi al punto di impregnarne l’atmosfera.”

Ringrazio Garzanti per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

martedì 18 ottobre 2022

Review Party - Recensione in anteprima: "Scholomance. La prova finale" di Naomi Novik (Scholomance #2)


Salve avventori, sono lieta di partecipare a questo review party in occasione dell'uscita del secondo capitolo della trilogia di Naomi Novik, ambientata nella pericolosissima scuola di magia Scholomance.
Il primo libro non mi aveva colpito molto. 
Avrò cambiato opinione leggendo il seguito?
Scopriamolo insieme...

Titolo: "Scholomance. La prova finale"
Titolo originale: The last graduate
Autore: Naomi Novik
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 18 ottobre 2022
Pagine: 312
Prezzo: 16,90 €

Trama:
El è riuscita ad arrivare all'ultimo anno e a guadagnarsi una manciata di alleati, tuttavia, con l'inizio delle lezioni, la scuola sembra aver maturato uno strano desiderio nei confronti di quella ragazza ribelle, indirizzando contro di lei orde di nefasti, con il solo scopo di farla fuori.
E oltre a tutto questo c'è la prova finale... riuscirà El a sopravvivere, senza ricorrere alla stregoneria e ad abbracciare l'oscuro destino preparato per lei? 

Recensione:
Avevamo lasciato Galadriel, detta El, con una piccola vittoria dopo la disinfestazione del salone dei diplomi, e soprattutto dopo i nuovi legami stretti con i compagni di sventura.
La ritroviamo di nuovo nei pasticci, con la scuola che si accanisce contro di lei, per mezzo di programmi scolastici eccessivamente impegnativi, ed eserciti di nefasti pronti a colpirla.
La Scholomance infatti, che se ben ricordate, ha come miglior passatempo il cercare di uccidere i suoi studenti, sembra fare di tutto o per farla fuori o per spingerla ad abbracciare la natura oscura che potrebbe trasformarla nella più brillante, ma anche nella più pericolosa, delle streghe.
Tuttavia stavolta non è sola. Ha dalla sua parte Liu e Aadhya, le sue alleate, il suo quasi ragazzo Orion Lake, e persino Chloe, una delle più popolari rappresentanti dell'ambitissima cerchia di New York.
Ciò che invece sembra mancare è il mana, ovvero l'energia che permette ai ragazzi di sventare gli attacchi e praticare incantesimi. Da quando i nefasti non fanno che attaccare El, per Orion Lake che, neutralizzandoli, produceva mana per l'intera scuola, c'è poco da fare.
Insomma questo è il quadro che si presenta nel libro, senza scendere troppo nei dettagli.
La storia non è avanzata di molto dal primo libro, anzi, nonostante il susseguirsi dei capitoli, sembra rimanere più o meno sempre allo stesso punto, salvo sporadiche novità.
E anche l'opinione che avevo sulla trama, gli intrecci e soprattutto sui personaggi, non si è spostata di una virgola.
Orion Lake è sempre il cavaliere senza macchia che, non si sa perché, stravede per El.
Come lei è sempre la giovane presuntuosa e aggressiva che guarda tutti dall'alto in basso e che non si preoccupa dei sentimenti altrui.
È vero, magari in questo secondo romanzo, risulta leggermente meno irritante, ma solo perché oramai siamo abituati a lei, alle sue scenate fuori luogo, ai suoi attacchi senza senso, alla sua spocchia, da non farci neanche più caso.
Anche il rapporto tra i due "fidanzati" continua a non convincere, anche perché il ragazzo appare ancor di più come un bamboccio senza spina dorsale, sempre pronto a farsi maltrattare ed umiliare pubblicamente dalla sua amata.
In generale, come ribadito in passato, i protagonisti sono così poco piacevoli che non riesci a provare empatia per loro, o a tifare per la loro salvezza.
Questo fa sì che la lettura scorra lenta, senza coinvolgimento emotivo e senza pathos.
Come già detto, anche stavolta fa eccezione l'amicizia tra El, Liu e Aadhya che riesce, stranamente, a piacermi. Anche perché solo con le due alleate, la protagonista tira fuori quel lato dolce e premuroso che, altrimenti, fa fatica a manifestare.
Altra nota positiva, forse l'unica, è la presenza di una dolce new entry: Tesorina!
Inutile dire che la buffa topolina, già dalle prime scene, si è conquistata il titolo di mio personaggio preferito. Non che ci fosse molta concorrenza!
Insomma, ho iniziato questo secondo libro con qualche timida speranza.
Non molte certo, ma credevo che, trovando degli amici fidati, la forte Galadriel uscisse dal ruolo di eroina solitaria. E che soprattutto la smettesse di vantarsi per ogni cosa, e denigrare gli altri.
Invece no, El è sempre El, almeno così sembra.
In ogni caso c'è ancora un terzo libro... riuscirà Naomi Novik, almeno con il gran finale, a farmi ricredere su tutta la storia e sulla sua protagonista?
Staremo a vedere...

Ringrazio la casa editrice Mondadori per avermi fornito una copia di questo romanzo

il mio voto per questo libro

mercoledì 7 settembre 2022

Recensione: “La casa dalle 36 chiavi” di Nadine Debertolis

Titolo: La casa dalle 36 chiavi
Autore: Nadine Debertolis
Illustrazioni: Antonin Faure
Editore: Edizioni EL
Data di pubblicazione: 26 ottobre 2021
Pagine: 208
Prezzo: 12,90 €


Trama:
Dimitri e Tessa partono per le vacanze con la madre che vuole passare del tempo nella villa di campagna lasciata in eredità da un vecchio zio. Appena arrivati, si trovano di fronte molte porte chiuse, un enorme mazzo di chiavi e altrettanti misteri da sbrogliare… Mentre la madre s’immerge in pulizie interminabili e in uno strano silenzio, i ragazzi, insieme alla nuova amica Daphné, decidono di scoprire i segreti nascosti nell’antica dimora. A poco a poco riusciranno ad aprire le porte chiuse e a raccogliere numerosi indizi e, grazie alla loro perspicacia, la casa svelerà un mistero rimasto nascosto per lungo tempo

Recensione:
Cosa c’è di meglio per i giovani lettori di una lettura investigativa, piena zeppa di segreti, che li sappia appassionare e tenere incollati alle sue pagine, in attesa di scoprire la soluzione del mistero? E se il mistero non fosse solo uno? Se ce ne fossero ben 36, celati oltre delle vecchie porte di una misteriosa casa immersa quasi nel nulla?
Per Dimitri e Tessa, i due fratelli protagonisti di questa storia è tempo di vacanze, e mai si aspetterebbero la notizia che la loro madre, in balia dello stress frenetico della vita di tutti i giorni, sta per comunicargli.
Mentre il loro papà sarà via per l’ennesimo viaggio di lavoro, loro si concederanno un po’ di settimane nella vecchia villa di campagna lasciata loro in eredità da uno strampalato zio, recentemente venuto a mancare.
I due ragazzini, come farebbero in molti nella loro situazione (non io, che al loro posto ne sarei stata immediatamente felice), non sono così entusiasti di lasciare tutti i loro impegni, e gli amici, per andare a stare in una polverosa dimora in mezzo al nulla... ma inutile dirlo, cambieranno presto idea.
Nell'immensa casa, tra polvere e anticaglie, non avranno nessuno spazio per la noia, anzi! 
Le innumerevoli porte chiuse a chiave, e i vari indizi nascosti qua e là per trovare i vari mazzetti di chiavi, per aprirle, li terranno costantemente impegnati.
Quale terribile segreto nascondeva il vecchio zio oltre quelle stanze? A quale misteriosa invenzione lo scienziato aveva lavorato per tutta la sua vita?

Nadine Debertolis scrive una storia per ragazzi che ha tutti gli elementi giusti per appassionare i giovani lettori, regala svago, divertimento e una buona dose di enigmi da decifrare, ma allo stesso tempo, lascia un messaggio molto importante e profondo.
Ed è proprio quel messaggio che dà quel valore in più alla storia, che non si ferma ad essere solo un romanzo carino ed intrattenimento per ragazzi, ma ci invita a riflettere su un tema molto importante e, ancora molto bistrattato, come la depressione.

“Si dice che per vivere bisogna mangiare, lavorare e dormire, ma ci si dimentica della cosa principale. Perché la vita abbia un senso bisogna essere felici!”

E non c’è cosa più vera, perché niente ha valore se non si è nello stato d’animo per apprezzarlo, e questo è qualcosa che purtroppo spesso sfugge all'umana comprensione.

Mentre leggevo questo libro, e più mi avvicinavo alla soluzione del mistero, speravo fortemente che il tutto non si riducesse a qualche idea sciocca e strampalata, ma che puntasse a ciò che io stessa avevo intuito e sperato.
Sono davvero felice che temi così importanti vengano affrontati con tatto, speranze e delicatezza anche nella letteratura per ragazzi.
E io non posso che consigliarvi di leggerlo, qualunque età voi abbiate.


Ringrazio edizioni EL per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro 

lunedì 18 luglio 2022

Recensione: "L'agghiacciante caso del gatto nella minestra" di Claudio Vastano

Titolo: L'agghiacciante caso del gatto nella minestra
Autore: Claudio Vastano
Illustrazioni: Helen Pandel
Editore: Saga edizioni
Data di pubblicazione: 5 luglio 2022
Pagine: 254
Prezzo: 15,90 € (cartaceo) 1,99 €(ebook)


Trama:
Casper Pestalozzi è un investigatore privato un po' particolare. Odia i ricchi, veste esclusivamente un trasandato impermeabile nocciola, coltiva marijuana in garage e vive in uno scalcinato appartamento nella periferia di Lucca. È anche in grado di prevedere i cambiamenti del tempo e il suo solo amico è un ex psicologo che ha come unica prospettiva di vita il suicidio. La sua ragazza, poi, non perde occasione per coprirlo di vergogna.
Casper Pestalozzi, insomma, è un relitto alla deriva. Ma quando l'altolocato avvocato Nardi viene ucciso durante un ricevimento e la polizia inizia a brancolare nel buio, toccherà proprio a Casper fare luce sull'identità dell'inafferrabile assassino.
Come ha fatto il killer a dileguarsi nel nulla un attimo dopo l'omicidio?
Da dove viene la terra nera ritrovata accanto al corpo della vittima?
Di quale atroce segreto è a conoscenza il gatto che si nasconde nella minestra? Avvalendosi delle sue conoscenze scientifiche e della logica deduttiva, fra situazioni comiche e drammatiche memorie, l'investigatore Pestalozzi giungerà a un'inaspettata verità.

