giovedì 10 febbraio 2022

Review Party - Recensione: “Uno di noi è il prossimo” di Karen M. McManus


Salve a tutti avventori!
Con grande piacere partecipo al Review Party dell'attesissimo seguito del libro "Uno di noi sta mentendo" di Karen M. McManus, ovvero "Uno di noi è il prossimo".
Se come me avete letto le vicende di Nate, Bronwyn, Addy e Cooper, sarete curiosi di ritrovarli, anche se, questa volta nelle vesti di "attori secondari", in questa nuova vicenda che ha nuovamente come sfondo una morte misteriosa e il Bayview High, un college dove il pettegolezzo spietato è all'ordine del giorno.
Di seguito la mia recensione e, se volete conoscere anche il parere delle mie colleghe, vi invito a leggere anche tutte le loro.


Titolo: Uno di noi è il prossimo
Autore: Karen M. McManus
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 1 Febbraio 2022 
Pagine: 312
Prezzo: 18,50 €

Trama:
È passato un anno dalla tragica morte di Simon Kelleher, in tanti hanno cercato di imitare la sua app, ma nessuna è riuscita ad affermarsi, anche perché, prosciolti da ogni accusa Nate, Bronwyn, Addy e Cooper, i gossip portati alla luce si sono sempre rivelati poco appetitosi. Fino a questo momento, almeno.

Attraverso la chat degli studenti della Bayview High, infatti, ha preso piede una nuova inquietante versione di Obbligo o verità, destinata a portare alla luce altri oscuri segreti degli allievi della scuola e verso la quale tutti provano una morbosa attrazione. È come se tutti a scuola si fossero dimenticati della fine fatta da Simon.

Tra i primi a essere coinvolti c’è anche Maeve, sorella di Bronwyn, costretta suo malgrado ad affrontare una situazione scomoda, del resto, si sa: a scuola basta commettere un errore per ritrovarti un’etichetta appiccicata addosso per il resto della vita.

La posta si fa via via più alta e quando il gioco prende una piega inaspettata è ormai chiaro che bisogna trovare, e fermare, chi lo sta orchestrando, prima che sia troppo tardi

Recensione:
Sono trascorsi diciotto mesi dalla morte di Simon Kelleher, quando il Bayview High è scosso dalla morte improvvisa e misteriosa di un altro suo studente, le circostanze questa volta sembrano, almeno  apparentemente, molto diverse. O forse non è così?

Karen McManus torna con “Uno di noi è il prossimo” il sequel del suo grande successo “Uno di noi sta mentendo” da cui è stata tratta anche l’omonima serie TV.
L’ambientazione, e i temi trattati sono gli stessi. Ancora una volta, teatro di scena delle vicende è il college americano con i suoi pettegolezzi, gli screzi, gli insulti, la denigrazione, l’emarginazione, e il bullismo. I gruppetti di ragazzi divisi in base alla loro popolarità, o al loro ceto sociale e il conseguente trattamento riservato a chi non fa parte delle cerchie più affermate.

Io e Little Pigo avevano partecipato, in occasione dell’uscita di “Uno di noi sta mentendo” alle "indagini" per cercare di smascherare il colpevole dell’omicidio della vittima Simon Kelleher. Chi tra i suoi compagni Nate, Bronwyn, Addy e Cooper era stato l'artefice della sua dolorosa fine?
Sin dalle prime pagine, sia io che Little Pigo, non avevamo avuto dubbi, nessuno dei quattro ragazzi era colpevole, ma era lo stesso Simon vittima e carnefice.
Dunque se come è ipotizzabile - trattandosi di un thriller - l’intento della McManus, era stato quello di stupire e lasciare il lettore a bocca aperta, con un sonoro colpo di scena, be' mi duole dirlo, ma si è rivelato completamente fallimentare.
Eppure, seppur non potendole riconoscere il merito di aver costruito un romanzo ricco di colpi di scena, devo ammettere che aveva comunque saputo scrivere una storia appassionante e in grado di fornire uno spaccato abbastanza veritiero (seppur poco lusinghiero) della gioventù attuale, dello sfacelo della condizione in cui versano i college americani, e della pericolosità del pettegolezzo, e del cyber-bullismo.

Questa volta il lavoro della McManus è più articolato. La realtà resta la stessa, ma sicuramente il mistero è più fitto, i segreti più intricati e l’indagine più sottile.
Ad alternarsi nella narrazione e quindi a fornirci un resoconto di ciò che accade, sono Maeve, sorella di Bronwyn - che già avevamo conosciuto e apprezzato nel libro precedente - e i suoi due amici Knox e Phoebe.

Il racconto comincia i 6 marzo con l'annuncio da parte di una giornalista di un secondo studente del Bayview High morto nell'arco di poco più di un anno. E poi si torna indietro, a dieci settimane prima, quando tutta la sequela di mosse, per dare il LA alla tragedia finale, deve ancora essere messa in atto. Per gran parte della lettura non sappiamo né chi sia la vittima, né chi siano gli eventuali sospettati, ma scopriamo man mano che un emulatore di Simon Kelleher si è messo all'opera per avere la sua personale vendetta.
Ha creato, come il suo predecessore, un'applicazione che minaccia di rivelare gli oscuri segreti degli studenti del Bayview High, se questi dovessero rifiutarsi di giocare. Per farlo devono solo scegliere: Obbligo o Verità?
Il gioco ha inizio e porta a galla con sé verità scomode, segreti nascosti, e sfide sempre più pericolose.
Anche i tre protagonisti Maeve, Knox e Phoebe, verranno duramente messi alla prova.

Ho empatizzato molto con Maeve, lei è (insieme a Knox) il mio personaggio preferito, lo era stata già nel libro precedente. Al contrario non mi è piaciuta affatto Phoebe, che dovrebbe essere, insieme agli altri due, il terzo personaggio positivo del libro, ma che io ho trovato molto meschina e ipocrita.

Non voglio aggiungere altro riguardo le vicende e gli intrecci ed intrallazzi dei personaggi, del resto un thriller/ giallo va scoperto poco a poco per essere apprezzato al meglio, dico solo che, a differenza del titolo precedente, ho apprezzato maggiormente questo ritorno proprio perché le informazioni per comporre il puzzle sono state rilasciate a poco a poco, a piccole dosi, creando maggiore suspense.
Se nel primo libro per me era sin da subito lampante che nessuno dei sospettati poteva essere il colpevole, ma che bensì l'artefice del piano machiavellico era la stessa vittima, qui (anche se ammetto di aver ancora una volta capito tutto anzitempo) le informazioni per arrivare alla rivelazione giusta sono state fornite a lettura avanzata. Questo ha reso la lettura decisamente più appassionante.

Inoltre credo che il punto vincente di questo genere letterario, come è stato anche per "Tredici" di Jay Asher, sia quello di evidenziare la tossicità di determinati comportamenti, sistemi e ambienti.
L'essere costantemente legati e dipendenti dai cellulari, dalle applicazioni di messaggistica, dai social e utilizzare questi mezzi, non in modo positivo, ma per denigrare, distruggere, annientare gli altri.
Le scuole che anziché essere luoghi di aggregazione e unità tra più personalità diverse - dando modo a tutti di crescere e apprendere gli uni dagli altri - sono purtroppo sempre più luoghi di divisione e suddivisioni in gruppi, sottogruppi e categorie, fino a diventare luoghi di esclusione e solitudine per le personalità più timide ed introverse.
Spesso, non lo nego, mi sono chiesta come sarei "sopravvissuta" ad una pressione del genere, se fossi andata a scuola al giorno d'oggi, in un ambiente tanto nocivo, con compagni tanto perfidi, pronti a riprendere con i loro smartphone ogni minimo scivolone e postarlo sui social per deridere e umiliare il malcapitato di turno.
Come può affrontare tutto questo un animo timido e sensibile? Come può superarlo senza restare scottato?
La parola ovviamente va ai genitori. Sta a loro educare i propri figli, in modo che non diventino i bulli del domani, in modo da dar vita ad esseri umani che sappiano preservare e proteggere gli animi più dolci e delicati. Perché il mondo dovrebbe essere davvero a misura di tutti e non solo del più forte.
Inutile dire che anche in questo caso, anche dietro alle storie dei "cattivi" di "Uno di noi è il prossimo" e del suo titolo predecessore,  ci sono famiglie che non hanno compiuto il loro compito a dovere.

Ringrazio Mondadori per avermi fornito una copia di questo libro

il mio voto per questo libro


sabato 15 gennaio 2022

Recensione: “Enciclopedia delle fate” di Emily Hawkins e Jessica Roux

Titolo: Enciclopedia delle fate
Titolo originale: A Natural History of Fairies
Autore: Emily Hawkins
Illustrazioni: Jessica Roux
Editore: Il Castello Editore
Data di pubblicazione: 7 ottobre 2020
Pagine: 64
Prezzo: 16,00 € 

Trama:
Le fate vivono intorno a noi: basta solo guardare con attenzione. Redatto dalla professoressa Arbour, botanica, questo libro è stato lasciato alla nipote per aiutarla a scoprire la vita segreta delle fate e il loro ruolo speciale nel mondo naturale. Ricche di annotazioni precise e schizzi complessi, queste pagine descrivono le diverse specie di fate in tutto il mondo, esplorando dove e come vivono.

Recensione:
Cari lettori, siete pronti per un viaggio magico ed indimenticabile?
Bene! Perché questo viaggio inizia con una suggestione, un espediente che l’autrice Emily Hawkins, crea e alimenta, per dare credibilità e solidità alla storia che si accinge a raccontarci, trascinandoci, ancora di più, in un mondo dove tutto è possibile. Anche l’esistenza delle fate.

Così, il bellissimo volume che ci troviamo davanti, con una copertina preziosa, elegantemente vergato, e illustrato dalle accuratissime tavole di Jessica Roux, diventa un’enciclopedia - quindi un volume del tutto autorevole, seppure segretissimo - con una storia decisamente interessante.

Redatto dall'illustre professoressa e botanica Elsie Arbour, il libro è indirizzato a sua nipote Annabelle, e a lei viene consegnato, accompagnato da una lettera, tramite la quale la donna le svela l’importanza del lavoro e delle ricerche a cui ha dedicato buona parte della sua vita: la scoperta e la classificazione delle fate.

Il lettore è sollevato dal peso di domandarsi quanto di vero ci sia in ciò che legge, deve solo immergersi nella lettura, immaginare il mondo con occhi diversi e credere alla parola della rinomata professoressa.


Ecco dunque, pagina dopo pagina, che scopriamo la loro classificazione, le diverse specie, gli habitat di ognuna di esse e le particolarità che hanno dovuto sviluppare per vivere ciascuna nel suo ambiente. Come si mimetizzano, come si nutrono, come nascono e crescono.
Come comunicano, come scrivono.
Cosa amano, cosa detestano.

Le descrizioni e le spiegazioni sono dettagliate e minuziose.
Le illustrazioni eleganti, romantiche, raffinate e senza tempo.
La fantasia e la cura con cui viene documentata l’esistenza delle fate è così particolareggiata, da rendere una lettura “fantastica” assai credibile.



Un volume che porta a credere, anche solo per poche ore -il tempo della sua lettura - che quel piccolo microcosmo magico esista davvero e coesista con il nostro.
Un mondo delicato, grazioso a misura di fata, in un mondo caotico, spesso spietato, a misura d’uomo.
E questa è la piccola grande magia che compie Emily Hawkins con la sua storia, ci porta un po’ a sperare che in tutta quella fantasia ci sia qualche briciola di verità.
Non sarebbe bello?






Ringrazio Il Castello Editore per avermi omaggiato di una copia cartacea di questo libro



il mio voto per questo libro


giovedì 6 gennaio 2022

Recensione: "I Biscotti di Natale" di Fabiana Carozza

Titolo: I Biscotti di Natale
Autore: Fabiana Carozza
Illustrazioni: Veronica Cremonesi
Editore: La Sediolina a Pois
Data di pubblicazione: 2021
Pagine: 140
Prezzo: 30,80 € 

Trama: 
Zia Vera è un’elegante e simpatica pasticcera che porta sempre con sé un pizzico di magia.
Eccola arrivare con un bel pacco rosso tra le mani per la sua nipotina ma…
"Formine per biscotti!" esclama Clara mentre scarta il suo regalo, senza riuscire a nascondere la delusione.
"Non lasciarti ingannare dalle apparenze!" le dice la zia, facendole l’occhiolino.
Presto, infatti, la bimba scoprirà che quelle semplici formine sono magiche e si lascerà trasportare dal racconto delle loro avvincenti storie.
Fiocchetto, Pinuccio, Desiderio, Coccola e Brillina accompagneranno così Clara al prossimo Natale. 
Cosa troverà stavolta sotto l’albero?

Recensione:
Buona Epifania a tutti!
Cosa vi ha portato la befana?
Avete trovato anche qualche libro nella calza?
Desidero concludere queste feste, parlandovi di un titolo davvero dolcissimo e tenero.
In questa storia, scritta da Fabiana Carozza, e illustrata da Veronica Cremonesi, si percepisce la vera e autentica atmosfera natalizia, lo spirito delle feste più genuino, e un grande calore e affetto familiare.
Il tutto condito da profumo di biscotti appena sfornati, cannella, anice stellato e un bel pizzico di magia 

La protagonista della storia è Clara, una bimba che riceve come dono di Natale, dalla sua adorata zia Vera, delle formine per biscotti.
L’iniziale delusione lascerà lo spazio all'incredibile sorpresa, una volta che le avrà utilizzate.
Clara scoprirà che i biscotti creati con quelle formine sono molto speciali e hanno tutti una storia da raccontare.
La meravigliosa box, al cui interno ho trovato, oltre al libro, la scatola di latta, le formine per biscotti, la ricetta per prepararli e i pupazzetti in feltro dei vari personaggi, ha reso la lettura davvero immersiva.
Mi sembrava di essere lì con loro, con tutto il necessario alla mano per mettermi all'opera 😍
È stato davvero un po’ magico.
I Biscotti di Natale è una storia tenera e gentile, che dà risalto ai sentimenti e alle piccole, dolci, cose che ci fanno sentire a casa, al sicuro e amati.
Cose semplici come dei biscotti che profumano di famiglia e di Natale

Ringrazio La Sediolina a Pois per avermi omaggiato di questa box

il mio voto per questo libro


venerdì 24 dicembre 2021

Recensione: "Il Maialino di Natale" di J.K. Rowling

Titolo: Il Maialino di Natale
Titolo originale: The Christmas Pig
Autore: J.K. Rowling
Illustrazioni: Jim Field
Editore: Salani
Data di pubblicazione: 12 ottobre 2021
Pagine: 320
Prezzo: 18,90 € 


Trama:
Jack adora il suo maialino di pezza, Mimalino, detto Lino. È sempre lì per lui, nei giorni belli e in quelli brutti. Una vigilia di Natale, però, succede una cosa terribile: Lino si perde. Ma la vigilia di Natale è il giorno dei miracoli e delle cause perse, è la notte in cui tutto può prendere vita... anche i giocattoli.
Jack e il suo nuovo pupazzo, il Maialino di Natale (fastidioso sostituto fresco di negozio), si imbarcano in un piano audace. 
Insieme intraprenderanno un viaggio mozzafiato nella Terra dei Perduti, dove ‒ con lʼaiuto di un portapranzo parlante, di una bussola coraggiosa e di un essere alato di nome Speranza ‒ cercheranno di salvare il miglior amico che Jack abbia mai avuto dal terribile Perdente: un mostro fatto di rottami che divora ogni cosa…

Recensione:
Avete mai perso qualcosa di caro?
Qualcosa che per gli altri poteva essere considerato di poco conto, ma che invece per voi valeva tantissimo?
Come avete reagito alla perdita e cosa avreste fatto per riavere indietro quella cosa tanto cara?

È questo che deve chiedersi Jack che, improvvisamente, si trova ad affrontare la perdita del suo adorato amico, il maialino di pezza Lino, suo grande compagno di vita, scorribande, giochi e avventure.
E lui, per ristringere ancora fra le sue braccia, quel corpicino sbiadito che profuma di casa, coccole e certezze, farebbe davvero di tutto, anche spingersi dove nessun essere umano si è mai spinto.

Per ritrovarlo, in quella che è la notte speciale, dei miracoli e delle cause perse, Jack intraprenderà un pericoloso ed incerto viaggio nella Terra dei Perduti, un mondo magico e parallelo, dove vanno a finire tutte le cose smarrite, che siano oggetti di poco conto, cose mai dimenticate, o talmente care da essere perennemente rimpiante.
A tirare le fila di questo mondo così particolare, il Perdente, un essere mostruoso che si ciba di ciò che è stato perduto, e i Modulatori, i suoi scagnozzi, che fanno sì che tutto funzioni a dovere.

In questo viaggio, irto di ostacoli, Jack non sarà solo, con lui il Maialino di Natale, un peluche di pezza simile a Lino, ma fresco di negozio, preso dai nonni come rimpiazzo.
Se inizialmente il rapporto fra i due sarà caratterizzato da reciproca diffidenza, il viaggio li porterà a conoscersi, apprezzarsi e affezionarsi reciprocamente.

Una storia carina e dolce, che parla di amicizia, di perdita, ma soprattutto di legami indissolubili, che resistono e restano nel cuore per sempre.
Il pezzo forte di questa storia è Jack, il suo piccolo, ma maturo protagonista e il sincero affetto che lo lega al suo amico di pezza.
Il loro legame è tangibile e commovente, e altrettanto commovente è quello che a poco a poco costruisce con il suo nuovo amico.

Un libro che mostra come amare e come lasciare andare.
Come poter tornare ad amare qualcos'altro pur conservando un vecchio affetto nel cuore.
Questo è il messaggio più dolce e semplice, in una storia colma di cose - a volte necessarie, ma spesso superflue - condita da tanta, forse anche troppa, morale.

Purtroppo, non ho ritrovato in questo libro la genialità, l’ironia e la sagacia che hanno sempre caratterizzato la scrittura della Rowling.
Ho rimpianto il sarcasmo e il magnetismo che, ad esempio, si trovavo nelle pagine de “L’Ikabog”, anche quello un libro per l’infanzia, ma che non ha in sé nemmeno l’ombra della banalità e della prevedibilità che hanno, purtroppo, nel complesso, caratterizzato questa storia.

Nonostante questo, porterò con me il dolce ricordo di Jack, Lino, Nat, del Coniglietto Azzurro e dell’Angelo Rotto.
A dimostrazione che si può far emozionare un lettore anche parlando di cose semplici, o meglio, di semplici cose ❤️

il mio voto per questo libro


giovedì 9 dicembre 2021

Nipoti di Babbo Natale: in queste feste, fai felice un anziano!

Quanto è bello ricevere un regalo tanto atteso e desiderato!
Sì, qualcosa che volevamo tanto acquistare ma, che per un motivo o per l'altro, abbiamo lasciato lì, nella wishlist, aspettando il momento più propizio.
E quale momento migliore se non il Natale?
Perché si sa, le settimane che precedono le feste sono quelle più utili per disseminare indizi qua e là, in modo apparentemente casuale, dicendo qualcosa tipo "mi ci vorrebbe proprio una nuova borsa capiente", "sai che è uscito l'ultimo libro di tal dei tali? Mi piacerebbe tanto leggerlo!", oppure "quella collanina è proprio un amore" o ancora "ma hai visto quel vestito in vetrina? Non è stupendo? Secondo te come mi starebbe?"


Ma se ricevere un pacco regalo, immaginare cosa ci sia dentro, ed attendere con trepidazione il momento in cui potremo scartarlo, è una bellissima emozione, ancora di più lo è cercare il regalo perfetto per le persone che più amiamo.
Vedere i nostri cari che sorridono, ritrovandosi tra le mani proprio ciò che desideravano, oppure essere gli artefici di una piccola sorpresa inattesa, perché talvolta un dono ben pensato può superare persino le aspettative.



Adesso immaginate però come sarebbe triste sapere di non avere alcun pacchetto sotto l'albero, neanche un pensierino, un piccolo oggetto incartato che stia lì a dire: "ecco, questo è solo per te, spero ti renda felice, perché per me tu sei speciale".
Perché, per quanto per molti le feste natalizie siano il periodo da passare assieme ai propri cari, per concludere l'anno in bellezza, per tanti altri rappresentano, purtroppo, solo uno dei tanti momenti di solitudine.

Ed è da queste premesse che nasce il bellissimo progetto di cui voglio parlarvi oggi: #NipotiDiBabboNatale!


La Onlus "Un sorriso in più" ha pensato di allietare il Natale dei tanti anziani che vivono nelle case di riposo.
Ma in che modo?
Molto semplice: rendendo ognuno di noi dei possibili aiutanti del generoso uomo vestito di rosso.
Perché, grazie a questa ingegnosa iniziativa, tutti, ma proprio tutti, possono realizzare il desiderio di un anziano, in modo che questi possa sentire che qualcuno, seppur distante, ha a cuore la sua felicità.

Ma come si diventa nipoti?


Andando sul sito dedicato, è possibile consultare la "tabella desideri", e scegliere la persona da rendere felice, o il desiderio, da realizzare.
Lì potrete leggere direttamente le letterine degli ospiti delle rsa, e capire le motivazioni alla base delle loro scelte.
Ad esempio il signor Marino di Caltanissetta, a cui piacerebbe tanto ricevere un pigiama in pile, in ricordo di quelli, che ogni anno, gli regalava l'amata moglie; oppure il fiorentino Mario, che vorrebbe riassaporare i sapori di quando era bambino, con un cestino di dolci tipici della sua terra; o ancora la pugliese Tonia che desidera un maglione rosa o l'ottantenne Vincenzo che, dato il passato da barbiere, amerebbe tanto trovare sotto l'albero un tagliacapelli, utile non solo per sé, ma anche per gli amici che vivono con lui.


Insomma nella tabella - in continuo aggiornamento - troverete un po' di tutto, potete scorrerla dall'inizio alla fine, oppure selezionare i desideri in base al budget a vostra disposizione, o in base alla regione o la città che preferite, o in cui risiedete.
Una volta scelto il desiderio da realizzare, vi basterà cliccare sull'opzione "voglio regalare".
Occorre poi compilare il modulo con i vostri dati, in modo che l'associazione possa mettervi in contatto con la casa di riposo, dove risiede l'anziano che volete rendere felice.
Ora manca solo un'ultima cosa da fare... acquistare il regalo!
Scegliete voi se consegnarlo di persona o spedirlo. Qualora non foste presenti alla consegna, la rsa avrà cura di rendervi partecipi anche a distanza.
Ed ecco fatto, nulla di così complicato, non trovate?



Non so voi, ma io credo che regalare a qualcun altro un piccolo momento di gioia, che lo faccia sentire speciale e meno solo, sia davvero un bel modo di riscoprire il vero spirito delle feste.
Spero vogliate partecipare e diventare anche voi dei "nipoti di Babbo Natale".
Intanto sempre sul sito, trovate tutti i dettagli dell'iniziativa, dalla sua recente nascita ad oggi, ed anche le testimonianze delle edizioni passate, con tanto di foto di simpatici signori e signore che mostrano felici i loro doni.

Allora vi piace questo progetto solidale?
Vi piacerebbe farne parte?

giovedì 25 novembre 2021

Review Party - Recensione: "Nightbooks. Racconti di Paura" di J.A. White

Titolo: Nightbooks. Racconti di Paura
Autore: J.A. White
Editore: DeAgostini
Data di pubblicazione: 21 settembre 2021
Pagine: 272
Prezzo: 15,10 € 


Trama:
È notte, ma Alex non dorme. La sua passione per tutto ciò che è sinistro e misterioso lo induce a lasciare la sicurezza della sua camera e scendere nel seminterrato del palazzo in cui vive. È determinato a disfarsi dei quaderni su cui ha scritto le sue migliori storie di paura, che però lo fanno sembrare strambo agli occhi di tutti. 
All'improvviso l'ascensore si blocca, delle urla arrivano da dietro la porta dell'appartamento 4E. 
Grida raccapriccianti, impaurite. Strepiti stranamente famigliari... Ad Alex sembra di riconoscere le battute del suo film dell'orrore preferito. Chi lo sta guardando? 
Ed è davvero profumo di torta di zucca quello che si sente uscire dalla casa? Alex non resiste, si avvicina. Ma non appena incrocia lo sguardo di Natacha, la bellissima donna che lo invita a entrare, capisce che qualcosa non va... 
Troppo tardi. La porta si richiude alle sue spalle, Natacha sorride con tutti i denti. È una strega. È affamata. E il suo cibo... sono i racconti del terrore. Per sopravvivere, Alex sarà costretto a usare tutte le proprie doti di scrittore e a trasformare anche i suoi più spaventosi incubi in appassionanti storie di paura. 
Ma cosa succederà quando avrà dato fondo a tutta la sua immaginazione?

Recensione:
Immaginate un ragazzino con una grande passione per le storie dell’orrore, una passione così grande che addirittura lo porta a scriverle su carta, a tenere interi quaderni - i quaderni degli incubi - in cui tiene conservati tutti i racconti spaventosi, tenebrosi e sinistri ideati negli anni.
Be’ immaginate questo stesso ragazzino che un bel - ma probabilmente dovrei dire un triste - giorno decide improvvisamente di sbarazzarsi di quei quaderni, di quelle storie che tanto ama, per “cambiare vita”, uniformandosi ai suoi compagni di classe che, anziché passare il loro tempo a leggere/vedere/scrivere di orrori, praticano sport, vanno alle partite, alle feste... e fanno le tipiche cose da ragazzini “normali”.
E immaginate ancora lui, questo sconsolato ragazzino che, sempre in quella triste notte, proprio per sbarazzarsi di quei quaderni, viene intrappolato in una terribile storia dell’orrore che avrebbe in sé tutti gli elementi per tenerlo entusiasta incollato alle pagine... se solo di trattasse di un libro.
Alexander Mosher, per tutti Alex, così si chiama quel ragazzino, scoprirà a sue spese che le storie horror non sono poi così divertenti quando le si vive in prima persona, e questa fa davvero paura:

- Un appartamento che, grazie ad un misterioso maleficio, cela il potere di attirare a sé sfortunati malcapitati adescandoli con i loro desideri.
- Una strega malvagia e senza scrupoli che sembra avere tutto sotto controllo, compresi i suoi prigionieri.
- Nessuna via d’uscita.

O almeno così gli sembrerà da principio.
Se inizialmente quell'appartamento al quarto piano appaia come una cella inoppugnabile, una normale casa, non diversa dalla sua, ma sprovvista di porte e finestre e qualsiasi altra via di fuga, successivamente mostrerà lati nascosti, impensabili, magici, e sorprese inaspettate.
Prima fra tutte Yasmin la sua coinquilina, prigioniera anch'essa di Natacha - la terribile strega - da molto prima di lui.
Sarà proprio la ragazzina a svelare ad Alex alcuni segreti di quell'appartamento, che apparirà, via via, molto meno comune di quanto si possa immaginare, rivelando stanze decisamente inusuali... biblioteche a mille piani, giardini botanici magici, e chissà cos'altro.

Ma Natacha non ha certo tempo da perdere con dei ragazzini e se ha tenuto Yasmin e Alex è perché gli servono ad uno scopo... Alex gli occorre per la sua fantasia per le storie dell’orrore che sa creare dal nulla, ma perché questi racconti siano così importanti per lei, lo lascerò scoprire a voi.

Invece posso dirvi che ho trovato questo libro per ragazzi davvero carino, una storia appassionante e coinvolgente con un protagonista a cui ci si affeziona immediatamente.
È simpatico, dolce, insicuro, atipico e buono. Un ragazzino che è bello leggere nelle vesti di eroe di una favola moderna come questa.
Lui impara, nel corso della storia, ad accettare la sua unicità, e a sconfiggere le sue paure e insicurezze e, nel mentre, insegna alla sua compagna di sventure a credere ancora, non solo nell'amicizia, ma anche nella speranza di poter sfuggire dall'incubo in cui è intrappolata ormai da troppo tempo.
Yasmin da parte sua, se in un primo momento può sembrare una ragazzina fredda e diffidente, sotto la superficie dura - scavando neanche troppo a fondo - si trova un cuore che è stato sottoposto a fin troppa sofferenza.
Yasmin, nei suoi anni di prigionia, ha perso tanto, troppo, tanto da non voler più affezionarsi a nessuno. Considera l’affetto e l’amore una debolezza, un’arma che può esserle ritorta contro... e come darle torto?
Poi c’è Lenore, la magica gattina arancione, che il lettore imparerà ad amare pagina dopo pagina. 
Il suo - da brava gattara quale sono - è senza dubbio il mio personaggio preferito, perché, lo dobbiamo ammettere, i personaggi che ci conquistano di più sono quelli che si rivelano diversi (migliori) da come ce li si aspetta inizialmente.
Lo stesso purtroppo non si può dire per Natacha, o meglio, mi è piaciuto il suo personaggio nella sua fredda crudeltà ma, una volta venuta a conoscenza del suo passato, ho trovato le sue scelte e il suo modo di agire profondamente insensati e incoerenti, ma ahimè non posso dirvi di più per non spoilerare troppo.

L’appartamento, infine, in cui i due ragazzini sono prigionieri - apparentemente senza via d’uscita - cela una storia nascosta che si rivela un bel colpo di scena, che piacerà molto agli amanti delle vecchie favole.

Personalmente poi, ho trovato davvero molto carini i racconti horror che Alex narra nella sua personale ora del racconto. Avrei voluto ce ne fossero molti di più.

Per chi non lo sapesse su Netflix è presente il film tratto da questo libro.
La pellicola è veramente molto fedele, le differenze sono davvero minime, praticamente vedendo il film vi sembrerà di leggere il libro, quindi per non rovinarvi la lettura vi consiglio caldamente di leggere prima il libro.

Ringrazio DeAgostini per avermi fornito una copia di questo libro

il mio voto per questo libro

mercoledì 24 novembre 2021

Review Party - Recensione: “Fairy Oak. Il destino di una fata” di Elisabetta Gnone


Salve avventori!
E' con grande piacere che oggi vi presento il Review Party dell'ultimo libro di Elisabetta Gnone con il quale facciamo un graditissimo ritorno a Fairy Oak, ovvero “Il destino di una fata”.
Eccoci dunque nuovamente nel villaggio della Quercia Fatata, dove passano, ma la magia è rimane sempre immutata ♥

Titolo: Fairy Oak. Il destino di una fata
Autore: Elisabetta Gnone
Illustratore: Claudio Prati, Valeria Turati
Editore: Salani
Data di pubblicazione: 4 novembre 2021 
Pagine: 288
Prezzo: 16,90 € 


Trama:
Suoni, segreti e inattese verità di una valle e di un villaggio pieni d'incanto.
Una nuova voce, quella dell'autrice, ci racconta la storia di Fairy Oak. Sa molte cose e moltissime ne svela, arricchendo il dipinto che ritrae il popolo della Valle di Verdepiano di dettagli assai curiosi e di nuove, inaspettate sfumature.
Il nuovo romanzo di Elisabetta Gnone rivela tutti i segreti (o quasi) della comunità, buffamente assortita, che convive serenamente nel villaggio della Quercia Fatata.. Per esempio Elisabetta sa quando Grisam Burdock s'innamorò di Pervinca Periwinkle – il momento esatto – e quando il cuore del giovane inventore Jim Burium diede il primo balzo per la sorella di Pervinca, Vaniglia.
Sa cosa pensò la fata Felì la prima volta che vide dall'alto il piccolo villaggio affacciato sul mare ed è soprattutto di lei che vi narra, del primo e dell'ultimo anno che Sefeliceleisaràdircelovorrà passò a Fairy Oak, e di quei pochi istanti in cui si compie il destino di una fata. Un destino comune a molti, come scoprirete...

Recensione:
Tornare a Fairy Oak è sempre un po’ come tornare a casa. Ritrovare gli amici di una vita, riabbracciarli, scoprire di loro altri piccoli segreti, diventare quindi ancora più intimi, gioire delle loro conquiste e soffrire per i loro dolori.
In otto libri siamo sempre stati abituati a sentire i racconti del villaggio della Quercia Fatata dalla bocca della piccola fata Felì.
Nella trilogia principale ci ha raccontato i fatti così, mentre accadevano, con tutto il pathos e l’incertezza della battaglia con l’antico nemico.
Ne “I quattro misteri” è sempre la fatina che, una volta tornata nel Regno delle Rugiade d’Argento, assediata dalle domande incalzanti e curiose delle sue compagne e amiche Fate, torna a narrare alcuni aneddoti (i misteri appunto) del villaggio. 
Storie e fatti di cui eravamo all'oscuro e che ci aiutano a definire i contorni di molte delle personalità che abbiamo imparato ad amare a Fairy Oak.
Ne “La storia perduta”, poi, un bel balzo nel tempo ci porta nel futuro delle gemelle che sono ormai donne adulte, ed è ancora Felì che fa un tuffo nei ricordi e ci narra gli eventi di quello che, per gli abitanti della Valle, passò alla storia come “L’anno della balena”.
Questa volta però ne “Il destino di una fata” è Elisabetta Gnone la voce narrante, lei, occhio che tutto vede, mente che tutto sa e conosce, a raccontarci i più intimi segreti degli abitanti della Valle,  aneddoti e situazioni che i suoi personaggi, altrimenti, non potrebbero conoscere.

Così eccola pronta a rivelarci vari, piccoli, momenti importanti per noi che abbiamo imparato ad amare l’universo magico che è Fairy Oak, come ad esempio, il lungo e impervio viaggio che condusse la piccola fata Tata Sefeliceleisaràdircelovorrà al villaggio, e cosa pensò vedendolo così placido e incantevole dall’alto; come si imbatté in Quercia, e il conseguente spavento che si prese sentendola salutare con il suo vocione, al suono di “SAAAAAALVEEEE FAAAAATINAAAAAAA”, e come, a causa di quello spavento, finì lunga distesa contro la finestra della bottega di Primula Pull.
Cosa Tomelilla pensò vedendo, per la prima volta, la Fata (un po' stordita XD ma sempre splendente) e il numero esatto degli starnuti che la povera fatina fece, entrando in casa Periwinkle.
E poi ancora a raccontarci i primi giorni al villaggio, nella trepidante attesa della nascita dei gemelli, o delle gemelle?
Le scommesse, la lunga notte in cui tutta Fairy Oak si piantò sotto casa di Cicero e Dalia aspettando buone nuove.
Le prime lezioni di magia, le amicizie, i primi amori, le prime delusioni.
E poi, con un balzo in avanti di 15 anni, eccoci anche ad ascoltare il racconto che mai avremmo voluto sentire.
L’ultimo anno di Felì a Verdepiano, la sua ultima estate al villaggio, gli addii silenziosi, le lacrime sommesse, le bambine che piano piano crescono, e si allontanano dalla loro Fata Tata, e lei, che a poco a poco, senza farsi notare, le lascia andare. Sbiadisce timidamente nella loro vita, e poi parte senza un vero e proprio addio.
Questo è il destino di una fata, e leggerlo è stato una vera stretta al cuore.
Non nego di aver chiuso questo capitolo con le lacrime agli occhi (non è vero, stavo letteralmente singhiozzando, Little Pigo può confermare).
Ho amato questo libro nonostante la profonda malinconia che mi ha lasciato.
Come “La storia perduta” - e nonostante questi siano stati due dei miei libri preferiti della serie - non posso negare che un velo di tristezza mi abbia accompagnato per tutta la lettura.
La verità è che non vorrei mai dire addio a Fairy Oak, e che non sono mai stanca di saperne di più. E per quanto la Gnone potrà dircene, le cose raccontate saranno sempre troppo poche.
Poca Shirley, poco Scricciolo, poca Flox! Dov’è finita Pampuria? Perché così poche parti dedicate al Capitano? Perché non raccontarci più episodi delle gemelle bambine?
Perché così pochi aneddoti?
Mai nulla sarà abbastanza.

Temo per Elisabetta Gnone che i fan della serie non smetteranno mai di chiederle, ancora e ancora, storie a riguardo e spero che lei abbia voglia di tornare ad accontentarci.
Personalmente, però, la prossima volta vorrei leggere qualcosa che non porti con sé il costante, onnipresente e opprimente ricordo dell’addio.
Ci sono anni da raccontare prima che le bimbe scoprano la magia, e se quelli possono sembrare noiosi, ce ne sono ancora tanti che passano dalla sconfitta del Terribile 21 a quella del tanto doloroso addio.
Vorrei leggere davvero, per una volta, una vera storia fatta di pura spensieratezza, e non qualcosa che mi faccia stare con il magone tutto il tempo, a leggere della morte di un dato personaggio o di una data fata, di un particolare addio, o di quello che attende i componenti della banda nel loro futuro, il lavoro che faranno, chi diventeranno, ecc...
Perché? Perché devo saperlo?
Io li vorrei eterni bambini, vorrei leggere delle loro avventure e scorribande nel presente, senza l’opprimente ombra del futuro alle spalle.
Perché Fairy Oak, per me, dovrebbe essere gioia e spensieratezza, risate, giornate felici al sole, sulla spiaggia, o al calore del camino a mangiare crêpes, con Felì e Fidiven, il Capitano, i coniugi McDale... tutti insieme, per sempre ❤️

il mio voto per questo libro