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domenica 4 ottobre 2020

Waiting for... #19

Salve avventori!
Rieccoci con un nuovo appuntamento della rubrica "Waiting for", in cui vi sveliamo i titoli che attendiamo con grande trepidazione.



Quello di cui vi parlo oggi è un romanzo davvero speciale, non solo perché porta la firma della celebre e amatissima Fannie Flagg, ma anche, e soprattutto, perché è ambientato a Whistle Stop!
Ebbene sì, finalmente, dopo tanti anni, avremo la possibilità di ritornare nell'accogliente cittadina alla fermata del treno, e rincontrare così i nostri vecchi amici.
Da quanto si evince dalla trama di "The Wonder Boy of Whistle Stop", il protagonista stavolta sarà Bud Threadgoode, il figlio di Ruth ed Idgie che, intenzionato a fare un tuffo nel passato, ci svelerà nuovi inediti retroscena sugli abitanti di quell'amabile comunità.
Il libro uscirà negli Stati Uniti il prossimo 27 ottobre, per la casa editrice Random House Books.



Titolo:
 The Wonder Boy of Whistle Stop
Autore: Fannie Flagg
Editore: Random House
Data di pubblicazione: 27 ottobre 2020
Uscita italiana: non pervenuta
Pagine: 435
Prezzo: 29,16 €
Trama:

Bud Threadgoode è cresciuto nella vivace cittadina ferroviaria di Whistle Stop, in Alabama, con sua madre Ruth, e sua zia Idgie, amante del divertimento. 
Insieme gestivano il famoso Whistle Stop Cafe della città, noto in lungo e in largo per i suoi amichevoli, divertenti e famosi "pomodori verdi fritti". 
Ma purtroppo, quando gli scali ferroviari furono chiusi e Whistle Stop divenne una città fantasma, non rimase altro che edifici sbarrati e ricordi di un tempo più felice.
Poi un giorno Bud decide di fare un ultimo viaggio, solo per vedere dove si trovava il suo amato Whistle Stop. Così facendo, scopre nuovi amici, nuove sorprese sulla vita di Idgie e su Ninny Threadgoode, Evelyn Couch, altri amati personaggi di Flagg e sulla città stessa. Innesca anche una serie di eventi, sia toccanti che stimolanti, che cambiano la sua vita, quella di sua figlia Ruthie, e di molti altri. 
Questi eventi potrebbero essere tutti solo coincidenze? O qualcos'altro? È poi possibile tornare a casa di nuovo?

Ora non ci resta che attendere la pubblicazione italiana, sperando avvenga quanto prima. O che perlomeno avvenga.
Difatti, non so per quale strana ragione, l'ultima fatica della Flagg, di cui vi parlavo in questo precedente post, non è stata commercializzata in Italia. Il che mi pare strano, considerando che tutti i precedenti lavori dell'autrice hanno riscosso qui un enorme successo.
Mi auguro quindi, non solo che Rizzoli e Bur Rizzoli realizzino presto l'edizione italiana, con l'immancabile deliziosa copertina vintage, ma che trovino la voglia, il tempo e i mezzi, per dar vita al dimenticato "The Whole Town’s Talking", e per ristampare tutti gli altri libri della scrittrice, divenuti ormai introvabili!
E voi sapevate di questa nuova uscita?
Siete emozionati quanto me all'idea di tornare a Whistle Stop?

giovedì 24 gennaio 2019

Recensione: "Mr. Zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina" di Fannie Flagg

Titolo: Mr. Zuppa Campbell, il pettirosso e la bambina
Autore: Fannie Flagg
Titolo originale: A Redbird Christmas
Editore: BUR Rizzoli
Data di pubblicazione: 21 gennaio 2009
Pagine: 235
Prezzo: 10,00 €

Trama:
L’inverno è alle porte e a Lost River, un piccolo paese nel profondo sud dell’Alabama, arriva l’anziano Mr. Campbell (orfano dalla nascita, trovato in una culla accanto a una lattina della famosa zuppa) per fuggire dal freddo di Chicago. Subito lo attende una brutta sorpresa: l’albergo dove deve alloggiare è bruciato. Al suo posto però c’è la casa di una gentile signora, pronta ad accoglierlo come ospite, e le premurose attenzioni degli abitanti di Lost River che, per la prima volta, fanno sentire l'abbattuto Oswald parte di una vera comunità.
Mr. Campbell sembra aver intrapreso una seconda vita, tutta improntata sulla tranquillità ma, quando conosce Patsy, una bambina timida con una gamba malata, tutto cambia. Subito l'uomo viene conquistato dalla dolcezza della piccolina, di cui nessuno si era mai occupato fino ad allora, e sente che deve fare qualcosa per aiutarla.

Recensione:
I romanzi della Flagg hanno la capacità di trasportarti in piccoli paesini sperduti, ricchi di abitanti amorevoli e di buon cuore. Nessuno, come quest'autrice, è in grado di far sentire il lettore a casa, qualunque sia la storia narrata o la cittadina prescelta.
La vicenda di Oswald Campbell non fa di certo eccezione, anzi, forse più di tutte ne è l'esempio lampante. Abbandonata di corsa la gelida Chicago, e temendo di non avere più molto tempo da vivere, l'anziano signore si rifugia in un isolato villaggio nel sud dell'Alabama affacciato su un placido fiume.
Non ha molte pretese né aspettative, se non migliorare la sua salute e procrastinare il più possibile il fatale giorno, eppure gli abitanti di Lost River, senza pensarci due volte, corrono subito dal nuovo concittadino per aiutarlo ad integrarsi al meglio.
Seppur inizialmente smarrito, e intenzionato ad "andar via" senza troppo clamore, il nostro Oswald non può che affezionarsi a quella gente calorosa e gentile.
Strano ma vero, dopo tanto patire, pensa di aver finalmente trovato il suo posto nel mondo. Quasi alla fine della vita raggiunge ciò che ha sempre desiderato: una routine tranquilla e serena, fatta di piacevoli conversazioni, passeggiate al tramonto, giri in barca, pomeriggi trascorsi a dipingere, cene romantiche a sorpresa e tanto ancora.
Non voglio scendere nei dettagli, anche perché mi spiacerebbe rovinarvi la lettura, ma ci tengo a sottolineare come questo romanzo riesca in poche pagine a coinvolgere pienamente chi legge, a farlo affezionare ai vari protagonisti, a fargli sognare di poter visitare un giorno un posto come quello. Ebbene sì, perché Lost River sembra proprio il luogo ideale in cui vivere, con vicini impiccioni ma non troppo, carinissime tradizioni da tramandare e ambientazioni da sogno.