Recensione:
Con questo libro, dal titolo così accattivante, ha inizio la serie gialla con protagonista l'anticonformista investigatore privato Casper Pestalozzi.
Si potrebbero dire tante cose di lui, ma la più rappresentativa è che detesta tutti e che, a sua volta, è da tutti detestato.
Persino la sua fidanzata Laura non ha per lui se non parole di disprezzo, per non parlare del rapporto ostile con la futura suocera, su cui è meglio non pronunciarmi.
Insomma, Casper Pestalozzi non brilla certo per simpatia.
Vede il marcio in ogni cosa, è intriso di pregiudizi, è indolente, trascurato e poco affabile. Nonostante la parlantina e la battuta facile, non è di certo uno di quei personaggi che vorresti trovare alla tua tavola in un appuntamento a sorpresa.
Eppure, nonostante i difetti, è uno che il suo lavoro lo sa fare.
Esperto in paranormale e in geologia - gli stessi ambiti di competenza dell'autore Claudio Vastano - non manca di ricorrere alle pregresse conoscenze, alla logica e ad inaspettate deduzioni ed intuizioni.
Nonostante la decennale esperienza del commissario Spaccalano, è lui in fin dei conti a guidare e chiudere il caso.
Con le sue idee e le sue tecniche, non sempre legittimamente applicabili a dire il vero, riesce ad individuare dettagli sfuggiti alla polizia e a dare una spiegazione plausibile ad eventi apparentemente inspiegabili, come ad esempio la straordinaria sparizione dell'assassino, sgattaiolato via senza che nessuno degli invitati al ricevimento lo vedesse.
In generale la lettura risulta appassionante, si ha voglia di saperne di più, di scoprire il colpevole.
Tuttavia questo libro ha anche dei "mah".
Ad esempio, i comportamenti dell'investigatore non proprio consoni al suo ruolo. Il portarsi sulla scena del crimine la fidanzata, o addirittura coinvolgere nei suoi piani una delle cameriere appena conosciute, e potenzialmente sospettata, mi è parso un tantino fuoriluogo.
Inoltre, tralasciando i procedimenti non proprio regolamentari, le prove rinvenute da Pestalozzi in qualsiasi tribunale sarebbero ritenute solo indiziarie, e soprattutto non sufficienti ad identificare un assassino.
Perché diciamolo, individuare chi ha parcheggiato in un certo terreno o chi è stato graffiato da un gatto, non dice assolutamente nulla sulla colpevolezza di una persona o di un'altra.
E parlando proprio del felino che, dato il titolo, dovrebbe essere il grande protagonista, ha in realtà un ruolo marginale. Lo vediamo, sfortunatamente, in poche scene, e solo per pochi istanti.
È vero, la sua reazione risulta determinante per venire a capo del mistero, ma solo perché l'investigatore decide di dare un'importanza, anche eccessiva, alla paura del felino.
Ma in generale no, non credo che il titolo, e la cover, siano davvero azzeccati, per quanto supercarini.
In conclusione la storia risulta scorrevole, è interessante seguire i ragionamenti, le teorie e i metodi di Pestalozzi (soprattutto per quanto riguarda la geologia), un po' meno ascoltare i suoi rimbrotti e i suoi continui impropreri.
Avrei preferito un finale più sorprendente, meno scontato e meno frettoloso, questo è certo.
Però "L'agghiacciante caso del gatto nella minestra" è uno di quei libri senza grandi pretese, che ti fa passare un paio d'ore di svago a chiederti chi sia l'assassino, che ti fa sorridere, e ti fa affezionare a quel povero gattino spaventato e goloso.

Ringrazio Saga edizioni per avermi omaggiato di una copia di questo libro

il mio voto in biscotti

martedì 7 giugno 2022

Recensione: “Manuale per signorine in cerca di un marito (ricco)” di Sophie Irwin

Salve a tutti avventori!
Con grande piacere partecipo al Review Party del libro "Manuale per signorine in cerca di un marito (ricco)" di Sophie Irwin.
Di seguito la mia recensione e, se volete conoscere anche il parere delle mie colleghe, vi invito a leggere anche tutte le loro.



Titolo: Manuale per signorine in cerca di un marito (ricco)
Autore: Sophie Irwin
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 7 giugno 2022 
Pagine: 312
Prezzo: 20,00 €


Trama:
Kitty Talbot ha bisogno di una fortuna. O meglio, ha bisogno di un marito che possieda una fortuna. È il 1818, dopotutto, e solo gli uomini hanno il privilegio di poter accumulare ricchezze. Abbandonata dal fidanzato tre mesi prima del matrimonio, senza soldi per pagare i debiti di gioco di suo padre, è destinata, con le sue quattro sorelle, a una rovina sicura. Ma Kitty non si è mai tirata indietro di fronte alle sfide e decide di affrontare il campo di battaglia più pericoloso di tutti: la Stagione londinese, il periodo dell'anno in cui avviene il debutto in società. Sa bene che il rischio fa parte del gioco ed è assolutamente risoluta a trovare uno scapolo ricco per salvare la famiglia Talbot dalla miseria. Ha solo dodici settimane di tempo e deve usare ogni grammo di astuzia e ingegno che possiede. L'unica cosa che non prevede è Lord Radcliffe. Da vero uomo di mondo, Radcliffe vede Kitty per la cacciatrice di fortune che è in realtà, ed è determinato a mandare all'aria i suoi piani a tutti i costi. Ma il destino ha altri progetti.

Recensione:
Cosa sarebbe successo se, uno dei grandi classici Austeniani tanto amati e apprezzati dai lettori, avesse avuto come protagonista un’arrampicatrice sociale in cerca esclusivamente di un buon matrimonio, anziché “un’eroina” dai saldi principi e dalla solida morale?
È questo che pare chiedersi Sophie Irwin nello scrivere “Manuale per signorine in cerca di un marito (ricco)”.
La sua protagonista Kitty Talbot, maggiore di cinque sorelle, viene improvvisamente a trovarsi con il peso della famiglia tutto concentrato sulle sue gracili spalle.
I genitori sono morti di tifo a poca distanza l'uno dall'altra, lasciando alla ragazza e alle sue sorelle solo un cottage in rovina nel Dorsetshire, e una valanga di debiti.
È il 1818 e per le ragazze c'è ben poca scelta: o contraggono un buon matrimonio o finiscono a fare le governanti o, nel caso abbiano studiato, le istitutrici per pochi soldi, troppo pochi per consentire a Kitty di salvare Netley Cottage e assicurare dei buoni matrimoni alle quattro sorelle.
Tutto sarebbe risolto nel migliore dei modi per la maggiore delle sorelle Talbot, se non che, senza motivo apparente e senza alcun preavviso, Mr Charles Linfield, ricco vicino di casa e suo promesso sposo, rompe il fidanzamento con lei, lasciandola nella più completa indignazione.
Dopo un primo momento di panico e disperazione, il da farsi è assolutamente chiaro per Kitty. Non c'è un minuto da perdere! Deve al più presto trasferirsi a Londra, nella grande città ci saranno sicuramente maggiori occasioni per far capitolare ai suoi piedi un ricco rampollo e fidanzarsi prima che gli usurai giungano a Netley Cottage a riscuotere i loro crediti.
A Londra Kitty e sua sorella Cecily verranno ospitate dall'eccentrica zia Dorothy che le introdurrà nel giro delle sue amicizie, tra feste, ricevimenti, balli e serate a teatro, non ci vorrà poi molto prima che l'astuta Kitty metta gli occhi su Mr Archibald de Lacy, uno dei giovani ereditieri più ricchi che Londra ha da offrire.
Ma ovviamente non tutto andrà liscio come l'olio e la ragazza dovrà vedersela prima con Lady Radcliffe, una madre molto sospettosa e difficile da conquistare e poi con Mr Radcliffe, il fratello maggiore di Archie, un ex soldato, ritiratosi alla vita di campagna dopo la guerra, molto bello, affascinate, intelligente e, purtroppo per Kitty, molto determinato nello smascherare il piano di quella che crede essere, a tutti gli effetti (e non sbagliando), un'avida manipolatrice a caccia di dote.

Manuale per signorine in cerca di un marito (ricco) - al contrario di ciò che io stessa avevo potuto immaginare - si è rivelato un romanzo fresco e divertente, con una protagonista vivace, intelligente e molto astuta.
Furba, ma non in modo cattivo, perché pur volendo perseguire il suo scopo lo fa restando sempre schietta, sincera e abbastanza onesta con gli altri e con se stessa.
Non finge mai di essere quella che non è o avere ricchezze di cui non dispone.
Kitty è una donna moderna, estranea alle ipocrisie e al bigottismo delle classiche protagoniste Austeniane, ed estranea alle stesse ipocrisie della società di quei tempi, secondo cui i matrimoni vantaggiosi erano di prassi, e perciò non condannati da nessuno, ma solo se avvenivano tra ricchi e se avvantaggiavano, in qualche modo, entrambe le parti.
Altrimenti, se una donna cercava di migliorare la sua condizione economica e sociale, veniva subito etichettata come diabolica arrivista, quando l'arrivismo, da che mondo e mondo, ha sempre regolato tutti i rapporti, gli scambi e gli incontri nell'alta società.

Kitty Talbot è una protagonista anti convenzionale e anti conformista, che mette in luce l'ipocrisia e la viziosità di un sistema, un sistema che tende a mettersi sul piedistallo e giudicare chiunque dall'alto di una morale che sicuramente non gli appartiene.

Per quanto riguarda la storia in sé mentirei se dicessi che tutto non sia assolutamente prevedibile.
Già dalla prima volta in cui viene nominato il maggiore dei Radcliffe ho intuito (azzeccandoci in pieno) come si sarebbe evoluta tutta la vicenda.
Si può senza dubbio definire una versione meno antiquata e più divertente e spiritosa di Orgoglio e pregiudizio, con due protagonisti più smaliziati e schietti, che si conoscono a poco a poco e scoprono, man mano, di non essere poi così diversi, di essersi giudicati frettolosamente e di volere entrambi solo il meglio per le persone che amano.

Lo consiglio nel caso cerchiate una lettura piacevole, divertente e leggera, che vi riporti al fascino dei classici inglesi.

Ringrazio la Mondadori per avermi omaggiato di una copia di questo libro

il mio voto per questo libro


mercoledì 18 maggio 2022

Recensione: "Il lupo e il leone" di Gilles de Maistre e Christelle Chatel

Titolo: Il lupo e il leone
Autore: Gilles de Maistre e Christelle Chatel
Editore: Gallucci
Data di pubblicazione: 7 gennaio 2022
Pagine: 112
Prezzo: 9,90 € 

Trama:
Alla morte del nonno Alma torna nella casa dell’infanzia, su un’isola in mezzo a un lago circondato dalle foreste. La tranquillità delle sue giornate è sconvolta quando all’improvviso nella sua vita fanno irruzione un lupacchiotto e un leoncino. La ragazza decide di prendersene cura di nascosto da tutti, per proteggerli dagli uomini che li vogliono catturare e rinchiudere. I due cuccioli crescono giocando insieme come fratelli. Ma un giorno il segreto viene scoperto: il lupo è rinchiuso in una riserva naturale e il leone spedito in un circo. Separati da centinaia di chilometri, da sbarre e recinti, Alma e i suoi due amici cercano disperatamente di ritrovarsi… 

Recensione:
Una storia d'amicizia, che parla di amore per gli animali e di rispetto per la natura.
Ma non solo, perché la vicenda di Alma è anche un racconto di riscoperta delle proprie radici, della propria identità, e delle proprie ambizioni.
Un evento tragico e traumatico riporta la ragazza dalla caotica New York all'isola privata canadese, in cui era cresciuta da bambina. 
Una sosta di pochi giorni diventa un soggiorno più duraturo, quando la protagonista si imbatte per caso, in una lupa che stava per essere catturata e nel suo piccolino. E come se non bastasse, ecco cadere dal cielo, precisamente da un velivolo precipitato, un cucciolo di leone bisognoso di cure e di affetto.
Che fare? Tornare alla routine prestabilita, fatta di pianoforte e concerti, o arrendersi al richiamo della natura, e all'istinto materno che le dice di proteggere i due animali ad ogni costo? 

Alma capisce immediatamente cosa deve fare: indipendentemente da ciò che la aspetta nella Grande Mela, nulla è più importante che impedire che il lupo e il leone, che lei sta crescendo come fratelli, vengano catturati e privati per sempre della libertà.
Un libro emozionante e coinvolgente che parla di legami che sfidano il tempo e le distanze, e del vero significato della parola "famiglia".
Una lettura davvero educativa che insegna a rispettare l'habitat naturale di ogni creatura, e ad opporsi senza mezzi termini al maltrattamento degli animali.
Ed infine una storia che racconta di una ragazza in cerca della sua strada, del suo posto nel mondo, dell'unico posto che può chiamare casa.grado, si trovano costretti a vivere, che sia per i pregiudizi sull'aspetto fisico, che sulla base di discriminazioni razziali, sessuali o di genere. 
Perché purtroppo ci sono molti modi per escludere qualcuno, ed uno solo per fare, giustamente, l'esatto opposto, ed è proprio a quest'ultimo che dovremmo puntare. 
Un libro che in maniera delicata racconta di diversità ed inclusione, con le parole, come è ovvio che sia, ma ancor di più con le dettagliatissime illustrazioni color seppia, che a mo' di vecchie fotografie, ripercorrono gli amori, le amicizie, i legami, le paure ed i "trascurabili momenti di felicità" di una famiglia così diversa da noi, eppure per certi versi, così simile.

Ringrazio la casa editrice Gallucci per avermi fornito una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro