lunedì 5 novembre 2018

Recensione: "Il cimitero senza lapidi e altre storie nere" di Neil Gaiman

Titolo: Il cimitero senza lapidi e altre storie nere
Titolo originale: M is for Magic
Autore: Neil Gaiman
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: febbraio 2009
Pagine: 224
Prezzo: 10,50 € (cartaceo)

Trama:
Nobody Owens cade dal melo ai confini del cimitero, e si imbatte in una misteriosa strega che lo soccorre. Jack incontra un troll sotto il ponte della ferrovia e da quel momento la sua vita sarà legata a un terribile patto di morte.
Un nobile cavaliere trova il Santo Graal nel salotto di una vecchina che non ha alcuna intenzione di spostarlo dal suo grazioso caminetto.
Tra l'horror, il fantasy e il giallo hard boiled, undici perle inedite per rabbrividire e sorridere.

Recensione:
Quale miglior modo di vivere l'atmosfera di Halloween, se non con una bella raccolta di storie nere?
Cosa c'è di meglio che starsene rintanati sotto le coperte, con la tempesta che infuria alla finestra, ed immergersi in tanti piccoli racconti del terrore?
Beh, niente direi. Peccato solo che il libro in questione sia più che altro una miscellanea che varia dal fantasy alla fantascienza, al giallo fino ad arrivare anche all'horror, sebbene in misurate dosi.
Prima di entrare nel vivo, vediamo da quali titoli è composta la raccolta:

♥ Il cimitero senza lapidi
 Il ponte del troll
 Non chiedetelo a Jack
 Come vendere il Ponte di Ponti
 Ottobre sulla sedia
 Cavalleria
 Il prezzo
 Come parlare con le ragazze alle feste
 Avis Soleus
 Il caso dei ventiquattro merli
 Istruzioni

Si tratta di dieci racconti e una poesia, tutte dal ritmo vario e dall'argomento ancora più diversificato. Il comune denominatore sono senza dubbio la fantasia e l'originalità, oltre alla capacità di far vivere al lettore delle piccole avventure, senza bisogno di grandi spostamenti.
Dall'incontro misterioso con un'affascinante strega fino a quello ben più pericoloso con un inquietante troll, dalla visita al Club dei Furfanti più esclusivo dei Sette Mondi fino al magico mondo dei cavalieri in cerca del Sacro Graal, in questo libro c'è un po' di tutto, o meglio, ce n'è per tutti i gusti!
Come lo stesso Gaiman dice nella prefazione, tra l'altro una delle più interessanti di sempre, il bello di questo genere di libri è che, se non ti piace un racconto, sicuramente ne troverai uno che fa al caso tuo.
E in effetti essendo la raccolta molto ricca di sfumature, è davvero difficile che non riesca ad incontrare il favore dei lettori.
Personalmente ho apprezzato quasi tutte le storie, ovviamente in modo diverso. Di alcune se ne può ammirare la morale, come nel caso de "Il ponte del troll", "Come vendere il ponte di Ponti", o "Avis Soleus", di altre l'atmosfera, come in "Il Cimitero senza lapidi" o "Non chiedetelo a Jack", in altre ancora i personaggi, e ne sono esempio "Ottobre sulla sedia" e "Cavalleria".
Altra cosa positiva è senza dubbio la concisione della narrazione: nel giro di poche pagine la trama giunge alla conclusione, ragion per cui non c'è bisogno di molto tempo per portare a termine la lettura. Anzi, questi raccontini sono perfetti per quando si ha pochi minuti a disposizione, ma non si vuole rinunciare al proprio passatempo preferito.

I racconti brevi sono minuscole finestre che si affacciano su altri mondi, su altre intelligenze e su altri sogni. Sono viaggi fino all'estremo opposto dell'universo che puoi fare con la certezza di essere di ritorno per l'ora di cena.

In generale l'impianto del libro non è niente male: è ben scritto, ed in linea di massima abbastanza appassionante (soprattutto la prima parte a dir la verità). Tuttavia presenta un difetto, come accennavo poc'anzi: di racconti propriamente neri non ce ne sono, solo vaghi accenni.
"Il cimitero senza lapidi" ad esempio, che fa da apripista, ed è in effetti una delle storie più belle, si avvicina al genere soprattutto per lo scenario descritto e per i personaggi, ma non si percepisce un senso di paura, più che altro di malinconia. Lo stesso vale per le disavventure di Donald (detto Torsolo), il protagonista di "Ottobre sulla sedia", in cui la pena e la solitudine solo verso il finale si trasformano in apprensione e timore.

Torsolo era un ragazzino di dieci anni, esile, con il naso che colava e un'espressione assente. Se aveste tentato di individuarlo in mezzo a un gruppo di ragazzi, avreste finito per sbagliarvi. Non era quello, era l'altro. Lì di fianco. Quello che era sfuggito al vostro sguardo.

Inoltre proprio la storia del bistrattato ragazzino (che prende avvio nel corso di un'adunata di tutti i mesi, da qui il titolo) si chiude sul più bello, senza una vera conclusione.
La medesima cosa accade con "Non chiedetelo a Jack", l'altra storia che, insieme a "Il prezzo" - racconto che ricorda vagamente "Il gatto nero" di Edgar Allan Poe - può essere inclusa, seppur vagamente, nella categoria "racconti del terrore".
Per il resto si parla di aneddoti sicuramente stravaganti, ma lontani dall'effetto che dovrebbe suscitare una raccolta così intitolata (non a caso in originale il nome è "M is for Magic", di certo meno fuorviante di quello italiano).
Quindi non leggetela ad Halloween, anche perché è già passato e dovreste aspettare un intero anno, ma leggetela quando vi va perché, per viaggiare con la fantasia, ogni momento è quello giusto.

Considerazioni:
Lo scorso anno, più o meno in questo periodo, iniziai "Il cimitero senza lapidi e altre storie nere" per entrare pienamente nel mood Halloween. Non avevo molto tempo da dedicare alla lettura, come ogni universitario in prossimità della sessione invernale, per cui scelsi di cominciare una raccolta piuttosto che un normalissimo romanzo. In realtà proprio la possibilità di interrompere il libro in qualsiasi momento, uno dei vantaggi delle storie brevi, mi spinse a procrastinare più e più volte e a perdere così il cosiddetto trait d'union, l'anello di congiunzione tra i diversi racconti.
Questo preambolo solo per dirvi che pochi giorni fa ho ricominciato dal principio l'opera di Gaiman con la ferma intenzione di recuperare le sensazioni che avevo lasciato a metà la volta precedente, e soprattutto di terminare la lettura una volta per tutte.
Come vi dicevo, sono rimasta piacevolmente stupita dal modo di scrivere dell'autore, capace di intagliare in modo dettagliato ambientazioni, percezioni, stati d'animo personaggi e gestualità.
Ovviamente non tutti i racconti hanno incontrato il mio gusto ma, devo ammettere, che nessuno di essi può, a mio giudizio, essere definito mal riuscito.
Non vi parlerò di ognuno, non preoccupatevi. Ci tengo però a dire due parole su quelli che più mi hanno appassionato.
Tra questi sicuramente "Il cimitero senza lapidi" che, giustamente, ricopre nell'edizione italiana un ruolo d'onore.
Per quanto lo scenario prescelto sia sicuramente inquietante, la storia al contrario ha il sapore di una favola gotica di Tim Burton, con una strega meno cattiva di quanto ci si aspetterebbe, e un ragazzino che ha fatto del soprannaturale la sua normalità.
Ho adorato la curiosità di Bod, il protagonista, e anche la sua strampalata e fantasmagorica famiglia. Ma soprattutto ho provato tanta compassione per la strega Liza ed il suo amaro destino.
Pur essendo, in linea di massima, solo un estratto del più lungo "Il figlio del cimitero", il racconto riesce nella duplice impresa di risultare autoconclusivo ed incuriosire al punto da sperare in un prosieguo.
Altra punta di diamante è senza dubbio "Non chiedetelo a Jack", una delle storie più accattivanti tra quelle incluse nella miscellanea. Sin dalle prime righe si percepisce un alone di mistero e pericolo, scaturito dall'allarmante presenza in soffitta del pupazzo in scatola Jack. Il presentimento, dapprima flebile, si accresce pagina dopo pagina. C'è da dire però che, nonostante la forte sensazione di qualcosa di malvagio in agguato, di concreto non accade nulla, o almeno esplicitamente non ci viene detto. Ammetto tuttavia che anche così, il racconto riesce nel suo intento di ammaliare e turbare. Quindi promosso.
L'ultimo di cui voglio parlarvi è "Ottobre sulla sedia" che narra grossomodo dei dodici mesi che, a scadenza regolare, si riuniscono per raccontarsi storie accanto al fuoco.
Da qui parte l'aneddoto di Ottobre che ha per protagonista il povero e incompreso Donald ed il suo commovente incontro con il fantasma Carissimo.
Mi sono affezionata in poco tempo ai due personaggi principali e ho sentito sulla mia pelle la sofferenza del ragazzino nel sentirsi sempre fuori posto nel mondo.
Anche la poesia posta a fine libro, la quale fornisce dei consigli di comportamento nel caso in cui ci si imbatta nel mondo delle fiabe - cosa che può sempre capitare - è davvero graziosa e con una bella morale.
In conclusione, nonostante io sia partita con alcune aspettative e queste siano state ahimè disattese, sono contenta di aver intrapreso questo viaggio perché, come dice lo stesso Gaiman in "Istruzioni":
  
Quando raggiungerai la casetta, 
il luogo da cui era cominciato il tuo viaggio, 
la riconoscerai, anche se ti parrà molto più piccola di come la ricordavi. 
Percorri il sentiero, e attraversa il portone del giardino che non avevi mai visto, se non una volta. 
E poi va' a casa. O costruiscitene una. Oppure riposa.

il mio voto per questo libro

2 commenti:

  1. Certamente me lo procurerò; trovo che Gaiman sia uno scrittore straordinario, con una grande potenza evocativa e con delle atmosfere a cavallo tra reale ed irreale che sono davvero uniche. L'Oceano in Fondo al Sentiero trovo che incarni alla perfezione la sua anima stilistica; inoltre in una raccolta recensita tempo fa, Storie del Terrore da Un Minuto, avevo già avuto modo di vederlo cimentarsi nel racconto breve e lo avevo amato. Come scrivi, il vantaggio del racconto è di avere una storia compiuta in poche pagine, regalandoci cosí piccole emozioni anche quando il tempo a disposizione è poco. Ma va detto che non tutti riescono a cimentarsi con questo genere senza produrre opere "monche". Gaiman, appunto, é uno di quelli che sa destreggiarsi anche in poche pagine. Assolutamente lo aggiungerò alla mia whishlist!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "L'Oceano in fondo al sentiero" è uno dei libri di Gaiman che mi ispira di più, mentre "Storie del terrore da un minuto" non lo conoscevo, perciò grazie del consiglio. Sicuramente anch'io leggerò altri suoi romanzi perché ho apprezzato molto la sua scrittura, in più, come dicevi tu, questo autore è capace di lasciare non conclusi alcuni racconti, evitando però l'effetto di storie monche, cosa non facile!

      Elimina

♥ Dimmi la tua ♥
Accetto volentieri saluti e commenti relativi all'argomento del post. Evitate i commenti volti esclusivamente a pubblicizzare i vostri blog. Grazie!