Oswald restava lì a guardare la sera cambiar colore e le correnti disegnare lenti cerchi sull'acqua, finché alle sue spalle sorgeva la luna. 
Quando il sole finiva di spegnersi, si vedeva il riflesso delle luci verdi sui pontili dall’altra parte del fiume, e le stelle scintillavano nell'acqua come minuscoli diamanti. 
Che spettacolo! Era meglio di qualunque film, e diverso ogni sera. Certe volte era così fantastico che Oswald avrebbe voluto fare qualcosa come fermare il tempo, o farlo durare di più, ma non era possibile. Il tempo non si ferma. Anche il suo andava esaurendosi giorno dopo giorno, inesorabilmente. Se fosse dipeso da lui, lo avrebbe fermato in quell'attimo stesso lì sul fiume, finché stava ancora abbastanza bene per goderselo.

Nel corso della narrazione si assiste a qualche piccolo dramma, ad un paio di contese di vecchia data, eppure in linea generale l'armonia regna sovrana. Ciononostante, a mio avviso, la storia non cade mai nella noia, anzi, come vi avevo già scritto a proposito de "Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey", la forte unione tra i cittadini, la vitalità di tutti e l'atmosfera di serenità imperante rendono inevitabilmente tristi coloro che si apprestano al finale.
In definitiva, proprio grazie ai suoi punti di forza, il libro risulta davvero piacevole, perfetto per chi cerca una coccola serale in una serata d'inverno (consiglierei infatti di leggerlo verso Natale). Certo, ha anche qualche piccola mancanza, ad esempio l'assenza di un personaggio strampalato e bizzarro che catalizzi l'attenzione (come era il caso di Idgie di "Pomodori verdi fritti" o Hazel di "Miss Alabama e la casa dei sogni").
Qui ci sono tante belle personalità ma nessuna predominante. Anche il finale mi è parso un po' affrettato, mentre avrei preferito più dettagli sul prosieguo degli eventi.
Ultima cosa di cui voglio parlarvi è il titolo scelto per l'edizione italiana. Ho sempre elogiato sia le deliziose copertine vintage che i carinissimi titoli, eppure questo lascia  parecchio a desiderare.
Prima di tutto perché nessuno chiama mai il protagonista Zuppa ma, cosa ben più importante, nella storia non è presente nessun pettirosso, bensì un uccellino cardinale!
Potrà sembrare una cosa di poco conto ma non capisco il senso di mettere in copertina un personaggio inesistente, considerando che poi nella traduzione del testo, le vere sembianze di Jack sono state rispettate (difatti è descritto come un esserino dal piumaggio rosso e la mascherina nera).
Quindi o cambiate specie sia nel testo che in copertina o li lasciate invariati in entrambi i casi, non credete?
Diciamo che questa è stata l'unica cosa che mi ha fatto storcere il naso, il solo dettaglio che annoterei tra i difetti, perché per il resto il romanzo della Flagg mi ha dato tutto quello che cercavo: una storia tenera e toccante, un'atmosfera calorosa, una vera e propria favola di Natale che scalda il cuore, grazie ai suoi personaggi amabili e tutti da scoprire.

Considerazioni:
Ho cominciato questo libro a dicembre, pochi giorni prima di dare il via al gruppo di lettura natalizio che ha avuto per protagonista, come purtroppo sapete, il libro "12 giorni a Natale", e ho portato avanti le due letture in contemporanea, alternandole.
Il romanzo della Ashley, non c'è bisogno di ripetersi, si è dimostrato una completa delusione, tant'è che ho fatto davvero fatica a terminarlo. Inutile dirvi che mentre ero intenta (leggete "quasi costretta") ad ingurgitare i capitoli ambientati ad Old Place, per rispettare le tappe fissate sul blog più che per reale desiderio, non vedevo l'ora di rituffarmi nelle adorabili viuzze di Lost River, per poter provare quella sensazione di serenità che ho percepito sin dalle prime pagine del libro della Flagg.
Lì ho trovato tutto quello che speravo di leggere a Natale, un senso di famiglia e unione, tanta generosità, un clima gioioso e festoso ma anche qualche piccola vicenda lacrimosa.
Mi sono affezionata a tutti i personaggi, in particolare all'affabile Roy e al suo energico amico Jack.
Inoltre il libro, pur essendo ambientato in buona parte in inverno, regala un lato inedito di questa stagione, fatto di sole, caldo, giornate all'aria aperta e natura incontaminata in piena fioritura.

Fuori la temperatura era la stessa che dentro casa. Oswald non riusciva ancora a credere che si stesse così bene. Due giorni prima era in cappotto sotto una pioggia gelida, e oggi era in maniche corte sotto il sole. Così scese dal portico, prese a sinistra e vide tutto quello che non era riuscito a vedere la sera prima. 
La strada era fiancheggiata su entrambi i lati da alte querce, ciascuna grondante di un impalpabile muschio argenteo. I rami erano così lunghi che s’incontravano sopra la strada, formando una cortina d’ombra che si stendeva a perdita d’occhio in entrambe le direzioni. Le case che superò erano piccole e ben tenute, e in tutti i giardini c’erano cespugli di fiori rossi simili a rose. Mentre camminava verso il negozio, vide correre su e giù per i tronchi gli scoiattoli più grassi che avesse mai visto. Sentiva gli uccelli cinguettare e zampettare nelle siepi, ma il sottobosco di arbusti e palme nane era così fitto che non riuscì a vederli.

Più leggevo, avvolta nella mia pesante coperta e in un morbido maglione, più desideravo prendere un volo di sola andata per l'Alabama per trascorrere lì le feste, in giardino con una limonata dissetante ed una bella cheesecake.
Magari un giorno *-*
In definitiva, se non avete ancora letto questo libro, non lasciatevelo scappare. Non regalerà grandi colpi di scena, drammi a non finire o misteri da svelare, ma vi farà sentire rinati, proprio come il caro vecchio Oswald.

il mio voto per questo libro

martedì 11 settembre 2018

Recensione: "Miss Alabama e la casa dei sogni" di Fannie Flagg

Titolo: Miss Alabama e la casa dei sogni
Titolo originale: I still dream about you
Autore: Fannie Flagg
Editore: BUR Rizzoli
Data di pubblicazione: 7 marzo 2012
Pagine: 396
Prezzo: 10,00 € 

Trama:
Una vera signora sa sempre quand’è il momento di uscire di scena. E Maggie Fortenberry, sessantenne affascinante che conosce almeno quarantotto modi di piegare il fazzoletto, ha deciso che quel momento è arrivato. Ex Miss Alabama e quasi Miss America, da ragazza nutriva grandi aspettative: un matrimonio felice, una bella casa elegante, una nidiata di figli. Al contrario oggi è single, depressa, e la sua scialba esistenza di agente immobiliare le riserva ben pochi brividi. 
Dunque la decisione è presa: è ora di farla finita. Ma con stile, certo, e senza dare troppo disturbo a nessuno. Mentre Maggie si prepara scrupolosamente all’evento, una serie di imprevisti interverranno a distrarla. Forse, dopotutto, la sua amica Hazel aveva ragione a dire che, anche chi non è nato fortunato, ha diritto a un lieto fine.

Recensione:
Anni fa ho letto "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" e me ne sono innamorata perdutamente. Da allora ho deciso che, un po' alla volta, avrei acquistato tutti i libri di Fannie Flagg, per poter ritrovare, almeno in parte, le emozioni che quella scrittrice mi aveva già regalato.
Qualche giorno fa ero alla ricerca di un bel romanzo spensierato, che sapesse di dolcezza e giornate soleggiate. Ho visto la copertina di "Miss Alabama e la casa dei sogni" (che mi era stato regalato un po' di tempo addietro) e ho pensato che potesse fare al caso mio. 
Non ho letto nulla della trama, per non rovinarmi la lettura, ma forse avrei dovuto farlo.
Perché, al contrario di ciò che trapela dal titolo, dalla cover o dalla frase in evidenza sul retro, la storia narrata è tutto fuorché scoppiettante, anzi oserei dire, quasi deprimente. 
Tutta la prima parte è incentrata sullo stato di insoddisfazione in cui versa Maggie. Dopo una vita passata a coltivare sogni di gloria e speranze, si ritrova infine con un pugno di mosche: un lavoro precario, nessun marito affianco, né figli da accudire, ma soprattutto una forte ansia di prestazione e l'incapacità di essere sempre perfetta come tutti credono.
I giorni passano e recano solo delusioni, per cui l'unico rimedio, a detta dell'anziana signora, consiste nel darci un taglio, una volta per tutte.
Il piano, per quanto ben architettato, non sembra dare i frutti sperati. Ogni volta che Maggie si accinge al grande passo, sopraggiunge un imprevisto a scombinare i suoi piani.
E so che detto così, il tutto può sembrare esilarante, ma in realtà l'effetto finale non è affatto divertente.
Per buona parte del libro ascoltiamo i pensieri e le paure dell'ex Miss Alabama, il sopraggiungere della vecchiaia e le problematiche che essa comporta: la solitudine, la nostalgia, il rimorso e il rimpianto. Inoltre la protagonista appare il più delle volte remissiva e arrendevole, anche di fronte all'astuta e meschina collega (e rivale) Babs, e tale snervante atteggiamento, a lungo andare, non può che provocare un certo senso di fastidio in chi legge.
Da questa premessa sembrerebbe che il libro sia da buttare, ed invece no.
Come sempre, il bello delle storie di Fannie Flagg sono i protagonisti, a cui non puoi non affezionarti. E non parlo solo di Maggie, che si distingue per educazione e gentilezza, ma anche della migliore amica Brenda e di Hazel, la frizzante datrice di lavoro, passata a miglior vita.
Per quanto riguarda la prima, posso dirvi che ho adorato il personaggio per la sua simpatia e le piccole debolezze che la rendono umana (in particolare la sua ossessione per il cibo), mentre Hazel è assolutamente la vera anima del libro: la sua personalità spicca per forza d'animo, energia, voglia di vivere e coraggio. Una vera guerriera in un metro d'altezza o poco più.
Lei è il fulcro di tutta la storia, la nota di brio e colore in uno sfondo monocromatico, la fatina sempre pronta a riportare il buonumore quando le speranze tendono a svanire.
Se ci fossero state più pagine incentrate sul passato, ovvero sul periodo in cui l'agenzia immobiliare era gestita dalla signora Whisenknott, il romanzo ne avrebbe di certo guadagnato, con un tocco più spensierato e meno malinconico.
Purtroppo così non accade e la buffa Hazel rimane solo un arcobaleno sporadico in un cielo fosco, quasi come un regista che fa le sue magie, rimanendo costantemente dietro il palco o la cinepresa.
Tuttavia devo ammettere che, nonostante la partenza lenta e alquanto drammatica, con il proseguimento della lettura, il romanzo si riprende, diventando meno nostalgico e più comico.
Questo anche grazie al mistero dei due fratelli Crocker che improvvisamente arriva a sconvolgere le vite delle agenti della Montagna Rossa, e anche le convinzioni di noi lettori.
Certo, la verità che si cela dietro lo scheletro scozzese nascosto in soffitta viene a galla un po' troppo presto ma, non trattandosi di un thriller, non ho di che lamentarmi.
L'indagine sul povero malcapitato serviva grossomodo a contestualizzare Crestview, ovvero la casa dei sogni di Maggie, e a dare uno scossone alla protagonista. E direi che, stando così le cose, la missione appare perfettamente riuscita.
Inoltre il finale, per quanto possa sembrare stucchevole o scontato, ha un che di poetico e commovente. Proprio come un'alba, che per quanto paia ripetitiva e banale, non smette di essere splendida ed affascinante, non importa quante volte la si osservi.  

Considerazioni:
"Miss Alabama e la casa dei sogni" è sicuramente un bel romanzo, tuttavia, come vi dicevo prima, non sono riuscita ad apprezzarlo appieno, a causa delle aspettative ben diverse che mi avevano spinto ad approcciarmi a questa lettura.
La cosa più apprezzabile di "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" (e da quello che so anche di altri romanzi della Flagg) è, a mio avviso, l'atmosfera familiare e calorosa che si viene a creare, grazie ai personaggi eccentrici e ricchi di sfaccettature. 
Purtroppo tali aspetti tendono a mancare in questo libro, proprio perché il mood improntato alla sconfitta è così dilagante che si fa fatica a percepire un clima più piacevole o accogliente, nonostante l'evidente amicizia e solidarietà femminile che lega le protagoniste.
Inoltre entrambi i libri tentano di affrontare con leggerezza temi impegnativi, cosa davvero apprezzabile, secondo me. Nel caso di "Miss Alabama e la casa dei sogni" si fa spesso riferimento alla vecchiaia, ai fallimenti e alle aspettative deluse, alla bellezza che sfiorisce, agli acciacchi dell'età, ma anche alla discriminazione razziale, fisica o sessuale. Fortunatamente tutti questi argomenti vengono trattati in modo naturale, senza che ne venga fuori un manuale di sociologia. C'è da dire però che, nonostante questa accortezza, la lettura ne risente, risultando talvolta eccessivamente pesante.
In alcuni frangenti il libro mi ha perfino ricordato "Mistero a Villa del Lieto Tramonto" di Minna Lindgren, altro romanzo che mescolava il mistero, il black humor, e le tematiche sociali. 
Sui personaggi non voglio dilungarmi oltre, se non per dirvi che ho adorato Hazel Whisenknott, che avrei voluto che le fosse stato riservato più spazio, che mi piacerebbe un libro tutto su di lei, e che il suo personaggio equivaleva alla Idgie di Whistle Stop. 
Per il resto ribadisco che la lettura, se ravvivata da un'atmosfera più festosa e meno melanconica, sarebbe risultata decisamente più piacevole e meno avvilente. 
Un vero peccato perché così il risultato finale è un cocktail dissetante, ma non così gustoso.

il mio voto per questo libro

sabato 31 marzo 2018

Se fosse un film... #9


Salve avventori!
Un po' di tempo fa ho avuto occasione di vedere il film di "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" (che ha avuto il merito di portare in tv la meravigliosa storia immaginata da Fannie Flagg) e devo ammettere che sono rimasta molto delusa.
Mi duole dirlo ma la trasposizione cinematografica non è per nulla all'altezza del romanzo, il messaggio ne risulta sminuito (tant'è che la storia d'amore tra Idgie e Ruth è ridotta ad una semplice amicizia), molti aspetti della trama sono stati alterati e, dal mio punto di vista, anche il cast non si è rivelato dei più brillanti.
Ultimamente stiamo assistendo a molti remake e reboot, per cui mi sono detta, non sarebbe ora di dare una nuova possibilità anche a questo emozionante romanzo?
Io direi di sì, ragion per cui ho cominciato ad immaginare un ipotetico cast.
Fatemi sapere cosa ne pensate ^-*

Betty White nel ruolo di Ninny Threadgoode

Ninny è l'anziana signora che accoglie senza remore la sconsolata e sconosciuta Evelyn Couch, che sta attraversando un momento di crisi.
Le parla del suo passato, e tramite quelle storie, aiuta la nuova amica a riprendere in mano la sua vita e a credere in se stessa.
Con la sua dolcezza e ingenuità non può che conquistare qualsiasi lettore, ragion per cui vedrei bene per lei l'attrice Betty White. 


Melissa McCarthy nel ruolo di Evelyn Couch

Evelyn vive con sfiducia il tempo che passa. 
Sente di non avere più nessuno su cui contare, né il marito, sempre più distante, né i figli, ormai grandi, né tantomeno gli amici.
Eppure sotto quella scorza di donna fragile, triste e appassita, si nasconde una persona vivace, forte ed energica, capace di rivoluzionare la sua vita.
Penso che Melissa McCarty sarebbe perfetta per questo ruolo. 


Jennifer Lawrence nel ruolo di Idgie Threadgoode

Che dire di Idgie?
Lei è senza dubbio l'anima di questo libro: forte, ribelle, impavida e con un'ironia fuori dal comune.
Come ho scritto nella recensione, il suo personaggio è uno strano connubio fra Pippi Calzelunghe, Jo di "Piccole donne" e Lorelai Gilmore di "Una mamma per amica". 
Il ritratto di Jennifer Lawrence, non credete? 


Rachel McAdams nel ruolo di Ruth Jamison

Per quanto riguarda Ruth, vedrei bene sia Alexis Bledel che Rachel McAdams, in quanto penso che entrambe potrebbero incarnare perfettamente la dolcezza e la maturità del personaggio.
Però pensando alla coppia Idgie-Ruth, credo che la seconda attrice vestirebbe meglio i panni della proprietaria del caffè. Per cui Rachel, il posto è tuo! 


Angus Stone nel ruolo di Smokey Lonesome

Mentre leggevo di Smokey, il vagabondo dall'animo nobile, ho subito immaginato il cantante Angus Stone, che personalmente adoro.
Credo che lui possa incarnare al meglio l'indole selvaggia e solitaria del personaggio, ma anche il lato dolce nascosto sotto la superficie. 




Quinton Aaron nel ruolo di Big George

Big George è uno dei pilastri della comunità, l'omone alto e grosso sui cui tutti possono contare. Pensando a chi potrebbe interpretarlo, mi è venuto in mente l'attore Quinton Aaron, che tutti voi ricorderete sicuramente nel film "The Blind Side". 

E con questo è tutto.
Naturalmente nel libro sono presenti molti più personaggi, ma sarebbe stato impossibile includere ognuno di loro.
Cosa ne dite delle mie scelte?

mercoledì 7 giugno 2017

Waiting for #15

Rieccoci con la rubrica "Waiting for", con la quale vi segnaliamo le prossime uscite, o quei titoli che non vediamo l'ora di avere nella nostra libreria!


Quello di cui vi parlo oggi è l'ultimo romanzo della nota scrittrice Fannie Flagg, uscito negli Stati Uniti lo scorso 29 novembre, per la casa editrice Random House Books.
Il libro è ambientato di nuovo ad Elmwood Springs, anche se pare non sia il quarto capitolo della saga iniziata con "Pane, cose e cappuccino", o almeno questo è ciò che mi è sembrato di capire.
La trama mi incuriosisce molto, è bizzarra e surreale, e sicuramente non mancherà di avere risvolti buffi. Per di più ho la netta sensazione che Fannie Flagg sia una garanzia di qualità, ragion per cui ho già stabilito che prima o poi i suoi lavori li comprerò tutti!


Titolo:
 The Whole Town's Talking
Autore: Fannie Flagg
Editore: Random House Books
Data di pubblicazione: 29 novembre 2016
Uscita italiana: non pervenuta
Pagine: 432
Prezzo: 8,27 €


Trama: 

Elmwood Springs, Missouri, è una piccola città come tante altre, ma qualcosa di strano sta accadendo al cimitero che, a dispetto del nome che porta, ovvero "Prati tranquilli", è tutto tranne che un posto tranquillo. 
Qui vive Lordor Nordstrom che, con la sua saggezza, è riuscito a creare non solo una città vivace, ma anche un bellissimo "luogo di riposo" per la sua famiglia, gli amici e i vicini. 
Ma "luogo di riposo" è un epiteto poco adeguato, poiché cose strane cominciano ad accadere proprio al cimitero, e tutta la città non fa che parlarne.
Originale e profondo, il romanzo racconta la storia di Lordor, della moglie svedese di questi, sposata per corrispondenza, dei loro vicini e parenti, di come vivono, amano, muoiono e vanno avanti in modi misteriosi e sorprendenti.

Non serve dirvi che aspetto con trepidazione una newsletter da parte della Rizzoli che riveli la prossima pubblicazione del romanzo in questione.
Ancor meglio sarebbe vederne direttamente la versione targata Bur Rizzoli, naturalmente con la splendida copertina vintage, in linea con i precedenti libri della Flagg.
Adoro quelle cover, perciò non sopporterei un cambio di direzione per ciò che riguarda la veste grafica... casa editrice avvisata, mezza salvata, almeno spero!
E per il momento è tutto, ma se qualcuno di voi dovesse sapere di più sull'uscita di questo titolo, non esitate a contattarmi ^-*
E voi, quali libri attendete?

lunedì 29 giugno 2015

I love this cover #9

Salve avventori!
Rieccoci con la tanto amata rubrica "I love this cover", con protagoniste le copertine che più ci piacciono.
L'appuntamento di oggi è speciale perché dedicato non ad un solo libro, ma a ben otto.
Mi riferisco alle copertine dei romanzi di Fannie Flagg, che non possono certo essere giudicate separatamente.
Come ben sapete, ho letto un po' di tempo fa il bestseller "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop", che ho amato davvero tantissimo. 
Dopo questo primo colpo di fulmine sono andata alla ricerca di altre opere della Flagg, ed è qui che, oltre all'interesse per il contenuto, si è aggiunto quello per il suo involucro.






E venendo al dunque, posso affermare, senza troppi giri di parole, che adoro la grafica vintage ideata dalla Bur Rizzoli!
Le loro cover sono semplicemente deliziose, così retrò e così particolari. Ricordano quasi quelle vecchie scatoline di latta, che le nonne tenevano sulla credenza, con chissà cosa dentro. O anche i vecchi recipienti in cui si riponevano i biscotti. 
In ogni caso apprezzo davvero la scelta editoriale di utilizzare un unico stile per la stessa autrice, stile che si adatta tra l'altro benissimo alle storie narrate.
Per di più, osservando le cover originali, potrete ben vedere come queste ultime non brillino certo per splendore. Quindi doppi complimenti alla casa editrice italiana che ha deciso invece di optare per qualcosa di così bello e particolare.
Per andare adesso nello specifico posso dire che, sebbene le ami tutte, non nascondo una certa predilezione per quella di "Torta al caramello in paradiso" (complice il rosa), e "Hamburger e miracoli sulle rive di Shell Beach", che, con i suoi toni vivi e brillanti, non può non evocare l'estate.
Dulcis in fundo, nel caso non ne foste al corrente, o non aveste osservato attentamente l'immagine precedente, voglio informarvi di qualcosa che mi ha piacevolmente sorpresa. Riguarda l'ultimo lavoro della scrittrice, ossia "Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillips Station", edito Rizzoli. 
Se ben ricordate vi avevo parlato di questo libro quasi un anno fa nella rubrica "Waiting for", e proprio allora non avevo nascosto il mio dispiacere nel vedere una copertina ben diversa da quelle a cui eravamo abituati.


                  
Cover originale di "Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillips Station"
e cover dell'edizione Rizzoli

Ebbene sono lieta di annunciarvi che la Bur Rizzoli ha deciso di realizzare una nuova edizione del romanzo, con una cover vecchio stile.
Io la trovo davvero graziosa, considerando che ha, per giunta, come sfondo uno dei miei colori preferiti XD 
E voi cosa ne dite? Vi piacciono queste cover?

venerdì 21 novembre 2014

I luoghi dei libri #2

Poche e semplici le regole:
♥ Postare la foto di un luogo   
♥ Riportare l'estratto del libro in cui il luogo è descritto
♥ Spiegare il perché di questa associazione
♥ Aspettate i commenti

Nuovo appuntamento con "I luoghi dei libri", la rubrica creata da noi per condividere con chi ci legge i luoghi che abbiamo immaginato durante le nostre letture.
Oggi protagonista di questo appuntamento è l'Harper's Bar sulle rive di Shell Beach, il locale aperto dal papà di Daisy, la piccola protagonista di "Hamburger e miracoli sulle rive di Shell Beach" di Fannie Flagg.
Nel breve estratto che vi propongo potete leggere della prima descrizione che ci viene data del locale, quando per la prima volta Daisy ci mette piede dentro e lo descrive a noi lettori.
E' il 29 maggio 1952 e io mi sono immaginata il posto più o meno così...


“Siamo arrivati a Shell Beach alle quattro e mezza del pomeriggio ed è un posto bellissimo. 
La sabbia è bianca come farina e l’acqua è verde e trasparente, come quella del fiume Pearl. Non c’è un albero a pagarlo oro. 
Il bar è in fondo alla strada che porta alla spiaggia. Persino io ho capito subito che il posto è ideale. 
Dall'altra parte della strada c’è un dancing che si chiama Little Casino. 
Papà “ha preso la chiave e ha aperto la porta. 
Il bar è splendido. 
Ha sei séparé di plastica verde acido, con sei tavoli e sedie dello stesso colore, e dalla finestra si vede il golfo del Messico. Ci sono una cucina, un juke-box con le lucine verdi e rosa e i pulsanti rossi, e io posso farlo suonare gratis.”

Nell'immagine il "Nifty Fiftys Soda Fountain" a Port Townsend, Washington

lunedì 22 settembre 2014

Recensione: "Hamburger e miracoli sulle rive di Shell Beach" di Fannie Flagg

Titolo: Hamburger e miracoli sulle rive di Shell Beach
Titolo originale: Daisy Fay and the Miracle Man
Autore: Fannie Flagg
Editore: BUR
Data di pubblicazione: 2000
Pagine: 304
Prezzo: 8,90 €

Trama: 
Daisy Fay Harper ha 11 anni e vive a Jackson nel Missisipi con i suoi genitori, suo padre però coltiva il sogno di trasferirsi a Shell Beach e aprire un bar sulla spiaggia in società con l'amico Jimmy Snow.
Mentre suo padre idea sballati progetti, la piccola Daisy Fay non manca di annotare sul suo diario tutto quello che le accade, come dover entrare nel club delle debuttanti di Mrs Dot, assistere al divorzio dei genitori dopo il sospetto incendio del chiosco, aiutare il padre a vivere dei più strampalati espedienti, e non smettere mai di cercare ostinatamente la propria strada.

Recensione:
Il libro è scritto come un diario in cui Daisy Fay Harper annota gli eventi più o meno importanti che caratterizzano le sue giornate e la sua vita.
Con l'innocenza, la goffaggine e la simpatia di una ragazzina di soli 11 anni, che non conosce ancora tutte le "cose della vita", Daisy rende i suoi racconti esilaranti.
Con lei abbandoniamo Jackson, una città del Missisipi, e arriviamo a Shell Beach, città marittima in cui suo padre coltiva il sogno di diventare un ricco imprenditore di successo.
Qui conosciamo i vari abitanti che popolano la piccola cittadina turistica.
Dall'amico Michael, all'odiosa Kay Bob Benson, alla simpatica Peachy Wigham, donna di colore, proprietaria del locale notturno Elite Nightspot.
Leggero, fresco e divertente, ma allo stesso tempo profondo e drammatico.
Ambientato nella seconda metà degli anni '50, il libro. seppur narrato dalla voce di una ragazzina, affronta anche temi importanti come quello dell'alcolismo, dell'integrazione razziale, e anche il difficile tema degli abusi sessuali.
Tra le righe si legge inoltre il pregiudizio che affligge il diverso, il malato, il povero.
Tutto però viene sempre letto attraverso gli occhi di Daisy, che spesso non sembra rendersi conto della gravità di ciò che racconta.
La ragazzina, seppur sia tutt'altro che fortunata (spesso anzi sembra quasi essere presa di mira dalla cattiva sorte), risulta invece essere una vera portatrice di fortuna per chi la incontra.
Una specie di Pollyanna che, senza rendersene minimamente conto, dona gioia, consigli e veri e propri miracoli a chi le sta attorno.
Un libro che si legge tutto d'un fiato, che fa sorridere, ridere ed emozionare.

Considerazioni:
Non ho mai riso così tanto leggendo un libro!
Ero lì che leggevo e improvvisamente scoppiavo a ridere.
La verità è che Daisy Fay è davvero simpatica, ha delle uscite tipiche dei ragazzini che divertono proprio per la spontaneità con cui le escono dalla bocca.
La varietà dei personaggi che Fannie Flagg racconta è sorprendente, molti personaggi sono nominati solo una volta, cosa che ho trovato molto realistica, perché tutti abbiamo ricordi legati a persone che tuttavia non hanno avuto un ruolo importante nella nostra vita (magari non le abbiamo più nemmeno mai rincontrate), eccezion fatta per quell'unico ricordo che ci lega a loro.
I personaggi sono molto variegati e fortemente caratterizzati.
Vi innamorerete della piccola Daisy Fay!
Per suo padre e sua madre invece ho provato sentimenti contrastanti. 
Inizialmente credevo che la signora Harper fosse un po' troppo severa con suo marito, che in quel momento trovavo strambo si, ma decisamente simpatico.
Sono morta da ridere nel leggere i suoi "tentativi di eliminare" la piccola Daisy X'D
Successivamente invece ho compreso benissimo l'insofferenza della donna nei confronti dell'uomo.
Egli pur amando moltissimo sua figlia le ha sempre anteposto l'amore per la bottiglia, e questo non glielo posso proprio perdonare.
Ci sarebbe da dire qualcosa su ogni personaggio, ma non intendo dilungarmi troppo nel descrivere un libro che è assolutamente da leggere, perché solo leggendolo si può comprendere la complessa natura di ogni personalità.
Voglio spendere ancora due parole per la perfida e odiosa Kay Bob Benson, antipatica e maligna a cui sembra andare sempre tutto bene!
La solita fortuna riservata a chi non se la merita. Chi non ha avuto una conoscenza così?
Io si, difatti Kay Bob mi ha ricordato in modo spaventoso una compagna di scuola che mi sono dovuta portare dietro fino in terza media! Fortunatamente ( a differenza della piccola Daisy) io me me sono liberata presto >.<
Ciò che più ho apprezzato di questo libro, oltre all'affetto che man mano mi ha legato più o meno a tutti i personaggi, è stata l'imprevedibilità del racconto.
Non ho mai capito dove volesse arrivare fino a quando non ci arrivava, e il finale è stato inaspettato, come del resto lo è la vita.
Assolutamente consigliato! 
il mio voto per questo libro

mercoledì 25 giugno 2014

Waiting for #4

Rieccoci con la rubrica "Waiting for", con la quale vi segnaliamo le prossime uscite, o quei titoli che non vediamo l'ora di avere nella nostra libreria!


Come sapete non molto tempo fa ho letto uno dei libri, forse il più famoso, di Fannie Flagg, "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop", un romanzo che ho letteralmente adorato *-*
Con mia grande sorpresa ho scoperto che, proprio pochi giorni fa, la casa editrice Rizzoli ha pubblicato l'ultimo lavoro della scrittrice statunitense, "Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillips Station".
Pubblicato per la prima volta in America nel novembre 2013, dalla casa editrice Random House, con il titolo "The all-girl filling station's last reunion", è finalmente giunto anche da noi!
Questo libro, come altri in precedenza della stessa autrice, ci propone un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio: dall'amata Alabama, da sempre protagonista delle storie della Flagg, sino all'assolata California.
E ritroviamo di nuovo una storia tutta al femminile, con la vivace pompa di benzina, gestita da sole ragazze.


Titolo: Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillips Station
Autore: Fannie Flagg
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 18 giugno 2014
Pagine: 396
Prezzo: 18,50 €


Trama:

La signora Sookie Poole di Point Clear, Alabama, ha appena accompagnato all’altare l’ultima delle sue figlie e si prepara a godersi un po’ di meritato riposo. Certo, c’è ancora l’anziana madre Lenore Simmons Krackenberry, con qualche momento di follia di troppo, da dover gestire, ma la vita sembra finalmente in discesa. 
Finché, un giorno, Sookie viene inaspettatamente a sapere qualcosa che mette in discussione tutto ciò che pensava di conoscere di se stessa, della sua famiglia e del suo futuro. Inizia così un viaggio di scoperta che la porta in California, nel Midwest, e persino indietro nel tempo, precisamente negli anni Quaranta, quando un’irrefrenabile donna di nome Fritzi rileva assieme alle sorelle la stazione di servizio del padre. La pompa di benzina gestita da sole ragazze, per di più in pattini a rotelle, riscuote un tale successo che i camionisti cominciano a modificare i loro itinerari pur di fermarsi alla leggendaria Wink’s Phillips 66. 
Ma questa sarà solo la prima di molte avventure in cui Fritzi, spirito libero e anticonformista, si getterà a capofitto nel corso della sua vita. E che insegneranno a Sookie che non è mai tardi per rompere gli schemi e reinventarsi davvero. 
Tra colpi di scena, risate e qualche lacrima, Fannie Flagg, con "Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink’s Phillips Station", ci regala una storia indimenticabile, capace di snodarsi tra i decenni e le generazioni. Dove la realtà, pagina dopo pagina, segreto dopo segreto, si ridisegna nelle forme più inaspettate.

Trovo che la copertina sia carinissima, anche se non posso non provare una certa nostalgia per le inimitabili cover vintage, che da sempre caratterizzano i libri della Flagg.
Come è ovvio, questo romanzo finisce subito in wishlist!
E voi, cosa state aspettando?

giovedì 19 giugno 2014

Recensione: "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" di Fannie Flagg

Titolo: Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop
Autore: Fannie Flagg
Editore: BUR
Data di pubblicazione: Aprile 2000
Pagine: 363
Prezzo: 10,00 € 

Trama:
Da quando i suoi figli sono andati via di casa, Evelyn si sente persa e inutile. 
Non ha amici, suo marito la ignora, e non trova altra occupazione se non immaginare di morire. 
Mentre teme che nulla possa cambiare, ecco che la vita le riserva una sorpresa: l'incontro con l'anziana signora Ninny Threadgoode, che nel salottino di un ospizio attira la sua attenzione.
Evelyn dapprima restia, comincerà ad apprezzare le chiacchiere della dolce signora. 
Con lei inizierà un inaspettato e nostalgico viaggio nei ricordi.
Grazie a lei conoscerà l'Alabama degli anni Trenta, con i suoi curiosi abitanti.
Attraverso le sue parole giungerà all'accogliente caffè di Idgie e Ruth, dove tutti sono felici e tutto sembra possibile.

Recensione:
Con questo libro Fannie Flagg ci regala un vero e proprio viaggio nel tempo.
Non saprei davvero come altro definirlo. 
Questo romanzo ti trasporta in un'atmosfera magica, in un luogo lontano, in un passato felice che si può solo rimpiangere.
L'autrice è stata abilissima a creare, passo dopo passo, pagina dopo pagina, un bellissimo puzzle, in cui ogni particolare, anche il più insignificante, non fa altro che contribuire al ritratto di questa splendida piccola cittadina.
Dai luoghi (come il caratteristico caffè alla fermata del treno, il salone di bellezza di Opal, la baia di Eva Bates, o ancora i boschi, i binari della ferrovia, o l'ufficio postale in cui Dot Weems ci aggiorna su tutte le novità), ai personaggi (sia i membri della famiglia Threadgoode che coloro che si fermano al caffè): tutti rendono questo luogo così speciale, unico nel suo genere.
Whistle Stop è il riparo per chi non ha un posto dove andare, è il ritrovo di amici e conoscenti, è la casa per Ninny, Idgie, Ruth e la loro calorosa e bizzarra famiglia.

"Chissà che cos'è successo del nostro servizio di piatti per le bambole e del carretto con cui giocavamo sempre. Di sabato attaccavamo una capra al carretto, che papà aveva costruito per noi bambine, e ci sembrava meglio di un viaggio a Parigi. Non mi sorprenderei se mi dicessero che quella vecchia capra è ancora viva. Si chiamava Harry… Harry la capra! Divorava qualunque cosa! " 
Rise. "Una volta Idgie le diede un intero stick di deodorante e Harry lo mangiò come fosse gelato.
Giocavamo con qualunque cosa, ma i Threadgoode erano imbattibili nei travestimenti. Una volta la mamma vestì noi quattro bambine come i quattro semi delle carte e partecipammo a una gara organizzata dalla chiesa. Io ero i bastoni, le gemelle erano i cuori e gli ori ed Essie Rue era le spade, e dietro di noi veniva Idgie, il jolly! Vincemmo il primo premio."

Per Ninny è il ricordo di un passato glorioso, di una vita vissuta appieno, fatta di sofferenze e sacrifici, ma soprattutto di molte gioie. La signora Threadgoode è la tipica persona che vive giorno per giorno, a cui basta poco per essere felice, che è stata molto amata e che tanto ha avuto dalla vita.
Come Evelyn, sente che il mondo di adesso non le appartiene più: tutti o quasi i suoi cari sono andati via, tutto ciò che amava di più è distrutto o dimenticato, rimpiazzato da qualcosa di moderno e commerciale, come le fredde case in cemento o gli anonimi fast food. 
Ma al contrario della più giovane amica, a lei non importa. Lei crede che c'è sempre qualcosa di bello dietro l'angolo, che non bisogna mai darsi per vinti, ma accettare di buon cuore quello che la vita ci dà.
Ninny con la sua saggezza, diventerà ciò di cui Evelyn Couch ha più bisogno.
La loro amicizia sarà terapeutica, una sorta di viaggio catartico, che il lettore compie con i personaggi.

Ultimamente, per allontanare il pensiero della pistola puntata contro la tempia, chiudeva gli occhi e si sforzava di udire la voce della signora Threadgoode. Se respirava profondamente e si concentrava, le sembrava quasi di essere a Whistle Stop. Camminava per la strada e, dopo essere entrata nel salone di bellezza di Opal, le pareva quasi di sentire l'acqua calda che le scorreva sui capelli, per poi diventare tiepida e infine fredda. Dopo essersi fatta pettinare, si fermava a conversare con Dot Weems all'ufficio postale e poi proseguiva fino al Caffè, dove c'erano Stump, Ruth e Idgie. Ordinava il pranzo mentre Wilbur Weems e Grady Kilgore la salutavano con la mano. Sipsey e Onzell le sorridevano e dalla cucina giungeva la voce della radio. Tutti quanti le domandavano come stava, il sole brillava sempre e lei aspettava con fiducia il domani…

Per Evelyn, Ninny sarà una confidente, la sua unica sostenitrice, la spalla su cui piangere e il sorriso che la rincuora.
I loro incontri settimanali, allo stesso tempo teneri e spiritosi, ci aiutano a capire la vita di entrambe.
Se Evelyn ci parla delle sue delusioni, Ninny invece ci ricorda i bei tempi a casa Threadgoode.
Il tutto condito da un susseguirsi di spuntini e gustose prelibatezze.
Più ripercorriamo le vicende di Whistle Stop, più ci sembra di farne parte.
E devo ammettere che di storie Fannie Flagg ce ne racconta davvero tante.
I personaggi sono molto numerosi, di ognuno ci narra passato e presente.
Man mano che proseguiamo nella lettura li vediamo in modo diverso, sempre secondo nuove prospettive.
Così il vagabondo Smokey Lonesome non è più per noi solo un uomo senza fissa dimora, ma il risultato di un'infanzia triste e senza amore, mentre, allo stesso modo, Big George è il figlio voluto, il padre severo ma amorevole, la persona su cui tutti possono contare.
Ciò che gli abitanti di Whistle Stop hanno in comune è il fatto di essere essenzialmente personaggi positivi.
Nonostante i loro errori e difetti, sono l'esempio del buon vicinato e degli amici che vorremmo avere.
Farebbero ogni cosa gli uni per gli altri, perfino mentire, perfino uccidere.
Ebbene sì, per quanto accogliente e ospitale sia questo piccolo quartiere nel sud dell'Alabama, sarà anche il teatro di un efferato omicidio.
Questo è una delle tante sorprese del romanzo. 
Se pensavate di trovarvi di fronte ad un romanzo leggero, senza troppe pretese, sappiate che vi state sbagliando.
Fannie Flagg è riuscita, sapientemente a mio avviso, ad unire racconti vivaci e spiritosi a temi importanti come il razzismo, la violenza sulle donne, il fanatismo religioso e la superstizione, la condizione femminile, la disabilità e l'omosessualità. 
Proprio quest'ultimo sarà uno degli argomenti protagonisti, in quanto Ruth e Idgie sono due donne che si amano.
E da questo punto di vista il romanzo dimostra di essere all'avanguardia, in considerazione del fatto che la relazione tra le proprietarie del caffè è raccontata come se fosse la cosa più normale del mondo, nessuno si stupisce, nessuno le discrimina.
Tutti sostengono il loro legame e la loro famiglia.

Da allora Idgie cominciò a comportarsi come un cucciolo addomesticato. 
Credo che anche Ruth si sentisse sola, quell'estate, e Idgie sapeva farla ridere. Avrebbe fatto qualunque cosa per divertirla. La mamma diceva che, per la prima volta nella vita di Idgie, riusciva a comandarla a bacchetta. Bastava che mandasse Ruth.

Al contrario Fannie Flagg ci riporta i pregiudizi nei confronti delle persone di colore, che negli anni '30 erano purtroppo ancora diffusi, mostrandoci però come l'amicizia tra bianchi e neri possa superare ogni avversità.
In conclusione "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" funge da spaccato di vita, in cui si affrontano anche gli argomenti più scottanti o più difficili, con la delicatezza che il caso richiede.
Posso infatti solo lodare lo stile della scrittrice, capace di coinvolgere con il suo modo di raccontare brioso e frizzante, anche sfatando i luoghi comuni, ma soprattutto di commuovere ed emozionare.


Considerazioni:
Quando ho iniziato questo libro pensavo di leggere di un accogliente locale di provincia, gestito da due vecchie signore, tramite il quale avrei conosciuto anche le storie dei molti viandanti, che avrebbero trovato lì ristoro.
Sorvolando il fatto che le proprietarie del caffè non sono affatto in là negli anni, posso dire di non essermi sbagliata.
Il caffè di Whistle Stop è proprio questo. 
E' il locale che tutti noi vorremmo frequentare, con gli amici che vorremmo conoscere.
Ma questo libro è molto di più.
Ha spunti di grande tenerezza, come nei racconti d'infanzia di Ninny, nel passato di Smokey, nei rimpianti di Evelyn.

Pensava di essere pronta ad accettare la necessità di lasciarla morire. Ma nessuno è mai veramente pronto a spegnere la macchina che tiene in vita la propria madre, nonostante quello che credeva di poter pensare prima. Significa spegnere la luce della propria fanciullezza e andarsene, così come si spegne una lampadina prima di uscire da una stanza. Non si sarebbe mai perdonata per non aver trovato il coraggio di tornare in ospedale e restarle vicina. Ancora adesso si svegliava piangendo, straziata dai sensi di colpa, e non c'era modo di rimediare, ormai.

Pagine di estrema dolcezza sono dedicate anche alla storia d'amore tra Ruth e Idgie, che ho letteralmente amato. 
Dolce e premurosa la prima, determinata a coraggiosa la seconda, così diverse eppure così bisognose l'una dell'altra.
E che dire di Idgie, lei è la vera protagonista del libro. 
Con le sue storie inventate di sana pianta, i suoi scherzi, il suo "Club dei cetrioli sottaceto", e il suo celato bisogno d'affetto, non si può non adorarla. 
E' un misto fra Pippi Calzelunghe, Jo di "Piccole donne" e Lorelai Gilmore di "Una mamma per amica". 
Se Ninny è l'amica e la nonna che vorrei avere, per alcuni aspetti Idgie è la donna che vorrei essere.

"A parte gli scherzi, Idgie, non per impicciarmi degli affari tuoi, ma voglio sapere se stai mettendo qualcosa da parte."
"A che scopo?" rispose lei. "Il denaro può ucciderti, lo sai? 
Proprio oggi un tale mi ha raccontato di un suo zio che lavorava alla zecca nazionale nel Kentucky fabbricando soldi per il governo. Aveva un buon stipendio, ed è stato sempre benone finché un giorno ha tirato la leva sbagliata ed è rimasto sepolto e schiacciato da trecentocinquanta chili di decini." 
Ninny era orripilata. 
"Che cosa terribile!" 
Cleo la guardò come se fosse impazzita. "Santo cielo, donna, come fai a credere a quello che esce dalla bocca di mia sorella?" 
"Potrebbe essere successo davvero! Sul serio è stato schiacciato da tutti quei decini, Idgie?" 
"Certo! Erano trecentocinquanta chili di decini o centosettantacinque di quarti di dollaro, non ricordo bene, ma in ogni caso ci è rimasto secco." 
Cleo scosse la testa e rise.

Potrei passare ore a parlarvi di tutti i personaggi, di cosa mi è piaciuto di loro, dei passi che ho apprezzato di più, ma state tranquilli, non lo farò XD
Posso solo dirvi che ogni pagina di questo libro è essenziale, ogni dettaglio è una tessera di un mosaico, una pennellata determinante di questo bellissimo quadro.
Ne è un esempio il bollettino di Dot Weems, la donna che lavora all'ufficio postale, la quale ci informa di ogni cosa: dagli spettacoli in programma, alle battute di caccia, alle giornate di pesca, ai pettegolezzi di turno, fino ai bizzarri eventi che hanno sempre per protagonista, ahimè, il suo povero marito Wilbur.

Bollettino settimanale di Whistle Stop, Alabama 

1 dicembre 1938. 

Nevica a Whistle Stop. 

Che festa! È nevicato! Whistle Stop sembrava il Polo Nord la settimana scorsa. Esiste qualcosa di più bello delle bacche rosse dell'agrifoglio ricoperte di neve? Secondo me no, ma purtroppo qui nevica solo una volta ogni dieci anni. 
La mia dolce metà, che crede di saper guidare in ogni condizione, aveva deciso di portare i suoi vecchi cani da caccia a fare un giro ed è finito in un fosso in First Street. Così per tutto il mese prossimo, fino a quando la nostra auto non sarà riparata, mi vedrete fare l'autostop ogni mattina. 
Sì, la mia dolce metà è quella stessa persona che andò a fare un giro in macchina una volta che grandinava con chicchi grossi come palle da baseball, e ci vollero tre settimane per far sostituire il parabrezza. Ed è la stessa persona che, mentre pescava sul fiume in barca a remi, venne colpita dal fulmine. Quindi la prossima volta che c'è brutto tempo in arrivo e incontrate Wilbur, mandatemelo a casa e io lo chiuderò a chiave nell'armadio. Non vorrei che un uragano se lo portasse via chissà dove… Non avrei più nessuno con cui bisticciare! 
Ho sentito dire che Bill Ferrovia ha svaligiato cinque treni in una sola settimana. Ho incontrato Gladys Kilgore al salone di bellezza e mi ha detto che suo marito Grady, che lavora per le ferrovie, è praticamente impazzito. 
Per finire, se Bill Ferrovia mi sta leggendo, perché non getta da uno di quei treni una macchina nuova, prima che Grady riesca ad arrestarlo? Mi farebbe tanto comodo! 
                                                                                                                                   Dot Weems.

Se la narrazione frammentata e incentrata sui vari personaggi è molto utile per capire tutte le vicende, ha però il difetto di rendere la lettura più difficile e meno chiara.
Il racconto si snoda su due piani temporali: quello in cui vive Evelyn, gli anni '80, e quello in cui nasce il caffè, gli anni '30. 
Man mano che proseguiamo, gli eventi raccontati si avvicinano sempre più al tempo "reale" (quello di Evelyn), arrivando fino agli anni '80. 
Tuttavia gli aneddoti non sono sempre riportati in maniera lineare. Talvolta si passa dagli anni '40 per tornare poi agli anni '30 e viceversa. E' richiesta perciò al lettore grande attenzione.
Tuttavia ciò permette alla scrittrice di anticiparci qualcosa, che ci racconterà solo più tardi, e farci rimanere così con la curiosità (che furbona questa Fannie XD).
Per lo stesso motivo non risulta semplice seguire le storie di tutti i personaggi, disseminate in modo sparso, in capitoli e tempi diversi.
A parte questi piccoli inconvenienti, potrei anche definire "Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop" il libro perfetto, così bello che ti dispiace anche solo l'idea di abbandonarlo.
Già quando ero agli ultimi capitoli, mentre Whistle Stop spariva sotto i miei occhi, mentre tutto volgeva alla fine, ho provato molta nostalgia. 

A ripensarci, mi sembra che dopo la chiusura del Caffè il cuore della città abbia semplicemente cessato di battere. È strano come un posto da nulla come quello riuscisse a tenere unite tante persone. Se non altro ce ne andremo con tanti ricordi, e soprattutto ce ne andremo insieme.

Nostalgia e tristezza che ho provato ancora di più chiudendo il libro.
Perché Whistle Stop è un mondo che ti entra dentro, che ti accompagna, che non vuoi salutare.
Che in un modo o nell'altro rimane con te.


il mio voto per questo libro