giovedì 13 luglio 2023

Recensione: "Io non ho paura" di Niccolò Ammaniti

Ciao a tutti avventori!
Oggi voglio parlarvi di un libro che sicuramente conoscete o di cui avete sentito parlare, ovvero "Io non ho paura" di Niccolò Ammaniti.
Io ne avevo vista, tanti anni fa, la trasposizione cinematografica, ma non ricordavo quasi nulla, se non qualcosa di molto, molto vago.
Vi starete probabilmente chiedendo come, o da cosa, sia nata la voglia di leggerlo.
Be' per la serie "il desiderio di un libro può nascere davvero da qualsiasi cosa" vi dirò che quello di questo è nato da una discussione su Twitter.
C'era una foto di una scena del film e, sotto questa, tutti commentavano dicendo quanto fosse stato traumatico, ma anche emozionante, vedere il film e/o leggere il libro.
Quindi ecco, non ricordo chi tu fossi, autore di quel tweet, ma sappi che se ho deciso di imbarcarmi in questa lettura è stato a causa tua XD

Titolo: Io non ho paura
Autore: Niccolò Ammaniti
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: 6 Giugno 2011
Pagine: 230
Prezzo: 14,00 €

Trama:
Michele Amitrano, nove anni, si trova di colpo a fare i conti con un segreto cosi grande e terribile da non poterlo nemmeno raccontare. E per affrontarlo dovrà trovare la forza proprio nelle sue fantasie di bambino, mentre il lettore assiste a una doppia storia: quella vista con gli occhi di Michele e quella, tragica, che coinvolge i grandi di Acqua Traverse, misera frazione dispersa tra i campi di grano.


Recensione:
"Io non ho paura" racconta le vicende avvenute durante la torrida estate del 1978 ad  Acqua Traverse, un desolato e immaginario paesino di campagna, situato in un punto imprecisato del sud Italia. 
La storia è narrata dal punto di vista di Michele Amitrano, un bambino di nove anni.
Michele, come ogni estate vissuta nel piccolo, noioso e assolato paesino, trascorre le sue giornate con gli altri bambini del posto, tra giochi, gare e penitenze. 
Un giorno, mentre si trova in esplorazione con i suoi amici, in una zona un po' fuorimano, fa una terribile scoperta, che cambierà non solo il corso della sua estate, ma anche quello di tutta la sua esistenza.
In un buco nel terreno, coperto alla vista da un telone di plastica, trova il corpo di altro bambino che successivamente scoprirà essere Filippo Carducci, figlio di un ricco industriale del nord.

Michele, dopo lo spavento iniziale che lo porterà a fuggire via dandosela a gambe levate, inizia a prendersi cura di Filippo, portandogli cibo e acqua, ma soprattutto tenendogli un po' di compagnia e cercando di scoprire, man mano, sempre più informazioni sul suo conto.
Perché si trova lì? Chi è stato a fargli questo?

La realtà, che ovviamente non voglio svelarvi, cambierà la sua visione del mondo, del bene e del male, e di come quest'ultimo possa celarsi anche dietro il volto delle persone meno sospettabili, in quelle in cui nutriamo ceca fiducia.

Come vi ho anticipato, il libro è narrato dal punto di vista di Michele, e nonostante sia raccontato da una voce ingenua (forse un po' troppo per i tempi e per a sua età)  riesce a trasmettere al lettore l’angoscia e la drammaticità della situazione.
La scrittura è coinvolgente e riesce a creare un’atmosfera inquietante che tiene il lettore incollato alle pagine fino al finale (che mi ha lasciato decisamente l'amaro in bocca).

Nonostante il libro mi sia piaciuto (ha sicuramente suscitato in me le sensazioni che una storia del genere avrebbe dovuto generare: orrore, disgusto, rabbia e angoscia) non ho potuto fare a meno di storcere il naso davanti ad alcune decisioni o scelte del protagonista.
Mi sono chiesta: "a quei tempi, a nove anni, si era davvero così ingenui?"
Michele vede con i suoi occhi, e sente con le sue orecchie, alla televisione, la madre di Filippo, piangere disperata, fare un appello ai rapitori. Dunque in quel momento dovrebbe avere chiaro quasi tutto, capisce la situazione, cosa è successo e chi sono i colpevoli, ma non fa assolutamente nulla per liberare il bambino dalla sua prigionia, anzi peggio...
Fa uscire Filippo dal buco in cui è tenuto prigioniero e, anziché portarlo in bici al paese vicino (anche senza denunciare i colpevoli) gli fa fare un giretto e poi lo riporta prigioniero nel suo buco. 
Confesso che, dal divano di casa mia, l'ho trovato assurdo.
Con questo non voglio giudicare le sue azioni, ma appunto dire che io stessa mi sono messa in discussione, mi sono chiesta cosa avrei fatto al suo posto? Mi sarei comportata diversamente?
E, sempre dal divano di casa mia, mi sono risposta ovvio che sì! Avrei agito diversamente.

Se Michele - nonostante io non abbia condiviso molti dei suoi comportamenti - si dimostra comunque coraggioso e sensibile, spaventato e destabilizzato dalla situazione, si dimostra in una parola UMANO, mentre ho trovato tutti gli altri protagonisti un nugolo di persone prive di qualsiasi tipo di intelligenza, sia culturale che emotiva. Esseri volgari e bruti privi di sensibilità.

Acque Traverse rappresenta il tipico paesino abitato da persone grette, ignoranti, prive di alcuno scrupolo.
Chi ha rapito e costretto Filippo nella sua agonizzante prigionia lo fa dimostrando, anche in questo, nessuna logica e ragionamento.
I rapitori agiscono guidati dall'invidia, e dalla rabbia per la loro posizione sociale e non fanno che dar sfogo alle loro frustrazioni su quel bambino, figlio di genitori benestanti, e che, a differenza loro, ha quello che loro non avranno mai... un'anima innanzitutto.
Lo hanno rapito per avere un riscatto e cambiare le sorti delle loro deplorevoli vite (come se bastasse il denaro a colmare le lacune delle loro spregevoli esistenze), ma guidati appunto dalla rabbia non pensano che preservare la vita di quel bambino sia l'unico modo per arrivare a ottenere ciò che desiderano, anzi, infieriscono su di lui in modo ignobile, trattandolo come se fosse un pupazzo di pezza senza alcuna dignità, e mettendo severamente a rischio la sua vita.

Anche nel loro comportamento ho trovato qualcosa di non del tutto credibile.
Insomma tra i rapitori ci sono mamme e papà, i loro figli hanno la stessa età di Filippo, possibile che nessuno abbia un po' di umanità nei confronti di quel bambino?
Ok le persone senza umanità esistono ma è possibile che si siano tutte ritrovate tutte all'interno dello stesso paesino?
Possibile che anche chi, tra loro, si trova in condizioni economiche decisamente migliori, si sia lasciato coinvolgere in qualcosa di tanto abominevole?

E se sugli adulti di Acqua Traverse si può stendere un velo pietoso, i bambini non sono poi tanto migliori.
Teschio in primis, ma anche Salvatore, migliore amico di Michele, mostrano con le loro azioni, la loro omertà e i tradimenti, quanto l'ignoranza dei loro genitori sia permeata e abbia contaminato il loro carattere..

Filippo, il bambino rapito, mi ha fatto commuovere e disperare. 
Ho desiderato con tutta me stessa vederlo tornare libero alla luce del sole, tra le braccia dei suoi cari.
E' stato straziante leggere della sua prigionia, e allo stesso tempo dolce assistere al legame che, poco a poco, si viene a creare tra lui e Michele, leggere di quel povero bambino che, nonostante la sua situazione disperata, vedeva nei fugaci incontri con il nuovo amico, un momento di speranza ed evasione.

Il finale mi ha lasciato un grande senso di insoddisfazione.
Non si può leggere un libro del genere senza desiderare di arrivare alla fine solo per vedere Filippo tornare finalmente tra le braccia della sua mamma, invece ho dovuto dare sfogo alla mia immaginazione e creare un finale tutto mio, dove la giustizia vince, e il male è sconfitto.

Vi consiglio di leggere questo libro?
Sinceramente non so dirvelo.
E' sicuramente emozionante, ma fin troppo crudo e straziante, e se siete troppo sensibili probabilmente non fa per voi.

Cosa mi dite conoscevate già questa storia?
Avete letto il libro o visto il film?

il mio voto per questo libro


lunedì 10 luglio 2023

Recensione: "Malvina Moorwood. Il mistero del castello" di Christian Loeffelbein

Rieccoci dopo una lunga pausa a fare quello che sappiamo fare meglio, e che ci piace fare di più, ovvero condividere con voi il nostro amore per le storie e per i libri. 
Dopo un bel periodo in cui sono stata tanto impegnata da non riuscire più a leggere un libro (eccetto quelli di studio), rieccomi finalmente abbastanza libera da dedicarmi alla lettura per puro piacere, e cosa potevo scegliere, per il mio grande ritorno, se non una bella avventura per ragazzi?

Titolo: Malvina Moorwood. Il mistero del castello
Autore: Christian Loeffelbein
Illustrazioni: Julia Christians
Editore: Edicart
Data di pubblicazione: 2 Dicembre 2021
Pagine: 320
Prezzo: 14,90 €

Trama:
Malvina Moorwood è intelligente, impertinente e soprattutto molto veloce - e non solo quando si tratta di divorare il dessert! 
Quando i suoi genitori decidono di vendere il vecchio castello di famiglia, Malvina pensa subito: "Non se ne parla proprio!"
Con grande intuito, abilità e una buona dose di coraggio, insieme al suo amico Tom si butterà a capofitto in un'avventura mozzafiato pur di salvare il castello di Moorwood. 
Tra mille peripezie non solo s'imbatterà in un autentico fantasma e in una vecchia maledizione di famiglia, ma anche in una pergamena misteriosa che nasconde un tesoro molto promettente...

Recensione:
Come vi accennavo nell'introduzione di questo post, per rituffarmi nel mondo dei libri ho scelto il primo capitolo della serie dedicata a Malvina Moorwood, una vivace e intraprendente ragazzina di undici anni, che vive con la sua strampalata famiglia nella dependance di un antichissimo castello in rovina.

La copertina è stupenda e mi ha incuriosita subito, l'edizione è curatissima e illustrata con le simpaticissime tavole in bianco e nero di Julia Christians, e la trama l'ho subito trovata affascinante.
Sapete quanto mi piacciano le storie ambientate in luoghi solitari e decadenti...

Be' se anche voi, come me, amate i libri dove avventura e mistero fanno da padroni "Malvina Moorwood. Il mistero del castello" fa proprio per voi, perché pur essendo un libro molto leggero e divertente, per ragazzi, vi terrà per tutto il tempo incollati alle pagine, seguendo le vicende della protagonista che si ribella alla decisone della famiglia di vendere l'antico castello di famiglia.
Vi chiederete per tutto il tempo: come riuscirà Malvina a ribaltare la sorte di Moorwood Castle?

Ma facciamo un passettino indietro, ovvero perché i Moorwood vogliono sbarazzarsi del loro castello? Di quella che dovrebbe essere a tutti gli effetti la preziosa e inestimabile eredità di famiglia?
Be' perché al momento di prezioso, il vecchio maniero inglese, sembra avere ben poco.
Cade letteralmente a pezzi, le sue stanze sono suddivise in "vietate, severamente vietate e severamente vietate in modo ancora più tassativo". 
Per ristrutturarlo e riportalo agli antichi fasti servirebbe una cifra che i Moorwood non riescono neanche ad immaginare. 
Per questo la vendita è l'unica scelta da prendere in considerazione, con neanche tanta tristezza poi, infatti mentre tutti sono entusiasti di lasciarsi alle spalle quelle polverose rovine, in favore di un'appartamento ben più comodo e moderno, l'unica che non riesce a sopportare nemmeno l'idea di abbandonare il castello è Malvina.




Lei, al contrario delle vanitose gemelle Amalia e Georgina, e del fratello Tristan, ama il castello, le sue stanze segrete, i suoi misteri, persino i suoi fantasmi! E quando zia Frida le mostra quella che sembra essere una mappa del tesoro, legata ad una terribile maledizione che sembra colpire chiunque provi a  mettere la fortezza in vendita, decide che quel tesoro deve essere rinvenuto a tutti i costi, e sarà lei a farlo! 
Sarà lei ad assicurarsi che Moorwood Castle resti nelle mani dei Moorwood e di nessun altro.

Ma non farà tutto questo da sola. perché Malvina è, sì determinata e testarda, ma per risolvere rompicapi, decifrare messaggi in codice, tradurre testi in latino, la persona giusta non può essere altri che Tom, il suo migliore amico.
I due formano una coppia perfetta che si sostiene e si completa a vicenda, con qualche piccolo litigio qua e là, dovuto alle loro differenze caratteriali
Malvina è ribelle, cocciuta, curiosa, determinata. Non si lascia intimidire da niente e da nessuno e ha sempre una battuta pronta. 
Forse un'aspetto del carattere che non ho tanto apprezzato di lei e che mi ha fatto un po' storcere il naso è la sua impazienza e irascibilità.
Tom, invece è intelligente, coraggioso, razionale, leale, gentile e un po’ timido, forse anche un po' troppo sottomesso alle prepotenza dell'amica.
Due personaggi ben caratterizzati che messi insieme fanno scintille.
Anche gli altri componenti della famiglia sono simpatici e particolari, sarebbe stato bello se avessero avuto più spazio all'interno della storia.




L'ambientazione è davvero affascinante, il vecchio castello inglese con le sue stanze, le segrete, le gallerie sotterranee (e addirittura delle vere e proprie catacombe!), è l'ideale come scenario per una storia di segreti,  maledizioni, fantasmi e tesori nascosti.

Il libro è un mix perfetto di avventura, mistero e humor. E' scritto in modo fluido e coinvolgente, con un linguaggio semplice, ma ricco di immagini e descrizioni. 
Il ritmo è serrato e le scene si susseguono con colpi di scena e momenti di suspense. 
Il tono è leggero e divertente, ma anche emozionante e drammatico quando serve.

In conclusione, vi consiglio di leggere questo libro se vi piacciono le storie avventurose, misteriose e divertenti, con dei personaggi simpatici e originali. Vi assicuro che non ve ne pentirete!
Io ora sono curiosissima di leggere il secondo capitolo della serie e ho appena visto che ne esiste anche un terzo! Spero arrivi anche questo presto da noi, sono convinta che per i ragazzi servano più storie così.

Spero che questa recensione vi sia piaciuta e vi abbia invogliato a leggere il libro. 
Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate e se avete già letto o vorreste leggere “Malvina Moorwood. Il mistero del castello”.
 A presto!

 il mio voto per questo libro






giovedì 13 aprile 2023

Review Party - Recensione in anteprima: “La custode di parole” di Alric Twice e Jennifer Twice

Titolo: La custode di parole
Titolo originale: La Passeuse de mots
Autore: Alric Twice e Jennifer Twice
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 4 Aprile 2023
Pagine: 540
Prezzo: 21,90 €


Salve avventori, oggi vi parlo di un titolo in anteprima, che ho avuto modo di leggere termite la partecipazione al relativo Review Party.
Trattasi del libro "La custode di parole", edito Mondadori, scritto a quattro mani dai fratelli francesi Alric Twice e Jennifer Twice.
Il libro è solo il primo della trilogia fantasy dedicata al potere delle parole.
Vediamo insieme la mia opinione a riguardo, e se avrò o meno la voglia e la curiosità di proseguire con la lettura della saga...
Voi ne avete già sentito parlare? Vi siete fatti una vostra opinione a riguardo?
Aspetto i vostri commenti e vi invito a leggere le recensioni delle mie colleghe... ovviamente dopo aver letto la mia! 😆



Trama:
«Non ho mai visto nessuno amare le parole come te. E quando dico "amare"' parlo di vero amore. Tu parli ai libri. Ma è ora che tu scopra il mondo fuori dalle pagine, che lo guardi con i tuoi occhi. Parti all'avventura. Il mondo ti aspetta a braccia aperte. Ma per questo dovrai spiccare il volo, assumerti dei rischi. Staccati da ciò che ti trattiene. Trova la tua strada, non solo quella che vogliono scrivere per te»

Recensione:
Ho letto questo libro in anteprima, dunque l’ho iniziato letteralmente a scatola chiusa, attirata dalla  bellissima copertina che, come potete ben vedere, cattura immediatamente l'attenzione e sa di amore per i libri, incanto e magia *-*
Fatta eccezione per le poche frasi presenti come sinossi (quelle che potete visionare nella sezione "Trama" di questa recensione, e che non dicono poi molto sul contenuto della storia) e l’età di lettura (12 anni - assolutamente inadeguata), non sapevo altro.

Quello che mi aspettavo di trovare? Una dolce favola per ragazzi, colma di storie, paesaggi incantevoli e messaggi che fanno bene al cuore.
Be' dopo un prologo spiazzante, che mi ha fatto temere il peggio, è cominciata la storia che pareva avere le buone premesse per rispondere all’idea che di essa mi ero fatta.
Arya ha diciannove anni, e vive con la sua famiglia a Hélianthe, capitale di Hélios.
La sua vita scorre serena e placida da sempre. Non è mai uscita dal regno, ma attraverso i libri, suoi inseparabili amici, ha viaggiato in mille storie e vissuto mille vite. 
Da non dimenticare, poi, la sua passione per i pasticcini e il loro inebriante profumo, odore che riempie da sempre la sua casa di amore e dolcezza.
Sua madre, infatti, è la spettabile pasticcera che serve l’intero regno, comprese le rinomate cucine reali, e i dolci sono, per lei, il modo per far sentire amata e coccolata la sua famiglia.
Arya l’aiuta spesso e volentieri e, soprattutto in occasione di festa, il suo supporto è indispensabile. 
E a proposito di festeggiamenti, oltre ad essere imminente il suo compleanno, una festa ben più importante interessa il regno di Hélios, che si appresta a uno degli eventi più importanti della sua storia, ovvero l'anniversario del Trattato Galizia, che sancisce le regole affinché magici e non magici vivano serenamente senza prevaricare gli uni sugli altri.
Ma questo Trattato, pur avendo generato la pace nel Regno per oltre un ventennio, come ogni cosa, non mette d'accordo tutti.
Animi e voci di protesta sembrano farsi sempre più vivi di anno in anno, c'è chi afferma infatti che questo Trattato abbia solo limitato la libertà dei magici di esprimere se stessi. Tuttavia le rivolte sembrano essere isolate e pacifiche, almeno questo è quello che sembra...
Il giorno della Cerimonia del Trattato, infatti, qualcosa di terribile manda la vita di tutta Hélios in frantumi, e Arya si ritrova così nella solitudine e nella disperazione a osservare inerme il suo mondo distrutto. Ed è quando è ormai pronta anche lei a soccombere che riceve l'incarico a cui è destinata e che le cambierà la vita per sempre:  quello della "Custode di parole". 
La sua missione? Salvare il Regno, ritrovare la sua famiglia e il principe Aïdan, il minore dei tre principi, con cui ha coltivato una segreta amicizia sin dai tempi dell'infanzia.

Ma, nel suo viaggio non sarà poi così sola, al suo fianco Killian Nightbringer, ladro sbruffone dall'identità misteriosa (indossa sempre una maschera), Saren generale protettivo e paterno, e Alric una creatura detta Dhurgal che, in poche parole, sarebbe una sorta di vampiro.

Sulla storia non voglio aggiungere altro, vi dico solo che se da principio (per intenderci mi riferisco ai primi 10 capitoli di un libro che ne conta SETTANTATRÉ) mi stava piacendo abbastanza, poiché mi ricordava le vecchie fiabe, con cui siamo cresciuti, un misto tra la Bella e la Bestia e Cenerentola, con questa giovane ragazza, rinchiusa nel suo piccolo mondo dorato, ma con una grande sete di avventura e conoscenza che riesce a malapena a colmare grazie ai libri, e la sua enorme passione per i ricevimenti regali.
Poi però, purtroppo, tutto si è trasformato in qualcosa di caotico e confusionario, un fantasy mal scritto, tedioso, a tratti grottesco e raccapricciante.
Ora, il genere non è sicuramente tra i miei preferiti e questo ha influito sicuramente un tantino nello stato d'animo con cui, da un certo punto in poi, mi sono relazionata alla lettura, e questo è normale quando ti aspetti una lettura leggera e spensierata e poi ti ritrovi a leggere qualcosa che è tutto il contrario. Ma il mio giudizio, decisamente non positivo, prescinde da questo.

Ho letto un po' di fantasy nella mia vita e, anche non rientrano in quella che posso definire "la mia comfort zone", se scritti a dovere anche quelli riescono a farmi appassionare ed immergere nella storia, ma non è assolutamente questo il caso.

La scrittura dei fratelli Twice è prolissa e ridondante, colma di dialoghi infiniti, ripetitivi, noiosi e futili.
Diciamo che su quasi 600 pagine più della metà consiste in un eterno, infantile e fastidioso battibecco tra Arya e Killian, il che, inutile a dirlo, me li ha resi entrambi insopportabili.
A parte questo non c'è molto altro, i personaggi, i luoghi, il worldbuilding... tutto è abbozzato, e per nulla descritto, così come non sono approfonditi i sentimenti della protagonista.
Anche questo fantomatico potere legato alle parole, non ha poi questa grande rilevanza all'interno della storia e non ho capito quale differenza ci sia tra questa e la comune magia della quale tutti i magici sono comunemente in possesso... non è legata alle parole anche quella? Mah!
 
Nell'interminabile viaggio, che che il nostro variegato quartetto protagonista, il gruppo affronta varie tappe e molte di queste mi sono parse futili ai fini della storia, come un voler a tutti costi allungare un brodo che, piuttosto, sarebbe  stato preferibile restringere.

Inoltre l'età di lettura indicata (12 anni) è decisamente inappropriata in un libro in cui vengono descritte scene cruente, macabre, sanguinante e fisicamente esplicite.

Insomma ho fatto davvero fatica nel forzarmi a portare a temine questa lettura e, oltre alla bellissima copertina, e alle primissime pagine (dove ancora nutrivo la speranza che potesse scaturirne qualcosa di buono), non riesco a promuovere null'altro.
Voglio comunque premiare lo sforzo di aver scritto una storia complessa di quasi 600 pagine, ma anche questo, ahimè, anziché essere un punto di forza, si è rivelato l'ennesimo scoglio in cui tutte le mie buone intenzioni sono andate ad infrangersi... immaginate di dover leggere e finire un libro che non vi sta piacendo per niente e che, perdi più, vi appare (e lo è davvero!) infinito 😓
Il tipico caso in cui mettere meno carne a fuoco, meno dialoghi, meno vicende, avrebbe giovato al libro stesso e al lettore. 
Il detto "less is more" qui è più vero che mai.
Ora pensate se ho la minima voglia/intenzione di leggere i seguiti per sapere come andrà a finire la storia... no grazie!

il mio voto per questo libro

giovedì 16 marzo 2023

Recensione: “La casa sul mare celeste” di TJ Klune

Titolo: La casa sul mare celeste
Autore: TJ Klune
Editore: Oscar Vault
Data di pubblicazione: 13 luglio 2021
Pagine: 348
Prezzo: 18,00 € 

Trama:
Linus Baker è un assistente sociale impiegato al Dipartimento della Magia Minorile. 
Il compito che esegue con scrupolosa professionalità è assicurarsi che i bambini dotati di poteri magici, cresciuti in appositi istituti in modo da proteggere quelli "normali", siano ben accuditi. La vita di Linus è decisamente tranquilla, per non dire monotona: vive in una casetta solitaria in compagnia di una gatta schiva e dei suoi amati dischi in vinile. 
Tutto cambia quando, inaspettatamente, viene convocato nell'ufficio della Suprema Dirigenza. È stato scelto per un compito inconsueto e top secret: dovrà recarsi su un'isola remota, Marsyas, e stabilire se l'orfanotrofio diretto da un certo Arthur Parnassus abbia i requisiti per rimanere aperto. 
Appena mette piede sull'isola, Linus si rende conto che i sei bambini ospitati nella struttura sono molto diversi da tutti quelli di cui ha dovuto occuparsi in passato. 
Il più enigmatico tra gli abitanti di Marsyas è però Arthur Parnassus, che dietro ai modi affabili nasconde un terribile segreto. 
Un'incantevole storia d'amore ambientata in una realtà fantastica, meravigliosamente narrata, su cosa significhi accorgersi che, a volte, si può scegliere la vita che si vuole. E, se si è abbastanza fortunati, magari quella vita ci sceglie a sua volta.

Recensione:
Sapete quando vedete un libro ovunque e questa sovraesposizione vi toglie qualsiasi curiosità a riguardo?
A me è successo spesso e sicuramente mi succederà ancora, ed è accaduto anche con “La casa sul mare celeste” di TJ Klune.
Pensavo si trattasse dell’ennesimo caso editoriale strapompato, di cui tutti (guarda caso) parlavano sempre benissimo.
Non mi ero mai soffermata neanche a leggerne la trama, perché ormai lo sapete, non mi piace conoscere troppo dei libri che prima o poi ho intenzione di leggere.
Ultimamente però mi è capitato di leggere opinioni contrastanti a riguardo, divise tra chi lo definiva bellissimo e chi una noia mortale, questo contrasto di opinioni, mi ha fatto venire sempre più la curiosità di farmene una mia.
Da quale parte sarei stata?
Così non ho aspettato troppo e ho deciso che sarebbe stata la mia prossima lettura.

E alla domanda che ho visto spesso fare ultimamente ad apertura delle recensioni di questo titolo, ovvero:
È davvero così bello questo libro?
Ora posso dare anch’io la mia risposta:
Sì, lo è!

L’ho letto in pochi giorni, appena ne avevo il tempo tornavo tra le sue pagine, dove non vedevo l’ora di rituffarmi.
“Non vorresti essere qui?”
Cita la frase stampata sul tappetino del mouse di Linus Baker - il protagonista di questa storia - un tappetino su cui è raffigurata una meravigliosa spiaggia bianca, un cielo azzurro, e uno sconfinato mare celeste.
E io - come lui che desiderava poter solo staccare la spina dalla scrivania del suo triste ufficio, e dalla monotonia della sua grigia vita, ed essere su quella spiaggia assolata - bramavo il mio tempo libero per potermi rituffare nella lettura e, improvvisamente, ero anch’io lì, con il protagonista, in quella magnifica casa a picco sull’oceano, abitata dai suoi straordinari inquilini.

Linus Baker è un’assistente sociale che lavora per il DIMAM, il Dipartimento della Magia Minorile, le sue giornate sono tutte più o meno uguali fino a quando non gli viene assegnato un caso di messima segretezza, livello quattro per essere precisi! Così viene spedito, senza alcuna possibilità di scelta, sull’isola di Marsyas, dove sorge un orfanotrofio gestito dall’enigmatico Arthur Parnassus, un uomo molto affascinante, ma anche molto misterioso.
Linus, come sempre, è chiamato a verificare che la struttura sia gestita secondo le regole citate nel “Manuale delle norme e dei regolamenti”, e che i suoi piccoli ospiti crescano sereni e al sicuro.
Sei bambini, sei casi assolutamente straordinari e particolari, che il DIMAM ha voluto relegare in un posto lontano e segreto proprio per la loro natura così fuori dal comune.

Non voglio rivelarvi di più della trama, perché non voglio rovinare a nessuno la sorpresa della lettura, vi dico solo che mi sono affezionata a ogni bambino.
Come per Linus, il primo impatto con loro è stato spiazzante, ma pagina dopo pagina li ho amati tutti, e non potrebbe essere altrimenti perché ognuno di loro ha rivelato dolcezza, ironia, simpatia, tenerezza.
Bambini peculiari che, oltre che per il loro aspetto e i loro poteri si distinguono per l’unicità dei loro caratteri e nel modo di affrontare la vita. Ricorderò sempre il macabro umorismo e il pungente sarcasmo della piccola Talia e del piccolo Lucy; la dolcezza di Chauncey e Theodore, la profondità di Sal e di Phee.
Ve li descrivo appositamente per ciò che mi ha colpito del loro carattere e non per le loro sembianze, perché la loro natura straordinaria, e questo ci tiene a sottolineare più volte l’autore, non inficia la loro essenza.
L’aspetto, i poteri, non cambiano ciò che sono: degli amorevoli bambini, (probabilmente la combriccola di ragazzini più simpatica e divertente che l’assistente sociale avrebbe potuto trovare) un po’ scottati dalle esperienze passate, un po’ ammaccati, un tantino insicuri, e per questo in cerca di amore, cura, affetto e protezione.




Questo romanzo è una vera e propria coccola, un libro che fa bene al cuore, che regala sorrisi di gioia e lacrime di commozione. Probabilmente il libro più tenero e dolce che mi sia capitato di leggere.
Non ci troverete grandi colpi di scena, un finale sorprendente o un’evoluzione inaspettata nella trama.
Non ce li troverete perché qui sarebbero cose inutili e superflue.
I protagonisti di questa lettura sono cose semplici e, allo stesso tempo fondamentali e rare, come i buoni sentimenti, gli importanti insegnamenti, e tanto, tanto sconfinato amore.
È l’abbraccio di cui si ha bisogno, la pacca sulla schiena, la parola di conforto, il bacino della buonanotte, la coperta calda in una sera di inverno, una fetta di torta a fine pasto, un gelato in una calda giornata di estate.
È ciò di cui si ha bisogno nel momento di sconforto. È speranza.

I personaggi sono vividi, e caratterizzati in maniera straordinaria. Mentre leggevo di loro pensavo ad un ipotetico cast per un eventuale film, e sarei davvero curiosa di poterlo vedere sul grande e piccolo schermo, prima o poi, magari diretto da Chris Columbus, un regista che sono sicura saprebbe ben rendere l’allegria e la tenerezza di questa storia, che mi è parsa un po’ la versione zuccherosa della ben più tetra e macabra saga di Ransom Riggs e dei suoi bambini speciali.

Ma qui non ci sono incubi o mostri, gli unici nemici sono i pregiudizi, il rifiuto e la paura verso quello che non si conosce e di cui si ha timore.
I bambini magici e la loro straordinaria natura non sono che il pretesto per parlare di questo: l’ignoranza che imprigiona le menti nelle proprie stupide, sciocche convinzioni.
TJ Klune ha dato vita ad una bellissima storia che altro non è che una metafora per dire al mondo: “Sveglia! Sveglia e guarda oltre le apparenze, perché ciò che siamo fuori non definisce ciò che siamo dentro. E ciò che “potremmo essere se...” non è ciò che siamo o saremo”.

“I cambiamenti spesso prendono avvio dal più flebile dei sussurri. Sta alle persone che ci si riconoscono trasformarlo in un ruggito.”

Non aggiungo altro se non un invito a leggere questa storia.
Perché, ve lo assicuro, anche voi vorreste essere lì 🌈


il mio voto per questo libro

lunedì 9 gennaio 2023

Recensione: "Vita e avventure di Babbo Natale" di Lyman Frank Baum

Titolo: Vita e avventure di Babbo Natale
Autore: Lyman Frank Baum
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 2 novembre 2021
Pagine: 176
Prezzo: 12,00 € 

Trama:
Trovato in fasce ai margini del bosco e allevato da una ninfa, Claus dimostra fin da piccolo di avere un cuore d’oro. E infatti, una volta cresciuto, la sua unica missione diventa rendere felici tutti i bambini del mondo. Ci riuscirà con l’aiuto delle creature magiche della foresta e una grande forza di volontà, finendo così per essere considerato un santo: Santa Claus, il nostro amato Babbo Natale.

Recensione:
Tutti conosciamo Lyman Frank Baum per il suo classico senza tempo "Il mago di Oz", eppure tra le sue opere meno note, annoveriamo anche una magica storia di Natale, che ha per protagonista proprio la misteriosa figura di Santa Claus.
"Vita e avventure di Babbo Natale" ci guida alla scoperta del personaggio più amato da tutti i bambini, da quando era solo un fagottino innocente, fino a quando, prese le sembianze dell'anziano buffo e generoso, che siamo abituati a conoscere, assumerà i contorni leggendari che tanto amiamo.
La sua storia inizia in modo bizzarro, nell'inaccessibile foresta di Burzee, dove da sempre gli Immortali vivono, lontano dagli occhi indiscreti di noi umani.
E chi l'avrebbe mai detto che proprio uno di noi avrebbe rapito il cuore di uno di loro?
Sarà proprio il piccolo Claus, infatti, che allora era solo un comune neonato senza nome, abbandonato ai margini della foresta, a cambiare le carte in tavola.
Con la sua dolcezza conquisterà il cuore, prima della bellissima fata Necilia, e poi di tutti gli altri immortali di Burzee. Sarà il primo umano a crescere lì, in quel posto stupefacente fatto di incanti e armonia.
Ma per quanto difficile da ammettere, Claus appartiene al mondo ed è lì che deve far ritorno.
Ha così inizio la seconda parte del suo cammino. Claus che, essendo cresciuto in quella foresta incantata, non ha mai vissuto la sofferenza, cerca di aiutare chi non conosce altro che tristezza e povertà.
Approdato alla Valle Ridente, passa le giornate uggiose ad intagliare quelli che, con il tempo, diventeranno i primi giocattoli della storia.
Dapprima saranno i bambini che vivono lì vicino a beneficiare della sua bravura e della sua generosità, fino a quando anche i bimbi dei villaggi lontani non vorranno nulla di più di uno di quei coloratissimi doni fatti di legno, amore e fantasia.
Ma ogni bella storia ha le sue peripezie, ed infatti anche il povero Claus, che non desiderava altro che fare del bene, dovrà ahimè affrontare dei temibili nemici che attenteranno per più volte alla sua vita.
Beh non serve dirvi che la farà franca, voglio però sottolineare come questo racconto, per quanto bizzarro e originale per molti versi (basti pensare alla presenza delle fate), riesce benissimo a connettersi con la tradizione, creando un tutt'uno tra vecchio e nuovo.
Ad esempio il vestito rosso, l'impiego delle renne, lo stratagemma del camino, gli abeti addobbati, le calze appese al camino, la consegna dei regali in una sola notte e persino i giocattoli acquistati dalle mamme e dai papà nei negozi, tutto in questo libro trova la sua spiegazione.
Ogni piccolo particolare, anche il più trascurabile, ha una sua precisa origine e motivazione. E cosa ben più importante nulla appare forzato: tutto nasce in maniera naturale, come la logica conseguenza di un determinato avvenimento.
Devo dire che questa è una delle cose che ho apprezzato di più del libro. In generale si è trattata di una lettura davvero piacevole, perfetta per il clima festivo del periodo. Per alcuni versi mi ha ricordato sia "Un bambino chiamato Natale" che "Miracolo in una notte d'inverno", anche se, al contrario di quest'ultima, l'opera di Baum è meno intensa, sofferta e profonda, e quindi sicuramente più adatta ad un pubblico di bambini.
È una di quelle letture trasversali, che può intrattenere senza problemi gli adulti, affascinati dalle origini della leggenda, e che può far sognare i bambini, facendo capire loro che il buon Claus, seppur cresciuto in circostanze particolari, era solo un piccolo umano, proprio come loro.
Una storia senza tempo, a metà tra sogno e realtà, che ha per protagonista non tanto il Natale in sé, ma l'importanza dell'amore verso il prossimo, il mettere la felicità degli altri anche prima della propria.
E tra tutti i regali che Santa Claus è solito consegnare, non è forse questo quello più importante?

Ringrazio la casa editrice Rizzoli per avermi fornito una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro 

lunedì 19 dicembre 2022

Recensione: “Grande Panda e Piccolo Drago” di James Norbury

Titolo: Grande Panda e Piccolo Drago
Titolo originale: Big Panda and Tiny Dragon
Autori:  James Norbury
Illustrazioni: James Norbury
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 26 aprile 2022 
Pagine: 160
Prezzo: 16,50 € 

Trama:
Grande Panda e Piccolo Drago osservano il risveglio della natura in primavera, ascoltano il rumore della pioggia che rinfresca i pomeriggi d’estate, danzano insieme alle foglie che cadono dagli alberi in autunno, si addormentano sotto il freddo e scintillante cielo dell’inverno. E mentre accendono una candela e bevono una tazza di tè, un nuovo sole sorge e un’altra magnifica avventura li attende. Il viaggio attraverso le stagioni di due amici inseparabili, per imparare che il nostro cammino non è segnato su nessuna mappa, e che per scoprirlo non dobbiamo arrenderci davanti agli errori o alle insicurezze, ma respirare, ascoltare ed esistere.

Recensione:
Grande Panda e Piccolo Drago sono la coppia più improbabile di amici che si potrebbe incontrare.
Così diversi eppure così simili.
Sono due anime dolci, profonde e amiche che si ritrovano ad affrontare insieme un lungo cammino, irto di difficoltà, ma anche di altrettante meraviglie.
Viaggiano in lungo e in largo, assistendo affascinati allo scorrere delle stagioni, alla natura che cambia e muta sotto i loro occhi. 
Dagli eventi più placidi, miti e gentili, come possono essere lo sbocciare di un fiore o il cadere di una foglia, o il semplice starsene con il naso all'insù a guardare un meraviglioso cielo stellato, a quelli più tumultuosi ed emozionanti, come un improvviso acquazzone, una tormenta di neve, un vento giocoso e dispettoso che spazza via tutto.
Panda e Drago sono lì, ad osservare tutto, (spesso sorseggiando del buon tè) con occhi incantati dallo spettacolo della natura e pronti a fornirci inestimabili perle di saggezza.

«Cos’è più importante» chiese Grande Panda, «il viaggio o la meta?»
«La compagnia» rispose Piccolo Drago.


James Norbury, che scrive e illustra di sua mano questa storia, ispirandosi alla filosofia buddista, utilizza le immagini come potente ed immediato mezzo di comunicazione, per far arrivare a tutti i suoi messaggi, quasi fossero degli importanti incantesimi riparatori.

Ci invita, attraverso i due inseparabili amici, a dare peso solo a ciò che ha peso, e a vivere la vita come un’eterna avventura dove nulla è scritto, ma tutto è da scoprire.

Vivere meravigliandosi delle piccole cose, imparando dagli errori, superando le nostre insicurezze, oltrepassando i nostri limiti e gli ostacoli (soprattutto quelli mentali).
Ci suggerisce di ascoltare sempre il nostro copro, e la nostra mente e di fermarci a riposare e respirare quando e quanto ne abbiamo bisogno… e perché no? 
Magari nel mentre potremmo sempre bere una tazza di tè...

«Sbrigati!» squittì Piccolo Drago.
«Abbiamo un mucchio di cose da fare!»
«Il fiume non ha fretta» rispose Grande Panda.
«E nonostante gli ostacoli, arriva sempre dove deve andare.»

Ringrazio Rizzoli per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

lunedì 12 dicembre 2022

Recensione “Enciclopedia della magia” di Poppy David e Jessica Roux

Titolo: Enciclopedia della magia
Titolo originale: A Natural History of Magick
Autori:  Poppy David
Illustrazioni: Jessica Roux
Editore: Il castello editore
Data di pubblicazione: 17 novembre 2021 
Pagine: 64
Prezzo: 16,00 € 

Trama:
La magia è molto più che un movimento di bacchetta e il lancio di un incantesimo. La magia è intorno a noi: basta solo guardare con attenzione. Redatto dal professor Gessner, stimato botanico, questo libro presenta tutto ciò che occorre sapere sulla magia nel nostro mondo. Scoprite come interpretare le risposte dei raggi di sole, leggere i tarocchi, scegliere il famiglio perfetto e individuare l'albero da cui ricavare la bacchetta più adatta alla vostra personalità. Che siate streghe o maghi esperti, o soltanto all'inizio del vostro viaggio, imparerete a riconoscere la magia e, ancora più importante, a incanalarla nel modo giusto

Recensione:
Che siate streghe o maghi esperti, o soltanto all’inizio del vostro viaggio, con questo volume imparerete a riconoscere la magia e incanalarla nel modo giusto.

La magia esiste da molto prima dell’uomo ed è tutta intorno a noi - così affermano le pagine di questo libro, redatto dal professor Gessner, stimato botanico - l’importante è solo saperla leggere e riconoscere.
Queste figure, quelle capaci di riuscire a leggere il modo in cui la natura ci parla e comunica con noi, sono da sempre state definite maghi, streghe, fattucchiere, o guaritrici.

Attraverso le pagine di questo meraviglioso volume illustrato, percorriamo le origini della magia nella storia, come essa è stata e interpretata e interpellata dalle varie culture, il modo in cui ha influenzato, e influenza ancora oggi, alcuni aspetti della nostra vita.


L’enciclopedia della magia ci fornisce un manuale essenziale per comprendere le basi del mondo magico, per imparare a comprendere alcuni eventi e la natura che ci circonda, e i suoi molteplici poteri.
Interpretare i segni, leggere i tarocchi, conoscere il potere della luna, scegliere il proprio famiglio, o il cristallo e il talismano più adatto a noi.
Imparare ad affidarsi alla terra, conoscere le proprietà benefiche o maligne delle piante, scoprire la forza degli elementi e come questi possono condizionare o meno il nostro stato d’animo.

Una vera e propria guida quindi? Quasi.
In realtà il volume racchiude in sé un miscuglio di contenuti storici e di fantasia e questa forse è l’unica pecca di questa "enciclopedia".
Avrei preferito che si fosse scelta un’unica via (quella dei fatti) e seguito solo quella.
A differenza dell’enciclopedia dedicata alle fate (ve ne ho parlato qui), che era - per ovvie ragioni - frutto unicamente della fantasia dell’autrice e delle varie leggende legate al tema, questo mescola, senza fare distinzioni, verità e finzione.
Così accanto a informazioni e fatti storici, proprietà delle piante e dei cristalli, troviamo citati ingredienti di fantasia come il corno di unicorno.



Detto questo, è sicuramente uno splendido volume da collezione, splendidamente illustrato da Jessica Roux, probabilmente non una vera e proprie enciclopedia sull'argomento (ci sarebbe davvero tantissimo altro da dire), ma un prezioso gioiellino da sfogliare con piacere e sfoggiare in libreria.

“Il mondo della magia è reale come le stelle, potente come la forza di un’onda che si infrange nella sabbia, e inarrestabile come il corso delle stagioni.”


Ringrazio Il castello editore per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro