lunedì 26 marzo 2018

Recensione: "La ragazza dei lupi" di Katherine Rundell

Titolo: La ragazza dei lupi
Titolo originale: The Wolf Wilder
Autore: Katherine Rundell
Illustratore: Gelrev Ongbico
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 17 novembre 2017 
Pagine: 288
Prezzo: 15,00 €



Trama:
I soffialupi sono quasi impossibili da scoprire. Visti da fuori sembrano più o meno persone normali. Certo, ci sono degli indizi: è assai facile che manchi loro un pezzo di dito, il lobo di un orecchio, una o due dita dei piedi. Perché un soffialupi è il contrario di un domatore: accoglie un lupo cresciuto in cattività e gli insegna a vivere di nuovo tra i boschi, a ululare, ad ascoltare il richiamo della foresta.
Feo è una di loro, proprio come la sua mamma, e da sempre vive tra boschi perennemente bianchi di neve, avvolta nel profumo di legna e di pelliccia. Non tutti però amano i lupi, e ancor meno chi li aiuta a tornare selvaggi. E così, quando la mamma viene incarcerata ingiustamente, Feo non ci sta, e corre a salvarla.

Recensione:
Katherine Rundell, dopo lo straordinario romanzo "Sophie sui tetti di Parigi", torna a coinvolgerci in un'altra mirabolante avventura, stavolta ambientata in Russia.
Anche questo secondo libro ha come protagonista una ragazzina coraggiosa e fuori dal comune, da sempre abituata a vivere in una piccola casetta dispersa tra i boschi, con la sola compagnia della mamma e dei suoi lupi.
Ebbene sì, perché al contrario dei suoi coetanei, Feo ha come unici amici Nero, Grigia e Bianca, i tre animali che ha salvato e rieducato alla vita selvaggia.
E in un quel piccolo angolo di mondo la sua vita scorre tranquilla, ricca di difficoltà ma anche di emozioni, quelle vere, che solo la natura incontaminata può dare.
Fino all'orribile giorno in cui la civiltà, con le sue regole crudeli, irrompe improvvisamente e manda in mille pezzi il fragile universo della ragazzina.
La nobile arte dei soffialupi viene considerata illegale e pericolosa, quasi una stregoneria, e la madre di Feo, Marina, è tratta in arresto in quanto colpevole di aver compiuto un reato.
Non serve dirvi che da quel momento in poi l'unica missione della nostra protagonista sarà riportare indietro la sua mamma e ripristinare così la sua strampalata ma amorevole famiglia.
Fortunatamente in questo viaggio insidioso, alla volta della prigione di San Pietroburgo, non sarà sola. Più di un alleato si unirà a lei, a partire dal giovane soldato, nonché disertore, Ilya, al rivoluzionario Alexei, fino ad arrivare ad un intero stuolo di bambini scalmanati.
Tutti loro, uniti dalla voglia di mettere fine una volta per tutte alle angherie dello zar e del generale Rakov, che seminano il terrore nei villaggi del posto, formeranno un esercito, tanto stravagante quanto combattivo.
Ma, indipendentemente dall'esito finale della battaglia, ciò che ha più importanza in questo libro è l'essenziale messaggio che vuole trasmettere.
All'inizio della storia Feo viene descritta come una creatura "buia e tempestosa", imperscrutabile, estremamente a suo agio con i lupi, ma poco incline ai rapporti sociali con gli esseri umani. Nel corso della narrazione il suo personaggio cambia, si apre al mondo, mostra le sue fragilità e non ha paura di chiedere aiuto.
Ed anche il resto del mondo muta l'atteggiamento nei suoi confronti: ad un tratto Feo non è più la misteriosa reietta che vive nei boschi ma un'eroina coraggiosa, pronta a tutto pur di salvare chi ama.

«Siamo qui per riprenderci tua madre! Ho raccontato loro tutta...» 
Ilya si interruppe. La fissò. 
Feo - la strega dei lupi di cui tutti i soldati parlavano con soggezione, che non aveva pianto quando sua madre era stata portata via di forza e che aveva reagito semplicemente aggrottando la fronte davanti a tempeste di neve, fucili e notti ghiacciate - stava tremando. 
«Feo?» 
Feo scosse il capo; non riusciva a parlare. Quando il mondo all'improvviso diventa gentile, a volte ci si sente come se si fosse bucato un polmone. In piedi nella sala di marmo, pianse finché le lacrime non le scesero sul naso e sul mento e infine caddero sulla testa dei due lupi macchiati di sangue che stavano ai suoi piedi.

La giovane soffialupi scopre quindi l'amicizia e l'importanza del lavoro di squadra, mentre gli altri imparano a non temere chi è diverso, umano o animale che sia.
E se il rapporto tra Feo e i suoi nuovi amici ha una certa rilevanza, quello tra lei e i lupi non è certo da meno. Le creature nobili e fiere, in passato bistrattate e considerate dalla nobiltà russa come mere mercanzie da sfoggiare, sono infatti parte essenziale della storia, se non proprio il motivo scatenante di tutto.
Non si può incatenare uno spirito libero, questo Feo lo sa bene, e pur di difendere questo principio, e i suoi effettivi rappresentanti, è disposta a mettere a rischio la sua vita.
Ma il suo amore non è a senso unico, come potreste pensare. Più di una volta anche Nero, Bianca e Grigia corrono in aiuto della loro salvatrice: la proteggono come si fa con un cucciolo, dal freddo, dalle minacce, dai nemici, dimostrando così non solo di saper riconoscere gli alleati, ma anche di provare veri sentimenti.
Altra grande protagonista è la Russia, con i suoi paesaggi gelidi ed ostili. Un'ambientazione, estremamente affascinante, che nasconde pericoli, ma anche meraviglie.
Le descrizioni della Rundell anche questa volta, come nel suo precedente romanzo, sono mirabili ed emozionanti, decisamente più forti ed intense rispetto alla Parigi di Sophie, anche se un po' meno magiche. In generale questo libro è più forte dal punto di vista emotivo, e soprattutto più crudo e crudele. Ritrae la malignità di alcuni uomini, e la difficoltà in cui molti si imbattono quando tentano di contrastare le ingiustizie.
Ma "La ragazza dei lupi", al di là di queste cose, è soprattutto una storia di coraggio, avventura e amicizia. Una di quelle che insegna che non serve essere uno zar, un baronetto o un generale dell'esercito per essere qualcuno e far sentire la propria voce.
Tutti hanno il diritto di combattere per quello che amano, tutti nascondono un animo da lupi. Devono solo trovare la forza di cercarlo. 

Considerazioni:
Credo che per ogni libro ci sia un momento giusto. E quale periodo migliore per leggere "La ragazza dei lupi" se non le giornate fredde e gelide che abbiamo avuto a fine febbraio, e che inaspettatamente ci hanno regalato tanti centimetri di neve?
Ero al calduccio tra le coperte, a riprendermi dai malanni di stagione (ebbene sì, perché il gelo di febbraio mi ha regalato anche questo), quando mi sono sentita chiamare dal romanzo della Rundell che, dalla mensola della mia libreria, sussurrava "leggimi".
E sono ben lieta di averlo ascoltato, perché, oltre a distrarmi tra uno starnuto e un colpo di tosse, il libro è riuscito anche a ricreare una comunione perfetta tra ciò che succedeva fuori dalla mia finestra e ciò che veniva descritto nelle pagine.
Ma non solo. "La ragazza dei lupi" mi ha trasportato in un mondo fatto interamente di alberi, rovi taglienti, bufere e sentieri innevati, un universo parallelo tanto meraviglioso quanto ricco di insidie.
Inoltre, con il suo lavoro, l'autrice ha elaborato una storia estremamente originale, una di quelle che si fa fatica a dimenticare.
E devo riconoscere che questo è uno dei pregi della Rundell: sia questa volta che con le avventure di Sophie, è riuscita a raccontare un qualcosa di nuovo, difficilmente replicabile ed estremamente originale.
Tutta la vicenda di Feo, il mestiere dei soffialupi, l'ammaestramento degli animali selvatici ad opera della nobiltà russa, sono aspetti così peculiari che mi hanno spinto a domandarmi se ci fosse un po' di verità alla base di questa storia, o se fosse invece tutto frutto della fantasia della scrittrice.
Indipendentemente da ciò, la lettura si è rivelata estremamente appassionante e avvincente, in quanto caratterizzata da un ritmo incalzante, fatto principalmente di fughe, battaglie e inseguimenti. Non mancano poi le scene emotive ed emozionanti, incentrate sui rapporti interpersonali.
Tuttavia, mi duole ammetterlo, questo libro presenta anche qualche difetto.
Se infatti la prima parte, quella incentrata sulla vita di Feo con la mamma ed i lupi e sull'amicizia tra la ragazzina ed il soldato Ilya, mi ha convinto pienamente (oltre che colpito per l'originalità), non posso dire lo stesso per il prosieguo della narrazione.
Il punto di svolta è l'incendio alla casa di Feo che porta la protagonista a separarsi da sua madre. Qui la storia rivela la prima pecca, in quanto, in base al rapporto simbiotico tra le due soffialupi, descritto in precedenza, pare poco credibile (e anche crudele da leggere) lo scenario descritto che vede Feo abbandonare la madre in mano ai nemici, pur di mettere in salvo se stessa e i lupi.
Tutto ciò che accade successivamente, per quanto avventuroso, manca un po' di verità, con la protagonista che si improvvisa rivoluzionaria, a capo di un inverosimile esercito di bambini.
Capisco la necessità di far risaltare il personaggio principale, e perciò farlo agire da solo, ma questo cambio di rotta mi è parso un po' eccessivo.
Da un certo punto in poi la situazione di Marina passa in secondo piano per puntare invece i riflettori sulla rivolta popolare contro il generale Rakov.

