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martedì 8 ottobre 2024

Recensione: "I mostri di Rookhaven" di Padraig Kenny

Titolo: I mostri di Rookhaven
Autore:  Padraig Kenny 
Illustrazioni:  Edward Bettison
Editore: Edizioni EL 
Data di pubblicazione: 11 maggio 2021
Pagine: 352
Prezzo: 17,00 €


Trama:
Mirabelle ha sempre saputo di essere un mostro. Quando la barriera magica che protegge la sua strana famiglia, e la separa dal mondo degli umani, si lacera, e due ragazzi orfani scoprono per caso Rookhaven, Mirabelle capisce che oltre i confini del suo mondo si celano opportunità straordinarie. 
La crepa nella barriera, però, attira anche qualcosa di molto pericoloso, e quando il male inizia a braccare Mirabelle e la sua famiglia, diventa presto chiaro che i veri mostri non sono necessariamente quelli che dei mostri hanno l'aspetto. 


Recensione: 
"I mostri di Rookhaven" è un libro che vi conquisterà fin dalle prime pagine, portandovi in un mondo affascinante e inquietante, una realtà parallela in cui niente è come sembra.
Protagonisti di questa storia sono tre ragazzini più o meno coetanei, ma che non potrebbero appartenere a mondi più diversi.
Jem e Tom sono due ragazzini orfani, in fuga dallo zio e dai suoi maltrattamenti, costretti da giorni a dormire in una macchina rubata e a fare cose che non avrebbero mai pensato di fare per sopravvivere.
Mirabelle, invece, vive al sicuro nella sua grande dimora, circondata dalla sua numerosa famiglia. Tutti loro però sono mostri, creature capaci di cambiare aspetto, e che hanno poteri vari e misteriosi: possono aprire portali magici, teletrasportarsi da una stanza all'altra, diventare invisibili, o trasformarsi in animali feroci.

Le strade dei tre ragazzi si incontrano quando Jem, cercando disperata un riparo per lei e suo fratello Tom - da giorni molto ammalato - si imbatte in qualcosa di straordinario e mai visto: un varco tra i due mondi.
Mirabelle e la sua famiglia, infatti, e lo scopriranno presto, vivono in una realtà parallela, celati dal resto del mondo.

Tra i tre c'è, come è ovvio che sia, un'iniziale diffidenza. 
Jem e Tom sono spaventati e allo stesso tempo attratti da tutto quello che scoprono dall'altra parte del varco: enormi fiori carnivori, orsi feroci, corvi che si comportano come sentinelle, e mostri, mostri ovunque.
Mirabelle, dal canto suo, è incuriosita dai due nuovi arrivati ed è ostinata ad aiutarli, nonostante il parere avverso del resto della famiglia.
Jem e Mirabelle, giorno dopo giorno, fanno amicizia  scoprendo che il mondo esterno nasconde insidie, ma anche opportunità e meraviglie. 
Ma la crepa nella barriera attira anche qualcosa di molto pericoloso, un'entità malvagia, antica e senza tempo che ha delle terribili mire sulla casa e sui suoi abitanti. 
La casa nascosta nei boschi di Rookhaven dovrà affrontare la più grande delle sfide, quella che metterà in bilico rapporti di fiducia, ma anche le vite di chi la abita.

Il libro è scritto con uno stile incalzante e coinvolgente, che si adatta a lettori di tutte le età. I capitoli sono brevi e raccontati da quattro diverse voci narranti. 
Le illustrazioni in bianco e nero, realizzate da Edward Bettison, creano un’atmosfera suggestiva e spettrale. Il libro è pieno di sorprese, di emozioni e di humor, che vi faranno appassionare alla storia e ai suoi personaggi.
I miei preferiti fra tutti sono zio Bertram e Piglet 
Zio Bertram è un omone con un animo da bimbo, mi ha fatto ridere con il suo immancabile taccuino su cui appunta il sapore dei cibi "umani" - di cui non percepisce il sapore - e la sua ostinazione nel volerli comunque assaggiare tutti e il continuo  richiedere, con gli occhietti sognanti, che gli vengano descritti 😝😍
L'ho trovato così tenero 😻 Con lui ho anche versato qualche lacrimuccia *^*
Piglet invece è la perfetta rappresentazione del messaggio del libro. 
Un essere arcano e oscuro, di cui stessa famiglia ignora aspetto e poteri e che teme proprio perché gli è ignoto. O meglio che temono tutti tranne la nostra Mirabelle 💓

Vorrei dirvi tanto altro a riguardo, ma vi rovinerei la scoperta, e questa storia contiene, al suo interno, tante storie che, vi assicuro, vale la pena scoprire.

Sono rimasta affascinata da "I mostri di Rookhaven" dalla prima all'ultima pagina.
Dall'illustrazione che troviamo appena aperto il volume (che mostra un faretto che illumina una porzione di stanza buia - quella che sembra un'antica dimora, con carta da parati e una vecchia finestra, al cui esterno imperversa un brutto temporale -) fino ai ringraziamenti all'ultima pagina. 
Ho apprezzato tantissimo anche la nota dell'autore attraverso la quale, Padraig Kenny ci spiega da dove nasce la sua passione per i mostri e perché ha deciso di scrivere su di loro.
Come lui stesso dice:
"I mostri possono essere semplici o complicati. Possono sputare fuoco e avere tre teste, e noi possiamo averne paura o identificarci con loro.
Amo i mostri. Li ho sempre amati.
Ma cerco di fare attenzione a quelli veri."

Ed è questo il messaggio più importante che la storia vuole dare: il bene e il male non sono sempre chiari e distinti, ma spesso si confondono e si mescolano, e dipendono dal punto di vista di chi li guarda.
I mostri di Rookhaven forse sono mostri per il loro aspetto così peculiare, ma dietro la loro corazza di diffidenza, nascondono un animo buono e gentile, animato da paure, sogni e desideri.
Sono una famiglia che si protegge a vicenda, come farebbe una qualsiasi famiglia.
Una famiglia i cui membri sono pronti a sacrificare se stessi per proteggere gli altri.
Il male invece può celarsi ovunque, dietro un aspetto elegante, un sorriso adulatorio, modi garbati e cortesi.
Chi sono dunque i veri mostri?

“Qualche volta i mostri ci danno la caccia. Qualche volta siamo noi a diventare mostri"

Se avete amato storie come "Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali" di Ransom Riggs e "Doctor Sleep" del re dell'horror Stephen King, o se semplicemente siete alla ricerca di una storia affascinate ambientata in un'antica magione, abitata da strane creature, una fiaba horror dalle atmosfere autunnali, che vi tenga incollati alle sue pagine facendovi sorridere, e raccontando una storia di crescita, amicizia, diversità e integrazione vi consiglio assolutamente di leggerlo.

Vi confesso che ci sono rimasta malissimo nello scoprire, qualche giorno fa, che il seguito di questo titolo, uscito ormai da tempo, non arriverà mai da noi... odio quando la case editrici fanno così 😠
Per fortuna il libro si può leggere anche da solo, la storia non resta sospesa, ma mi fa comunque arrabbiare sapere che esiste qualcos'altro su Rookhaven e sulla loro famiglia, che ho imparato ad amare, e a cui mi sono affezionata, che probabilmente non conoscerò mai! 😡
Detto questo ho adorato questo libro e spero piaccia anche a voi 😊

Ringrazio Edioni EL per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro



giovedì 7 dicembre 2023

Recensione: "Tutto sopra un waffle" di Polly Horvath

Titolo: Tutto sopra un waffle
Autore: Polly Horvath
Illustrazioni: Veronica Truttero
Editore: Camelozampa
Data di pubblicazione: 20 ottobre 2023
Pagine: 232
Prezzo: 16,90 € 


Trama:
Durante una tremenda tempesta, i genitori di Primrose Squarp scompaiono in mare e non se ne hanno più notizie. Primrose è l’unica a credere che siano ancora vivi, ma nel frattempo deve trasferirsi dallo zio Jack, arrivato a Coal Harbour per prendersi cura di lei. Trova accoglienza e rifugio nella cucina del ristorante locale, dove la proprietaria, Miss Bowzer, dispensa consigli, pillole di buon senso e cibo. L’importante è che tutto sia servito su un waffle!

Recensione:
Polly Horvath è sempre una garanzia, c'è poco da dire!
Questo è il terzo libro che leggo dell'autrice e non smette mai di affascinarmi per la sua scrittura spiritosa e briosa, per il modo in cui sa essere drammatica e divertente al tempo stesso, in cui riesce a raccontare eventi tragici in modo semplice e pacato.
Il suo stile e le sue storie mi ricordano molto quello di Fannie Flagg, una Flagg per ragazzi, per intenderci 😁

Anche questa volta ci racconta una storia dolce e salata, fatta di perdite, lutti, sofferenza, ma anche di amore, umorismo e affetto.
Protagonista è Primrose Squarp, che ci narra la sua storia condividendo con noi pensieri, emozioni, speranze, paure e... ricette.
La sua voce mi ha conquistata dalle prime battute, dal modo romantico e delicato in cui descrive se stessa.

"Abito a Coal Harbour (nella Columbia Britannica in Canada) da quando sono nata. Mi chiamo Primrose Squarp e ho undici anni. Ho i capelli color carote in salsa di albicocche (segue ricetta), la pelle chiara nei punti in cui non ci sono lentiggini e gli occhi come temporali estivi."

Primrose ha undici anni quando la sua vita cambia drasticamente. 
Durante una notte di tempesta, i suoi due genitori scompaiono in mare, nessuna traccia di loro, quindi tutti li danno per morti, tranne lei. 
Lei è l'unica a credere fortemente che la sua mamma e il suo papà siano ancora vivi.
Ovviamente nessuno sembra dar peso alle sue parole liquidandole come le vane speranze di una bambina che non ha ancora accettato il lutto.
Così si ritrova prima a vivere con la stramba e anziana signora Perfidy, e successivamente con l'affasciante e magnetico zio Jack, un agente immobiliare che sembra avere ambiziosi piani per rendere, la piccola Coal Harbour, - un piccolo paese di pescatori del Canada - un'importante e deliziosa meta turistica.
Nelle lunghe giornate di solitudine Primrose desidera solo sfuggire alla noia, alle chiacchiere e alle occhiatacce dei concittadini, che la guardano e additano come "strana".
I compagni di scuola, incalzati dall'inarrestabile consulente scolastica Miss Honeycut, le danno il tormento. Tutti sembrano voler vederla in lacrime, disperarsi per la perdita dei due genitori, ma lei, in tutta risposta, non fa che ripetere a chiunque "non ha mai creduto a qualcosa solo perché nel profondo del cuore sentiva che era vero?"

Primrose non si lascia abbattere, e non smette di credere a ciò che il suo cuore le suggerisce, e quasi ogni giorno, per sfuggire da chi la giudica, trova conforto e amicizia nella cucina del "Girl on the Red Swing", un grazioso ristorante locale, dove la signorina Bowzer le insegna a preparare ogni tipo di piatto, purché sia servito su un waffle!

Primrose è una protagonista simpatica e coraggiosa, che affronta le difficoltà con grande determinazione e speranza. Inoltre, nonostante la sua giovane età, tramite e i suoi pensieri e riflessioni, regala momenti di grande profondità e saggezza.

"E fu sempre così a Coal Harbour. Alcune persone invecchiavano e altre morivano. Io lasciavo parti di me in alcuni posti e scoprivo altri luoghi inaspettatamente. Comparivano nuove persone e altre sparivano prima che potessi salutarle. Alcune persone comuni mettevano l'anima in cose in cui non l'avrebbero mai messa"

Non voglio dirvi di più di questa storia, ma vi invito fortemente a leggerla! Leggete Polly Horvath!
Se siete alla ricerca di una storia che vi faccia sorridere, commuovere e venire fame, allora “Tutto sopra un waffle” è quello che fa per voi.

Il libro è illustrato da  Veronica Truttero, e ogni capitolo si conclude con una ricetta, spaziando dal metodo per cuocere delle patate perfettamente bollite, le girelle alla cannella, alle mele caramellate e, ovviamente ai waffle!

Ringrazio La Chicca per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro


martedì 7 novembre 2023

Recensione: "Ottobre, Ottobre" di Katya Balen

Titolo: Ottobre, Ottobre
Autore: Katya Balen
Illustrazioni: Angela Harding
Editore: Einaudi Ragazzi
Data di pubblicazione: 26 settembre 2023
Pagine: 240
Prezzo: 14,90 € 

Trama:
Ottobre e suo padre vivono nella foresta, e gli alberi, le rocce, lo stagno e le stelle sono i loro migliori amici. Sono selvaggi e sono contenti così. Un pomeriggio d’inizio autunno, la ragazza salva un piccolo barbagianni e inizia a prendersene cura. Le sembra di aver raggiunto il culmine della felicità quando improvvisamente, proprio il giorno in cui compie undici anni, tutto cambia. Suo padre cade da un albero e rimane sospeso tra la vita e la morte. E la donna che si definisce sua madre la porta via con sé, lontano dalla foresta, nel grigio della città…

Recensione:
Ottobre sta per compiere undici anni, e non desidera altro se non quello che ha già.
A differenza delle altre ragazzine della sua età, non sogna vestiti graziosi e colorati o i primi trucchi scintillanti, ma solo di continuare a vivere la sua vita perfetta e solitaria in quella tasca di mondo che è la sua casa. Perché da quando è nata Ottobre non ha conosciuto altro se non la foresta, e non ha ricevuto altro amore se non quello di suo padre.
I due vivono in simbiosi con la natura e tutte le bellezze che li circondano. Si prendono cura degli alberi, si occupano dell'orto e della legna, fanno il bagno nello stagno, raccolgono piccoli tesori sepolti, passano le serate inventando storie attorno un falò, e stringono amicizia con gli animali del bosco, tra cui Stig, il piccolo barbagianni ferito che la nostra protagonista ha salvato solo pochi mesi prima da morte certa.
Papà e figlia vivono come lupi solitari, lontani da tutto e tutti, eppure sono felici.
Ma il giorno dell'undicesimo compleanno di Ottobre, tutto cambia, e quella spensieratezza, così bella quanto fragile, viene di colpo spazzata via come un mucchio di foglie secche in una fredda giornata d'autunno.
La bambina selvaggia si ritrova ad affrontare una nuova realtà senza suo padre accanto.
Deve lasciare lui, Stig, e la sua casa nel bosco per seguire sua madre nella fredda e grigia Londra.
Un mondo decisamente diverso la attende, un mondo che non le appartiene e di cui lei non riesce proprio a sentirsi parte.
Eppure proprio quando tutto sembra sul punto di precipitare, quando Ottobre stessa sembra sul punto di non farcela, una piccola scintilla di speranza le fa capire che non tutto ciò che è diverso è suo nemico, e si può trovare la magia anche nei posti più insperati.

"Ottobre Ottobre" è quello che definirei un "libro coccola".
La perfetta lettura per questo periodo autunnale, una di quelle storie che bisognerebbe gustarsi attorno al fuoco scoppiettante di un bel camino, avvolti in una calda coperta e con una bella tazza di cioccolata fumante.
Leggere della vita di Ottobre e di suo padre nel bosco, delle loro stravaganti faccende quotidiane, ma soprattutto dei loro piccoli rituali, - come il bagno nello stagno a mezzanotte, le storie raccontate attorno al fuoco, le serate a guardare le stelle e gli ululati alla luna - fa bene al cuore e ossigena la mente.
Katya Balen ha creato sulla carta un accogliente rifugio per noi lettori, un posto incontaminato e selvaggio in cui ristorarci. La natura è la grande protagonista, descritta in modo poetico e suggestivo.
Tutta la prima parte del libro è impregnata di libertà e possibilità, quasi un sogno ad occhi aperti, poi con l'arrivo della madre di Ottobre, ed il conseguente trasferimento in città, tutto cambia. La sensazione è quella di vedere un animale che corre felice nel suo habitat e poi ritrovarlo nella gabbia di uno zoo.
La nostra Ottobre è infelice. Ovunque lei vada, non riesce a non sentirsi spaesata.
La nuova casa è opprimente, il cielo troppo grigio, la città troppo rumorosa, gli altri bambini troppo diversi da lei.
È distrutta, fagocitata da una realtà più grande di lei, e noi percepiamo il suo dolore.
Se i primi capitoli ci avevano regalato un'avventura senza freni, in quelli successivi si percepisce un misto di insofferenza e nervosismo.
Ma ovviamente, non tutto è perduto.
Come i barbagianni feriti, ritornano a volare, anche la nostra selvaggia protagonista, nonostante tutte le difficoltà, ritroverà il sorriso, e noi con lei.
Grazie ai tesori sepolti nel Tamigi, alle sue amate storie e ad un nuovo amico, l'irriverente Yusuf, Ottobre scoprirà che c'è un po' di foresta anche in città, e per essere selvaggi e liberi non è necessario essere soli.

Un romanzo ricco di suggestioni, che inneggia alla bellezza della natura incontaminata, una trama avvincente, delle carinissime illustrazioni in bianco e nero, e una narrazione coinvolgente e toccante.
Un libro che, al pari dei grandi libri di formazione, parla anche di cambiamento, crescita e rinascita.
Ottobre, come una pianta estirpata dal suo habitat, deve imparare ad adattarsi ad un ambiente ostile e mettere radici. Deve diventare forte, per fronteggiare le intemperie, per fiorire e portare nuovi frutti.
Deve farlo per la prima volta lontano da suo padre, ma non per questo da sola.
E questo ci riporta ad un altro tema molto importante nella storia, ovvero la famiglia ed il perdono.
Ottobre lontano dalla foresta conosce nuovi lati di sé, nuovi angoli di mondo, nuove passioni. Coltiva nuovi legami e ritrova l'amore di sua madre, in cui aveva smesso credere molto tempo prima. Abbandona il rancore ed il dolore, seppur con fatica, per abbracciare la seconda opportunità che il destino ha offerto loro.
Ma, oltre a ricucire il rapporto con sua madre, cosa forse anche più importante, andando avanti con le pagine, scoprirà l'importanza dell'amicizia.
Imparerà che si può amare la natura e gli animali, ma che anche la compagnia dei suoi simili non è per niente male, soprattutto se ti regalano deliziose barrette di cioccolato XD
In generale il libro di Katya Balen ha il grande pregio di riuscire a trasportarti in un mondo fantastico fatto di avventura ed esplorazioni nella natura incontaminata, ma senza tralasciare i dolori e le difficoltà della vita, ma anche la tenacia tipica di noi umani. Un cocktail perfetto, dolce, ma con una punta di amaro.


Considerazioni:
Ho adorato questo libro sin dalla prima pagina. Mi sono affezionata ad Ottobre e alla sua vita atipica, al suo dolce papà e ovviamente a Stig.
Per quanto me lo aspettassi, mi è spiaciuto veder crollare quell'ecosistema perfetto di punto in bianco.
E questo mi porta ad uno dei difetti della lettura, se di difetti si può parlare, ovvero la sua protagonista.
Non fraintendetemi, mi piace Ottobre, è una ragazzina coraggiosa e particolare, eppure ha una serie di comportamenti avventati difficili da comprendere e giustificare.
È vero, lei è ancora piccola, e per di più non è abituata a rapportarsi con le persone, eppure più di una volta, nel corso della storia, non riesce a comprendere le conseguenze delle sue reazioni eccessivamente istintive, e a fare mea culpa.
Anzi, pur sapendo che suo padre sta soffrendo a causa sua, si concentra principalmente su se stessa ed il suo dolore.
Comprensibile certo, data la tenera età, eppure considerando il rapporto simbiotico tra lei ed il papà, avrei preferito percepire più compassione ed empatia da parte sua.
Lo stesso concetto lo ritroviamo, in modo simile, per quanto riguarda il rapporto tra Ottobre e sua madre.

Ottobre ha dovuto subire il trauma dell'abbandono quando aveva solo quattro anni.
La donna, per quanto l'amasse, non riusciva a reggere la vita dura lontana dai comfort della città. La foresta che nutriva quella bambina, spegneva giorno dopo giorno l'animo della donna che le aveva dato la luce.
Così la piccolina cresce, con l'amore di suo padre, ma anche con un vuoto enorme nel cuore, che colma, nel tempo, con astio, rancore e diffidenza. Nonostante la madre la cerchi, ed il padre la incoraggi a recuperare quel rapporto, per lei quella non è altri che la donna che ha scelto una vita lontana da lei.
Per fuggire da lei, proprio il giorno del suo compleanno, fa del male a suo padre e a se stessa.
Per dar retta all'orgoglio ferito, rischia di perdere tutto ciò che ama.
Per lo stesso motivo, si ritrova, volente o nolente, a recuperare un rapporto che credeva perduto e a perdonare ciò che riteneva irrimediabile.
Naturalmente tutto ciò non avviene all'improvviso. Anzi, dire che questo percorso è graduale, è dire poco, considerando che per quasi tutto il tempo la protagonista non fa che colpevolizzare la madre per tutto, anche per quelle cose che non hanno minimamente a che vedere con lei (tipo l'incidente del padre, che è, se vogliamo, da imputare ad Ottobre stessa).
Ed è vero, considerando quello che ha passato, il modo in cui è cresciuta e l'assenza della figura materna, si potrebbe anche capire, ma fino ad un certo punto, soprattutto alla luce del fatto che la madre l'ha sempre voluta e cercata, e che quindi non si può parlare di un vero e proprio abbandono.

Anche la mamma del resto non è priva di colpe: per quanto si mostri dolce, affettuosa e comprensiva, non ci pensa due volte a sradicare la figlia dall'unica casa che abbia mai avuto, per di più nel momento più difficile della sua vita. E come se non bastasse la priva di Stig, l'unico affetto rimastole.
Per la serie "se vuoi farti odiare, lo stai facendo nel modo giusto".
In definitiva l'unico personaggio coerente e perfettamente credibile dall'inizio alla fine è il padre, oltre al barbagianni ovviamente.
C'è da dire però che, al contrario di altri libri con protagonisti detestabili - tipo Scholomance, giusto per dire un titolo - qui, nonostante alcuni comportamenti poco condivisibili, ci si affeziona ugualmente a tutti, perché alla base vi è comunque un sentimento d'amore e di famiglia.
In generale, nonostante questi piccoli difettucci, il romanzo è davvero ben riuscito, in quanto misura in modo giusto gioia, dolore e speranza.
Mi ha ricordato un po' i libri di Katherine Rundell - in particolare "Capriole sotto il temporale" - scrittrice che amo particolarmente.
Anche ripensandoci a mente fredda, mi è rimasto un bel ricordo delle emozioni provate leggendo, un bel quadretto di quella famiglia particolare e dei loro nuovi amici.
A dir la verità non mi spiacerebbe affatto ritrovare questi stessi personaggi in una nuova avventura, sempre nel bosco, e ovviamente con Stig.
Magari alla ricerca di tesori perduti, o semplicemente alla scoperta di altri amici, posti ed emozioni.

il mio voto per questo libro

mercoledì 4 ottobre 2023

Recensione: "La casa di Pine Island" di Polly Horvath

Titolo: La casa di Pine Island
Autore:  Polly Horvath 
Illustrazioni:  Veronica Truttero 
Editore: Camelozampa
Data di pubblicazione: 14 ottobre 2022
Pagine: 328
Prezzo: 15,90 €

Trama:
Quando si ritrovano orfane, dalla giungla del Borneo le quattro sorelle McCready partono per il Canada, dove le attende la stramba prozia Martha. All’arrivo, però, le ragazze scoprono che anche lei è appena mancata, lasciando la sua splendida casa immersa nella natura tutta pronta per loro. Per evitare che i servizi sociali le separino, le sorelle dovranno elaborare un piano. Un piano che funzionerà solo se nessuno si accorge che se la stanno cavando da sole… 

Recensione:
Molte avventure nascono da una tragedia, e purtroppo quella che colpisce le quattro sorelle McCready. Fiona, Marlin, Natasha e Charlie, si abbatte su di loro funesta e improvvisa come lo è un terribile e inaspettato temporale in una bella giornata estiva. 
Quella delle quattro sorelle è sempre stata una famiglia atipica, in giro per il mondo, ogni volta in un posto diverso, e quando comincia questa storia, vivono con i loro genitori nel Borneo, in una casetta nel folto della giungla.
È uno tsunami a distruggere la loro famiglia e la loro idea di felicità, rendendole orfane, un'onda anomala che si abbate sulle coste della Thailandia mettendo fine alla vita dei due genitori, che in quel momento si trovano lì per concedersi una tardiva luna di miele.
Così, le quattro orfane, si trovano ad affrontare il più terribile anno della loro vita, affidate alle cure di Mrs Weatherspoon, distrutte dal dolore e dalla mancanza dei due genitori e dilaniate dalla lunga ed estenuante attesa che qualcuno dei loro parenti risponda alla loro richiesta e voglia prenderle tutte con sé.
E mentre i mesi passano accumulando rifiuti su rifiuti, rendendo il pensiero dell'orfanotrofio sempre più vivido, quando tutte avevano ormai perso le speranze, ecco arrivare una lettera dal Canada, dalla vecchia prozia Martha che i genitori avevano sempre liquidato come "stramba".
Eppure quella stramba zia, che vive isolata a Pine Island, un'isoletta del Canada, è l'unica ad aver accolto con gioia la loro richiesta d'aiuto... una vera e propria scialuppa di salvataggio in mezzo alla tempesta.

Così, quando le ragazze sembrano aver finalmente trovato il loro lieto fine, ecco che qualcos'altro continua a minare il loro desiderio di restare unite.
Arrivate a destinazione nessuna zia Martha si presenta a prenderle e accompagnarle alla nuova casa.
Scopriranno, infatti, che anche la zia è da poco venuta mancare, e sono nuovamente sole al mondo.
Così, per evitare che i servizi sociali le separino, le quattro decidono di mantenere il segreto e provocare a ricostruirsi una vita da sole senza adulti.

Inutile dire che questo segreto darà vita a moltissime situazioni complicate, a volte esilaranti, altre drammatiche.

Le ragazze in questa loro avventura non saranno sole, incontreranno, durante il loro soggiorno, volti più o meno amici, dal burbero vicino di casa Al Farber, alla gentile preside Miss Webster, al petulante avvocato Mr Pennypacker... personaggi che le aiuteranno, stravolgendo però, di volta in volta, i loro piani.

Polly Horvath, come avevo già avuto modo di leggere nel suo straordinario "La stagione delle conserve" fonde abilmente dramma e umorismo, momenti toccanti e divertenti, bilanciando perfettamente divertimento e leggerezza con situazioni più serie e profonde, dando vita a storie da cui è difficile staccarsi e protagonisti a cui è impossibile non voler bene.

Mi sono affezionata tanto alle sorelle, ognuna con il proprio carattere e personalità, mi sono divertita  a leggere i loro i dialoghi, e battibecchi, li ho trovati reali e veritieri. Seguire le loro avventure mi ha fatto quasi sentire parte della famiglia.  
Mi sono identificata con ognuna di loro: mi sono rivista in Fiona, nella sua determinazione nel lottare per tenere a tutti costi unito quello che resta della sua famiglia, nel proteggere sempre le sorelle, preoccuparsi costantemente per loro, per il loro futuro e per il loro benessere, sia fisico che mentale.
Fiona sembra tanto forte, eppure, è forse fra tutte la più fragile, lotta così tanto per restare insieme alle sue sorelle proprio perché sa che un'altra perdita la distruggerebbe, che non potrebbe vivere sapendole lontane da lei.
In Marlin e nella sua passione per la cucina, come nei fornelli trova lo sfogo per affrontare e superare tutto ciò che non va nella sua vita, un modo per avere il controllo e allo stesso tempo far sentire amate le sorelle.
In Natasha, nel suo amore per la natura, nei suoi silenzi, nella sua emotività che la porta spesso a isolarsi in pensieri tutti suoi.
E in Charlie nelle mille paure che la sua mente crea per fuggire dal vero dolore.

E a proposito di lei, Charlie, ho adorato il suo carattere e l'ho compreso tantissimo.
Essere la prima a detestare anche solo la vista del vicino Al, ma essere anche la prima a legare con lui.
Essere terrificata dall'idea degli orsi, ma essere la sola delle sorelle ad affezionarsi e immedesimarsi in Billy l'orso.
Quella piccolina mi ha decisamente rubato un pezzo di cuore 💓

Per quanto riguarda invece il burbero Al Farber, vorrei dirvi che la svolta del suo personaggio è stata totalmente inaspettata ma non è così. Ho ovviamente apprezzato il risvolto (prevedibile) della storia, ma mi sarebbe piaciuto di più se tutto fosse avvenuto in maniera graduale, se il legame con le quattro ragazze si fosse sviluppato nel tempo.

Poi mi sono innamorata di Pine Island, e del pittoresco villaggio marittimo di St. Mary's By the Sea. 
Luoghi in cui la natura è sempre protagonista con descrizioni incantevoli e che risulta fondamentale per la crescita delle quattro ragazzine.

A Pine Island, circondate dai boschi, le quattro sorelle sconfiggono le proprie paure, crescono,  diventano responsabili e imparano a contare solo su se stesse.
Continuano a sognare una famiglia, qualcuno gentile come Miss Webster che le adotti e le prenda con sé, togliendo, dalle loro piccole spalle, il peso di dover pensare a cose complicate come le spese e le tasse, eppure giorno per giorno, passo dopo passo, si renderanno conto che la loro famiglia è già tutta lì. Non hanno bisogno di nessun salvatore, o forse uno lo hanno già trovato anche se non era quello che avevano immaginato (io però decisamente sì 😹).

Vi consiglio di leggere questo libro perché Polly Horvath è sempre una garanzia, le sue storie fanno bene al cuore e alla mente, fanno viaggiare e sognare, immergere nella natura, staccare la spina dai pensieri e entrar totalmente a far parte della famiglia che racconta.
Inoltre le pagine sono piene zeppe di amore, dolcezza, speranze, e manicaretti... il che non guasta mai!

Ringrazio Camelozampa per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro



giovedì 21 settembre 2023

Recensione: "Il profumo della grande estate" di Thibault Prugne

Titolo: Il profumo della grande estate
Autore:  Thibault Prugne 
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 20 giugno 2023
Pagine: 40
Prezzo: 20,00 €

Trama:

Ricordo la sua casetta che svettava in mezzo ai campi come un faro sull’oceano, le foglie del vecchio frassino che brillavano al sole, il profumo dei panni stesi ad asciugare in giardino, il ronzio delle api e il canto delle cinciallegre.  
Mi chiamo Louise, e questa è la mia storia.

Recensione:
Quale profumo ha per voi l'estate?
Per me quello del mare, della pelle riscaldata dal sole, dei solari al cocco e delle pesche mature *-*
Ed ora che è finita, ne sento già una grande malinconia. 
E se anche voi, come me, amate la dolce spensieratezza di questa stagione, sfogliando le pagine di questo libro, e osservando le sue bellissime illustrazioni, la ritroverete tutta, quella magia e quella calda e accogliente atmosfera ricca di aspettative e promesse.

Per Louise, la piccola protagonista di queste pagine, l'estate profuma sicuramente di grano e papaveri, dei panni stesi al sole, della casetta di legno di nonno Léon, delle sue minestre e del suo orto bagnato dalla pioggia, profuma di giornate passate al sole a dondolare sull'altalena, a costruire insieme casette per uccelli e dolci ricordi.

Sono gli anni della guerra e, mentre il papà di Louise è impegnato al fronte, sua madre deve andare a lavoro in un'altra città, e decide che, per tenere la piccola al sicuro, sia meglio lasciarla alle cure del nonno Léon, piuttosto ché portarla con sé.
Il nonno Léon vive da anni isolato nella campagna francese. All'apparenza burbero e solitario, ama la natura e la vita semplice, e alla compagnia degli esseri umani predilige, di gran lunga, quella degli animali, in particolar modo quella degli uccellini... 
Con Louise, nonno Léon aprirà subito il suo cuore, i due trascorreranno una splendida estate insieme, una di quelle destinata a diventare l'irraggiungibile metro di paragone per tutte quelle successive.
Insieme, i due, trascorrono le giornate a passeggiare nei campi, a raccogliere frutti e verdure dall'orto e a godersi tutta la sconfinata bellezza della natura.




“Nonno Léon era una di quelle persone che vorrebbero che non cambi mai nulla. Che non desiderano ribaltare il mondo, ma soltanto viverci e ascoltarne il respiro.”


Le illustrazioni sono bellissime e vivide, fanno venire voglia di essere lì con loro, ma i testi non sono da meno, raccontano con grande poeticità tutta la bellezza di cui è pieno il mondo: la casetta di nonno Léon che svetta in mezzo ai campi come un faro su un oceano dorato, le foglie del vecchio frassino che brillano al sole, il profumo dei panni stesi ad asciugare in giardino, il ronzio delle api e il canto delle cinciallegre...
Eppure in mezzo a tanta delicata bellezza ci sono pensieri semplici e profondi che fanno venire i brividi e accapponare la pelle proprio per la loro schietta ovvietà,  riflessioni su quanto sia stupido privarsi di tanta bellezza a causa di azioni stupide e insensate come la guerra, o dell'eccessiva e inappropriata cementificazione.
E questi pensieri vengono sì dalla voce e dalla saggezza del nonno, ma quelli che colpiscono di più passano per le ingenue introspezioni della piccola Louise, perché i bambini, si sa, guardano sempre il mondo con estrema schiettezza e semplicità.



“Avrei voluto far sedere per un attimo il Grande Capo della guerra sulla mia altalena. Forse si sarebbe riposato un po’. Forse dopo non avrebbe più costretto i papà a vestirsi di verde e andare a fare la guerra, quando preferivano mangiare pane e marmellata, andare a pesca, bere vino e baciare le mamme mentre i figli non guardavano. 
Ma al grande capo della guerra sicuramente le altalene non interessavano. 
D’altra parte mi sono chiesta a lungo che cosa gli potesse piacere. Odiava il profumo dei fiori? Preferiva guardare le farfalle o spiaccicarle? Il suo colore preferito era il nero? Al cinema stava dalla parte dei cattivi? 
Tutte domande a cui non avrò mai risposta.”

E poi ovviamente ho amato il rapporto tra nonno e nipote. I due, in una sola estate, costruiscono ricordi destinati a durare per sempre, come lo sono tutte le estati trascorse da bambini: speciali, spensierate e incomparabili. Nulla sarà come loro.
E nulla potrà mai sostituire il rapporto tra nonno e nipote. Chi non vorrebbe tornare bambino e perdersi nel caldo abbraccio dei nonni?

Sul finale poi la storia lascia un velo di tristezza e malinconia, come lo fa la vita, quando si cresce, l'estate quando finisce, qualsiasi cosa quando arriva verso la sua conclusone.
Anche questa sensazione finale contribuisce, per quanto mi riguarda, a dare un tocco in più alla storia, a farmi sentire ancor più legata ed essa, a renderla indimenticabile come sanno essere solo le bellissime storie.

Se avete nostalgia delle estati della vostra infanzia, del caldo abbraccio dei nonni, dei "bei vecchi tempi", se amate le storie scritte bene e illustrate splendidamente,  "Il profumo della grande estate" è ciò che fa per voi 💓
 
Ringrazio Rizzoli per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro



mercoledì 2 agosto 2023

Recensione: "Bambini perfetti" di Sabrina Rondinelli

Bentrovati avventori!
Questa volta voglio parlarvi di un libro che avrei voluto leggere tanto tempo fa, poi mi sono presa la pausa di cui ormai sapete, e ahimè, ho avuto pochissimo tempo da dedicare alle letture di piacere.
Quando lo vedevo lì, con la sua bella e particolare copertina - non so se lo avete mai visto, ma a me ricorda, con il suo stile anni 80, una vecchia scatola di giochi da tavolo, si richiude anche come se fosse una scatolina 😍 - gli facevo una silenziosa promessa: "ti leggerò appena ne avrò il tempo".
E così ho fatto!
Promessa mantenuta quindi, ed ecco a voi la mia opinione a riguardo 😉


Titolo: Bambini perfetti
Autore: Sabrina Rondinelli
Illustrazioni: Simone Massoni
Editore: Marietti junior
Data di pubblicazione: 17 Marzo 2022 
Pagine: 224
Prezzo: 13,90 €

Trama: 

Al campo estivo Leo si divertirà un mondo!
È quello che gli hanno promesso i suoi genitori prima di imbarcarlo su un pullman pieno di bambini. 
In realtà quando arriva  a destinazione il gruppo si ritrova in un vecchio capannone isolato, da cui è impossibile scappare.
La verità è che Leo e i suoi compagni sono stati rottamati, e a casa, al loro posto, è arrivata una sfilza di bambini perfetti ordinati su internet.
C’è chi si infuria, chi piange, chi non crede alla notizia... ma tutti sono concordi su quello che c’è da fare: ribellarsi al loro destino, evadere da quel posto e tornare a casa. Forse...

Recensione:

Leo è un bambino come tanti, ama scavare buche in giardino, ascoltare musica rap a tutto volume, mangiare schifezze e, ogni tanto, disobbedire alle regole... perché quale bambino fa esattamente tutto quello che gli viene detto di fare?
È un bambino in fondo.
Ora la scuola è finita, ed è arrivata l'estate e cosa c'è di meglio di un campo estivo in un posto meraviglioso, immerso nella natura?
"La valle dei conigli" suona davvero bene! 😍

Arriva il giorno della partenza e suo padre, con gli occhi più lucidi del necessario (staranno via solo due settimane, non è il caso di fare tante storie!) lo porta a prendere il pulmino, sulla cui fiancata zampettano allegri e soffici coniglietti rosa.
Il viaggio è lungo e stancante e all'arrivo Leo e gli altri bambini non giungono nel bel parco naturale con piscine, cascate e chissà cos'altro gli era stato promesso ma, inspiegabilmente, si ritrovano prigionieri in una specie di squallido magazzino, senza finestre, né vie d'uscita, fatta eccezione per una porta che si apre mediante un codice a loro sconosciuto.

I ragazzini non ci metteranno molto a scoprire l'amara e sconvolgente verità: il campo estivo non era che una trappola!
I genitori di tutti loro hanno deciso di rottamarli e sostituirli con un Bambini Perfetti, che mangiano tutto senza fare capricci, non si fanno pregare per lavarsi i denti e non fanno fare figuracce davanti agli amici.

Leo e gli altri bambini sono sconvolti.
E se inizialmente provano a rifiutare l'idea, non ritenendola possibile "deve esserci stato uno sbaglio", una volta metabolizzata la loro nuova condizione, allo sconvolgimento e alla tristezza subentra la rabbia.
Ovviamente non ci stanno all'idea di essere stati rottamati, loro avranno pure dei difetti, faranno delle marachelle e dei pasticci, ma come possono i loro genitori, preferirgli dei robot privi di veri sentimenti e volontà?
In loro c'è tanta tristezza, delusione e rancore nei confronti di chi diceva di amarli, ma poi li ha abbandonati senza pensarci due volte. 
Si sentono traditi, inutili e indesiderati e si chiedono cosa hanno fatto di male per meritarsi questo trattamento.  Cosa c’è che non va in loro?
Ognuno si fa la propria analisi: chi come Bonzo pensa di aver combinato fin troppi guai, chi come Rachele crede di non essere abbastanza bella e brava per le eccesive aspettative della sua mamma, o chi come Riccardo non riesce proprio a darsi pace, perché la sua mamma mai e poi mai lo avrebbe potuto abbandonare, erano uno il mondo dell'altro.

E mentre i bambini architettano un piano per la fuga, i genitori, giorno dopo giorno, si rendono conto che quei robot non sono poi così perfetti come pensavano, che non ha senso avere un bambino che ti abbraccia a comando, che ti dice di volerti bene quando gli viene detto di farlo, e a cui non si può insegnare nulla perché sa già tutto.


Ho letto "bambini perfetti" in un pomeriggio, l'ho trovata una storia davvero originale, che mescola bene realtà e immaginazione, ironia e serietà, dolcezza e amarezza.
E' buffa ma allo stesso tempo triste, o meglio, viene racconta in modo comico una realtà che, se vera, sarebbe orrenda.
Mi ha fatto emozionare, riflettere e anche arrabbiare.
Mi ha, in un certo senso, ricordato una versione più leggera de "La donna perfetta" di Ira Levin.

Il libro è scritto in modo semplice e scorrevole, con un linguaggio adatto ai ragazzi. 
La storia è originale, e per quanto assurda, spinge il lettore a riflettere, che sia esso il bambino che si sente costantemente criticato, o il genitore che vive stabilmente nel dubbio di fare, o meno, la cosa giusta, di essere troppo severo o troppo permissivo.
Qual è la giusta via?
Come è difficile essere bambini e rispondere alle numerose, e a volte impossibili, aspettative dei genitori, e come è difficile essere genitori e sperare di essere all'altezza! 
Be' questo libro in modo buffo, grottesco e strambo ci fa mettere un po' nei panni di entrambe le parti.
Vedere la situazione dai due diversi punti di vista.

I personaggi dei bambini sono ben caratterizzati ed è facile affezionarsi a molti di loro, e anche quelli più terribili rivelano di avere un animo buono e generoso.

È stato bello conoscerli e scoprire di ognuno pregi e difetti, punti di forza e punti deboli, speranze e paure.
Leo è coraggioso e generoso, ma anche testardo e disordinato. 
Rachele è molto intelligente e furba, ma incredibilmente goffa e insicura.
Bonzo è un vero teppista, ne ha veramente combinate di tutti i colori, ma non è un bambino cattivo, anzi! Sa esserci nel momento del bisogno, sa quando è il momento di smettere di fare il duro e tendere una mano.
Riccardo, il bambino timido e sensibile, tenero e dolce. È, fra tutti, quello che proprio non sa darsi pace per essere stato abbandonato. Trova impossibile che la sua mamma sia riuscita a dirgli addio, loro erano inseparabili. 
O Pirata, che non si stacca mai dal suo cappello da pirata e appena ha paura si fionda sotto il primo letto che trova, per sentirsi al sicuro.

Nessuno di loro è tanto tremendo da giustificare la scelta della rottamazione, sono piuttosto i loro genitori a non essere stati in grado di educarli in alcuni casi, rispondere alla richiesta di sicurezze e attenzioni in altri, o addirittura ad essere, essi stessi, la causa di complessi e malumori.

Non si può che provare rabbia per ciò che hanno fatto, per la scelta fin troppo facile, di abbandonare il loro ruolo di educatori, sventolare bandiera bianca, arrendersi, e prendere in cambio dei bambini perfetti che, per l'appunto, non hanno alcun bisogno del loro ruolo.

Qual è in fin dei conti il messaggio di questo libro?
Be' credo, come dicevo prima, che cambi a seconda di chi lo legge, per il genitore è sicuramente quello di accettare i propri figli per quello che sono, aiutarli e guidarli, senza giudicarli, festeggiare ogni traguardo senza compararli con gli altri, non soffocarli con mille aspettative e lasciarli vivere secondo la loro indole, senza cercare la perfezione a tutti i costi.

Per i bambini il messaggio è forse scontato, ma in questo caso è bene ribadirlo: la perfezione non esiste, e se esistesse sarebbe noiosa e falsa. Quello che conta è essere se stessi, con le proprie qualità e i propri difetti, e trovare il proprio posto nel mondo.

In definitiva vi consiglio di leggere questa storia perché è originale, emozionante e fa pensare.
Vi farà riflettere su cosa significa essere bambini, su cosa significa essere genitori e che in realtà basta davvero poco per essere felici. 
Soprattutto nel caso dei bambini gli farà apprezzare di più i propri genitori a cui, nonostante le mille  giornate NO, non gli è mai saltata in mente l'idea della rottamazione 😂

Avete letto questo libro?
Nel caso fatemi sapere cosa ne averte pensato, o se vi è venuta voglia di leggerlo😊 
Alla prossima! 

Ringrazio Marietti Junior per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

                                                           
il mio voto per questo libro






lunedì 10 luglio 2023

Recensione: "Malvina Moorwood. Il mistero del castello" di Christian Loeffelbein

Rieccoci dopo una lunga pausa a fare quello che sappiamo fare meglio, e che ci piace fare di più, ovvero condividere con voi il nostro amore per le storie e per i libri. 
Dopo un bel periodo in cui sono stata tanto impegnata da non riuscire più a leggere un libro (eccetto quelli di studio), rieccomi finalmente abbastanza libera da dedicarmi alla lettura per puro piacere, e cosa potevo scegliere, per il mio grande ritorno, se non una bella avventura per ragazzi?

Titolo: Malvina Moorwood. Il mistero del castello
Autore: Christian Loeffelbein
Illustrazioni: Julia Christians
Editore: Edicart
Data di pubblicazione: 2 Dicembre 2021
Pagine: 320
Prezzo: 14,90 €

Trama:
Malvina Moorwood è intelligente, impertinente e soprattutto molto veloce - e non solo quando si tratta di divorare il dessert! 
Quando i suoi genitori decidono di vendere il vecchio castello di famiglia, Malvina pensa subito: "Non se ne parla proprio!"
Con grande intuito, abilità e una buona dose di coraggio, insieme al suo amico Tom si butterà a capofitto in un'avventura mozzafiato pur di salvare il castello di Moorwood. 
Tra mille peripezie non solo s'imbatterà in un autentico fantasma e in una vecchia maledizione di famiglia, ma anche in una pergamena misteriosa che nasconde un tesoro molto promettente...

Recensione:
Come vi accennavo nell'introduzione di questo post, per rituffarmi nel mondo dei libri ho scelto il primo capitolo della serie dedicata a Malvina Moorwood, una vivace e intraprendente ragazzina di undici anni, che vive con la sua strampalata famiglia nella dependance di un antichissimo castello in rovina.

La copertina è stupenda e mi ha incuriosita subito, l'edizione è curatissima e illustrata con le simpaticissime tavole in bianco e nero di Julia Christians, e la trama l'ho subito trovata affascinante.
Sapete quanto mi piacciano le storie ambientate in luoghi solitari e decadenti...

Be' se anche voi, come me, amate i libri dove avventura e mistero fanno da padroni "Malvina Moorwood. Il mistero del castello" fa proprio per voi, perché pur essendo un libro molto leggero e divertente, per ragazzi, vi terrà per tutto il tempo incollati alle pagine, seguendo le vicende della protagonista che si ribella alla decisone della famiglia di vendere l'antico castello di famiglia.
Vi chiederete per tutto il tempo: come riuscirà Malvina a ribaltare la sorte di Moorwood Castle?

Ma facciamo un passettino indietro, ovvero perché i Moorwood vogliono sbarazzarsi del loro castello? Di quella che dovrebbe essere a tutti gli effetti la preziosa e inestimabile eredità di famiglia?
Be' perché al momento di prezioso, il vecchio maniero inglese, sembra avere ben poco.
Cade letteralmente a pezzi, le sue stanze sono suddivise in "vietate, severamente vietate e severamente vietate in modo ancora più tassativo". 
Per ristrutturarlo e riportalo agli antichi fasti servirebbe una cifra che i Moorwood non riescono neanche ad immaginare. 
Per questo la vendita è l'unica scelta da prendere in considerazione, con neanche tanta tristezza poi, infatti mentre tutti sono entusiasti di lasciarsi alle spalle quelle polverose rovine, in favore di un'appartamento ben più comodo e moderno, l'unica che non riesce a sopportare nemmeno l'idea di abbandonare il castello è Malvina.




Lei, al contrario delle vanitose gemelle Amalia e Georgina, e del fratello Tristan, ama il castello, le sue stanze segrete, i suoi misteri, persino i suoi fantasmi! E quando zia Frida le mostra quella che sembra essere una mappa del tesoro, legata ad una terribile maledizione che sembra colpire chiunque provi a  mettere la fortezza in vendita, decide che quel tesoro deve essere rinvenuto a tutti i costi, e sarà lei a farlo! 
Sarà lei ad assicurarsi che Moorwood Castle resti nelle mani dei Moorwood e di nessun altro.

Ma non farà tutto questo da sola. perché Malvina è, sì determinata e testarda, ma per risolvere rompicapi, decifrare messaggi in codice, tradurre testi in latino, la persona giusta non può essere altri che Tom, il suo migliore amico.
I due formano una coppia perfetta che si sostiene e si completa a vicenda, con qualche piccolo litigio qua e là, dovuto alle loro differenze caratteriali
Malvina è ribelle, cocciuta, curiosa, determinata. Non si lascia intimidire da niente e da nessuno e ha sempre una battuta pronta. 
Forse un'aspetto del carattere che non ho tanto apprezzato di lei e che mi ha fatto un po' storcere il naso è la sua impazienza e irascibilità.
Tom, invece è intelligente, coraggioso, razionale, leale, gentile e un po’ timido, forse anche un po' troppo sottomesso alle prepotenza dell'amica.
Due personaggi ben caratterizzati che messi insieme fanno scintille.
Anche gli altri componenti della famiglia sono simpatici e particolari, sarebbe stato bello se avessero avuto più spazio all'interno della storia.




L'ambientazione è davvero affascinante, il vecchio castello inglese con le sue stanze, le segrete, le gallerie sotterranee (e addirittura delle vere e proprie catacombe!), è l'ideale come scenario per una storia di segreti,  maledizioni, fantasmi e tesori nascosti.

Il libro è un mix perfetto di avventura, mistero e humor. E' scritto in modo fluido e coinvolgente, con un linguaggio semplice, ma ricco di immagini e descrizioni. 
Il ritmo è serrato e le scene si susseguono con colpi di scena e momenti di suspense. 
Il tono è leggero e divertente, ma anche emozionante e drammatico quando serve.

In conclusione, vi consiglio di leggere questo libro se vi piacciono le storie avventurose, misteriose e divertenti, con dei personaggi simpatici e originali. Vi assicuro che non ve ne pentirete!
Io ora sono curiosissima di leggere il secondo capitolo della serie e ho appena visto che ne esiste anche un terzo! Spero arrivi anche questo presto da noi, sono convinta che per i ragazzi servano più storie così.

Spero che questa recensione vi sia piaciuta e vi abbia invogliato a leggere il libro. 
Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate e se avete già letto o vorreste leggere “Malvina Moorwood. Il mistero del castello”.
 A presto!

 il mio voto per questo libro






lunedì 19 dicembre 2022

Recensione: “Grande Panda e Piccolo Drago” di James Norbury

Titolo: Grande Panda e Piccolo Drago
Titolo originale: Big Panda and Tiny Dragon
Autori:  James Norbury
Illustrazioni: James Norbury
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 26 aprile 2022 
Pagine: 160
Prezzo: 16,50 € 

Trama:
Grande Panda e Piccolo Drago osservano il risveglio della natura in primavera, ascoltano il rumore della pioggia che rinfresca i pomeriggi d’estate, danzano insieme alle foglie che cadono dagli alberi in autunno, si addormentano sotto il freddo e scintillante cielo dell’inverno. E mentre accendono una candela e bevono una tazza di tè, un nuovo sole sorge e un’altra magnifica avventura li attende. Il viaggio attraverso le stagioni di due amici inseparabili, per imparare che il nostro cammino non è segnato su nessuna mappa, e che per scoprirlo non dobbiamo arrenderci davanti agli errori o alle insicurezze, ma respirare, ascoltare ed esistere.

Recensione:
Grande Panda e Piccolo Drago sono la coppia più improbabile di amici che si potrebbe incontrare.
Così diversi eppure così simili.
Sono due anime dolci, profonde e amiche che si ritrovano ad affrontare insieme un lungo cammino, irto di difficoltà, ma anche di altrettante meraviglie.
Viaggiano in lungo e in largo, assistendo affascinati allo scorrere delle stagioni, alla natura che cambia e muta sotto i loro occhi. 
Dagli eventi più placidi, miti e gentili, come possono essere lo sbocciare di un fiore o il cadere di una foglia, o il semplice starsene con il naso all'insù a guardare un meraviglioso cielo stellato, a quelli più tumultuosi ed emozionanti, come un improvviso acquazzone, una tormenta di neve, un vento giocoso e dispettoso che spazza via tutto.
Panda e Drago sono lì, ad osservare tutto, (spesso sorseggiando del buon tè) con occhi incantati dallo spettacolo della natura e pronti a fornirci inestimabili perle di saggezza.

«Cos’è più importante» chiese Grande Panda, «il viaggio o la meta?»
«La compagnia» rispose Piccolo Drago.


James Norbury, che scrive e illustra di sua mano questa storia, ispirandosi alla filosofia buddista, utilizza le immagini come potente ed immediato mezzo di comunicazione, per far arrivare a tutti i suoi messaggi, quasi fossero degli importanti incantesimi riparatori.

Ci invita, attraverso i due inseparabili amici, a dare peso solo a ciò che ha peso, e a vivere la vita come un’eterna avventura dove nulla è scritto, ma tutto è da scoprire.

Vivere meravigliandosi delle piccole cose, imparando dagli errori, superando le nostre insicurezze, oltrepassando i nostri limiti e gli ostacoli (soprattutto quelli mentali).
Ci suggerisce di ascoltare sempre il nostro copro, e la nostra mente e di fermarci a riposare e respirare quando e quanto ne abbiamo bisogno… e perché no? 
Magari nel mentre potremmo sempre bere una tazza di tè...

«Sbrigati!» squittì Piccolo Drago.
«Abbiamo un mucchio di cose da fare!»
«Il fiume non ha fretta» rispose Grande Panda.
«E nonostante gli ostacoli, arriva sempre dove deve andare.»

Ringrazio Rizzoli per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro