martedì 9 settembre 2014

Il libro dell'umore #4

Salve avventori!
Eccoci qui con un nuovo appuntamento (in verità per me, Little Pigo, il primo) della rubrica "Il libro dell'umore", una sorta di ricapitolo mensile o bimensile delle emozioni provate leggendo un determinato libro.
Per partecipare non dovrete necessariamente elencare tutti i libri che avete letto, ma solo quelli che vi hanno suscitato un particolare stato d'animo.
Ecco i miei!

Poche e semplici le regole:
Associate ai libri che avete letto l'emozione o lo stato d'animo che vi hanno suscitato
Spiegatene brevemente il perché
Aspettate i commenti

♥ Divertita e pensierosa: "Gli incubi di Hazel" di Deeny Leander
Questo libro è stata una piacevole scoperta. E' quello che si può definire una storia grottesca, ai limiti dell'assurdo. Una trama che mescola mistero, vicende familiari e temi importanti, il tutto dipinto con forti tinte macabre. 
Un romanzo che mi ha colpito sin dalla prima pagina e che non mi ha affatto deluso. Il punto di forza è la storia, estremamente originale, e soprattutto lo stile dell'autore ironico e divertente. 
In sintesi un racconto che fa sorridere e non solo. Dai risvolti raccapriccianti e crudeli, offre molti spunti di riflessione, affrontando anche temi importanti come l'alcolismo, il gioco d'azzardo, l'omicidio, la solitudine e la paura.

♥ Arrabbiata e triste: "La mia amica ebrea" di Rebecca Domino
Leggere dello sterminio degli ebrei non è semplice: sapere che gli eventi narrati sono realmente accaduti non può non fare un certo effetto. 
Osservare poi questo mondo di sofferenza, ingiustizie e pregiudizi con gli occhi di un'ariana crea un impatto emotivo ancora più forte. Improvvisamente ti ritrovi a detestare quella ragazza gentile che fino ad un momento prima non era altri che la tua protagonista e che invece, qualche pagina dopo, non fa che manifestare il suo astio nei confronti degli ebrei, ribadendo quanto questi siano esseri inferiori e come non possano neppure osare lamentarsi della loro situazione.
Oltre alla evidente rabbia nei confronti della tedesca Josepha e di tutti i sostenitori della razza ariana, questo libro mi ha anche, e soprattutto, lasciato un grande senso di vuoto di fronte al dolore e alla disperazione, sapientemente descritti in queste pagine.

Il romanzo di Fannie Flagg è un tuffo nel passato, un viaggio verso un luogo senza tempo dove ogni posto è accogliente e chiunque incontri è tuo amico. Un luogo fatto di ricordi e di storie antiche. Di una familiarità e di un'ospitalità che un tempo apparteneva anche a noi e che non si può non rimpiangere.
Mi sono affezionata ad Evelyn e a tutta la famiglia Threadgoode, ho riso con loro, ho patito le loro pene, e mi è dispiaciuto tanto doverli salutare.

È uno di quei libri bizzarri capace di farti provare sentimenti contrastanti. 
L'argomento, il cancro, è senz'altro uno dei più delicati da trattare. Fausto Brizzi, è riuscito ad affrontarlo con la serietà del caso, ma nel contempo con una certa leggerezza. So che detto così sembra assurdo, ma vi assicuro che è la verità.
Leggendolo non potrete non sorridere e al tempo stesso non potrete non deprimervi. 

Soprusi, vendette e rancori di lunga data: questa è la trama di fondo di questo classico senza tempo. 
I personaggi non sono altro che persone crudeli e senza scrupoli. Nessun innocente, solo carnefici e vittime, a loro volta carnefici di altre vittime. 
Inutile dire che di pietà ne ho provata ben poca, compensata da tanta tanta rabbia.

venerdì 5 settembre 2014

Recensione: "Doll Bones - La bambola di ossa" di Holly Black

Titolo: Doll Bones - La bambola di ossa
Autore: Holly Black
Copertina: Barbara Canepa
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 27 Maggio 2014
Pagine: 228
Prezzo: 17,00€

Trama:
A dodici anni, Zach passa i pomeriggi a inventare storie con le sue due migliori amiche, Poppy e Alice: i tre hanno affidato il dominio del loro regno immaginario all'enigmatica Regina, una bambola di porcellana così perfetta da sembrare viva. Un brutto giorno il padre affronta Zach intimandogli di crescere e di cominciare a interessarsi a cose "da grandi". Il mondo di Zach sembra andare in frantumi, finché una notte la Regina compare in sogno a Poppy, rivelandole di essere stata una bambina in carne e ossa di nome Eleanor, le cui ceneri si trovano ora all'interno della bambola; Eleanor non avrà pace finché non sarà seppellita nella sua tomba, in una lontana cittadina dall'altra parte degli Stati Uniti. 
I tre ragazzi partono nel cuore della notte, dormendo sotto le stelle, accampandosi nei cimiteri, incontrando bizzarri personaggi che parlano alla bambola scambiandola per una bambina vera, in un viaggio che cambierà per sempre le loro esistenze. 

Recensione:
Prima di dire qualsiasi cosa su questo libro c'è una premessa da fare, ovvero che già da prima di iniziarne la lettura sapevo di leggere qualcosa scritto per un pubblico molto giovane, sui 10-13 anni, che è poi l'età che hanno i protagonisti di questa storia.
Tuttavia io non ho mai disdegnato le storie per ragazzi, anzi, alcuni dei libri che tutt'ora considero tra i più belli sono indirizzati proprio a quella fascia di età.
Purtroppo questo non è riuscito a conquistarmi, non mi aspettavo certamente un horror in piena regola, ma dalle poche frasi riportate sul retro della copertina, avevo immaginato sicuramente qualcosa di più misterioso e inquietante.

"Non somigliava affatto a un sogno. Era seduta sul bordo del mio letto. Aveva i capelli biondi, come quelli della bambola, ma arruffati e sporchi. Mi ha detto di seppellirla. Mi ha detto che non avrebbe trovato riposo fino a che le sue ossa non fossero state nella tomba e che, se non l'avessi aiutata, me ne avrebbe fatto pentire."

In verità c'è ben poco mistero e ben poca oscurità in queste pagine.
Protagonisti di Doll Bones sono tre ragazzini di 12 anni, Zachary, Poppy e Alice.
I tre trascorrono ogni momento libero creando storie e avventure che hanno come protagonisti i loro giochi. Pupazzi, bambole e modellini, diventano pirati a caccia di tesori, ladre in cerca di fortuna, mostri feroci dai quali fuggire, e una preziosa e antica bambola di porcellana, gelosamente conservata sotto chiave, si trasforma, nella loro fantasia, in una pericolosa Regina rinchiusa nella sua torre di cristallo, sempre pronta a scagliare maledizioni.
Le loro storie non li abbandonano mai, anche quando sono a scuola i tre trovano sempre modo per accordarsi sugli sviluppi futuri dei loro personaggi.
Un giorno però il padre di Zach, desideroso di vederlo smettere di giocare come un bambino e dedicarsi totalmente ad attività più consone alla sua età, getta via tutti i suoi giochi.
Zach arrabbiato e deluso non trova il coraggio di dire alle amiche la verità e finge di non voler più giocare.
Poppy in un tentativo disperato di convincere Zach a tornare a far parte del gioco, libera la Regina, la preziosa bambola di porcellana dall'aspetto inquietante, dalla teca nella quale è rinchiusa. 
La bambola però, una volta liberata, rivelerà di essere molto più di quello che sembra, e porterà i tre ragazzini ad intraprendere la loro prima vera, grande avventura.
Quello che viene compiuto dai tre giovani protagonisti della storia, e quello che ci viene quindi narrato da Holly Black, più che una storia di terrore è il racconto di una goffa e mirabolante avventura.
L'avventato viaggio di tre ragazzini, il cui desiderio è si, quello di liberare il fantasma della bambola dalla sua prigionia, ma anche e forse soprattutto un tentativo di indipendenza, un modo per sentirsi grandi e liberi continuando pur sempre a giocare.
Il tema principale affrontato è proprio questo, il periodo di passaggio dall'età infantile a quella adulta, quando si è troppo grandi per continuare a giocare come si faceva da bambini, ma allo stesso tempo si è troppo piccoli per essere considerati adulti.
La voglia di crescere frenata dalla paura del cambiamento, di prendere strade diverse, scordarsi di chi si è stati, e degli amici. Crescere, prendere delle responsabilità, diventare adulti e lasciare appassire ogni briciolo di fantasia e spensieratezza.

“— No, hai ragione — disse Poppy, alzando la voce e parlando più rapida, come se avesse paura di essere interrotta prima di aver finito. — Non è giusto. Avevamo una storia ed era importante. Non sopporto il fatto che uno di voi due può andarsene e portarsi via una parte della mia storia come se niente fosse. Non sopporto che facciate quello che ci si aspetta da voi e io no. Non sopporto l’idea che mi abbandonerete. Non sopporto che tutti lo chiamino crescere, quando assomiglia più a morire. Sembra che siate posseduti e che lo stesso destino tocchi anche a me.”

I tre ragazzi, protagonisti della storia, sono ben caratterizzati.
Zachary ha sempre amato giocare con le sue amiche d'infanzia, ma nell'ultimo anno qualcosa in lui è cambiato, è cresciuto anche fisicamente e l'idea che i suoi compagni di classe vengano a sapere della sua passione per i giocattoli e le storie lo terrorizza.
Quando suo padre lo spinge a crescere gettandogli via tutti i suoi giochi, lui preferisce non parlarne con le amiche e fingere che la decisione di smettere con il loro gioco sia dettata dalla propria volontà.
Alice, volente o nolente, è la saggia del gruppo. Costretta a rispettare i numerosi divieti imposti dalla nonna iperprotettiva che si occupa di lei, è quella che durante il viaggio mostra più perplessità, ma la voglia di evadere e di essere libera è forte anche in lei.
Poppy è quella più legata al passato, non ha voglia di crescere e di cambiare, ed è terrorizzata dal fatto che gli amici possano farlo, per questo fino alla fine del racconto si ha il dubbio: la sua versione della storia è vera, o è soltanto un suo disperato tentativo di vivere un'ultima avventura?
Un libro carino che se da un punto di vista ha meno di quello che mi aspettavo, dall'altro ha più di quello che mi sarei aspettata di trovarci.
Meno horror, più sentimento.

Considerazioni:
Quello che mi ha conquistato di questo libro è stata la copertina, ma non l'ho comprato solo per quello, anche se ammetto che riposto in libreria ha il suo perché XD
Ho letto la trama e mi ha incuriosito, mi ha fatto pensare un po' a "La bambina senza cuore" di Emanuela Valentini, una lettura di cui conservo ancora un bel ricordo.
Nonostante questo non ero ancora convinta, ho letto alcune recensioni positive e dopo circa un mesetto ho ceduto alla tentazione.
Leggendolo, più che "La bambina senza cuore", mi ha ricordato i libri della serie piccoli brividi, ve li ricordate? Solo che quelli erano forse un po' più spaventosi.
Come ho detto nella recensione, sono rimasta da una parte un po' delusa, e dall'altra invece stupita positivamente.
Delusa perché mi aspettavo di leggere una storia un po' più tendente al genere horror, si insomma, in copertina viene descritta una storia di tristezza e paura, in bilico tra Stephen King e Neil Gaiman, ma di paura secondo me non ce n'è nemmeno l'ombra. 
So che il libro è rivolto ad un pubblico di undicenni, e per questo ho provato ad immedesimarmi nella me bambina, ma dubito che anche lei ne avrebbe provata leggendolo.
La storia di Eleanor Kerchner, la bambina morta misteriosamente, le cui ceneri sono state trasformate in una bambola di porcellana finissima, è affascinante, suggestiva se vogliamo, ma non fa certo paura ( e, a meno che voi non vi spaventiate vedendo un film come Casper, non ne farà nemmeno a voi).
Stupita positivamente invece, perché questo libro è più profondo di quanto mi aspettassi.
La dedica iniziale, voglio dirlo, è molto bella, e già quella mi ha conquistato:

“A Katherine Rudden,
che ha giocato con me
quando eravamo già
troppo grandi per farlo.”

Mi sono immedesimata tantissimo in Zach, perché anch'io come lui, da bambina, amavo i miei giochi e pupazzi e mi divertivo tanto a creare storie e avventure fantastiche, che avevano loro come protagonisti. 
Era il mio modo di giocare, di passare il tempo e di dare sfogo alla fantasia.
Come Zach, poi, ho perso la mia compagna di giochi preferita, in modo simile al suo T_T (per conoscere la triste storia di Bollicina andate qui!).
Ho inoltre compreso le paure di Poppy: perché dobbiamo crescere necessariamente tutti nello stesso modo?
E perché crescere deve sempre significare smettere di sognare, fare e creare?
Come dice Poppy "perché lo chiamano crescere se somiglia molto più a morire?"

Curiosità:
Più che una curiosità questa è una piccola polemica.
Ho scoperto, dopo una piccola ricerca, che la versione originale (anche questa dotata di una bellissima copertina, realizzata dall'illustratrice americana Eliza Wheeler) è arricchita da delle carinissime illustrazioni, realizzate sempre dalla Wheeler, che a mio parere hanno aggiunto valore all'intero libro. 
Perché la versione italiana manca di tutta questa fase creativa? Eppure anche in Italia abbiamo dei bravissimi illustratori a cui ci si sarebbe potuti rivolgere, sempre se l'intenzione era quella di non mantenere intatto il progetto iniziale. 
Insomma sono davvero delusa per questo! Anche perché il costo del libro (17 euro non sono pochi), sarebbe stato certamente più giustificato se si fosse trattato di un volume illustrato.

Il mio voto per questo libro

martedì 2 settembre 2014

Estratto: "La ragazza delle arance" di Jostein Gaarder

Salve avventori!
Il passo che vi propongo oggi è tratto da "La ragazza delle arance", libro di Jostein Gaarder incentrato su una lunga lettera d'addio di un padre a suo figlio.
A causa di una terribile malattia Jan Olav non ha potuto veder crescere suo figlio, ed il quindicenne Georg non ha potuto sapere quanto suo padre lo amasse.
L'estratto che ho scelto narra dell'ultima serata che i due trascorrono insieme, prima del ricovero in ospedale, prima del triste epilogo.
Non voglio rivelarvi altro, per cui vi lascio alla lettura!

Ma una notte ti sei svegliato, era questo che ti volevo dire. Ero fuori in veranda, e improvvisamente ti ho visto uscire dalla tua stanza, strascicando i piedi sul pavimento del soggiorno. Ti stropicciavi gli occhi e ti guardavi intorno. Normalmente avresti salito le scale per andare in camera nostra, ma questa volta ti sei fermato in soggiorno, forse perché hai visto che tutte le luci erano accese. Sono entrato in soggiorno dalla veranda e ti ho preso in braccio. Hai detto che non riuscivi a dormire. Forse l'hai detto perché avevi sentito che mamma e io a volte dicevamo che papà non riusciva a dormire. 
Devo ammettere che mi ha reso subito indescrivibilmente felice il fatto che ti fossi svegliato, che fossi venuto da papà quando lui aveva più bisogno di te. Per questo non ho fatto niente per farti dormire di nuovo. 
Volevo tanto parlare con te di tutto, ma sapevo anche che non lo potevo fare, eri troppo piccolo per poterlo fare. Comunque eri grande abbastanza per darmi conforto. Se fossi rimasto sveglio, sarei così volentieri rimasto con te per qualche ora quella notte. Era una notte in cui probabilmente avrei svegliato Veronika. In questo modo lei poteva continuare a dormire. 
Sapevo che fuori era una serata meravigliosamente limpida, si vedevano benissimo le stelle, l'avevo visto dalla veranda. Eravamo nella seconda metà di agosto, e probabilmente non avevi mai visto la volta stellata prima, almeno non nel corso della chiara estate che era passata, e l'anno prima eri troppo piccolo. Ti misi un maglione caldo e una calzamaglia, indossai una giacca anch'io, e poi ci sedemmo sul terrazzo, tu e io. Avevo spento le luci dentro, e ora spensi anche quelle fuori. 
Prima indicai una luna sottilissima. Era bassa nel cielo, a est. La falce era rivolta a destra, quindi la luna era calante, ti dissi. 
Eri seduto in braccio a me e assorbivi tutta la sicurezza di cui eri circondato. Anch'io attingevo da quella sicurezza che scorreva a gocce da te. Poi mi misi a indicare tutte le stelle e i pianeti lassù nella volta celeste. Avrei voluto tanto raccontarti tutto, della grande favola di cui eravamo parte, di questo enorme puzzle di cui tu e io eravamo due minuscole tessere. Anche quella favola aveva delle leggi e delle regole che non potevamo capire, che ci potevano piacere o non piacere, ma di fronte alle quali ugualmente ci dovevamo piegare. 
Sapevo che forse presto avrei dovuto separarmi da te, ma non potevo dirtelo. Sapevo che con tutta probabilità ero sulla strada che conduceva fuori da quell'enorme favola in cui tu e io stavamo scrutando proprio in quel momento, ma non potevo confidartelo. Cominciai invece a raccontarti delle stelle, prima in modo tale che tu potessi comprendere, ma pian piano mi lasciai prendere la mano e cominciai a parlare liberamente dello spazio come se tu fossi stato adulto. 
E tu mi lasciavi parlare, Georg. Ti piaceva sentire come raccontavo, anche se non eri in grado di comprendere tutti i misteri ai quali accennavo. Forse hai anche capito più cose di quante io stesso non credessi. Comunque non mi hai mai interrotto, e non ti sei neanche addormentato. Era come se avessi capito che quella notte non mi potevi abbandonare. Forse hai sentito che in realtà non ero io che facevo compagnia a te. Eri tu che facevi compagnia a me. Eri tu a fare il papà-sitter.

lunedì 1 settembre 2014

Recensione: "Matilde" di Roald Dahl

Titolo: Matilde
Autore: Roald Dahl
Editore: Salani
Data di pubblicazione: 1995
Pagine: 224
Prezzo: 12,00€

Trama:
Matilde ha imparato a leggere a tre anni, e a quattro ha già divorato tutti i libri della biblioteca pubblica. Quando perciò comincia a frequentare la prima elementare si annoia talmente che l'intelligenza deve pur uscirle da qualche parte: così le esce dagli occhi. Gli occhi di Matilde diventano incandescenti e da essi si sprigiona un potere magico che l'avrà vinta sulla perfida direttrice Spezzindue, la quale per punire gli alunni si diverte a rinchiuderli in un armadio pieno di chiodi, lo Strozzatoio, o li usa per allenarsi al lancio del martello olimpionico. L'intelligenza e la cultura sembra dirci l'autore - sono le uniche armi che un debole può usare contro l'ottusità, la prepotenza e la cattiveria.

Recensione:
Una storia per bambini, ma una piacevole lettura anche per gli adulti, sicuramente un racconto originale e particolare che ha come protagonista una bimbetta tutt'altro che ordinaria.
Roald Dahl con un linguaggio semplice, divertente e coinvolgente ci racconta di Matilde, una bimba che sin da piccolissima mostra di avere doti superiori ai suoi coetanei.
A diciotto mesi sa già parlare, conversare come farebbe un normale adulto, a tre anni impara a leggere e a quattro ha già letto tutta la sezione dedicata ai libri per bambini che la biblioteca pubblica della sua città offre.
La parte più bella del libro sta proprio in questa prima fase del racconto, nello scoprire l'amore che la piccola ha per le storie, il suo non accontentarsi più dei libri per piccoli, ma voler scoprire le storie scritte per un pubblico più adulto, nell'assaporare la sua sete di conoscenza, in cui qualsiasi lettore potrà riconoscersi.

“I libri le aprivano mondi nuovi e le facevano conoscere persone straordinarie che vivevano una vita piena di avventure. Viaggiava su antichi velieri con Joseph Conrad. Andava in Africa con Ernest Hemingway e in India con Kipling. Girava il mondo restando seduta nella sua stanza, in un villaggio inglese.”

La storia, già atipica di per sé, prende man mano una piega sempre più surreale.
Matilde, sempre sminuita e ancor più spesso ignorata dai genitori, comincia a frequentare la scuola. 
Qui la maestra Dolcemiele si rende subito conto di avere a che fare con una bambina prodigio.
Quando la maestra comunica alla spregevole direttrice, la signorina Spezzindue, il desiderio di spostare la piccola dalla prima alla quinta classe, questa reagisce con un sonoro rifiuto. 
La direttrice detesta i bambini, e non perde occasione per insultarli, sminuirli, accusarli, punirli e addirittura lanciarli dalla finestra!
Quando è Matilde a subire ingiustamente le angherie e le prepotenze della signorina Spezzindue, qualcosa di insolito e inaspettato succede in lei.
Stufa di essere accusata di azioni non commesse, Matilde sfogherà la sua ira sviluppando il potere della telecinesi.
Grazie a questo potere riesce a vendicare se stessa e tutti coloro che hanno per anni subito le prepotenze di quell'orribile donna.
Una storia carina, a lieto fine, a cui si può rimproverare solo il fatto di non avere una morale esplicitamente realistica.
A meno che non si voglia far credere ai bambini che, sforzandosi e concentrandosi, potrebbero anch'essi sviluppare dei superpoteri, o che, non essendo contenti dei propri genitori, possano sempre sceglierne di migliori.
Andando oltre a tutto quello a cui un bambino verrebbe immediatamente catturato (i sopracitati superpoteri e la possibilità di scegliere da sé i propri educatori) Matilde probabilmente vuole dirci di non farci dire da nessuno chi o cosa possiamo essere e cosa possiamo o non possiamo fare e diventare.
I nostri vincoli dipendono solo da noi e dai limiti che ci impone la nostra mente.

Considerazioni:
Pur non avendola letta conoscevo la storia di Matilde grazie al film che ne è stato tratto.
Non è mai stata, nemmeno quando l'ho visto da piccolina, una storia che mi è piaciuta particolarmente.
Mi piacevano molto alcune cose e meno delle altre.
Il desiderio di leggere il libro nasce da alcuni commenti letti (non ricordo dove, ne di chi fossero) in cui veniva detto che il libro non aveva nulla a che vedere con la trasposizione cinematografica e che quest'ultima fosse infinitamente peggiore.
Questa è una cosa abbastanza comune, la maggior parte dei libri perde molto in pellicola, anche film che mi sono piaciuti molto, come quelli della saga di Harry Potter o Hunger Games, se paragonati con la versione cartacea perdono miseramente il confronto.
Quindi, a conclusione di questo ragionamento mi sono detta "chissà, forse anche Matilde è un capolavoro".
In realtà, pur non vedendo il film da molto, e non ricordandolo nei minimi particolari, non l'ho trovato così diverso dal libro, anzi, mi è parso abbastanza fedele.
Eccetto alcune cose, come la descrizione della casa della signorina Dolcemiele (che nel film non ricordo essere così povera) e la descrizione dello scontro finale tra Matilde e la direttrice Spezzindue (nel film Trinciabue), non ho trovato che la lettura abbia aggiunto molto altro alla storia che già conoscevo.
Sicuramente è uno di quei libri che si apprezza maggiormente se letti da bambini, perché in tal modo gli si può restare in qualche modo affezionati e attribuirgli pertanto quel valore aggiunto, che altrimenti non avrebbe.
Una lettura carina, che dubito però possa conquistare in età adulta.

il mio voto per questo libro

venerdì 29 agosto 2014

In my Mailbox #11


Dopo una bella pausa estiva eccoci tornate belle pimpanti con tante cose da scrivere! Recensioni, estratti, rubriche, ecc. 
Il blog sì era in pausa (più o meno, perché siamo comunque state presenti con la rubrica "Sotto l'ombrellone") ma noi non lo eravamo affatto, quindi tenetevi pronti!
E ricominciamo con una delle rubriche più amate, "In my Mailbox", tramite la quale vi mostriamo le new entry nella nostra libreria.
Ecco cosa c'è di nuovo sui nostri scaffali:


♥ L'uomo delle nuvole di Mathias Malzieu 
Volevo questo libro da tantissimo tempo. 
Ricordo che andai in libreria e vidi due libricini che mi catturarono per le bellissime copertine, entrambe appartenevano ai libri di Mathias Malzieu. Uno era questo e l'altro era "La meccanica del cuore"
Li per lì li avrei voluti acquistare entrambi, poi in quell'occasione ho optato per l'altro.
Ho letto e recensito il primo libro di questo autore, "La meccanica del cuore" appunto, e mi ha lasciato davvero un bel ricordo, spero che anche questo faccia lo stesso. La bellissima illustrazione in copertina è realizzata dalla bravissima illustratrice italiana Nicoletta Ceccoli.

♥ I pupazzi di neve di Kingston Lodge di Mike Lanzetta
Questo è un ebook gratuito che ho scaricato circa un mesetto fa. La trama mi aveva incuriosito, e avevo voglia di leggere un thriller. 
Forse è un po' tardi per inserirlo in questa rubrica, dato che ormai l'ho quasi finito, e devo dire che non mi ha affatto entusiasmato... anzi. Credo di non averci mai messo così tanto tempo per leggere un libro di poco più di 200 pagine, ma vi dirò meglio nella recensione.


♥ Io, Robot di Isaac Asimov
Questo libro in realtà lo ha preso il mio ragazzo, ma io non mancherò di farmelo prestare per leggerlo hihi.
Lui è un grande appassionato di fantascienza, e anch'io apprezzo il genere. La trama di questo libro credo sia nota anche ai meno appassionati, se non altro perché ne hanno fatto un film.
Di Asimov ho già letto il racconto breve "Lenny", contenuto nella raccolta "Fantascienza, Racconti brevi II", anche in quel caso il tema verteva sui robot, e sui sentimenti contrastanti che gli umani provano verso di loro.



♥ Seguendo la stella: Come fu che un tunisino sposò una ticinese di Andrea Vitali
Anche questo è un ebook gratuito. L'ho scaricato l'altro giorno perché la trama mi è sembrata molto carina.
Una tenera storia che si svolge nel periodo di Natale, e probabilmente lo leggerò in quel periodo, anche se, sempre di Vitali, e sempre sul Natale, devo ancora leggere "Come fu che Babbo Natale sposò la Befana", ma anche quello lo riservo per periodi più consoni al tema.

mercoledì 27 agosto 2014

Sotto l'ombrellone #4


L'estate sta volgendo al termine :(
E dire che, almeno meteorologicamente parlando, pare appena iniziata, fino a fine luglio infatti il tempo non è stato dei migliori, e ad agosto abbiamo finalmente avuto un tempo bello senza interruzioni.
Io e Little Pigo che amiamo l'estate con tutte noi stesse, speriamo che, dato che si è fatta tanto attendere, l'estate duri più a lungo del previsto... fino a Dicembre ad esempio ci andrebbe più che bene XD
Ma ora veniamo a noi e alle letture che abbiamo scovato sotto l'ombrellone :)

♥ Ferite a morte di Serena Dandini 

Lo conosco?: No 

L'ho letto?: No

Identikit del lettore: Una donna sui 50 anni. Capelli molto corti, castano chiaro. Portava degli occhiali da vista. Una signora molto pacata e posata.
Sembrava essersi estraniata da tutto ciò che le stava attorno ed essersi completamente immersa nella lettura.

Costume da bagno: Due pezzi nero.

♥ Il silenzio dell'onda di Gianrico Carofiglio

Lo conosco?: No 

L'ho letto?: No

Identikit del lettore: Donna sui 45/50 anni. Capelli corti, ricci, rossi.
Probabilmente una sportiva, fisico asciutto e tonico. Quando arriviamo a mare (noi solitamente arriviamo verso le 9.00) lei c'è già e alle 9.30-45 solitamente va via.

Costume da bagno: Due pezzi grigio chiaro.

Harry Potter e la camera dei segreti di J.K. Rowling

Lo conosco?: Ovviamente si

L'ho letto?: Certo che si *___*

Identikit del lettore: Un ragazzino sui 12-14 anni. Abbastanza alto per la sua età (o almeno credo XD) capelli rasati a zero. Sono rimasta davvero colpita nel vedere un ragazzino di quell'età che, invece di giocare a pallone sulla spiaggia, stesse lì, buono buono, totalmente immerso nel mondo di Harry Potter. Gli avrei quasi stretto la mano *_*

Costume da bagno: Boxer lungo blu con due fasce laterali arancioni.

♥ Le cose che non ho di Grégoire Delacourt

Lo conosco?: Si

L'ho letto?: No

Identikit del lettore: E' la stessa donna che, come vi dicevo qualche settimana fa, nel primo appuntamento di "Sotto l'ombrellone" leggeva "E l'eco rispose".

Costume da bagno: Due pezzi color acquamarina.

E voi, quali letture avete avvistato in giro?

martedì 19 agosto 2014

Sotto l'ombrellone #3


Salve avventori!
Da noi le vacanze vanno avanti, il bello di vivere in un paese di mare è questo, finché ci sarà bel tempo ne approfitteremo, e finché ci saranno lettori e letture sotto l'ombrellone da spiare, io e Little Pigo staremo in agguato.
Ed ecco cosa hanno adocchiato le vostre ispettorine Gadget dall'11 agosto (data dell'ultima pubblicazione della rubrica) ad oggi.

Uno splendido disastro di Jamie McGuire 

Lo conosco?: Si 

L'ho letto?: No

Identikit del lettore: Ragazza sui 20/25 anni, capelli lunghi, rossi, ricci, ribelli

Costume da bagno: Due pezzi grigio e magenta

♥ Né re né Dio, semplicemente il migliore. Lionel Messi: la vera storia di Juillard Alexandre e Fest Sebastian

Lo conosco?: Emh no...

L'ho letto?: Ma anche no!

Identikit del lettore: Ragazzo sui 20 anni, capelli corti castani, era disteso a prendere il sole con la sua ragazza che invece ascoltava della musica.

Costume da bagno: Lungo boxer a fantasia floreale blu su fondo bianco

Ragione e Sentimento di Jane Austen

Lo conosco?: Si

L'ho letto?: Si

Identikit del lettore: Ragazza sui 25/30 anni, capelli corti tagliati con taglio obliquo irregolare, castano mogano. Leggeva sdraiata su una sdraio e contemporaneamente (credo) ascoltasse della musica perché aveva le cuffiette.

Costume da bagno: Due pezzi blu scuro

♥ 1Q84 (libro 1 e 2) di Haruki Murakami

Lo conosco?: Si

L'ho letto?: No

Identikit del lettore: Donna sui 30 anni, carnagione scura, capelli lunghi neri con frangia.

Costume da bagno: Due pezzi, fantasia astratta sui toni del rosso-arancio-nero

♥  Sognavo l'Africa di Kuki Gallmann

Lo conosco?: Si

L'ho letto?: No

Identikit del lettore: Donna sui 50 anni, in carne, capelli corti scuri. Portava degli evidenti orecchini d'oro ed era seduta su una sedia di plastica azzurra.

Costume da bagno: Due pezzi blu a pois bianchi.

Bene, anche per questa volta possiamo dirci abbastanza soddisfatte.
Ci sono sfuggiti purtroppo un paio di libri che non siamo riuscite ad identificare, li leggevano due donne e dunque anche questa volta il gentil sesso si aggiudica il primato di lettura.
Da notare che in lista compare di nuovo un maschietto... certo non legge un classico ma la biografia di quello che, a occhio e croce, sembra essere un calciatore XD
Una lettura che definirei... "interessante"???
Dai chissà, magari lo è veramente XD mai giudicare il libro dalla copertina, o come in questo caso, dalla copertina, dal titolo, dal personaggio ecc.
Su maschietti! Sono sicura che vi saprete rifare, confido in voi!
E voi quali letture avete avvistato durante le vostre vacanze?