«Rakov pensava di potersi prendere tutto quello che voleva. Pensava che la paura fosse il sentimento più potente che esiste al mondo. Pensava che la paura fosse più forte, e che desiderassimo la sicurezza molto più dell'audacia. Ma poi... Poi si è preso la mia Grigia.» 
Feo guardò la grande piazza, le cupole dorate attorno a sé, e tutti quei nasi rivolti all'insù. 
«Adesso preferisco essere audace. Dobbiamo gridargli: Non ti prenderai nient'altro. Una persona non può farlo, non da sola, ma tutti insieme, noi bambini, possiamo riprenderci noi stessi. 
Possiamo riprenderci la paura. E non so se vinceremo, ma abbiamo il diritto di provare. Gli adulti ci vogliono cauti e tranquilli, ma noi abbiamo il diritto di combattere per il mondo in cui vogliamo vivere, e nessuno può dirci di essere prudenti e ragionevoli. Dico che oggi dobbiamo combattere!»

Forse il pubblico giovane apprezzerà questa scelta, che denota una maggiore azione e un ritmo più frenetico, ma personalmente avrei preferito il rispetto della trama originaria.
In generale questo libro, soprattutto nella seconda parte, non riesce a brillare, poiché ciò che viene raccontato pare poco verosimile, quasi fosse una fiaba, in contrasto con i toni crudi e spietati dei capitoli iniziali.
C'è da dire però che il racconto, nella sua interezza, si fa portavoce di un messaggio profondo che non si può tralasciare e che va al di là dei toni più o meno surreali della narrazione.
Per di più le pagine sono corredate da bellissime illustrazioni, ad opera di Gelrev Ongbico (autore anche della meravigliosa copertina): alcune a tutta pagina, ed estremamente dettagliate, e altre caratterizzate da piccoli graziosi disegnini (cristalli di neve, alberelli o orme di lupo, per fare degli esempi).
In definitiva il romanzo, pur con qualche imprecisione, riesce nel suo intento, dando voce ad una storia originale che parla di sete di giustizia e rispetto per la natura, ma anche di audacia, amicizia e fedeltà. Dei valori veri che ognuno di noi dovrebbe conservare nel proprio cuore ed insegnare alle generazioni future. 

Ringrazio la casa editrice Rizzoli per avermi inviato una copia cartacea di questo libro

il mio voto per questo libro

13 commenti:

  1. Ciao, non conoscevo il romanzo ma dalle tue parole sembra proprio una storia avvincente! Bellissima la tua recensione, veramente ricca e precisa :-)

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    1. Grazie, sono contenta che ti sia piaciuta!

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  2. Lo metto in lista. Da un mese infatti ho ripreso a leggere ad alta voce ai miei figli (8 e 11 anni) e sto ottenendo risultati molto soddisfacenti. Penso che questa storia possa coinvolgerli molto.
    Un saluto da Lea

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    1. E' di certo molto avvincente, quindi potrebbe piacere ai tuoi figli. Fammi sapere ^-*

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  3. Sembra molto bello! Lo aggiungo alla mia luuunga lista!

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    1. Sì, è davvero carino. Poi le illustrazioni sono magnifiche!

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  4. Non devo leggere queste recensioni quando voglio limitare la lunghezza della WL :(

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  5. Anche per me sarebbe stato coerente mantenere la liberazione di Marina come obiettivo principale della protagonista, magari seminando ostacoli lungo la strada e collocando la rivolta popolare sullo sfondo della storia. Nel complesso è stata una lettura gradevole.

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    1. In effetti sì, sarebbe stata la scelta migliore.

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  6. Aspettavo il parere su questo libro, e la mia idea che lo voglio assolutamente non è cambiata...anzi :P

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  7. che bellissima recensione ragazze mi sono innamorata del romanzo lo inserisco nella WL.. Venite a farmi visita c'è un premietto per voi sul mio blog ^_^ http://themydiarysecret.blogspot.it/2018/04/my-world-award-2018.html

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