giovedì 21 aprile 2022

Recensione: “Crudelia De Mon. La mia vera storia” di Serena Valentino

Titolo: Crudelia De Mon. La mia vera storia
Titolo originale: Evil Thing
Autore: Serena Valentino
Editore: Giunti. Disney
Data di pubblicazione: 26 maggio 2021
Pagine: 304
Prezzo: 14,00 €

Trama:
Crudelia De Mon è uno dei Cattivi Disney, l’antagonista dalla forte personalità. Questo volume rientra nella nuova collana DISNEY VILLAINS, una linea espressamente dedicata ai cattivi dei più famosi film Disney.
Per la prima volta in questo volume, Crudelia De Mon ha la possibilità di prendere la parola, di raccontare il suo punto di vista, e di scoprire i lati più nascosti della sua personalità.
È la cattiva perfetta: elegante, spiritosa, implacabile. Dalla sua infanzia agiata alle sue scelte di moda iconiche, a quel famoso incidente d’auto che ha posto fine ai suoi piani malvagi, Crudelia racconta le memorie di una donna condannata, che ha avuto amici e affetti veri e sogni da realizzare. Dopotutto, le storie non sono sempre e solo bianche o nere…

Recensione:
Ogni storia, ogni racconto, ogni romanzo, ogni fiaba, per essere tale, per coinvolgere ed appassionare, ha bisogno di un eroe, un personaggio buono, positivo per cui parteggiare, e un antagonista, un nemico, un personaggio in cui il lettore potrà far convergere tutti i suoi sentimenti negativi.
Entrambi sono ovviamente necessari.
Restringendo il campo e soffermandoci ad analizzare, con la lente d’ingrandimento, le classiche fiabe, cosa ne pensate dei villains più famosi?

Negli ultimi anni, molti autori, scrittori, sceneggiatori e registi si sono messi alla prova nel dare una nuova lettura alle fiabe più conosciute, stravolgendo le sorti di alcuni personaggi e dando un nuovo volto ai protagonisti, in special modo ai cattivi.
Mi viene in mente la figura di Malefica che, grazie al film Maleficent, ha assunto nuovi contorni e uno spessore del tutto diversi. Sicuramente più profondi.

Tornando alla domanda posta prima, “cosa ne pensate dei cattivi delle fiabe?”
Ecco la mia risposta: a me non sono mai piaciuti, perché non li ho mai compresi.
Ogni personaggio dovrebbe avere una storia, un vissuto, che lo ha portato ad essere quello che è, e a maggior ragione, dovrebbe averla un personaggio che “sceglie” di essere crudele.
Dietro ad un comportamento tanto bieco e spietato ci dovrebbe essere sempre una grande motivazione.
Solo a quel punto il lettore/spettatore diventa capace di comprendere e capire determinate azioni.
Nel caso di Maleficent, ad esempio, la sua crudeltà e il suo odio nascono da una ferita profonda e insanabile.
Questo dà spessore e credibilità al personaggio. 
Anche il nemico ha una sua storia che ci porta a comprendere, seppur in parte, il suo comportamento.
Anche l’antagonista ha finalmente una sua profondità, e non si limita ad essere solo il cattivo della favola.

Invece a cosa siamo stati abituati?
A streghe offese per non essere state invitate ad un ballo. O invidiose della altrui bellezza, o donne gelose della bontà e della gentilezza delle proprie figliastre.
Motivi talmente futili e sciocchi da rendere ben evidente come i cattivi non siano altro che delle stupide marionette a uso e consumo della storia.
Un espediente qualsiasi per rendere l’eroe ancora più eroico ed amabile, perché quale persona sana di mente, si schiererebbe mai dalla parte avversa?

Serena Valentino, nella sua serie dedicata ai cattivi delle favole, prova proprio a fare questo: immaginare un passato che giustifichi, che renda in qualche modo comprensibili, le scelte dei villains più famosi.

In “Crudelia De Mon. La mia vera storia” conosciamo una Crudelia bambina, la sua famiglia benestante e la sua infanzia apparentemente serena: le scuole migliori, i vestiti più belli, camerieri, governanti e cuochi a completa disposizione e un'istitutrice che le gravita costantemente attorno, rispondendo ad ogni suo capriccio o necessità.
Eppure, sotto questa superficie patinata, si nascondono crepe, amarezze e dolori.
Suo padre Lord De Mon, un uomo buono e gentile, che le vuole davvero bene e cerca di insegnarle ciò che davvero conta nella vita, viene improvvisamente e prematuramente a mancare e, improvvisamente, il mondo di Crudelia va, per la prima volta, in frantumi.
Ed ecco che l’universo della ragazzina si restringe e comincia, sempre più, a focalizzarsi sul desiderio disperato di catturare le attenzioni, e conquistare la benevolenza di sua madre, una donna bellissima, sempre super elegante, perennemente impegnata tra feste e party che la tengono lontana da casa.

Lady De Mon è una donna severa, vanitosa ed egoista, per nulla materna. Tratta la figlia con lo stesso riguardo che si potrebbe dimostrare ad un oggetto di antiquariato.
Un'ora al giorno, l'ora del te, è questo il tempo che riserva a lei in un'intera giornata. Un momento che la piccola Crudelia attende con trepidazione, più di ogni altra cosa.
Perché, nonostante non riceva l'affetto e le attenzioni adeguate, Crudelia continua a guardare sua madre con inesorabilmente deferenza e ammirazione. Non le rimprovera nulla, anzi, come un cagnolino fedele cerca sempre di conquistare la sua stima e considerazione, una ricerca purtroppo vana.
Dopo la morte del padre le cose non migliorano, anzi, se Crudelia non desidererebbe altro che stringersi a sua madre e trovare, in lei e con lei, consolazione a quel dolore, la donna invece diventa ancora più distante, arrabbiata e risentita, fa i bagagli e parte senza dare notizie di sé.

Crudelia cresce così, desiderando sempre di entrare nel cuore di quella donna che ama e ammira, nel mentre però sarà circondata da tantissimo amore, quello della sua istitutrice Miss Pricket, che l'ha cresciuta come una figlia, quello della cuoca Mrs. Braddley che tiene a lei come fa una qualsiasi nonna con una nipote, quello della migliore amica Anita e della cagnolina Peggy (vi dicono niente questi nomi?), e poi quello di Jack Shortbottom, l'uomo che la farà sentire più importante di qualsiasi cosa.

Eppure tutto questo non sembra colmare la ferita di quel calore materno mai conquistato.
E Lady Demon - che a sua figlia non ha dato altro che vestiti, lezioni di superficialità e disprezzo, e il cui massimo insegnamento è stato l'imperativo "Distinguiti", l'ordine a distinguersi dalla massa - purtroppo, con il suo comportamento, ha seminato nel cuore di sua figlia il seme della diffidenza, del rimorso e dell'invidia.

Così, dolore dopo dolore, delusione dopo delusione, il cuore di Crudelia diventa arido e oscuro. Gelido di fronte alla felicità degli altri, vendicativo contro chi ha tradito i suoi desideri e ossessionato dalla malata idea di conquistare a tutti i costi l'affetto materno.

Nel complesso ho apprezzato sinceramente la creatività e la fantasia di Serena Valentino. La storia dell'infanzia di Crudelia, il dolcissimo rapporto con Lord De Mon, il desiderio disperato di essere amata da quella madre così fredda ed egoista, l'amicizia con Anita, la meravigliosa storia d'amore con Jack, e tutta la complessità dei sentimenti che la animano nel corso della vita: i dolori, le delusioni, i momenti di spensieratezza e felicità, mi hanno fatta appassionare alla storia e me l’hanno fatta percepire come vera.
E poi successivamente le gelosie, le invidie, la rabbia, il disperato bisogno di Crudelia di sentirsi amata da sua madre - sentimento, che alla fine, la porterà alla perdizione - mi hanno fatto provare sincera tenerezza per lei, prima, e profonda pena poi.
Le ho voluto bene in molti frangenti e l’ho detestata in altri.
L’ho trovata troppo ingenua in molte circostanze, spesso incoerente, incattivita con le persone sbagliate e per i motivi sbagliati, e magnanima con chi non meritava la sua indulgenza.
Profondamente insicura, tremendamente infelice.
Forse non sono stata in grado di comprendere pienamente il suo desiderio conquistare una madre evidentemente anaffettiva ed egoista, quando invece era già circondata da tantissimo amore di persone genuine e altruiste, ma questa sua costante ricerca forse l’ha resa anche più umana e fallibile.

Però c’è un però.
Posso dire senza dubbio di aver apprezzato tutta la parte ignota della storia di Crudelia, ovvero quella creata dalla penna della Valentino, ma non ho apprezzato come questa, sul finale, si ricongiunga con la storia che già conosciamo.
Per me, e per come è stata ideata la storia della vita di Crudelia, quella conclusione non ha alcun senso. Avrei apprezzato maggiormente se l’autrice ci avesse rivelato una nuova versione dell’epilogo della storia (come succede in Maleficent), e se invece voleva davvero mantenere come vero il finale che conosciamo, avrebbe dovuto costruire un anello di congiunzione tra le due storie un tantino più solido e credibile.
Così invece sembra mancare un pezzo, il pezzo di storia che porta dalla trasformazione di una Crudelia ferita a quella di una Crudelia folle.
Da una Crudelia che inizia a capire che la causa dei suoi dolori risiede in sua madre a una Crudelia che, senza motivazioni sensate, decide di spostare i suoi rimorsi sulla sua ex migliore amica e sui cuccioli della sua ex cagnolina.

Insomma a deludermi è l’intento.
Questa storia doveva esistere per giustificare la follia del personaggio, invece fa tutto fuorché questo.
Ci fa affezionare a lei, ci fa provare empatia per questa ragazza sfortunata, e poi la fa impazzire senza una buona motivazione.
Apprezzo davvero moltissimo il lavoro svolto dalla Valentino, ma per me anche in questa versione della storia il personaggio di Crudelia De Mon continua a mancare di credibilità. La sua crudeltà a maggior ragione è ingiustificata perché rivolta ai soggetti sbagliati.
Come rivisitazione, a questo punto, ho preferito quella del film Cruella, che ci racconta una nuova e ignota versione anche del finale della storia.

Detto questo, spero comunque che Giunti porti in Italia anche gli altri libri che Serena Valentino ha dedicato ai Villains, perché (finale a parte) la storia mi ha davvero appassionata ed emozionata e vorrei conoscere anche le vite che, la sua fantasia, ha regalato agli altri cattivi delle fiabe.

Ringrazio Giunti per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo romanzo

il mio voto per questo libro


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