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giovedì 13 aprile 2023

Review Party - Recensione in anteprima: “La custode di parole” di Alric Twice e Jennifer Twice

Titolo: La custode di parole
Titolo originale: La Passeuse de mots
Autore: Alric Twice e Jennifer Twice
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 4 Aprile 2023
Pagine: 540
Prezzo: 21,90 €


Salve avventori, oggi vi parlo di un titolo in anteprima, che ho avuto modo di leggere termite la partecipazione al relativo Review Party.
Trattasi del libro "La custode di parole", edito Mondadori, scritto a quattro mani dai fratelli francesi Alric Twice e Jennifer Twice.
Il libro è solo il primo della trilogia fantasy dedicata al potere delle parole.
Vediamo insieme la mia opinione a riguardo, e se avrò o meno la voglia e la curiosità di proseguire con la lettura della saga...
Voi ne avete già sentito parlare? Vi siete fatti una vostra opinione a riguardo?
Aspetto i vostri commenti e vi invito a leggere le recensioni delle mie colleghe... ovviamente dopo aver letto la mia! 😆



Trama:
«Non ho mai visto nessuno amare le parole come te. E quando dico "amare"' parlo di vero amore. Tu parli ai libri. Ma è ora che tu scopra il mondo fuori dalle pagine, che lo guardi con i tuoi occhi. Parti all'avventura. Il mondo ti aspetta a braccia aperte. Ma per questo dovrai spiccare il volo, assumerti dei rischi. Staccati da ciò che ti trattiene. Trova la tua strada, non solo quella che vogliono scrivere per te»

Recensione:
Ho letto questo libro in anteprima, dunque l’ho iniziato letteralmente a scatola chiusa, attirata dalla  bellissima copertina che, come potete ben vedere, cattura immediatamente l'attenzione e sa di amore per i libri, incanto e magia *-*
Fatta eccezione per le poche frasi presenti come sinossi (quelle che potete visionare nella sezione "Trama" di questa recensione, e che non dicono poi molto sul contenuto della storia) e l’età di lettura (12 anni - assolutamente inadeguata), non sapevo altro.

Quello che mi aspettavo di trovare? Una dolce favola per ragazzi, colma di storie, paesaggi incantevoli e messaggi che fanno bene al cuore.
Be' dopo un prologo spiazzante, che mi ha fatto temere il peggio, è cominciata la storia che pareva avere le buone premesse per rispondere all’idea che di essa mi ero fatta.
Arya ha diciannove anni, e vive con la sua famiglia a Hélianthe, capitale di Hélios.
La sua vita scorre serena e placida da sempre. Non è mai uscita dal regno, ma attraverso i libri, suoi inseparabili amici, ha viaggiato in mille storie e vissuto mille vite. 
Da non dimenticare, poi, la sua passione per i pasticcini e il loro inebriante profumo, odore che riempie da sempre la sua casa di amore e dolcezza.
Sua madre, infatti, è la spettabile pasticcera che serve l’intero regno, comprese le rinomate cucine reali, e i dolci sono, per lei, il modo per far sentire amata e coccolata la sua famiglia.
Arya l’aiuta spesso e volentieri e, soprattutto in occasione di festa, il suo supporto è indispensabile. 
E a proposito di festeggiamenti, oltre ad essere imminente il suo compleanno, una festa ben più importante interessa il regno di Hélios, che si appresta a uno degli eventi più importanti della sua storia, ovvero l'anniversario del Trattato Galizia, che sancisce le regole affinché magici e non magici vivano serenamente senza prevaricare gli uni sugli altri.
Ma questo Trattato, pur avendo generato la pace nel Regno per oltre un ventennio, come ogni cosa, non mette d'accordo tutti.
Animi e voci di protesta sembrano farsi sempre più vivi di anno in anno, c'è chi afferma infatti che questo Trattato abbia solo limitato la libertà dei magici di esprimere se stessi. Tuttavia le rivolte sembrano essere isolate e pacifiche, almeno questo è quello che sembra...
Il giorno della Cerimonia del Trattato, infatti, qualcosa di terribile manda la vita di tutta Hélios in frantumi, e Arya si ritrova così nella solitudine e nella disperazione a osservare inerme il suo mondo distrutto. Ed è quando è ormai pronta anche lei a soccombere che riceve l'incarico a cui è destinata e che le cambierà la vita per sempre:  quello della "Custode di parole"
La sua missione? Salvare il Regno, ritrovare la sua famiglia e il principe Aïdan, il minore dei tre principi, con cui ha coltivato una segreta amicizia sin dai tempi dell'infanzia.

Ma, nel suo viaggio non sarà poi così sola, al suo fianco Killian Nightbringer, ladro sbruffone dall'identità misteriosa (indossa sempre una maschera), Saren generale protettivo e paterno, e Alric una creatura detta Dhurgal che, in poche parole, sarebbe una sorta di vampiro.

Sulla storia non voglio aggiungere altro, vi dico solo che se da principio (per intenderci mi riferisco ai primi 10 capitoli di un libro che ne conta SETTANTATRÉ) mi stava piacendo abbastanza, poiché mi ricordava le vecchie fiabe, con cui siamo cresciuti, un misto tra la Bella e la Bestia e Cenerentola, con questa giovane ragazza, rinchiusa nel suo piccolo mondo dorato, ma con una grande sete di avventura e conoscenza che riesce a malapena a colmare grazie ai libri, e la sua enorme passione per i ricevimenti regali.
Poi però, purtroppo, tutto si è trasformato in qualcosa di caotico e confusionario, un fantasy mal scritto, tedioso, a tratti grottesco e raccapricciante.
Ora, il genere non è sicuramente tra i miei preferiti e questo ha influito sicuramente un tantino nello stato d'animo con cui, da un certo punto in poi, mi sono relazionata alla lettura, e questo è normale quando ti aspetti una lettura leggera e spensierata e poi ti ritrovi a leggere qualcosa che è tutto il contrario. Ma il mio giudizio, decisamente non positivo, prescinde da questo.

Ho letto un po' di fantasy nella mia vita e, anche non rientrano in quella che posso definire "la mia comfort zone", se scritti a dovere anche quelli riescono a farmi appassionare ed immergere nella storia, ma non è assolutamente questo il caso.

La scrittura dei fratelli Twice è prolissa e ridondante, colma di dialoghi infiniti, ripetitivi, noiosi e futili.
Diciamo che su quasi 600 pagine più della metà consiste in un eterno, infantile e fastidioso battibecco tra Arya e Killian, il che, inutile a dirlo, me li ha resi entrambi insopportabili.
A parte questo non c'è molto altro, i personaggi, i luoghi, il worldbuilding... tutto è abbozzato, e per nulla descritto, così come non sono approfonditi i sentimenti della protagonista.
Anche questo fantomatico potere legato alle parole, non ha poi questa grande rilevanza all'interno della storia e non ho capito quale differenza ci sia tra questa e la comune magia della quale tutti i magici sono comunemente in possesso... non è legata alle parole anche quella? Mah!
 
Nell'interminabile viaggio, che che il nostro variegato quartetto protagonista, il gruppo affronta varie tappe e molte di queste mi sono parse futili ai fini della storia, come un voler a tutti costi allungare un brodo che, piuttosto, sarebbe  stato preferibile restringere.

Inoltre l'età di lettura indicata (12 anni) è decisamente inappropriata in un libro in cui vengono descritte scene cruente, macabre, sanguinante e fisicamente esplicite.

Insomma ho fatto davvero fatica nel forzarmi a portare a temine questa lettura e, oltre alla bellissima copertina, e alle primissime pagine (dove ancora nutrivo la speranza che potesse scaturirne qualcosa di buono), non riesco a promuovere null'altro.
Voglio comunque premiare lo sforzo di aver scritto una storia complessa di quasi 600 pagine, ma anche questo, ahimè, anziché essere un punto di forza, si è rivelato l'ennesimo scoglio in cui tutte le mie buone intenzioni sono andate ad infrangersi... immaginate di dover leggere e finire un libro che non vi sta piacendo per niente e che, perdi più, vi appare (e lo è davvero!) infinito 😓
Il tipico caso in cui mettere meno carne a fuoco, meno dialoghi, meno vicende, avrebbe giovato al libro stesso e al lettore. 
Il detto "less is more" qui è più vero che mai.
Ora pensate se ho la minima voglia/intenzione di leggere i seguiti per sapere come andrà a finire la storia... no grazie!

il mio voto per questo libro

giovedì 16 marzo 2023

Recensione: “La casa sul mare celeste” di TJ Klune

Titolo: La casa sul mare celeste
Autore: TJ Klune
Editore: Oscar Vault
Data di pubblicazione: 13 luglio 2021
Pagine: 348
Prezzo: 18,00 € 

Trama:
Linus Baker è un assistente sociale impiegato al Dipartimento della Magia Minorile. 
Il compito che esegue con scrupolosa professionalità è assicurarsi che i bambini dotati di poteri magici, cresciuti in appositi istituti in modo da proteggere quelli "normali", siano ben accuditi. La vita di Linus è decisamente tranquilla, per non dire monotona: vive in una casetta solitaria in compagnia di una gatta schiva e dei suoi amati dischi in vinile. 
Tutto cambia quando, inaspettatamente, viene convocato nell'ufficio della Suprema Dirigenza. È stato scelto per un compito inconsueto e top secret: dovrà recarsi su un'isola remota, Marsyas, e stabilire se l'orfanotrofio diretto da un certo Arthur Parnassus abbia i requisiti per rimanere aperto. 
Appena mette piede sull'isola, Linus si rende conto che i sei bambini ospitati nella struttura sono molto diversi da tutti quelli di cui ha dovuto occuparsi in passato. 
Il più enigmatico tra gli abitanti di Marsyas è però Arthur Parnassus, che dietro ai modi affabili nasconde un terribile segreto. 
Un'incantevole storia d'amore ambientata in una realtà fantastica, meravigliosamente narrata, su cosa significhi accorgersi che, a volte, si può scegliere la vita che si vuole. E, se si è abbastanza fortunati, magari quella vita ci sceglie a sua volta.

Recensione:
Sapete quando vedete un libro ovunque e questa sovraesposizione vi toglie qualsiasi curiosità a riguardo?
A me è successo spesso e sicuramente mi succederà ancora, ed è accaduto anche con “La casa sul mare celeste” di TJ Klune.
Pensavo si trattasse dell’ennesimo caso editoriale strapompato, di cui tutti (guarda caso) parlavano sempre benissimo.
Non mi ero mai soffermata neanche a leggerne la trama, perché ormai lo sapete, non mi piace conoscere troppo dei libri che prima o poi ho intenzione di leggere.
Ultimamente però mi è capitato di leggere opinioni contrastanti a riguardo, divise tra chi lo definiva bellissimo e chi una noia mortale, questo contrasto di opinioni, mi ha fatto venire sempre più la curiosità di farmene una mia.
Da quale parte sarei stata?
Così non ho aspettato troppo e ho deciso che sarebbe stata la mia prossima lettura.

E alla domanda che ho visto spesso fare ultimamente ad apertura delle recensioni di questo titolo, ovvero:
È davvero così bello questo libro?
Ora posso dare anch’io la mia risposta:
Sì, lo è!

L’ho letto in pochi giorni, appena ne avevo il tempo tornavo tra le sue pagine, dove non vedevo l’ora di rituffarmi.
“Non vorresti essere qui?”
Cita la frase stampata sul tappetino del mouse di Linus Baker - il protagonista di questa storia - un tappetino su cui è raffigurata una meravigliosa spiaggia bianca, un cielo azzurro, e uno sconfinato mare celeste.
E io - come lui che desiderava poter solo staccare la spina dalla scrivania del suo triste ufficio, e dalla monotonia della sua grigia vita, ed essere su quella spiaggia assolata - bramavo il mio tempo libero per potermi rituffare nella lettura e, improvvisamente, ero anch’io lì, con il protagonista, in quella magnifica casa a picco sull’oceano, abitata dai suoi straordinari inquilini.

Linus Baker è un’assistente sociale che lavora per il DIMAM, il Dipartimento della Magia Minorile, le sue giornate sono tutte più o meno uguali fino a quando non gli viene assegnato un caso di messima segretezza, livello quattro per essere precisi! Così viene spedito, senza alcuna possibilità di scelta, sull’isola di Marsyas, dove sorge un orfanotrofio gestito dall’enigmatico Arthur Parnassus, un uomo molto affascinante, ma anche molto misterioso.
Linus, come sempre, è chiamato a verificare che la struttura sia gestita secondo le regole citate nel “Manuale delle norme e dei regolamenti”, e che i suoi piccoli ospiti crescano sereni e al sicuro.
Sei bambini, sei casi assolutamente straordinari e particolari, che il DIMAM ha voluto relegare in un posto lontano e segreto proprio per la loro natura così fuori dal comune.

Non voglio rivelarvi di più della trama, perché non voglio rovinare a nessuno la sorpresa della lettura, vi dico solo che mi sono affezionata a ogni bambino.
Come per Linus, il primo impatto con loro è stato spiazzante, ma pagina dopo pagina li ho amati tutti, e non potrebbe essere altrimenti perché ognuno di loro ha rivelato dolcezza, ironia, simpatia, tenerezza.
Bambini peculiari che, oltre che per il loro aspetto e i loro poteri si distinguono per l’unicità dei loro caratteri e nel modo di affrontare la vita. Ricorderò sempre il macabro umorismo e il pungente sarcasmo della piccola Talia e del piccolo Lucy; la dolcezza di Chauncey e Theodore, la profondità di Sal e di Phee.
Ve li descrivo appositamente per ciò che mi ha colpito del loro carattere e non per le loro sembianze, perché la loro natura straordinaria, e questo ci tiene a sottolineare più volte l’autore, non inficia la loro essenza.
L’aspetto, i poteri, non cambiano ciò che sono: degli amorevoli bambini, (probabilmente la combriccola di ragazzini più simpatica e divertente che l’assistente sociale avrebbe potuto trovare) un po’ scottati dalle esperienze passate, un po’ ammaccati, un tantino insicuri, e per questo in cerca di amore, cura, affetto e protezione.




Questo romanzo è una vera e propria coccola, un libro che fa bene al cuore, che regala sorrisi di gioia e lacrime di commozione. Probabilmente il libro più tenero e dolce che mi sia capitato di leggere.
Non ci troverete grandi colpi di scena, un finale sorprendente o un’evoluzione inaspettata nella trama.
Non ce li troverete perché qui sarebbero cose inutili e superflue.
I protagonisti di questa lettura sono cose semplici e, allo stesso tempo fondamentali e rare, come i buoni sentimenti, gli importanti insegnamenti, e tanto, tanto sconfinato amore.
È l’abbraccio di cui si ha bisogno, la pacca sulla schiena, la parola di conforto, il bacino della buonanotte, la coperta calda in una sera di inverno, una fetta di torta a fine pasto, un gelato in una calda giornata di estate.
È ciò di cui si ha bisogno nel momento di sconforto. È speranza.

I personaggi sono vividi, e caratterizzati in maniera straordinaria. Mentre leggevo di loro pensavo ad un ipotetico cast per un eventuale film, e sarei davvero curiosa di poterlo vedere sul grande e piccolo schermo, prima o poi, magari diretto da Chris Columbus, un regista che sono sicura saprebbe ben rendere l’allegria e la tenerezza di questa storia, che mi è parsa un po’ la versione zuccherosa della ben più tetra e macabra saga di Ransom Riggs e dei suoi bambini speciali.

Ma qui non ci sono incubi o mostri, gli unici nemici sono i pregiudizi, il rifiuto e la paura verso quello che non si conosce e di cui si ha timore.
I bambini magici e la loro straordinaria natura non sono che il pretesto per parlare di questo: l’ignoranza che imprigiona le menti nelle proprie stupide, sciocche convinzioni.
TJ Klune ha dato vita ad una bellissima storia che altro non è che una metafora per dire al mondo: “Sveglia! Sveglia e guarda oltre le apparenze, perché ciò che siamo fuori non definisce ciò che siamo dentro. E ciò che “potremmo essere se...” non è ciò che siamo o saremo”.

“I cambiamenti spesso prendono avvio dal più flebile dei sussurri. Sta alle persone che ci si riconoscono trasformarlo in un ruggito.”

Non aggiungo altro se non un invito a leggere questa storia.
Perché, ve lo assicuro, anche voi vorreste essere lì 🌈


il mio voto per questo libro