venerdì 5 novembre 2021

Recensione: "Wuthering Heights" di Emily Brontë

Titolo: Wuthering Heights
Autore: Emily Brontë
Editore: Wordsworth Editions
Data di pubblicazione: 15 settembre 2019
Pagine: 320
Prezzo: 8,43 € 
Lingua: inglese


Trama:
Wuthering Heights è una selvaggia e appassionata storia di amore intenso e quasi demoniaco tra Catherine Earnshaw e Heathcliff, un trovatello adottato dal padre di Catherine. 
Dopo la morte del signor Earnshaw, Heathcliff è vittima di bullismo e umiliato dal fratello di Catherine, Hindley, e credendo erroneamente che il suo amore per Catherine non sia corrisposto, lascia Wuthering Heights, solo per tornare anni dopo come un uomo ricco e raffinato. 
Egli procede a esigere una terribile vendetta per le sue precedenti miserie. 
L'azione della storia è caotica e incessantemente violenta, ma la riuscita gestione di una struttura complessa, le descrizioni evocative dell'ambientazione solitaria della brughiera e la grandezza poetica della visione si combinano per rendere questo romanzo unico un capolavoro della letteratura inglese.

Recensione:
"Cime tempestose" è una storia di vendette, soprusi e rancori di lunga data.
E' la storia di due famiglie, o meglio di due residenze, e delle persone che le abitano.
Da una parte vi è Wuthering Heights, da sempre casa degli Earnshaw, e dall'altra Thrushcross Grange, la ricca dimora dei Linton.
Le loro vicende si incroceranno con l'arrivo dagli Earnshaw di Heathcliff, un misterioso trovatello che il capofamiglia accoglie come un figlio.
Il ragazzo, dall'aspetto truce e l'indole selvaggia, se dal primo momento attira le antipatie del primogenito Hindley, diventerà invece il fedele compagno di giochi della secondogenita Catherine.
Questo almeno fino all'incontro dei due ragazzi con Edgar, figlio dei Linton, ragazzo dai capelli biondi e i modi gentili. Con Edgar, Catherine conosce un mondo diverso, fatto non solo di corse nelle lande e giochi infantili, ma di cene eleganti, buone maniere e vestiti da sera.
Con lui, la ragazza ha la possibilità di scegliere: un'esistenza fatta di istinti con Heathcliff, o una vita agiata con Edgar.

I've no more business to marry Edgar Linton than I have to be in heaven; and if the wicked man in there had not brought Heathcliff so low I shouldn't have thought of it. 
It would degrade me to marry Heathcliff now; so he shall never know how I love him; and that not because he's handsome, Nelly, but because he's more myself than I am. 
Whatever our souls are made of, his and mine are the same, and Linton's is as different as a moonbeam from lightning, or frost from fire.

Attorno a questo triangolo amoroso - Heathcliff, Catherine e Edgar - ruoterà tutta la prima parte del libro. Tuttavia, la storia narrata dalla Brontë ha ben poco a che vedere con il romanticismo, come sarebbe plausibile immaginare.
I sentimenti che uniscono i tre, che siano di rivalità, ostilità e disprezzo - come nel caso dei due uomini - o di affetto - come nel caso della donna ed i suoi corteggiatori - sono spesso contaminati e sopraffatti dall'amor proprio.
Con la seconda parte del romanzo le vicende continuano a ruotare attorno alle due case, ma si arricchiscono di alcuni personaggi, la prole dei due nuclei familiari che finirà per ereditare anche i rancori e le antiche rivalità del casato.
A muovere le fila ancora una volta Heathcliff che, nonostante gli anni trascorsi, non sembra aver abbandonato i piani di vendetta nei confronti dei Linton.
Al centro di tutto però c'è lei: brughiera spossata dai venti impetuosi che, con il suo carico emotivo, funge da perfetta cornice agli animi dei personaggi. Le descrizioni dei paesaggi, del gelido vento invernale, delle bufere di neve, dei timidi fiori primaverili, o in generale di tutta la landa, ammaliano e conquistano i lettori, così come le atmosfere, cariche di presagi e spiriti inquieti.
Le "cime tempestose" sono il luogo in cui avviene tutto, eppure sono anche i veri motori della storia, il posto in cui trovano rifugio e ristoro gli Earnshaw e i Linton nel corso degli anni, ma anche il teatro degli incontri e degli scontri, delle fughe d'amore, delle notti di agonia, della speranza e della gioia più profonda.
Niente di tutto quello che avviene sarebbe potuto accadere lontano da lì, e nulla avrebbe avuto lo stesso significato.
 
My love for Linton is like the foliage in the woods: time will change it, I'm well aware, as winter changes the trees. 
My love for Heathcliff resembles the eternal rocks beneath: a source of little visible delight, but necessary. 
Nelly, I am Heathcliff - he's always, always in my mind - not as a pleasure, any more than I am always a pleasure to myself - but as my own being; so, don't talk of our separation again - it is impracticable.

Il romanzo scritto da Emily Brontë è uno di quei libri che non può lasciare certo indifferenti. Ha un ritmo serrato, un susseguirsi di intrecci e di azione, personaggi unici nel loro genere, e meravigliose descrizioni: il mix perfetto per tenere incollati i lettori dalla prima all'ultima pagina.
Il suo punto di forza è indubbiamente la personalità ben definita di tutti gli attori protagonisti, evidente già dalle prime battute.
Se infatti, nella maggior parte dei libri, assistiamo ad una metamorfosi dei personaggi, così non accade in questo caso.
Ad esempio, per quanto il carattere di Heathcliff si inasprisca, per quanto lui diventi sempre più spinoso, rancoroso e vendicativo, non risulta mai troppo lontano dall'immagine che già avevamo di lui all'inizio.
Questa è una delle particolarità della narrazione: personaggi crudeli ed egoisti, così concentrati sui propri desideri, da non considerare minimamente il male che seminano attorno con i loro comportamenti scellerati. In questa storia non ci sono innocenti. Solo carnefici e vittime, a loro volta carnefici di altre vittime.
Ma credo che questo sia uno dei punti a favore del libro, una delle ragioni che lo rende così coinvolgente.
Se Heathcliff, Catherine, Hindley e tutti gli altri non fossero stati animati da un vento così impetuoso, non avrebbero impresso dentro di noi in ricordo così indelebile. Non ci avrebbero spinto a condannarli o a parteggiare per loro, non avrebbero reso questa storia così vera e crudele, ma anche così straordinariamente umana.

Plot:
Wuthering Heights is a wild, passionate story of the intense and almost demonic love between Catherine Earnshaw and Heathcliff, a foundling adopted by Catherine's father. After Mr Earnshaw's death, Heathcliff is bullied and humiliated by Catherine's brother Hindley and wrongly believing that his love for Catherine is not reciprocated, leaves Wuthering Heights, only to return years later as a wealthy and polished man. He proceeds to exact a terrible revenge for his former miseries. The action of the story is chaotic and unremittingly violent, but the accomplished handling of a complex structure, the evocative descriptions of the lonely moorland setting and the poetic grandeur of vision combine to make this unique novel a masterpiece of English literature.

Review:
"Wuthering Heights" is a longstanding story of revenge, abuses and grudges.
It's the story of two families, or rather of two residences, and of the people who live there.
On one side there is Wuthering Heights, which has always been home for the Earnshaw, and on the other, Thrushcross Grange, the rich house of the Linton.
Their stories will cross with the arrival of Heathcliff, a mysterious orphan whom, the head of the Earnshaw welcomes as a son.
The boy with a grim appearance and a wild nature, if from the first moment attracts the dislikes of the first-born Hindley, will instead become the faithful playmate of the second-born Catherine.
This, at least until they met Edgar, son of the Linton, a boy with blond hair and kind ways.
With Edgar, Catherine experiences a different world, made not only of runs in the moors and childish games, but of elegant dinners, good manners and evening dresses.
With him, the girl has the choice: an existence made of instincts with Heathcliff, or a comfortable life with Edgar.
The first part of the book will revolve around this love triangle - Heathcliff, Catherine and Edgar.
However, Brontë's story has nothing to do with romance, as it would be plausible to imagine.
The feelings that unite the three main characters, whether they are of rivalry, hostility and contempt - as in the case of the two men - or of affection - as in the case of the woman and her suitors - are often contaminated and overwhelmed by self-love.
With the second part of the novel the events continue to revolve around the two houses, but are enriched by some new characters, the offspring of the two families, who will eventually inherit the grudges and the ancient rivalries of the parents.
To move the ranks, once again we find Heathcliff who, despite the passage of time, does not seem to have abandoned the plans of revenge against the Lintons.
At the center of everything, however, there is her: the moor animated by the impetuous winds that, with her emotional load, acts as a perfect frame for the souls of the characters.
The descriptions of the landscapes, of the cold winter wind, of the snowstorms, of the timid spring flowers, or in general of the whole land, fascinate and conquer the readers, as well as the atmospheres, full of omens and restless spirits.
The Wuthering Heights are the place where everything happens, yet they are also the real engines of history, the place where the Earnshaws and Lintons find refuge and rest over the years, but also the scene of encounters and clashes, of escapes of love, of nights of agony, of hope and of the deepest joy.
Nothing that happens could have happened far from there, and nothing would have had the same meaning.
The novel written by Emily Brontë is one of those books that certainly cannot leave indifferent.
It has a fast rhythm, a succession of plots and action, one-of-a-kind characters, and wonderful descriptions - the perfect mix to keep readers glued from first to last page.
Her strong point is undoubtedly the well-defined personality of all the protagonists, evident from the very first bars.
If in fact, in most of the books, we witness the metamorphos of the characters, this is not the same case.
For example, as much as Heathcliff's character becomes sour, as he becomes increasingly thorny, bitter and vengeful, he is never too far from the image we already had of him in the beginning.
This is one of the peculiarities of the narrative: cruel and selfish characters, so focused on their desires, that they do not even consider the evil they sow around with their wicked behavior. There are no innocents in this story.
Only executioners and victims, which become executioners of other victims.
But I think this is one of the points in favor of the book, one of the reasons that makes it so engaging.
If Heathcliff, Catherine, Hindley and all the others had not been animated by such a rushing wind, they would not have imprinted on us such an indelible memory.
They would not have pushed us to condemn them or to side with them, they would not have made this story so true and cruel, but also so extraordinarily human.

Thanks to Wordsworth Editions for sending me a copy of this book

il mio voto per questo libro

mercoledì 3 novembre 2021

Recensione: "La stanza 13" di Robert Swindells

Titolo: La stanza 13
Autore: Robert Swindells
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 1 marzo 2011
Pagine: 140
Prezzo: 9,50 €

Trama:
La classe di Fliss va in gita scolastica, e tutto sembra procedere come al solito: i ragazzi che fanno chiasso, i professori che tentano di tenerli a bada, il viavai notturno da una stanza all'altra. Ma Fliss si rende subito conto che l'antico albergo nasconde segreti inquietanti e che la sua compagna Ellie-May è in grave pericolo. Inutile chiedere aiuto ai professori: Fliss e i suoi amici affronteranno una terrificante avventura che non potranno raccontare a nessuno…  

Recensione:
È sempre una notte emozionante e di trepida attesa quella che precede il giorno della partenza per una gita scolastica. Si ha così voglia che passi in fretta che sembra quasi non passare mai, e il desiderio che la mattina arrivi il prima possibile, non fa prendere mai sonno, e la rende perciò infinita.
Ricordate quelle sensazioni?

Felicity, per gli amici Fliss, frequenta le scuole medie e il giorno seguente a quello in cui facciamo la sua conoscenza, la aspetta un’attesissima settimana a Whitby, la piccola e caratteristica località marittima, famosa per essere stata scelta da Bram Stoker come luogo in cui collocare la residenza inglese del suo Conte Dracula.
La notte prima della partenza, però, per Fliss non va esattamente come ci si aspetterebbe.
La ragazzina fa un sogno strano, sogna il mare, un albergo, un vecchio cancello, delle porte chiuse e una in particolare, la porta 13, che l’attira a sé in modo inspiegabile... e, al suo interno, qualcosa di terribile!
L’incubo la turba così tanto da farle decidere di non partecipare alla gita.
Ma al risveglio, alla luce del sole, il ricordo del sogno sembra essere svanito e la paura con esso.

Così la gita ha inizio.
Il viaggio in pullman, le soste per strada, la gioia di perdersi un’intera settimana di scuola e starsene invece al mare, travolge tutti, Fliss compresa, che però continua ad avere la strana sensazione di aver dimenticato qualcosa di importante, non qualcosa da portare con sé durante il viaggio, ma qualcosa a cui dovrebbe prestare attenzione.
Una volta arrivati all’albergo Nido del Corvo, riecco spuntare quella sensazione che, nonostante l’eccitazione e l’allegria, sembra proprio non volerla abbandonare.
La prima notte all’hotel passa serena per tutti, o quasi.
Dei lamenti in lontananza turbano Fliss, così tanto da impedirle di chiudere occhio e costringerla infine ad abbandonare il suo sicuro giaciglio per dare un’occhiata nel corridoio.
Ed eccola lì, una porta che di giorno non era altro che una porta anonima, probabilmente di un ripostiglio, rivelarsi come la stanza 13!
Esattamente come quella del suo sogno.

Il soggiorno prosegue così, con le giornate passate a visitare la caratteristica città di Whitby, la famosa abbazia, le baie e i dintorni, e le notti angoscianti passate in bianco per cercare di venire a capo di quell’assurdo mistero, che sembra aver più di un qualcosa a che fare con il progressivo malessere di Ellie-May, compagna di classe, non particolarmente simpatica a Felicity.
Eppure, nonostante l’antipatia, Fliss non può permettere che le capiti qualcosa di brutto, senza intervenire.
È decisa a fare qualcosa e, fortunatamente, non sarà sola.
A vegliare con lei, nelle notti insonni, alla scoperta del mistero che avvolge quella stanza maledetta, ci saranno la sua amica Lisa, e i due compagni di classe Gary e David.
I quattro ragazzi faranno di tutto per sconfiggere la misteriosa entità maligna che agisce nella notte, e si nasconde oltre la soglia di quella camera.

Una storia che inizia davvero con delle buonissime premesse, una situazione congeniale per mettere in scena un horror per ragazzi, e un’occasione perfetta per descrivere al contempo dei luoghi meravigliosi e suggestivi, gli stessi che potrete trovare anche nel famoso romanzo di Bram Stoker.
Ammetto di essermi segnata l’intero itinerario per poter visitare dal vivo i posti che Felicity e la sua classe visitano durante la loro gita.
Whitby, la piccola e graziosa città costiera, le incantevoli rovine della sua abbazia così romantica e affascinante (che hanno ispirato Stoker per la descrizione del castello del suo Conte), la chiesa di Saint Mary e il suo cimitero, la baia di Robin Hood, Saltwick Bay, Staithes un piccolo paesino portuale vicino, e tutte le leggende e le storie legate a questi luoghi.
Però ecco, oltre questo, riesco a salvare ben poco di questo racconto, che si risolve troppo rapidamente e in modo davvero poco credibile ed emozionante.
L’ho trovato deludente, soprattutto perché viene considerato una pietra miliare del genere horror per ragazzi, ma ahimè di memorabile ha ben poco.

il mio voto per questo libro

venerdì 29 ottobre 2021

Review Party - Recensione in anteprima: "Il paese del buio" di Melissa Albert (Hazel Wood #2)

Titolo: Il paese del buio
Titolo originale: The night country
Autore: Melissa Albert
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 2 novembre 2021
Pagine: 272
Prezzo: 17,00 €

Trama:
Alice è scappata dal mondo fiabesco di Hazel Wood, e ora lei e gli altri abitanti dell’Oltremondo sono sbarcati a New York, alla ricerca di una vita non magica. 
Ma condurre un’esistenza totalmente umana non è semplice per Alice. Come si dice, si può togliere Alice dall’Oltremondo, più difficilmente l’Oltremondo da Alice. 
Ci riuscirà? Non sarà facile: dovrà scoprire chi è a uccidere e mutilare i profughi del suo vecchio mondo, affrontare un potentissimo nemico, fare i conti con la propria doppia (anzi, tripla) identità, e ultimo ma non ultimo, salvare il nostro povero mondo reale.

Recensione:
Alice, dopo aver affrontato il suo passato, Hazel Wood, ed il Bosco di Mezzo, era riuscita, grazie anche al proverbiale aiuto dell'amico Ellery Finch, a riabbracciare finalmente la madre Ella ed il mondo in cui era cresciuta.
La ritroviamo oggi, a due anni di distanza da quegli eventi, più sicura di sé, ma pur sempre divisa tra le sue due nature, quella umana e quella che appartiene all'Oltremondo.
È vero, ora Alice ha la sua vita: un appartamento a Brooklyn, che condivide con Ella, un lavoro alla libreria dell'eccentrico e comprensivo Edgar, ed una migliore amica, l'ex Storia Sophia, eppure il richiamo del mondo delle fiabe è ancora forte, soprattutto ora che l'Oltremondo sta andando in mille pezzi.

Avevo combattuto per questa vita. Normale. Noiosa. In cui tutti i giorni si susseguivano, ordinati. Ero stata imprigionata mentre lottavo per averla, avevo spezzato il cuore di mia madre nel mentre, trapassato muri cosmici per ottenerla. Li odiavo tutti perché mi ricordavano quanto fosse fragile la mia normalità: Daphne; quell’uomo orrendo; chiunque avesse ucciso la povera Hansa.
E se fosse stato l’uomo della mia storia a farlo? Mi sembrava possibile. 
Non tutti erano usciti dall'Oltremondo dopo che la mia storia spezzata si era abbattuta come la tessera di un domino, facendo cadere il resto del mondo. 
Quando ne ero uscita – quando qualcuno che se n’era andato da tempo mi aveva aiutata a uscirne – le storie avevano cominciato a distruggersi più rapidamente di quanto la Filatrice potesse tesserle. Un tempo pensavo che l’Oltremondo fosse sparito del tutto, ma avevo scoperto che c’era ancora, sanguinante, come una magica mela tagliata da cui cola il succo. Solo che le sue porte erano chiuse ora.

Ebbene sì, perché dopo la fuga della ragazza di ghiaccio e degli altri personaggi delle favole di Althea, quell'universo incantato e spietato sta colando a picco.
E mentre la più giovane delle Proserpine cerca di immergersi nella vita caotica di New York, come un'umana qualunque, le altre ex Storie, capeggiate da Daphne - la misteriosa donna dai capelli rosso fuoco - non riescono proprio a recidere il legame con l'Oltremondo.
Come se non bastasse, anche nella Grande Mela, gli epiloghi cruenti e macabri che Alice pensava di essersi lasciata alle spalle una volta per tutte, non tardano ad arrivare.
Alcune ex Storie stanno morendo, o meglio, qualcuno le sta facendo fuori, in un modo così efferato e sanguinoso, che si fa fatica ad immaginare, al di fuori delle fiabe nere di Althea.
Riuscirà la nostra eroina a capire chi si cela dietro quegli impressionanti omicidi, e a fermarli prima che sia troppo tardi?
E soprattutto farà in modo che la realtà, che lei conosce e ama, non vada in frantumi proprio come l'Oltremondo?
Chi può dirlo, una cosa è certa, anche stavolta la protagonista non sarà sola. 
Sebbene disperso tra un mondo e l'altro, il premuroso Ellery Finch, non mancherà di far sentire la sua presenza all'amata. Seppur separati, i due continuano a tenere l'uno all'altra e a sperare in un ricongiungimento.
Nel frattempo, noi lettori seguiremo le avventure di entrambi: Alice che vaga per New York, e Ellery il quale, in fuga dall'universo semidistrutto nato dalla fantasia della Filatrice, ne scopre tanti altri, accompagnato dall'esperta esploratrice Jolanthe.
Ovviamente la maggior parte dei capitoli saranno dedicati alla controparte femminile, tuttavia il punto di vista del ragazzo tutto coraggio sarà ben presente.

Attraversarono l’eterno inizio d’estate che regnava nel cuore dell’Oltremondo, passarono per un freddo pomeriggio di primavera, oltre una fiammeggiante striscia d’autunno, fin nei corridoi silenziosi di un inverno incantato e immobile, in cui passando tra gli alberi sembrava di camminare in chiesa. Campeggiarono una notte in una baia di sabbia scintillante, dove un cervo dal manto bianco si avvicinava all’acqua ogni notte e gridava alle stelle con una voce umana da soprano. 
Avevano avuto anni per imparare i movimenti delle Storie e tenersi alla larga. Avrebbe dovuto essere semplice. Ma dieci giorni dopo la partenza di Alice, Finch si svegliò nel sacco a pelo sulla fredda sabbia della baia, sotto la luce argentea che precedeva l’alba, con una ragazza rannicchiata accanto a sé...

Con questo romanzo, Melissa Albert non solo risponde alle nostre domande sul prosieguo delle vicende degli abitanti dopo Hazel Wood, ma colma anche le lacune rimaste, i piccoli tasselli da mettere a posto.
Nel corso del secondo volume, avremo infatti modo di incontrare nuovi personaggi, di studiare quelli vecchi, oltre che di conoscere alcune delle risposte più attese ed importanti, come la genesi dell'Oltremondo o il passato della Filatrice.
Inoltre, l'idea di inserire nella storia una sfumatura thriller e una serie di delitti da risolvere, è stata sicuramente una trovata vincente.
Più si va avanti, più si vuole scoprire il responsabile ed il movente, più si prosegue, più la lista degli indiziati si restringe.
Ciò rende la lettura davvero appassionante e avvincente. Inoltre, al contrario de "Oltre il bosco", il personaggio di Alice ci appare più maturo e il suo comportamento meno discutibile. 
Certo, anche qui fa i suoi errori, ma perlomeno sono dettati dal bisogno di indipendenza e dall'istinto di protezione verso Ella. Inoltre l'atteggiamento ostile e saccente riservato, nel primo libro, ad Ellery Finch, questa volta sembra, fortunatamente, sparito.
Anche il ragazzo subisce un'evoluzione: la sua insana ossessione per le fiabe sembra essersi tramutata in semplice curiosità e voglia di conoscenza. E menomale!
In generale questo libro appare ben congegnato: alterna bene le due voci narranti, ci guida man mano nel mistero delle ex Storie assassinate, ci fa identificare con la povera Alice che non riesce proprio a liberarsi dei retaggi del passato, ci ricorda il fascino delle fiabe nere, con il suo carico di stupore ed orrore.
E a proposito di queste ultime, anche ne "Il paese del buio" fanno una breve comparsa alcuni racconti di Althea, che continuo a considerare il fiore all'occhiello di tutto l'universo creato da Melissa Albert.
Tra queste anche la storia del Paese del Buio, che dà nome all'intero volume, e ci ricorda nuovamente il labile confine tra potere smodato e distruzione.
In conclusione chi ha amato "Oltre il bosco", non potrà non apprezzare questo secondo capitolo, che riprende molti dei punti vincenti della trama principale. E anche chi, di primo acchito, non ne è rimasto convinto, a mio avviso, avrà stavolta modo di ricredersi, grazie all'unione delle immancabili atmosfere dark, del fascino cittadino della metropoli newyorkese, e dalla personalità carismatica di una ragazza che è tanto speciale quanto comune, e che più umana di quanto creda.

Curiosità:
Dopo averlo tanto desiderato, sono lieta di informarvi che, lo scorso gennaio, è stato finalmente pubblicato "Tales from the Hinterland", volume che simula il celeberrimo "Racconti dall'Oltremondo" di Althea Proserpine.
Contiene dodici fiabe nere, tra cui la storia di alcuni dei personaggi principali: l'immancabile Alice-Tre-Volte, Hansa la Viaggiatrice, Sophia (allora nota come Ilsa), Katherine Uccisa-Due-Volte.
Non vedo l'ora che sia tradotto anche da noi, e non vedo l'ora di potermi rimmergere nel macabro e crudele intreccio dell'Oltremondo.

Ringrazio la casa editrice Rizzoli per avermi fornito una copia cartacea di questo romanzo

il mio voto per questo libro


Vi ricordo che, se volete conoscere le opinioni delle altre bookblogger partecipanti al Review Party, potete trovarle qui.



mercoledì 27 ottobre 2021

Recensione: “Ponte di anime” di Victoria Schwab

Salve avventori!
La nostra avventura nel mondo degli spettri in compagnia di Cassidy Blake arriva alla sua conclusione con “Ponte di anime”, l'ultimo capitolo della trilogia scritta da Victoria Schwab, con protagoniste le città infestate e una traversante che ha come compito quello di rispedire gli spiriti al loro posto.

Di seguito troverete la mia opinione, per conoscere invece quella delle mie colleghe, vi invito a seguire i blog di tutte le altre partecipanti al Review Party. 
Come sempre, trovate gli altri appuntamenti a fine post.


Titolo: Ponte di anime
Titolo originale: Bridge of Souls
Autore: Victoria Schwab
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 26 ottobre 2021
Pagine: 352
Prezzo: 15,00 € 

Trama:
È lei che insegue gli spettri, o è il contrario?
Sia come sia, Cass potrebbe avere un talento per scovare gli spiriti inquieti.
Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, è sopravvissuta a due città infestate mentre era in viaggio per il programma televisivo dei suoi genitori.
Tuttavia nulla potrebbe prepararla a quel che la attende a New Orleans, un luogo che pullula di antiche magie, società segrete e terrificanti sedute spiritiche.
Ma la sorpresa più terribile è un nemico che Cass non avrebbe mai sospettato di dover affrontare: un messaggero della Morte in persona.
Sarà all'altezza della sfida? E a cosa dovrà rinunciare per vincerla?

Recensione:
Dopo aver lasciato Parigi (in Tunnel di Ossa) in preda a dubbi, paure ed incertezze - in seguito all'avvistamento di un oscuro figuro ammantato di nero - Cass, i suoi genitori e Jacob (il suo migliore amico fantasma), giungono a New Orleans, una città che pullula di spettri, leggende, e storia intrisa di superstizioni e magia.
La spensieratezza nello scoprire viuzze, vicoli e negozi carichi di colori, musica Jazz e incanti dura molto poco perché, con grande orrore, Cass deve fare i conti con la realtà.
Se a Parigi aveva fatto di tutto per autoconvincersi che quella sinistra figura non fosse nulla di importante, ora non può più negare l’evidenza.
Quella macabra e tetra ombra che la perseguita, quel teschio con gli occhi vuoti e neri, è un emissario della morte ed è proprio lei che vuole, o meglio... la sua vita.
A quanto pare Cassidy, un anno prima, sfuggendo alla morte nel fiume, grazie all’aiuto di Jacob, avrebbe derubato la morte stessa.
È sopravvissuta quando il suo destino era già segnato... sarebbe dovuta morire, e ora il suo inquietante strozzino vuole che venga saldato il debito.
Cass che è riuscita ad avere la meglio su spettri assetati di vita e su poltergeist furiosi, ora non sa proprio come sfuggire a questo “problema” che sembra essere davvero più grande di lei.
Anche Jacob e Lara (l’amica traversante conosciuta durante la sua prima avventura in Scozia) non hanno idea di come aiutarla, ma una cosa è certa, faranno di tutto!

Tra fughe a bordo di macchine funebri, sedute spiritiche, società segrete, gatti misteriosi, e incantesimi antichi, Cass (con l'aiuto dei suoi amici, che diventano sempre più numerosi, di libro in libro) proverà a ribaltare il suo destino... ma qualcuno le ha detto che per farlo dovrà rinunciare a qualcosa di molto importante.
Ecco sì, Jacob! So che tutti state pensando a lui.
Il suo migliore amico e personaggio più simpatico della serie. 
Riuscirà il sarcastico fantasma a salvarsi alla fine di questa trilogia?
Ovviamente non sarò io a svelarvelo!
Ma ciò che posso svelarvi è cosa mi è piaciuto e cosa invece no, di questo capitolo finale della serie.

Ho amato molto Jacob, e tutto il pathos legato alla sua sorte: il suo coraggio, la sua dolcezza, la rabbia, la paura, il momento in cui si arrende all'idea che la sua esistenza sia finita per sempre e, si dimostra pronto al sacrificio.
Il suo è sicuramente il personaggio più brillante, ironico, carismatico e commovente di questi libri.
Mi ha quasi strappato una lacrimuccia.

Nel complesso anche se posso dire di aver trovato godibile e carina tutta la trilogia, devo tristemente ammettere che, anziché migliorare con l’andare avanti delle avventure, per quanto mi riguarda, ha fatto, di volta in volta, un piccolo passo indietro, diventando sempre un po’ più forzata, prevedibile e meno credibile.
Più le cose si mettono male per Cass, più persone vengono in suo soccorso.
Tutti sono pronti ad aiutarla, a offrile passaggi, ninnoli, incantesimi... Lara addirittura (che ricordiamo ha dodici anni) arriva in aereo per lei da un’altra città, senza avvertire nessuno e senza avere un posto dove stare.

Tornando a parlare di credibilità, i sentimenti, in questo ultimo capitolo - che è anche quello che avrebbe portato ai risvolti più tragici - non sono per nulla indagati.
Cass è una ragazzina di 12 anni, inseguita dalla morte, e che quindi con molta probabilità soccomberà ad essa, eppure non mostra affatto il panico, la disperazione, il terrore, che una bambina nelle sue condizioni dovrebbe provare.
Per farla breve mi sarei aspettata di leggere un dialogo in cui la ragazzina, anche senza rivelare troppo della sua vera situazione, dicesse in qualche modo addio ai genitori, con lo strazio che una circostanza del genere avrebbe meritato.
Una scena drammatica, commovente, strappalacrime ci stava tutta.
E invece niente!
Per avere un po’ di emozione, ancora una volta, dobbiamo ricorrere a Jacob, che ci regala l’unico sprizzo di umanità in una storia che sembra recitata da automi.
Insomma per questa conclusione mi aspettavo magari meno azione, ma molto più sentimento e verità.
Non so se ci saranno in futuro altrui volumi della serie, ma sicuramente mi piacerebbe che, nel caso, la Schwab regalasse molto più spessore ai suoi protagonisti.
Perché una serie per ragazzi non deve necessariamente essere una serie senza emozioni vere e importanti, perché anche i ragazzi sono capaci di grandi riflessioni e dolori, e sarebbe ora che anche gli autori, che scrivono per loro e di loro, lo capiscano.

Recensioni capitoli precedenti:

Ringrazio Mondadori per avermi omaggiato di una copia di questo libro

il mio voto per questo libro



lunedì 25 ottobre 2021

Recensione: “La voce della quercia” di Andrew Michael Hurley

Titolo: La voce della quercia
Titolo originale: Starve acre
Autore: Andrew Michael Hurley
Editore: Bompiani
Data di pubblicazione: 29 settembre 2021
Pagine: 240
Prezzo: 17,00 €

Trama:
Richard e Juliette devono affrontare il dolore più grande che due genitori possano provare: la morte improvvisa di Ewan, cinque anni. Starve Acre, la loro casa al confine con la brughiera, da cuore di una nuova famiglia è diventata un nodo di dolorosi ricordi. Juliette è convinta che Ewan sia ancora con loro, in qualche forma, e cerca l’aiuto di un gruppo di occultisti per parlare con lui. Richard invece si concentra sul campo di fronte a casa, il campo dove Ewan amava giocare da solo, e avvia gli scavi alla ricerca dei resti di una quercia antica e maledetta. Che nesso c’è fra il passato remoto di quel luogo, teatro di forme di sommaria e brutale giustizia, la strana malattia che si è portata via Ewan, e la sua propensione alla violenza?
La terra rivoltata darà forse le sue risposte, ma non saranno quelle che ci si aspetta.

Recensione:
Come si può affrontare il dolore della perdita di un figlio?
Soprattutto se la morte avviene in modo così improvviso e sconvolgente da lasciare agghiacciati e pietrificati?
Richard e Juliette non ci riescono, non possono credere che il loro bambino di soli cinque anni sia andato via per sempre. Una realtà troppo crudele da comprendere. Troppo dura da accettare.
Così provano ad andare avanti a modo loro, Juliette, ad esempio, lo fa cercando risposte in situazioni che non avrebbe mai creduto di poter accettare prima.
È convinta che Ewan sia ancora lì con loro, che non li abbia mai abbandonati, così si rivolge ad un gruppo di occultisti secondo i quali potrà ancora mettersi in contatto con il suo adorato bambino.
Richard, invece, riversa le sue energie nella disperata ricerca di una leggendaria quercia maledetta, convinto che lì, tra quelle zolle di terra di un luogo così tanto amato da suo figlio, troverà le risposte che cerca.
Andrew Michael Hurley scrive una storia intrisa di orrore e tensione, caratterizzata da un senso di profonda inquietudine che tiene incollato il lettore alle sue pagine, fino alla fine.
I suoi protagonisti sono complessi e tormentati, spesso agiscono in modo poco comprensibile e non posso dire di averne sempre accettato e capito le reazioni.
Nonostante questo “La voce della quercia” è una storia suggestiva, in cui l’atmosfera è resa straordinariamente, scritto meravigliosamente con una grande attenzione ai dettagli.
È una storia gotica, che viaggia tra leggende locali, i disperati tormenti e le oscure pulsioni dell’anima umano.
L’unica critica che posso muovere è per quel finale un po’ troppo improvviso e affrettato, che sembra lasciare più dubbi che risposte.

Ringrazio la casa editrice Bompiani per avermi fornito una copia cartacea di questo romanzo

il mio voto per questo libro

lunedì 18 ottobre 2021

Recensione: "The Secret Garden" di Frances Hogdson Burnett

Titolo: The Secret Garden
Autore: Frances Hogdson Burnett
Editore: Wordsworth Editions
Data di pubblicazione: 7 settembre 2018
Pagine: 352
Prezzo: 8,26 € 
Lingua: inglese


Trama:
Mary Lennox era una ragazzina orribile. Egoista e viziata, fu mandata a stare con lo zio gobbo nello Yorkshire. Lo odiava.
Ma quando trova la strada per un giardino segreto e comincia a prendersene cura, in lei e nella sua vita subentra un cambiamento. Incontra e fa amicizia con un ragazzo del posto, il talentuoso Dickon, e incontra il cugino malaticcio Colin che le era stato tenuto nascosto. Tra di loro, i tre bambini fanno una magia sorprendente su se stessi e su coloro che li circondano.

Recensione:
Esiste il primo amore anche nella letteratura e “Il giardino segreto” di Frances Hogdson Burnett, è il mio ❤️

Eh sì, perché questo resterà sempre il primo libro mi ha fatto sognare, che è riuscito a portarmi in un luogo diverso, e mi ha fatto desiderare di essere lì, al posto del protagonista e vivere le sue avventure.

Quando da bambina leggevo di Mary Lennox, del pettirosso, della chiave misteriosa, e della serratura nascosta oltre la coltre d’edera, avrei voluto essere al suo posto, avere anch’io un mistero da risolvere, un’avventura da vivere, un giardino segreto da curare e in cui rifugiarmi 😍

E questa bellissima edizione, inviatami dalla Wordsworth Editions - che ringrazio immensamente per questa opportunità - mi ha permesso di riscoprire questo grande capolavoro nella lingua in cui la sua stessa autrice lo ha messo su carta.

Ancora una volta è stato bellissimo conoscere la capricciosa Mary Lennox che, piano piano, si riscopre ad amare la vita grazie al profumo della brughiera, ad un uccellino e ad una piccola chiave misteriosa 🔑

La vita all'aria aperta è vista come un vero e proprio toccasana per il corpo e l'animo della protagonista, la spinge, e in qualche modo la costringe, a migliorarsi.
È appassionante leggere di questo cambiamento nell'animo di Mary, che va di pari passo con quello della natura che si trasforma durante la primavera.
La scrittrice è davvero abile a descriverne, i profumi, i colori, i mutamenti.
Non è possibile leggere questo libro senza essere colti dalla voglia di correre per la brughiera, di sentirne i suoni e gli odori.
Come è impossibile non aver voglia di divorare un tazzone di buon porridge, o ingurgitare una bella patata arrostita, fumante.
Anche in Mary vi è la primavera, e ne leggiamo il tiepido mutare, di giorno in giorno, pagina dopo pagina ❤️
L'abilità della scrittrice sta nel renderci partecipi e complici di quei mutamenti, e dei segreti custoditi all'interno del giardino, nel trasportarci nel clima della campagna Yorkese tanto da non voler mai chiudere il libro.

Se non lo avete letto, non aspettare oltre, perché, ve lo giuro “Il giardino segreto” farà innamorare perdutamente anche voi.


Plot:
Mary Lennox was horrid. Selfish and spoilt, she was sent to stay with her hunchback uncle in Yorkshire. She hated it.
But when she finds the way into a secret garden and begins to tend to it, a change comes over her and her life. She meets and befriends a local boy, the talented Dickon, and comes across her sickly cousin Colin who had been kept hidden from her. Between them, the three children work astonishing magic in themselves and those around them.

Review:
There is first love even in literature and "The Secret Garden" of Frances Hogdson Burnett, is mine ❤️

Yes, because this will always remain the first book that made me dream, that it managed to take me to a different place, and made me want to be there, instead of the protagonist and live her adventures.

When, as a child, I read about Mary Lennox, the robin, the mysterious key, and the lock hidden beyond the blanket of ivy, I wanted to be in her place, to have a mystery to solve too, an adventure to live, a secret garden to take care of and in which to take refuge 😍

And this beautiful edition, sent to me by Wordsworth Editions - which I thank immensely for this opportunity - allowed me to rediscover this great masterpiece in the language in which its author herself put it on paper.

Once again it was wonderful to meet the capricious Mary Lennox who, little by little, rediscovers herself to love life thanks to the scent of the moor, a bird and a small mysterious key 🔑

Life in the open air is seen as a real panacea for the body and soul of the protagonist, it pushes her and somehow forces to improve herself.
It is exciting to read about this change in Mary's soul, which goes hand in hand with that of nature which transforms itself during spring.
The writer is really able to describe the scents, colors, changes.
It is not possible to read this book without being overwhelmed by the desire to run across the moor, to hear its sounds and smells.
Just as it is impossible not to want to devour a cup of good porridge, or gulp down a nice steaming roasted potato.
Also in Mary there is spring, and we read its tepid change, day by day, page after page ❤️
The writer's ability lies in making us participants and accomplices of those changes, and of the secrets kept within the garden, in transporting us to the climate of the Yorkese countryside so much that we never want to close the book.

If you haven't read it, don't wait any longer, because, I swear to you, “The secret garden” will make you fall madly in love too.

Thanks to Wordsworth Editions for sending me a copy of this book

il mio voto per questo libro

mercoledì 13 ottobre 2021

Recensione: “Bethany e la Bestia” di Jack Meggitt-Phillips

Titolo: Bethany e la Bestia
Titolo originale: The Beast and the Bethany
Autore: Jack Meggitt-Phillips
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 13 aprile 2021
Pagine: 240
Prezzo: 16,50 € 


Trama:
Ebenezer Tweezer è un uomo terribile con una vita meravigliosa. Sprizza giovinezza nonostante i suoi cinquecentoundici anni, e ogni giorno sale con slancio i quindici piani del suo palazzo per andare dalla Bestia che vive nel sottotetto. Le dà in pasto creature di ogni genere e in cambio vede uscire dalla sua bocca tutto ciò che vuole. 
Ma quando la Bestia si stanca di mangiare uccelli esotici e scimmie ammaestrate, soddisfarla diventa più complicato. È arrivata l’ora di assaggiare qualcos'altro, qualcosa di più tenero e succulento… come un bambino, per esempio!

Recensione:
Un uomo ricco, solo, viziato ed egoista.
Una ragazzina sola, maleducata e indisponente.
Una creatura mostruosa, sola, magica, ingorda e insensibile.
Sono questi i tre ingredienti per la macabra favola dalle pagine bordate di verde acceso, di Jack Meggitt-Phillips, il cui comune denominatore è proprio la solitudine.

Ebenezer Tweezer ad esempio, visto dall'esterno, potrebbe sembrare la persona più soddisfatta e appagata della terra: è ricco, non gli manca nulla e gli basta schioccare le dita per ottenere tutto ciò che desidera.
Eppure la sua vita non è per niente facile come sembra, innanzitutto non è affatto felice come ci si aspetterebbe, e tutto ciò che ha non lo soddisfa, se non per qualche istante.
Inoltre, per ottenere ogni cosa, deve sempre sottostare ai nuovi, e sempre più pretenziosi, capricci che la Bestia pretende come pranzetto.
Se all'inizio era facile accontentare quella mostruosa creatura, con il passare degli anni le sue richieste sono diventate sempre più particolari e difficili da esaudire.
Opere d’arte d’inestimabile valore, oggetti rari, manufatti antichi, animali in via d’estinzione e ora addirittura un bambino!
Per quanto Ebenezer sia propenso a pensare solo a se stesso e ai propri bisogni, e per quanto non si sia mai fatto più di uno scrupolo di coscienza nell'accontentare le folli richieste della Bestia, questa volta forse è troppo anche per lui.
Ma portare un bambino alla Bestia è l’unico modo per poter ottenere il suo elisir di lunga vita, perciò se la Bestia ha bisogno di un bambino, Ebenezer gli porterà il bambino più terribile che troverà, uno che nessuno vuole, così almeno metterà a tacere eventuali sensi di colpa.

È in questa ricerca che le vite di Ebenezer e della piccola Bethany - una ragazzina orfana sfacciata e prepotente - si incontrano e si influenzano.
Due anime solitarie, due persone che pensano solo a se stesse, e a cui nessuno vuole bene, si trovano e fanno scintille.
Si ingannano, si studiano, si mettono a vicenda i bastoni fra le ruote.
Sì odiano, si detestano, vogliono sbarazzarsi l’uno dell’altro e, nel mentre, a poco a poco, capiscono che dell’altro non potrebbero più fare a meno.
Ebenezer si affeziona a Bethany e Bethany a Ebenezer, ed entrambi grazie all'altro capiscono cosa sia avere una famiglia ed essere a casa.
Ma in tutto ciò c’è la Bestia, un mostro privo di qualsiasi sentimento, che non si lascia intenerire da niente e da nessuno, che aspetta impaziente la sua cena!
Come sbarazzarsi di una simile creatura?

Una storia molto carina in cui fa da padrone una macabra ironia, che alterna momenti inquietanti ad altri più divertenti, ma che sa essere anche molto commovente, tenera e toccante. 
Mi ha fatto pensare un po’ a “L’Ickabog” di J.K Rowling... in entrambe c’è la stessa macabra ironia, un bel po’ di crudeltà e tristezza, e personaggi spietati e malvagi che agiscono, tramano e ingannano solo per i propri fini.
In questo caso però c’è qualcosa di inaspettato.
La straordinaria impresa che compie l’autore è che ti fa prima detestare i suoi protagonisti e poi (esattamente come accade a loro), ti ritrovi ad affezionartici, a e parteggiare per loro.
Difatti è stato strano anche per me, rendermi conto che, nonostante tutte le diavolerie che Ebenezer Tweezer avesse commesso in passato, solo e soltanto per assicurarsi ricchezze, lussi, capricci futili e una lunga vita, io sia passata a fare il tifo per lui.
A sperare, nonostante tutto, che anche a una persona come lui potesse essere concessa una seconda occasione, per vivere una nuova e vera vita, senza sottostare ai ricatti di una Bestia senza scrupoli, e imparando ad amare e ad essere a sua volta amato.
La storia si conclude in un modo che lascia le porte aperte ad un probabile seguito (che in effetti ho scoperto essere già uscito in lingua). Intanto vi annuncio che diventerà presto un film per la Warner Bros... e sono davvero curiosa di vederlo.

Ringrazio Rizzoli per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro