Visualizzazione post con etichetta Eleanor H. Porter. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Eleanor H. Porter. Mostra tutti i post

lunedì 20 ottobre 2014

I luoghi dei libri #1

Poche e semplici le regole:
♥ Postare la foto di un luogo   
♥ Riportare l'estratto del libro in cui il luogo è descritto
♥ Spiegare il perché di questa associazione
♥ Aspettate i commenti

Nuova settimana, e nuova rubrica!
Oggi inizia un nuovo viaggio attraverso quelli che sono "I luoghi dei libri".
L'idea di questa rubrica è nata da una foto, e dunque sarà proprio lei la protagonista di questo primo appuntamento.
Avevo da poco letto "Pollyanna" di Eleanor H. Porter quando su facebook trovai la foto di una cameretta che, pur non essendo identica alla descrizione riportata nel libro, mi fece istintivamente pensare alla cameretta della piccola Pollyanna.
Scopo di questa rubrica quindi è quello di condividere, con chi ci segue, il frutto della nostra immaginazione.
Postare delle immagini che si avvicinino ai luoghi che abbiamo immaginato, mentre leggevamo le pagine dei nostri amati libri.


“Andata via la zia, Pollyanna restò immobile, lasciando vagare lo sguardo sulle pareti nude, sul pavimento senza tappeti e sulle finestre senza tende. Poi si fermò a guardare il baule che, non molto tempo prima, era ancora nella sua camera, laggiù, nel lontano Ovest. Poi fece per avvicinarsi al baule, inciampò e cadde sulle ginocchia, coprendosi il viso con le mani...

...Adesso Pollyanna sorrideva con coraggio e, saltellando intorno per la piccola stanza, aiutava Nancy ad appendere gli abiti nell'armadio, a mettere i libri in pila sul tavolino e a sistemare la biancheria nei cassetti del comò. 
«Sono sicura che questa camera finirà col diventare molto carina» disse a un certo punto Pollyanna. «Non credi?» 
Nessuna risposta. Nancy sembrava molto occupata con il baule. Pollyanna, in piedi davanti al comò, fissava quasi sovrappensiero la parete nuda, senza specchi. 
«Sai cosa ti dico? Sono contenta che non ci sia nemmeno qui lo specchio, così non sarò costretta a vedermi le lentiggini.» 
Nancy fece una piccola smorfia, ma quando la bambina si voltò a guardarla era di nuovo intenta a rovistare nel baule. 
Intanto Pollyanna - che si era avvicinata a una delle finestre - lanciò un grido e batté le mani gioiosamente. 
«Oh, Nancy! Non me n'ero accorta prima» disse. «Che bella vista! Guarda laggiù quegli alberi, le case, quel campanile così grazioso, e il fiume che luccica al sole. Davvero non c'è bisogno di quadri quando si ha davanti un panorama simile! Sono proprio contenta che zia Polly mi abbia dato questa stanza!»”

E ora tocca a voi! Quali sono i luoghi dei vostri libri?

lunedì 28 aprile 2014

Speciale: I giochi nei libri

Salve avventori!
Questo speciale è dedicato, come dice il titolo, ai giochi presenti nei libri, ovvero ai passatempi e alle più o meno bizzarre abitudini alle quali si dedicano i protagonisti dei nostri libri.
Ecco qui una piccola lista dei "giochi" trovati da me e Little Pigo.



Sii sempre contento!!!

Questo è il gioco che ci viene insegnato da Pollyanna, la dolce ragazzina, partorita dall'immaginazione di Eleanor H. Porter, che riesce a trovare il bello in tutte le cose. 
Il gioco consiste nel cercare di trovare il lato positivo in qualsiasi situazione. 
Ti sei rotto una gamba? Sii contento perché non le hai rotte entrambe, o ancora meglio sii contento perché non sei un millepiedi, altrimenti avresti potuto rompertene molte di più XD


La collezione di farfalle 

Questa è una delle bizzarre abitudini di Aurélie, la protagonista de "Gli ingredienti segreti dell'amore" di Nicolas Barreau. Lei stessa la definisce una mania, una di quelle cose "stravaganti, solo nostre, che non confesseremmo mai agli altri". 
Il gioco in questione è la sua cosiddetta "collezione di farfalle", che consiste in realtà in un insieme di foglietti colorati, appuntati alla parete della propria stanza, in modo che possano vibrare nel vento, come tante piccole ali. 
Ognuno di essi contiene un pensiero, una frase di canzone, una poesia, anche un frammento di conversazione captato per caso. Attimi rubati che non si perdono nel tempo, che Aurélie ama tenere vicino, che custodisce come antiche fotografie.

To-do list

Questo non lo definirei proprio un gioco, almeno non lo è per Lucio, il protagonista di "Cento giorni di felicità" di Fausto Brizzi. La malattia che lo colpisce all'improvviso diviene l'occasione per ripianificare la propria vita, per cambiare e rimediare agli errori, per fare ciò che non aveva mai osato fare, per essere felice. 
Fissa quindi una scadenza, cento giorni, e inizia ad annotare su un vecchio quaderno tutto ciò che vuole portare a termine prima di morire. 
Consiste quindi in questo il gioco, nel fare un personale conto alla rovescia, segnare i propri ultimi desideri e ovviamente realizzarli.



Dieci minuti per... 

Questo è il gioco, o per meglio dire l'esperimento, che accompagnerà Chiara, la protagonista del libro "Per dieci minuti" di Chiara Gamberale, per un intero mese. 
Dieci minuti al giorno che la protagonista di questo libro impiegherà per fare qualcosa di nuovo, di mai fatto prima. 
Un modo per reinventarsi, riscoprirsi e crescere.


Il murales di Nino 

Anche questa è un'iniziativa ideata da uno dei personaggi descritti in "Cento giorni di felicità". 
Il barista Nino ha avuto la bella idea di creare sulla parete esterna del proprio locale una sorta di diario collettivo in cui chiunque può annotare ciò che gli piace e cosa no. 
Il murales è diviso in due sezioni: Odio e Amo. 
Si può scrivere qualsiasi cosa, eccetto offese, opinioni politiche o preferenze calcistiche. 
Il murales non è altro che un campionario di opinioni, un modo alternativo per raccontare l'Italia in un determinato periodo, per vedere cosa cambia nel tempo e cosa invece resta sempre così com'è.

Anche a voi è capitato di trovare dei giochi nelle vostre letture?
Se è si, quali?

venerdì 25 aprile 2014

Recensione: "Pollyanna" di Eleanor H. Porter

Titolo: Pollyanna
Autore: Eleanor H. Porter 
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 2010
Pagine: 213
Prezzo: 5,86 € 

Trama:
La vita di Miss Polly Harrington, una donna ancora giovane e bella, ma con il cuore indurito dalla solitudine, viene stravolta quando le piomba in casa la nipote Pollyanna, una ragazzina allegra e esuberante rimasta orfana da poche settimane. 
L'ottimismo e la gioia di vivere della piccola contagiano tutto il paese, ma quando perfino la zia comincia ad addolcirsi, un crudele scherzo del destino sembra sopraffare Pollyanna, che rischia di non riuscire più a giocare al suo amato "gioco della contentezza".

Recensione:
È il libro che chiunque dovrebbe leggere, chi non lo ha fatto da bambino dovrebbe farlo in età adulta, e chi invece lo ha letto nell'infanzia dovrebbe tenerlo sempre a portata di mano per rileggerlo di tanto in tanto.
Pollyanna è un personaggio ottimista, riesce a vedere il bello delle cose anche nelle situazioni più negative.
Ciò che più colpisce di questa storia è l'assenza di cattiveria. 
Non ci sono personaggi crudeli, non c'è un cattivo, l'unico antagonista è la tristezza, l'incapacità di alcuni personaggi, come è il caso di zia Polly, di reagire alla solitudine a all'indifferenza nei confronti della vita.
Un libro a misura di bambino come lo sono in pochi.
Leggero, ma istruttivo.
Semplice, ma profondo.
Tremendamente dolce e allegro.
Terminato lascia il lettore con il cuore leggero e sereno, proprio come Polyanna avrebbe voluto che ci sentissimo: contenti.
Un libro da leggere a tutte le età, perché non c'è età per essere felici :)

Considerazioni:
Non so perché ho aspettato tanto per leggere la storia della piccola Pollyanna, ma sono contenta di averlo fatto adesso.
Dopo tanto tempo, finalmente, un libro che terminato lascia una piacevole sensazione di serenità. E ogni tanto ci vuole!
È la storia che andrebbe letta ad ogni bambino, e sinceramente è anche una delle poche che ad un bambino leggerei.
Se ci pensiamo un po' su, nelle classiche storie che vengono raccontate nell'infanzia, il bambino è sempre messo di fronte al dualismo bene/male, dandogli così modo, sin dall'età più innocente, di conoscere entrambe le realtà e anche di lasciarsi turbare o in alcuni casi affascinare dalla seconda.
In Biancaneve c'è la strega cattiva, che arriva addirittura ad avvelenare la sua figlioccia solo perché più giovane e bella, in Hansel e Gretel c'è un'orrida vecchia che divora bambini attirandoli in una casa di marzapane, in pinocchio ci sono il gatto e la volpe che ne combinano di ogni.
È giusto far conoscere tanto male e tanta cattiveria a dei bambini?
Alcuni dicono che le favole sono un modo come un altro per mettere i bambini in guardia dal male, ma se il male lo ignorassero del tutto non sarebbe meglio?
Ignorare del tutto la cattiveria non eviterebbe loro di metterla in pratica?
Perché infondo non si può fare qualcosa che non si conosce, sarebbe come chiedere a qualcuno di parlare una lingua che ignora.
In Pollyanna non c'è un accenno di crudeltà, ma solo persone sole e tristi a cui una bimba altruista e allegra insegna l'arte di imparare ad essere felici. 
E come lo fa? Semplicemente attraverso un gioco che permette loro di apprezzare ciò che hanno anziché rimpiangere ciò che hanno perso.
Semplice e bellissimo.

il mio voto per questo libro