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giovedì 7 dicembre 2023

Recensione: "Tutto sopra un waffle" di Polly Horvath

Titolo: Tutto sopra un waffle
Autore: Polly Horvath
Illustrazioni: Veronica Truttero
Editore: Camelozampa
Data di pubblicazione: 20 ottobre 2023
Pagine: 232
Prezzo: 16,90 € 


Trama:
Durante una tremenda tempesta, i genitori di Primrose Squarp scompaiono in mare e non se ne hanno più notizie. Primrose è l’unica a credere che siano ancora vivi, ma nel frattempo deve trasferirsi dallo zio Jack, arrivato a Coal Harbour per prendersi cura di lei. Trova accoglienza e rifugio nella cucina del ristorante locale, dove la proprietaria, Miss Bowzer, dispensa consigli, pillole di buon senso e cibo. L’importante è che tutto sia servito su un waffle!

Recensione:
Polly Horvath è sempre una garanzia, c'è poco da dire!
Questo è il terzo libro che leggo dell'autrice e non smette mai di affascinarmi per la sua scrittura spiritosa e briosa, per il modo in cui sa essere drammatica e divertente al tempo stesso, in cui riesce a raccontare eventi tragici in modo semplice e pacato.
Il suo stile e le sue storie mi ricordano molto quello di Fannie Flagg, una Flagg per ragazzi, per intenderci 😁

Anche questa volta ci racconta una storia dolce e salata, fatta di perdite, lutti, sofferenza, ma anche di amore, umorismo e affetto.
Protagonista è Primrose Squarp, che ci narra la sua storia condividendo con noi pensieri, emozioni, speranze, paure e... ricette.
La sua voce mi ha conquistata dalle prime battute, dal modo romantico e delicato in cui descrive se stessa.

"Abito a Coal Harbour (nella Columbia Britannica in Canada) da quando sono nata. Mi chiamo Primrose Squarp e ho undici anni. Ho i capelli color carote in salsa di albicocche (segue ricetta), la pelle chiara nei punti in cui non ci sono lentiggini e gli occhi come temporali estivi."

Primrose ha undici anni quando la sua vita cambia drasticamente. 
Durante una notte di tempesta, i suoi due genitori scompaiono in mare, nessuna traccia di loro, quindi tutti li danno per morti, tranne lei. 
Lei è l'unica a credere fortemente che la sua mamma e il suo papà siano ancora vivi.
Ovviamente nessuno sembra dar peso alle sue parole liquidandole come le vane speranze di una bambina che non ha ancora accettato il lutto.
Così si ritrova prima a vivere con la stramba e anziana signora Perfidy, e successivamente con l'affasciante e magnetico zio Jack, un agente immobiliare che sembra avere ambiziosi piani per rendere, la piccola Coal Harbour, - un piccolo paese di pescatori del Canada - un'importante e deliziosa meta turistica.
Nelle lunghe giornate di solitudine Primrose desidera solo sfuggire alla noia, alle chiacchiere e alle occhiatacce dei concittadini, che la guardano e additano come "strana".
I compagni di scuola, incalzati dall'inarrestabile consulente scolastica Miss Honeycut, le danno il tormento. Tutti sembrano voler vederla in lacrime, disperarsi per la perdita dei due genitori, ma lei, in tutta risposta, non fa che ripetere a chiunque "non ha mai creduto a qualcosa solo perché nel profondo del cuore sentiva che era vero?"

Primrose non si lascia abbattere, e non smette di credere a ciò che il suo cuore le suggerisce, e quasi ogni giorno, per sfuggire da chi la giudica, trova conforto e amicizia nella cucina del "Girl on the Red Swing", un grazioso ristorante locale, dove la signorina Bowzer le insegna a preparare ogni tipo di piatto, purché sia servito su un waffle!

Primrose è una protagonista simpatica e coraggiosa, che affronta le difficoltà con grande determinazione e speranza. Inoltre, nonostante la sua giovane età, tramite e i suoi pensieri e riflessioni, regala momenti di grande profondità e saggezza.

"E fu sempre così a Coal Harbour. Alcune persone invecchiavano e altre morivano. Io lasciavo parti di me in alcuni posti e scoprivo altri luoghi inaspettatamente. Comparivano nuove persone e altre sparivano prima che potessi salutarle. Alcune persone comuni mettevano l'anima in cose in cui non l'avrebbero mai messa"

Non voglio dirvi di più di questa storia, ma vi invito fortemente a leggerla! Leggete Polly Horvath!
Se siete alla ricerca di una storia che vi faccia sorridere, commuovere e venire fame, allora “Tutto sopra un waffle” è quello che fa per voi.

Il libro è illustrato da  Veronica Truttero, e ogni capitolo si conclude con una ricetta, spaziando dal metodo per cuocere delle patate perfettamente bollite, le girelle alla cannella, alle mele caramellate e, ovviamente ai waffle!

Ringrazio La Chicca per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro


mercoledì 4 ottobre 2023

Recensione: "La casa di Pine Island" di Polly Horvath

Titolo: La casa di Pine Island
Autore:  Polly Horvath 
Illustrazioni:  Veronica Truttero 
Editore: Camelozampa
Data di pubblicazione: 14 ottobre 2022
Pagine: 328
Prezzo: 15,90 €

Trama:
Quando si ritrovano orfane, dalla giungla del Borneo le quattro sorelle McCready partono per il Canada, dove le attende la stramba prozia Martha. All’arrivo, però, le ragazze scoprono che anche lei è appena mancata, lasciando la sua splendida casa immersa nella natura tutta pronta per loro. Per evitare che i servizi sociali le separino, le sorelle dovranno elaborare un piano. Un piano che funzionerà solo se nessuno si accorge che se la stanno cavando da sole… 

Recensione:
Molte avventure nascono da una tragedia, e purtroppo quella che colpisce le quattro sorelle McCready. Fiona, Marlin, Natasha e Charlie, si abbatte su di loro funesta e improvvisa come lo è un terribile e inaspettato temporale in una bella giornata estiva. 
Quella delle quattro sorelle è sempre stata una famiglia atipica, in giro per il mondo, ogni volta in un posto diverso, e quando comincia questa storia, vivono con i loro genitori nel Borneo, in una casetta nel folto della giungla.
È uno tsunami a distruggere la loro famiglia e la loro idea di felicità, rendendole orfane, un'onda anomala che si abbate sulle coste della Thailandia mettendo fine alla vita dei due genitori, che in quel momento si trovano lì per concedersi una tardiva luna di miele.
Così, le quattro orfane, si trovano ad affrontare il più terribile anno della loro vita, affidate alle cure di Mrs Weatherspoon, distrutte dal dolore e dalla mancanza dei due genitori e dilaniate dalla lunga ed estenuante attesa che qualcuno dei loro parenti risponda alla loro richiesta e voglia prenderle tutte con sé.
E mentre i mesi passano accumulando rifiuti su rifiuti, rendendo il pensiero dell'orfanotrofio sempre più vivido, quando tutte avevano ormai perso le speranze, ecco arrivare una lettera dal Canada, dalla vecchia prozia Martha che i genitori avevano sempre liquidato come "stramba".
Eppure quella stramba zia, che vive isolata a Pine Island, un'isoletta del Canada, è l'unica ad aver accolto con gioia la loro richiesta d'aiuto... una vera e propria scialuppa di salvataggio in mezzo alla tempesta.

Così, quando le ragazze sembrano aver finalmente trovato il loro lieto fine, ecco che qualcos'altro continua a minare il loro desiderio di restare unite.
Arrivate a destinazione nessuna zia Martha si presenta a prenderle e accompagnarle alla nuova casa.
Scopriranno, infatti, che anche la zia è da poco venuta mancare, e sono nuovamente sole al mondo.
Così, per evitare che i servizi sociali le separino, le quattro decidono di mantenere il segreto e provocare a ricostruirsi una vita da sole senza adulti.

Inutile dire che questo segreto darà vita a moltissime situazioni complicate, a volte esilaranti, altre drammatiche.

Le ragazze in questa loro avventura non saranno sole, incontreranno, durante il loro soggiorno, volti più o meno amici, dal burbero vicino di casa Al Farber, alla gentile preside Miss Webster, al petulante avvocato Mr Pennypacker... personaggi che le aiuteranno, stravolgendo però, di volta in volta, i loro piani.

Polly Horvath, come avevo già avuto modo di leggere nel suo straordinario "La stagione delle conserve" fonde abilmente dramma e umorismo, momenti toccanti e divertenti, bilanciando perfettamente divertimento e leggerezza con situazioni più serie e profonde, dando vita a storie da cui è difficile staccarsi e protagonisti a cui è impossibile non voler bene.

Mi sono affezionata tanto alle sorelle, ognuna con il proprio carattere e personalità, mi sono divertita  a leggere i loro i dialoghi, e battibecchi, li ho trovati reali e veritieri. Seguire le loro avventure mi ha fatto quasi sentire parte della famiglia.  
Mi sono identificata con ognuna di loro: mi sono rivista in Fiona, nella sua determinazione nel lottare per tenere a tutti costi unito quello che resta della sua famiglia, nel proteggere sempre le sorelle, preoccuparsi costantemente per loro, per il loro futuro e per il loro benessere, sia fisico che mentale.
Fiona sembra tanto forte, eppure, è forse fra tutte la più fragile, lotta così tanto per restare insieme alle sue sorelle proprio perché sa che un'altra perdita la distruggerebbe, che non potrebbe vivere sapendole lontane da lei.
In Marlin e nella sua passione per la cucina, come nei fornelli trova lo sfogo per affrontare e superare tutto ciò che non va nella sua vita, un modo per avere il controllo e allo stesso tempo far sentire amate le sorelle.
In Natasha, nel suo amore per la natura, nei suoi silenzi, nella sua emotività che la porta spesso a isolarsi in pensieri tutti suoi.
E in Charlie nelle mille paure che la sua mente crea per fuggire dal vero dolore.

E a proposito di lei, Charlie, ho adorato il suo carattere e l'ho compreso tantissimo.
Essere la prima a detestare anche solo la vista del vicino Al, ma essere anche la prima a legare con lui.
Essere terrificata dall'idea degli orsi, ma essere la sola delle sorelle ad affezionarsi e immedesimarsi in Billy l'orso.
Quella piccolina mi ha decisamente rubato un pezzo di cuore 💓

Per quanto riguarda invece il burbero Al Farber, vorrei dirvi che la svolta del suo personaggio è stata totalmente inaspettata ma non è così. Ho ovviamente apprezzato il risvolto (prevedibile) della storia, ma mi sarebbe piaciuto di più se tutto fosse avvenuto in maniera graduale, se il legame con le quattro ragazze si fosse sviluppato nel tempo.

Poi mi sono innamorata di Pine Island, e del pittoresco villaggio marittimo di St. Mary's By the Sea. 
Luoghi in cui la natura è sempre protagonista con descrizioni incantevoli e che risulta fondamentale per la crescita delle quattro ragazzine.

A Pine Island, circondate dai boschi, le quattro sorelle sconfiggono le proprie paure, crescono,  diventano responsabili e imparano a contare solo su se stesse.
Continuano a sognare una famiglia, qualcuno gentile come Miss Webster che le adotti e le prenda con sé, togliendo, dalle loro piccole spalle, il peso di dover pensare a cose complicate come le spese e le tasse, eppure giorno per giorno, passo dopo passo, si renderanno conto che la loro famiglia è già tutta lì. Non hanno bisogno di nessun salvatore, o forse uno lo hanno già trovato anche se non era quello che avevano immaginato (io però decisamente sì 😹).

Vi consiglio di leggere questo libro perché Polly Horvath è sempre una garanzia, le sue storie fanno bene al cuore e alla mente, fanno viaggiare e sognare, immergere nella natura, staccare la spina dai pensieri e entrar totalmente a far parte della famiglia che racconta.
Inoltre le pagine sono piene zeppe di amore, dolcezza, speranze, e manicaretti... il che non guasta mai!

Ringrazio Camelozampa per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro



venerdì 26 febbraio 2021

Recensione: "Caro signor F." di Alice Keller

Titolo: Caro signor F.
Autore: Alice Keller
Illustrazioni: Veronica Truttero
Editore: Camelozampa
Data di pubblicazione: ottobre 2020
Pagine: 96
Prezzo: 10,90 €

Trama:
Uno sgradito ospite in soffitta sconvolge l’esistenza tranquilla di Elvira e Concetta. Prima i rumori sospetti, poi una lettera dell’Agenzia Case e Soffitte,
indirizzata al signor F.: non c’è dubbio, un fantasma ha preso dimora nella loro mansarda!
Elvira e Concetta decidono di passare all’azione…

Recensione:
Elvira e Concetta sono due coinquiline e amiche un po' eccentriche.
Dividono, da che ne hanno memoria, una casetta alta tre piani, storta e stretta che si erge solitaria in cima alla vetta, in via del Dirupo numero 1.
Le due donne sono estremamente diverse tra loro, Elvira è una scrittrice di romanzi, che fatica a trovare la concentrazione se non in assoluto e religioso silenzio, di contro Concetta ha una passione per le navi, per i pirati e ama strimpellare il suo violino... una passione che poco concilia con il bisogno di silenzio della sua amica.
Ed è da queste premesse che, in un giorno come un altro, ha inizio uno dei loro battibecchi, con Elvira che non riesce a mettere una riga su un foglio, perché disturbata dal rumore assordante proveniente dal piano di sopra.
Ma questa volta non sono Concetta e la sua terribile musica ad infastidirla, dunque quel tremendo rumore che disturba il suo lavoro e poi finisce anche per toglierle il sonno, da dove viene? E soprattutto chi ne è la causa?
È quando trovano nella cassetta della posta la prima lettera dell'agenzia immobiliare "Case e Soffitte", destinata al misterioso Signor F, e indirizzata al loro domicilio, che comprendono di avere un nuovo coinquilino... che si tratti di un fantasma?
Potrebbe essere, dato che non lo hanno mai visto. O forse il colpevole è qualcos'altro?
È stato davvero divertente scoprire il vero artefice di tanto malumore e vedere le due amiche all'opera, ingegnarsi per sbarazzarsi dello sgradito (secondo me simpaticissimo) ospite.
Non vi dirò di chi o cosa si tratta, sappiate solo che io ho sempre fatto il tifo per lui ❤️
Tra buffi equivoci e gag comiche e divertenti, Alice Keller ha scritto una storia che, con un espediente molto originale e simpatico, parla di amicizia, di compromessi, del coraggio necessario che serve per accettare il cambiamento e le scelte altrui, anche quando non coincidono con il nostro volere e ci fanno un po' soffrire.
Ma essenzialmente questa storia racconta quanto sia fondamentale seguire i propri sogni, i desideri e la voce del proprio cuore e, non in ultimo, parla di viaggi, quei viaggi che aprono gli orizzonti e cambiano la vita.

Ringrazio Camelozampa per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro


domenica 29 dicembre 2019

Recensione: "L'ultimo regalo di Babbo Natale" di Marie-Aude e Elvire Murail

Titolo: L'ultimo regalo di Babbo Natale
Autori: Marie-Aude e Elvire Murail
Illustrazioni: Quentin Blake
Editore: Camelozampa
Data di pubblicazione: 17 ottobre 2019 
Pagine: 32
Prezzo: 14,00 € 

Trama:
Julien è troppo grande per credere ancora a Babbo Natale. Quest'anno, ha deciso, gli scriverà, ma sarà l'ultima volta.
La mattina di Natale, però, sotto l'albero c'è una sorpresa...

Recensione:
Le sorelle Marie-Aude e Elvire Murail hanno scritto a quattro mani un tenero racconto incentrato sul potere che ha il Natale di farci tornare un po' tutti bambini.
La vicenda ha per protagonista Julien, un ragazzino che si sente un po' troppo cresciutello per credere ancora a Babbo Natale. Eppure sarà proprio una sorpresa inaspettata a cambiare il suo modo di vedere la realtà.
Certo, il nostro protagonista riceve ciò che aveva richiesto - una console super tecnologica e super costosa - ma anche qualcosa di più, un comune trenino di legno, destinato a chissà chi.
Il giocattolo, forse proprio perché inatteso, diventerà per Julien un fedele compagno di avventure, al punto da meritarsi un nome tutto suo: Juliette.
Ma Babbo Natale ha davvero dimenticato lì il regalo riservato a qualcun altro? E soprattutto tornerà a riprenderselo?
Da queste premesse prende avvio una storia che, in poche pagine e con estrema semplicità, ci fa capire come basti così poco per essere felici. Una buona dose di fantasia ed immaginazione ci può portare in mondi sconfinati, e non serve poi molto per divertirsi, niente di così complicato, ingegnoso o dispendioso, come ai giorni d'oggi siamo abituati a pensare. Basta saper dare un valore alle cose, piccole o grandi che siano, e non perdere mai la capacità di stupirsi di ciò che accade giorno dopo giorno.
Un libro piccolo ma dal forte valore simbolico, che per di più può vantare la collaborazione dell'acclamato artista britannico Quentin Blake, famoso per aver illustrato, tra le altre cose, gran parte delle opere di Roald Dahl.
Un connubio di immagini e parole che ci invita a conservare l'ingenuità dei più piccoli e ad accogliere con gioia il potere balsamico delle feste. 

Ringrazio la casa editrice Camelozampa per avermi omaggiato con una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

venerdì 18 ottobre 2019

Recensione: “Hotel Bonbien” di Enne Koens

Titolo: Hotel Bonbien
Autore: Enne Koens
Illustrazioni: Katrien Holland
Editore: Camelozampa
Data di pubblicazione: maggio 2019
Pagine: 264
Prezzo: 13,90 € 

Trama:
Siri abita all’Hotel Bonbien, un piccolo albergo per viaggiatori di passaggio, per lei il più bel posto al mondo. Nell’anno del suo decimo compleanno, però, le cose si fanno complicate: i suoi genitori litigano sempre più spesso e l’albergo non va più così bene. Ci vorrebbe un miracolo per salvare la situazione. Il miracolo si materializza, ma in modo totalmente inaspettato...

Recensione:
“Hotel Bonbien” racconta la storia di Siri e della sua famiglia, anzi, è la stessa Siri a raccontarcela con la sua voce di bambina di dieci anni appena compiuti, una voce quindi non ancora adulta, ma neanche più bambina, che guarda al mondo con speranza, ma priva dell’ingenuità e costante positività tipica dei bambini.
La testa di Siri è un turbinio di pensieri e timori.
La sua famiglia gestisce un piccolo albergo nell’est della Francia, sulla N19, che per la ragazzina è tutto, è lì che è nata, ne conosce ogni angolo come le sue tasche, il profumo delle stanze per lei è il profumo di casa, e lì che è nata e lì vorrebbe vivere per sempre, ma negli ultimi tempi gli affari non vanno come dovrebbero.
I clienti scarseggiano e si trattengono sempre per brevi soste, del resto Hotel Bonbien è questo, un appoggio per i viaggiatori di passaggio, i guadagni non bastano e la struttura avrebbe bisogno di un bel rammodernamento.
La situazione, non troppo rosea, non fa che causare malumori, e le liti tra papà Octave (che si occupa della contabilità), e mamma Hilare (che si occupa della cucina), sono sempre più frequenti e furiose.
Anche Siri e suo fratello maggiore Gilles litigano sempre, ma questa per loro è la norma, ciò che preoccupa la piccola di casa sono le continue parole, gli insulti e le offese che si scambiano i suoi genitori... due persone così diverse che ancora si domandano perché si siano scelte.
Papà Octave uomo parsimonioso e serio, ossessionato dai conti e dal risparmio, e mamma Hilare energica e frizzante, cuoca eccellente che adora viziare i suoi ospiti con le sue leccornie a discapito degli introiti.
Lui accusa lei di non prestare attenzione alle spese, lei accusa lui di essere un noioso pappa molle.
E se si lasciassero? E se divorziassero?
Questi sono i brutti pensieri che affollano la testa della bambina e che la tengono sveglia, pensieri che mette a tacere fantasticando sui vari modi in cui la situazione potrebbe risolversi. Ci vorrebbe una bacchetta magica, solo quella potrebbe risolvere tutti i loro problemi.

«L’avevo già capito, ma adesso lo so con certezza: tutto va per il verso storto. Vado in camera mia con un peso nello stomaco e prendo un quaderno vuoto. Lo apro e scrivo: cose che possono salvare i miei genitori. E sotto: un servizio di piatti nuovi e tanti, tanti soldi. 
 E poi non mi viene in mente nient’altro. Resto seduta per un po’ alla mia scrivania e rileggo la lista. E all’improvviso vengo presa dallo sconforto. Perché capisco che non è abbastanza: ci vorrebbe qualcosa di molto più grandioso. Servirebbe almeno una fatina con la bacchetta magica per risistemare tutto. E so benissimo che non esiste davvero.»

È estate. La scuola è finita, Siri è in vacanza, le giornate scorrono più o meno tutte simili, arriva qualche cliente, si ferma una notte o due, arrivano famiglie con bambini, Siri stringe amicizia, ma ovviamente è costretta a salutare troppo presto i suoi nuovi amici e torna alla solita routine. Aiutare la mamma in cucina, raccogliere le uova, preparare i tavoli per le colazioni, giocare nel pomeriggio con la sua amica Sylvie.
Un pomeriggio, però accade qualcosa di diverso, anche spaventoso all'inizio, che porterà a delle conseguenze inaspettate, prodigiose e, aggiungerei, provvidenziali.
Forse la bacchetta magica di cui Siri aveva bisogno è arrivata, manifestandosi in modo decisamente strambo, in una modalità che non vi anticipo, ma che porterà l’intera famiglia a vivere un’avventura fuori programma... ma basterà questo imprevisto a sanare i contrasti familiari?
Chissà... non vi dico altro, ma vi invito a leggere questa deliziosa storia, in cui, tra una scaramuccia e l’altra, e tra una discussione e l’altra, emergono tanti frangenti di realtà familiare, tanta dolcezza e altrettanta verità condita da momenti esilaranti.
È bello, e anche molto autentico leggere di una ragazzina che teme per il proprio futuro, che ha paura che la sua famiglia si divida, che soffre vedendo i suoi genitori litigare e che non riesce a restare neutrale di fronte alle loro discussioni.
Siri vuole bene ad entrambi, pensa che la sua mamma sia la più buona del mondo e che il suo papà lo sia altrettanto, quindi proprio non riesce a capacitarsi di come le due persone a cui vuole più bene al mondo, le due persone a lei più care, non riescano ad andare d’accordo.
In Siri scopriamo una bambina sensibile e altruista, che non desidera grandi cose, lei ama la sua vita così com'è, non la vorrebbe diversa, non vorrebbe più vestiti, più giochi e neanche un albergo più lussuoso. Vorrebbe solo che tutto restasse così. La sua famiglia per sempre unita e serena. È questa la sua idea di felicità.
In lei, nei suoi desideri mi sono molto riconosciuta.
Enne Koens descrive una protagonista a cui è impossibile non voler bene, una famiglia simpatica a cui è facile affezionarsi, e una bella storia, resa ancora più particolare dall'ambientazione insolita (un albergo dove la gente va e viene, che ci permette di fare incontri anche bizzarri), e soprattutto ci invita a riflettere su quanto il dialogo e il confronto siano fondamentali e costruttivi in qualsiasi rapporto e quanto tenersi le cose dentro possa essere logorante e distruttivo, poiché spesso farlo permette alle piccole minuzie di crescere, ingrandirsi e diventare enormi buchi neri capaci di avviluppare tutto.
Un messaggio costruttivo, in una storia profonda e allo stesso tempo leggera.
A corredare il tutto le simpatiche illustrazioni dai tratti essenziali di Katrien Holland, che mi hanno ricordato, nello stile, quelle di Quentin Blake, storico illustratore dei romanzi di Roald Dahl.

Ringrazio Camelozampa per avermi fornito una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

venerdì 25 maggio 2018

Recensione: "La figlia del dottor Baudoin" di Marie-Aude Murail

Titolo: La figlia del dottor Baudoin
Titolo originale: La fille du docteur Baudoin
Autore: Marie Aude Murail
Editore: Camelozampa
Data di pubblicazione: ottobre 2017
Pagine: 208
Prezzo: 15,90 € 

Trama:
Sono in due a spartirsi l'ambulatorio: uno è l'affascinante Jean Baudoin, il fondatore, in piena crisi dei cinquant'anni, che non dedica mai a ciascun paziente più di dieci minuti, distribuendo sguardi sprezzanti e medicinali a pioggia.
L'altro è Vianney Chasseloup, medico alle prime armi, dagli occhi dolci e l'aria arruffata, pieno di ideali e buoni propositi. Lui cura tutti quelli che Baudoin non vuole più: gli anziani, i derelitti, i poveracci, i casi disperati.
Ma ecco che un giorno, tra i pazienti del dottor Chasseloup, si intrufola una ragazza dagli occhi blu, quasi viola. Violaine.
Una ragazza così carina, avrebbe tutto per essere felice.
È la figlia del dottor Baudoin. Ma allora, che ci fa lì?

Recensione:
Marie Aude Murail, in questo suo romanzo, torna a parlare ai ragazzi, il suo pubblico prediletto, con garbo e leggerezza, di temi difficili e spinosi.
Qui, la sua protagonista, Violaine, una diciassettenne di buona famiglia, molto graziosa, ma un po' frivola e superficiale, sospetta di essere rimasta incinta.
La osserviamo e assistiamo da spettatori silenziosi al progredire della cosa, i primi malori, la decisione di fare il test di gravidanza, il risultato positivo, i dubbi e le paure sul da farsi.
Le emozioni altalenanti in continuo bilico tra il bisogno di disfarsi al più presto del "problema", e il desiderio di proteggere il suo girino, a cui ben presto, e quasi senza accorgersene, si ritrova a dare un nome.
Il viaggio di poche settimane in cui accompagniamo Violaine porterà ad una scelta, ma anche ad una crescita, ad una maturazione profonda e visibile.
In concomitanza con i patemi della giovane Baudoin assistiamo alla crisi esistenziale di suo padre.
L'affascinante e distaccato dottor Baudoin, medico generico che da anni presta servizio, nel suo laboratorio, ai soliti lamentosi pazienti, si rende improvvisamente conto di averne abbastanza.
Per questo ha assunto un giovane assistente, il dottor Vianney Chasseloup, al quale affida i suoi pazienti più fastidiosi.
Notiamo dunque il forte contrasto tra un dottore con una lunga carriera alle spalle, abituato a trattare i pazienti come fossero numeri da spuntare da una lunga lista che ha fretta di terminare, e un giovane medico alle prime armi, che tratta ogni paziente come se fosse il solo nome del suo elenco.
Così, alle visite frettolose, che non durano che qualche minuto, di Baudoin si contrappongono quelle infinite di Chasseloup; alla lunga lista di analisi prescritta per incrementare le casse dell'ambulatorio medico della signora Baudoin, si contrappongono i consigli "paterni", le raccomandazioni e i dolci ammonimenti del giovane Chasseloup.
Marie-Aude Murail così affronta un altro tema delicato quello della professionalità e della dedizione che, specialmente nel campo medico, sono fondamentali.
Lo notiamo anche quando Violaine si reca al consultorio per decidere se interrompere o meno la gravidanza. Non tutto il personale medico la tratta con la delicatezza che vorrebbe la circostanza, e molti non si preoccupano neanche di nascondere il proprio giudizio a riguardo.
Argomenti delicati trattati con garbo, con lo spirito giusto che il tipo di tematica e di pubblico richiedono. 
Marie-Aude Murail non emette giudizi o sentenze, non ci impone alcuna opinione, si limita a narrarci una storia. Ovviamente essendo questa rivolta ad un pubblico di ragazzi è trattata con leggerezza, ma non per questo viene meno al suo scopo, che è quello di far riflettere.
Invita i giovani ad utilizzare sempre la testa e li mette di fronte alle conseguenze di quelle loro azioni spesso avventate.
Un libro che consiglio, soprattutto lo vorrei vedere come lettura nelle scuole medie e superiori, perché affrontare determinati argomenti in modo così naturale e semplice potrebbe servire molto più di una ramanzina.

Considerazioni:
Una storia che parla di aborto, ma non lo fa con i toni gravi, esistenziali e filosofeggianti a cui, ad esempio, ci ha abituato Oriana Fallaci nel suo "Lettera ad un bambino mai nato", ma attraverso gli occhi, i pensieri e le paure di una ragazzina di diciassette anni, decisamente immatura e con la testa fra le nuvole.
Ora, è normale pensare (l'ho fatto io stessa) che il modo giusto per parlare di un tema come l'aborto non può che essere grave, poiché trattasi di una decisione tremendamente difficile per qualsiasi donna, di qualunque età, e risulta perciò impensabile trattarlo diversamente.
Concordo con voi, eppure ritengo che la chiave che l'autrice ha scelto possa essere quella giusta per catturare l'attenzione di un certo tipo di pubblico, quel pubblico che, come Violaine - la giovane protagonista di queste pagine - risulta essere decisamente immaturo e spesso superficiale anche nelle azioni che in un attimo possono compromettere la propria (e non solo la propria) vita.
Tuttavia, il libro non è sicuramente realistico per molti aspetti, o forse non è realistico per il mio punto di vista...
Ho trovato, ad esempio, estremamente fredda e distaccata la reazione dei genitori alla scoperta della gravidanza della loro figlia. 
Mi sarei aspettata reazioni molto più forti, più drammatiche, perché se a una ragazzina un po' sciocca posso giustificare e comprendere pensieri infantili (non si matura certo di colpo, non appena si scopre di essere incinta) da dei genitori mi aspetto, e pretendo, un comportamento da genitori!
Però non è detto che al mondo non ci sia chi abbia reagito proprio come il signor e la signora Baudoin. Anzi, c'è sicuramente, solo che è una reazione che fatico a comprendere e trovare credibile.
Violaine invece l'ho trovata estremamente credibile. Alterna pensieri adolescenziali, a pensieri estremamente profondi e materni, il che è sensato, poiché, come dicevo poc'anzi, non si matura all'improvviso, e dunque non si può pretendere che una ragazzina si trasformi in donna matura al solo vedere un test di gravidanza risultare positivo.
Eppure Violaine matura, lo fa giorno per giorno, pensiero dopo pensiero, e lo fa a voce alta, parlando con un linguaggio che i giovani potranno capire e con pensieri in cui potranno immedesimarsi.
Per quanto riguarda, invece, lo storyline dedicato allo scontro tra i due dottori, posso dire che è sicuramente la parte più divertente e briosa del libro.
Ho trovato adorabile e tenero il giovane dottor Chasseloup e dolcissima la sua storia con il suo scontroso gattino Cassonetto, pelosone che ha conquistato tutto il mio cuore!
Con il dottor Baudoin, la Murail, sempre nel suo tono leggero, e con il suo fare che non vuole essere mai accusatorio, ci mette davanti ad un altro dramma, quello dei dottori (e del personale medico in generale) che lavorando senza passione finiscono per trattare i pazienti come fossero cose di poca importanza. Chi non ne ha mai incontrato uno?
Certo, ogni lavoro con l'andare del tempo diventa ripetitivo e può venire a noia. Un pizzaiolo alla sua prima pizza proverà ansia ed emozione, il desidero di servire una pizza perfetta, e la promessa di fare sempre la stessa cosa con la stessa dedizione.
Poi però, alla milionesima pizza può essere che, quello stesso pizzaiolo, si ritrovi a servirne di poco cotte o bruciate. Anche questo, a chi non è capitato?
*Con questo discorso non voglio certo paragonare le persone alle pizze eh! (meglio specificarlo) però, purtroppo per qualcuno alla fine anche i pazienti diventano cose, numeri*.
La Murail con lo scontro generazionale tra i due dottori, quello con anni di carriera alle spalle e il principiante, ci mostra esattamente lo stesso fenomeno, raccontato con ironia, eppure credibile.

Ringrazio la casa editrice Camelozampa per avermi fornito una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro 

lunedì 23 aprile 2018

Recensione: "Un bacio e addio" di Jimmy Liao

Titolo: Un bacio e addio
Autore: Jimmy Liao 
Illustratore: Jimmy Liao
Editore: Camelozampa
Data di pubblicazione: 3 novembre 2017
Pagine: 108 
Prezzo: 22,00 €

Trama:
Un bambino rimasto solo, con il suo cane, affronta il lungo viaggio in treno che lo porterà a vivere con il nonno. Non sarà un semplice viaggio nello spazio, ma anche e soprattutto, un viaggio introspettivo, di crescita e cambiamento. Mentre affiorano i ricordi e, dentro e fuori dal treno, scorre un paesaggio sospeso tra realtà e fantasia, diventa possibile dare quel bacio di addio per schiudere una nuova vita.

Recensione:
L'albo illustrato narra la storia di Woody, un bambino intento ad affrontare un lungo viaggio in treno.
Inizialmente non sappiamo dove sia diretto, né perché sia tutto solo, se escludiamo la confortante compagnia del cane Pudding.
Man mano che sfogliamo le pagine ha inizio il flusso di pensieri con cui il protagonista racconta a noi le sue paure, il suo dolore, il timore di dimenticare, la consapevolezza di non riuscire a farlo abbastanza.
Il tragitto non è altro che una metafora. Il bimbo nella valigia ha messo il suo passato, i ricordi felici trascorsi con i genitori, passati a miglior vita, tutto ciò che lo lega ancora a loro.
Dai fiori che piacevano tanto alla mamma, al mare che aveva fatto spesso da sfondo alle avventure con il papà.
Il piccolo di casa riflette sul futuro, su come potrà essere d'ora in avanti, senza nessuno che gli guardi le spalle o lo tenga per mano. Ripensa con nostalgia a quello che ha perso e non può tornare, medita su ciò che lo aspetta, sull'ignoto che accompagnerà le sue giornate.

Nessuno mi terrà più la mano quando attraverserò la strada. 
Presto dovrò imparare a prendermi cura di me.

Sogna. Quando si addormenta è finalmente libero, può volare, vedere posti meravigliosi e cieli stellati, ma soprattutto può tornare dalla sua famiglia, dire ai genitori quanto li ha amati, e salutarli un'ultima volta. Mentre dorme può dire addio a ciò che è stato ed affrontare la vita dopo la morte e dopo la sofferenza.
Una storia amara e malinconica che tratta una delle tematiche più ostiche, in generale ed in particolar modo per i bambini: la perdita delle persone care. E lo fa in un modo poetico che, pur con immagini colorate, evocative e visionarie, pensieri sparsi e percezioni, riesce a far sentire l'assenza, ma anche la necessità di farsi forza ed andare avanti.
Un libro che coinvolge ed emoziona, che dice più di quanto sembri, ma che soprattutto aiuta a capire. Che, come una galleria, regala sprazzi di luce e buio, e promette paesaggi meravigliosi all'arrivo, diversi da quelli lasciati alle spalle, ma proprio per questo tutti da scoprire.

Ringrazio la casa editrice Camelozampa per avermi fornito una copia cartacea di questo albo

il mio voto per questo libro